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Presentazione di
Giulia d'Ambrosio al IV° CONVEGNO NAZIONALE DI UFOLOGIA
- “Quale Ufologia ?”,
Organizzato da
Associazione Culturale
Libero Arbitrio & Gruppo Camelot
Rimini, Sabato 8-9 Aprile 2006
ABDUCTIONS
“Incontri
Ravvicinati del IV Tipo: dal mito dei rapimenti reali alla teoria delle interferenze mentali. Presentazione di un caso.”
Giulia
d'Ambrosio (Medico, Neuropsichiatra Infantile e Psicoterapeuta,
Ricercatrice, Presidente del PARSEC)
Presentazione
Dino
si presenta come una persona che si pone in modo interlocutorio non solo con se stesso, ma in generale con l’ “esistente”. La sua ricerca per comprendere cosa gli stia accadendo, iniziata in sordina in un periodo in cui era spaventato da alcuni eventi notturni, gli ha concesso di accedere via via a numerose informazioni, e a collegare avvenimenti della sua vita con quelli dei suoi familiari più stretti. Le esperienze che lo hanno segnato, nel corso dell’infanzia, riguardano la malattia del fratello e le strane percezioni che sia il fratello che il padre avevano. Lui stesso percepiva strane presenze, contro le quali preparava dei rituali difensivi. Durante la notte si sentiva toccare, e questa sensazione perdura nei tempi attuali. Il fratello non era così spaventato, ma la connotazione di bizzarria della sua malattia avrà per sempre un’influenza su di lui.
Dino è una persona concreta, legato in modo sano agli aspetti dell’esistenza, privo di inutili orpelli mentali, con un’attitudine ad affrontare i problemi in modo diretto, dopo attenta riflessione. Moderato, equilibrato, con una certa gestione della sua aggressività. E’ laureato in una disciplina scientifica, specializzato nella modellazione di strutture proteiche. Geneticamente è di derivazione scozzese, per parte di padre, e francese, per parte di madre.
Lo scambio tra di noi è iniziato ragionando sul fatto che la realtà che noi vediamo e percepiamo è soltanto una piccola parte di quello che esiste, e che ignoriamo la vera natura della realtà. Dino ribadiva che introdurre concetti quali la virtualità delle esperienze quotidiane è importante: quando noi facciamo esperienza, simuliamo o attendiamo certi avvenimenti, in realtà stiamo lavorando virtualmente con il nostro cervello. A conferma dei suoi pensieri, dopo poche settimane si trova in un sogno in cui SA di stare affrontando un sogno simulato, ossia un sogno apparente, un sogno-schermo. Non è il primo che gli capita. Si tratta di sogni che finiscono improvvisamente, “come se qualcuno togliesse la spina”. All’interno di questo sogno compaiono degli esseri grigi, che hanno l’aspetto di robot. Se questi robot oltrepassano certi limiti, la loro struttura viene spostata dall’equilibrio, come se tendessero a disintegrarsi. Quando il sogno bruscamente si interrompe, la sua sensazione è quella di aver vissuto, per la verità, una cosa diversa da quella che appariva nel sogno.
... continua a Rimini! Giulia d'Ambrosio
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