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Tutti i numeri
del giornale aperiodico di ufologia "Camelot Chronicles" si possono scaricare gratuitamente
da questo sito in formato PDF e HTML, e si possono trovare in formato cartaceo alle conferenze del Gruppo Camelot
e dei suoi Collaboratori
LA CACCIA ALLE STREGHE NEL TERZO MILLENNIO
Dr.
Massimo Teodorani, Ph.D.
E-Mail: mlteodorani@alice.it
a cura di Dr.Massimo Teodorani, Ph.D.,
mlteodorani@alice.it, Astrofisico con esperienza di ricerca lunga e
documentata (sia teorica che osservativa) nei diversi campi dell’astronomia,
astrofisica e fisica delle anomalie, scrittore scientifico in diversi campi
della meccanica quantistica, della fisica generale e dei fenomeni anomali,
Pubblicato in
prima battuta sul sito web dell'Ass.Sentinel ITALIA alla pagina web :
http://nuke.sentinelitalia.org/Default.aspx?tabid=118
Ulteriori discussioni su questo articolo sul forum
"Camelot Forum" alla pagina web:
http://camelotforum.forumfree.net/?t=28237236
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Chiunque abbia avuto occasione di accedere alla pagina
http://www.vialattea.net/esperti/
php/risposta.php?num=12495 del sito web
Vialattea.net avrà sicuramente avuto modo di leggere uno strale esplicito
sparato all'indirizzo del sottoscritto da parte del Dr. Silvano Fuso (membro
di un certo spicco all'interno del CICAP).
Avevo proposto al Dr. Fuso di
postare sullo stesso sito una mia replica, ma lui mi ha risposto dicendo che
non è il caso dal momento che poi lui dopo dovrebbe dare una sua ulteriore
risposta e che (come me) non ne ha il tempo. Per cui tanto vale continuare a
giocare a birilli con le persone in modalità a telecomando, visto che questa è
la moda in questo paese, mentre io mi limito solo a rispondere alle
provocazioni, e non ad innescarle.
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Striscia la Notizia
in Camera di Commercio di Trieste - Blog Pilotati e Caccia alle Streghe in
Italia:
la
Questione della Targa Enigmatica
Lettera Aperta del
Dr.Mario Zandegiacomo........
[notizia completa]
The B.E.F.E.C.®
International – Italia – S.r.L.
The Bio-Energy Field Effect Converter
Sistemi avanzati di risanamento ambientale e di
protezione da inquinamento elettromagnetico
Articolo del Dr.Mario Zandegiacomo........
[notizia completa] |
Rispondo allora in questo sito dove
appare questo mio articolo - che ritengo neutro ideologicamente - e ringrazio
chi mi ospita per estendere questa mia risposta al Dr. Fuso e a quelli che
assieme a lui e/o tramite lui hanno deciso di cercare o volere lo scontro
frontale. Ovviamente so benissimo che questa gente è mossa dal puro e semplice
scopo di ingenerare provocazione, nonché di seminare pubblicamente discredito
gratuito: le ragioni di tutto questo non mi sono ignote. Non sono la prima
persona ad aver subito queste angherie e non sarò certamente l'ultima. Tutti
conoscono, penso, la ragione per la quale certe cose succedono. In ogni caso
tutto questo non mi inquieta più di tanto, dal momento che certi personaggi
sono seguiti solo ed esclusivamente da personaggi simili a loro, più che altro
compatiti da larghissima parte degli intellettuali e da una parte dello stesso
establishment scientifico ufficiale. La mia risposta alle "critiche al
personaggio Teodorani" che segue è pacata ed è quella che segue.
I libri che il sottoscritto ha pubblicato (per una larga parte di essi
vedasi pagina web:
http://www.macrolibrarsi.it/autori/_massimo_teodorani.php), quelli a cui
sono rivolte le gratuite critiche del Dr. Fuso (ma ancora non so quali dei
miei libri egli abbia effettivamente letto), sono stati scritti solo ed
esclusivamente sulla base di documentazione scientifica effettivamente
esistente, pubblicata su libri monografici, interviste estensive, riviste
scientifiche internazionali con e senza referee e siti web di carattere
tecnico, tutti ampiamente e puntualmente citati nella bibliografia che si trova
alla fine dei miei libri. Chi avrà occasione di *leggere realmente* i miei
libri troverà tutta la documentazione in fondo agli stessi. Pertanto quelle
esposte dal sottoscritto in questi libri non sono "sue idee personali" bensì
considerazioni e analisi comparative (a volte anche critiche) relative a
materiale effettivamente pubblicato da scienziati (e non da paragnosti)
che studiano in maniera interdisciplinare *anche* l'anomalia nonché aspetti
ancora controversi delle scienze fisiche. Alcune considerazioni dell'autore (il
sottoscritto) dei suddetti libri nascono anche da una parte (recente)
delle sue ricerche e da aspetti comparativi con simili investigazioni
effettuate da altri, ma mai da "idee personali", visto che il sottoscritto è un
astrofisico e non un opinionista né un abituè di salotti televisivi. Esiste
differenza marcata tra una "opinione" e una "considerazione", ma chi oltre a
leggere con gli occhiali affumicati denota anche scarse capacità di astrazione
concettuale, evidentemente non ha gli arnesi per cogliere la differenza.
E comunque, a prescindere dalle considerazioni più terra-terra, anche ai fisici
a volte è consentito "speculare", non come azione fine a sé stessa, ma come
esplorazione e proposizione di possibili linee di ricerca per provare o
confutare certune ipotesi. Le tesi affermate nei libri del sottoscritto non
sono acritici dogmatismi come una lettura molto superficiale e tendenziosa ha
probabilmente portato a credere o a far credere, (nonché lettura derivante
da informazioni per sentito dire, oppure tratta da strumentalizzazioni
veicolate da certuni siti web new age evidentemente da certuni interpretati
come rappresentativi del mio pensiero, per il sol fatto che i miei libri vi
sono citati senza che il sottoscritto lo sapesse) ma si tratta
semplicemente di ragionamenti relativi *anche* alla effettiva e dimostrata
esistenza di alcuni fenomeni definiti molto infantilmente come "paranormali" (la
difficoltà di riprodurre tali fenomeni a piacimento non è affatto sinonimo
della loro inesistenza), non affermazioni arbitrarie relative al meccanismo
che genererebbe questi fenomeni, dal momento che la fisica che ne sta alla base
si trova ancora solo su un piano di pure ipotesi di lavoro, per quanto
logicamente fondate, e non di certezze, come qualcuno vorrebbe mettermi in
bocca. Dire che la meccanica quantistica potrebbe spiegare una parte di questi
fenomeni, non significa affermare che la meccanica quantistica "ha spiegato"
gli stessi. L'intervento del "personaggio Teodorani" al documentario su Rol di
Nicolò Bongiorno è solo una serie assemblata di brevissimi spezzoni di una
intervista durata molto più a lungo, in cui si spiegava in dettaglio quella che
è la posizione (e non "presa di posizione" o "esordio") esatta del
sottoscritto: proprio sulla base di documentazione scientifica esistente (quasi
tutta straniera), evidentemente non nota, o non gradita, all'estensore
della critica e ai personaggi (ben noti) che probabilmente l'hanno
istigato a muoversi in quella maniera.
La comunità scientifica - e con essa il consenso che ne deve derivare - a
livello sia nazionale che, soprattutto, mondiale è un ente molto più vasto di
una sola parrocchia di quartiere, e un solo sito web e/o associazione (scettica
o meno) non sono affatto rappresentative del pensiero ufficiale e condiviso
della scienza in senso lato. Semplicemente, come ben si sa, molti accademici (e
la loro claque che di solito accademica non è mai stata né a livello formativo
né a livello operativo), ignorano totalmente o desiderano ignorare
deliberatamente l'esistenza di certe ricerche, svolte non in una cucina o in un
sottoscala (o dentro la bocca o sotto i piedi di qualcuno), ma in
laboratori attrezzati e/o in base a modellistica matematica (il più delle
volte non in questo paese). Se i lettori vanno a guardarsi questo
precedente intervento del Dr. Fuso (http://www.vialattea.net/esperti/php/risposta.php?num=7581),
tanto per citare un esempio, noteranno che qualunque scienziato anche molto
noto debba avere la ventura di occuparsi del paranormale o argomenti correlati,
viene tacciato per essere "uno che esprime sue opinioni personali" (ovviamente
fuori dal seminato del "sapere accettato e condiviso").
Se ci si pensa un po' sopra non è difficile capire che chiunque abbia la
fortuna/sventura di dire e documentare come esattamente stanno le cose (in
qualunque situazione e campo), verrà immediatamente tacciato per
"opinionista personale". Al che, non è affatto difficile intuire da cosa
realmente nasce il cosiddetto "consenso" nelle istituzioni scientifiche, che
poi sono un corollario dell'intera società umana. Da che mondo è mondo chi non
si allinea al pensiero dominante (ovvero: al potere che lo rifocilla) è
considerato uno che "esprime opinioni" (in sostanza uno che vaneggia, mentre
per ragioni simili nella vecchia URSS questo genere di persona veniva confinata
fino alla morte nei ben noti Gulag), a prescindere dagli studi e dalle
ricerche svolte. E va ancora bene. Un tempo non era nemmeno possibile esprimere
opinioni, pena la morte, come spesso succede anche quando ci si debba
confrontare con le più tipiche società mafiose. Oggi *sembra* vigere un regime
di semi-democrazia, e quindi anche il Dr. Fuso ha pieno diritto di esprimere le
sue opinioni, così come il sottoscritto (che si trova a vedere il proprio
nome usato senza essere stato coinvolto in un dibattito) quello di
replicare, come sta facendo adesso.
Quanto sta succedendo è davvero interessante. E lo ribadisco con una piccola
metafora. Ricordo che al liceo una volta alcuni compagni di scuola e di loro
merende (integralisti di una certa ben nota organizzazione politica) mi
dissero che io esprimevo "opinioni personali" in merito a fatti precisi
relativi ad un certo settore (che non centra con l'argomento qui dibattuto),
mentre altri di un'altra organizzazione politica (paradossalmente alleata
con la prima) mi dissero che avrebbero "detto una novèna per me": in
realtà, per via della loro innocente ignoranza, pregiudizio, convenienza e
scarsa voglia di studiare, l'argomento era a loro per forza di cose
completamente sconosciuto. Eppure un certo tema era a loro talmente indigesto
che preferivano ignorare che esistesse una ricca panoplia di fonti su quel dato
argomento. Questo è un esempio di come certi dogmatismi scettici (o
"zetetici", o "zelotici", che dir si voglia), unitamente a chi li induce,
portino a creare - nel loro stesso ambito - un approccio completamente
irrazionale in merito alle posizioni da tenere. Queste persone credono di
essere "scettiche", ma in realtà non sanno di avere un "Bias" al loro interno
che, come rumore sovrapposto al segnale (che non emerge mai), inficia le
loro effettive capacità di giudizio in merito ai fatti obiettivi del mondo e
alla relativa documentazione che li comprova. Alcuni di questi scettici sono in
buona fede, altri non lo sono affatto. In sintesi concludo questa parte con una
breve frase, che sicuramente alcuni più che volentieri recitano: "Siccome,
assieme alla massa di cui faccio parte, sono ignorante su quello che invece tu
sai, allora, dal momento che conta solo il pensiero della maggioranza, decido
che quello che tu dici è una tua opinione personale". In U.R.S.S. (ma anche
nel periodo delle inquisizioni medioevali della Chiesa) le cose andavano
esattamente così. Oggi la moda dell'inquisizione si è trasferita da una parte
all'altra, e cioè alla "chiesa" che oggi conta di più nella società, quella che
piagnucola in continuazione ogniqualvolta qualcuno dall'esterno desideri capire
quello che fanno lì dentro.
Il fatto che certuni affermino che i fenomeni paranormali non esistono denota
evidentemente una innocente ma visibile ignoranza sulla problematica,
probabilmente anche in merito alle procedure metodologiche per tentare di
studiarli. Purtroppo è l'osservatore stesso a interferire sui dati (il
meccanismo dell'interferenza in fisica è ben noto, e forse un giorno potremmo
estenderne l'universalità ad altri campi per oggi poco conosciuti),
pertanto al fine di studiare certi fenomeni in particolare (ma non quelli
normali) occorre studiare assieme sia l'osservatore che l'osservato e non
solo il secondo. La Luna, le stelle e le galassie continuano ad esistere anche
quando non le guardiamo, mentre altri fenomeni invece sembrano dipendere
strettamente da chi li osserva. I fenomeni paranormali non seguono un
meccanismo a orologeria perfettamente riproducibile secondo i canoni
sperimentali classici che ben si applicano al mondo della fisica classica e
dell'astrofisica: conosco bene queste ultime ricerche per averle fatte a lungo,
e ovviamente ne riconosco l'efficacia. Certuni ritengono che invece anche i
fenomeni paranormali dovrebbero essere gestibili negli stessi termini: non lo
sono, anche se a volte sono misurabili con la nostra strumentazione e
studiabili con la cosiddetta "meta-analisi" di carattere statistico.
Del resto un certo tipo di "vetero-scientismo" non deve meravigliare: individui
non abituati a pensare a sé stessi come una "coscienza" (vedi URSS e Chiesa
del medioevo, di cui sopra) non possono che pensarla alla loro vecchia
maniera (come sostanzialmente sosteneva Karl Marx gli uomini sono stomaci, o
meglio, "punti materiali" e come tali vanno gestiti nell'ambito di una gran
massa informe, mentre il concetto di "spiritualità" è una allucinazione
dell'imperialismo capitalista), che però li rende completamente e
candidamente ciechi di fronte ad una *realtà più estesa* relativa all'universo
in cui viviamo. Dobbiamo attivare nuovi (o forse antichissimi) arnesi
che ci servano ad estendere la nostra percezione del mondo, e a costruirne una
descrizione completa e precisa. Per fare questo dobbiamo necessariamente
estendere (e NON eliminare) i metodi della scienza, qualora si
debbano studiare fenomeni particolari, e per fare questo dobbiamo imparare a
conoscere bene noi stessi e l'uso del nostro cervello. Perchè, a prescindere da
chi abbia creduto di rubarne la paternità in passato (così come anche la
musica di Richard Wagner), è sostanzialmente questo l'obiettivo che si
poneva Friedrich Nietzsche, ed è anche il mio.
Nessuno può davvero mettere in dubbio il metodo scientifico tradizionale quando
si debbano esaminare gli oggetti normali della realtà, ma alcune evidenze (chiare
e nette) hanno dimostrato che esso risulta incompleto quando invece si
tratta di studiare fenomeni aleatori come quelli chiamati con il termine naive
di "paranormali": un termine che non piace a chi li sta realmente studiando. Il
fatto che questi fenomeni non si riproducano a piacimento non dimostra affatto
la non-esistenza dei fenomeni stessi, ma dovrebbe semmai invitare i ricercatori
a spremere un po' più le meningi e le sinapsi in merito alla natura completa
della realtà che ci circonda, e magari ad impegnarsi un pochino di più nello
studio. Si tratta di fenomeni che avvengono il più delle volte in maniera
transiente, ma tali eventi possono essere lo stesso studiati e misurati,
perlomeno da menti attente e non dormienti: non deve esistere spazio per la
superficialità in questi studi, e men che meno per il pregiudizio. Semmai
occorre moltissimo rigore, ridondanza nella sperimentazione, e cautela nei
modelli interpretativi. In caso contrario si ripiomba nell'ignoranza, e - cosa
ancor peggiore - si istiga il grande pubblico a perpetrare e a diffondere
l'ignoranza, nonché ad educare le masse alla stessa. Ma la scienza - per la
stessa accezione del concetto che essa rappresenta - non dovrebbe conoscere
limiti alle sue capacità di penetrazione, che a volte richiedono flessibilità e
capacità di rinnovarsi. La nostra scienza è molto giovane, e ha ancora molto
potenziale di crescita davanti a sé. Io parlo non solo in termini di contenuti
ma anche in termini di estensioni (e non sostituzioni) dei metodi.
Può essere che tutta questa repulsione al nuovo sia dovuta ad un retaggio
religioso di natura istituzionale che vorrebbe il mondo fisico e il mondo
"metafisico" (altro termine davvero aulico e ridicolo) come due entità
completamente separate. Alcuni scienziati dopo aver attentamente studiato certe
evidenze giungono alla conclusione che questa separazione non solo è errata ma
anche alla radice di molte malattie mentali, in primo luogo perchè questi
stessi scienziati non credono nella presunta "sacralità" delle religioni
istituzionali (seppur rispettando la Fede dei credenti negli aspetti più
genuini e meno istituzionali delle varie religioni), e in secondo luogo e
soprattutto perchè ritengono che la Scienza (e solo quella) debba
descrivere TUTTA la realtà, intesa non come due enti separati ma come un solo
ente fatto di materia e spirito, dove questi interagiscono continuamente tra
loro. Che lo "spirito" debba essere inteso come "ente trascendente" (il ramo
cattolico) per alcuni e "inesistente" (il ramo ateo, alleato
"storicamente, a livello di compromesso", con il primo) per altri, questo
non convince affatto (per ragioni che ho spiegato estesamente nei miei libri)
alcuni tra gli scienziati, i quali proprio per questa ragione si rapportano in
una aspirazione di "Neo-Illuminismo" nei confronti della Scienza nella sua più
elevata accezione del termine. Un neo-illuminismo in netta rotta di collisione
sia contro l'oscurantismo di religioni e/o sette totalizzanti sia contro
l'oscurantismo di una scienza che, seppur vincente e condivisa in alcuni
aspetti, è considerata però decrepita in altri. Si riconosce semmai alla
scienza tradizionale l'efficacia del relativo metodo di indagine (quello
matematico-sperimentale), che - seppur attraversato da storiche cantonate -
funziona piuttosto bene nel descrivere il mondo della materia. Ma non si
riconosce più la scienza tradizionale (in particolare quella italica)
quando essa pontifica su argomenti che non conosce oppure ha studiato molto
superficialmente, o per nulla: in questo essa sicuramente appare più come una
*religione* che non come una vera pulsione esplorativa. Mi è ben noto che
alcuni tra i reali rappresentanti del mondo scientifico ufficiale e
istituzionale (anche italiano) condividono il mio pensiero, mentre
associazioni che si autoproclamano "scettiche" non da tutti vengono considerate
come rappresentative della scienza istituzionale, e da altri addirittura non
vengono considerate nemmeno come associazioni scettiche.
Le associazioni scettiche in sé dovrebbero avere davvero un ruolo-chiave
proprio per arginare il problema dell'oscurantismo introdotto da certune sette
e pseudoreligioni di larga diffusione, ma questo non succede dal momento che
queste pseudoreligioni, in particolare, trionfano e lucrano sovrane e impunite,
ovunque nel mondo, e l'Italia non è da meno. E' per castrare radicalmente
queste sette e/o pseudoreligioni che dovrebbe servire una vera associazione di
controllo sulle affermazioni relative al paranormale, e non esiste alcun
diritto democratico (che si proclami come etico) a legittimare l'operato
di certune pseudoreligioni o sette, dall'effetto e dall'impatto devastante
sulla società in generale. Certune associazioni scettiche si limitano a
"studiare" o semplicemente a osservare certi personaggi, quando invece -
proprio per i danni sociali che questi creano - dovrebbero farli rinchiudere a
vita in una classica e poco confortevole gattabuia. Ma si sa, dietro le più
grosse di queste sette (3 le più importanti a livello mondiali), ci sono gruppi
di potere e imperi economici difficili da fronteggiare. Per cui meglio infilare
la coda tra le gambe, e prendersela con gli scienziati dissidenti (e io lo
sono non per una, ma per due ragioni, come si puntualizzerà nel seguito),
come di fatto succede in Italia. In Germania, terra poco prona a prendere
ordini da presunte superpotenze dominanti anche sul suolo europeo, perlomeno è
stato negato legalmente spazio di manovra ad una ben nota di queste sette (che
ama auto-definirsi "religione"), in Italia non mi risulta che questo sia
successo.
Fintanto che la Scienza non prenderà in mano seriamente il problema dello
studio dei "fenomeni paranormali" e degli aspetti più scomodi della scienza,
continueranno a proliferare le pseudoreligioni in oggetto e con esse
l'oscurantismo, sia come *malsane* utilizzatrici di "poteri" che l'uomo ha da
sempre ma non controlla in base a leggi scientifiche ancora sconosciute, sia
come millanteria in merito a poteri dichiarati ma inesistenti, e sia come
abbindolamento di una società poco critica. Occorre creare al più presto una
Nuova organizzazione (e non: associazione) che affronti criticamente i
problemi qui esposti sia a livello di repressione a tolleranza zero delle
pseudoreligioni che a livello di studio serio dei fenomeni paranormali e delle
anomalie fisiche in generale. In parole povere: ignorare certi fenomeni a
livello scientifico, significa delegarne la gestione ai paragnosti di turno e
alle organizzazioni potenti ma demenziali che ad essi fanno capo.
L'impressione del sottoscritto è che la principale associazione scettica
italiana non abbia studiato sufficientemente a fondo la questione della ricerca
sui fenomeni paranormali e su svariate altre stranezze, minata come essa è da
pregiudizi di ogni sorta e da palesi carenze etiche quando si tratta di
emettere certune critiche distruttive senza la base di una solida
documentazione a riprova delle stesse. Inoltre questi "scientisti" confondono
palesemente la "pseudoscienza" con la "scienza di frontiera", pertanto denotano
una preoccupante lacuna di natura epistemologica, quando si tratta di prendere
in considerazione fatti ben precisi. Resta difficile comprendere la
disinvoltura di queste persone che si autoproclamano "scettiche" quando
attaccano alle spalle senza tanti complimenti altre persone (sempre ignare)
a loro non gradite, e senza volere mai con esse un confronto diretto: a cosa è
dovuta questa loro disinvoltura, alla "botte di ferro" in cui per forse note
ragioni si troverebbero, oppure all'incoscienza? Oppure a una malfatta e
inopportuna lettura della storia nel senso del divenire dell'evoluzione
politica di questo "paese", con in fattispecie il momento esattamente attuale?
Forse - come certuni extracomunitari e loro consimili italiani - credono
davvero che in questo paese sia ancora tutto consentito e che la "tolleranza
zero" non faccia parte della democrazia? Il mio consiglio è che prima di
camminare, controllino anche il terreno su cui si muovono, perchè potrebbe
succedere che un dato palazzo - tanto per fare una metafora - sia segato alle
sue fondamenta, mentre i suoi occupanti continuano a camminarvi dentro come
topolini che si muovono dentro una scatola mentre un analista li porta in
un'altra stanza.
E' fin troppo chiaro a questo punto che all'orizzonte c'è davvero il rischio di
uno "scisma" all'interno delle istituzioni scientifiche, perlomeno quelle in
Italia (non penso che in paesi come quelli Germanici o altri paesi come la
Slovenia e la nuova Russia, per fare tre esempi molto emblematici, sia
necessario alcun scisma dal momento che certe ricerche su argomenti di
frontiera vengono considerate un fiore all'occhiello e un motivo di orgoglio; a
titolo di esempio, in alcuni di questi paesi è ben noto cos'è un *biofotone*
per averlo rilevato nei loro laboratori utilizzando fotomoltiplicatori e non
come farneticazione "gravitonatalizia": a questo proposito vedasi come esempio
di pertinenza:
www.cicap.org/friuli/targa.html), che possa portare ad un divorzio netto e
irreversibile tra "sciento-fideisti incalliti" da una parte e "scettici dalla
mente aperta" dall'altra, ma senza lasciare spazio alcuno a nessuno dei
cosiddetti "fideisti credenti" (che scienziati non sono) o a simile sciamaneria.
Un divorzio consensuale, dove entrambe le parti dovranno comunque rispettarsi,
ed eventualmente collaborare in certune occasioni, in specie per combattere la
piaga sociale costituita da maghi, sette e pseudoreligioni. Sicuramente gli
"scettici dalla mente aperta" non si limiteranno a tentare di espandere gli
orizzonti della Scienza, ma vorranno Istituzioni Scientifiche dove i criteri di
reclutamento e di gestione dei fondi all'interno delle stesse siano trasparenti
e neutri, e non come quelli che si sono ripercorsi vergognosamente da 50 anni a
questa parte, e proprio per questo il motto potrebbe essere anche qui
null'altro che: tolleranza zero. Soprattutto per questa ragione il sottoscritto
(e non solo) ritiene che le strutture dedite alla ricerca in questa ben nota
"espressione geografica" vadano radicalmente cambiate in primo luogo in senso
realmente meritocratico e in secondo luogo in senso effettivamente innovativo
sul piano della reale esplorazione scientifica, nell'interesse delle nuove
generazioni, ovviamente, così recentemente disamorate dall'iscriversi a corsi
universitari nelle materie scientifiche in questo paese.
Intanto, pensiamoci bene. L'esistenza di certi argomenti di frontiera purtroppo
lascia spazio anche a certe inquietanti devianze - di fronte alle quali
la principale associazione scettica italiana costituisce un ostacolo minore di
quello costituito da una mosca morta - tutte interessate a fare opera di
strumentalizzazione e disinformazione, in specie alcune devianze che hanno la
loro radice nella peggior feccia New Age e in quelli che la alimentano. Occorre
pertanto creare al più presto una associazione statale (e non
privata, seppur decentrata come si conviene ad uno stato che sarà a tutti gli
effetti Federale) ad indirizzo marcatamente scientifico e legale il cui
scopo sia di: a) combattere e sopprimere recisamente qualunque devianza e
aberrazione ai danni dei cittadini; b) studiare con attenzione, senza malizia (dentro
le istituzioni, e non fuori di esse), e con i mezzi di indagine adeguati, i
cosiddetti "fenomeni paranormali" e approfondire certe questioni scottanti
della fisica, per troppo tempo accantonate, ignorate, aborrite e decisamente
mal studiate e interpretate dalla malafede, dai paraocchi e da una pigrizia
intellettuale tutta italiana, ancora troppo interessata a perseguire "quello
che conviene fare" piuttosto che "quello che è *giusto* fare".
Per il resto il miglior consiglio che mi sento di dare a chi vuole continuare a
pensare costruttivamente è quello di compatire amorevolmente chi dimostra la
propria cecità mentale ed etica, e di andare avanti, perchè i "muri" che si
crede di vedere sul proprio cammino sono solo un'illusione messa lì a bella
posta per tenere questa società ferma alla preistoria, e governata
dall'ingiustizia e dalla menzogna.
Dr. Massimo Teodorani, Ph.D.
Astrofisico (e "Strego", ovviamente)
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10 - Numero 12
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