IV° CONVEGNO NAZIONALE DI UFOLOGIA
Camelot Chronicles


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Presentazione di GianFranco Lollino e Fabiana Fiatti al IV° CONVEGNO NAZIONALE DI UFOLOGIA - “Quale Ufologia ?”, 
Organizzato da 
Associazione Culturale Libero Arbitrio & Gruppo Camelot 
Rimini, Sabato 8-9 Aprile 2006

 
LUCI ANOMALE IN ADRIATICO

“Il mistero delle “luci anomale” in Adriatico, tra ricerche storiche e indagini scientifiche”

Gianfranco Lollino (Direttore dell'Osservatorio "N. Copernico" di Saludecio) e Fabiana Fiatti (Coordinatrice CUN Marche)


Abstract

Avvistamenti di misteriose formazioni di luci pulsanti, statiche o danzanti, sempre luminosissime vengono raccontate sin dall’antichità da numerosi testimoni lungo la costa romagnolo-marchigiana.
Queste apparizioni hanno certamente fatto gridare al prodigio e tanti sono oggi i luoghi di culto dedicati alle “Madonne dei lumi” che possiamo ritrovare, a partire al XIV secolo, tra i numerosi santuari sulle alture, lungo la costa delle Marche.
Sono le stesse luci arancioni, brillantissime come il pianeta Venere, che noi oggi stiamo documentando attraverso foto e filmati? Qual’è la vera natura di questi fenomeni luminosi ritenuti “anomali” dalla scienza ufficiale? Cosa sappiamo e cosa si sta facendo per svelare questo mistero?

Il CROSS Projetc (Copernico Radio & Optical Skywatching System), elaborato da Gian Franco Lollino e Fabiana Fiatti, supportato dal tecnico informatico Marco Pazzagli e dal prezioso supporto logistico e tecnico del Gruppo Astrofili N. Copernico, si prefigge di catalogare e studiare in senso epistemologico l’assiduo e non identificato fenomeno luminoso, che da almeno 10 anni viene segnalato prevalentemente in atmosfera nel tratto di costa tra Rimini e la baia di Portonovo (AN).
Inizialmente tale ricerca si è avvalsa dalla preziosa consulenza tecnica dell'astrofisico Massimo Teodorani e dell'ing. Stelio Montebugnoli, del Dip. di Radioastronomia IRA-INAF (Istit. Radioastronomia - Istit. Naz. Astrofisica), Medicina (BO); tale collaborazione ha permesso di mettere a confronto la nostra fenomenologia luminosa con quella più nota delle luci di Hessdalen in Norvegia e quella proveniente da altri siti mondiali ed affinare l’utilizzo di strumenti e metodologie di indagine comuni.

Nell’estate 2003, grazie all’intervento dell’Amministrazione Comunale di Gabicce Mare, è diventata operativa la postazione sul promontorio di Gabicce dalla quale vengono effettuati i monitoraggi strumentali ottico e radar. Le apparecchiature installate sono costituite da video camere digitali, fotocamere fotografiche e digitali con applicato un filtro a reticolo di diffrazione a 400 linee. Per circa un anno è stata installato un sistema di antenne con applicato un radar UHF a bassa potenza che opera nella banda 420-450 Mhz, sistema questo sviluppato e sperimentato dai ricercatori CNR del Dip, di Radioastronomia di Medicina (BO) con la collaborazione del CNR-IRA e CNR-ISAC e dagli ingegneri dell'Ostfold College di Sarpsborg in Norvegia.

Il fenomeno delle “Luci anomale in Adriatico”

La presenza di misteriosi fenomeni luminosi in Adriatico non è storicamente databile.
Le testimonianze del passato, emerse dalla ricerca storico-documentale della ricercatrice Fabiana Fiatti, risalenti dalle cronache del 1200 fino ai nostri giorni, fatte di apparizioni straordinarie e meravigliose, hanno certamente fatto gridare al prodigio e tanti sono oggi i luoghi di culto dedicati alle “Madonne dei lumi” che possiamo ritrovare, a partire al XIV secolo, tra i numerosi Santuari sparsi sulle alture lungo la costa delle Marche.

Negli ultimi decenni, a seguito di ricorrenti manifestazioni luminose inspiegabili, s’è cercato tuttavia di raccogliere ordinatamente una casistica testimoniale, senza aver mai monitorato e studiato scientificamente il fenomeno.

Possiamo far risalire al 1990-91 le prime segnalazioni precise e circostanziate delle luci, così come le stiamo documentando oggi, provenienti principalmente dai pescatori, da testimoni occasionali lungo la costa e dagli astrofili dell’osservatorio astronomico N. Copernico di Saludecio, a seguito di osservazioni dirette eseguite dalla nostra specola posta sulle ultime alture a ridosso della costa romagnola, nell’entroterra della città di Cattolica (RN) e Gabicce Mare(PU) sul confine marchigiano, e Saludecio (RN) sulle colline.

A partire dagli anni ’70, le segnalazioni di luci globulari rossastre, fisse o in movimento sono una costante, fino ad arrivare alla straordinaria ondata di segnalazioni tra il 1978 e il 1979, durante la quale non solo marinai e semplici cittadini ma anche pattuglie delle forze dell’ordine e delle capitanerie di porto delle città costiere furono allertate per la massiccia presenza di fenomeni luminosi anomali sulla costa e soprattutto in mare. Oggi, alla luce dei recenti sviluppi della nostra ricerca, possiamo affermare che probabilmente solo una parte di quell’ondata di avvistamenti può essere ricondotta al nostro fenomeno.

Fatta questa doverosa premessa si può dire che il lavoro svolto nei primi 4 anni di vita del progetto CROSS, nonostante i margini di incertezza e le comparazioni per “analogia” con ciò che conosciamo da punto di vista fisico, geologico, atmosferico e astronomico, ci ha costretto a classificare come anomale e/o sconosciute,tali manifestazioni luminose.

Nel tentativo di dare un’identità alla nostra fenomenologia, in un contesto globale dove decine di altri siti al mondo denunciano con una certa ricorrenza, apparizioni di strane luci sia al suolo che in atmosfera, abbiamo iniziato uno studio comparativo della casistica dei siti principali, ovvero quei luoghi che oltre ad una storicità hanno una documentazione testimoniale e/o visiva e, soprattutto, un programma di ricerca scientifico sistematico.

Una delle finalità di questo lavoro è cercare un comune denominatore che possa legare tra loro le tipologie di fenomeni luminosi e attribuire se lo scaturire di tale “energia” sia naturale, cioè indotta da meccanismi geofisici o atmosferici sconosciuti, ancor prima di affrontare altre ipotesi esogene o esotiche. 

E’ ovvio che tale ricerca non si esaurirà certo a breve ma, grazie a programmi di ricerca già esistenti come il Progetto Hessdalen, località norvegese dove dal novembre 1983 è attivo un monitoraggio sistematico visivo e strumentale, noi oggi possiamo rapportarci e stabilire una strategia di ricerca comune che tenga conto dei progressi effettuati in quell’area, sia per ciò che riguarda le scelte e gli usi di certa strumentazione, sia da un punto di vista interpretativo della fenomenologia.





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