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Tutti i numeri
del giornale aperiodico di ufologia "Camelot Chronicles" si possono scaricare gratuitamente
da questo sito in formato PDF e HTML, e si possono trovare in formato cartaceo alle conferenze del Gruppo Camelot
e dei suoi Collaboratori
Report Conferenze ed
Incontri
- Pag.9
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“Atlantide - il Ricordo”, 8 ottobre 2006, Gallarate, VA, organizzata dal
TOP (Time of Peace, Ass. Culturale Olistica)
, Relatore:
Anna Maria Mandelli, Report
a cura di Sabrina Biganzoli
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“Il
Fenomeno UFO: Verità o Menzogna? Analisi Critica di 60 anni di
Ufologia”, 22 Ottobre 2006, Castel San Pietro Terme, BO,
organizzata da Sentinel Italia e Libero Arbitrio
, Relatore:
Paolo Bolognesi, Report
a cura di Sabrina Biganzoli
-
“Paranormal
UFO”, 25 novembre 2006, Voghera, PV, organizzato dal Gruppo
HWH22
, Relatori:
Dr. Carlo Sabadin, Rocchi Valentino, Franco Almacolle e Ivan
Diceglia, Report
a cura di Sabrina Biganzoli
-
“1°
BarCamp Ufologico
Mondiale”, 25 gennaio 2007, Milano presso “La Sacrestia”,
organizzato dal Gruppo Camelot e dalle diverse associazioni
collegate
, Relatori
vari, Report a
cura di Sabrina Biganzoli
- Convegno
“Rapimenti Alieni”, 17 febbraio 2007, Milano, organizzata da
Sviluppocultura, Animanews e Area51, Relatori
vari, Report a cura
di Carlo Sabadin
-
”SETI,
la ricerca di segnali radio da civiltà aliene” e ”UFO: Fra
ragione e mistero”, 24 marzo 2007, Milano presso il Museo Civico
di Storia Naturale, organizzata dal CICAP
, Relatori:
Gianluca Ranzini e Marco Morocutti, Report
a cura di Maurizio Rivalta
- “Roswell,
60 anni dopo”, 1 aprile 2007, Roma, organizzata da Area51
, Relatori
vari, Report a cura di Gianluca Santaniello
-
“Dallo
SPUTNIK agli ALIENI “ e “60 Anni di UFOLOGIA”, 14
e 15 aprile 2007, San Marino, organizzato da SETI, SETI Italia, CUN
e CROVNI, Relatori
vari
, Report
a cura di Fabio Siciliano
“Atlantide
- il Ricordo”, 8 ottobre 2006, Gallarate, VA, organizzata dal TOP
(Time of Peace, Ass. Culturale Olistica)
Relatore: Anna Maria
Mandelli (Associazione Libero Arbitrio, Sentinel Italia e Gruppo
Camelot)
Report
a cura di Sabrina Biganzoli, bigsab@dido.net
(Membro Gruppo Camelot
e Sentinel Italia)
Lo
scorso venerdì si è svolta, presso l'accogliente sede
dell'Associazione TOP di Gallarate una conferenza particolarmente
magnetica, relatore d'eccezione Annamaria Mandelli che, durante le
sue generose e particolari narrazioni, riesce sempre a far emergere
l'energia; la più positiva ed inconscia che racchiudiamo dentro di
noi, dando modo alla nostra mente di far emergere sensazioni e
pensieri che a volte abbiamo smarrito e non abbiamo la possibilità-o-volontà
di ritrovare.
Una raccolta di
testimonianze/incontri danno modo alla relatrice di ripercorrere
"Atlantide", la storia di questo misterioso continente,
attraverso popolazioni precedenti, dati e simbologie che riportano i
nostri pensieri non ad un luogo preciso, in quanto Atlantide il
continente perduto è stato, attraverso le varie ricerche storiche,
identificato in luoghi diversi, in più parti del mondo; ma rivolge
la nostra attenzione sopratutto sulle civiltà allora esistite
attraverso canalizzazioni e percorsi di reincarnazione, facendo
esatta distinzione tra opinione scientifica e pensiero mistico.
Pone delle domande
legittime che, in questa sede, è opportuno porci senza esuberanza,
risposte necessarie alle domande:
"Qual'è lo scopo
della nostra vita"?.... e ancora "Da dove
veniamo"?.... ed in particolar modo: "Dove siamo
diretti?".......
Queste sono questioni
importanti, come lo è senza dubbio la coscienza di quello che siamo
e la consapevolezza che la nostra "anima" è eterna e
viaggia nel tempo..... per andare dove ci chiediamo allora, ma
questo non ci è dato ancora sapere.... certo è che potremmo invece
ripercorrere a ritroso la storia per capire da dove proveniamo e
come siamo arrivati fin qui; esistono civiltà precedenti al periodo
egizio, 4000/4500 anni prima di Cristo, scoperte archeologiche di
7000 anni fa.
Si ipotizza civiltà
Atlantidee con facoltà paranormali e di chiaroveggenza che vivevano
in simbiosi con il cosmo; percorriamo insieme ad Annamaria con
fermento e voglia di sapere questo mondo cristallino e magico non a
caso, in effetti, è risaputo che il potere dei cristalli come il
quarzo bianco per esempio ed altri cristalli che fungevano da
catalizzatori a livello energetico, ci è stato tramandato da un
tempo assai lontano ma molto saggio, dove li ritroviamo in tecniche
usate da sacerdoti atlantidei per guarigioni a fronte della vita
stessa.
Panoramica
interessante anche per quanto riguarda l'aspetto
"energetico" della materia delle "nostre"
costruzioni megalitiche come ad esempio le piramidi, che
fungono da catalizzatore a livello energetico appunto.
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Sparse
un po' ovunque, in tempi diversi ed in luoghi differenti, utilizzate
come una vera e propria forma di comunicazione; con il suono a
livello vibrazionale si riusciva a comunicare attraverso la pietra.
Attraverso l'illustre
Platone narra di una grande esistenza che poi sprofondò nelle acque
e di contatti con civiltà al di fuori del pianeta terra, la
relatrice ci propone una raffigurazione di Atlantide identificata
attraverso un labirinto in forma simbolica dove ci si identifica
ancora oggi, inoltre vengono riportate testimonianze di sacerdoti
egiziani che si ritenevano una discendenza atlantidea.
Ricorda la chiave di
lettura che oggi viene ripercorsa nella "triplice cinta",
forma nella quale diversi ricercatori-studiosi hanno raffigurato
Atlantide; senza tralasciare che l'importante simbologia fu una
scoperta di Paul Le Cour, la quale la ritroviamo raffigurata in
diverse chiese; la stessa Gerusalemme è rappresentata con questa
simbologia.
E nuove scoperte ci fanno
pensare che la storia della nostra civiltà potrebbe essere diversa
e probabilmente più completa se si evidenziassero le enormi novità
archeologiche recentemente trovate; stiamo parlando ad esempio di un
sito di 700 km ritrovato nel 2002 nella Germania del nord
(Sassonia), in parte costruito, con tracce della più antica civiltà
europea, persino più antico delle Piramidi e di Stonehenge;
attraverso relazioni ed osservazioni astronomiche si è evidenziato
all'interno una serie di anelli concentrici ed una sorta di percorso
ad imbuto (labirinti), luogo nel quale si celebravano le cerimonie
sacre.
Punti di collegamento che
ripercorrono tutta l'Europa attraverso questa simbologia; simbologia
circolare raffigurata in diverse canalizzazioni.
Diverse sono le
testimonianze trascritte in testi reperibili nelle librerie
ecumeniche, uno in particolare ci viene descritto da Annamaria
"I Sigilli di Atlantide", dove viene raccontato il
percorso di canalizzazione di una Dea, ci riporta in epoca egizia
dove pitture, simboli, sigilli magici ed alchemici affascinano e
allo stesso tempo riportano a vite ormai scomparse ed accennate nei
testi sacri conservati nella grande piramide di Keope.
Qui si apre un mondo
misterioso e assai complesso che riguarda le antiche civiltà; i
grandi maestri non hanno mai pensato ai sigilli come ad un gioco ma
ad un vero e proprio atto di fede e verità che spesso veniva
combattuto e bistrattato.
La distruzione di Atlantide
ci viene riportata in diverse narrazioni e descritta da popolazioni
differenti tra loro, dalla tremenda inondazione dell'antico Egitto,
passando dallo Yucatan, Venezuela, arrivando agli eschimesi non
escludendo la ormai nota civiltà che vive nella "famosa"
-terra cava-.
Raffigurazioni nel
continente australiano descrivono esseri di luce inoltre luoghi
apparentemente lontani come il deserto del Sahara ed il Giappone,
mostrano similitudini e collegamenti tra i loro popoli attraverso
varie simbologie.
Antichi testi indiani
raccontano di battaglie tra le varie fazioni dove venivano descritti
dei vascelli aerei con esplosioni atomiche (Vimana), inoltre vengono
narrati anche viaggi nel tempo, viaggi interplanetari; ipotetiche
migrazioni del popolo di Atlantide; un viaggio attraverso il mondo e
oltre quello descritto con precisa consapevolezza da Annamaria senza
esclusione di colpi.
Racconti intriganti ed
emozioni forti si susseguono per tutta la serata, la conferenza è
finita ma nessuno aveva voglia di uscire dalla stanza in quanto
l'energia che Annamaria ha trasmesso, ci ha legato talmente stretti
che solo la consapevolezza di ritrovarla in altre serate/incontri ha
permesso di "lasciarla andare"...... una Scuola Superiore,
la sua, dove aggiornamenti, ricerca e formazione professionale
rafforzano i legami tra corpo, anima e mente al fine di raggiungere
un traguardo importante sì, ma sopratutto ricco di emozioni.
....."La
cosa più bella che possiamo sperimentare è il mistero; è la fonte
di ogni vera arte e di ogni vera scienza"..... Albert Einstein
“Il
Fenomeno UFO: Verità o Menzogna? Analisi Critica di 60 anni di
Ufologia”, 22 Ottobre 2006, Castel San Pietro Terme, BO,
organizzata da Sentinel Italia e Libero Arbitrio
Relatore:
Paolo Bolognesi (Membro Gruppo Camelot e Presidente Sentinel Italia)
Report
a cura di Sabrina Biganzoli, bigsab@dido.net
(Membro Gruppo Camelot
e Sentinel Italia)
Paolo
Bolognesi, in collaborazione con Sentinel Italia e Libero Arbitrio
presenta la sua opera omnia.
Nella
cornice dei colori ed i sapori dell’entroterra bolognese, in quel
di Castel San Pietro Terme (BO), si è svolta domenica 22 Ottobre
u.s., una conferenza riguardante il fenomeno UFO: Verità o Menzogna
? - Analisi critica di 60 anni di Ufologia, relatore Paolo
Bolognesi, ricercatore, studioso ed esperto nel settore ufologico da
più di trent’anni il quale, in modo chiaro ed esaustivo
ripercorre e relaziona le analisi riportate nella sua opera omnia,
”UFO- La verità scomoda”.
| Ci accompagna in un
percorso ricco di teorie interessanti attraverso
un’interpretazione esclusivamente personale al fine di promuovere
una crescita nonché una formazione ufologia senza esclusione di
colpi, atta ad abbandonare presunte teorie senza arte né parte che
pseudo-ricercatori cercano di inculcare, senza controllo e
soffocando la parte nobile di questo “duro” lavoro.
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Libro autoprodotto,
sottolinea l’autore, dove consapevolezza, ed un’ampia visione
della fenomenologia verso nuovi indirizzi di ricerca, emergono in
modo chiaro e ben strutturato.
Attraverso questo lavoro ci
si chiede più che mai se il fenomeno è reale oppure una menzogna,
come suggerisce il relatore; domanda legittima in effetti,
soprattutto ci si chiede cosa, in questi ultimi 60 anni di storia si
è veramente osservato nei cieli....la maggior parte dei oggetti non
identificati in realtà è qualcosa di ben definito, ovvero la
casistica ci suggerisce una varietà di “oggetti o fenomeni ben
identificati”; solamente in minima parte non si è riusciti a
catalogare “tali” avvistamenti e racchiuderli in una tipologia
di velivoli e situazioni convenzionali; una esigua minima parte
“potrebbe” arrivare -perchenò-, da uno spazio/territorio
esterno.
Ci addentriamo nel fulcro
della sua opera dove ci accompagna attraverso ipotesi di dimensioni
parallele, identificazioni parafisiche (ovvero di
un’identificazione mistica del fenomeno), attribuzioni biologiche,
possibilità di viaggiatori temporali non escludendo poi l’ipotesi
più accreditata, senza dubbio quella scientifica fino ad arrivare
alla conclusione che, l’ipotesi TERRESTRE del fenomeno lo ha
portato, ad una “sua” realtà plausibile, senza sconfinare in
dimensioni che non lo appartengono; ma soprattutto a “dare un
senso” -a tutta questa storia-.
Attraverso un suo percorso
di ricostruzione del fenomeno, il relatore cerca di fare un po’ di
chiarezza, evidenziando in primis, l’importanza delle
testimonianze, dei filmati sottolineando però che, in effetti,
questi ultimi risulterebbero solo ed esclusivamente indizi, non
attendibili in quanto non supportati da prova alcuna; negli oggetti
che spesso vengono fotografati non vi è la garanzia della veridicità
e all’ipotesi ETH, la maggiore accreditata dagli
esperti”ufologi” risponde che prove concrete mancano
all’appello di questa probabilità.....rimarcando inoltre che
neanche con strumentazioni radar ed intercettazioni si può
veramente accertare l’attendibilità....
D’altro canto ad oggi,
importanti personaggi, degni di credibilità e fama internazionale
hanno raccontato e testimoniato di episodi degni di nota a conferma
del fenomeno ma, se analizziamo bene queste testimonianze,
sottolinea il relatore, nessuno ha mai supportato e contro-provato
tali affermazioni; è riscontrato che nessun ricercatore è mai
stato appoggiato nelle sue scelte divulgative a tale proposito; non
esclude inoltre, come le testimonianze, anche i documenti che
“provano” e riportano di avvenimenti e-o avvistamenti,
potrebbero essere facilmente falsificati e contraffatti.
Racconta e promuove
un’ufologia ed un metodo di ricerca ufologia attraverso una
terminologia semplice ma ben significativa, denominata “viti e
bulloni”, ovvero vera e propria ricerca sul campo per passare poi
ad indirizzi di ricerca -davvero- improbabili dove non c’è una
benché minima certezza, un esempio lo troviamo nella
classificazione delle razze e tipologie aliene o nei fantomatici
rapporti con presunte civiltà extra-terrestri (esopolitica) nonché
la stesura di improbabili protocolli a tal senso.
Denuncia
che la stragrande maggioranza dei ricercatori/ufologi -accetta-
un’ipotesi pro-ETH come possibile spiegazione del fenomeno non
appoggiando e considerando altre probabili scene di verità;
un’accettazione troppo fideistica per Bolognesi, che non esclude
necessariamente altre ipotesi di lavoro.
Prosegue
la personale terminologia del relatore, attribuendo a “tali”
ricercatori, l’acronimo di “Alienologi”, in quanto, avendo
identificato nell’ipotesi di cui sopra, la “soluzione” nonché
la risposta alla fenomenologia ufologica, essi non appartengono più
alla categoria di chi, con costanza, serietà e professionalità,
cerca tutt’oggi di catalogare dati, avvenimenti, ma soprattutto
ricerca e si distingue per comprovare tale fenomeno, in modo
inconfutabile per abbandonare definitivamente tutte le false verità
che ogni giorno ci vengono inculcate; abbiamo veramente bisogno di
abbandonare tutti i dogmi del nostro immaginario collettivo che
giorno dopo giorno, contribuiscono a renderci sempre più dipendenti
da un unico sistema distruttivo: la nostra società-.
Perciò “IL GRANDE
INGANNO”, come lo definisce il relatore, dove attraverso
un’attenta ricostruzione, ricollega oscure trattative e relazioni
di scambio tra Stati Uniti e Germania Nazista al fine di ottenere
tecnologie aeronautiche e missilistiche alla fine della II Guerra
mondiale; quel periodo storico “particolare” - 1947-, è
identificato come l’inizio del fenomeno UFO; molteplici sono le
osservazioni nei cieli da parte di testimoni, tecnologie non comune
ma identificate, in seguito come progetti segreti militari (black
project); a tutt’oggi di alcuni velivoli che solcano i nostri
cieli, non ne hanno ancora ufficializzato l’esistenza.
Segnalazioni in via
informale, riportando di sperimentazioni militari segrete nella base
americana Nellis del fantomatico velivolo “Aurora”, la storia si
ripete, dunque..... informazioni tenute rigorosamente nascoste
dall’aeronautica militare; una chiusura mediatica "ad
hoc", uno studiato e premeditato debunking.
Secondo l’autore, vere e
proprie commissioni d’inchiesta atte a spiegare ed identificare il
fenomeno si sarebbero costituite, l’idea era di dare una parvenza
di ricerca ma la loro finalità era di operare un’azione di
discredito sui testimoni e sulle loro informazioni visive di questi
velivoli; conseguentemente si sarebbero operati a simulare una vera
e propria azione di insabbiamento su eventuali prove ammesse in modo
da creare dipendenza e psico-terrorizzare le masse; produrre un
fenomeno, identificandolo prima e negandolo dopo; creazione di uno
straordinario condizionamento (illusorio), al fine di “spostare”
l’attenzione a livello mondiale, occultando la “vera” realtà
portandoci a credere qualsiasi cosa.
Esistono delle prove
davvero scioccanti, si domanda Bolognesi, certo è che esiste a
livello politico una manipolazione davvero enorme, una mostruosa
disinformazione, troppe ipotesi “personali” di taluni soggetti,
troppo fideistiche che vorrebbero “convincere- a-tutti-i-costi”;
nonché una destabilizzazione creata ad opera nello studio della
fenomenologia tra i ricercatori del settore.
Inoltre da non
sottovalutare, la copertura di tecnologia “segreta” militare e
il business economico che circonda alcuni gruppi di ricerca i quali,
senza, non avrebbero ragione di esistere.
Evidentemente, sottolinea
in modo marcato Bolognesi, siamo di fronte ad un’ufologia malata,
malata di sensazionalismo, di protagonismo mediatico, di business
corrotto.... ed inoltre non mancano ipocrisia, la mancanza di sana
ricerca e si denota, purtroppo, uno sfruttamento delle situazioni
“solo ed esclusivamente” atte al conseguimento di successi
personali a svantaggio dell’informazione vera e propria.
È
necessario scindere la categoria dei seri ricercatori con quella
degli opportunisti, rimarcando una corretta divulgazione ed una sana
collaborazione tra ricercatori in buona fede.
Rivendica quindi il termine
“ufologo”, escludendo ogni altra pseudo-fantascientifica
professione in tal senso, e rimanda gli “Alienologi”a luogo da
destinarsi......
Un dibattito attento ed
acceso ha portato il relatore a confrontarsi ed interscambiarsi con
addetti ai lavori e non, sottolineando l’importanza e la necessità
di un’ufologia strumentale ovvero di una ricerca scientifica e di
dati inconfutabili.
Piccola parentesi sulla
tanto discussa autopsia del controverso caso “Santilli Footage”,
qui Bolognesi esprime una teoria sullo svolgimento dei fatti;
interessante è l’opinione che, il secondo filmato non sia stato
divulgato in un primo tempo in quanto potesse contenere informazioni
che ci avrebbero permesso di capire qualche cosa in più rispetto
“all’essere” sezionato nell’autopsia del primo video......
opinione abbastanza comune tra gli “addetti ai
lavori”.......quelli seri....
Frutto di una manipolazione
genetica?... oppure......
Alla domanda sulle ricerche
clipeologiche “apparentemente” abbandonate in questa sua opera
prima, l’autore, appassionato storico, -materia che lo ha
accompagnato tra l’altro per diversi anni delle sue ricerche e nei
suoi studi-, risponde che svilupperà in un prossimo futuro un
approfondimento in tal senso in un secondo lavoro con un percorso a
ritroso al fine di trovare possibili congiunzioni/correlazioni per
una completa e pulita visione della fenomenologia, rivisitando
oltretutto l’ormai screditata teoria di Darwin; non è un segreto
che linee evolutive differenti riportano in superficie dubbi e
domande legittime.
La disinformazione è alla
base della non-informazione, conclude Bolognesi, che sostiene questa
categoria di ricercatori che lotta ogni giorno con la cattiva
informazione e la superficialità di alcuni che cercano, inutilmente
di screditare la corretta divulgazione al fine di ottenere una
chiarezza mediatica senza pressioni psico-sociali.
....”nella
vita come in tram, quando ti siedi è il capolinea”....
“Paranormal
UFO”, 25 novembre 2006, Voghera, PV, organizzato dal Gruppo HWH22
Relatori
in ordine di apparizione: Dr. Carlo Sabadin (membro Gruppo Camelot e
Sentinel Italia, collaboratore HWH22), Rocchi Valentino
(collaboratore CUN e CROP), Franco Almacolle (ricercatore
indipendente, membro Gruppo Camelot e HWH22) e Ivan Diceglia (membro
HWH22 e Gruppo Camelot)
Report
a cura di Sabrina Biganzoli, bigsab@dido.net
(Membro Gruppo Camelot
e Sentinel Italia)
Si è svolta sabato 25
u.s., presso il Centro Congressi della piscina comunale R. Dagradi a
Voghera, una conferenza divulgativa a cura del gruppo di ricerca
HWH22; un clima sobrio, un pubblico interessato e tematiche degne di
nota, hanno contraddistinto un pomeriggio qualunque che altrimenti
sarebbe passato inosservato, come del resto una buona parte delle
-piccole e presunte- ricerche a tema ufologico che -purtroppo-
imperversano via web ma giunte ora più che mai al capolinea....

Tiziano Vidali, membro
HWH22 (e Gruppo Camelot), ha moderato l’evento con semplicità
-utilizzando presentazioni originali e accattivati preparate dal
collega Franco Bertelegni- e, allo stesso tempo, con la
professionalità che contraddistingue i Gruppi di ricerca, quelli
seri....
Promuovere una ricerca
sana, positiva e soprattutto rapportata alle nuove tecnologie
contraddistingue chi, con serietà e duro lavoro affronta sul campo,
giorno per giorno e con consapevolezza questo impegno ufologico in
modo fortemente critico e analitico, annuncia a voce ferma il primo
relatore, il Dr. Carlo Sabadin, che attraverso la sua relazione
“Ufologia e Media”, affronta il rapporto tra comunicazione e
divulgazione della tematica -anche!- attraverso le riviste del
settore.
Piccola e doverosa
parentesi del Dr. Sabadin: questa conferenza verrà registrata
interamente su Camelot Chronicast, il primo Podcast ufologico
italiano a cura di Paolo Sartorio (web designer e creatore di
Camelot Chronicast) ed Eugenio Ballini (membro Gruppo Camelot,
European UFO Survey e Ass. Sentinel Italia) dove, chi non ha potuto
intervenire alla manifestazione de visu, potrà scaricare,
attraverso il servizio ufficiale iTunes della Apple, tutti gli
interventi dei relatori in file MP3; attraverso la rivista on-line
Camelot Chronicles (www.camelotchronicles.com) è possibile ottenere
una esaustiva spiegazione sul come accedere a questo servizio.
Prosegue l’intervento,
Sabadin, analizzando in chiave critica la situazione attuale, con un
percorso a ritroso nel tempo, constatando una comunicazione poco
chiara e circoscrivendo altresì un -non- aumento della percezione
del fenomeno, dovuto soprattutto ad una effettiva difficoltà di
trasmettere/comunicare nel rapporto testimone-giornalista; queste
due figure, fin dal passato, hanno sempre poco interagito, la
terminologia degli “addetti ai lavori” risultava -e risulta- a
tutt’oggi un vero e proprio prontuario sulla disinformazione
ovvero la -NON- corretta informazione; una contro-informazione atta
ad enfatizzare/destabilizzare le masse promossa da “veri
barboni” dell’ufologia (!), che senza arte ne parte propagano
svariate pseudoverità e, soprattutto, (dis)-informazione via web in
modo stomachevole (molto divertenti alcune slide mostrate dal
ricercatore che.... avevano come oggetto proprio Sabadin!) e senza
neanche preoccuparsi del loro problema più importante.... una
“certa” instabilità psicologica che li sta gradualmente
devastando!
Denuncia un inquietante
percorso operato dalle riviste del settore e non dove, soprattutto
in Italia, l’informazione -vera- viene trasformata e controllata.
Se guardiamo la situazione
dei media a livello globale, USA, Europa e resto del mondo
affrontano -in taluni casi- le tematiche con una certa apertura;
alcuni esempi li ritroviamo nel Rapporto Cometa, tradotto e
divulgato in migliaia di copie in Cina; in Francia esistono
strutture pubbliche per studiare il fenomeno, ma allo stesso tempo
l’opinione pubblica e l’elite intellettuale trattano certe
argomentazioni come storielle di puro interesse folkloristico.
Esiste un’eresia intellettuale con una
informazione-disinformazione talmente ampliata dove nessuno è
veramente escluso. E, il Dr. Sabadin, riporta, per par-condicio,
alcuni precisi esempi (documentandoli) dove molti addetti ai lavori
hanno le loro precise responsabilità: da Baiata, Harris e Pinotti
fino all’”opinionista” Malanga.
In Italia la situazione è
decisamente discutibile; riviste di settore promuovono nuove forme
di contattismo e personalissimi protocolli di presunte associazioni
tra terrestri ed Alieni, se così le vogliamo chiamare, quasi
scordandosi che il vero ed oscuro argomento UFO è molto più
complesso e molto meno fantastico (e.... magari ancora più
affascinante). E ancora, personalissime opinioni tanto sbandierate
di -taluni ricercatori!- proporrebbero la risoluzione del problema
seduta stante. Stiamo assistendo quindi ad una vera e propria
manipolazione dove la percezione del fenomeno risulta profondamente
alterata.... chiara è la percezione di una strategia di
ridicolizzazione del fenomeno atto a diminuire l’interesse del
pubblico dove l’utilizzo di casse di risonanza ( TV, Radio, Cinema
etc. ) contribuisce a far uscire solo determinate cose non
escludendo altresì un’implicazione di agenti della sicurezza
nazionale ed un controllo consapevole -o- inconsapevole della stampa
nonché degli stessi giornalisti.
Una destabilizzazione
generale dunque, dove le reali ricerche e le vere informazioni,
quelle “solide” ovvero i lavori -davvero!- degni di nota, dalle
ricerche della D.ssa Giulia D’Ambrosio ai contribuiti fondamentali
dell’astrofisico Massimo Teodorani, vengono sempre pubblicati (sui
media di settore) in ritardo e con il “contagocce”, quando
pubblicati.....; tutti grandi lavori scientifici che nessuno si
prende la briga di analizzare e divulgare; d’altro canto le
informazioni-disinformazioni “bufale” vengono sempre amplificate
e costruite ad arte per spostare l’attenzione dell’opinione
pubblica.
Un esempio di
informazione-disinformazione lo ritroviamo anche nel filmato
rilasciato dall’Aeronautica messicana sul fenomeno luminoso tanto
discusso; in effetti il video presenta dei tagli e non mostra
particolari eclatanti.... pagine e pagine con il risultato di un
assoluto “0” -zero!-
E l’idiozia ufologica non
risparmia esilaranti iniziative, senza nessun valore giuridico come
- “il giuramento dell’ufologo” & “l’ordine nazionale
degli ufologi” -...., accordi che basta leggerli per capirne
l’assoluta illogicità.
Doveroso da parte del Dr.
Sabadin, persona a conoscenza dei fatti, un accenno all’iter del
caso di Zavattarello - investigato dal gruppo di ricerca HWH22,
tanto sbandierato sulle reti Mediaset da Striscia la Notizia per
creare solo del puro sensazionalismo senza attendibilità, caso poi
ripreso successivamente da uno splendido Magalli nella sua
trasmissione sulle reti Rai ridimensionando la -storia storpiata- da
Striscia..... una sola ed unica verità -as usual- ne è scaturita,
ovvero grande visibilità, -zero!- informazione, -zero!-
sostanza....
Da tutto questo è bene
ricordare -solo ed unicamente- l’attenta analisi “sul campo”
da parte del Gruppo di ricerca HWH22 che professionalmente, giorno
per giorno si adopera per nuovi indirizzi di indagine e non solo.
D’altro canto tutti i ricercatori di Gruppo Camelot, Sentinel
Italia e associati si muovono costantemente solo sulle basi della
ricerca scientifica e sull’attendibilità delle testimonianze.
Esempio concreto lo si può
ritrovare nel recente Convegno Ufologico svoltosi a Rimini lo scorso
aprile ( report disponibile c/o www.sentinelitalia.org), dove un
team di scienziati e ricercatori hanno relazionato su basi
scientifiche e dimostrabili; un grande successo senza precedenti con
importanti resoconti su testate nazionali, ....e nessun accenno
dell’evento sulle -riviste- e media specializzati del settore
.....veramente paradossale e -peggio per loro!-, diremmo noi.....
Troppa spazzatura, troppe
sciocchezze finalizzate a neutralizzare chi, con costanza ed
impegno, indipendentemente dall’appartenenza ufologica, porta
elementi utili di studio sul fenomeno. Per cause di
destabilizzazione che ben conosciamo, l’informazione solida viene
molto spesso accantonata ed una disinformazione sistematica di
-“disturbo” o “fideistica”- viene ampliata e sbandierata
come verità assoluta. E forse a rivoluzionare davvero il desolante
panorama sarà proprio il BarCamp Camelot che, Sabadin, presenta a
fine relazione....
È
la volta di Valentino Rocchi, ricercatore con appartenenza ai gruppi
di ricerca C R O P e C U N, illustra con una sua personalissima
-magari non condivisibile da molti- ma ben schematizzata analisi,
una ricostruzione ed una approfondita ricerca riguardante le tanto
discusse teorie sulla possibilità di viaggiare nello spazio-tempo
attraverso tecnologia superiore.
L’umanità si è spesso
chiesta se tutto questo è possibile, certo è che nessuno di noi ha
la prova certa di una qualsiasi di queste -particolari- esperienze;
menti di singolare importanza -Nostradamus, Madame Bouvarie....-,
predicono e raccontano di eventi catastrofici; a posteriori, in una
chiave di lettura moderna nessuna certezza rende ipotizzabili certi
cataclismi.
Certo è che diverse teorie
vengono spesso sbandierate e messe costantemente in discussione,
come il caso delle presunte verità dichiarate dal viaggiatore nel
tempo che, secondo la narrazione di Rocchi e -soprattutto secondo le
dichiarazioni dello stesso-, sostiene di essere “arrivato” dal
futuro..... ebbene sì, parliamo di John Titor, potrebbe essere un
buffone secondo alcuni questa è un’ipotesi da non sottovalutare,
anche secondo il relatore che all’inizio interagiva scetticamente
versus “tal predicatore”; .....d’altro canto però ha
sollevato in alcuni soggetti dubbi e domande legittime attraverso i
suoi racconti/premonizioni tanto da “intavolare” vere e proprie
-mini-conferenze su forum di discussione aperti a commenti, domande
dagli utenti, risposte, etc....
Documentato lo è davvero,
dalle destabilizzazioni sociali fino ad arrivare alla
“probabile” -e non solo dichiarata da lui-, divergenza tra
universo di origine a quello attuale.... e ancora, viaggi in
universi paralleli, sottolineando una presenza di un
“multi-Universo” dove le -nostre, (di noi terrestri)- azioni
contribuiscono ad alimentare questa multifunzionalità
-parallela-....
Accenni storici al tanto
discusso apparecchio detto “Cronovisore” evidenziano una
correlazione -perché no!- a questo proposito, dove lo stato
gravitazionale attuale potrebbe essere messo in discussione,
argomento a mio avviso che deve essere elaborato e visto in chiave
più approfondita e molto più scientifica che, in questa sede, il
relatore per motivi di spazio-tempo non ha avuto la possibilità di
approfondire;...... certo questo è scaturito dalle mie conclusioni
personali attraverso questa -sua personale- conferenza, ma il
sentore generale è che ricerca e studio scientifico mancano
sicuramente a determinati personaggi che attraverso web, predicano e
sostengono teorie senza alcuno straccio di prova
materiale/oggettiva.
Esiste sicuramente una
fonte di “energia superiore” che non esclude, materialmente e
spiritualmente una possibilità di -viaggiare nel tempo-, ma
precisamente come, da dove o verso dove non ci è dato ancora
sapere... almeno a livello scientifico-razionale..... E conclude con
una più che mai personalissima “opinione” riguardante una
possibile correlazione tra la ormai tanto chiacchierata
“retro-ingegneria” e le “tecnologie sperimentali terrestri”,
dove tutte le ipotesi di lavoro, ad oggi, sono aperte, e soprattutto
una mancanza di prove incontrovertibili regna sovrana a dispetto di
tante pseudo-verità e/o soluzioni che ci propinano nelle più
svariate salse poco e malamente condite.
Franco Almacolle (membro
HWH22 e Gruppo Camelot) è il ricercatore che segue, e che dire, se
non che il lavoro di ricerca di Franco sul misterioso ed inquietante
argomento “Chupacabras” è ad oggi, in Italia, il più
documentato ed esaustivo proposto all’opinione pubblica....
ragazzo serio, intraprendente e determinato fino al punto di avere
sviluppato, in sede editoriale un lavoro su questo scottante
argomento ( vendita del libro “Predatori di Sangue” anche
attraverso Ass. Sentinel Italia - per informazioni www.sentinelitalia.org).
L’argomento delle
mutilazioni animali e di queste misteriose entità che accompagnano
sempre questo macabro - percorso- è sempre più di attualità per
gli addetti ai lavori; un’ampia panoramica sulle diverse teorie di
approccio al fenomeno vengono trattate dal relatore in modo
razionale senza escludere nulla a priori.

Il relatore in questa sede
va oltre ed esprime una sua personale convinzione/ipotesi basata
sull’interdimensionalità che accompagnerebbe queste presenze.
Estremamente documentato
come dovrebbe essere sempre, in ogni conferenza qualsiasi relatore -
dove spesso non è così....-, mostra una panoramica fotografica e
relaziona in modo coinvolgente su diversi casi, dal territorio
argentino fino ad arrivare al sud America dove troviamo aggressioni
e mutilazioni che avvengono con modalità differenti....incisioni e
tagli circoncisi, realizzati con precisione caratterizzano questi
attacchi, spesso fonti acquifere vengono prelevate in quantità
abnorme senza lasciare alcuna traccia sulle modalità d’asporto.
Inoltre, anche i più comuni predatori non si avvicinano alle
carcasse degli animali aggrediti in queste “circostanze” poco
chiare, anzi -inquietanti!-, dove anche l’assenza della normale
putrefazione del cadavere di queste bestie lascia molto
perplessi....
Ricerche ufficiali
dell’ente cileno che si occupa di questo fenomeno mostrano e
propagandano fotografie controverse di presunte presenze; questo a
sottolineare che proprio di acqua fresca non stiamo parlando....
saremmo in presenza di una particolare ed impercettibile sottile
energia che vibra a frequenze che noi non percepiamo?... forse....
Ciò che con i nostri
comuni sensi non riconosciamo e quindi fuori dai nostri canoni,
altera sicuramente il nostro grado di percezione razionale e di
conseguenza si propone come qualcosa di anomalo/differente e perciò
viene letto in chiave mistica-irrazionale, nella maggior parte dei
casi.
Un’altra delle teorie
avanzate a proposito di questo particolare fenomeno è l’ipotesi
di operazioni condotte da entità extra-terrestri avvalorata altresì
da presenze diffuse di luci anomale che caratterizzano ed
accompagnano le macabre aggressioni/mutilazioni varie.
Non poteva mancare inoltre,
una -teoria ufficiale- mediatica che “sentenzia” ed attribuisce
a -tali casi- una presenza di “roditori aggressivi” sul
territorio, ..e qui torniamo alla informazione/disinformazione
programmata atta a destabilizzare le masse, denunciata dal Dr. Carlo
Sabadin nel suo intervento iniziale....
Almacolle, in finale, si
propone ed approccia un fenomeno nuovo, oppure più recente, se
vogliamo.... trattasi di misteriose figure volanti che sfrecciano
invisibili all’occhio umano, entità particolari con forme
inconsuete definite con l’acronimo di “sky-fish o solar-entity”.
Anche gli ORBS sono oggetto
di discussione nella relazione di Franco che, analizza e spiega di
questi “nostri” amici invisibili o piccole creature spirituali
per alcuni, che hanno accesso a particolari attività sensoriali,
non è da escludere che in probabili ma -non- definite dimensioni
parallele alla nostra, siano portatori di messaggi telepatici dove,
con frequenze differenti non percettibili operano indisturbati.
Le energie disperse a
favore di questa particolare ricerca ed indagine affrontate in
questo percorso tutto in salita sono state veramente forti e
dispendiose, un aumento delle emozioni vibrazionali hanno
caratterizzato il nostro ricercatore ad una sempre più profonda
voglia di studiare e ricercare nuovi dati atti ad un’evoluzione ed
un ampliamento a 360° riguardante questo misterioso e discutibile
argomento.
L’ultimo ricercatore in
ordine alfabetico è Ivan Diceglia di HWH22 (membro Gruppo Camelot),
che attraverso una ricerca personale con “mezzi propri” -non
scientifica ma essenzialmente divulgativa- attraversa un controverso
e particolare argomento di studio: le esperienze extra-corporee,
O.O.B.E. (Out Of Body Experience), suddivise in volontarie oppure
involontarie.
Una ricerca attraverso
scritti e testimonianze, partendo dall’estremo Oriente, portano il
ricercatore ad avvicinarsi al fenomeno basandosi esclusivamente su
testimonianze di persone che affermano e -sostengono- di avere
vissuto questo particolare tipo di esperienza.
Ci porta a conoscenza di un
vero e proprio manuale, attraverso attente istruzioni, dove è
possibile, secondo queste testimonianze, attuare una procedura di
trasposizione del corpo, la scissione effettiva del corpo etereo da
quello astrale. Diversi sono i metodi accreditati, ma d’altro
canto nessuno di questi è semplice da eseguire, sostiene Ivan
attraverso le sue fonti di ricerca personale; la cosa importante è
crederci per riuscire ad ottenere qualcosa di concreto.
Diceglia evidenzia che,
anche nello scenario collettivo, avvenimenti anomali e di pre-morte
seguiti da esperienze di trasposizione corporee non sono casi
isolati, nei quali all’inizio ci si muove con difficoltà, ma che
con “l’esperienza”, dentro questa -particolare- situazione,
gli ostacoli materiali diventano sempre meno “ingombranti”
rimanendo nella convinzione di essere eterei, mantenendo una
percezione spaziale-corporea ed il controllo delle sequenze logiche,
comunque.
Viaggi astrali, attraverso
queste esperienze/ testimonianze che denotano una concezione del
mondo totalmente diversa da quello viene effettivamente percepito in
una vita mortale.
La ricerca continua e non
finisce certo qui, il cercare nuovi stimoli e nuovi punti di
riferimento creano un ricercatore etico e professionalmente
preparato, in grado di controbattere ed affossare le
pseudo-mirabolanti ricerche che, senza base alcuna portano taluni
individui a raccontare spesso idiozie e cose poco veritiere, spesso
senza rendersene conto -anzi!- è più logico affermare che se ne
rendono conto, sono recidivi e risultano agli occhi di tutti,
piccole, piccole persone.
....”
La disinformazione è il primo potere politico”..... K. Marx
“1°
BarCamp Ufologico Mondiale”, 25 gennaio 2007, Milano presso “La
Sacrestia”, organizzato dal Gruppo Camelot e dalle diverse
associazioni collegate
Relatori
vari.
Report
a cura di Sabrina Biganzoli, bigsab@dido.net
(Membro Gruppo Camelot
e Sentinel Italia)
Cosa
dire e che bilancio fare di quest'anno appena passato?
Sicuramente
il Gruppo Camelot, Sentinel Italia, HWH22, Libero Arbitrio e gli
altri Gruppi di ricerca affiliati, hanno aperto molte porte e molte
altre sono in attesa di essere spalancate a favore di una
divulgazione seria e corretta sotto tutti i punti di vista.
L'entusiasmo
e le motivazioni quindi, in apertura di questo nuovo anno sono più
forti che mai, supportate inoltre da questo intraprendente e
stimolante nuovo approccio verso un a scienza ed una ricerca che per
molti, non avrebbe motivo di esistere, -anzi!- sempre più
boicottata.. MA per fortuna e per completezza della informazione
-non fine a se stessa-, esistono Gruppi che scendono in trincea e si
adoperano con le loro risorse mentali, economiche e -soprattutto!-
umane, in un ambiente spesso ostile e subdolo -purtroppo!- e
promuovono una distribuzione delle informazioni in modo brillante ed
esaustivo con gli strumenti che la tecnologia avanzata mette a
disposizione al giorno d'oggi.
La professionalità delle
nostre scelte e metodologie di lavoro affianca quindi una sempre
maggior determinazione e voglia di migliorarsi-sempre e comunque!-,
conseguentemente ci ha portato al parto di questa splendida serata,
ovvero la realizzazione di questo incontro con l'obbiettivo unico di
una collaborazione ed un "interscambio" delle differenti
ed innumerevoli teorie sul questo misterioso argomento -ed allo
stesso tempo affascinante-che è... la fenomenologia ufologica;
attraverso una conferenza -non- conferenza, degna di istituti di
ricerca oltre-oceano, dove, Gruppi di Ricerca, ricercatori
indipendenti e semplici appassionati hanno convissuto, confrontato
ed elaborato un nuovo modo di affrontare la multidisciplinarierà....

La serata ha inizio in un
clima sobrio e professionale, i partecipanti si accomodano ai loro
slot di appartenenza, secondo l'argomento trattato; il livello delle
argomentazioni è forte... un dribbling ponderato e non lasciato al
caso che spazia dal mistero dei crop-circles ad una
"architrave" generale attraverso chiavi di lettura
scientifiche ed esoteriche.
Inoltre... grande successo
anche per lo slot che ha trattato il controverso ed inquietante
argomento dei "rapimenti alieni" (Abduction) con annessi e
connessi dove, le esperienze personali raccontate dai partecipanti,
attraverso la mediazione dei nostri rappresentanti, denotano che la
strada da percorrere è tortuosa e -davvero- in salita ma che la
determinazione dei ricercatori -eticamente seri- non demorde davanti
agli ostacoli che si sovrappongono durante il cammino per la ricerca
della verità.

Slot che non passa
inosservato, come gli altri del resto, è il dibattito inerente
all'approccio scientifico-strumentale versus il tema ufologico, il
rapporto tra i media e questa fenomenologia con la certezza che,
molto spesso Associazioni e Gruppi -poco onesti-, riescono ad
insabbiare notizie davvero importanti travisando e
"storpiando" per puro sensazionalismo... al fine di
depistare tutto e tutti e facendo emergere solo palesi incongruenze
e false verità atte a destabilizzare tutto il meccanismo
politico/sociologico che ci circonda, ..ovviamente spesso di
proposito....
L'ultimo slot in ordine di
descrizione attraversa il percorso fotografico nel suo insieme,
dallo studio allo sviluppo della anomalia e al conseguente percorso
computerizzato, attraverso analisi grafiche e filtraggi per una
attenta ricostruzione delle prove; inoltre non sono mancati momenti
di confronto su teorie diverse di probabili verità rispetto al
fenomeno ...sono stati ampiamente descritti e discussi i casi
storici come gli x-files fascisti con il sentore che molti libri e
molte storie poco "serie" siano state elaborate a
riguardo....
Una "particolare"
e stimolante serata dunque, con tanti spunti di riflessione e tanta
voglia di certezze che, noi non abbiamo la presunzione di avere ma
-certo è!- che stiamo provando a far emergere.... Tutto quello che
fin ora è stato deliberatamente nascosto e -trasformato ad arte-,
facendo apparire solamente un'immagine distorta di ciò che è
veramente accaduto.
E' determinante far sentire
la nostra voce, anche con questo sistema di multimedialità dove, lo
sdegno per certe situazioni conferma sempre più la volontà di fare
"un'opposizione costruttiva" nei confronti di certe
"pseudo-scelte"... per nulla deontologiche e profondamente
penalizzanti nei confronti di chi, con devozione, cerca di costruire
e non di distruggere.
Un dialogo profondo tra le
parti -interessate!- al confronto è senza dubbio la strada giusta
per vincere insieme, per rafforzare il proprio ruolo e le proprie
responsabilità e favorire una condivisione attiva di ricerca,
domande dubbi e -perchenò- risposte del prodotto ufologico,
insabbiando sempre più la -non- qualità e la -non- comunicazione
per un cambiamento certo e rivoluzionario.
Il BARCAMP organizzato da
Gruppo Camelot e Gruppi di ricerca associati rappresentano il
cambiamento, l'approccio indispensabile per gli obbiettivi di una
"buona professionalità", la capacità di competere in un
sistema sempre più ostacolato dalle multinazionali, dal potere
politico e da molto altro..

La qualità del nostro
lavoro è il biglietto da visita che ci porta nel grande sistema nel
quale dobbiamo essere sempre in prima linea rispetto a chi cerca,
-inutilmente!- lo screzio e si fa "ambasciatore" di
attacchi/insulti gratuiti....
BARCAMP, il primo di una
lunga serie dunque, che segnerà il cambiamento -v e r o!-. Un
grazie a tutti i partecipanti, ricercatori e semplici appassionati
che con la loro presenza, giovedì sera, hanno contribuito ad
avvalorare una nuova collaborazione ed una disponibilità al dialogo
ed al confronto.
"
La Sicurezza, come l'arte, non deriva dal possedere tutte le
risposte: nasce dall'essere aperti a tutte le domande". E.G.
Stevens
Convegno
“Rapimenti Alieni”, 17 febbraio 2007, Milano, organizzata da
Sviluppocultura, Animanews e Area51
Relatori vari
Report
a cura di Carlo Sabadin, sabinsky@tiscali.it
(Membro Sentinel
Italia, Gruppo Hwh22 e Gruppo Camelot)
“Abbiate
il coraggio di fare la cosa giusta, persino se significa una guerra
civile.... e allora che venga e facciamo che possa forse finalmente
essere l’ultima battaglia della rivoluzione americana”
John
Quincy Adams AMISTAD Speech (dal film “Amistad” di Spielberg)
La percezione, soprattutto
nel tardo pomeriggio è davvero notevole. Un pubblico attentissimo
che occupa buona parte delle sedie a disposizione. Voci di corridoio
parlano di un centinaio di biglietti venduti e di duecento persone
presenti ma -oggettivamente- ne vedo molti, molti di più.. In
particolare, nel pieno pomeriggio, una cinquantina di spettatori
arriva, senza badge, e si sistema sulle gradinate più alte...
Questa è l’immagine visiva più nitida di questa lunga giornata
presso l’istituto Onnicomprensivo di via Natta a Milano dove
l’associazione Sviluppocultura , Animanews e la rivista Area 51
hanno organizzato la manifestazione. Un’ottima campagna
pubblicitaria, utilizzando due “vere” istituzioni milanesi nel
settore, unitamente ad una lunga assenza, nella capitale lombarda,
di manifestazioni monotematiche di questo tipo possono, quindi,
essere i giusti ingredienti per il successo di una manifestazione.
Inizia la kermesse Lavinia
Pallotta (Area51) con una disamina ad ampio raggio dello scomodo
argomento “abduction”. In particolare, la Pallotta presenta la
manifestazione come un “convegno razionale dove sono presenti
molteplici punti di vista”. Il pericolo evidente -afferma la
ricercatrice- è la ridicolizzazione del fenomeno che si può vedere
in esempi specifici come il caso Zanfretta. Decisamente più
apprezzabile -per chi scrive- il riferimento ad un importante
convegno, avvenuto nel lontano 1992, presso il prestigioso MIT di
Boston (ma senza il patrocinio di questa famosissima Università):
“Alien discussions”. L’evento segnò- in un certo senso- la
spinta, per alcuni ambienti accademici ma non solo, verso un
approfondimento di queste tematiche e mostrò, in particolare, un
approccio multiculturale meritevole di speciale attenzione. La
relatrice (che dimostra, in questo caso, un buon background - e
quindi un’ottima scuola ufologica nel suo passato- relativamente
al controllo delle fonti) sottolinea la presenza di “elementi
comuni” in culture differenti con esempi davvero solidi. Più
impreciso, invece, il riferimento ad un’Europa “ufologica”
divisa per metodologie ed approccio proprio quando, nel vecchio
continente, codici etici e nuove forme di cooperazione sembrano
allargarsi in maniera transnazionale. Apprezzabile, poi,
l’excursus nel mondo della ricerca ufologica cinese dove
rinveniamo una casistica similare a quella occidentale (fino a
comprendere casi di esogamia) ed una grande disponibilità
governativa a promuovere e finanziare ricerche in tal senso. La
parte finale è dedicata ad una strenua difesa della ricerca “made
in Italy” o, forse, di un certo tipo di ricerca nazionale.
Un breve intervento di
Maurizio Baiata (direttore editoriale di Area51), ricorda le
motivazioni che non hanno permesso a Philip Mantle di essere
presente alla manifestazione. L’applauso del pubblico per una
pronta guarigione (a cui mi associo totalmente) rappresenta, in un
certo senso, il rammarico di non avere potuto seguire un intervento
che in moltissimi attendevano. La razionalità del ricercatore
britannico avrebbe senz’altro fornito molti spunti utili e
costruttivi. Peccato. Ancora auguri Philip!
Antonello Lupino (CUI) si
inserisce con un intervento apparentemente disorganico ma vuole
sottolineare una sua certa predisposizione per l’ipotesi delle
“collusioni militari” nel fenomeno. Dopo aver abbandonato due
anni fa le ricerche in questo settore, le ha riprese da pochissimo e
ci illustra una parte della casistica in suo possesso. Abbiamo,
quindi, un primo attacco (perché non sarà l’ultimo nel corso
della giornata) alla psichiatria e la citazione di una tecnica di
“regressione cosciente” che, il relatore, utilizzerebbe in buona
parte delle sue indagini. Immagini di cicatrici definite “anomale
ed inspiegate”, affermazioni categoriche che “tutti i rapiti
vivrebbero esperienze extracorporee”, individuazione di un
“triangolo ferrarese” dove si concentrerebbero la maggior parte
dei casi indagati, casi specifici (Tania) dove la testimone sarebbe
stata -letteralmente- “rovinata dai medici”, spezzoni di
programmi televisivi. Decisamente più interessante la seconda
parte, con un ampia (e molto interessante) carrellata di immagini e
riferimenti alle tecniche di controllo mentale. Da Pat Delgado,
all’MK-Ultra, a casi meno noti. L’ipotesi terrestre sembra
quindi essere predominante anche se non esaustiva. Infine,
l’ennesima citazione di Mack (tutti i relatori lo faranno) con la
messa in onda di un inserto tratto dal “mitico” programma
“Misteri” della Foschini.
Baiata conclude la
mattinata con il racconto -per sommi capi- di alcune esperienze
personali e di una particolare esperienza/contatto interrotto
utilizzando “una risposta non razionale” che sarebbe più facile
per coloro che hanno praticato arti marziali. Apprezzabile un
inserto -con traduzione simultanea dello stesso Baiata- relativo al
pensiero di Jacobs sulle “ibridazioni”.
Nel pomeriggio il vero
momento clou della giornata: l’intervento di Corrado Malanga
(Stargate Toscana). La partenza è classica: gli alieni esistono e
la “vecchia” ufologia ancora intenta a cercare di spiegare cosa
sono le “luci nel cielo” è ormai superata e vetusta. Viene,
quindi, riproposta cronologicamente, l’evoluzione delle tecniche
utilizzate. Ipnosi regressiva, programmazione neurolinguistica,
ricalco orale e delle ancore, ecc. Tutti i rapiti (esattamente come
affermato da Lupino) avrebbero esperienze extracorporee e il TAV
(Test AutoValutativo) predisposto avrebbe un margine di errore del
2% (un successo strepitoso se paragonato a qualsiasi test
professionale che ricomprende ben più di una cinquantina di
domande). Ufologi di stato e “certi” centri ufologici farebbero
pura e semplice disinformazione.
Baiata svolge un breve
intervento, raccontando un episodio relativo ad un incontro in treno
con alcuni psichiatri/psicologi in procinto di partire per un
convegno a Praga sulle “guarigioni psichiche”. Si sarebbe
manifestato un interesse per queste tematiche anche se nascosto....
Malanga riprende
l’illustrazione delle tecniche utilizzate per il recupero dei
ricordi dove l’inconscio diventa l’elemento cardine insieme alla
PNL. Quindi il “solito” (all’interno di questo convegno)
attacco alla psichiatria/psicologia e l’individuazione del
“parametro cromatico” come mezzo per distinguere l’ipnosi dal
sogno. Infine alcuni elementi relativi alle memorie “aliene”,
alla reincarnazione e alla visione “malanghiana” della fisica e
all’affermazione finale che, ormai, il 35% degli addotti
-utilizzando le tecniche proposte- avrebbe risolto i propri
problemi. A sostegno di queste conclusioni (utilizzando una
comunicazione davvero coinvolgente) non abbiamo pubblicazioni
scientifiche “in questo specifico settore di ricerca” ma -dice
il ricercatore di Pisa- l’aver pubblicato sul Chemical Society
inglese ben 50 pubblicazioni.. dimostrerebbe che non è uno stupido.
Alcune considerazioni
Una doverosa premessa. Se
non siete venuti avete commesso un grave errore. Intanto è sempre
preferibile “ascoltare” dal vivo (visto ciò che succede sul web
in questo periodo) le “altrui” posizioni, anche quelle “più
lontane” e stridenti con le proprie. Secondariamente - ma forse
sarebbe preferibile dire: prioritariamente!- raramente si ha la
possibilità di assistere ad una kermesse dove la linea
“editoriale” è chiarissima fin dalle prime battute.
Un’importante occasione “persa” quindi, non tanto per le novità
e i dati (concetto alquanto “relativo” come vedremo più avanti)
prodotti che, in larghissima parte, erano già noti agli addetti ai
lavori e a tutti gli appassionati maggiormente scafati (come noti
erano i filmati mostrati per gli utilizzatori di Youtube e simili).
L’opportunità “sfumata” riguarda la possibilità di vedere,
in modo così completo, lo “stato dell’arte” dell’alienologia
italiana. Mi spiego meglio. Gli “alienologi”, termine ben
divulgato dal collega ed amico Paolo Bolognesi, hanno alcune
certezze diamantine che ben li distinguono dagli “ufologi”
notoriamente troppo impegnati a studiare le luci nel cielo. Secondo
alcuni non sarebbero neppure troppo intelligenti e, comunque,
l’ufologia “classica/scientifica/ strumentale” che
caratterizzerebbe il loro approccio metodologico sarebbe “roba
vecchia” e sostanzialmente non più utile. Sorvoliamo
sull’erroneo uso terminologico di “classico”,
“scientifico” e “strumentale”. E sorvoliamo pure sul fatto
che non esiste un alienologo (compresi i relatori di Milano) che non
sia stato -prima!- un ufologo. Ma diventa davvero difficile non
prestare attenzione ad un fatto assolutamente decisivo. Anzi due
fatti. In tutta la manifestazione, i diversi relatori, hanno
ampiamente citato, a più riprese, il compianto ricercatore John
Mack. Con modalità e finalità diverse. Peccato che nessuno di loro
abbia illustrato il metodo e le procedure utilizzate -veramente- da
Mack. In quest’ottica, diventa assolutamente rilevante un’altra
considerazione consequenziale. Gli strumenti utilizzati, dai vari
ricercatori, per raccogliere i “dati” presentati sono solo
sfiorati nelle rispettive relazioni. Lupino parla continuamente di
una tecnica di “regressione cosciente” senza mai spiegarci che
sta utilizzando il cosiddetto “auditing” in uso alla
neo-religione “Scientology”. Malanga parla di varie tecniche di
PNL senza ricordarci che, fin dal 1995, il Counselling Psychology
Review ha affrontato svariate tecniche (con particolare riferimento
ai movimenti oculari al fine di ottenere informazioni sui predicati
verbali o scritti di un soggetto) per concludere negativamente circa
la sua efficacia. Superfluo citare -anche in questa sede- come le più
importanti istituzioni mondiali per la ricerca hanno, poi, avversato
l’utilizzazione dell’ipnosi come mezzo adeguato per la
ricostruzione delle memorie sopite. Ed infatti, non solo moltissime
associazioni europee hanno escluso, nei loro codici etici, tale
utilizzo ma lo stesso Malanga sembra ormai avviato verso un suo
definitivo superamento. Ciò che caratterizza, quindi, l’alienologia
attuale è il superamento dello “strumento” utilizzato che
viene, quindi, considerato come un “quid” scontato e che non
merita ulteriori approfondimenti. Analogamente, quando vengono
richiesti dati -nel senso scientifico del termini.... o per essere
più chiari: dati simili a quelli utilizzati da Malanga nelle
“sue” 50 pubblicazioni su Chemical Society- l’escamotage per
“uscire” consiste nella nota affermazione di una nota
“incapacità” del mondo scientifico/accademico ad accettare tali
mirabolanti “(nuove) scoperte”. Il risultato finale di questa
impostazione ha però effetti assolutamente illuminanti: mi è -ora-
chiarissima l’avversione di molti alienologi per il termine
“strumentale”! Gli approcci diversi e differenti tra
“ufologi” (qualunque sia la loro corrente interpretativa) e gli
alienologi diventano dicotomici. Interessante anche l’estrema
duttilità del modus operandi degli alienologi. In tutta la
manifestazione, il termine, tanto in voga in questi ultimi tempi,
“esopolitica” sembra eclissato.... quasi “addotto”! Ma
altrettanto interessante l’affermazione che i risultati (dati)
ottenuti con mezzi diversi (auditing e PNL) sarebbero identici.
Corretto, quindi, il concetto espresso, all’inizio della relazione
della Pallotta, circa un convegno razionale dove sarebbero mostrati
diversi punti di vista (metodi diversi) ma, la conclusione finale
vede, però, una sostanziale identità di vedute. Logicamente
relativamente all’approccio “alienologo”... In tal senso, vale
la pena ricordare un intervento di Baiata, nella parte finale del
convegno, dove, dopo aver mostrato alcuni filmati noti (Merida) e
altri recentissimi del giornalista televisivo messicano Maussan,
legge alcune note/dichiarazioni di principio contenute nello
Speciale di Hera, dedicato ai “rapimenti”, uscito la scorsa
estate. Dice Baiata -rivolgendosi a tutti gli ufologi- che, per
poter procedere “insieme” è necessario accettare come “realtà
di fatto” alcune affermazioni. Altrimenti è preferibile che le
strade (tra ufologi e alienologi.... aggiungo io) si separino.
Forse adesso vi è più
chiara la citazione riportata in apertura di questo Report.. Per
quanto trovi personalmente (sono sì eretico ma.... “sempre” un
ufologo pro-ETH) altamente probabili almeno due delle
“dichiarazioni di principio” lette da Baiata, le considero solo
delle ipotesi. Altamente probabili ripeto e, magari, anche
“circostanziate” .... ma sempre “ipotesi”. Chiedermi di
accettarle come “realtà di fatto” sarebbe come pretendere un
vero atto di “fede”. E, gli atti di fede, sono più vicini
all’idem sentire degli alienologi che a quello degli
“ufologi”....
Ecco perché l’arringa
del Presidente Adams in relazione alla vicenda degli schiavi
africani della nave spagnola Amistad mi sembrava opportuna e
adeguata. Forse per fare la cosa giusta (o che si ritiene giusta) è
necessario anche affrontare le estreme conseguenze. Facciamola,
quindi, in senso assolutamente “metaforico”, questa grande
battaglia finale....
E speriamo sia davvero
l’ultima!
”SETI,
la ricerca di segnali radio da civiltà aliene” e ”UFO: Fra
ragione e mistero”, 24 marzo 2007, Milano presso il Museo Civico
di Storia Naturale, organizzata dal CICAP
Relatori:
Gianluca Ranzini (SISN, centro studi di Esobiologia) e Marco
Morocutti (Progettista elettronico, CICAP)
Report
a cura di Maurizio Rivalta, sportacus01@libero.it
(Membro Sentinel
Italia, Gruppo Camelot e collaboratore Gruppo Hwh22)
Dopo
la presentazione della conferenza fatta da Francesco Grassi (CICAP),
la parola passa a Gianluca Ranzini che inizia la sua relazione
presentando il SETI, specificando il suo significato e il lavoro che
sta svolgendo. Ricerche della vita.. “altrove”.. ricerche che
stanno svolgendo da ca. 10 anni, fatte principalmente su una base
stimata di ca. 200 pianeti, non come la terra, ma ben più grossi
(vedi Giove....). Ricerca fatta tramite onde radio. Da questo spunto
inizia ad indicare che la strada non è facile, in quanto non è
chiaro come, questi segnali di ricerca, possano essere interpretati.?
Come segnali che vagano nello spazio, o magari segnali mirati?
propri per farsi conoscere, e a tal proposito fa riferimento al Film
Contact.
Come Inizio.. di questa
avventura fa i nomi di Giuseppe Cocconi e Philip Morrison i
precursori del Seti che nel 1959, colleghi alla Cornell University,
furono i primi scienziati a sollecitare la comunità scientifica ad
effettuare una ricerca coordinata dei segnali extraterrestri di
origine intelligente. Poi Ranzini si sposta sulla famosa Equazione
di Drake, spiegando dettagliatamente questa equazione....
E.. qui: “una vecchia
cariatide dell’ufologia”, un addetto ai lavori “polemico e
terribilmente” irritante.. interviene spiegandomi alcune cose....
Non posso fare a meno di sentirlo: è di fianco a me! Taluni dicono
–anche- che è un “massone” in combutta con sssstriscia la
..Notizia!
Indicando poi con la data del 16/11/1974 il messaggio inviato da
Drake verso la costellazione di Ercole, da Arecibo (Portorico). Il
nostro “famoso” segnale riguardante i dati... di noi essere
umani.... anche se poi questo segnale è stato inviato ad una
costellazione che dista da noi solo.... 21.000 anni luce! Bisognerà
aspettare un po’ per la risposta.. Poi si passa al paradosso di
Fermi.... Se gli alieni esistono.. perché non sono qui??? dato che
diceva che la nostra galassia ha ca. 13 miliardi di anni.. perché
non si sono fatti vivi??
Risposta: gli ufo non
esistono.. perché la civiltà è troppo breve....
Oppure.... non è che
magari ci sono.. e non riusciamo a vederli???
E.... la vecchia
“cariatide” interviene ancora.... “Ma non lo sa “questo”
che “sta str......a” è gia stata polverizzata???
Poi il discorso inizia a
variare sul segnale radio.. dove si dovrebbe puntare?? Verso che
direzione?? Che tipo di segnale bisognerebbe usare?? Potranno
capirci??? Tutte domande lecite quello si....
Ma magari puntare.. anche
su altre ricerche??? E non solo su segnali??? Mia piccola
divagazione.
E.... la vecchia
“cariatide” annuisce.... con tono molto “massone”e mi
dice.... Già!?? Perché non si leggono le pubblicazioni
scientifiche??? Perché non si è un pochino più aggiornati??
Poi conclude.. indicando
che se dovesse arrivare un SEGNALE particolare la prima persona che
sarà avvisata sarà il segretario dell’ONU.... (mah........!) poi
viene fatta vedere una foto con la “famosa” firma WOW.. dal
quale nato il WOW SIGNAL del 15/08/77, al momento unico.. segnale
particolare.. però non più ripetuto....
Il “presunto massone”
storce il naso.... : “mica è l’unico....??!!!!!”
Marco Morocutti inizia la
sua relazione dicendo.... gli alieni sono già qui??? Vediamo cosa
centra il CICAP con l’Ufologia....
“già”..... Sempre il
solito;-)) Già che c’entra?
Inizia indicando.. come mai
si vedono gli UFO?.. cosa sono?. Cosa osservare?.... è specifica di
fare molta attenzione.. a quello che si osserva.. e da qui....
.via.. una carrellata di foto.... di presunte facce aliene.... le
quali non sono altro che disegni naturali su tavole di legno..... su
case....(presunte facce.. prese dalla posizione di finestre su
pareti), foto molto divertenti devo dire.... che fanno sorridere il
folto pubblico presente.... anche se penso.... che certi.. Ufologi..
come dice.. non siano così.. attenti a certe.. foto..
Poi si sposta su una foto
che intravede due luci all’orizzonte.... ed altra foto dove si
vede.... una scia colorata in mezzo alle nuvole sopra delle
montagne.... (poi alla fine.. arriverà.. la verità....)
E, il rompiscatole accanto:
“noooo.... ancora i cani solari....noooo!”
Poi il discorso si sposta
sul nome UFO, spiegando che il significato esatto della parola e di
oggetto volante non identificato.. e non come tanti (a lui
dire.....) indicano come alieni.. astronavi....rapimenti ecc. e chi
più ne ha ne metta....
Si arriva anche alla data
nella quale viene descritta come nascita degli UFO cioè 24/06/1947
quando un certo Kenneth Arnold, mentre sorvolava una zona dove era
caduto un aereo, vide 9 oggetti in formazione volargli a vista....
poi si passa al caso Roswell, a quello che si pensa sia accaduto.. e
così via.... indicando quello che è stato detto in giro per il
mondo.. e vari articoli di stampa italiana dove da una parte si
dice.... Avvistato ufo.. e su un altro giornale.. tutto falso..
erano palloni sonda....
Il tutto per indicare di
stare attenti a quello che si vede.. a quello che uno dice....
passando anche ai presunti rapimenti alieni, indicando tra i più
famosi quello dei coniugi Hill, e quello Parker per arrivare poi a
far vedere.. in bella mostra la foto dell’articolo apparso sulla
Stampa: quello di Malanga dove è indicato: "Ho ipnotizzato 400
rapiti dagli alieni"....
E qui.. devo dire che le
risate.. sono state molto carine.. eheh... come quelle per le foto
iniziali....
Il discorso segue poi il
canone dell’attenzione.. di stare sempre attenti a quello che
dicono le persone.. di verificare sempre l’attendibilità di
tutto.... di controllare quello che dicono di aver visto.... facendo
anche vedere vari disegni di persone che dicono di aver visto.. un
qualcosa.... (UFO..) però facendo notare che i disegni sono tutti
diversi.. anche se queste persone avrebbero visto tutti la stessa
cose.. nello stesso momento.. e nella stessa zona..
La vecchia cariatide:
“ancora con sta ipotesi psico-sociologica!”
La chiusura poi verte sulla
spiegazione delle foto iniziali.... a parte quelle dei legni e delle
case.. le foto delle luci erano solo 2 pianeti vicini, (Giove e
Venere..) e il riflesso sulle nuvole è un riflesso del sole sul
ghiaccio della montagna, poi indicando di fare molta attenzione ai
mezzi di informazione.... e agli studi di psicologia della
testimonianza....
Chiude facendo vedere una
indagine fatta nel 1976 da Allan Hendry, su 1307 Casi..... 88%
identificati, 8% non identificati.... 2% dubbi....
Come procede la scienza????
Ha chiuso con questa frase.....
Come procedere??? Non penso
che l’8% si debba buttare via vero???
E la cariatide dice:
“cavolo.... una percentuale di ufo superiore alla mia! Il mondo va
davvero alla rovescia....”
“Roswell,
60 anni dopo”, 1 aprile 2007, Roma, organizzata da Area51
Relatori
vari
a
cura di Gianluca Santaniello, 3356720794@tim.it
(Webmaster www.nonsiamosoli.com, Membro Gruppo Camelot e
Centro Ricerche Leonardo da Vinci)
(NdR:
report tratto da http://italia.pravda.ru/science/5351-0/)
E’ SUCCESSO SOLO 60 ANNI
FA…
Roswell 4 Luglio 1947, un
oggetto volante non identificato si schianta al suolo con i suoi 3
occupanti. Da allora speculazioni, studi, cover-up governativo e
militare, testimonianze, smentite sono state alla base della ricerca
della verità. Il Santilli Footage non è riuscito a smontare il
caso più scottante della storia dell’Ufologia e anzi non ha fatto
altro che alimentare dubbi sui perché di un falso così ben
elaborato.
Ma nessuno può negare che
quella notte qualcosa di incredibile per tutta l’umanità è
accaduto e solo un cieco può accettare la versione ufficiale dei
militari che parla della caduta di un pallone meteorologico
sperimentale.
1 Aprile 2007 - E’
cominciata con una proiezione dal film “Roswell” di Paul Davis,
la conferenza per i 60 anni dei fatti di Roswell, in
un’accogliente e gremita sala conferenze dell’Hotel Villa Maria
a Roma.
Ospite d’onore Jesse
Marcel jr. figlio del compianto Maggiore Marcel (morto nel 1986):
una presenza importante, una presenza chiave nell’intera vicenda
poiché testimone diretto.
L’introduzione di
Maurizio Baiata riassume in grandi linee gli eventi di Roswell e
quella di Paola Harris presenta l’ospite d’onore Jesse Marcel
jr..
Si parla di cover-up
governativo e la ricercatrice Lavinia Pallotta parla del caso
Kennedy e Monroe, delle rivelazioni di John Lear delle
collaborazioni fra le potenze mondiali nell’insabbiamento della
questione UFO. Il tutto, ovviamente, riallacciandosi al caso Roswell
che è il più evidente esempio di cover-up governativo-militare.
Poi Pino Morelli fa un
escursus storico dell’ufologia in chiave cinematografica dallo
storico “La Cosa” sino al recente film “Roswell” di Paul
Davis, dimostrando come anche Hollywood è stata sempre sensibile
all’argomento e forse, alle volte, ha fatto anche da tramite per
far conoscere i fatti anche a chi non ha conoscenze in questo
ambito.
Ed ecco Jesse Marcel jr.,
disponibilissimo e toccato dalle immagini, seppur cinematografiche,
che ricordano il padre, racconta minuziosamente gli accadimenti. A
quei tempi aveva 11 anni e il padre era un ufficiale dell’Air
Force. Quella notte arrivò e svegliò lui e la madre perché,
disse, dovevano vedere una cosa sensazionale.
Si sistemarono nella cucina
e il Maggiore Marcel pose sul pavimento quelli che apparentemente
potevano sembrare fogli di alluminio insieme a delle barrette a
doppia T con degli strani simboli.
Il racconto è denso di
particolari sulle proprietà di quel materiale, e ciò che più
colpi inizialmente l’allora 11enne Marcell fu il fatto che
accartocciando quei “fogli” metallici essi ritornavano
perfettamente lisci. In seguito la sua attenzione si spostò sulle
barrette a doppia T con incisi strani geroglifici. Erano di color
porpora e non avevano nulla a che vedere con quelli egizi. Le
barrette riflettevano la luce. Guardò quei rottami per circa 15
minuti, poi il Maggiore Marcell rimise tutto in una scatola e la
riportò in macchina.
Per molti anni non parlò
della sua esperienza, e fu solo nel 1978 che concesse la prima
intervista a Stanton Friedman.
Jesse Marcell jr. è un
colonnello, oltre che un dottore, quindi ovvio pensare alle
conseguenze di una sua pubblica testimonianza sul caso Roswell.
Infatti quando cominciò a
parlarne fu più volte contattato da agenti segreti governativi che
volevano sapere cosa sapesse di quegli accadimenti. Non solo.
Cercarono di dimostrargli che in realtà quel famoso 4 Luglio furono
ritrovati i resti di un pallone meteorologico sperimentale e non un
disco volante, quasi avessero paura della sua testimonianza. Ma
Marcell jr. fece notare a quei militari che le sue conoscenze e
quelle del padre erano tali da far capire benissimo la differenza
fra un pallone meteorologico e rottami di origine sconosciuta.
Marcell jr. ricorda anche
che parlò più volte con il padre, anche poco prima della sua
morte, che gli confermò che quei rottami non erano manufatti
terrestri.
Dopo la preziosa
esposizione di Jesse Marcell jr.la parola passa al direttore del
G.A.U.S. (Gruppo Accademico Ufologico Scandicci), Pietro Marchetti,
che ha parlato del caso Phoenix e dell’attuale rilascio di
documenti del GEIPAN che riguardano anni di avvistamenti in
territorio francese.
E’ la volta, poi, di
Antonello Lupino che mostra un'accurata analisi tecnica sui palloni
meteorologici convenzionali e quelli utilizzati nel progetto Mogul,
che comprendevano l’uso di manichini simili a quelli dei crash
test di oggi, facendo notare l’elevata professionalità e
conoscenza di Jesse Marcell jr e del padre e, quindi,
l’impossibilità di non riuscire a distinguere uno strumento
militare conosciuto (come i palloni per rilevamenti meteorologici)
da uno mai visto prima.
Fa notare Lupino, ma anche
Marcell jr nel suo intervento, che nella celebre foto in cui è
presente il Maggiore Marcell che mostra i resti di un pallone per
rilevamenti meteorologici, si può notare un’espressione
interdetta suscitata dalla consapevolezza che ciò che stava
mostrando non era ciò che fu ritrovato.
Molto interessante
l’intervento di Yvonne Smith, ipnoterapista, che espone i suoi
studi su alcuni addotti e tracciato le linee generali delle modalità
di contatto scelte dagli alieni, nonché degli esperimenti e delle
cicatrici riportate sui sottoposti. Inoltre illustra con diverse
diapositive, il suo viaggio a Roswell e le ricerche sul campo.
Paolo
Martinuz parla di una personale ricerca sui testimoni, dei fatti di
Roswell, ancora in vita e sul luogo del ritrovamento dei rottami.
Tutta
la conferenza è stata magistralmente orchestrata
dall’organizzatrice Paola Harris ufologa di fama internazionale,
che dopo anni di studi e ricerche in Italia, ha deciso di ritornare
negli States pur continuando tutte le sue collaborazioni.
Ed ora l’appuntamento è
per il 4 Luglio 2007 a Roswell dove si celebrerà il
“compleanno” di quella che è stata ed è la pietra miliare
dell’ufologia.
“Dallo
SPUTNIK agli ALIENI “ e “60 Anni di UFOLOGIA”, 14
e 15 aprile 2007, San Marino, organizzato da SETI, SETI Italia, CUN
e CROVNI
Relatori
vari
Report
a cura di Fabio Siciliano, email@fabiosiciliano.it
(ricercatore e
ufologo)
A
50 anni dalla messa in orbita del primo satellite artificiale e a 60
dalla prepotente apparizione ufficiale degli UFO nella Storia
contemporanea, ecco il resoconto di due importanti Simposi svoltisi
sul Monte Titano.
Come ormai già da molti
anni, la Repubblica di San Marino, con il Patrocinio della
Segreteria di Stato per il Turismo ed in collaborazione con
l’Ufficio di Stato per il Turismo, ha ospitato due importanti
Simposi sulle tematiche legate all’Astronautica, all’Esobiologia
e all’Ufologia.
I due Simposi si sono
svolti al Teatro Turismo in Via Capannaccia a San Marino Città e
sono stati coordinati, come ogni anno, dal noto ufologo, sociologo e
giornalista Roberto Pinotti.
Tutti gli interventi dei
vari relatori sono qui riportati nell’ordine cronologico in cui si
sono effettivamente svolti.
Alcuni di essi sono stati
già pubblicati sul sito del CIFAS [1] mentre altri, anche se
sfortunatamente non proprio tutti, lo saranno a breve (www.cifas.net/sanmarino2007/simposi2007.htm).
Diverse relazioni sono
state presentate con l’ausilio di supporti multimediali.
Il
Primo Simposio
L’8°
“Simposio Mondiale sulla Esplorazione dello Spazio e la Vita nel
Cosmo” (anche se probabilmente per un curioso errore
tipografico il manifesto esposto in teatro recava il termine “colonizzazione”
anziché “esplorazione”)
ha avuto luogo fra le 9.00 e le 13.30 di sabato 14 aprile 2007 col
titolo più che eloquente “Dallo
SPUTNIK agli ALIENI – Satelliti, astronauti, SETI ed
extraterrestri” ed è stato realizzato in collaborazione
con SETI (www.seti.org) e SETI
Italia.
Margherita Detomas,
giornalista e scrittrice della Redazione RAI di Bolzano, ha
presentato un interessante documentario, da lei diretto, sulle
attività di ricerca e divulgazione astronomica dell’Associazione Astrofili Max Valier (www.maxvalier.org), con sede nel
Capoluogo altoatesino, nel corso del quale sono state mostrate
splendide immagini della volta celeste ed alcuni momenti
significativi dei duri sacrifici di quanti, spinti da
un’irrefrenabile passione, raggiungono nella notte le più alte e
fredde vette innevate della catena alpina per riprendere quelle
stesse immagini. L’Associazione dispone di un osservatorio (www.sternwarte.it) posto a una quota di 1.400 metri presso la
località sudtirolese di San Valentino In Campo di Cornedo
All'Isarco, dove nel corso dell’anno vengono organizzate visite
guidate aperte al pubblico. L’osservatorio è molto ben attrezzato
e provvisto di due cupole che ospitano un telescopio per
l’osservazione del cielo notturno e addirittura un telescopio
solare. Nel Cinquantenario del lancio dello Sputnik russo (4 ottobre
1957) il riferimento a questa Associazione è quanto mai
significativo, perché porta il nome di un uomo geniale ed eclettico
che fu scrittore, astronomo e pioniere della missilistica e
dell’astronautica e che nel suo campo fu anche la prima vittima
della Storia. Max Valier nacque infatti a Bolzano il 9
febbraio 1895 e morì a Berlino il 17 maggio 1930, a soli 35 anni,
nell’esplosione di un razzo in fase di collaudo. Nel corso della
sua vita si occupò anche di meteorologia, matematica e fisica, fu
collaudatore di aerei, scrisse opere scientifiche e di fantascienza
per divulgare le sue idee sui viaggi spaziali anche col supporto del
grande Hermann Oberth e sviluppò i primi mezzi con
propulsione a razzo in collaborazione con Fritz Von Opel.
Sepolto a Monaco di Baviera, dopo la sua morte il suo lavoro fu poi
continuato da Wernher Von Braun.

Achille Judica Cordiglia,
tecnico e scrittore di Torino, purtroppo non è potuto intervenire
per sopravvenuti problemi di salute. Assieme al fratello Giovanni
Battista, nel secondo dopoguerra formò la famosa coppia dei Fratelli
Judica Cordiglia (www.judicacordiglia.com) che, appassionata di
telecomunicazioni, non solo realizzò ad Erba, per breve tempo, la
prima televisione privata italiana via cavo ma, soprattutto, creò
in seguito nella cinquecentesca Villa Bertalazona di San Maurizio
Canavese, nei pressi del Capoluogo piemontese, il Centro di Ascolto
Spaziale “Torre Bert” che, attivo dal 1957 al 1965, negli anni ’60 del
secolo ormai trascorso fece un gran scalpore per aver captato via
radio, fra le altre cose, l’agonia dei diversi cosmonauti russi
deceduti nel corso delle fallite missioni (www.lostcosmonauts.com)
che precedettero e seguirono lo storico volo di Yuri Gagarin del
12 aprile 1961 e che mai furono ammesse dall’Unione Sovietica
prima né dall’attuale Federazione Russa poi, il tutto per
evidenti ragioni di bieco e cinico prestigio nazionale. È stato
quindi proiettato un fedele documentario, prodotto dalla RAI, che
illustra le vicende dei due fratelli e le loro sensazionali attività
e scoperte. Il loro genio non passò inosservato e fu oggetto di
attenzione dei servizi segreti e della stessa NASA
[2], che nel 1964 li invitò negli Stati Uniti per esaminare le loro
tecniche, che suscitarono stupore, incredulità e perfino
ammirazione e forse invidia nell’ente spaziale americano. Gli
aneddoti, particolarmente gustosi, non sono certo mancati. I due
fratelli avevano iniziato facendo tesoro delle radio di aerei
americani abbattuti nel Nord Italia nel corso del Secondo Conflitto
Mondiale, acquistandole a peso dai rigattieri e carpendone in
seguito i segreti. In breve furono in grado di monitorare dapprima
solo in audio, e successivamente anche in video, tutte le principali
missioni spaziali sovietiche e americane, intercettandone le
comunicazioni. Gli specialisti statunitensi rimase |