Numero 11, Anno 2007
Camelot Chronicles

 

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Tutti i numeri del giornale aperiodico di ufologia "Camelot Chronicles" si possono scaricare gratuitamente da questo sito in formato PDF e HTML, e si possono trovare in formato cartaceo alle conferenze del Gruppo Camelot e dei suoi Collaboratori

 

 







Attorno alla Tavola Rotonda
Interviste varie: Francesco De Stefano, Mike Branzo, e Maurizio Cavallo - Pag.13
- “Tesina di Diploma sulla Paleoastronautica”, Intervista a Francesco De Stefano, a cura di Gianluca Santaniello 

- “Men in Black”, Intervista a Mike Branzo, a cura di Eugenio Ballini 

- “Abduction, ovvero quando gli extraterrestri rapiscono”, Intervista a Maurizio Cavallo (Jhlos), a cura di Gianluca Santaniello

“Tesina di Diploma sulla Paleoastronautica” 
Intervista a Francesco De Stefano (appassionato di ufologia e paleoastronautica)
A cura di Gianluca Santaniello, 3356720794@tim.it (Owner www.nonsiamosoli.com, Membro Gruppo Camelot e Centro Leonardo Da Vinci)
[NdR: tratto dal sito web www.nonsiamosoli.com]
Un piccolo passo per l’uomo un grande passo per l’ufologia…
Forse è questo il titolo migliore per commentare la tesina di Francesco De Stefano, uno studente, attualmente iscritto alla facoltà d’ingegneria al politecnico di Torino, che ha avuto il “coraggio” di presentare una tesina di maturità con argomento la Paleoastronautica. Il titolo del suo lavoro “La Storia è davvero quella scritta sui libri”. Vi proponiamo una breve intervista in cui Francesco ci parla della sua esperienza con questo tipo di ricerca. Lo ringraziamo vivamente per la sua disponibilità.

G.S.: chi è Francesco De Stefano?
F.D.S.: sono un semplice ragazzo di 19 anni, che ha frequentato il Liceo scientifico “Marie Curie” di Grugliasco (TO) classe 5C sperimentale PNI, attualmente iscritto alla facoltà di ingegneria informatica al Politecnico di Torino. Le mie uniche passioni sono tutto ciò che riguarda l'informatica, ovviamente l'ufologia e tutti i misteri affini. Questi argomenti mi hanno sempre affascinato sin da piccolo e tutt’ora mi tengo sempre informatissimo. 
G.S.: da dove è nata l'idea di una tesina di maturità con argomento "Paleoastronautica"?


F.D.S.: tutto è nato quando la mia professoressa di filosofia ha suggerito alla classe di utilizzare una nostra passione come base di sviluppo della tesina, in modo da renderla più originale e personale. E così, senza pensarci due volte, ho deciso di argomentare la mia tesina di maturità su una qualche branca dell'ufologia che meglio poteva essere integrata con le materie scolastiche: la mia scelta ricadde sulla paleoastronautica.
G.S.: quando hai proposto la tesina ai professori, qual'è stata la loro reazione?
F.D.S.: la prima professoressa a cui ho proposto la mia idea è stata quella di filosofia, la quale, sgranando gli occhi, esclamò: <wow! Davvero particolare! Sono curiosa di vederne il risultato>. Tutti gli altri docenti sono rimasti abbastanza increduli, ma allo stesso tempo molto curiosi per come avrei dovuto svolgere le mie ricerche su tale argomento. Spiegai in poche parole il significato di Paleoastronautica e nonostante l’apparente interesse dei miei interlocutori, il tutto suonava un po’ strano.
G.S.: hai trovato difficoltà nel reperire materiale sull'argomento?
F.D.S.: in un certo senso si. L'ufologia in generale è un tema molto sfruttato dagli scrittori di fantascienza e quindi bisogna fare attenzione a filtrare ciò che è realtà dalla finzione. Dopo aver letto qualche libro sull’argomento, alcuni articoli della rivista AREA-51 e aver visitato diversi siti fra i quali www.nonsiamosoli.com, www.gruppocamelot.too.it, www.cr-leonardodavinci.org sono riuscito a reperire una buona quantità di informazioni per lo sviluppo della mia idea. Inoltre, grazie ai suggerimenti del mio caro amico e “mentore” Gianluca Santaniello (Nonsiamosoli.com), sono riuscito a filtrare a dovere le informazioni utili da quelle sensazionalistiche e senza fondamento. 
G.S.: qual'è stato il risultato della tua esposizione? La tesina ha suscitato interesse nella commissione?

F.D.S.: penso che i professori non vedessero l'ora di sentire l'esposizione di una tesina del genere anche perché, durante l'anno, li informavo passo passo sulle ricerche che facevo. Comunque all'esame o iniziato proprio con l'esposizione della tesina che ha suscitato subito approvazione e interesse da parte della commissione e ciò che mi ha stupito di più è stato rendermi conto che, parlando dei Dogon, la mia professoressa di lettere era già a conoscenza dei loro misteri, anche se non in modo cosi approfondito.


In conclusione l'esposizione è andata benissimo ed è piaciuta molto, ancora adesso sono molto soddisfatto della mia scelta.
G.S.: cosa ne pensi del fatto che l'ufologia possa diventare oggetto di studio ufficiale, o quantomeno d'interesse, anche da parte di scuole e università?
F.D.S.: sarebbe una cosa magnifica! L’ Ufologia non è considerata una scienza alla pari delle altre solamente perché si ha paura di studiare un “qualcosa” di inspiegabile con la moderna scienza; anzi viene demistificata e non presa sul serio per colpa di alcuni organi d’informazione che preferiscono rifugiarsi nel “ridicolo” per evitare di ammettere una verità scomoda.


“Men in Black”
Intervista a Mike Branzo (Ufologo e Ricercatore, mikebranzo@yahoo.com)
a cura di Eugenio Ballini, eug67@supereva.it (Membro Gruppo Camelot Sentinel Italia e European UFO Survey)
[NdR: sì può trovare la versione audio di questa intervista sul numero 32, e su puntate future, di Camelot ChroniCast.]
E.B.: ciao Mike e ben tornato su Camelot Chronicast,
M.B.: ciao Eugene e ciao anche a tutti i tuoi ascoltatori del tuo podcast; mi hanno detto hai avuto grande successo,
E.B.: sì, in effetti, il podcast sta andando molto bene, grazie dei saluti, Mike. Bene, prima di tutto, i nostri podcascoltatori vorranno sapere come mai ci hai chiesto di non trasmettere le altre parti dell’intervista che ti avevo realizzato..... c’era dentro qualcosa che era un po’ troppo..... 
M.B.: oh... well, sì, c’era qualcosa di interessante, c’erano delle storie forse...., però non era quello il motivo, Eugene,
E.B.: a no? E allora quale è stato il motivo? Ricordo quella tua telefonata un po’ affrettata..... non vorrei dire che mi sembravi spaventato, però.... Mi è sembrata un po’ strana come telefonata....
M.B.: well Mike spaventato? Mike non si spaventa mai, Eugene, e tu ricorda questo.... Well i motivi sono tanti, in questi mesi stiamo seguendo una ricerca, che poi ti dirò che cos’è, e ci sono state alcune cose che mi han fatto pensare che era meglio che andassi via un po’ dall’ufologia.....
E.B.: ah, e quali sono state queste cose? Dei fatti particolari, delle e-mail o delle telefonate ricevute o altro?
M.B.: well, una cosa che mi ha fatto pensare sono state alcune telefonate di amici e parenti miei qui in Italia che avevano sentito il tuo podcast, Eugene, e mi avevano chiesto se ero io..... ovviamente all’inizio io ho detto loro no.... io non ero quello che avevi sentito nel podcast... poi ci siam fatti quattro risate....
E.B.: beh, sapevo che eravamo molto seguiti, ma non avrei mai potuto pensare che anche i tuoi parenti.... E l’altra cosa che dicevi?
M.B.: beh, l’altra cosa è che, forse sarò un po’ parano.... come dite paranoico, ma mi son successi alcuni piccoli fatti.... Ti ricordi che quando ci eravamo incontrati io ti avevo parlato di man in black?

E.B.: cioè vuoi dire che.....
M.B.: non so che dirti, alcune persone mi hanno seguito, ok, almeno era sembrato a me.... Erano molto simili a quelli visti da altre persone, abiti scuri, occhiali da sole anche in posti tipo parcheggi..... persone grosse come me, un po’ più alti anche, con il viso sempre uguale....


E.B.: con la stessa espressione del viso, dici?
M.B.: yes, 
E.B.: sì, in effetti, ne avevamo discusso anche a Rimini con altre persone, in effetti....
M.B.: ma magari non era nulla, ok, solo coincidenze...... however, ho preferito stare un poco in silenzio,
E.B.: sì, giusto, infatti, posso capire,
M.B.: questo anche per una nuova ricerca very molto interessante che stiamo facendo in questi ultimi mesi, e che mi ha portato via molto tempo..... well, ci sono molte testimonianze, e forse c’entrano qualcosa questi man in black....
E.B.: ah, ma scusa.... Vuoi dirmi che ora sei focalizzato solo su questa nuova ricerca? Ma è diversa da quella che mi avevi raccontato nella scorsa intervista, dove parlavi di quella possibile connessione tra Agartha, sfere di Dyson.... punti lagrangiani, se mi ricordo bene, della terra? Non mi sembra che avevi parlato di man in black....
M.B.: oh, well, quella ricerca ora la stanno seguendo altri amici miei negli States, ok..... anche quella è una ricerca very good, Eugene, ma dato che siamo in pochi del nostro gruppo di amici qui in Italia, ho preferito seguire con loro questa nuova....
E.B.: ma perchè si tratta di una ricerca che state portando avanti qui nel nostro paese.... ma non mi avevi detto nulla, mannaggia....
M.B.: ahahah, Eugene, tu dici mannaggia a me.... Fa sempre morire dalle risate, ok.... Comunque sono tante le cose che io non ti dico.... Non crederai che Mike Branzo dica tutto a te, perchè so che poi tu vai nel podcast e dici queste cose a tutti.... Anche in Italia e anche negli States, e anche in certe nazioni dell’Europa...
E.B.: ah...... beh, ora sono curioso...... dai, racconta.... Ovviamente quello che mi puoi, ci puoi raccontare....
M.B.: ok, grazie del consiglio, ovviamente Mike non racconterà cose che non può..... e quindi ti racconto prima di tutto una testimonianza che è stata quella che ha fatto nascere il tutto..... un mio amico, Joe, ha ricevuto una telefonata da Giorgio, un ragazzo italiano che lui conosce, ok.... gli ha detto che doveva dirgli certe cose su un fatto strano che gli era successo, e che sapeva che Joe era interessato ai misteri, un po’ come me e come te, Eugene.... Ma non voleva dirle per telefono....
E.B.: ovviamente Joe e Giorgio, come gli altri nomi che verranno fuori non sono veri.... 
M.B.: Joe e Giorgio, no, no, sono veri... io ho chiesto loro se potevamo usarli, e mi han dato l’ok..... no problem.... Quindi sono dei nomi veri,
E.B.: ma Joe è un americano, come te, che vive in Italia...?
M.B.: yes lui vive qui, sempre, non come me che vado avanti e indietro...... Joe mi chiama, parlando anche di altre cose, mi dice sta cosa, e mi dice che la sera si sarebbe visto con quel ragazzo in un pub... Io dico a Joe: “vengo anche io, allora”.
E.B.: sì, beh, l’avrei fatto anche io, in effetti,
M.B.: well, Joe mi dice che non ci son problemi e la sera ci troviamo in questo pub...... il ragazzo non era solo, ma c’erano anche altri suoi 5 amici, alcuni dei quali conoscevano Joe.... All’inizio parliamo del più e del meno, ma vedevo che questi ragazzi erano un poco scossi... e avevano voglia di parlare di quello che era successo..... allora dopo qualche momento gli dico: “Joe mi ha detto che vi è successo un fatto strano”, io ho fatto apposta per far parlare loro, ok.... Questi ragazzi qua han incominciato a raccontare e sembra che si togliessero un masso di dosso....
E.B.: spetta, prima di raccontare questa storia, alcune domande.... quanti anni avevano questi ragazzi? Tu li conoscevi? Come ti son sembrati....
M.B.: well, allora, non li conoscevo, ok, anche se qualcuno lo avevo visto qualche volta in giro nel paese di Joe quando andavo con lui per negozi a fare shopping.... E questi ragazzi avevano 25 – 30 anni... e mi sembravano ragazzi normali... mi sembravano sinceri mentre parlavano... si vedeva che erano scossi, molto scossi...
E.B.: ah, ok, magari altre domande te le faccio dopo, ecco... ora, dai raccontaci un po’ cosa vi han detto....
M.B.: ok, well, loro stavano tornando da una gita una domenica pomeriggio, e stavano facendo una strada lungo il lago, una strada abbastanza piena di traffico.... Erano in otto, o nove, adesso non ricordo bene, con due macchine... Ad un certo punto una macchina buca la ruota, e allora si accostano alla strada, in un punto con tante macchine, tanto traffico, un rettilineo dove le macchine vanno veloci.... Però c’era spazio abbastanza per non avere rischi... la giornata era col sole, scendono tutti dalla macchina... un paio vanno subito un po’ indietro per mettere il segnalatore di pericolo, triangolo, non so se chiamate così voi?
E.B.: sì, sì, triangolo, si dice così, ecco
M.B.: ok, quello per incidenti.... E well, si mettono lì per far deviazione delle macchine dal lato della strada..... e alcuni si mettono dietro a cambiare la ruota, e gli altri, con Giorgio si mettono invece a guardare il lago.... Ed ad un certo punto dall’acqua spunta fuori correndo un tizio, una persona, in un attimo, prima la testa, poi il corpo e poi le gambe.... Un tizio con un abito scuro, giacca e pantaloni belli, occhiali da sole, che poi ha preso un viottolo ed è scomparso...... 
E.B.: un tizio???... cioè, scusa.... come correre fuori dall’acqua....
M.B.: sì, l’hanno visto correre fuori dall’acqua,
E.B.: ma scusa, io sono stato molte volte al mare e al lago..... e quando sei in acqua e vuoi uscire, anche se non ci sono le onde, anche se il mare è calmo come l’olio, fai una certa fatica a correre fuori, soprattutto se, come di solito capita nei laghi, la riva è abbastanza in pendenza.... Dai... 
M.B.: è la stessa cosa che ho detto a questi ragazzi.... E loro mi hanno risposto, che è proprio quella la cosa che li ha lasciati stupiti, ma non è finita lì, perchè, mentre erano lì che discutevano su cosa avevano visto, e avevano chiamato anche quelli che stavano cambiando la ruota per fargli vedere dove era successo, viene fuori correndo un altro tizio, simile al primo, stessa scena.....
E.B.: ah, ma allora sti ragazzi che han fatto?
M.B.: beh, come puoi immaginare han finito di cambiare la ruota in un attimo e son scappati via.....
E.B.: posso immaginare..... ma non ho ancora ben capito il discorso del correr fuori dall’acqua.....
M.B.: all’inizio anche io non avevo capito.... Poi mi hanno detto che questi correvano come se non erano in acqua, come se c’era un tunnel nell’acqua, che però non c’era.... 
E.B.: beh, ma loro han visto se i vestiti di sti tizi erano bagnati?
M.B.: well, Eugene, stessa domanda che gli ho fatto io...... non erano sicuri sicuri... dove sono corsi fuori sti tizi era a circa 50 metri... però gli sembrava che i vestiti fossero stati asciutti....


“Abduction, ovvero quando gli extraterrestri rapiscono”
Intervista a Maurizio Cavallo (Jhlos) (scrittore e testimone di IR4)
a cura di Gianluca Santaniello, 3356720794@tim.it (Webmaster www.nonsiamosoli.net, Membro Gruppo Camelot e Centro Ricerche Leonardo da Vinci)
[NdR: tratto dal sito web della Pravda Italia, http://italia.pravda.ru/science/4778-0 ]
G.S.: ci racconti com’è iniziata la sua esperienza di “Abduction”…
M.C.: la mia drammatica esperienza ebbe inizio nella notte tra il 12 e il 13 settembre dell’ormai lontano 1981 ed è assai arduo sintetizzarla in poche righe; dirò comunque che essa fu preceduta nella tarda serata del 12 da un avvistamento collettivo (mi trovavo con un gruppo di amici) di un bolide incandescente che attuava diverse evoluzioni prima di discendere – e apparentemente atterrare – in un boschetto sulle colline del Monferrato. 
E’ necessario aggiungere che furono senza successo, causa la fitta oscurità e l’accidentata area silvestre, i tentativi di raggiungere il luogo del supposto atterraggio. Quando desistendo dal proposito decidemmo di tornare in città (Trino Vercellese), iniziai ad accusare strani malesseri: febbre e conati di vomito, stordimento diffuso e alterazioni cardiache, disturbi questi che raggiunsero il culmine durante le ore successive nella mia abitazione mentre i miei familiari parevano caduti in un torpore ipnotico – pur chiamandoli e scuotendoli anche energicamente non riuscii a svegliarli - in concomitanza con la singolare voce che iniziava ad invadere la mia mente, costringendomi ineluttabilmente da lì a poco a ritornare verso la zona dell’evento accennato.
In sintesi, quando mio malgrado raggiunsi la radura della sera precedente, fui letteralmente risucchiato all’interno di un velivolo che mi sovrastava e che appariva come una sfera di fuoco vorticoso. Dove fui condotto e cosa accadde dopo è narrato nei minimi particolari nel mio libro "Oltre il Cielo" (Edizioni Verdechiaro). 

G.S.: perché hanno scelto proprio lei, e in generale, da cosa dipende la scelta?
M.C.: fu l’ossessivo quesito che posi a me stesso quasi dal primo momento, e successivamente alle entità responsabili del mio sequestro. Mi risposero che lo avrei capito in seguito, ma a distanza di numerosi anni, confesso di non averlo ancora ben compreso. Ipotizzo che la scelta sia determinata da insondabili prerogative psicofisiche contenute nella sfera genetica del soggetto che essi attivano attraverso un altrettanto oscura enigmatica metodologia. Posso solo supporre che alcuni “rapiti” possano essere stati in un passato anche molto remoto inseriti in un progetto progressivo di sensibilizzazione coscienziale. 


G.S.: gli incontri hanno una periodicità fissa o è del tutto “imprevedibile?”
M.C.: dipende. Molti possono essere i fattori condizionanti per l’incontro… Nella mia personale esperienza si sono verificati e continuano a verificarsi “appuntamenti” periodici successivi ad accordi preventivi, ma anche - se motivati da repentine urgenze - contatti inattesi ed imprevedibili.
G.S.: le hanno dato informazioni riguardo la scienza, la religione, il futuro dell’uomo come accaduto in molti altri casi di “Contatto”?
M.C.: certamente. Notevoli e dettagliate sono le informazioni profusemi su molteplici argomenti, soprattutto di carattere scientifico e filosofico-religioso. Non mancano altresì notizie e previsioni sull’assai difficile futuro dell’umanità. Naturalmente preferirei non avventurarmi in argomenti così vasti e spinosi. Semplificando, nella nostra scienza essi denotano una estrema carenza di coscienza, mentre per quanto riguarda le religioni rimarcano l’estesa ignoranza nel concetto di divinità e la grottesca paranoica paradossale azione di terrorismo psicologico esercitato sulle masse con la conseguente violenza distruttiva esercitata per millenni sulle stesse.
G.S.: ha mai ricevuto, dai visitatori, oggetti, doni o materiale di altro tipo. Esistono delle prove “fisiche” della sua esperienza e, se si, sono mai state rese note e analizzate?
M.C.: sì, in più occasioni ho ricevuto dai visitatori degli oggetti, alcuni legati prettamente a ragioni d’interazione e connessione fra la mia sfera psichica e le dimensioni aliene, altri a testimonianza della realtà stessa nella quale hanno avuto luogo e avvengono i contatti.
Esistono delle prove fisiche a suffragio della mia vicenda e alcune di esse a suo tempo sono state fornite per esami -previa esplicita richiesta- agli inquirenti di qualche gruppo di ricerca. Non ho mai saputo se tali materiali siano stati effettivamente analizzati e non ne ho appreso i risultati eventuali.
G.S.: nel suo ultimo libro “Oltre il cielo” descrive dettagliatamente la sua vicenda ed i continui contatti con gli extraterrestri. La sua famiglia come vive queste esperienze?
M.C.: come narrato nel libro, l’esperienza da me vissuta ha modificato radicalmente e drammaticamente la mia esistenza e di conseguenza ha gettato una patina di profonda sofferenza anche nella sfera relazionale privata. L’incomprensione, l’impossibilità di decifrare e concepire quanto stava avvenendo mio malgrado, ha comunque creato fratture e estese incompatibilità. 

G.S.: qualcun altro, oltre Lei, ha mai condiviso le sue esperienze di contatto o per lo meno è stato presente ad incontri o “semplici” avvistamenti?
M.C.: certamente in più occasioni altre persone hanno potuto assistere ad evoluzioni e manovre di avvicinamento da parte di scafi clariani… Solamente una volta a bordo di una nave magnetica ho incontrato altri due soggetti chiaramente terrestri che come me avevano subito analogo processo di “sequestro”; per ovvie ragioni di riservatezza - in quanto i suddetti fino ad oggi hanno scelto di non rivelare la propria esperienza - ne taccio l’identità anagrafica.


G.S.: parlando sempre del suo libro, sono presenti foto di velivoli alieni e dei suoi occupanti. Cosa ne pensano, gli ufologi, di questi “scatti”?
M.C.: come già accennato, non mi è dato sapere.
G.S.: è ancora in contatto con ”loro”? Cosa le dicono e quand’è che si riveleranno?
M.C.: sì, sono ancora in contatto: ultimamente mi hanno fornito ulteriori dati e informazioni sulla struttura del cosmo ed elementi di psicosomatica comparata, utili questi ultimi per una veloce ma equilibrata trasformazione cellulare nell’uomo del pianeta Terra, in base ad una nuova necessaria pianificazione del processo evolutivo di cui Essi sono i garanti. 
Non ho dati al momento che possano condurmi a speculazioni su una loro eventuale manifestazione chiara e inequivocabile nei confronti delle masse… Tuttavia fra il 2012 e il 2013 potrebbero verificarsi le condizioni necessarie per una rivelazione globale.





Dibattito Ufologico:la Nuova Realtà del BarCamp!
a cura di Carlo Sabadin, sabinsky@tiscali.it (Membro Sentinel Italia, Gruppo Hwh22 e Gruppo Camelot) - pag.14

Il panorama ufologico italiano è -sempre!- stato caratterizzato da un altissimo livello di litigiosità. Come scrissi molto tempo fa, all’interno di una delle moltissime riviste di settore che sono nate e scomparse repentinamente, “battaglie legali, polemiche, contrasti, rotture emblematiche e scissioni hanno contraddistinto i più diversi gruppi ed associazioni di ricerca”. Peraltro, non è che all’estero i “colleghi” siano da meno e -oggettivamente- sembra, decisamente ostico, anche il semplice “tentativo” di realizzare una qualche forma di dibattito tra opinioni contrapposte (e correnti interpretative diverse). In tanti speravano che, i moltissimi “forum di discussione” nati sul web, potessero sopperire a questa realistica necessità. Ma tali speranze sono andate -purtroppo- deluse. Lamer, trolls, fakes e varie tipologie di nicknames -unitamente alla palese incapacità di molti gestori di svolgere adeguatamente il “proprio lavoro”!- hanno, di fatto, reso impossibile un corretto dibattito ed una moderazione minimamente accettabile. 
Ad aggravare, ulteriormente, la situazione la curiosa predisposizione, di certi personaggi virtuali, a disturbare “sistematicamente” le varie discussioni ricercando, quasi ossessivamente, una sorta di auto-terapia… “via web”, auto-terapia spesso motivata da frustrazioni ed invidie mal celate (magari ricorrendo -anche- alla tecnica dell’utilizzazione di identità multiple). In questo panorama desolante, i tentativi di realizzare con media “tradizionali” una qualche forma di “confronto” sono presto abortiti. Le poche -pochissime- riviste di settore non sembrano particolarmente interessate e fanno, generalmente, chiare scelte di “linea editoriale”, a vantaggio di correnti interpretative ritenute (a torto o a ragione) più vicine ai propri lettori. Analogamente la maggior parte dei programmi televisivi o radiofonici. In realtà, un’eccezione, nel nostro paese, si è manifestata -recentemente- con un nuovo media, di enorme successo, Camelot Chronicast (vedi, su questo stesso sito, l’articolo di Eugenio Ballini: “Podcast e Divulgazione Ufologica”) dove, finalmente, è stato possibile ascoltare interventi e persino intere relazioni di ricercatori molto diversi tra loro. Ma, come appena ricordato, la situazione generale non sembra per nulla rosea. Gli stessi convegni e conferenze sono, spesso, “a senso unico” e, non tanto per carenze organizzative, ma, bensì, per i molti -troppi!- diktat imposti da taluni relatori che non accetterebbero “mai” di confrontarsi pubblicamente (spesso ricorrendo ad esilaranti giusticazioni!) con altri… che si trovano su posizioni assai diverse. 
Sempre più spesso, poi, lo stesso ”tradizionale” dibattito con il pubblico viene, placidamente, cancellato dai programmi di molte manifestazioni. Ma se il WEB causa -come abbiamo visto- moltissimi problemi, lo stesso rappresenta, all’opposto, un’inesauribile fonte di idee ed iniziative (e, questo stesso sito, rappresenta, da molti anni, una vera “chicca” per tutti gli appassionati del settore!). In particolare, negli ultimi tempi ha avuto un incredibile successo il BarCamp: una rete internazionale di non conferenze “aperte” dove le classiche regole e rapporti pubblico-relatori vengono letteralmente stravolte. Sostanzialmente una “non conferenza”, in cui i protagonisti non sono i relatori, ma i partecipanti, che mettono a disposizione di tutti le loro idee, le loro esperienze, le loro proposte, le loro opinioni. Come potete facilmente capire una vera rivoluzione che, infatti, è sempre più adottata dalle stesse multinazionali perché, gli esiti ottenuti, sono superiori -dal punto di vista dell’innovazione e dei risultati conseguiti- a quelli di un “comune” congresso/conferenza. 
Il primo BarCamp, a tema ufologico/ misterioso che si terrà, al mondo, è il Camelot BARCAMP, il 25 gennaio a Milano. Con regole chiare ed “uguali” per tutti.. ma proprio per tutti (organizzatori compresi)! E così, ufologi, ricercatori, semplici appassionati e curiosi potranno liberamente confrontarsi e discutere di queste affascinanti tematiche.
Per informazioni: http://fabri58.altervista.org/Manifestazioni/2007/gen25_milanoBCC.html  
Ho letto recentemente una bellissima frase, scritta da un vero appassionato e studioso (o, come lui preferisce: “libero ricercatore”) che conosco da molti anni. Lucio ha scritto: “Ogni tanto spegnete il PC e andate a fare la Differenza.Dove si DISCUTE. E si permette di discutere. OFF Line.“
Credo sia un ottimo consiglio… e Buon BARCAMP a tutti!












GARDEN MARY
The Country Side of Life, di Biganzoli Sabrina 
Bouquet Floreali, Realizzazione Bomboniere,
Oggettistica Country, Candele e Gadgets
P.za Falcone e Borsellino, 1 - Tel/Fax: 0331.734.009 
21010 Cardano al Campo (VA) 
info@gardenmary.com
- www.gardenmary.com 

Il Gruppo Camelot, in collaborazione con Camelot ChroniCast, Organizza: 
“BARCAMP CAMELOT”
“Non Conferenza” Ufologica
LUGLIO 2007 - MILANO
per info, luogo e data: www.camelotchronicles.com 

Sono Aperte le Iscrizioni alla 
Associazione Sentinel Italia
Socio Collaboratore - Euro 15
Socio Sostenitore - a partire da Euro 25

Conto Corrente Postale: 72965429
Info: www.sentinelitalia.org 



 



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