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Tutti i numeri
del giornale aperiodico di ufologia "Camelot Chronicles" si possono scaricare gratuitamente
da questo sito in formato PDF e HTML, e si possono trovare in formato cartaceo alle conferenze del Gruppo Camelot
e dei suoi Collaboratori
Report Conferenze ed
Incontri
- Pag.9
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“Atlantide - il Ricordo”, 8 ottobre 2006, Gallarate, VA, organizzata dal
TOP (Time of Peace, Ass. Culturale Olistica)
, Relatore:
Anna Maria Mandelli, Report
a cura di Sabrina Biganzoli
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“Il
Fenomeno UFO: Verità o Menzogna? Analisi Critica di 60 anni di
Ufologia”, 22 Ottobre 2006, Castel San Pietro Terme, BO,
organizzata da Sentinel Italia e Libero Arbitrio
, Relatore:
Paolo Bolognesi, Report
a cura di Sabrina Biganzoli
-
“Paranormal
UFO”, 25 novembre 2006, Voghera, PV, organizzato dal Gruppo
HWH22
, Relatori:
Dr. Carlo Sabadin, Rocchi Valentino, Franco Almacolle e Ivan
Diceglia, Report
a cura di Sabrina Biganzoli
-
“1°
BarCamp Ufologico
Mondiale”, 25 gennaio 2007, Milano presso “La Sacrestia”,
organizzato dal Gruppo Camelot e dalle diverse associazioni
collegate
, Relatori
vari, Report a
cura di Sabrina Biganzoli
- Convegno
“Rapimenti Alieni”, 17 febbraio 2007, Milano, organizzata da
Sviluppocultura, Animanews e Area51, Relatori
vari, Report a cura
di Carlo Sabadin
-
”SETI,
la ricerca di segnali radio da civiltà aliene” e ”UFO: Fra
ragione e mistero”, 24 marzo 2007, Milano presso il Museo Civico
di Storia Naturale, organizzata dal CICAP
, Relatori:
Gianluca Ranzini e Marco Morocutti, Report
a cura di Maurizio Rivalta
- “Roswell,
60 anni dopo”, 1 aprile 2007, Roma, organizzata da Area51
, Relatori
vari, Report a cura di Gianluca Santaniello
-
“Dallo
SPUTNIK agli ALIENI “ e “60 Anni di UFOLOGIA”, 14
e 15 aprile 2007, San Marino, organizzato da SETI, SETI Italia, CUN
e CROVNI, Relatori
vari
, Report
a cura di Fabio Siciliano
“Atlantide
- il Ricordo”, 8 ottobre 2006, Gallarate, VA, organizzata dal TOP
(Time of Peace, Ass. Culturale Olistica)
Relatore: Anna Maria
Mandelli (Associazione Libero Arbitrio, Sentinel Italia e Gruppo
Camelot)
Report
a cura di Sabrina Biganzoli, bigsab@dido.net
(Membro Gruppo Camelot
e Sentinel Italia)
Lo
scorso venerdì si è svolta, presso l'accogliente sede
dell'Associazione TOP di Gallarate una conferenza particolarmente
magnetica, relatore d'eccezione Annamaria Mandelli che, durante le
sue generose e particolari narrazioni, riesce sempre a far emergere
l'energia; la più positiva ed inconscia che racchiudiamo dentro di
noi, dando modo alla nostra mente di far emergere sensazioni e
pensieri che a volte abbiamo smarrito e non abbiamo la possibilità-o-volontà
di ritrovare.
Una raccolta di
testimonianze/incontri danno modo alla relatrice di ripercorrere
"Atlantide", la storia di questo misterioso continente,
attraverso popolazioni precedenti, dati e simbologie che riportano i
nostri pensieri non ad un luogo preciso, in quanto Atlantide il
continente perduto è stato, attraverso le varie ricerche storiche,
identificato in luoghi diversi, in più parti del mondo; ma rivolge
la nostra attenzione sopratutto sulle civiltà allora esistite
attraverso canalizzazioni e percorsi di reincarnazione, facendo
esatta distinzione tra opinione scientifica e pensiero mistico.
Pone delle domande
legittime che, in questa sede, è opportuno porci senza esuberanza,
risposte necessarie alle domande:
"Qual'è lo scopo
della nostra vita"?.... e ancora "Da dove
veniamo"?.... ed in particolar modo: "Dove siamo
diretti?".......
Queste sono questioni
importanti, come lo è senza dubbio la coscienza di quello che siamo
e la consapevolezza che la nostra "anima" è eterna e
viaggia nel tempo..... per andare dove ci chiediamo allora, ma
questo non ci è dato ancora sapere.... certo è che potremmo invece
ripercorrere a ritroso la storia per capire da dove proveniamo e
come siamo arrivati fin qui; esistono civiltà precedenti al periodo
egizio, 4000/4500 anni prima di Cristo, scoperte archeologiche di
7000 anni fa.
Si ipotizza civiltà
Atlantidee con facoltà paranormali e di chiaroveggenza che vivevano
in simbiosi con il cosmo; percorriamo insieme ad Annamaria con
fermento e voglia di sapere questo mondo cristallino e magico non a
caso, in effetti, è risaputo che il potere dei cristalli come il
quarzo bianco per esempio ed altri cristalli che fungevano da
catalizzatori a livello energetico, ci è stato tramandato da un
tempo assai lontano ma molto saggio, dove li ritroviamo in tecniche
usate da sacerdoti atlantidei per guarigioni a fronte della vita
stessa.
Panoramica
interessante anche per quanto riguarda l'aspetto
"energetico" della materia delle "nostre"
costruzioni megalitiche come ad esempio le piramidi, che
fungono da catalizzatore a livello energetico appunto.
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Sparse
un po' ovunque, in tempi diversi ed in luoghi differenti, utilizzate
come una vera e propria forma di comunicazione; con il suono a
livello vibrazionale si riusciva a comunicare attraverso la pietra.
Attraverso l'illustre
Platone narra di una grande esistenza che poi sprofondò nelle acque
e di contatti con civiltà al di fuori del pianeta terra, la
relatrice ci propone una raffigurazione di Atlantide identificata
attraverso un labirinto in forma simbolica dove ci si identifica
ancora oggi, inoltre vengono riportate testimonianze di sacerdoti
egiziani che si ritenevano una discendenza atlantidea.
Ricorda la chiave di
lettura che oggi viene ripercorsa nella "triplice cinta",
forma nella quale diversi ricercatori-studiosi hanno raffigurato
Atlantide; senza tralasciare che l'importante simbologia fu una
scoperta di Paul Le Cour, la quale la ritroviamo raffigurata in
diverse chiese; la stessa Gerusalemme è rappresentata con questa
simbologia.
E nuove scoperte ci fanno
pensare che la storia della nostra civiltà potrebbe essere diversa
e probabilmente più completa se si evidenziassero le enormi novità
archeologiche recentemente trovate; stiamo parlando ad esempio di un
sito di 700 km ritrovato nel 2002 nella Germania del nord
(Sassonia), in parte costruito, con tracce della più antica civiltà
europea, persino più antico delle Piramidi e di Stonehenge;
attraverso relazioni ed osservazioni astronomiche si è evidenziato
all'interno una serie di anelli concentrici ed una sorta di percorso
ad imbuto (labirinti), luogo nel quale si celebravano le cerimonie
sacre.
Punti di collegamento che
ripercorrono tutta l'Europa attraverso questa simbologia; simbologia
circolare raffigurata in diverse canalizzazioni.
Diverse sono le
testimonianze trascritte in testi reperibili nelle librerie
ecumeniche, uno in particolare ci viene descritto da Annamaria
"I Sigilli di Atlantide", dove viene raccontato il
percorso di canalizzazione di una Dea, ci riporta in epoca egizia
dove pitture, simboli, sigilli magici ed alchemici affascinano e
allo stesso tempo riportano a vite ormai scomparse ed accennate nei
testi sacri conservati nella grande piramide di Keope.
Qui si apre un mondo
misterioso e assai complesso che riguarda le antiche civiltà; i
grandi maestri non hanno mai pensato ai sigilli come ad un gioco ma
ad un vero e proprio atto di fede e verità che spesso veniva
combattuto e bistrattato.
La distruzione di Atlantide
ci viene riportata in diverse narrazioni e descritta da popolazioni
differenti tra loro, dalla tremenda inondazione dell'antico Egitto,
passando dallo Yucatan, Venezuela, arrivando agli eschimesi non
escludendo la ormai nota civiltà che vive nella "famosa"
-terra cava-.
Raffigurazioni nel
continente australiano descrivono esseri di luce inoltre luoghi
apparentemente lontani come il deserto del Sahara ed il Giappone,
mostrano similitudini e collegamenti tra i loro popoli attraverso
varie simbologie.
Antichi testi indiani
raccontano di battaglie tra le varie fazioni dove venivano descritti
dei vascelli aerei con esplosioni atomiche (Vimana), inoltre vengono
narrati anche viaggi nel tempo, viaggi interplanetari; ipotetiche
migrazioni del popolo di Atlantide; un viaggio attraverso il mondo e
oltre quello descritto con precisa consapevolezza da Annamaria senza
esclusione di colpi.
Racconti intriganti ed
emozioni forti si susseguono per tutta la serata, la conferenza è
finita ma nessuno aveva voglia di uscire dalla stanza in quanto
l'energia che Annamaria ha trasmesso, ci ha legato talmente stretti
che solo la consapevolezza di ritrovarla in altre serate/incontri ha
permesso di "lasciarla andare"...... una Scuola Superiore,
la sua, dove aggiornamenti, ricerca e formazione professionale
rafforzano i legami tra corpo, anima e mente al fine di raggiungere
un traguardo importante sì, ma sopratutto ricco di emozioni.
....."La
cosa più bella che possiamo sperimentare è il mistero; è la fonte
di ogni vera arte e di ogni vera scienza"..... Albert Einstein
“Il
Fenomeno UFO: Verità o Menzogna? Analisi Critica di 60 anni di
Ufologia”, 22 Ottobre 2006, Castel San Pietro Terme, BO,
organizzata da Sentinel Italia e Libero Arbitrio
Relatore:
Paolo Bolognesi (Membro Gruppo Camelot e Presidente Sentinel Italia)
Report
a cura di Sabrina Biganzoli, bigsab@dido.net
(Membro Gruppo Camelot
e Sentinel Italia)
Paolo
Bolognesi, in collaborazione con Sentinel Italia e Libero Arbitrio
presenta la sua opera omnia.
Nella
cornice dei colori ed i sapori dell’entroterra bolognese, in quel
di Castel San Pietro Terme (BO), si è svolta domenica 22 Ottobre
u.s., una conferenza riguardante il fenomeno UFO: Verità o Menzogna
? - Analisi critica di 60 anni di Ufologia, relatore Paolo
Bolognesi, ricercatore, studioso ed esperto nel settore ufologico da
più di trent’anni il quale, in modo chiaro ed esaustivo
ripercorre e relaziona le analisi riportate nella sua opera omnia,
”UFO- La verità scomoda”.
| Ci accompagna in un
percorso ricco di teorie interessanti attraverso
un’interpretazione esclusivamente personale al fine di promuovere
una crescita nonché una formazione ufologia senza esclusione di
colpi, atta ad abbandonare presunte teorie senza arte né parte che
pseudo-ricercatori cercano di inculcare, senza controllo e
soffocando la parte nobile di questo “duro” lavoro.
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Libro autoprodotto,
sottolinea l’autore, dove consapevolezza, ed un’ampia visione
della fenomenologia verso nuovi indirizzi di ricerca, emergono in
modo chiaro e ben strutturato.
Attraverso questo lavoro ci
si chiede più che mai se il fenomeno è reale oppure una menzogna,
come suggerisce il relatore; domanda legittima in effetti,
soprattutto ci si chiede cosa, in questi ultimi 60 anni di storia si
è veramente osservato nei cieli....la maggior parte dei oggetti non
identificati in realtà è qualcosa di ben definito, ovvero la
casistica ci suggerisce una varietà di “oggetti o fenomeni ben
identificati”; solamente in minima parte non si è riusciti a
catalogare “tali” avvistamenti e racchiuderli in una tipologia
di velivoli e situazioni convenzionali; una esigua minima parte
“potrebbe” arrivare -perchenò-, da uno spazio/territorio
esterno.
Ci addentriamo nel fulcro
della sua opera dove ci accompagna attraverso ipotesi di dimensioni
parallele, identificazioni parafisiche (ovvero di
un’identificazione mistica del fenomeno), attribuzioni biologiche,
possibilità di viaggiatori temporali non escludendo poi l’ipotesi
più accreditata, senza dubbio quella scientifica fino ad arrivare
alla conclusione che, l’ipotesi TERRESTRE del fenomeno lo ha
portato, ad una “sua” realtà plausibile, senza sconfinare in
dimensioni che non lo appartengono; ma soprattutto a “dare un
senso” -a tutta questa storia-.
Attraverso un suo percorso
di ricostruzione del fenomeno, il relatore cerca di fare un po’ di
chiarezza, evidenziando in primis, l’importanza delle
testimonianze, dei filmati sottolineando però che, in effetti,
questi ultimi risulterebbero solo ed esclusivamente indizi, non
attendibili in quanto non supportati da prova alcuna; negli oggetti
che spesso vengono fotografati non vi è la garanzia della veridicità
e all’ipotesi ETH, la maggiore accreditata dagli
esperti”ufologi” risponde che prove concrete mancano
all’appello di questa probabilità.....rimarcando inoltre che
neanche con strumentazioni radar ed intercettazioni si può
veramente accertare l’attendibilità....
D’altro canto ad oggi,
importanti personaggi, degni di credibilità e fama internazionale
hanno raccontato e testimoniato di episodi degni di nota a conferma
del fenomeno ma, se analizziamo bene queste testimonianze,
sottolinea il relatore, nessuno ha mai supportato e contro-provato
tali affermazioni; è riscontrato che nessun ricercatore è mai
stato appoggiato nelle sue scelte divulgative a tale proposito; non
esclude inoltre, come le testimonianze, anche i documenti che
“provano” e riportano di avvenimenti e-o avvistamenti,
potrebbero essere facilmente falsificati e contraffatti.
Racconta e promuove
un’ufologia ed un metodo di ricerca ufologia attraverso una
terminologia semplice ma ben significativa, denominata “viti e
bulloni”, ovvero vera e propria ricerca sul campo per passare poi
ad indirizzi di ricerca -davvero- improbabili dove non c’è una
benché minima certezza, un esempio lo troviamo nella
classificazione delle razze e tipologie aliene o nei fantomatici
rapporti con presunte civiltà extra-terrestri (esopolitica) nonché
la stesura di improbabili protocolli a tal senso.
Denuncia
che la stragrande maggioranza dei ricercatori/ufologi -accetta-
un’ipotesi pro-ETH come possibile spiegazione del fenomeno non
appoggiando e considerando altre probabili scene di verità;
un’accettazione troppo fideistica per Bolognesi, che non esclude
necessariamente altre ipotesi di lavoro.
Prosegue
la personale terminologia del relatore, attribuendo a “tali”
ricercatori, l’acronimo di “Alienologi”, in quanto, avendo
identificato nell’ipotesi di cui sopra, la “soluzione” nonché
la risposta alla fenomenologia ufologica, essi non appartengono più
alla categoria di chi, con costanza, serietà e professionalità,
cerca tutt’oggi di catalogare dati, avvenimenti, ma soprattutto
ricerca e si distingue per comprovare tale fenomeno, in modo
inconfutabile per abbandonare definitivamente tutte le false verità
che ogni giorno ci vengono inculcate; abbiamo veramente bisogno di
abbandonare tutti i dogmi del nostro immaginario collettivo che
giorno dopo giorno, contribuiscono a renderci sempre più dipendenti
da un unico sistema distruttivo: la nostra società-.
Perciò “IL GRANDE
INGANNO”, come lo definisce il relatore, dove attraverso
un’attenta ricostruzione, ricollega oscure trattative e relazioni
di scambio tra Stati Uniti e Germania Nazista al fine di ottenere
tecnologie aeronautiche e missilistiche alla fine della II Guerra
mondiale; quel periodo storico “particolare” - 1947-, è
identificato come l’inizio del fenomeno UFO; molteplici sono le
osservazioni nei cieli da parte di testimoni, tecnologie non comune
ma identificate, in seguito come progetti segreti militari (black
project); a tutt’oggi di alcuni velivoli che solcano i nostri
cieli, non ne hanno ancora ufficializzato l’esistenza.
Segnalazioni in via
informale, riportando di sperimentazioni militari segrete nella base
americana Nellis del fantomatico velivolo “Aurora”, la storia si
ripete, dunque..... informazioni tenute rigorosamente nascoste
dall’aeronautica militare; una chiusura mediatica "ad
hoc", uno studiato e premeditato debunking.
Secondo l’autore, vere e
proprie commissioni d’inchiesta atte a spiegare ed identificare il
fenomeno si sarebbero costituite, l’idea era di dare una parvenza
di ricerca ma la loro finalità era di operare un’azione di
discredito sui testimoni e sulle loro informazioni visive di questi
velivoli; conseguentemente si sarebbero operati a simulare una vera
e propria azione di insabbiamento su eventuali prove ammesse in modo
da creare dipendenza e psico-terrorizzare le masse; produrre un
fenomeno, identificandolo prima e negandolo dopo; creazione di uno
straordinario condizionamento (illusorio), al fine di “spostare”
l’attenzione a livello mondiale, occultando la “vera” realtà
portandoci a credere qualsiasi cosa.
Esistono delle prove
davvero scioccanti, si domanda Bolognesi, certo è che esiste a
livello politico una manipolazione davvero enorme, una mostruosa
disinformazione, troppe ipotesi “personali” di taluni soggetti,
troppo fideistiche che vorrebbero “convincere- a-tutti-i-costi”;
nonché una destabilizzazione creata ad opera nello studio della
fenomenologia tra i ricercatori del settore.
Inoltre da non
sottovalutare, la copertura di tecnologia “segreta” militare e
il business economico che circonda alcuni gruppi di ricerca i quali,
senza, non avrebbero ragione di esistere.
Evidentemente, sottolinea
in modo marcato Bolognesi, siamo di fronte ad un’ufologia malata,
malata di sensazionalismo, di protagonismo mediatico, di business
corrotto.... ed inoltre non mancano ipocrisia, la mancanza di sana
ricerca e si denota, purtroppo, uno sfruttamento delle situazioni
“solo ed esclusivamente” atte al conseguimento di successi
personali a svantaggio dell’informazione vera e propria.
È
necessario scindere la categoria dei seri ricercatori con quella
degli opportunisti, rimarcando una corretta divulgazione ed una sana
collaborazione tra ricercatori in buona fede.
Rivendica quindi il termine
“ufologo”, escludendo ogni altra pseudo-fantascientifica
professione in tal senso, e rimanda gli “Alienologi”a luogo da
destinarsi......
Un dibattito attento ed
acceso ha portato il relatore a confrontarsi ed interscambiarsi con
addetti ai lavori e non, sottolineando l’importanza e la necessità
di un’ufologia strumentale ovvero di una ricerca scientifica e di
dati inconfutabili.
Piccola parentesi sulla
tanto discussa autopsia del controverso caso “Santilli Footage”,
qui Bolognesi esprime una teoria sullo svolgimento dei fatti;
interessante è l’opinione che, il secondo filmato non sia stato
divulgato in un primo tempo in quanto potesse contenere informazioni
che ci avrebbero permesso di capire qualche cosa in più rispetto
“all’essere” sezionato nell’autopsia del primo video......
opinione abbastanza comune tra gli “addetti ai
lavori”.......quelli seri....
Frutto di una manipolazione
genetica?... oppure......
Alla domanda sulle ricerche
clipeologiche “apparentemente” abbandonate in questa sua opera
prima, l’autore, appassionato storico, -materia che lo ha
accompagnato tra l’altro per diversi anni delle sue ricerche e nei
suoi studi-, risponde che svilupperà in un prossimo futuro un
approfondimento in tal senso in un secondo lavoro con un percorso a
ritroso al fine di trovare possibili congiunzioni/correlazioni per
una completa e pulita visione della fenomenologia, rivisitando
oltretutto l’ormai screditata teoria di Darwin; non è un segreto
che linee evolutive differenti riportano in superficie dubbi e
domande legittime.
La disinformazione è alla
base della non-informazione, conclude Bolognesi, che sostiene questa
categoria di ricercatori che lotta ogni giorno con la cattiva
informazione e la superficialità di alcuni che cercano, inutilmente
di screditare la corretta divulgazione al fine di ottenere una
chiarezza mediatica senza pressioni psico-sociali.
....”nella
vita come in tram, quando ti siedi è il capolinea”....
“Paranormal
UFO”, 25 novembre 2006, Voghera, PV, organizzato dal Gruppo HWH22
Relatori
in ordine di apparizione: Dr. Carlo Sabadin (membro Gruppo Camelot e
Sentinel Italia, collaboratore HWH22), Rocchi Valentino
(collaboratore CUN e CROP), Franco Almacolle (ricercatore
indipendente, membro Gruppo Camelot e HWH22) e Ivan Diceglia (membro
HWH22 e Gruppo Camelot)
Report
a cura di Sabrina Biganzoli, bigsab@dido.net
(Membro Gruppo Camelot
e Sentinel Italia)
Si è svolta sabato 25
u.s., presso il Centro Congressi della piscina comunale R. Dagradi a
Voghera, una conferenza divulgativa a cura del gruppo di ricerca
HWH22; un clima sobrio, un pubblico interessato e tematiche degne di
nota, hanno contraddistinto un pomeriggio qualunque che altrimenti
sarebbe passato inosservato, come del resto una buona parte delle
-piccole e presunte- ricerche a tema ufologico che -purtroppo-
imperversano via web ma giunte ora più che mai al capolinea....

Tiziano Vidali, membro
HWH22 (e Gruppo Camelot), ha moderato l’evento con semplicità
-utilizzando presentazioni originali e accattivati preparate dal
collega Franco Bertelegni- e, allo stesso tempo, con la
professionalità che contraddistingue i Gruppi di ricerca, quelli
seri....
Promuovere una ricerca
sana, positiva e soprattutto rapportata alle nuove tecnologie
contraddistingue chi, con serietà e duro lavoro affronta sul campo,
giorno per giorno e con consapevolezza questo impegno ufologico in
modo fortemente critico e analitico, annuncia a voce ferma il primo
relatore, il Dr. Carlo Sabadin, che attraverso la sua relazione
“Ufologia e Media”, affronta il rapporto tra comunicazione e
divulgazione della tematica -anche!- attraverso le riviste del
settore.
Piccola e doverosa
parentesi del Dr. Sabadin: questa conferenza verrà registrata
interamente su Camelot Chronicast, il primo Podcast ufologico
italiano a cura di Paolo Sartorio (web designer e creatore di
Camelot Chronicast) ed Eugenio Ballini (membro Gruppo Camelot,
European UFO Survey e Ass. Sentinel Italia) dove, chi non ha potuto
intervenire alla manifestazione de visu, potrà scaricare,
attraverso il servizio ufficiale iTunes della Apple, tutti gli
interventi dei relatori in file MP3; attraverso la rivista on-line
Camelot Chronicles (www.camelotchronicles.com) è possibile ottenere
una esaustiva spiegazione sul come accedere a questo servizio.
Prosegue l’intervento,
Sabadin, analizzando in chiave critica la situazione attuale, con un
percorso a ritroso nel tempo, constatando una comunicazione poco
chiara e circoscrivendo altresì un -non- aumento della percezione
del fenomeno, dovuto soprattutto ad una effettiva difficoltà di
trasmettere/comunicare nel rapporto testimone-giornalista; queste
due figure, fin dal passato, hanno sempre poco interagito, la
terminologia degli “addetti ai lavori” risultava -e risulta- a
tutt’oggi un vero e proprio prontuario sulla disinformazione
ovvero la -NON- corretta informazione; una contro-informazione atta
ad enfatizzare/destabilizzare le masse promossa da “veri
barboni” dell’ufologia (!), che senza arte ne parte propagano
svariate pseudoverità e, soprattutto, (dis)-informazione via web in
modo stomachevole (molto divertenti alcune slide mostrate dal
ricercatore che.... avevano come oggetto proprio Sabadin!) e senza
neanche preoccuparsi del loro problema più importante.... una
“certa” instabilità psicologica che li sta gradualmente
devastando!
Denuncia un inquietante
percorso operato dalle riviste del settore e non dove, soprattutto
in Italia, l’informazione -vera- viene trasformata e controllata.
Se guardiamo la situazione
dei media a livello globale, USA, Europa e resto del mondo
affrontano -in taluni casi- le tematiche con una certa apertura;
alcuni esempi li ritroviamo nel Rapporto Cometa, tradotto e
divulgato in migliaia di copie in Cina; in Francia esistono
strutture pubbliche per studiare il fenomeno, ma allo stesso tempo
l’opinione pubblica e l’elite intellettuale trattano certe
argomentazioni come storielle di puro interesse folkloristico.
Esiste un’eresia intellettuale con una
informazione-disinformazione talmente ampliata dove nessuno è
veramente escluso. E, il Dr. Sabadin, riporta, per par-condicio,
alcuni precisi esempi (documentandoli) dove molti addetti ai lavori
hanno le loro precise responsabilità: da Baiata, Harris e Pinotti
fino all’”opinionista” Malanga.
In Italia la situazione è
decisamente discutibile; riviste di settore promuovono nuove forme
di contattismo e personalissimi protocolli di presunte associazioni
tra terrestri ed Alieni, se così le vogliamo chiamare, quasi
scordandosi che il vero ed oscuro argomento UFO è molto più
complesso e molto meno fantastico (e.... magari ancora più
affascinante). E ancora, personalissime opinioni tanto sbandierate
di -taluni ricercatori!- proporrebbero la risoluzione del problema
seduta stante. Stiamo assistendo quindi ad una vera e propria
manipolazione dove la percezione del fenomeno risulta profondamente
alterata.... chiara è la percezione di una strategia di
ridicolizzazione del fenomeno atto a diminuire l’interesse del
pubblico dove l’utilizzo di casse di risonanza ( TV, Radio, Cinema
etc. ) contribuisce a far uscire solo determinate cose non
escludendo altresì un’implicazione di agenti della sicurezza
nazionale ed un controllo consapevole -o- inconsapevole della stampa
nonché degli stessi giornalisti.
Una destabilizzazione
generale dunque, dove le reali ricerche e le vere informazioni,
quelle “solide” ovvero i lavori -davvero!- degni di nota, dalle
ricerche della D.ssa Giulia D’Ambrosio ai contribuiti fondamentali
dell’astrofisico Massimo Teodorani, vengono sempre pubblicati (sui
media di settore) in ritardo e con il “contagocce”, quando
pubblicati.....; tutti grandi lavori scientifici che nessuno si
prende la briga di analizzare e divulgare; d’altro canto le
informazioni-disinformazioni “bufale” vengono sempre amplificate
e costruite ad arte per spostare l’attenzione dell’opinione
pubblica.
Un esempio di
informazione-disinformazione lo ritroviamo anche nel filmato
rilasciato dall’Aeronautica messicana sul fenomeno luminoso tanto
discusso; in effetti il video presenta dei tagli e non mostra
particolari eclatanti.... pagine e pagine con il risultato di un
assoluto “0” -zero!-
E l’idiozia ufologica non
risparmia esilaranti iniziative, senza nessun valore giuridico come
- “il giuramento dell’ufologo” & “l’ordine nazionale
degli ufologi” -...., accordi che basta leggerli per capirne
l’assoluta illogicità.
Doveroso da parte del Dr.
Sabadin, persona a conoscenza dei fatti, un accenno all’iter del
caso di Zavattarello - investigato dal gruppo di ricerca HWH22,
tanto sbandierato sulle reti Mediaset da Striscia la Notizia per
creare solo del puro sensazionalismo senza attendibilità, caso poi
ripreso successivamente da uno splendido Magalli nella sua
trasmissione sulle reti Rai ridimensionando la -storia storpiata- da
Striscia..... una sola ed unica verità -as usual- ne è scaturita,
ovvero grande visibilità, -zero!- informazione, -zero!-
sostanza....
Da tutto questo è bene
ricordare -solo ed unicamente- l’attenta analisi “sul campo”
da parte del Gruppo di ricerca HWH22 che professionalmente, giorno
per giorno si adopera per nuovi indirizzi di indagine e non solo.
D’altro canto tutti i ricercatori di Gruppo Camelot, Sentinel
Italia e associati si muovono costantemente solo sulle basi della
ricerca scientifica e sull’attendibilità delle testimonianze.
Esempio concreto lo si può
ritrovare nel recente Convegno Ufologico svoltosi a Rimini lo scorso
aprile ( report disponibile c/o www.sentinelitalia.org), dove un
team di scienziati e ricercatori hanno relazionato su basi
scientifiche e dimostrabili; un grande successo senza precedenti con
importanti resoconti su testate nazionali, ....e nessun accenno
dell’evento sulle -riviste- e media specializzati del settore
.....veramente paradossale e -peggio per loro!-, diremmo noi.....
Troppa spazzatura, troppe
sciocchezze finalizzate a neutralizzare chi, con costanza ed
impegno, indipendentemente dall’appartenenza ufologica, porta
elementi utili di studio sul fenomeno. Per cause di
destabilizzazione che ben conosciamo, l’informazione solida viene
molto spesso accantonata ed una disinformazione sistematica di
-“disturbo” o “fideistica”- viene ampliata e sbandierata
come verità assoluta. E forse a rivoluzionare davvero il desolante
panorama sarà proprio il BarCamp Camelot che, Sabadin, presenta a
fine relazione....
È
la volta di Valentino Rocchi, ricercatore con appartenenza ai gruppi
di ricerca C R O P e C U N, illustra con una sua personalissima
-magari non condivisibile da molti- ma ben schematizzata analisi,
una ricostruzione ed una approfondita ricerca riguardante le tanto
discusse teorie sulla possibilità di viaggiare nello spazio-tempo
attraverso tecnologia superiore.
L’umanità si è spesso
chiesta se tutto questo è possibile, certo è che nessuno di noi ha
la prova certa di una qualsiasi di queste -particolari- esperienze;
menti di singolare importanza -Nostradamus, Madame Bouvarie....-,
predicono e raccontano di eventi catastrofici; a posteriori, in una
chiave di lettura moderna nessuna certezza rende ipotizzabili certi
cataclismi.
Certo è che diverse teorie
vengono spesso sbandierate e messe costantemente in discussione,
come il caso delle presunte verità dichiarate dal viaggiatore nel
tempo che, secondo la narrazione di Rocchi e -soprattutto secondo le
dichiarazioni dello stesso-, sostiene di essere “arrivato” dal
futuro..... ebbene sì, parliamo di John Titor, potrebbe essere un
buffone secondo alcuni questa è un’ipotesi da non sottovalutare,
anche secondo il relatore che all’inizio interagiva scetticamente
versus “tal predicatore”; .....d’altro canto però ha
sollevato in alcuni soggetti dubbi e domande legittime attraverso i
suoi racconti/premonizioni tanto da “intavolare” vere e proprie
-mini-conferenze su forum di discussione aperti a commenti, domande
dagli utenti, risposte, etc....
Documentato lo è davvero,
dalle destabilizzazioni sociali fino ad arrivare alla
“probabile” -e non solo dichiarata da lui-, divergenza tra
universo di origine a quello attuale.... e ancora, viaggi in
universi paralleli, sottolineando una presenza di un
“multi-Universo” dove le -nostre, (di noi terrestri)- azioni
contribuiscono ad alimentare questa multifunzionalità
-parallela-....
Accenni storici al tanto
discusso apparecchio detto “Cronovisore” evidenziano una
correlazione -perché no!- a questo proposito, dove lo stato
gravitazionale attuale potrebbe essere messo in discussione,
argomento a mio avviso che deve essere elaborato e visto in chiave
più approfondita e molto più scientifica che, in questa sede, il
relatore per motivi di spazio-tempo non ha avuto la possibilità di
approfondire;...... certo questo è scaturito dalle mie conclusioni
personali attraverso questa -sua personale- conferenza, ma il
sentore generale è che ricerca e studio scientifico mancano
sicuramente a determinati personaggi che attraverso web, predicano e
sostengono teorie senza alcuno straccio di prova
materiale/oggettiva.
Esiste sicuramente una
fonte di “energia superiore” che non esclude, materialmente e
spiritualmente una possibilità di -viaggiare nel tempo-, ma
precisamente come, da dove o verso dove non ci è dato ancora
sapere... almeno a livello scientifico-razionale..... E conclude con
una più che mai personalissima “opinione” riguardante una
possibile correlazione tra la ormai tanto chiacchierata
“retro-ingegneria” e le “tecnologie sperimentali terrestri”,
dove tutte le ipotesi di lavoro, ad oggi, sono aperte, e soprattutto
una mancanza di prove incontrovertibili regna sovrana a dispetto di
tante pseudo-verità e/o soluzioni che ci propinano nelle più
svariate salse poco e malamente condite.
Franco Almacolle (membro
HWH22 e Gruppo Camelot) è il ricercatore che segue, e che dire, se
non che il lavoro di ricerca di Franco sul misterioso ed inquietante
argomento “Chupacabras” è ad oggi, in Italia, il più
documentato ed esaustivo proposto all’opinione pubblica....
ragazzo serio, intraprendente e determinato fino al punto di avere
sviluppato, in sede editoriale un lavoro su questo scottante
argomento ( vendita del libro “Predatori di Sangue” anche
attraverso Ass. Sentinel Italia - per informazioni www.sentinelitalia.org).
L’argomento delle
mutilazioni animali e di queste misteriose entità che accompagnano
sempre questo macabro - percorso- è sempre più di attualità per
gli addetti ai lavori; un’ampia panoramica sulle diverse teorie di
approccio al fenomeno vengono trattate dal relatore in modo
razionale senza escludere nulla a priori.

Il relatore in questa sede
va oltre ed esprime una sua personale convinzione/ipotesi basata
sull’interdimensionalità che accompagnerebbe queste presenze.
Estremamente documentato
come dovrebbe essere sempre, in ogni conferenza qualsiasi relatore -
dove spesso non è così....-, mostra una panoramica fotografica e
relaziona in modo coinvolgente su diversi casi, dal territorio
argentino fino ad arrivare al sud America dove troviamo aggressioni
e mutilazioni che avvengono con modalità differenti....incisioni e
tagli circoncisi, realizzati con precisione caratterizzano questi
attacchi, spesso fonti acquifere vengono prelevate in quantità
abnorme senza lasciare alcuna traccia sulle modalità d’asporto.
Inoltre, anche i più comuni predatori non si avvicinano alle
carcasse degli animali aggrediti in queste “circostanze” poco
chiare, anzi -inquietanti!-, dove anche l’assenza della normale
putrefazione del cadavere di queste bestie lascia molto
perplessi....
Ricerche ufficiali
dell’ente cileno che si occupa di questo fenomeno mostrano e
propagandano fotografie controverse di presunte presenze; questo a
sottolineare che proprio di acqua fresca non stiamo parlando....
saremmo in presenza di una particolare ed impercettibile sottile
energia che vibra a frequenze che noi non percepiamo?... forse....
Ciò che con i nostri
comuni sensi non riconosciamo e quindi fuori dai nostri canoni,
altera sicuramente il nostro grado di percezione razionale e di
conseguenza si propone come qualcosa di anomalo/differente e perciò
viene letto in chiave mistica-irrazionale, nella maggior parte dei
casi.
Un’altra delle teorie
avanzate a proposito di questo particolare fenomeno è l’ipotesi
di operazioni condotte da entità extra-terrestri avvalorata altresì
da presenze diffuse di luci anomale che caratterizzano ed
accompagnano le macabre aggressioni/mutilazioni varie.
Non poteva mancare inoltre,
una -teoria ufficiale- mediatica che “sentenzia” ed attribuisce
a -tali casi- una presenza di “roditori aggressivi” sul
territorio, ..e qui torniamo alla informazione/disinformazione
programmata atta a destabilizzare le masse, denunciata dal Dr. Carlo
Sabadin nel suo intervento iniziale....
Almacolle, in finale, si
propone ed approccia un fenomeno nuovo, oppure più recente, se
vogliamo.... trattasi di misteriose figure volanti che sfrecciano
invisibili all’occhio umano, entità particolari con forme
inconsuete definite con l’acronimo di “sky-fish o solar-entity”.
Anche gli ORBS sono oggetto
di discussione nella relazione di Franco che, analizza e spiega di
questi “nostri” amici invisibili o piccole creature spirituali
per alcuni, che hanno accesso a particolari attività sensoriali,
non è da escludere che in probabili ma -non- definite dimensioni
parallele alla nostra, siano portatori di messaggi telepatici dove,
con frequenze differenti non percettibili operano indisturbati.
Le energie disperse a
favore di questa particolare ricerca ed indagine affrontate in
questo percorso tutto in salita sono state veramente forti e
dispendiose, un aumento delle emozioni vibrazionali hanno
caratterizzato il nostro ricercatore ad una sempre più profonda
voglia di studiare e ricercare nuovi dati atti ad un’evoluzione ed
un ampliamento a 360° riguardante questo misterioso e discutibile
argomento.
L’ultimo ricercatore in
ordine alfabetico è Ivan Diceglia di HWH22 (membro Gruppo Camelot),
che attraverso una ricerca personale con “mezzi propri” -non
scientifica ma essenzialmente divulgativa- attraversa un controverso
e particolare argomento di studio: le esperienze extra-corporee,
O.O.B.E. (Out Of Body Experience), suddivise in volontarie oppure
involontarie.
Una ricerca attraverso
scritti e testimonianze, partendo dall’estremo Oriente, portano il
ricercatore ad avvicinarsi al fenomeno basandosi esclusivamente su
testimonianze di persone che affermano e -sostengono- di avere
vissuto questo particolare tipo di esperienza.
Ci porta a conoscenza di un
vero e proprio manuale, attraverso attente istruzioni, dove è
possibile, secondo queste testimonianze, attuare una procedura di
trasposizione del corpo, la scissione effettiva del corpo etereo da
quello astrale. Diversi sono i metodi accreditati, ma d’altro
canto nessuno di questi è semplice da eseguire, sostiene Ivan
attraverso le sue fonti di ricerca personale; la cosa importante è
crederci per riuscire ad ottenere qualcosa di concreto.
Diceglia evidenzia che,
anche nello scenario collettivo, avvenimenti anomali e di pre-morte
seguiti da esperienze di trasposizione corporee non sono casi
isolati, nei quali all’inizio ci si muove con difficoltà, ma che
con “l’esperienza”, dentro questa -particolare- situazione,
gli ostacoli materiali diventano sempre meno “ingombranti”
rimanendo nella convinzione di essere eterei, mantenendo una
percezione spaziale-corporea ed il controllo delle sequenze logiche,
comunque.
Viaggi astrali, attraverso
queste esperienze/ testimonianze che denotano una concezione del
mondo totalmente diversa da quello viene effettivamente percepito in
una vita mortale.
La ricerca continua e non
finisce certo qui, il cercare nuovi stimoli e nuovi punti di
riferimento creano un ricercatore etico e professionalmente
preparato, in grado di controbattere ed affossare le
pseudo-mirabolanti ricerche che, senza base alcuna portano taluni
individui a raccontare spesso idiozie e cose poco veritiere, spesso
senza rendersene conto -anzi!- è più logico affermare che se ne
rendono conto, sono recidivi e risultano agli occhi di tutti,
piccole, piccole persone.
....”
La disinformazione è il primo potere politico”..... K. Marx
“1°
BarCamp Ufologico Mondiale”, 25 gennaio 2007, Milano presso “La
Sacrestia”, organizzato dal Gruppo Camelot e dalle diverse
associazioni collegate
Relatori
vari.
Report
a cura di Sabrina Biganzoli, bigsab@dido.net
(Membro Gruppo Camelot
e Sentinel Italia)
Cosa
dire e che bilancio fare di quest'anno appena passato?
Sicuramente
il Gruppo Camelot, Sentinel Italia, HWH22, Libero Arbitrio e gli
altri Gruppi di ricerca affiliati, hanno aperto molte porte e molte
altre sono in attesa di essere spalancate a favore di una
divulgazione seria e corretta sotto tutti i punti di vista.
L'entusiasmo
e le motivazioni quindi, in apertura di questo nuovo anno sono più
forti che mai, supportate inoltre da questo intraprendente e
stimolante nuovo approccio verso un a scienza ed una ricerca che per
molti, non avrebbe motivo di esistere, -anzi!- sempre più
boicottata.. MA per fortuna e per completezza della informazione
-non fine a se stessa-, esistono Gruppi che scendono in trincea e si
adoperano con le loro risorse mentali, economiche e -soprattutto!-
umane, in un ambiente spesso ostile e subdolo -purtroppo!- e
promuovono una distribuzione delle informazioni in modo brillante ed
esaustivo con gli strumenti che la tecnologia avanzata mette a
disposizione al giorno d'oggi.
La professionalità delle
nostre scelte e metodologie di lavoro affianca quindi una sempre
maggior determinazione e voglia di migliorarsi-sempre e comunque!-,
conseguentemente ci ha portato al parto di questa splendida serata,
ovvero la realizzazione di questo incontro con l'obbiettivo unico di
una collaborazione ed un "interscambio" delle differenti
ed innumerevoli teorie sul questo misterioso argomento -ed allo
stesso tempo affascinante-che è... la fenomenologia ufologica;
attraverso una conferenza -non- conferenza, degna di istituti di
ricerca oltre-oceano, dove, Gruppi di Ricerca, ricercatori
indipendenti e semplici appassionati hanno convissuto, confrontato
ed elaborato un nuovo modo di affrontare la multidisciplinarierà....

La serata ha inizio in un
clima sobrio e professionale, i partecipanti si accomodano ai loro
slot di appartenenza, secondo l'argomento trattato; il livello delle
argomentazioni è forte... un dribbling ponderato e non lasciato al
caso che spazia dal mistero dei crop-circles ad una
"architrave" generale attraverso chiavi di lettura
scientifiche ed esoteriche.
Inoltre... grande successo
anche per lo slot che ha trattato il controverso ed inquietante
argomento dei "rapimenti alieni" (Abduction) con annessi e
connessi dove, le esperienze personali raccontate dai partecipanti,
attraverso la mediazione dei nostri rappresentanti, denotano che la
strada da percorrere è tortuosa e -davvero- in salita ma che la
determinazione dei ricercatori -eticamente seri- non demorde davanti
agli ostacoli che si sovrappongono durante il cammino per la ricerca
della verità.

Slot che non passa
inosservato, come gli altri del resto, è il dibattito inerente
all'approccio scientifico-strumentale versus il tema ufologico, il
rapporto tra i media e questa fenomenologia con la certezza che,
molto spesso Associazioni e Gruppi -poco onesti-, riescono ad
insabbiare notizie davvero importanti travisando e
"storpiando" per puro sensazionalismo... al fine di
depistare tutto e tutti e facendo emergere solo palesi incongruenze
e false verità atte a destabilizzare tutto il meccanismo
politico/sociologico che ci circonda, ..ovviamente spesso di
proposito....
L'ultimo slot in ordine di
descrizione attraversa il percorso fotografico nel suo insieme,
dallo studio allo sviluppo della anomalia e al conseguente percorso
computerizzato, attraverso analisi grafiche e filtraggi per una
attenta ricostruzione delle prove; inoltre non sono mancati momenti
di confronto su teorie diverse di probabili verità rispetto al
fenomeno ...sono stati ampiamente descritti e discussi i casi
storici come gli x-files fascisti con il sentore che molti libri e
molte storie poco "serie" siano state elaborate a
riguardo....
Una "particolare"
e stimolante serata dunque, con tanti spunti di riflessione e tanta
voglia di certezze che, noi non abbiamo la presunzione di avere ma
-certo è!- che stiamo provando a far emergere.... Tutto quello che
fin ora è stato deliberatamente nascosto e -trasformato ad arte-,
facendo apparire solamente un'immagine distorta di ciò che è
veramente accaduto.
E' determinante far sentire
la nostra voce, anche con questo sistema di multimedialità dove, lo
sdegno per certe situazioni conferma sempre più la volontà di fare
"un'opposizione costruttiva" nei confronti di certe
"pseudo-scelte"... per nulla deontologiche e profondamente
penalizzanti nei confronti di chi, con devozione, cerca di costruire
e non di distruggere.
Un dialogo profondo tra le
parti -interessate!- al confronto è senza dubbio la strada giusta
per vincere insieme, per rafforzare il proprio ruolo e le proprie
responsabilità e favorire una condivisione attiva di ricerca,
domande dubbi e -perchenò- risposte del prodotto ufologico,
insabbiando sempre più la -non- qualità e la -non- comunicazione
per un cambiamento certo e rivoluzionario.
Il BARCAMP organizzato da
Gruppo Camelot e Gruppi di ricerca associati rappresentano il
cambiamento, l'approccio indispensabile per gli obbiettivi di una
"buona professionalità", la capacità di competere in un
sistema sempre più ostacolato dalle multinazionali, dal potere
politico e da molto altro..

La qualità del nostro
lavoro è il biglietto da visita che ci porta nel grande sistema nel
quale dobbiamo essere sempre in prima linea rispetto a chi cerca,
-inutilmente!- lo screzio e si fa "ambasciatore" di
attacchi/insulti gratuiti....
BARCAMP, il primo di una
lunga serie dunque, che segnerà il cambiamento -v e r o!-. Un
grazie a tutti i partecipanti, ricercatori e semplici appassionati
che con la loro presenza, giovedì sera, hanno contribuito ad
avvalorare una nuova collaborazione ed una disponibilità al dialogo
ed al confronto.
"
La Sicurezza, come l'arte, non deriva dal possedere tutte le
risposte: nasce dall'essere aperti a tutte le domande". E.G.
Stevens
Convegno
“Rapimenti Alieni”, 17 febbraio 2007, Milano, organizzata da
Sviluppocultura, Animanews e Area51
Relatori vari
Report
a cura di Carlo Sabadin, sabinsky@tiscali.it
(Membro Sentinel
Italia, Gruppo Hwh22 e Gruppo Camelot)
“Abbiate
il coraggio di fare la cosa giusta, persino se significa una guerra
civile.... e allora che venga e facciamo che possa forse finalmente
essere l’ultima battaglia della rivoluzione americana”
John
Quincy Adams AMISTAD Speech (dal film “Amistad” di Spielberg)
La percezione, soprattutto
nel tardo pomeriggio è davvero notevole. Un pubblico attentissimo
che occupa buona parte delle sedie a disposizione. Voci di corridoio
parlano di un centinaio di biglietti venduti e di duecento persone
presenti ma -oggettivamente- ne vedo molti, molti di più.. In
particolare, nel pieno pomeriggio, una cinquantina di spettatori
arriva, senza badge, e si sistema sulle gradinate più alte...
Questa è l’immagine visiva più nitida di questa lunga giornata
presso l’istituto Onnicomprensivo di via Natta a Milano dove
l’associazione Sviluppocultura , Animanews e la rivista Area 51
hanno organizzato la manifestazione. Un’ottima campagna
pubblicitaria, utilizzando due “vere” istituzioni milanesi nel
settore, unitamente ad una lunga assenza, nella capitale lombarda,
di manifestazioni monotematiche di questo tipo possono, quindi,
essere i giusti ingredienti per il successo di una manifestazione.
Inizia la kermesse Lavinia
Pallotta (Area51) con una disamina ad ampio raggio dello scomodo
argomento “abduction”. In particolare, la Pallotta presenta la
manifestazione come un “convegno razionale dove sono presenti
molteplici punti di vista”. Il pericolo evidente -afferma la
ricercatrice- è la ridicolizzazione del fenomeno che si può vedere
in esempi specifici come il caso Zanfretta. Decisamente più
apprezzabile -per chi scrive- il riferimento ad un importante
convegno, avvenuto nel lontano 1992, presso il prestigioso MIT di
Boston (ma senza il patrocinio di questa famosissima Università):
“Alien discussions”. L’evento segnò- in un certo senso- la
spinta, per alcuni ambienti accademici ma non solo, verso un
approfondimento di queste tematiche e mostrò, in particolare, un
approccio multiculturale meritevole di speciale attenzione. La
relatrice (che dimostra, in questo caso, un buon background - e
quindi un’ottima scuola ufologica nel suo passato- relativamente
al controllo delle fonti) sottolinea la presenza di “elementi
comuni” in culture differenti con esempi davvero solidi. Più
impreciso, invece, il riferimento ad un’Europa “ufologica”
divisa per metodologie ed approccio proprio quando, nel vecchio
continente, codici etici e nuove forme di cooperazione sembrano
allargarsi in maniera transnazionale. Apprezzabile, poi,
l’excursus nel mondo della ricerca ufologica cinese dove
rinveniamo una casistica similare a quella occidentale (fino a
comprendere casi di esogamia) ed una grande disponibilità
governativa a promuovere e finanziare ricerche in tal senso. La
parte finale è dedicata ad una strenua difesa della ricerca “made
in Italy” o, forse, di un certo tipo di ricerca nazionale.
Un breve intervento di
Maurizio Baiata (direttore editoriale di Area51), ricorda le
motivazioni che non hanno permesso a Philip Mantle di essere
presente alla manifestazione. L’applauso del pubblico per una
pronta guarigione (a cui mi associo totalmente) rappresenta, in un
certo senso, il rammarico di non avere potuto seguire un intervento
che in moltissimi attendevano. La razionalità del ricercatore
britannico avrebbe senz’altro fornito molti spunti utili e
costruttivi. Peccato. Ancora auguri Philip!
Antonello Lupino (CUI) si
inserisce con un intervento apparentemente disorganico ma vuole
sottolineare una sua certa predisposizione per l’ipotesi delle
“collusioni militari” nel fenomeno. Dopo aver abbandonato due
anni fa le ricerche in questo settore, le ha riprese da pochissimo e
ci illustra una parte della casistica in suo possesso. Abbiamo,
quindi, un primo attacco (perché non sarà l’ultimo nel corso
della giornata) alla psichiatria e la citazione di una tecnica di
“regressione cosciente” che, il relatore, utilizzerebbe in buona
parte delle sue indagini. Immagini di cicatrici definite “anomale
ed inspiegate”, affermazioni categoriche che “tutti i rapiti
vivrebbero esperienze extracorporee”, individuazione di un
“triangolo ferrarese” dove si concentrerebbero la maggior parte
dei casi indagati, casi specifici (Tania) dove la testimone sarebbe
stata -letteralmente- “rovinata dai medici”, spezzoni di
programmi televisivi. Decisamente più interessante la seconda
parte, con un ampia (e molto interessante) carrellata di immagini e
riferimenti alle tecniche di controllo mentale. Da Pat Delgado,
all’MK-Ultra, a casi meno noti. L’ipotesi terrestre sembra
quindi essere predominante anche se non esaustiva. Infine,
l’ennesima citazione di Mack (tutti i relatori lo faranno) con la
messa in onda di un inserto tratto dal “mitico” programma
“Misteri” della Foschini.
Baiata conclude la
mattinata con il racconto -per sommi capi- di alcune esperienze
personali e di una particolare esperienza/contatto interrotto
utilizzando “una risposta non razionale” che sarebbe più facile
per coloro che hanno praticato arti marziali. Apprezzabile un
inserto -con traduzione simultanea dello stesso Baiata- relativo al
pensiero di Jacobs sulle “ibridazioni”.
Nel pomeriggio il vero
momento clou della giornata: l’intervento di Corrado Malanga
(Stargate Toscana). La partenza è classica: gli alieni esistono e
la “vecchia” ufologia ancora intenta a cercare di spiegare cosa
sono le “luci nel cielo” è ormai superata e vetusta. Viene,
quindi, riproposta cronologicamente, l’evoluzione delle tecniche
utilizzate. Ipnosi regressiva, programmazione neurolinguistica,
ricalco orale e delle ancore, ecc. Tutti i rapiti (esattamente come
affermato da Lupino) avrebbero esperienze extracorporee e il TAV
(Test AutoValutativo) predisposto avrebbe un margine di errore del
2% (un successo strepitoso se paragonato a qualsiasi test
professionale che ricomprende ben più di una cinquantina di
domande). Ufologi di stato e “certi” centri ufologici farebbero
pura e semplice disinformazione.
Baiata svolge un breve
intervento, raccontando un episodio relativo ad un incontro in treno
con alcuni psichiatri/psicologi in procinto di partire per un
convegno a Praga sulle “guarigioni psichiche”. Si sarebbe
manifestato un interesse per queste tematiche anche se nascosto....
Malanga riprende
l’illustrazione delle tecniche utilizzate per il recupero dei
ricordi dove l’inconscio diventa l’elemento cardine insieme alla
PNL. Quindi il “solito” (all’interno di questo convegno)
attacco alla psichiatria/psicologia e l’individuazione del
“parametro cromatico” come mezzo per distinguere l’ipnosi dal
sogno. Infine alcuni elementi relativi alle memorie “aliene”,
alla reincarnazione e alla visione “malanghiana” della fisica e
all’affermazione finale che, ormai, il 35% degli addotti
-utilizzando le tecniche proposte- avrebbe risolto i propri
problemi. A sostegno di queste conclusioni (utilizzando una
comunicazione davvero coinvolgente) non abbiamo pubblicazioni
scientifiche “in questo specifico settore di ricerca” ma -dice
il ricercatore di Pisa- l’aver pubblicato sul Chemical Society
inglese ben 50 pubblicazioni.. dimostrerebbe che non è uno stupido.
Alcune considerazioni
Una doverosa premessa. Se
non siete venuti avete commesso un grave errore. Intanto è sempre
preferibile “ascoltare” dal vivo (visto ciò che succede sul web
in questo periodo) le “altrui” posizioni, anche quelle “più
lontane” e stridenti con le proprie. Secondariamente - ma forse
sarebbe preferibile dire: prioritariamente!- raramente si ha la
possibilità di assistere ad una kermesse dove la linea
“editoriale” è chiarissima fin dalle prime battute.
Un’importante occasione “persa” quindi, non tanto per le novità
e i dati (concetto alquanto “relativo” come vedremo più avanti)
prodotti che, in larghissima parte, erano già noti agli addetti ai
lavori e a tutti gli appassionati maggiormente scafati (come noti
erano i filmati mostrati per gli utilizzatori di Youtube e simili).
L’opportunità “sfumata” riguarda la possibilità di vedere,
in modo così completo, lo “stato dell’arte” dell’alienologia
italiana. Mi spiego meglio. Gli “alienologi”, termine ben
divulgato dal collega ed amico Paolo Bolognesi, hanno alcune
certezze diamantine che ben li distinguono dagli “ufologi”
notoriamente troppo impegnati a studiare le luci nel cielo. Secondo
alcuni non sarebbero neppure troppo intelligenti e, comunque,
l’ufologia “classica/scientifica/ strumentale” che
caratterizzerebbe il loro approccio metodologico sarebbe “roba
vecchia” e sostanzialmente non più utile. Sorvoliamo
sull’erroneo uso terminologico di “classico”,
“scientifico” e “strumentale”. E sorvoliamo pure sul fatto
che non esiste un alienologo (compresi i relatori di Milano) che non
sia stato -prima!- un ufologo. Ma diventa davvero difficile non
prestare attenzione ad un fatto assolutamente decisivo. Anzi due
fatti. In tutta la manifestazione, i diversi relatori, hanno
ampiamente citato, a più riprese, il compianto ricercatore John
Mack. Con modalità e finalità diverse. Peccato che nessuno di loro
abbia illustrato il metodo e le procedure utilizzate -veramente- da
Mack. In quest’ottica, diventa assolutamente rilevante un’altra
considerazione consequenziale. Gli strumenti utilizzati, dai vari
ricercatori, per raccogliere i “dati” presentati sono solo
sfiorati nelle rispettive relazioni. Lupino parla continuamente di
una tecnica di “regressione cosciente” senza mai spiegarci che
sta utilizzando il cosiddetto “auditing” in uso alla
neo-religione “Scientology”. Malanga parla di varie tecniche di
PNL senza ricordarci che, fin dal 1995, il Counselling Psychology
Review ha affrontato svariate tecniche (con particolare riferimento
ai movimenti oculari al fine di ottenere informazioni sui predicati
verbali o scritti di un soggetto) per concludere negativamente circa
la sua efficacia. Superfluo citare -anche in questa sede- come le più
importanti istituzioni mondiali per la ricerca hanno, poi, avversato
l’utilizzazione dell’ipnosi come mezzo adeguato per la
ricostruzione delle memorie sopite. Ed infatti, non solo moltissime
associazioni europee hanno escluso, nei loro codici etici, tale
utilizzo ma lo stesso Malanga sembra ormai avviato verso un suo
definitivo superamento. Ciò che caratterizza, quindi, l’alienologia
attuale è il superamento dello “strumento” utilizzato che
viene, quindi, considerato come un “quid” scontato e che non
merita ulteriori approfondimenti. Analogamente, quando vengono
richiesti dati -nel senso scientifico del termini.... o per essere
più chiari: dati simili a quelli utilizzati da Malanga nelle
“sue” 50 pubblicazioni su Chemical Society- l’escamotage per
“uscire” consiste nella nota affermazione di una nota
“incapacità” del mondo scientifico/accademico ad accettare tali
mirabolanti “(nuove) scoperte”. Il risultato finale di questa
impostazione ha però effetti assolutamente illuminanti: mi è -ora-
chiarissima l’avversione di molti alienologi per il termine
“strumentale”! Gli approcci diversi e differenti tra
“ufologi” (qualunque sia la loro corrente interpretativa) e gli
alienologi diventano dicotomici. Interessante anche l’estrema
duttilità del modus operandi degli alienologi. In tutta la
manifestazione, il termine, tanto in voga in questi ultimi tempi,
“esopolitica” sembra eclissato.... quasi “addotto”! Ma
altrettanto interessante l’affermazione che i risultati (dati)
ottenuti con mezzi diversi (auditing e PNL) sarebbero identici.
Corretto, quindi, il concetto espresso, all’inizio della relazione
della Pallotta, circa un convegno razionale dove sarebbero mostrati
diversi punti di vista (metodi diversi) ma, la conclusione finale
vede, però, una sostanziale identità di vedute. Logicamente
relativamente all’approccio “alienologo”... In tal senso, vale
la pena ricordare un intervento di Baiata, nella parte finale del
convegno, dove, dopo aver mostrato alcuni filmati noti (Merida) e
altri recentissimi del giornalista televisivo messicano Maussan,
legge alcune note/dichiarazioni di principio contenute nello
Speciale di Hera, dedicato ai “rapimenti”, uscito la scorsa
estate. Dice Baiata -rivolgendosi a tutti gli ufologi- che, per
poter procedere “insieme” è necessario accettare come “realtà
di fatto” alcune affermazioni. Altrimenti è preferibile che le
strade (tra ufologi e alienologi.... aggiungo io) si separino.
Forse adesso vi è più
chiara la citazione riportata in apertura di questo Report.. Per
quanto trovi personalmente (sono sì eretico ma.... “sempre” un
ufologo pro-ETH) altamente probabili almeno due delle
“dichiarazioni di principio” lette da Baiata, le considero solo
delle ipotesi. Altamente probabili ripeto e, magari, anche
“circostanziate” .... ma sempre “ipotesi”. Chiedermi di
accettarle come “realtà di fatto” sarebbe come pretendere un
vero atto di “fede”. E, gli atti di fede, sono più vicini
all’idem sentire degli alienologi che a quello degli
“ufologi”....
Ecco perché l’arringa
del Presidente Adams in relazione alla vicenda degli schiavi
africani della nave spagnola Amistad mi sembrava opportuna e
adeguata. Forse per fare la cosa giusta (o che si ritiene giusta) è
necessario anche affrontare le estreme conseguenze. Facciamola,
quindi, in senso assolutamente “metaforico”, questa grande
battaglia finale....
E speriamo sia davvero
l’ultima!
”SETI,
la ricerca di segnali radio da civiltà aliene” e ”UFO: Fra
ragione e mistero”, 24 marzo 2007, Milano presso il Museo Civico
di Storia Naturale, organizzata dal CICAP
Relatori:
Gianluca Ranzini (SISN, centro studi di Esobiologia) e Marco
Morocutti (Progettista elettronico, CICAP)
Report
a cura di Maurizio Rivalta, sportacus01@libero.it
(Membro Sentinel
Italia, Gruppo Camelot e collaboratore Gruppo Hwh22)
Dopo
la presentazione della conferenza fatta da Francesco Grassi (CICAP),
la parola passa a Gianluca Ranzini che inizia la sua relazione
presentando il SETI, specificando il suo significato e il lavoro che
sta svolgendo. Ricerche della vita.. “altrove”.. ricerche che
stanno svolgendo da ca. 10 anni, fatte principalmente su una base
stimata di ca. 200 pianeti, non come la terra, ma ben più grossi
(vedi Giove....). Ricerca fatta tramite onde radio. Da questo spunto
inizia ad indicare che la strada non è facile, in quanto non è
chiaro come, questi segnali di ricerca, possano essere interpretati.?
Come segnali che vagano nello spazio, o magari segnali mirati?
propri per farsi conoscere, e a tal proposito fa riferimento al Film
Contact.
Come Inizio.. di questa
avventura fa i nomi di Giuseppe Cocconi e Philip Morrison i
precursori del Seti che nel 1959, colleghi alla Cornell University,
furono i primi scienziati a sollecitare la comunità scientifica ad
effettuare una ricerca coordinata dei segnali extraterrestri di
origine intelligente. Poi Ranzini si sposta sulla famosa Equazione
di Drake, spiegando dettagliatamente questa equazione....
E.. qui: “una vecchia
cariatide dell’ufologia”, un addetto ai lavori “polemico e
terribilmente” irritante.. interviene spiegandomi alcune cose....
Non posso fare a meno di sentirlo: è di fianco a me! Taluni dicono
–anche- che è un “massone” in combutta con sssstriscia la
..Notizia!
Indicando poi con la data del 16/11/1974 il messaggio inviato da
Drake verso la costellazione di Ercole, da Arecibo (Portorico). Il
nostro “famoso” segnale riguardante i dati... di noi essere
umani.... anche se poi questo segnale è stato inviato ad una
costellazione che dista da noi solo.... 21.000 anni luce! Bisognerà
aspettare un po’ per la risposta.. Poi si passa al paradosso di
Fermi.... Se gli alieni esistono.. perché non sono qui??? dato che
diceva che la nostra galassia ha ca. 13 miliardi di anni.. perché
non si sono fatti vivi??
Risposta: gli ufo non
esistono.. perché la civiltà è troppo breve....
Oppure.... non è che
magari ci sono.. e non riusciamo a vederli???
E.... la vecchia
“cariatide” interviene ancora.... “Ma non lo sa “questo”
che “sta str......a” è gia stata polverizzata???
Poi il discorso inizia a
variare sul segnale radio.. dove si dovrebbe puntare?? Verso che
direzione?? Che tipo di segnale bisognerebbe usare?? Potranno
capirci??? Tutte domande lecite quello si....
Ma magari puntare.. anche
su altre ricerche??? E non solo su segnali??? Mia piccola
divagazione.
E.... la vecchia
“cariatide” annuisce.... con tono molto “massone”e mi
dice.... Già!?? Perché non si leggono le pubblicazioni
scientifiche??? Perché non si è un pochino più aggiornati??
Poi conclude.. indicando
che se dovesse arrivare un SEGNALE particolare la prima persona che
sarà avvisata sarà il segretario dell’ONU.... (mah........!) poi
viene fatta vedere una foto con la “famosa” firma WOW.. dal
quale nato il WOW SIGNAL del 15/08/77, al momento unico.. segnale
particolare.. però non più ripetuto....
Il “presunto massone”
storce il naso.... : “mica è l’unico....??!!!!!”
Marco Morocutti inizia la
sua relazione dicendo.... gli alieni sono già qui??? Vediamo cosa
centra il CICAP con l’Ufologia....
“già”..... Sempre il
solito;-)) Già che c’entra?
Inizia indicando.. come mai
si vedono gli UFO?.. cosa sono?. Cosa osservare?.... è specifica di
fare molta attenzione.. a quello che si osserva.. e da qui....
.via.. una carrellata di foto.... di presunte facce aliene.... le
quali non sono altro che disegni naturali su tavole di legno..... su
case....(presunte facce.. prese dalla posizione di finestre su
pareti), foto molto divertenti devo dire.... che fanno sorridere il
folto pubblico presente.... anche se penso.... che certi.. Ufologi..
come dice.. non siano così.. attenti a certe.. foto..
Poi si sposta su una foto
che intravede due luci all’orizzonte.... ed altra foto dove si
vede.... una scia colorata in mezzo alle nuvole sopra delle
montagne.... (poi alla fine.. arriverà.. la verità....)
E, il rompiscatole accanto:
“noooo.... ancora i cani solari....noooo!”
Poi il discorso si sposta
sul nome UFO, spiegando che il significato esatto della parola e di
oggetto volante non identificato.. e non come tanti (a lui
dire.....) indicano come alieni.. astronavi....rapimenti ecc. e chi
più ne ha ne metta....
Si arriva anche alla data
nella quale viene descritta come nascita degli UFO cioè 24/06/1947
quando un certo Kenneth Arnold, mentre sorvolava una zona dove era
caduto un aereo, vide 9 oggetti in formazione volargli a vista....
poi si passa al caso Roswell, a quello che si pensa sia accaduto.. e
così via.... indicando quello che è stato detto in giro per il
mondo.. e vari articoli di stampa italiana dove da una parte si
dice.... Avvistato ufo.. e su un altro giornale.. tutto falso..
erano palloni sonda....
Il tutto per indicare di
stare attenti a quello che si vede.. a quello che uno dice....
passando anche ai presunti rapimenti alieni, indicando tra i più
famosi quello dei coniugi Hill, e quello Parker per arrivare poi a
far vedere.. in bella mostra la foto dell’articolo apparso sulla
Stampa: quello di Malanga dove è indicato: "Ho ipnotizzato 400
rapiti dagli alieni"....
E qui.. devo dire che le
risate.. sono state molto carine.. eheh... come quelle per le foto
iniziali....
Il discorso segue poi il
canone dell’attenzione.. di stare sempre attenti a quello che
dicono le persone.. di verificare sempre l’attendibilità di
tutto.... di controllare quello che dicono di aver visto.... facendo
anche vedere vari disegni di persone che dicono di aver visto.. un
qualcosa.... (UFO..) però facendo notare che i disegni sono tutti
diversi.. anche se queste persone avrebbero visto tutti la stessa
cose.. nello stesso momento.. e nella stessa zona..
La vecchia cariatide:
“ancora con sta ipotesi psico-sociologica!”
La chiusura poi verte sulla
spiegazione delle foto iniziali.... a parte quelle dei legni e delle
case.. le foto delle luci erano solo 2 pianeti vicini, (Giove e
Venere..) e il riflesso sulle nuvole è un riflesso del sole sul
ghiaccio della montagna, poi indicando di fare molta attenzione ai
mezzi di informazione.... e agli studi di psicologia della
testimonianza....
Chiude facendo vedere una
indagine fatta nel 1976 da Allan Hendry, su 1307 Casi..... 88%
identificati, 8% non identificati.... 2% dubbi....
Come procede la scienza????
Ha chiuso con questa frase.....
Come procedere??? Non penso
che l’8% si debba buttare via vero???
E la cariatide dice:
“cavolo.... una percentuale di ufo superiore alla mia! Il mondo va
davvero alla rovescia....”
“Roswell,
60 anni dopo”, 1 aprile 2007, Roma, organizzata da Area51
Relatori
vari
a
cura di Gianluca Santaniello, 3356720794@tim.it
(Webmaster www.nonsiamosoli.com, Membro Gruppo Camelot e
Centro Ricerche Leonardo da Vinci)
(NdR:
report tratto da http://italia.pravda.ru/science/5351-0/)
E’ SUCCESSO SOLO 60 ANNI
FA…
Roswell 4 Luglio 1947, un
oggetto volante non identificato si schianta al suolo con i suoi 3
occupanti. Da allora speculazioni, studi, cover-up governativo e
militare, testimonianze, smentite sono state alla base della ricerca
della verità. Il Santilli Footage non è riuscito a smontare il
caso più scottante della storia dell’Ufologia e anzi non ha fatto
altro che alimentare dubbi sui perché di un falso così ben
elaborato.
Ma nessuno può negare che
quella notte qualcosa di incredibile per tutta l’umanità è
accaduto e solo un cieco può accettare la versione ufficiale dei
militari che parla della caduta di un pallone meteorologico
sperimentale.
1 Aprile 2007 - E’
cominciata con una proiezione dal film “Roswell” di Paul Davis,
la conferenza per i 60 anni dei fatti di Roswell, in
un’accogliente e gremita sala conferenze dell’Hotel Villa Maria
a Roma.
Ospite d’onore Jesse
Marcel jr. figlio del compianto Maggiore Marcel (morto nel 1986):
una presenza importante, una presenza chiave nell’intera vicenda
poiché testimone diretto.
L’introduzione di
Maurizio Baiata riassume in grandi linee gli eventi di Roswell e
quella di Paola Harris presenta l’ospite d’onore Jesse Marcel
jr..
Si parla di cover-up
governativo e la ricercatrice Lavinia Pallotta parla del caso
Kennedy e Monroe, delle rivelazioni di John Lear delle
collaborazioni fra le potenze mondiali nell’insabbiamento della
questione UFO. Il tutto, ovviamente, riallacciandosi al caso Roswell
che è il più evidente esempio di cover-up governativo-militare.
Poi Pino Morelli fa un
escursus storico dell’ufologia in chiave cinematografica dallo
storico “La Cosa” sino al recente film “Roswell” di Paul
Davis, dimostrando come anche Hollywood è stata sempre sensibile
all’argomento e forse, alle volte, ha fatto anche da tramite per
far conoscere i fatti anche a chi non ha conoscenze in questo
ambito.
Ed ecco Jesse Marcel jr.,
disponibilissimo e toccato dalle immagini, seppur cinematografiche,
che ricordano il padre, racconta minuziosamente gli accadimenti. A
quei tempi aveva 11 anni e il padre era un ufficiale dell’Air
Force. Quella notte arrivò e svegliò lui e la madre perché,
disse, dovevano vedere una cosa sensazionale.
Si sistemarono nella cucina
e il Maggiore Marcel pose sul pavimento quelli che apparentemente
potevano sembrare fogli di alluminio insieme a delle barrette a
doppia T con degli strani simboli.
Il racconto è denso di
particolari sulle proprietà di quel materiale, e ciò che più
colpi inizialmente l’allora 11enne Marcell fu il fatto che
accartocciando quei “fogli” metallici essi ritornavano
perfettamente lisci. In seguito la sua attenzione si spostò sulle
barrette a doppia T con incisi strani geroglifici. Erano di color
porpora e non avevano nulla a che vedere con quelli egizi. Le
barrette riflettevano la luce. Guardò quei rottami per circa 15
minuti, poi il Maggiore Marcell rimise tutto in una scatola e la
riportò in macchina.
Per molti anni non parlò
della sua esperienza, e fu solo nel 1978 che concesse la prima
intervista a Stanton Friedman.
Jesse Marcell jr. è un
colonnello, oltre che un dottore, quindi ovvio pensare alle
conseguenze di una sua pubblica testimonianza sul caso Roswell.
Infatti quando cominciò a
parlarne fu più volte contattato da agenti segreti governativi che
volevano sapere cosa sapesse di quegli accadimenti. Non solo.
Cercarono di dimostrargli che in realtà quel famoso 4 Luglio furono
ritrovati i resti di un pallone meteorologico sperimentale e non un
disco volante, quasi avessero paura della sua testimonianza. Ma
Marcell jr. fece notare a quei militari che le sue conoscenze e
quelle del padre erano tali da far capire benissimo la differenza
fra un pallone meteorologico e rottami di origine sconosciuta.
Marcell jr. ricorda anche
che parlò più volte con il padre, anche poco prima della sua
morte, che gli confermò che quei rottami non erano manufatti
terrestri.
Dopo la preziosa
esposizione di Jesse Marcell jr.la parola passa al direttore del
G.A.U.S. (Gruppo Accademico Ufologico Scandicci), Pietro Marchetti,
che ha parlato del caso Phoenix e dell’attuale rilascio di
documenti del GEIPAN che riguardano anni di avvistamenti in
territorio francese.
E’ la volta, poi, di
Antonello Lupino che mostra un'accurata analisi tecnica sui palloni
meteorologici convenzionali e quelli utilizzati nel progetto Mogul,
che comprendevano l’uso di manichini simili a quelli dei crash
test di oggi, facendo notare l’elevata professionalità e
conoscenza di Jesse Marcell jr e del padre e, quindi,
l’impossibilità di non riuscire a distinguere uno strumento
militare conosciuto (come i palloni per rilevamenti meteorologici)
da uno mai visto prima.
Fa notare Lupino, ma anche
Marcell jr nel suo intervento, che nella celebre foto in cui è
presente il Maggiore Marcell che mostra i resti di un pallone per
rilevamenti meteorologici, si può notare un’espressione
interdetta suscitata dalla consapevolezza che ciò che stava
mostrando non era ciò che fu ritrovato.
Molto interessante
l’intervento di Yvonne Smith, ipnoterapista, che espone i suoi
studi su alcuni addotti e tracciato le linee generali delle modalità
di contatto scelte dagli alieni, nonché degli esperimenti e delle
cicatrici riportate sui sottoposti. Inoltre illustra con diverse
diapositive, il suo viaggio a Roswell e le ricerche sul campo.
Paolo
Martinuz parla di una personale ricerca sui testimoni, dei fatti di
Roswell, ancora in vita e sul luogo del ritrovamento dei rottami.
Tutta
la conferenza è stata magistralmente orchestrata
dall’organizzatrice Paola Harris ufologa di fama internazionale,
che dopo anni di studi e ricerche in Italia, ha deciso di ritornare
negli States pur continuando tutte le sue collaborazioni.
Ed ora l’appuntamento è
per il 4 Luglio 2007 a Roswell dove si celebrerà il
“compleanno” di quella che è stata ed è la pietra miliare
dell’ufologia.
“Dallo
SPUTNIK agli ALIENI “ e “60 Anni di UFOLOGIA”, 14
e 15 aprile 2007, San Marino, organizzato da SETI, SETI Italia, CUN
e CROVNI
Relatori
vari
Report
a cura di Fabio Siciliano, email@fabiosiciliano.it
(ricercatore e
ufologo)
A
50 anni dalla messa in orbita del primo satellite artificiale e a 60
dalla prepotente apparizione ufficiale degli UFO nella Storia
contemporanea, ecco il resoconto di due importanti Simposi svoltisi
sul Monte Titano.
Come ormai già da molti
anni, la Repubblica di San Marino, con il Patrocinio della
Segreteria di Stato per il Turismo ed in collaborazione con
l’Ufficio di Stato per il Turismo, ha ospitato due importanti
Simposi sulle tematiche legate all’Astronautica, all’Esobiologia
e all’Ufologia.
I due Simposi si sono
svolti al Teatro Turismo in Via Capannaccia a San Marino Città e
sono stati coordinati, come ogni anno, dal noto ufologo, sociologo e
giornalista Roberto Pinotti.
Tutti gli interventi dei
vari relatori sono qui riportati nell’ordine cronologico in cui si
sono effettivamente svolti.
Alcuni di essi sono stati
già pubblicati sul sito del CIFAS [1] mentre altri, anche se
sfortunatamente non proprio tutti, lo saranno a breve (www.cifas.net/sanmarino2007/simposi2007.htm).
Diverse relazioni sono
state presentate con l’ausilio di supporti multimediali.
Il
Primo Simposio
L’8°
“Simposio Mondiale sulla Esplorazione dello Spazio e la Vita nel
Cosmo” (anche se probabilmente per un curioso errore
tipografico il manifesto esposto in teatro recava il termine “colonizzazione”
anziché “esplorazione”)
ha avuto luogo fra le 9.00 e le 13.30 di sabato 14 aprile 2007 col
titolo più che eloquente “Dallo
SPUTNIK agli ALIENI – Satelliti, astronauti, SETI ed
extraterrestri” ed è stato realizzato in collaborazione
con SETI (www.seti.org) e SETI
Italia.
Margherita Detomas,
giornalista e scrittrice della Redazione RAI di Bolzano, ha
presentato un interessante documentario, da lei diretto, sulle
attività di ricerca e divulgazione astronomica dell’Associazione Astrofili Max Valier (www.maxvalier.org), con sede nel
Capoluogo altoatesino, nel corso del quale sono state mostrate
splendide immagini della volta celeste ed alcuni momenti
significativi dei duri sacrifici di quanti, spinti da
un’irrefrenabile passione, raggiungono nella notte le più alte e
fredde vette innevate della catena alpina per riprendere quelle
stesse immagini. L’Associazione dispone di un osservatorio (www.sternwarte.it) posto a una quota di 1.400 metri presso la
località sudtirolese di San Valentino In Campo di Cornedo
All'Isarco, dove nel corso dell’anno vengono organizzate visite
guidate aperte al pubblico. L’osservatorio è molto ben attrezzato
e provvisto di due cupole che ospitano un telescopio per
l’osservazione del cielo notturno e addirittura un telescopio
solare. Nel Cinquantenario del lancio dello Sputnik russo (4 ottobre
1957) il riferimento a questa Associazione è quanto mai
significativo, perché porta il nome di un uomo geniale ed eclettico
che fu scrittore, astronomo e pioniere della missilistica e
dell’astronautica e che nel suo campo fu anche la prima vittima
della Storia. Max Valier nacque infatti a Bolzano il 9
febbraio 1895 e morì a Berlino il 17 maggio 1930, a soli 35 anni,
nell’esplosione di un razzo in fase di collaudo. Nel corso della
sua vita si occupò anche di meteorologia, matematica e fisica, fu
collaudatore di aerei, scrisse opere scientifiche e di fantascienza
per divulgare le sue idee sui viaggi spaziali anche col supporto del
grande Hermann Oberth e sviluppò i primi mezzi con
propulsione a razzo in collaborazione con Fritz Von Opel.
Sepolto a Monaco di Baviera, dopo la sua morte il suo lavoro fu poi
continuato da Wernher Von Braun.

Achille Judica Cordiglia,
tecnico e scrittore di Torino, purtroppo non è potuto intervenire
per sopravvenuti problemi di salute. Assieme al fratello Giovanni
Battista, nel secondo dopoguerra formò la famosa coppia dei Fratelli
Judica Cordiglia (www.judicacordiglia.com) che, appassionata di
telecomunicazioni, non solo realizzò ad Erba, per breve tempo, la
prima televisione privata italiana via cavo ma, soprattutto, creò
in seguito nella cinquecentesca Villa Bertalazona di San Maurizio
Canavese, nei pressi del Capoluogo piemontese, il Centro di Ascolto
Spaziale “Torre Bert” che, attivo dal 1957 al 1965, negli anni ’60 del
secolo ormai trascorso fece un gran scalpore per aver captato via
radio, fra le altre cose, l’agonia dei diversi cosmonauti russi
deceduti nel corso delle fallite missioni (www.lostcosmonauts.com)
che precedettero e seguirono lo storico volo di Yuri Gagarin del
12 aprile 1961 e che mai furono ammesse dall’Unione Sovietica
prima né dall’attuale Federazione Russa poi, il tutto per
evidenti ragioni di bieco e cinico prestigio nazionale. È stato
quindi proiettato un fedele documentario, prodotto dalla RAI, che
illustra le vicende dei due fratelli e le loro sensazionali attività
e scoperte. Il loro genio non passò inosservato e fu oggetto di
attenzione dei servizi segreti e della stessa NASA
[2], che nel 1964 li invitò negli Stati Uniti per esaminare le loro
tecniche, che suscitarono stupore, incredulità e perfino
ammirazione e forse invidia nell’ente spaziale americano. Gli
aneddoti, particolarmente gustosi, non sono certo mancati. I due
fratelli avevano iniziato facendo tesoro delle radio di aerei
americani abbattuti nel Nord Italia nel corso del Secondo Conflitto
Mondiale, acquistandole a peso dai rigattieri e carpendone in
seguito i segreti. In breve furono in grado di monitorare dapprima
solo in audio, e successivamente anche in video, tutte le principali
missioni spaziali sovietiche e americane, intercettandone le
comunicazioni. Gli specialisti statunitensi rimasero tuttavia
particolarmente impressionati quando i due fratelli riuscirono a
registrare le conversazioni via radio di John Glenn, primo
astronauta americano entrato in orbita intorno alla Terra il 20
febbraio 1962 sulla capsula Friendship 7 nel corso della missione Mercury-Atlas 6. Il fatto fu particolarmente interessante perché la
frequenza di trasmissione non era affatto nota, ma i due fratelli
riuscirono comunque a scoprirla attraverso la fotografia di una
capsula analoga durante un test di recupero in mare. Poiché la foto
mostrava tanto l’antenna quanto Glenn e due sommozzatori,
avvalendosi delle conoscenze biometriche del padre, che era medico
legale, riuscirono a determinare le dimensioni dell’antenna e
quindi le frequenze radio per cui era stata costruita attraverso le
dimensioni dei volti delle persone fotografate. Ma, al di là di
queste alquanto spassose annotazioni, la proiezione ha invece
raggiunto l’apice della drammaticità quando sono state fatte
udire le parole disperate di una cosmonauta russa, ormai morente ed
evidentemente cosciente di quanto stava per accaderle, con la sua
capsula che stava ormai bruciando durante la fase di fallito rientro
nell’alta atmosfera terrestre. Era il 23 maggio 1961 e i
ricevitori di Torre Bert
captarono l’angoscia della donna che continuava a ripetere di
avere caldo, sempre più caldo, di essere ormai senza ossigeno e
chiedeva se sarebbe precipitata, fino a quando, d’un tratto,
cominciò a trasmettere più e più volte di vedere una fiamma, ma
non ricevette risposta, finché più nulla e il segnale cessò del
tutto. Al termine della proiezione, Roberto Pinotti ha
duramente stigmatizzato l’atteggiamento del Presidente russo
Putin che, ancor oggi, a distanza di tanti anni, continua
vergognosamente ad ignorare il pesante contributo in vite umane
fornito all’astronautica da quei tanti valorosi cosmonauti,
dimenticati e misconosciuti.
Alfredo Magenta,
ingegnere elettronico e Presidente della 6° Commissione
Telecomunicazioni ONU - UIT, partendo dalla recente pubblicazione
dei dossier ufologici francesi ad opera del CNES
[3] e della sua emanazione GEPAIN
[4] (www.cnes-geipan.fr), ha presentato una relazione dal titolo “Ipotesi
su La Biologia e la Fisica dell’Universo” (disponibile su: www.cifas.net/sanmarino2007/magenta.pdf), dissertando sulla storia
del pensiero umano in ambito filosofico e scientifico e sulle
molteplici scoperte e motivazioni che portano ragionevolmente a
concludere che nulla nelle conoscenze fino ad oggi acquisite porta
ad escludere o a limitare la probabilità dell’esistenza della
Vita nel Cosmo. Al contrario, non solo tutto sembra giocare a favore
della possibilità di una sua estrema diffusione (l’esistenza di
batteri estremofili,
resistenti a condizioni ambientali ritenute impossibili solo fino a
pochi anni fa, dimostra l’estrema tenacia della vita biologica e
la sua capacità di adattarsi praticamente a qualsiasi situazione,
pur di sopravvivere e prosperare ovunque e comunque; “la
vita si attacca a tutto”, ha ribadito più e più volte), ma
che anzi debba esistere necessariamente anche nella forma di esseri
extraterrestri intelligenti tecnologicamente avanzati. Ma,
probabilmente, uno dei punti più qualificanti del suo discorso è
stata la sottolineatura di un concetto che molto spesso non viene
considerato in tutte le sue implicazioni da quanti, nello stesso
mondo accademico, tendono ad attribuire alle conoscenze fin qui
acquisite in tutti i campi un carattere dogmatico, dimenticando che
la scienza e la ricerca scientifica sono un processo in continuo
divenire, dove non di rado il patrimonio consolidato presto o tardi
finirà inevitabilmente per essere rimesso in discussione da nuove
scoperte. Perciò il concetto fondamentale è questo: la
Scienza non si fonda mai su Verità assolute ma su Teorie,
che a loro volta non sono altro che modelli
del mondo, più o meno complessi, che funzionano soltanto nella
misura in cui permettono di costruire delle corrette previsioni.
Non per nulla ancor oggi si parla, ad esempio, di Teoria
della Relatività e di Teoria
dell’Evoluzione. Infatti, ancorché queste risultino
attualmente più o meno dimostrate, esse rimangono pur sempre Teorie
e non Verità, che, in
quanto tali e senza per questo volerne in alcun modo sminuirne il
valore, presto o tardi potrebbero essere messe in discussione
dall’acquisizione di nuovi dati. Questo è un processo inevitabile
dell’evoluzione del Sapere umano che ha attraversato tutta la
nostra Storia. È dunque questo l’approccio corretto da tenere
sempre presente: che qualsiasi
affermazione in campo scientifico deve sempre
lasciare la porta aperta a nuove valutazioni. Va quindi da sé che
il vero scienziato non dovrebbe mai avere un atteggiamento dogmatico
nell’affermare o nell’escludere qualsiasi cosa, ma dovrebbe, al
contrario, mantenere sempre la mente aperta a nuove possibilità.
Stelio Montebugnoli,
Direttore dell’INAF [5] Radioastronomy
Station di Medicina presso Bologna e del SETI [6] Italia Program
(www.seti-italia.cnr.it), ha fatto il punto sulle attività di
ricerca di segnali radio artificiali di origine extraterrestre nel
nostro Paese. Il Complesso di Medicina si avvale del sistema
americano SERENDIP IV, un analizzatore digitale di spettro estremamente
sofisticato fornito dall’Università di Berkeley in California
grazie ad una fruttuosa collaborazione e potenziato ulteriormente
dal gruppo di ricerca italiano, che permette di analizzare 24 ore su
24 e praticamente a costo zero i segnali radio ricevuti e registrati
nel corso delle normali attività di ricerca radioastronomica.
Montebugnoli ha rimarcato come questa peculiarità sia essenziale in
un contesto nel quale i fondi per la ricerca languono soprattutto in
un Paese come il nostro dove è estremamente significativo il fatto
che mentre da una parte siamo i maggiori importatori
di calciatori, dall’altra siamo i maggiori esportatori
di cervelli. Questa semplice, potente e purtroppo tristemente
veritiera considerazione ha immediatamente suscitato in sala un
boato di applausi, anche se Montebugnoli ha subito voluto
sottolineare che con ciò non ha voluto assolutamente sminuire
l’alto valore educativo dello sport che insegna a combattere con
grande impegno e senso di sacrificio per raggiungere i propri
obbiettivi. Tornando al significato del SETI e ai risultati finora
conseguiti dal programma, cioè nulli, ha precisato che dal 1998 il
Radiotelescopio di Medicina non ha mai ricevuto un segnale di chiara
origine aliena, eccezion fatta, forse, per un caso comunque non
confermato. D’altro canto, per dirla con Carl Sagan, “absence
of evidence is not evidence of absence”.

Sabrina Mugnos (www.sabrinamugnos.com),
esobiologa, divulgatrice scientifica e consulente del già citato SETI
Italia Program, ha illustrato in modo estremamente efficace i
temi della ricerca della Vita nel Cosmo ed in particolare della
ricerca di segnali radio intelligenti, avvalendosi anche di campioni
audio delle tipologie di segnale attese.
Enrico Baccarini
(www.enricobaccarini.com), consulente in psicologia, SETI and Exobiology Think-tank, ha presentato una relazione
epistemologica sulla storia dell’evoluzione dell’idea della Vita
nel Cosmo in ambito filosofico e scientifico.
Giancarlo Genta,
Direttore dell’Italian SETI
Study Center – Centro Italiano Studi SETI (www.issc-ciss.org)
e professore presso il Dipartimento di Meccanica del Politecnico di
Torino, ha concluso i lavori del Simposio assieme a Roberto
Pinotti, incentrando il proprio intervento sulle tematiche
dell’Associazione, presieduta dal fisico e matematico Tullio
Regge.
Il
Secondo Simposio
Il
15° “Simposio Mondiale
sugli Oggetti Volanti non Identificati e i Fenomeni Connessi”
si è svolto dalle 15.30 alle 19.30 e dalle 21.30 alle 23.30 di
sabato 14 aprile 2007 e dalle 9.00 alle 13.30 e dalle 15.30 alle
19.30 di domenica 15 aprile 2007 sul tema “60 Anni di UFOLOGIA
– Sei decenni di UFO di fronte alla scienza, al potere e
all’uomo della strada” ed è stato realizzato in
collaborazione con il CUN
Centro Ufologico Nazionale (www.cun-italia.net) italiano e con
il CROVNI Centro di Ricerche
sugli Oggetti Volanti Non Identificati sammarinese.
La
Prima Giornata
Roberto
Pinotti ha
aperto il Simposio dando ampio risalto alla recente politica di
apertura francese e ha raccontato un interessante aneddoto relativo
a quando, nel 1981, fu invitato alla sede di Tolosa da Alain
Esterle, direttore del GEPAN (poi SEPRA e oggi GEIPAN) fra il
1979 ed il 1983, conosciuto qualche tempo prima e già suo ospite a
Firenze in una precedente occasione. A Tolosa ebbe modo di essere
testimone di un fatto importante: vide coi propri occhi
l’astrofisico britannico Peter Andrew Sturrock consegnare
ad Esterle alcuni frammenti del relitto dell’ormai celebre UFO
esploso nel 1957 sulla spiaggia della città brasiliana di Ubatuba,
nella Provincia di San Paolo, perché fossero analizzati dal gruppo
francese.
Vladimiro Bibolotti,
Segretario Generale del CUN, ha presentato un’ottima, ben
documentata relazione dal titolo “UFO:
a 60 anni dal primo avvistamento – credere o non credere, questo
non è il problema – dai graffiti preistorici ad Internet –
ricercare scientificamente, per comprendere la realtà del fenomeno”
integralmente disponibile in rete (www.cifas.net/sanmarino2007/simposio.pdf). Particolarmente degno di
nota, il ricordo della notevole iniziativa intrapresa per la notte
del 26/27 giugno 1999 da Diana Botsford della MicroSoft
Network UFO Community col lancio del “World
Wide Watch”, una notte mondiale dedicata alla sorveglianza dei
cieli per la cattura video e fotografica degli oggetti volanti non
identificati: un vero e proprio segno dei tempi (www.paradigmresearchgroup.org/Press_Releases/Press_releases.html).
Gildas Bourdais,
inquirente e scrittore francese, ha ripercorso l’evoluzione negli
anni dell’atteggiamento transalpino nei confronti del problema UFO
attraverso la storia e le vicende alterne del mutevole braccio
ufologico del CNES e dei
suoi direttori, dal GEPAN
[7] di Claude Poher (dal 1977 al 1978), Alain Esterle (dal
1978 al 1983) e Jean-Jacques Velasco (dal 1983 al 1988) al SEPRA
[8] dello stesso Jean-Jacques Velasco (dal 1988 al 2004) e infine
all’attuale GEIPAN di Yves
Sillard (dal 2005), con la ben significativa introduzione della
“I” (Informations) nell’originaria sigla GEPAN a sottolineare il nuovo carattere di divulgazione delle
notizie concretizzatosi proprio di recente con l’inizio della
pubblicazione su Internet di tutti gli archivi. Bourdais ha
ricalcato il carattere alterno di queste vicende facendo notare la
particolare concomitanza di azione e reazione fra alcuni eventi
chiave. In particolare, l’attività del GEPAN fu drasticamente ridotta in seguito alla divulgazione, nel
1983, dei risultati delle analisi condotte dal CNES sul celeberrimo caso di Trans-en-Provence, in cui un UFO
atterrato in un giardino della località nel Dipartimento del Var
l’8 gennaio 1981 aveva lasciato sul terreno evidenti tracce
fisiche di un potente irradiamento da microonde. La reazione a
quella divulgazione provocatoria costrinse Esterle ad abbandonare il
suo incarico. In seguito, però, una situazione analoga finì per
portare alle dimissioni anche il suo successore Velasco, quando nel
2004 questi pubblicò un libro dal titolo evidentemente esplosivo:
“OVNIs: l’Evidence”,
nel quale il suo autore sostenne esplicitamente l’origine
extraterrestre del fenomeno. La reazione del CNES
non si fece attendere ed anche il SEPRA
venne chiuso. Ma naturalmente sappiamo che la schizofrenia non terminò, visto che l’anno dopo vide la luce il
nuovo GEIPAN, come tutti
noi sappiamo. A questo punto, sospendendo i lavori per una breve
pausa, Roberto Pinotti ha notato un dettaglio che sicuramente
non sarà sfuggito agli osservatori più accorti: e cioè il fatto
che l’apertura degli archivi ufologici del CNES-GEIPAN
rappresenta senza dubbio alcuno un atto politico e propagandistico
di chiarissima marca antiamericana col quale, anche
in ambito ufologico, la Francia ha inteso sottolineare e rimarcare
in modo chiaro e incontrovertibile la propria assoluta sovranità e
indipendenza nei confronti della politica statunitense.
Il Col. Vincenzo Spina,
Portavoce e Vicecapo del Reparto Generale Sicurezza (RGS)
dell’Aeronautica Militare Italiana (AMI), ha portato al Simposio i
saluti ufficiali del suo diretto superiore, il Gen. Giuliano De
Carlo, Capo dello stesso RGS. Il Colonnello ha poi riferito, fra
le altre cose, di come nel giugno 1997 ci fu grande preoccupazione
in seno all’Aeronautica per l’elevata frequenza di avvistamenti
UFO che tuttavia, in mancanza di riscontri radar, non diedero luogo
ad operazioni di intercettazione in volo (scramble). Successivamente, Roberto Pinotti ha raccontato un
paio di aneddoti particolarmente interessanti. Un militare gli
raccontò un vecchio caso avvenuto sul Golfo di Venezia, dove i
radar segnalarono un UFO in avvicinamento. L’Aeronautica fu in
procinto di inviare i caccia per intercettarlo, quando
improvvisamente l’intruso inviò proprio il codice di
identificazione (transponder)
di un caccia italiano e l’azione fu annullata. In seguito, però,
si scoprì che quel codice era falso, perché il caccia a cui si
riferiva in quel momento era a terra e il suo pilota dormiva in
branda. Evidentemente l’UFO era stato in grado di ingannare la
nostra difesa aerea, il che la dice lunga sulle loro capacità di dissimulazione e sulle loro conoscenze dei nostri sistemi di sicurezza… L’altro
aneddoto riguarda un’informazione secondo cui nel 1980 si sarebbe
avuto il “massimo allarme
militare” in fatto di attività UFO sul nostro Paese a fronte
di un basso numero di casi registrati dal CUN: il che indica
chiaramente quanto il problema possa essere sottostimato basandosi
semplicemente sulle notizie che giungono ai gruppi di ricerca
privati e agli stessi mass-media.
Ha quindi avuto luogo la proiezione di un filmato divenuto ormai
famoso, peraltro disponibile per la visione e il download
anche sul sito del CUN (www.cun-italia.net/filmati/sma-rgs.WMV), col
quale RAITRE, ormai sette anni fa, presentò nel suo settimanale di
informazione Finestre,
andato in onda martedì 11 aprile 2000, un’interessante intervista
al Col. Aldo Olivero, predecessore del Col. Spina, durante il
quale venne mostrato l’archivio dell’RGS relativo a ben 322 casi
di avvistamenti UFO raccolti sin dal 1972 e fin lì giudicati
ufficialmente come inesplicabili. Fra l’altro, trovo
particolarmente utile ricordare che un riepilogo annuale degli
avvistamenti registrati a partire dal 2001, redatto per uso
esclusivamente statistico, è liberamente consultabile in rete sul
Portale dell’Aeronautica Militare Italiana nella sezione dedicata
proprio al Reparto Generale Sicurezza (www.aeronautica.difesa.it/sitoam/default.asp?idente=67). Al termine
della proiezione, Pinotti ha poi consegnato al Colonnello una
targa di riconoscimento e stima per la proficua collaborazione
stabilitasi ormai da lunga data fra il CUN e l’RGS, a significare
da una parte l’alto livello di serietà attribuito dalle Forze
Armate italiane all’operato del Centro Ufologico Nazionale e,
dall’altra, l’apprezzamento del CUN per la correttezza e la
disponibilità che l’AMI ha sempre dimostrato.
Stanton T. Friedman (www.stantonfriedman.com),
fisico nucleare, inquirente e scrittore canadese, ha fatto il punto
sui casi dell’incidente di Roswell e dei documenti MJ12. In
particolare ha ribadito che il caso dell’incidente di Roswell,
avvenuto nella notte fra il 3 ed il 4 luglio 1947, rappresenta
l’evento più importante del millennio e ha smontato punto per
punto le posizioni ufficiali del Governo e delle Forze Armate
americane sull’argomento, denunciando nel contempo come finora
abbiano sempre mentito spudoratamente al popolo americano,
oltretutto in modo decisamente ingenuo, considerando il fatto che i
loro inquirenti non si sono mai presi la briga di intervistare
direttamente i testimoni come invece lui ha fatto, finendo così per
sostenere posizioni assurde e facilmente sbugiardabili. Assieme a William
L. Moore, che con Charles Berlitz scrisse il famoso libro
“The Roswell Incident”
pubblicato nel 1980, lui ne trovò personalmente ben 62 ancora in
vita. Friedman ha insistito sul doppio crash e sul doppio recupero:
il primo sarebbe avvenuto a 130 km a NW di Roswell e il secondo a
150 ad W e più precisamente nella Piana di San Augustin,
esattamente (e stranamente)
dove oggi hanno sede i radiotelescopi del Very
Large Array (VLA), lo stesso complesso presso il quale ha inizio
l’ambientazione di Contact
(USA, 1997, Warner Bros.), il famoso film di Robert Zemeckis tratto
dal libro di Carl Sagan e interpretato da Jodie Foster.
Il fisico canadese ha inoltre ricordato come assai spesso la stampa
indichi erroneamente il caso Roswell come la prima apparizione degli
UFO sulla ribalta quando in realtà, com’è noto fra gli ufologi,
il primo caso “ufficiale”
fu quello avvenuto appena dieci giorni prima e per la precisione il
24 giugno, quando Kenneth Arnold, un uomo d’affari di Boise
(Idaho) e pilota privato, avvistò i suoi famosi nove UFO sfrecciare
sul Monte Rainier, nello Stato di Washington. Fra i due casi,
inoltre, si verificò circa un migliaio di ulteriori avvistamenti.
Peraltro, aggiungo io, qualcosa bolliva in pentola, in quei giorni.
Come racconta l’ufologo spagnolo Antonio Ribera nel suo
libro “I Misteri dei Dischi
Volanti – Per ora ci spiano ma domani?” edito in Italia
dalla De Vecchi Editore nel 1973, quando Arnold fece il famoso
avvistamento stava partecipando alla ricerca dei resti di un C-46,
un aereo da trasporto della marina, che era scomparso durante un
volo notturno sulle Cascade Mountains, che comprendono per
l’appunto i monti vulcanici Rainier e Adams. Quell’incidente
sembrerebbe legato ad un altro caso, avvenuto tre giorni prima e più
precisamente il 21 giugno, quando una pattuglia di guardacoste
s’imbatté presso l’isola di Maury, al largo di Tacoma, sempre
nello Stato di Washington, in un UFO apparentemente in avaria che
rilasciò una ventina di tonnellate di pezzi di metallo nero, prima
di riuscire ad allontanarsi in formazione con altri cinque veicoli
dello stesso tipo. Il 31 luglio i relitti furono caricati su un
bombardiere B-29 diretto alla base di Hamilton Field ma non vi
giunsero mai, perché il velivolo si schiantò venti minuti dopo il
decollo a Kelso, ancora una volta nello Stato di Washington, e tra i
suoi resti, come riferisce Ribera, non fu trovato neppure un
frammento dello strano metallo. Per la cronaca, i resti del C-46
alle cui ricerche aveva partecipato lo stesso Arnold, furono
poi rinvenuti ad una quota di 3.000 metri sul versante meridionale
del ghiacciaio Tahoma, sul Monte Rainier, in seguito ad una
misteriosa telefonata giunta alla redazione di un giornale locale il
1° agosto, in cui l’ignoto personaggio non solo fornì la
localizzazione esatta del relitto in questione, ma spiegò anche che
“lo abbiamo abbattuto noi
perché su di esso viaggiavano certe persone in possesso di
informazioni che non vogliamo si sappiano”. Ribera riferisce
ancora che quando gli otto alpinisti inviati sul posto raggiunsero
il relitto, non trovarono traccia dei 32 marines
che viaggiavano sull’aereo. Senza dimenticare che pochi mesi dopo,
il 7 gennaio 1948, ebbe luogo la tragica fine del capitano Thomas
A. Mantell, disintegratosi in volo col suo P-51 Mustang sopra il
Kentucky proprio mentre era all’inseguimento di un UFO segnalato
su Fort Knox. Tornando a Friedman, è stata particolarmente spassosa
la parte della relazione in cui ha mostrato le copie di alcuni
documenti su Roswell e sull’affare MJ12 da lui richiesti e
ottenuti in base al Freedom Of
Information Act (FOIA), ma nei quali, assai spesso, erano più
che evidenti gli omissis,
tali che a volte oltre il 90 per cento del testo in essi contenuto
risultava secretato e dunque illeggibile attraverso ampie
cancellazioni effettuate con pennarello nero o con bianchetto… Non
meno spassoso l’episodio in cui Friedman venne a sapere che CIA ed
FBI avevano raccolto un ampio dossier
sul suo conto. Sempre in base al FOIA, ne chiese copia ad entrambe
le agenzie. L’FBI ne negò l’esistenza e la CIA rispose di
rivolgersi all’FBI. A questo punto l’FBI, nuovamente
interpellata, rispose che il documento esisteva ma che comunque
l’interessato non disponeva del livello di autorizzazione
necessario per accedervi. Incuriosito da questo ridicolo rimpallo,
Friedman chiese allora quale fosse il necessario livello di
autorizzazione e così… l’FBI rispose che anche
quel genere di informazioni era classificato!
Direi che ogni ulteriore commento sia del tutto inutile.
Candida Mammoliti,
inquirente e Presidente del CUSI, il Centro
Ufologico della Svizzera Italiana, ha presentato una relazione
sulle attività del suo gruppo e su alcuni casi verificatisi nel
Canton Ticino, in particolare uno nel quale furono ritrovati,
impressi nella neve, alcuni strani e complessi segni simili ad una
scrittura sconosciuta.
Piergiorgio Caria,
ricercatore indipendente e collaboratore del giornalista e ufologo
messicano Jaime Maussan e di Giorgio Bongiovanni, ha
effettuato un intervento originariamente non previsto nella scaletta
dei lavori del Simposio, nel corso del quale ha presentato una serie
notevole di filmati impressionanti che ritraggono sfere di luce
singole e in formazione (flotillas e plasmoidi),
“uomini volanti” e
vari altri oggetti in gran parte filmati in Messico da svariati
testimoni e in parte anche dalla controversa coppia di Simona
Sibilla e Antonio Urzi di Cinisello Balsamo, in Provincia
di Milano, che purtroppo è uscita mediaticamente screditata dalle
recenti apparizioni televisive in “Striscia la Notizia” (14 marzo) e in “Il Bivio” (27 febbraio) andate in onda, rispettivamente, sulle
reti Canale 5 e Italia 1 del gruppo Mediaset. Su questo punto, Caria
ha precisato che le immagini riprese dalla coppia vengono studiate
da Maussan e finora sono state ritenute attendibili benché, come ha
sottolineato Roberto Pinotti prima della pausa serale, i due
si siano dimostrati a dir poco dei “pessimi
comunicatori” e ciò ha inciso in modo negativamente pesante
sulla loro credibilità.
Alla ripresa serale dei
lavori del Simposio Roberto Pinotti ha commemorato la figura
di Antonio Garavaglia, il Perito Tecnico del Tribunale di
Como che si occupò delle perizie sui cosiddetti “File
Fascisti”, poi risultati autentici. Questi era atteso fra i
relatori, ma inaspettatamente scomparve qualche giorno prima per
l’insorgere improvviso di un male incurabile e fulminante. Pinotti
ha raccontato che l’uomo fu talmente affascinato e divertito dal
compito che alla fine rifiutò qualsiasi compenso economico, pur
dovuto.
Guido Ferrari,
giornalista e regista della Televisione Svizzera di lingua Italiana
(TSI), ha presentato il suo più recente documentario, che è stato
poi proiettato in sala e che ha trattato alcuni fra i più
importanti eventi ufologici degli ultimi anni: come il flap
degli UFO triangolari sul Belgio fra il 1989 ed il 1990 e
la conseguente conferenza stampa tenuta dall’allora Capo
Operazioni della Reale Forza Aerea Belga Col. Wilfred De Brouwer,
nel dicembre 1990; come l’apparizione sulla scena ufologica
mondiale del Col. Philip J. Corso (in pensione) nel 1997
seguita dalla sua morte nel 1998; o come il caso, che ebbe
notevolissima risonanza in tutto il mondo, del cosiddetto Incidente
di Campeche, vale a dire quello in cui l’equipaggio di un
aereo militare messicano, un bimotore modello Merlin C26, impegnato
in una battuta contro i narcotrafficanti, il 5 marzo 2004 filmò
undici UFO, visibili solo sul radar standard e in video solo
nell’infrarosso, in volo fra le nubi sopra Ciudad del Carmen,
nello Stato di Campeche; com’è noto, il filmato fu rilasciato al
mondo senza il ben che minimo tentativo di insabbiamento ed anzi nel
corso di una conferenza stampa tenuta appositamente a Città del
Messico il 9 maggio 2004 dal Gen. Clemente Vega.
Su questi ed altri temi si
è svolta la tavola rotonda che ha chiuso la serata, nel corso delle
quale Roberto Pinotti ha toccato diversi argomenti e
puntualizzato diverse questioni assieme ai suoi ospiti.
Per quanto riguarda l’Incidente
di Campeche, si è esclusa categoricamente qualsiasi ipotesi
volta a minimizzare i fatti o comunque a mettere in dubbio i
risultati delle analisi dell’aeronautica messicana, come ad
esempio l’idea che i globi di luce ripresi altro non fossero che
un effetto di rifrazione della luce delle fiamme prodotte dai
bruciatori di gas naturale presenti sulle piattaforme petrolifere
situate nel Golfo del Messico. Infatti, questa idea bizzarra e solo
apparentemente arguta, sostenuta fra gli altri anche
dall’astrofisico Massimo Teodorani (www.dnamagazine.it/teodorani.html)
e prevedibilmente avallata con entusiasmo dai soliti scettici di
mestiere e dal CICAP [9] (www.cicap.org/articoli/at101858.htm) in
particolare, non tiene minimamente conto del contesto e della
preparazione dei testimoni. Questo per la semplice ragione che la
rotta seguita dall’aereo messicano era praticamente una routine
e ciò avrebbe ovviamente abituato l’equipaggio a riconoscere
fenomeni del genere, che evidentemente non si erano mai verificati
prima di allora, visto fra l’altro che le piattaforme petrolifere
non solo non volano, ma comunque non si spostano abitualmente dal
luogo in cui effettuano le normali perforazioni e dunque la
visibilità di quei bruciatori sarebbe stata costante nel tempo e
nello spazio e non isolata ad un singolo episodio. Questa
semplicissima considerazione dovrebbe essere da sola sufficiente a
fugare qualsiasi dubbio sulla genuinità dell’evento e quindi
sulla sua interpretazione ufologica.
Sulla figura del Col.
Philip J. Corso (in pensione), si è ricordato l’incontro con Budd
Hopkins a San Marino nel 1998. I due non si conoscevano affatto
e non si piacquero già di primo acchito. L’autore di Intruders
lo apostrofò chiedendogli chi fosse e sfidandolo ad esibire le sue
credenziali, ritenendolo probabilmente un mistificatore. Corso reagì
orgogliosamente, rispondendo che non doveva dimostrargli proprio
nulla. Del resto, le prove e i riferimenti sul suo passato militare
e sui compiti di alto livello ricoperti nel corso della sua carriera
non mancano nemmeno in Italia. In particolare, Pinotti ha
riferito di un articolo, comparso su L’Unità
nell’immediato Dopoguerra, nel quale si attaccava ferocemente il
personaggio accusandolo di aver ricostruito i servizi segreti
italiani avvalendosi anche di elementi compromessi col passato
regime fascista. D’altro canto, a ben guardare, lascia a dir poco
esterrefatti la circostanza per cui nessuno, apparentemente, abbia
mai cercato di metterlo a tacere per le sue rivelazioni sul dopo
Roswell. E ciò, inevitabilmente, porta al sospetto che lo abbiano
lasciato fare perché in realtà stava semplicemente eseguendo degli
ordini. Il che fa dubitare che anche quanto rivelato da Corso possa
essere in un certo qual modo parte di un piano di accurata
disinformazione. Naturalmente è assai difficile capire dove finisca
la verità, a patto naturalmente che sia mai iniziata. Ad ogni modo,
è chiaro che generalmente è impossibile “dar
fastidio” oltre un certo limite senza ripercussioni. Pinotti
ha ricordato che Corso è stato autore di diversi
manoscritti inediti su diversi argomenti, in particolare sulle sue
attività nell’Italia del Dopoguerra. Ne ha personalmente
sfogliato uno piuttosto interessante, ricco di appunti e
considerazioni sulla situazione politica di allora: un autentico
spaccato dell’Italia dell’epoca. Dopo la sua morte, il figlio ha
cercato di pubblicare qualcosa per guadagnarci sopra, ma
evidentemente qualcuno deve averlo fermato intimandogli di non
farlo, dal momento che quegli scritti avrebbero potuto sicuramente
costituire una minaccia per certi interessi, visto il suo passato
nell’Intelligence statunitense.
In genere, quando si vuol
fermare qualcuno, prima di arrivare ad eliminarlo fisicamente si usa
un’infinità di mezzi meno cruenti ma non di meno devastanti e
convincenti. Ad esempio gli si fa perdere il lavoro e/o lo si
incastra in situazioni tali da distruggerne la credibilità. È
probabilmente il caso del Col. Wendelle C. Stevens,
inquirente famoso per lo studio del caso del contattista svizzero Eduard
Meier ma non solo [10]. Trovato in una camera d’albergo con
una quattordicenne consenziente che ovviamente dimostrava un’età
fisica ben più avanzata di quella meramente anagrafica, Stevens fu
arrestato, processato, condannato per pedofilia a cinque anni di
prigione e incarcerato nel 1984. In tal modo la sua immagine ne
venne completamente demolita e cessò così di rappresentare un “problema”.
La società americana, infatti, tradizionalmente puritana e
bacchettona, non gli avrebbe mai perdonato nemmeno il titolo di donnaiolo,
figuriamoci un’accusa di pedofilia, per quanto nel caso specifico
probabilmente eccessiva. È comunque significativo che tanto la
figlia quanto la moglie lo ritennero sempre vittima di un complotto.
Un altro interessante
episodio raccontato da Pinotti, riguarda il fallito tentativo
(almeno ufficialmente) di mettere le mani su un’importante
documentazione segreta relativa alla rilevanza della presenza
extraterrestre sui programmi difensivi della NATO [11]. Questa
documentazione, redatta dallo SHAPE [12] in diversi volumi,
classificata COSMIC TOP SECRET ed intitolata “An
Assessment” (Una Valutazione), sarebbe stata vista dall’allora Sergente
Maggiore dell’USAF Robert Dean, andato in pensione nel 1976
dopo 27 anni di servizio e in seguito divenuto un notissimo
rivelatore in ambito ufologico. Ad un certo punto si venne a sapere,
apparentemente in modo del tutto casuale, che tale documentazione
era stata redatta non solo in Inglese ma anche in Italiano e in
tutte le altre lingue ufficiali dei Paesi membri dell’Alleanza
Atlantica. Non solo, ma anche che la stessa documentazione era stata
consegnata a tutti i generali di stanza al Comando SHAPE in
rappresentanza del proprio Paese. Oltre a questo, fu possibile
risalire al nome del generale italiano in questione che ai tempi
ricopriva tale incarico. Si trattava di un generale
dell’Aeronautica Militare Italiana ormai in pensione, così si
decise di coinvolgere il Gen. Salvatore Marcelletti,
anch’egli ormai in pensione e membro di lunga data del CUN, nel
tentativo di contattare quel generale e saperne di più.
L’incontro avvenne a Roma, in un luogo frequentato proprio da
ufficiali in pensione dell’Aeronautica. Marcelletti si presentò
al collega e, ad un certo punto, per rompere il ghiaccio, cominciò
a raccontargli del suo famoso caso, quando durante un volo di
addestramento il suo aereo venne sovrastato dalla massa enorme di un
UFO che gli coprì quasi completamente la visuale verso l’alto. A
quel punto, pare che l’interlocutore, che fin lì lo aveva
ascoltato senza battere ciglio, cominciasse a dare segni di
insofferenza, ma quando Marcelletti osò chiedergli se avesse mai
preso visione di documenti di un certo interesse sull’argomento
durante le sue attività allo SHAPE, l’altro esplose in una
reazione verbalmente spropositata e se ne andò, non prima di averlo
però pesantemente redarguito invitandolo a vergognarsi per avergli
rivolto simili domande. Evidentemente doveva esserci stato sotto
qualcosa di decisamente grosso e di particolarmente delicato per
giustificare una simile reazione.
La
Seconda Giornata
Vladimiro
Bibolotti,
Segretario Generale del CUN, ha letto una comunicazione di Edoardo
Russo, Presidente del CISU Centro Italiano Studi Ufologici (www.ufo.it/cisu.htm) che, come
Pinotti ha sottolineato, è dovuto rimanere a Torino per
improcrastinabili impegni professionali (essendo commercialista, era
impegnato con le chiusure contabili dei suoi clienti). Nel
documento, già disponibile in Internet (www.cifas.net/sanmarino2007/CUNeCISU.pdf), Russo ha sottolineato e
ribadito, senza inutili diplomazie di maniera, sia gli elementi di
profonda avversità ideologica che sin dalla sua nascita hanno
tenuto il suo Centro lontano dal CUN, sia quelli che, più
recentemente, hanno portato ad un riavvicinamento fra le due
Associazioni sul terreno della serietà, del riconoscimento
reciproco e della collaborazione per il bene superiore della ricerca
ufologica in Italia.
Roberto Pinotti,
nella sua veste di membro dell’Ordine dei Giornalisti, si è speso
in una (giusta e sacrosanta,
dico io) filippica contro
l’odierna prassi
giornalistica. Nelle passate edizioni del Simposio la presenza
dei cronisti in sala non mancava, ed anzi erano spesso ospiti
ufficiali e la Stampa, nel suo insieme, dimostrava una certa
attenzione a questo genere di iniziative, attenzione che col passare
degli anni è andata via via scemando, ma non tanto per un calo
d’interesse, quanto piuttosto per un inesorabile degradarsi
dell’impegno e della professionalità dei giornalisti stessi, che
mentre un tempo raccoglievano le notizie recandosi sul
campo e mettendo quindi in gioco il loro tempo, oggi si limitano
a raccogliere le notizie attraverso Internet, comodamente seduti nei
loro uffici, per non dire che siamo arrivati al punto per cui,
quando vengono personalmente invitati ad intervenire a qualche
iniziativa, il più delle volte rispondono con uno scandaloso “mi
mandi il pezzo”, delegando così ad altri il proprio lavoro.
Mons. Corrado Balducci,
eminente teologo presso la Santa Sede e ormai da anni affezionato
relatore alle iniziative del CUN, ha presentato il moderno
punto di vista della Chiesa cattolica sul problema della Vita nel
Cosmo. Punto di vista, devo aggiungere, che sostanzialmente è ormai
perfettamente in linea con le asserzioni di quel tal
Giordano Bruno, che
la Chiesa stessa fece ardere vivo sul rogo allestito a Campo dei
Fiori a Roma il 17 febbraio 1600, per quanto probabilmente quella
sentenza di morte fu pronunciata ed eseguita più per aver messo in
dubbio la divinità del Cristo che per la pluralità dei mondi
abitati sostenuta dallo sfortunato pensatore. Ad ogni modo, si sa,
la Chiesa è fatta da uomini e come tale fallibile al pari di
qualsiasi altra organizzazione umana. E cambia coi tempi, come pure
cambiano gli uomini. Tornando a Mons. Balducci, questi ha presentato
una serie di interessanti paralleli storici fra lo Spiritismo e
l’Ufologia, mostrandone poi le profonde differenze e dunque il
differente atteggiamento della Chiesa, tanto severo e di condanna
verso il primo, quanto aperto e possibilista verso la seconda. Ha
poi fatto una lunga carrellata degli eventi ufologici più
importanti, toccando perfino argomenti quali l’Incidente di
Roswell e l’Area 51, quindi ha sostenuto che, di fronte alla mole
immensa di testimonianze da tutto il mondo, lo stesso buonsenso
mostra che qualcosa deve
esistere. Anzi, ha ribadito la sua condanna verso ogni forma di
incredulità generale che mina il valore intrinseco della
testimonianza umana che a sua volta è alla base di quel senso di
fiducia nella parola dell’Uomo senza la quale istituzioni umane
quali la Religione, la Stampa e l’Economia stessa non potrebbero
esistere. Si è poi soffermato contro ogni confusione mistificatoria
fra il fenomeno UFO e la Religione, ricordando che gli Angeli, la
Madonna e i demoni non hanno bisogno di macchine
volanti, mentre i defunti restano sepolti (secondo la teologia
cattolica) in attesa del Giudizio Universale, quando risorgeranno
nel corpo e col corpo fisico per affrontare il Supremo Giudice. Ha poi tenuto a ripetere
più volte un concetto di particolare importanza, e cioè che “in
quanto Creature di Dio siamo per natura più portati al male che al
bene…” e che l’apparente contraddizione trova spiegazione
nel fatto che saremmo più portati al male che al bene
“in quanto testimoni dell’infinita misericordia di Dio”.
Ora, non vorrei uscire troppo dal seminato, ma su questo punto non
posso esimermi da un personale commento… non proprio indulgente,
che mi costringe quindi ad aprire una parentesi, ben sapendo che ciò non
mi renderà particolarmente popolare fra i credenti,
tuttavia… premesso che non
credo affatto né ho mai creduto che l’Universo nel suo
insieme abbia mai avuto un inizio e dunque non trovo né mai ho
trovato alcuna necessità nell’ipotizzare l’esistenza di un
Creatore di qualsivoglia genere e stoffa… il che mi ha sempre
portato a giudicare qualsiasi affermazione cosmogonica e teologica,
specie se dogmatica, alla stregua di favolette per bambini, magari
anche carine, poetiche e affascinanti, ma pur sempre favolette al
pari di Babbo Natale… che dire mai di un “dio” (in questo caso il minuscolo
è d’obbligo) che scientemente
crea degli esseri malvagi
per poi farsi bello con se
stesso per quanto è stato misericordioso
a perdonarne puntualmente le più orribili malefatte?
Un “dio” siffatto mi
è sinceramente antipatico, anche perché passi pure il suo presunto
bisogno, che già se fosse tale dovrei definirlo patologico,
di essere costantemente glorificato
dalla sue creature… ma
cosa vogliamo dire delle vittime
di quelle malefatte tanto misericordiosamente perdonate? Guardando la Storia,
forse qualcuno potrebbe concludere che, con queste premesse,
finalmente i conti tornerebbero e tutto avrebbe un senso, perfino
gli eccidi più spaventosi! Chi
ha orecchie per intendere… e chiusa parentesi. Ad ogni modo,
Mons. Balducci è tornato su questo concetto ponendolo proprio a
fondamento della pluralità dei mondi abitati, perché Dio avrebbe
reso abitabili altri pianeti proprio per avere altri testimoni della
grandezza della Sua creazione. Ovviamente concorderei nella
sostanza, ma non certo nella forma. In un certo senso sembra quasi
una parafrasi della celebre battuta del padre della protagonista del
già citato Contact,
allorquando sostiene che, riferendosi alla vastità dell’Universo,
“se ci siamo solo noi mi
pare un bello spreco di spazio”. Credo piuttosto che la Vita e
l’Intelligenza tendano ad emergere naturalmente ovunque le
condizioni ambientali lo permettano e che ciò possa essere visto
come l’emergere di una forma diffusa di autocoscienza
dell’Universo stesso… ma questa è una mia personale visione
sicuramente eretica, da un
punto di vista religioso. Mons. Balducci ha poi parlato piuttosto
bene di Eugenio Siragusa e del suo messaggio ambientalista
che diffuse già a partire dagli anni ’50. Lo conobbe attraverso
un amico di Locarno, un certo Ferrara, che a sua volta lo
aveva incontrato all’età di 13 anni. Dicendosi poi d’accordo
con quest’ultimo, ha fatto una fosca ma non certo improbabile
previsione: riferendosi all’attuale crisi del nucleare iraniano,
entro due o tre anni al massimo potrebbe scoppiare la Terza Guerra
Mondiale. Mons. Balducci ha ripreso parzialmente la questione dopo
il suo intervento, quando sono stato presente a un’intervista
condotta dalla Detomas nel corso della quale la giornalista
della RAI di Bolzano ha dovuto spegnere il registratore per
consentire al Monsignore di parlare più liberamente. In sostanza,
la questione dello scoppio imminente di un conflitto mondiale
sarebbe implicita nell’avverarsi del Terzo Segreto di Fatima.
Questo prevederebbe anche l’apertura, in seno alla Chiesa, di una
profonda crisi dottrinale a cui non sarebbe estranea una certa
influenza della Massoneria. Ad ogni modo, tornando alla sua
relazione, Mons. Balducci ha ripetuto il concetto che ormai la
Chiesa considera la presenza della Vita nel Cosmo come una
ragionevole e necessaria conseguenza della stessa Creazione e non a
caso avrebbe già istituito nell’ultima domenica dell’Anno
Liturgico, prima dell’Avvento, la “Festa
del Cristo Re dell’Universo”, che lui intenderebbe far
dichiarare assai più esplicitamente come “Festa
di Tutti i Mondi Abitati”. Ha poi letto alcune citazioni dal
libro “Così parlò Padre
Pio”, evidenziando come il Santo da Pietralcina fosse un
convinto sostenitore della pluralità dei mondi abitati. Ritornando
infine sulle minacce che ci sovrastano e facendo intuire un
atteggiamento benevolo degli extraterrestri nei nostri confronti, ha
citato il caso di una tremenda catastrofe nucleare avvenuta negli
anni ’50 in Unione Sovietica e che, a suo dire, se non fosse
intervenuto qualcuno a
mitigarne gli effetti, “Povera
Europa!”, ha concluso. Purtroppo, non è dato sapere se quel qualcuno fosse divino o alieno.
Comunque sia, ritengo che Mons. Balducci si stesse riferendo con
tutta probabilità al disastro avvenuto nel 1958 a Kystym,
nella parte meridionale dei Monti Urali, quando un deposito militare
di scorie nucleari esplose contaminando una vastissima regione fra
le città di Celjabinsk e Sverdlovsk
(www.archivio.forumpress.it/oldsite/numeridiforum/31_08_2000/Pagina20.htm).
L’area sarebbe ancor oggi pericolosa e parzialmente interdetta
all’attraversamento. La popolazione civile fu pesantemente esposta
e i morti probabilmente furono centinaia, per non dire delle
migliaia che risentirono direttamente degli effetti della
contaminazione radioattiva. Nel 1976 la faccenda fu pubblicamente
denunciata dal dissidente Zores Medvedev, uno scienziato
sovietico in esilio, ma sembra che la CIA ne fosse perfettamente a
conoscenza sin dall’inizio e che avesse deliberatamente occultato
la verità per quasi vent’anni allo scopo di proteggere lo
sviluppo dell’energia nucleare dai timori che la notizia avrebbe
potuto destare nell’opinione pubblica, se mai si fosse risaputa.
Pinotti ha
ricordato la figura di Alvaro Palanga, Direttore della rivista Archeomisteri,
recentemente scomparso.
Alessandro Sacripanti,
Consigliere Nazionale e Coordinatore del CUN del Lazio, ha
presentato una curiosa relazione dal titolo “Gli
Ufobolli” (www.cifas.net/sanmarino2007/Ufobolli.pdf),
incentrata sulla presenza degli UFO nella Filatelia mondiale.
Claudio Dall’Aglio,
ricercatore del Centro Culturale di Ricerche Esobiologiche “GALILEO” di Parma
(www.galileoparma.it) e appassionato di crop-circles,
è intervenuto brevemente con un fuori programma estremamente
interessante su una metodologia di indagine sul campo, elaborata in
collaborazione col biologo Giorgio Pattera, Consigliere
Nazionale del CUN, anch’egli di Parma e membro dello stesso
gruppo. La metodologia proposta (Protocollo
indagini sul campo Crop Circles vers. 2007), nata anche
dall’esperienza maturata all’estero, costituisce per l’appunto
un protocollo a tre livelli per le attività da svolgere
nell’analisi scientifica delle formazioni ed è disponibile su
Internet e liberamente scaricabile dai seguenti indirizzi:
www.galileoparma.it/CC%20Prot%202007%20ita.pdf
(Italiano)
www.galileoparma.it/CC%20Prot%202007%20eng.pdf
(Inglese)
Il Gruppo dispone inoltre
di un altro interessante Sito (www.analysis.altervista.org) dedicato
esclusivamente al problema dei crop-circles
che consente fra l’altro la trasmissione di nuovi rilevamenti
effettuati in base allo stesso protocollo, scaricabile anche dai
seguenti ulteriori indirizzi:
www.analysis.altervista.org/CC%20Prot%202007%20ita.pdf
(Italiano)
www.analysis.altervista.org/CC%20Prot%202007%20eng.pdf
(Inglese)
Enrico Baccarini,
già intervenuto all’altro Simposio nella precedente giornata
sammarinese, ha riferito di una serie di ricerche effettuate nel
tentativo di verificare l’autenticità storica di quanto
raccontato dall’autrice australiana Joan Lindsay nel suo celebre
racconto “Picnic at Hanging
Rock“ pubblicato nel 1967 e adattato nel 1975 dal regista Peter
Weir nell’ormai altrettanto celebre e omonimo film diventato
un vero e proprio cult per
l’Ufologia e non solo (www.bookmice.net/darkchilde/rock/picnic.html).
Com’è noto, infatti, la misteriosa scomparsa di alcune
studentesse dell’esclusivo Appleyard College avvenuta il 14 febbraio 1900 durante un picnic
nelle campagne fuori Melbourne e resa magistralmente in
un’atmosfera tra il sognante e l’inquietante con i suoi episodi
di alterazione temporale e di vero e proprio missing
time sperimentato dalle protagoniste, ha indotto diversi
studiosi, negli ultimi anni, a ritenere il racconto come il
resoconto di un vero e proprio rapimento alieno ante
litteram. Delle quattro ragazze avventuratesi sull’antica
formazione vulcanica di Hanging Rock, Miranda, Irma, Marion ed
Edith, la quarta tornò terrorizzata dal comportamento irrazionale e
trasognato delle altre tre mentre la terza fu ritrovata diversi
giorni dopo negli anfratti della montagna e senza il ben che minimo
ricordo di quanto fosse accaduto alle prime due, delle quali invece
non si seppe mai più nulla. La località teatro degli avvenimenti
in questione è il Mount Diogenes, nella Hanging Rock Riserve,
situata nella regione di Macedon Ranger Shire nello Stato
australiano del Victoria (www.hangingrock.info). Baccarini fu già
autore di un articolo sull’argomento, intitolato “Hanging
Rock: dietro al mistero” e pubblicato sul numero 41 del
bimestrale UFO Notiziario
nell’Aprile-Maggio 2006. Un ottimo sito sull’argomento è
consultabile nella versione inglese di Wikipedia su en.wikipedia.org/wiki/Picnic_at_Hanging_Rock_(film), dal quale è
possibile accedere ad ulteriori interessanti risorse in rete.
Patrizio Caini,
biologo fiorentino e Consigliere Nazionale del CUN, ha presentato
una relazione sulla Xenologia. Mentre l’Esobiologia
si occupa della Vita nel Cosmo, la Xenologia
si occupa più precipuamente della Vita Intelligente nel Cosmo e, in
particolare, di come dovremmo attenderci le altre Civiltà nel Cosmo
sia dal punto di vista biologico sia dal punto di vista culturale.
Il punto sostanziale, poi ripreso più volte nel corso del Simposio
anche da Vladimiro Bibolotti e dallo stesso Roberto
Pinotti, è che gli alieni, con buona pace di quanti se li
aspettano ben diversi da noi, dovrebbero essere al contrario proprio
come noi o comunque estremamente simili a noi. In sostanza è stato
rigettato il modello del “Grigio”
e soprattutto il vero e proprio “zoo”
fatto di rettiliani, insettoidi
ed altre mostruose ed improbabili creature a cui in tutti questi
anni ci hanno più o meno abituati i tanti rivelatori di matrice
americana, le cui attività sono state considerate più opera di
disinformazione che altro. Del resto, ormai da tempo, non mancano,
negli ambienti ufologici, notizie che suggeriscono che gli stessi
Grigi potrebbero essere non proprio una razza aliena a sé stante ma
piuttosto dei cloni al servizio di alieni umanoidi del tutto simili
a noi. Lo stesso Col. Philip J. Corso, fra l’altro, ipotizzò
che gli alieni dell’Incidente di Roswell altro non fossero che
cloni realizzati appositamente per i viaggi spaziali. Pinotti
ha poi rimarcato, forse con un eccesso di prudenza, che gli esseri
umani potrebbero essere le forme intelligenti ed evolute più
diffuse nella Galassia e che forse potrebbero essere geneticamente
imparentati. Personalmente, torno a sottolinearlo, credo che su
questo punto Pinotti abbia voluto essere eccessivamente prudente.
Basterebbe leggere con attenzione la Prefazione
scritta dallo stesso Pinotti al libro di Stefano Breccia dal
titolo “Contattismi di Massa” e uscito per i loghi della Nexus
Edizioni nel gennaio di quest’anno per rendersene conto al là
di ogni ragionevole dubbio. Un testo assolutamente straordinario
che tutti, “credenti” e “non credenti”,
dovrebbero leggere e sul quale dovrebbero riflettere, a mente e a
cuore aperti. I Grigi potranno pure essere dei cloni oppure no,
ad ogni modo è dal 1983 che sono giunto alla conclusione che almeno
una parte degli umani della Terra e in particolare noi Europei,
saremmo i diretti discendenti di un’antica colonizzazione aliena
poi imbarbaritasi a causa di attività belliche e catastrofi
naturali. Ma questa è tutta un’altra storia. Tornando alla
relazione di Caini, questi ha spiegato i motivi principali per cui
ci si attende che gli alieni debbano essere sostanzialmente come
noi. Dal punto di vista biologico, ad esempio, ha illustrato il
motivo per cui dovrebbero respirare ossigeno e non atmosfere
particolarmente esotiche tanto care a certa fantascienza: il punto
essenziale emerge da quello che in paleontologia è chiamata l’esplosione
cambriana, quando dopo quasi tre miliardi di anni dal primo
apparire di forme di vita unicellulari e batteriche, costituite cioè
da cellule estremamente semplici e non compartimentate internamente
(procarioti), circa 600
milioni di anni fa si ebbe il passaggio pressoché istantaneo a
forme di vita pluricellulari e altamente differenziate, costituite
cioè da più cellule complesse internamente compartimentate (eucarioti).
Questo passaggio cruciale sarebbe stato il risultato
dell’imponente ossigenazione degli oceani e dell’atmosfera
terrestre operata dalle prime forme di vita fotosintetiche (in
particolare le alghe azzurre o cianobatteri). Infatti, un recente studio pubblicato sulla
prestigiosa rivista Nature
avrebbe messo in luce come l’ossigeno sarebbe un importante
componente degli aminoacidi che costituiscono le proteine
transmembranarie tipiche delle membrane cellulari eucariotiche.
Dunque, per quanto ne sappiamo, senza ossigeno la vita potrebbe
esistere solamente in forme primitive e unicellulari. Un’altra
questione, nota da tempo, riguarda l’ambiente e la struttura
fisica. In qualsiasi specie in grado di creare una civiltà
tecnologicamente avanzata tale da realizzare viaggi spaziali ci si
attende una struttura fisica compatibile con le necessarie esigenze
industriali atte a questo scopo. Sappiamo ad esempio
dell’intelligenza dei delfini, come pure sappiamo che l’ambiente
in cui vivono ha determinato la trasformazione degli arti superiori
in pinne che però non consentono attività manuali e dunque la
creazione di una qualsivoglia forma di tecnologia. Ci si deve dunque
attendere che qualsiasi specie in grado di creare una civiltà
tecnologicamente significativa debba necessariamente essersi evoluto
in un ambiente terrestre e non certo subacqueo. Inoltre, data la
necessità di poter disporre di arti adatti a compiere attività
tecnologiche, dovrebbe godere della stazione eretta e di mani sia
pure con un qualsivoglia numero di dita ma, in ogni caso, con almeno
un pollice opponibile che consenta non solo quella che viene
chiamata “presa di forza”,
presente anche negli altri primati, ma anche una vera e propria “presa di precisione”, tipica della mano umana. Gli altri primati,
infatti, non avrebbero sviluppato una civiltà tecnologica
fondamentalmente per due ragioni: per la mancanza di una presa di
precisione, legata fondamentalmente alla mancanza di una vera
postura eretta, e per la loro relativa bassa cefalizzazione, vale a
dire un basso rapporto, detto cerebrosomatico,
fra la massa globale del corpo e quella del cervello, rapporto che
sostanzialmente è considerato un indice della complessità del
cervello. Dal punto di vista culturale, inoltre, Caini ha toccato
l’annoso e spinoso “problema
del non contatto”, che è poi riassunto nel dubbio espresso
dal cosiddetto “Paradosso di
Fermi”. Questo termine, com’è noto, sarebbe stato coniato
da Carl Sagan riferendosi a una celebre battuta di Enrico
Fermi fatta durante una discussione sugli UFO con Edward
Teller, il padre della Bomba all’Idrogeno, ai Los
Alamos National Laboratories del New Mexico. Il fisico italiano
non credeva alla realtà del fenomeno e posto di fronte alla
possibilità che il Cosmo pullulasse di altre civiltà, rispose
semplicemente di non vederne traccia intorno a sé. Questa semplice
ed apparentemente banale risposta pose, in effetti, un serio
problema, perché il significato insito in quella risposta era che
se vi fossero effettivamente altre civiltà in grado di
raggiungerci, la loro presenza si sarebbe dovuta manifestare già da
tempo in modo evidente e schiacciante. Naturalmente questa
argomentazione può essere contrastata in svariati modi, a partire
dal fatto che alcune civiltà potrebbero aver deciso di osservarci
senza interagire per non interferire nel nostro sviluppo sia per
motivi puramente etologici e sociologici (non vorrebbero modificare
l’oggetto dei loro studi) o addirittura etici (la cosiddetta Prima
Direttiva di Star Trek).
Naturalmente esistono altre possibilità, come un totale
disinteresse nei nostri confronti (ci riterrebbero troppo primitivi
e pericolosi per desiderare un qualsiasi contatto) o anche il
cosiddetto Patto Scellerato
tanto caro ai cospirazionisti
e non solo (gli alieni esistono e hanno già intrapreso contatti
ufficiali con una o più grandi potenze della Terra che, per
mantenere lo status quo geopolitico e avvantaggiarsi in modo esclusivo e senza
interferenze delle inevitabili ricadute tecnologiche e militari nate
da un possibile accordo con gli alieni, occultano volutamente la
verità). Personalmente ritengo che le civiltà che visitano da
tempo il nostro Pianeta siano diverse e potenzialmente siano quindi
animate da interessi e propositi diversi. Il che significa che tutte
le ipotesi in grado di spiegare il problema
del non contatto potrebbero essere contemporaneamente vere e
mutualmente non esclusive, applicandosi cioè ciascuna a civiltà o
a gruppi di civiltà differenti. Inoltre, alle varie ipotesi fin qui
sollevate ne aggiungerei una ulteriore, alla quale giunsi già nel
lontano 1983: e cioè che la Terra potrebbe trovarsi da lunghissimo
tempo in una sorta di zona
neutra, vale a dire entro una fascia
di cessate il fuoco fra due opposte potenze stellari che, dopo
essersi lungamente fronteggiate sul piano militare, avrebbero creato
una regione più o meno smilitarizzata la violazione della quale,
attraverso lo stabilirsi di contatti e relazioni ufficiali con le
autorità locali (cioè terrestri) da parte di uno degli avversari
in gioco, sarebbe immediatamente considerata come una flagrante
azione di aggressione da parte dell’altro. In tal caso, i
ricorrenti flap UFO finora
registrati a ondate periodiche in tutto il mondo altro non sarebbero
che missioni periodiche di pattugliamento dei confini per accertare
il rispetto del trattato in questione.
Vito Pietro Di Stefano,
Responsabile Provinciale del CUN di Palermo, ha aperto la ripresa
pomeridiana dei lavori del Simposio. Già attivo, assieme alla
moglie, nelle indagini intorno al caso del fenomeno ancora
inesplicato degli incendi spontanei di Canneto di Caronía (ME)
iniziati nel gennaio 2004, il suo intervento si è concentrato sul flap siciliano dell’Autunno 2006, che fra il 7 ottobre e il 19
novembre ha visto la concentrazione di ben 24 dei 60 casi registrati
che hanno interessato la grande isola mediterranea. Gli eventi
documentati e riferiti in questa sede sono stati diversi e vari sono
stati pure i filmati ripresi da alcuni dei testimoni. In
particolare, in tutti i filmati notturni si è sempre evidenziata
una luce molto intensa e di colore cangiante, che per il suo pulsare
poteva ricordare molto da vicino, colore a parte, il bagliore di una
saldatrice. Degno di nota il fatto che, in tutti i casi, veniva
evidenziata una variazione luminosa e cromatica rapidissima, con una
frequenza talora inferiore al secondo, che nello stesso arco di
tempo spaziava per tutti i colori dello spettro visibile.
Giorgio Pattera,
già citato biologo parmense e Consigliere Nazionale del CUN, ed Emilia
Ventura Balbi, Coordinatrice genovese del CUN della Liguria e
vedova del compianto Roberto Balbi che per primo lo investigò
col giornalista Rino Di Stefano e che, a sua volta, fu autore
di “Luci nella notte: Il caso Zanfretta", edito nel 1979 dalla Alkaest
di Genova, hanno rievocato il famosissimo caso dello sfortunato
metronotte Pierfortunato Zanfretta, recentemente tornato alle
luci della ribalta dopo la sua apparizione come protagonista nella
puntata "Il Bivio"
di Enrico Ruggeri, andata in onda martedì 27 febbraio 2007
su Italia 1. Come è emerso durante il loro intervento al Simposio,
i due inquirenti avevano partecipato alla trasmissione come invitati
ma, al momento della messa in onda, i loro interventi erano stati
tagliati del tutto, riducendo così drasticamente lo spessore delle
testimonianze offerte. Considerato viceversa lo spazio offerto a
personaggi decisamente discutibili (se non nella sostanza,
quantomeno nella forma) come i già citati Simona Sibilla e Antonio
Urzi e l’intervento palesemente scettico e aggressivo del noto
giornalista, conduttore e divulgatore scientifico Alessandro
Cecchi Paone, l’intento di danneggiare la credibilità
del testimone e dei fatti da esso raccontati attraverso la
spettacolarizzazione in un contesto di autentica televisione
spazzatura si è reso fin troppo evidente (questo grave fatto è
stato denunciato anche in Internet all’indirizzo www.ufologia.net/headlines/articolo_view.asp?ARTICOLO_ID=2954
).
Anche Zanfretta avrebbe dovuto raggiungere il Simposio, ma purtroppo
all’ultimo momento aveva dovuto rinunciarvi per motivi personali. La
Balbi ha dunque ripercorso tutta la vicenda sin dagli albori
dell’infanzia del rapito, ben prima che il futuro
metronotte di Nova Milanese, tredicesimo fratello di sei coppie di
fratelli gemelli, divenisse guardia giurata per l’Istituto di
Vigilanza “Val Bisagno”
di Genova ed avesse quel drammatico primo incontro con i sedicenti Dargos del pianeta Titania,
avvenuto nella notte fra mercoledì 6 e giovedì 7 dicembre 1978 nei
pressi della villa bianca “Casa
Nostra” di Marzano di Torriglia, un piccolo centro sulle
alture del Capoluogo ligure. Un incontro che fu il primo di ben
undici diversi episodi, l’ultimo dei quali avvenne l’8
agosto 1981. Numerosi i dettagli e gli aneddoti, alcuni ben
noti, altri forse meno, ma tutti, comunque, estremamente
interessanti ed intriganti, mentre altri addirittura tragici. Così
si è detto di una serie di informazioni che Zanfretta avrebbe
rivelato sia sotto ipnosi, durante le sedute condotte dagli
psicanalisti genovesi Mauro Moretti e Cesare Musatti,
che per parte loro lo trovarono assolutamente sincero, sia sotto
l’azione del siero della
verità, o pentothal
sodico, al quale il metronotte volle sottoporsi di propria
iniziativa quando, in seguito alla sua esperienza, nell’azienda
per cui lavorava cominciarono a circolare voci che mettevano
pericolosamente in dubbio la sua sincerità o la sua salute mentale.
E così venne fuori di Titania, un pianeta posto a quattromila anni
luce da noi nella “terza
galassia” (?), più grande della Terra (e forse da qui il
nome, sicuramente “convenzionale”)
ma morente, motivo per cui gli alieni, in futuro, avrebbero voluto
trasferirsi sul nostro Pianeta. Avrebbero saputo tutto di noi, così
come sarebbero stati ben consapevoli del fatto che il loro aspetto
sarebbe stato traumatizzante per noi terrestri. Sulla Terra
avrebbero voluto realizzare una città sotto una cupola riscaldata,
dal momento che la temperatura media del nostro ambiente sarebbe
troppo fredda per loro. Sarebbero stati altresì coscienti che la
nostra gente non sarebbe stata ancora pronta per accettare il
contatto con loro. Fra le informazioni più curiose, la circostanza
secondo cui nella villa del primo incontro gli alieni avrebbero
preso due uccelli imbalsamati per studiarli, avendoli creduti vivi.
E si potrebbe andare avanti, citando ad esempio vari elementi, come
le due grandi impronte a ferro di cavallo rinvenute dai Carabinieri
accanto alla stessa villa nel luogo del probabile atterraggio
dell’astronave dei visitatori, o come le enormi impronte lasciate
dai piedi degli alieni, o come la storia della famigerata e
misteriosa sfera trasparente contenente una piramide dorata a forma
di tetraedro che ruoterebbe in sospensione e che gli alieni
avrebbero voluto che fosse consegnata al famoso ufologo e astronomo
americano Joseph Allen Hynek, già in passato direttore
dell’altrettanto famoso Project
Blue Book. Per non dire di quanto accadde nella notte fra il 2 e
il 3 dicembre 1979 in occasione del secondo rapimento, quando Giovanni
Cassiba, comandante di Zanfretta, scaricò il tamburo della sua
arma e quello dell’arma di un suo sottoposto contro due potenti
fari che si erano accesi dall’interno di una nuvola
che presumibilmente, con la sua presenza, aveva spento i motori
delle loro auto; in seguito, e questo è il fatto veramente tragico,
una delle quattro guardie presenti all’episodio, probabilmente
sconvolta da quanto aveva vissuto quella notte, si suiciderà
apparentemente senza ragione alcuna. E ancora si narra del black-out
in Corso Europa, a Genova, avvenuto in occasione del quarto
rapimento o di quando, allo scopo di raccogliere prove fisiche in
previsione di ulteriori rapimenti, nella FIAT 127 del metronotte
furono collocati un termometro a memoria e, sulle sospensioni, dei
braccetti tarati per rompersi solo nel caso in cui la vettura fosse
stata sollevata da terra; cosa che si verificò puntualmente,
assieme al fatto che il termometro in questione registrò un picco
termico superiore ai quaranta gradi, benché il fatto fosse avvenuto
di notte e nel bel mezzo dell’inverno. Questi sono solo alcuni
degli episodi citati dalla Balbi, forse totalmente incredibili per
alcuni, ma sicuramente straordinari. Pattera si è concentrato
invece sulle tecniche ipnotiche, distinguendo fra quella “direttiva”
o freudiana, volta a convincere il paziente che il suo problema non
esiste o non è un problema, e quella “permissiva”
o ericksoniana, con la quale l’ipnoterapeuta aiuta il paziente a
ricordare un dato evento senza suggerire nulla ma semplicemente
stimolandolo a prendere parte attiva al ricordo stesso per trarne più
informazioni possibile attraverso un costante meccanismo di feedback.
Ovviamente questa è la tecnica utilizzata nelle regressioni
ipnotiche e l’idea di base è quella per cui il nostro cervello
funziona di fatto come una sorta di hard
disk che registra indelebilmente ogni esperienza, per cui il
lavoro dell’ipnoterapeuta consiste semplicemente nell’aiutare il
testimone ad accedere a quei ricordi che dal punto di vista
cosciente ha dimenticato, ad esempio a causa di un forte stress
emotivo, per un meccanismo di autodifesa (rimozione).
Si è poi soffermato sulle tipologie di ipnosi in base al grado di
profondità raggiunta, distinguendo fra quella profonda,
tipicamente indotta da farmaci tipo il pentothal sodico, e quella
cosiddetta vigile. Infine,
ha posto l’attenzione sulle onde cerebrali associate ai diversi
stati mentali, ai colori tipicamente associati a quegli stati e ai
ritmi relativi per meglio far comprendere i differenti ordini di
grandezza nella velocità delle onde in questione. Partendo quindi
dalle frequenze più elevate e scendendo via via a quelle più
ridotte, si registrano innanzitutto le Onde Beta, associate alla
veglia, al ROSSO e ad un ritmo relativo pari a 12; quindi le Onde
Alpha, associate alla concentrazione, al sonno leggero, al VERDE e
ad un ritmo relativo pari a 7; poi le Onde Theta, tipiche della
meditazione profonda, del sogno, dell’incubo cosciente e associate
al VIOLA e ad un ritmo relativo pari a 4; per giungere infine alle
Onde Delta, legate all’inconscio, al sonno profondo,
all’anestesia, al coma e associate all’INDACO e ad un ritmo
relativo pari a 2. Non a caso, si è notato, il colore che
rappresenta i più alti prelati della Chiesa cattolica è proprio
l’indaco.
Alfredo Benni di
Spinea (VE), Coordinatore Regionale del CUN per il Triveneto (e
tecnico A/V del Simposio), ha presentato quello che forse si può
dire il più notevole caso di probabile rapimento alieno avvenuto e
documentato in Italia negli ultimi anni: il Caso di Monselice
(PD). L’evento ebbe luogo nella tarda serata di venerdì 3
agosto 2001 nei giardinetti di Via Pigafetta, nel Quartiere Marco
Polo, presso un tabernacolo della Vergine posto nel centro dello
spiazzo, e ne furono vittime e principali testimoni due amiche del
luogo, Lucia Quitadamo, allora cinquantenne, e Udilla
Savoldelli [13], allora cinquantatreenne. In breve, le due donne
erano sedute su una panchina parlando del più e del meno e
godendosi un po’ d’aria fresca al chiarore della luna piena,
quando videro uno strano oggetto volante, in movimento da Ovest ad
Est, dirigersi verso di loro. L’UFO le raggiunse sorvolando
l’area dal lampione ad un grande pino e quindi si fermò,
stazionando sopra le due amiche a circa cinque metri d’altezza e
mostrandosi così come un gigantesco corpo a pianta quadrata di
circa trenta o quaranta metri di lato, sufficientemente ampio da
coprire quasi tutta la piazzetta. La prima testimone fu presa dal
terrore e fuggì rifugiandosi sotto il tabernacolo, mentre la
seconda, forse incuriosita o forse come attratta da una forza
sconosciuta, rimase al suo posto e quindi si avvicinò ulteriormente
all’UFO, per poi correre via anche lei per raggiungere l’amica
nel tabernacolo. Ad un certo punto l’oggetto si divise in tre
parti. Due volarono in direzione Est-Sud-Est, producendo bagliori
riflessi fra le case e notati anche da altri testimoni, mentre il
terzo volò via in direzione opposta. A quel punto la Savoldelli notò
un altro UFO a Sud, mentre la Quitadamo ne notò un altro a Nord.
Quest’ultimo, muovendosi sempre da Ovest ad Est su Via Orti,
avrebbe provocato un black out
localizzato al sistema di illuminazione stradale e diverse anomalie
elettromagnetiche ai personal
computer della zona, in particolare cancellando l’hard
disk di un medico e causando quindi la perdita completa del suo
archivio pazienti. Nel giro di pochi giorni, i fatti furono resi
noti attraverso la stampa locale. Su Internet apparvero nell’Archivio
UFO News dell’Agosto 2001 (“17
Agosto 2001 - Ancora sotto shock la donna di Monselice”) del
sito “Zonamagica.net - Il
Portale dell’Ufologia“
(http://www.zonamagica.net/newsagosto01.htm). Lo stesso Benni, che
indagò in prima persona sul caso, scrisse un articolo dal titolo
“2001: Odissea a Monselice”, pubblicato già nel numero di Marzo
2002 di UFO Notiziario.
L’argomento venne in seguito ripreso anche dall’ufologo milanese
Alfredo Lissoni nel suo libro “UFO
gli X-Files Italiani”, della MIR Edizioni, in un apposito
capitolo dal titolo “Contatto Alieno nel Padovano” (http://edicolaweb.net/librs98i.htm).
Questo per sottolineare che sul caso in questione esistono già
diversi ottimi resoconti consultabili anche in rete, dunque in
questa sede mi soffermerò solo su alcuni elementi salienti e in
particolare sulle informazioni più o meno inedite apprese nel corso
dell’intervento del relatore. Le indagini si sono sviluppate nel
corso di diversi anni, durante i quali gli inquirenti si sono
innanzitutto preoccupati della salute fisica e psicologica delle due
testimoni, indubbiamente rimaste esposte a un’esperienza
potenzialmente pericolosa dal punto di vista fisico e traumatica dal
punto di vista psichico. Infatti, probabilmente a causa degli
effetti elettromagnetici subiti dall’estrema vicinanza al
misterioso ordigno che le aveva sovrastate, le due amiche ebbero
diversi e prolungati problemi di salute, per cui si rese necessario
un attento monitoraggio delle loro condizioni attraverso periodici
controlli medici. Inoltre, il caso ebbe pure pesanti ripercussioni
sulla loro vita privata: delle due, solo la Quitadamo collaborò
sino in fondo alle indagini degli inquirenti, perché ebbe il
coraggio e la determinazione di opporsi ai tentativi del consorte
che avrebbe voluto, non capendo l’accaduto e probabilmente nel
tentativo di proteggere lei stessa e la sua famiglia, ridurla al
silenzio imponendole di dimenticare tutta la faccenda. Lei si oppose
con decisione e alla fine il prezzo che dovette pagare fu la fine
del suo matrimonio. La Savoldelli, al contrario, che fu
probabilmente il vero obbiettivo dell’azione degli alieni, accettò
le imposizioni del marito e gli stessi inquirenti dovettero
decidere, nel suo interesse, di non contattarla più.
Particolarmente interessante il contesto spaziotemporale in cui gli
eventi hanno avuto luogo. Benni ha infatti sottolineato che
nell’antichità, prima del domino romano, la zona era un’area di
insediamento etrusco ed etrusco era il demone femminile Culsu
che, secondo una leggenda, rapiva i viandanti che percorrevano la
zona. Naturalmente potrebbe trattarsi semplicemente di una
coincidenza, oppure potrebbe essere l’indizio di attività aliene
similari nella stessa zona già in epoca molto antica. Ancora, ha
segnalato che l’area in questione presenta un forte inquinamento
elettromagnetico dovuto in gran parte ai ripetitori notoriamente
fuori norma siti sul vicino Monte Calaone, dove si misurano
abitualmente fra i 30 e i 40 V/m contro il limite massimo di 20
attualmente previsto dalla Legge. In città, per contro, il limite
è di 7 V/m contro rilevamenti comunque importanti che si attestano
fra 1 e 2,7 V/m. Addirittura, in una non meglio specificata
occasione si sarebbe verificata sul Calaone una vera e propria
fiammata di origine elettromagnetica, visibile a chilometri di
distanza. Il tutto va a sommarsi alla presenza della vicina Base Pluto
a Sud di Vicenza, dove si registrerebbe la più alta concentrazione
di testate nucleari dell’Europa occidentale. In aggiunta a ciò,
occorre considerare che tutta la zona è geologicamente ricchissima
di quarzi, cristalli fondamentali per l’elettronica e composti
appunto da silice (biossido di silicio SiO2), da cui il
toponimo Monselice (Monte
Siliceo). Occorre inoltre ricordare che anni addietro l’area fu
teatro di misteriosi e inesplicati fenomeni di combustione spontanea
del tutto analoghi a quelli di Canneto di Caronía (ME), alcuni dei
quali, ricordo fra l’altro, furono anche ripresi da diverse troupe
televisive e mandati in onda nei telegiornali delle reti RAI e
Mediaset. L’insieme di questi elementi potrebbe essere
direttamente legato alle attività UFO, potendo essere da una parte causa
dell’interesse alieno per il territorio in questione e
dall’altra effetto di
certe loro attività. Tornando alla Quitadamo, il suo caso fu analizzato
dall’illustre neurofisiologo Marco Margnelli. Questi,
scomparso nel 2005, già Direttore del Centro
Studi E Ricerche sulla Psicofisiologia degli Stati di Coscienza
di Milano, Docente presso la Scuola
Europea di Ipnosi e Psicoterapia Ipnotica (AMISI)
sempre a Milano e Presidente della Società
Italiana per lo Studio degli Stati di Coscienza (SISSC) di Pinerolo, divenne particolarmente noto negli ambienti
delle ricerche di frontiera per il suo validissimo contributo
nell’ambito della Seconda
(1985) e Terza (1998) Commissione di
Studio sui Veggenti Estatici di Medjugorje: si veda, in
proposito, quanto riportato sul Sito (www.gispre.org) del Gruppo
Internazionale di Studi sul Paranormale Religioso (GISPRE). La necessità di analizzare il caso di Monselice
nell’ottica di un possibile rapimento deriva da alcune discrepanze
nei tempi con cui i fatti si sono svolti, che farebbero intuire la
presenza di un missing time
non documentato nell’esperienza subita dalle due testimoni. Come
ha ricordato il biologo Giorgio Pattera, di fronte a traumi
di questo genere passano mediamente cinque anni prima che i ricordi
comincino a riaffiorare. E fu proprio allora che il Margnelli
sottopose ad ipnosi la Quitadamo, nel corso di una seduta
particolarmente drammatica che naturalmente venne filmata e che, con
l’occasione, è stata mostrata durante il Simposio. In sostanza,
da quanto avvenuto nel corso della seduta, risulta abbastanza
chiaramente che la testimone doveva aver subito un fortissimo
controllo mentale post-ipnotico da parte degli occupanti dell’UFO
o che addirittura quel controllo fosse ancora attivo per via
telepatica nonostante il tempo trascorso, dal momento che di fronte
al tentativo dell’ipnologo di regredire la testimone sino al
momento dell’evento allo scopo di ottenere maggiori informazioni
sull’evento stesso, emergeva una fortissima personalità
dichiaratamente estranea alla donna e potenzialmente ostile che si
opponeva in modo più che evidente al tentativo in questione,
dimostrando sulla paziente un controllo tale da far registrare
ininterrottamente un mancato sbattimento delle palpebre per ben due
minuti e quarantasette secondi, una condizione assolutamente
impossibile, dal punto di vista fisiologico, per un qualsiasi
individuo in stato ipnotico. Il Margnelli se ne avvide e, cogliendo
i potenziali rischi per la salute fisica e mentale della donna,
dovette desistere, ammettendo così il fallimento
dell’esperimento. Particolarmente inquietante, infine, il chiaro
messaggio del sedicente alieno che, in quella situazione, aveva
ammesso e dimostrato di usare la donna per comunicare col medico e
di averne il completo controllo. Al termine della proiezione, la
testimone Lucia Quitadamo, presente in sala e visibilmente
emozionata, è stata invitata sul palco, dove ha ricevuto un
caloroso applauso da tutti i presenti al Simposio. La donna ha
pubblicamente riconosciuto il valore dell’aiuto e del sostegno
offertole in tutti questi anni dagli inquirenti del CUN che, come
essi stessi hanno giustamente più volte evidenziato, hanno sempre
anteposto il bene e il rispetto umano dei testimoni alle esigenze
pure importanti, ma non certo prioritarie, della pura ricerca.
Fuori programma, il 45°GRU
Centro Ufologico Rodigino [14] (www.45gru.it) ha presentato
un interessante filmato, ripreso da un testimone a Portogaribaldi
(FE), che mostra alcuni piccoli sferoidi, probabilmente delle
dimensioni di una pallina da golf, giungere dal cielo a velocità
spaventosa, provocando la fuga di uno stormo di gabbiani che
riposava placidamente in acqua a breve distanza dalla spiaggia, per
poi immergersi in mare come dei veri e propri proiettili. Gli
oggetti mostravano chiaramente un comportamento intelligente, ad
esempio scartando improvvisamente per evitare collisioni con gli
stessi gabbiani, e muovendosi con traiettorie visibilmente pilotate
e velocità stimate superiori a mille chilometri orari. Il tutto si
è svolto in pochissimi secondi e in pieno giorno, fra la spiaggia e
le barriere frangiflutti, a Nord del lungo molo dal quale la scena
era stata ripresa. Ulteriori filmati, ottenuti da altri testimoni e
da membri dello stesso Centro, hanno mostrato quanto sia ormai
comune ed estremamente frequente il fenomeno di sferoidi in volo nei
nostri cieli, oggetti che possono essere facilmente ripresi in pieno
giorno e spesso in apparente tallonamento di aerei civili un po’
da tutti, grazie alla crescente diffusione di telecamere digitali di
grande qualità e di basso costo. Per questo motivo, i relatori
hanno esortato tutti i presenti ad attuare un serio programma di
costante monitoraggio sulla falsa riga di quanto del resto avviene
ormai già da tempo in Messico, attività che oltretutto
consentirebbe a molti appassionati ufofili di trasformarsi finalmente in veri e propri ufologi,
fornendo alla ricerca ulteriori e preziosissimi elementi di
approfondimento del fenomeno. Pinotti ha voluto ulteriormente
sottolineare questo punto, rimarcando ancora una volta non solo
quanto il fenomeno UFO in tutte le sue sfaccettature sia ormai
divenuto sempre più frequente, ma soprattutto quanto generalmente
disattenta sia la gente, che raramente osserva il cielo al di sopra
delle proprie teste, lasciandosi così sfuggire una buona parte
delle manifestazioni del fenomeno.
Massimo Angelucci,
riminese e Coordinatore Regionale del CUN della Romagna, ha
terminato la scaletta ufficiale dei lavori intervenendo con una
relazione di chiusura che, facendo il punto su 60 anni di ufologia
mondiale, ha praticamente ripreso in toto il quadro delineato dai
ricercatori americani John Mack e Budd Hopkins sul
problema dei rapimenti alieni e dei loro presunti programmi di
ibridazione.
Data l’ora ormai tarda,
la prevista tavola rotonda non ha avuto luogo. Per contro, Piergiorgio
Caria ha mostrato un’ultima serie di filmati, in gran parte di
origine messicana, fra cui il video del cosiddetto Grigio
di Merida ed altre riprese che ritraevano ulteriori flotillas in manovra nei cieli del Paese centroamericano.
Interessante, fra le altre, la scena di una formazione di UFO a
croce (“…che sicuramente
farà piacere a Mons. Balducci”, come ha soggiunto Caria), che
ha fornito a Pinotti l’occasione adatta per ricordare a
tutti quanto avvenne nel Novembre 1954, quando il Console Alberto
Perego fu testimone di due grandi formazioni a “V”,
provenienti da direzioni opposte, che si unirono a formare una
gigantesca croce su Piazza San Pietro a Roma. Per non dire poi
dell’altro caso, a dir poco inquietante, registrato dai radar nei
cieli britannici nello stesso mese di quell’anno, in cui tre
diverse formazioni di UFO crearono in cielo l’inquietante
messaggio “U = Z”,
probabilmente un chiaro monito per avvertire l’Uomo che l’uso
sconsiderato dell’energia atomica per fini sia civili sia
militari, energia la cui produzione è in gran parte fondata
sull’Uranio il cui simbolo è, appunto, “U”,
avrebbe condotto l’intera Umanità alla sua fine, simboleggiata
appunto dalla “Z”,
ultima lettera del nostro alfabeto. È interessante notare che di lì
a poco si sarebbero verificati due dei più gravi incidenti nucleari
della Storia: il primo proprio in Inghilterra, alla Centrale di
Windscale, nell’Ottobre 1957 e il secondo con la già citata
catastrofe di Kystym, avvenuta in Unione Sovietica nel 1958 e tenuta
pressoché segreta per quasi vent’anni. Il relatore ha infine
ricordato la sua collaborazione col messicano Carlos Diaz e,
in particolare, con Giorgio Bongiovanni che, com’è noto,
si è ormai completamente ritirato dall’ufologia per dedicarsi a
tempo pieno ad attività religiose, filantropiche e sociali (si
veda, in particolare, l’associazione Antimafia
2000), affidando inoltre l’intero suo archivio UFO allo stesso
Caria.
Pinotti,
infine, ha concluso i lavori del Simposio tirando le somme di quanto
avvenuto a San Marino in tutti questi anni, sottolineando la statura
delle personalità di primissimo piano intervenute da ogni parte del
mondo e rimproverando non troppo velatamente quanti in più
occasioni lo hanno fatto oggetto di ingenerose quanto ignobili
speculazioni circa la sua presunta continuità coi servizi segreti a
danno della stessa ricerca ufologica ed anzi rivendicando
all’ufologia italiana una serietà, una coerenza e una coraggiosa
indipendenza che nel corso di vari decenni le hanno permesso di
raggiungere livelli, invidiati e rispettati anche all’estero, ben
al di sopra di quelli americani, dove l’ufologia stessa è stata
pesantemente inquinata da elementi di assoluta e deviante
disinformazione. Ha poi soggiunto che, per la loro dedizione e per
il valore delle loro attività, gli ufologi dovrebbero essere
addirittura pagati dallo Stato, cosa che ovviamente non avviene
affatto. Ha poi terminato sottolineando come sull’intera questione
UFO, soprattutto di fronte alla sempre più crescente prepotenza con
cui il fenomeno si manifesta in tutto il mondo, le Autorità siano
completamente allo sbando e non sappiano più, letteralmente, che
pesci prendere. E ha perfino fatto una previsione sul fatto che, nei
prossimi anni, assisteremo sicuramente ad un graduale ammorbidimento
delle posizioni di tanti personaggi ben in vista e fin qui
notoriamente su posizioni di estremo scetticismo, che saranno
costretti a cambiare il proprio atteggiamento, pur di non essere
spazzati via dai fatti che, via via, si imporranno all’attenzione
pubblica in modo sempre più imponente e tale da non poter più
essere ignorato o sottovalutato con arrogante e stupida sufficienza.
(30
aprile 2007)
Note:
[1]
- Council of International Federation for Advanced Studies
(Consiglio della Federazione Internazionale di Studi Avanzati).
[2]
- National Aeronautics and Space Administration (Amministrazione
Nazionale per l’Aeronautica e lo Spazio).
[3]
- Centre National d’Études Spatiales (Centro Nazionale di Studi
Spaziali).
[4] - Groupe d’Études et
d’Informations sur le Phénomènes Aérospatiaux Non identifiés
(Gruppo di Studi e di Informazioni sui Fenomeni Aerospaziali Non
identificati).
[5] - Istituto Nazionale di
AstroFisica.
[6] - Search for
ExtraTerrestrial Intelligence (Ricerca di Intelligenza
ExtraTerrestre).
[7] - Groupe d’Études et
des Phénomènes Aérospatiaux Non-identifiés (Gruppo di Studi sui
Fenomeni Aerospaziali Non identificati).
[8] - Service d'Expertise
des Phénomènes de Rentrée Aérospatiaux (Servizio d’Indagine
sui Fenomeni di Rientro Aerospaziale); nel 2000 la “R” mutò
significato, passando al più suggestivo, ma esplicito, Rares
(Rari).
[9] - Comitato Italiano per
il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale.
[10] - Appassionato
collezionista di immagini di UFO da tutto il mondo, a partire dal
1966 ha creato uno dei più grandi archivi fotografici e in seguito
di e-Books del mondo sull’argomento (www.ufophotoarchives.org).
[11] - North Atlantic Treaty
Organization (Organizzazione per il Trattato dell’Atlantico del
Nord).
[12] - Supreme Headquarters
Allied Powers Europe (Comando Supremo delle Forze Alleate in
Europa).
[13] - Curiosamente, benché
già ampiamente documentata in precedenti relazioni liberamente
disponibili su Internet, la vera identità di quest’ultima non è
mai stata rivelata nel corso del Simposio (tranne in un’occasione,
quando il relatore ne ha distrattamente citato il nome), ma ci si è
sempre riferiti a lei con lo pseudonimo di Veronica, dichiaratamente
allo scopo di proteggerne la privacy.
[14] - Il riferimento
numerico è al 45° Parallelo.
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