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e dei suoi Collaboratori
Numero
8 - Anno 2004
Speciale
Abduction - N°8 2004
Speciale
Hessdalen:
A
Long-Term Scientific Survey of the Hessdalen Phenomenon
MASSIMO TEODORANI, Ph.D.
CNR – Istituto di Radioastronomia / Radiotelescopi di Medicina
Via Fiorentina, 40060 Villafontana (BO) - Italy
E-mail : mteodorani@ira.cnr.it
e mteodorani@libero.it
tratto da: Journal of Scientific Exploration, Vol. 18, No. 2, pp. 217-251, 2004
Siti web: http://www.jse.com, http://www.scientificexploration.org,
http://www.scientificexploration.org/jse.html
e
http://www.scientificexploration.org/jse/v18n2.html
(a breve)
Abstract.
Le sfere di luce che appaiono nella vallata di Hessdalen in Norvegia sono esemplificative di fenomeni luminosi atmosferici anomali che avvengono frequentemente in svariati luoghi della terra. La ricorrenza del fenomeno e l’esistenza di una stazione di osservazione strumentale, fa di questa zona un laboratorio naturale ideale per investigazioni scientifiche. La apparente correlazione tra fenomeni luminosi e perturbazioni magnetiche, emissioni radio e tracce radar trovate dai ricercatori Norvegesi, portarono alcuni fisici ed ingegneri Italiani del Progetto EMBLA a rianalizzare i dati Norvegesi. Il secondo passo consistette in tre spedizioni di studio sul campo, esplorative e strumentali. Il comportamento dei fenomeni fu monitorato con tecniche ottiche, radio e radar. Il quadro globale del fenomeno ottenuta da allora, mostra che la potenza radiante del fenomeno è altamente variabile, raggiungendo talora valori fino a 19 kW. Si mostra che questi cambiamenti sono causati da improvvise variazioni dimensionali dell’area illuminata, a causa dell’apparizione di grappoli di sfere di luce che si comportano in modo termicamente autoregolato. Caratteristiche apparentemente simili a quelle di un solido sono fortemente sospettate, grazie allo studio della distribuzione superficiale della potenza radiante. Altre caratteristiche anomale includono la capacità di espellere sfere di luce più piccole, alcuni spostamenti in frequenza non identificati nell’intervallo delle onde VLF, ed una possibile deposizione di particelle metalliche. Si mostra che una teoria definitiva autoconsistente e completa della natura e dell’origine del fenomeno non può ancora essere costruita quantitativamente, ma anche che una buona parte delle evidenze osservative può essere efficacemente interpretata con un modello elettrochimico in grado di spiegare fenomeni del tipo dei fulmini globulari. L’importanza di tale ricerca è tale da ritenere indispensabile l’uso di strumentazione più sofisticata in futuro, in modo da permettere ai ricercatori di raffinare il quadro relativo alla teoria che sta alla base dei fenomeni.
Keywords: anomalie atmosferiche – luci di Hessdalen – fisica del plasma – fulmini globulari – tecniche astrofisiche – teoria
http://www.scientificexploration.org/jse/v18n2.html
(a breve)
[Nota1: La traduzione in Italiano di questo abstract è stata fatta dalla redazione di Camelot Chronicles in collaborazione con il Dr.Massimo
Teodorani]
Copyright (2004) Massimo Teodorani, Ph.D. (Curriculum
Vitae)
Copyright (2004) Journal of Scientific Exploration
Copyright (2004) Camelot Chronicles
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