Numero 11, Anno 2007
Camelot Chronicles

 

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Web www.camelotchronicles.com

Tutti i numeri del giornale aperiodico di ufologia "Camelot Chronicles" si possono scaricare gratuitamente da questo sito in formato PDF e HTML, e si possono trovare in formato cartaceo alle conferenze del Gruppo Camelot e dei suoi Collaboratori

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Report Conferenze ed Incontri
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- “Atlantide - il Ricordo”, 8 ottobre 2006, Gallarate, VA, organizzata dal TOP (Time of Peace, Ass. Culturale Olistica) , Relatore: Anna Maria Mandelli, Report a cura di Sabrina Biganzoli
- “Il Fenomeno UFO: Verità o Menzogna? Analisi Critica di 60 anni di Ufologia”, 22 Ottobre 2006, Castel San Pietro Terme, BO, organizzata da Sentinel Italia e Libero Arbitrio , Relatore: Paolo Bolognesi, Report a cura di Sabrina Biganzoli
- “Paranormal UFO”, 25 novembre 2006, Voghera, PV, organizzato dal Gruppo HWH22 , Relatori: Dr. Carlo Sabadin, Rocchi Valentino, Franco Almacolle e Ivan Diceglia, Report a cura di Sabrina Biganzoli
- “1° BarCamp Ufologico Mondiale”, 25 gennaio 2007, Milano presso “La Sacrestia”, organizzato dal Gruppo Camelot e dalle diverse associazioni collegate , Relatori vari, Report a cura di Sabrina Biganzoli
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Convegno “Rapimenti Alieni”, 17 febbraio 2007, Milano, organizzata da Sviluppocultura, Animanews e Area51, Relatori vari, Report a cura di Carlo Sabadin
- ”SETI, la ricerca di segnali radio da civiltà aliene” e ”UFO: Fra ragione e mistero”, 24 marzo 2007, Milano presso il Museo Civico di Storia Naturale, organizzata dal CICAP , Relatori: Gianluca Ranzini e Marco Morocutti, Report a cura di Maurizio Rivalta
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“Roswell, 60 anni dopo”, 1 aprile 2007, Roma, organizzata da Area51 , Relatori vari, Report a cura di Gianluca Santaniello
- “Dallo SPUTNIK agli ALIENI “ e “60 Anni di UFOLOGIA”, 14 e 15 aprile 2007, San Marino, organizzato da SETI, SETI Italia, CUN e CROVNI, Relatori vari , Report a cura di Fabio Siciliano




“Atlantide - il Ricordo”, 8 ottobre 2006, Gallarate, VA, organizzata dal TOP (Time of Peace, Ass. Culturale Olistica)
Relatore: Anna Maria Mandelli (Associazione Libero Arbitrio, Sentinel Italia e Gruppo Camelot)

Report a cura di Sabrina Biganzoli, bigsab@dido.net (Membro Gruppo Camelot e Sentinel Italia)

Lo scorso venerdì si è svolta, presso l'accogliente sede dell'Associazione TOP di Gallarate una conferenza particolarmente magnetica, relatore d'eccezione Annamaria Mandelli che, durante le sue generose e particolari narrazioni, riesce sempre a far emergere l'energia; la più positiva ed inconscia che racchiudiamo dentro di noi, dando modo alla nostra mente di far emergere sensazioni e pensieri che a volte abbiamo smarrito e non abbiamo la possibilità-o-volontà di ritrovare.
Una raccolta di testimonianze/incontri danno modo alla relatrice di ripercorrere "Atlantide", la storia di questo misterioso continente, attraverso popolazioni precedenti, dati e simbologie che riportano i nostri pensieri non ad un luogo preciso, in quanto Atlantide il continente perduto è stato, attraverso le varie ricerche storiche, identificato in luoghi diversi, in più parti del mondo; ma rivolge la nostra attenzione sopratutto sulle civiltà allora esistite attraverso canalizzazioni e percorsi di reincarnazione, facendo esatta distinzione tra opinione scientifica e pensiero mistico.
Pone delle domande legittime che, in questa sede, è opportuno porci senza esuberanza, risposte necessarie alle domande:
"Qual'è lo scopo della nostra vita"?.... e ancora "Da dove veniamo"?.... ed in particolar modo: "Dove siamo diretti?".......
Queste sono questioni importanti, come lo è senza dubbio la coscienza di quello che siamo e la consapevolezza che la nostra "anima" è eterna e viaggia nel tempo..... per andare dove ci chiediamo allora, ma questo non ci è dato ancora sapere.... certo è che potremmo invece ripercorrere a ritroso la storia per capire da dove proveniamo e come siamo arrivati fin qui; esistono civiltà precedenti al periodo egizio, 4000/4500 anni prima di Cristo, scoperte archeologiche di 7000 anni fa. 

Si ipotizza civiltà Atlantidee con facoltà paranormali e di chiaroveggenza che vivevano in simbiosi con il cosmo; percorriamo insieme ad Annamaria con fermento e voglia di sapere questo mondo cristallino e magico non a caso, in effetti, è risaputo che il potere dei cristalli come il quarzo bianco per esempio ed altri cristalli che fungevano da catalizzatori a livello energetico, ci è stato tramandato da un tempo assai lontano ma molto saggio, dove li ritroviamo in tecniche usate da sacerdoti atlantidei per guarigioni a fronte della vita stessa.
Panoramica interessante anche per quanto riguarda l'aspetto "energetico" della materia delle "nostre" costruzioni megalitiche come ad esempio le piramidi, che fungono da catalizzatore a livello energetico appunto. 

Sparse un po' ovunque, in tempi diversi ed in luoghi differenti, utilizzate come una vera e propria forma di comunicazione; con il suono a livello vibrazionale si riusciva a comunicare attraverso la pietra.
Attraverso l'illustre Platone narra di una grande esistenza che poi sprofondò nelle acque e di contatti con civiltà al di fuori del pianeta terra, la relatrice ci propone una raffigurazione di Atlantide identificata attraverso un labirinto in forma simbolica dove ci si identifica ancora oggi, inoltre vengono riportate testimonianze di sacerdoti egiziani che si ritenevano una discendenza atlantidea.
Ricorda la chiave di lettura che oggi viene ripercorsa nella "triplice cinta", forma nella quale diversi ricercatori-studiosi hanno raffigurato Atlantide; senza tralasciare che l'importante simbologia fu una scoperta di Paul Le Cour, la quale la ritroviamo raffigurata in diverse chiese; la stessa Gerusalemme è rappresentata con questa simbologia.
E nuove scoperte ci fanno pensare che la storia della nostra civiltà potrebbe essere diversa e probabilmente più completa se si evidenziassero le enormi novità archeologiche recentemente trovate; stiamo parlando ad esempio di un sito di 700 km ritrovato nel 2002 nella Germania del nord (Sassonia), in parte costruito, con tracce della più antica civiltà europea, persino più antico delle Piramidi e di Stonehenge; attraverso relazioni ed osservazioni astronomiche si è evidenziato all'interno una serie di anelli concentrici ed una sorta di percorso ad imbuto (labirinti), luogo nel quale si celebravano le cerimonie sacre.
Punti di collegamento che ripercorrono tutta l'Europa attraverso questa simbologia; simbologia circolare raffigurata in diverse canalizzazioni.
Diverse sono le testimonianze trascritte in testi reperibili nelle librerie ecumeniche, uno in particolare ci viene descritto da Annamaria "I Sigilli di Atlantide", dove viene raccontato il percorso di canalizzazione di una Dea, ci riporta in epoca egizia dove pitture, simboli, sigilli magici ed alchemici affascinano e allo stesso tempo riportano a vite ormai scomparse ed accennate nei testi sacri conservati nella grande piramide di Keope.
Qui si apre un mondo misterioso e assai complesso che riguarda le antiche civiltà; i grandi maestri non hanno mai pensato ai sigilli come ad un gioco ma ad un vero e proprio atto di fede e verità che spesso veniva combattuto e bistrattato.
La distruzione di Atlantide ci viene riportata in diverse narrazioni e descritta da popolazioni differenti tra loro, dalla tremenda inondazione dell'antico Egitto, passando dallo Yucatan, Venezuela, arrivando agli eschimesi non escludendo la ormai nota civiltà che vive nella "famosa" -terra cava-.
Raffigurazioni nel continente australiano descrivono esseri di luce inoltre luoghi apparentemente lontani come il deserto del Sahara ed il Giappone, mostrano similitudini e collegamenti tra i loro popoli attraverso varie simbologie.
Antichi testi indiani raccontano di battaglie tra le varie fazioni dove venivano descritti dei vascelli aerei con esplosioni atomiche (Vimana), inoltre vengono narrati anche viaggi nel tempo, viaggi interplanetari; ipotetiche migrazioni del popolo di Atlantide; un viaggio attraverso il mondo e oltre quello descritto con precisa consapevolezza da Annamaria senza esclusione di colpi.
Racconti intriganti ed emozioni forti si susseguono per tutta la serata, la conferenza è finita ma nessuno aveva voglia di uscire dalla stanza in quanto l'energia che Annamaria ha trasmesso, ci ha legato talmente stretti che solo la consapevolezza di ritrovarla in altre serate/incontri ha permesso di "lasciarla andare"...... una Scuola Superiore, la sua, dove aggiornamenti, ricerca e formazione professionale rafforzano i legami tra corpo, anima e mente al fine di raggiungere un traguardo importante sì, ma sopratutto ricco di emozioni.
....."La cosa più bella che possiamo sperimentare è il mistero; è la fonte di ogni vera arte e di ogni vera scienza"..... Albert Einstein



 “Il Fenomeno UFO: Verità o Menzogna? Analisi Critica di 60 anni di Ufologia”, 22 Ottobre 2006, Castel San Pietro Terme, BO, organizzata da Sentinel Italia e Libero Arbitrio
Relatore: Paolo Bolognesi (Membro Gruppo Camelot e Presidente Sentinel Italia)
Report a cura di Sabrina Biganzoli, bigsab@dido.net (Membro Gruppo Camelot e Sentinel Italia)
Paolo Bolognesi, in collaborazione con Sentinel Italia e Libero Arbitrio presenta la sua opera omnia.
Nella cornice dei colori ed i sapori dell’entroterra bolognese, in quel di Castel San Pietro Terme (BO), si è svolta domenica 22 Ottobre u.s., una conferenza riguardante il fenomeno UFO: Verità o Menzogna ? - Analisi critica di 60 anni di Ufologia, relatore Paolo Bolognesi, ricercatore, studioso ed esperto nel settore ufologico da più di trent’anni il quale, in modo chiaro ed esaustivo ripercorre e relaziona le analisi riportate nella sua opera omnia, ”UFO- La verità scomoda”.

Ci accompagna in un percorso ricco di teorie interessanti attraverso un’interpretazione esclusivamente personale al fine di promuovere una crescita nonché una formazione ufologia senza esclusione di colpi, atta ad abbandonare presunte teorie senza arte né parte che pseudo-ricercatori cercano di inculcare, senza controllo e soffocando la parte nobile di questo “duro” lavoro.

Libro autoprodotto, sottolinea l’autore, dove consapevolezza, ed un’ampia visione della fenomenologia verso nuovi indirizzi di ricerca, emergono in modo chiaro e ben strutturato.
Attraverso questo lavoro ci si chiede più che mai se il fenomeno è reale oppure una menzogna, come suggerisce il relatore; domanda legittima in effetti, soprattutto ci si chiede cosa, in questi ultimi 60 anni di storia si è veramente osservato nei cieli....la maggior parte dei oggetti non identificati in realtà è qualcosa di ben definito, ovvero la casistica ci suggerisce una varietà di “oggetti o fenomeni ben identificati”; solamente in minima parte non si è riusciti a catalogare “tali” avvistamenti e racchiuderli in una tipologia di velivoli e situazioni convenzionali; una esigua minima parte “potrebbe” arrivare -perchenò-, da uno spazio/territorio esterno.
Ci addentriamo nel fulcro della sua opera dove ci accompagna attraverso ipotesi di dimensioni parallele, identificazioni parafisiche (ovvero di un’identificazione mistica del fenomeno), attribuzioni biologiche, possibilità di viaggiatori temporali non escludendo poi l’ipotesi più accreditata, senza dubbio quella scientifica fino ad arrivare alla conclusione che, l’ipotesi TERRESTRE del fenomeno lo ha portato, ad una “sua” realtà plausibile, senza sconfinare in dimensioni che non lo appartengono; ma soprattutto a “dare un senso” -a tutta questa storia-.
Attraverso un suo percorso di ricostruzione del fenomeno, il relatore cerca di fare un po’ di chiarezza, evidenziando in primis, l’importanza delle testimonianze, dei filmati sottolineando però che, in effetti, questi ultimi risulterebbero solo ed esclusivamente indizi, non attendibili in quanto non supportati da prova alcuna; negli oggetti che spesso vengono fotografati non vi è la garanzia della veridicità e all’ipotesi ETH, la maggiore accreditata dagli esperti”ufologi” risponde che prove concrete mancano all’appello di questa probabilità.....rimarcando inoltre che neanche con strumentazioni radar ed intercettazioni si può veramente accertare l’attendibilità....
D’altro canto ad oggi, importanti personaggi, degni di credibilità e fama internazionale hanno raccontato e testimoniato di episodi degni di nota a conferma del fenomeno ma, se analizziamo bene queste testimonianze, sottolinea il relatore, nessuno ha mai supportato e contro-provato tali affermazioni; è riscontrato che nessun ricercatore è mai stato appoggiato nelle sue scelte divulgative a tale proposito; non esclude inoltre, come le testimonianze, anche i documenti che “provano” e riportano di avvenimenti e-o avvistamenti, potrebbero essere facilmente falsificati e contraffatti.
Racconta e promuove un’ufologia ed un metodo di ricerca ufologia attraverso una terminologia semplice ma ben significativa, denominata “viti e bulloni”, ovvero vera e propria ricerca sul campo per passare poi ad indirizzi di ricerca -davvero- improbabili dove non c’è una benché minima certezza, un esempio lo troviamo nella classificazione delle razze e tipologie aliene o nei fantomatici rapporti con presunte civiltà extra-terrestri (esopolitica) nonché la stesura di improbabili protocolli a tal senso.
Denuncia che la stragrande maggioranza dei ricercatori/ufologi -accetta- un’ipotesi pro-ETH come possibile spiegazione del fenomeno non appoggiando e considerando altre probabili scene di verità; un’accettazione troppo fideistica per Bolognesi, che non esclude necessariamente altre ipotesi di lavoro.
Prosegue la personale terminologia del relatore, attribuendo a “tali” ricercatori, l’acronimo di “Alienologi”, in quanto, avendo identificato nell’ipotesi di cui sopra, la “soluzione” nonché la risposta alla fenomenologia ufologica, essi non appartengono più alla categoria di chi, con costanza, serietà e professionalità, cerca tutt’oggi di catalogare dati, avvenimenti, ma soprattutto ricerca e si distingue per comprovare tale fenomeno, in modo inconfutabile per abbandonare definitivamente tutte le false verità che ogni giorno ci vengono inculcate; abbiamo veramente bisogno di abbandonare tutti i dogmi del nostro immaginario collettivo che giorno dopo giorno, contribuiscono a renderci sempre più dipendenti da un unico sistema distruttivo: la nostra società-.
Perciò “IL GRANDE INGANNO”, come lo definisce il relatore, dove attraverso un’attenta ricostruzione, ricollega oscure trattative e relazioni di scambio tra Stati Uniti e Germania Nazista al fine di ottenere tecnologie aeronautiche e missilistiche alla fine della II Guerra mondiale; quel periodo storico “particolare” - 1947-, è identificato come l’inizio del fenomeno UFO; molteplici sono le osservazioni nei cieli da parte di testimoni, tecnologie non comune ma identificate, in seguito come progetti segreti militari (black project); a tutt’oggi di alcuni velivoli che solcano i nostri cieli, non ne hanno ancora ufficializzato l’esistenza.
Segnalazioni in via informale, riportando di sperimentazioni militari segrete nella base americana Nellis del fantomatico velivolo “Aurora”, la storia si ripete, dunque..... informazioni tenute rigorosamente nascoste dall’aeronautica militare; una chiusura mediatica "ad hoc", uno studiato e premeditato debunking.
Secondo l’autore, vere e proprie commissioni d’inchiesta atte a spiegare ed identificare il fenomeno si sarebbero costituite, l’idea era di dare una parvenza di ricerca ma la loro finalità era di operare un’azione di discredito sui testimoni e sulle loro informazioni visive di questi velivoli; conseguentemente si sarebbero operati a simulare una vera e propria azione di insabbiamento su eventuali prove ammesse in modo da creare dipendenza e psico-terrorizzare le masse; produrre un fenomeno, identificandolo prima e negandolo dopo; creazione di uno straordinario condizionamento (illusorio), al fine di “spostare” l’attenzione a livello mondiale, occultando la “vera” realtà portandoci a credere qualsiasi cosa.
Esistono delle prove davvero scioccanti, si domanda Bolognesi, certo è che esiste a livello politico una manipolazione davvero enorme, una mostruosa disinformazione, troppe ipotesi “personali” di taluni soggetti, troppo fideistiche che vorrebbero “convincere- a-tutti-i-costi”; nonché una destabilizzazione creata ad opera nello studio della fenomenologia tra i ricercatori del settore.
Inoltre da non sottovalutare, la copertura di tecnologia “segreta” militare e il business economico che circonda alcuni gruppi di ricerca i quali, senza, non avrebbero ragione di esistere.
Evidentemente, sottolinea in modo marcato Bolognesi, siamo di fronte ad un’ufologia malata, malata di sensazionalismo, di protagonismo mediatico, di business corrotto.... ed inoltre non mancano ipocrisia, la mancanza di sana ricerca e si denota, purtroppo, uno sfruttamento delle situazioni “solo ed esclusivamente” atte al conseguimento di successi personali a svantaggio dell’informazione vera e propria.
È necessario scindere la categoria dei seri ricercatori con quella degli opportunisti, rimarcando una corretta divulgazione ed una sana collaborazione tra ricercatori in buona fede.
Rivendica quindi il termine “ufologo”, escludendo ogni altra pseudo-fantascientifica professione in tal senso, e rimanda gli “Alienologi”a luogo da destinarsi......
Un dibattito attento ed acceso ha portato il relatore a confrontarsi ed interscambiarsi con addetti ai lavori e non, sottolineando l’importanza e la necessità di un’ufologia strumentale ovvero di una ricerca scientifica e di dati inconfutabili.
Piccola parentesi sulla tanto discussa autopsia del controverso caso “Santilli Footage”, qui Bolognesi esprime una teoria sullo svolgimento dei fatti; interessante è l’opinione che, il secondo filmato non sia stato divulgato in un primo tempo in quanto potesse contenere informazioni che ci avrebbero permesso di capire qualche cosa in più rispetto “all’essere” sezionato nell’autopsia del primo video...... opinione abbastanza comune tra gli “addetti ai lavori”.......quelli seri....
Frutto di una manipolazione genetica?... oppure......
Alla domanda sulle ricerche clipeologiche “apparentemente” abbandonate in questa sua opera prima, l’autore, appassionato storico, -materia che lo ha accompagnato tra l’altro per diversi anni delle sue ricerche e nei suoi studi-, risponde che svilupperà in un prossimo futuro un approfondimento in tal senso in un secondo lavoro con un percorso a ritroso al fine di trovare possibili congiunzioni/correlazioni per una completa e pulita visione della fenomenologia, rivisitando oltretutto l’ormai screditata teoria di Darwin; non è un segreto che linee evolutive differenti riportano in superficie dubbi e domande legittime.
La disinformazione è alla base della non-informazione, conclude Bolognesi, che sostiene questa categoria di ricercatori che lotta ogni giorno con la cattiva informazione e la superficialità di alcuni che cercano, inutilmente di screditare la corretta divulgazione al fine di ottenere una chiarezza mediatica senza pressioni psico-sociali.
....”nella vita come in tram, quando ti siedi è il capolinea”....



“Paranormal UFO”, 25 novembre 2006, Voghera, PV, organizzato dal Gruppo HWH22
Relatori in ordine di apparizione: Dr. Carlo Sabadin (membro Gruppo Camelot e Sentinel Italia, collaboratore HWH22), Rocchi Valentino (collaboratore CUN e CROP), Franco Almacolle (ricercatore indipendente, membro Gruppo Camelot e HWH22) e Ivan Diceglia (membro HWH22 e Gruppo Camelot)
Report a cura di Sabrina Biganzoli, bigsab@dido.net (Membro Gruppo Camelot e Sentinel Italia)
Si è svolta sabato 25 u.s., presso il Centro Congressi della piscina comunale R. Dagradi a Voghera, una conferenza divulgativa a cura del gruppo di ricerca HWH22; un clima sobrio, un pubblico interessato e tematiche degne di nota, hanno contraddistinto un pomeriggio qualunque che altrimenti sarebbe passato inosservato, come del resto una buona parte delle -piccole e presunte- ricerche a tema ufologico che -purtroppo- imperversano via web ma giunte ora più che mai al capolinea....

 

Tiziano Vidali, membro HWH22 (e Gruppo Camelot), ha moderato l’evento con semplicità -utilizzando presentazioni originali e accattivati preparate dal collega Franco Bertelegni- e, allo stesso tempo, con la professionalità che contraddistingue i Gruppi di ricerca, quelli seri....
Promuovere una ricerca sana, positiva e soprattutto rapportata alle nuove tecnologie contraddistingue chi, con serietà e duro lavoro affronta sul campo, giorno per giorno e con consapevolezza questo impegno ufologico in modo fortemente critico e analitico, annuncia a voce ferma il primo relatore, il Dr. Carlo Sabadin, che attraverso la sua relazione “Ufologia e Media”, affronta il rapporto tra comunicazione e divulgazione della tematica -anche!- attraverso le riviste del settore.
Piccola e doverosa parentesi del Dr. Sabadin: questa conferenza verrà registrata interamente su Camelot Chronicast, il primo Podcast ufologico italiano a cura di Paolo Sartorio (web designer e creatore di Camelot Chronicast) ed Eugenio Ballini (membro Gruppo Camelot, European UFO Survey e Ass. Sentinel Italia) dove, chi non ha potuto intervenire alla manifestazione de visu, potrà scaricare, attraverso il servizio ufficiale iTunes della Apple, tutti gli interventi dei relatori in file MP3; attraverso la rivista on-line Camelot Chronicles (www.camelotchronicles.com) è possibile ottenere una esaustiva spiegazione sul come accedere a questo servizio.
Prosegue l’intervento, Sabadin, analizzando in chiave critica la situazione attuale, con un percorso a ritroso nel tempo, constatando una comunicazione poco chiara e circoscrivendo altresì un -non- aumento della percezione del fenomeno, dovuto soprattutto ad una effettiva difficoltà di trasmettere/comunicare nel rapporto testimone-giornalista; queste due figure, fin dal passato, hanno sempre poco interagito, la terminologia degli “addetti ai lavori” risultava -e risulta- a tutt’oggi un vero e proprio prontuario sulla disinformazione ovvero la -NON- corretta informazione; una contro-informazione atta ad enfatizzare/destabilizzare le masse promossa da “veri barboni” dell’ufologia (!), che senza arte ne parte propagano svariate pseudoverità e, soprattutto, (dis)-informazione via web in modo stomachevole (molto divertenti alcune slide mostrate dal ricercatore che.... avevano come oggetto proprio Sabadin!) e senza neanche preoccuparsi del loro problema più importante.... una “certa” instabilità psicologica che li sta gradualmente devastando!
Denuncia un inquietante percorso operato dalle riviste del settore e non dove, soprattutto in Italia, l’informazione -vera- viene trasformata e controllata.
Se guardiamo la situazione dei media a livello globale, USA, Europa e resto del mondo affrontano -in taluni casi- le tematiche con una certa apertura; alcuni esempi li ritroviamo nel Rapporto Cometa, tradotto e divulgato in migliaia di copie in Cina; in Francia esistono strutture pubbliche per studiare il fenomeno, ma allo stesso tempo l’opinione pubblica e l’elite intellettuale trattano certe argomentazioni come storielle di puro interesse folkloristico. Esiste un’eresia intellettuale con una informazione-disinformazione talmente ampliata dove nessuno è veramente escluso. E, il Dr. Sabadin, riporta, per par-condicio, alcuni precisi esempi (documentandoli) dove molti addetti ai lavori hanno le loro precise responsabilità: da Baiata, Harris e Pinotti fino all’”opinionista” Malanga.
In Italia la situazione è decisamente discutibile; riviste di settore promuovono nuove forme di contattismo e personalissimi protocolli di presunte associazioni tra terrestri ed Alieni, se così le vogliamo chiamare, quasi scordandosi che il vero ed oscuro argomento UFO è molto più complesso e molto meno fantastico (e.... magari ancora più affascinante). E ancora, personalissime opinioni tanto sbandierate di -taluni ricercatori!- proporrebbero la risoluzione del problema seduta stante. Stiamo assistendo quindi ad una vera e propria manipolazione dove la percezione del fenomeno risulta profondamente alterata.... chiara è la percezione di una strategia di ridicolizzazione del fenomeno atto a diminuire l’interesse del pubblico dove l’utilizzo di casse di risonanza ( TV, Radio, Cinema etc. ) contribuisce a far uscire solo determinate cose non escludendo altresì un’implicazione di agenti della sicurezza nazionale ed un controllo consapevole -o- inconsapevole della stampa nonché degli stessi giornalisti.
Una destabilizzazione generale dunque, dove le reali ricerche e le vere informazioni, quelle “solide” ovvero i lavori -davvero!- degni di nota, dalle ricerche della D.ssa Giulia D’Ambrosio ai contribuiti fondamentali dell’astrofisico Massimo Teodorani, vengono sempre pubblicati (sui media di settore) in ritardo e con il “contagocce”, quando pubblicati.....; tutti grandi lavori scientifici che nessuno si prende la briga di analizzare e divulgare; d’altro canto le informazioni-disinformazioni “bufale” vengono sempre amplificate e costruite ad arte per spostare l’attenzione dell’opinione pubblica.
Un esempio di informazione-disinformazione lo ritroviamo anche nel filmato rilasciato dall’Aeronautica messicana sul fenomeno luminoso tanto discusso; in effetti il video presenta dei tagli e non mostra particolari eclatanti.... pagine e pagine con il risultato di un assoluto “0” -zero!-
E l’idiozia ufologica non risparmia esilaranti iniziative, senza nessun valore giuridico come - “il giuramento dell’ufologo” & “l’ordine nazionale degli ufologi” -...., accordi che basta leggerli per capirne l’assoluta illogicità.
Doveroso da parte del Dr. Sabadin, persona a conoscenza dei fatti, un accenno all’iter del caso di Zavattarello - investigato dal gruppo di ricerca HWH22, tanto sbandierato sulle reti Mediaset da Striscia la Notizia per creare solo del puro sensazionalismo senza attendibilità, caso poi ripreso successivamente da uno splendido Magalli nella sua trasmissione sulle reti Rai ridimensionando la -storia storpiata- da Striscia..... una sola ed unica verità -as usual- ne è scaturita, ovvero grande visibilità, -zero!- informazione, -zero!- sostanza....
Da tutto questo è bene ricordare -solo ed unicamente- l’attenta analisi “sul campo” da parte del Gruppo di ricerca HWH22 che professionalmente, giorno per giorno si adopera per nuovi indirizzi di indagine e non solo. D’altro canto tutti i ricercatori di Gruppo Camelot, Sentinel Italia e associati si muovono costantemente solo sulle basi della ricerca scientifica e sull’attendibilità delle testimonianze.
Esempio concreto lo si può ritrovare nel recente Convegno Ufologico svoltosi a Rimini lo scorso aprile ( report disponibile c/o www.sentinelitalia.org), dove un team di scienziati e ricercatori hanno relazionato su basi scientifiche e dimostrabili; un grande successo senza precedenti con importanti resoconti su testate nazionali, ....e nessun accenno dell’evento sulle -riviste- e media specializzati del settore .....veramente paradossale e -peggio per loro!-, diremmo noi.....
Troppa spazzatura, troppe sciocchezze finalizzate a neutralizzare chi, con costanza ed impegno, indipendentemente dall’appartenenza ufologica, porta elementi utili di studio sul fenomeno. Per cause di destabilizzazione che ben conosciamo, l’informazione solida viene molto spesso accantonata ed una disinformazione sistematica di -“disturbo” o “fideistica”- viene ampliata e sbandierata come verità assoluta. E forse a rivoluzionare davvero il desolante panorama sarà proprio il BarCamp Camelot che, Sabadin, presenta a fine relazione....
È la volta di Valentino Rocchi, ricercatore con appartenenza ai gruppi di ricerca C R O P e C U N, illustra con una sua personalissima -magari non condivisibile da molti- ma ben schematizzata analisi, una ricostruzione ed una approfondita ricerca riguardante le tanto discusse teorie sulla possibilità di viaggiare nello spazio-tempo attraverso tecnologia superiore.
L’umanità si è spesso chiesta se tutto questo è possibile, certo è che nessuno di noi ha la prova certa di una qualsiasi di queste -particolari- esperienze; menti di singolare importanza -Nostradamus, Madame Bouvarie....-, predicono e raccontano di eventi catastrofici; a posteriori, in una chiave di lettura moderna nessuna certezza rende ipotizzabili certi cataclismi.
Certo è che diverse teorie vengono spesso sbandierate e messe costantemente in discussione, come il caso delle presunte verità dichiarate dal viaggiatore nel tempo che, secondo la narrazione di Rocchi e -soprattutto secondo le dichiarazioni dello stesso-, sostiene di essere “arrivato” dal futuro..... ebbene sì, parliamo di John Titor, potrebbe essere un buffone secondo alcuni questa è un’ipotesi da non sottovalutare, anche secondo il relatore che all’inizio interagiva scetticamente versus “tal predicatore”; .....d’altro canto però ha sollevato in alcuni soggetti dubbi e domande legittime attraverso i suoi racconti/premonizioni tanto da “intavolare” vere e proprie -mini-conferenze su forum di discussione aperti a commenti, domande dagli utenti, risposte, etc....
Documentato lo è davvero, dalle destabilizzazioni sociali fino ad arrivare alla “probabile” -e non solo dichiarata da lui-, divergenza tra universo di origine a quello attuale.... e ancora, viaggi in universi paralleli, sottolineando una presenza di un “multi-Universo” dove le -nostre, (di noi terrestri)- azioni contribuiscono ad alimentare questa multifunzionalità -parallela-....
Accenni storici al tanto discusso apparecchio detto “Cronovisore” evidenziano una correlazione -perché no!- a questo proposito, dove lo stato gravitazionale attuale potrebbe essere messo in discussione, argomento a mio avviso che deve essere elaborato e visto in chiave più approfondita e molto più scientifica che, in questa sede, il relatore per motivi di spazio-tempo non ha avuto la possibilità di approfondire;...... certo questo è scaturito dalle mie conclusioni personali attraverso questa -sua personale- conferenza, ma il sentore generale è che ricerca e studio scientifico mancano sicuramente a determinati personaggi che attraverso web, predicano e sostengono teorie senza alcuno straccio di prova materiale/oggettiva.
Esiste sicuramente una fonte di “energia superiore” che non esclude, materialmente e spiritualmente una possibilità di -viaggiare nel tempo-, ma precisamente come, da dove o verso dove non ci è dato ancora sapere... almeno a livello scientifico-razionale..... E conclude con una più che mai personalissima “opinione” riguardante una possibile correlazione tra la ormai tanto chiacchierata “retro-ingegneria” e le “tecnologie sperimentali terrestri”, dove tutte le ipotesi di lavoro, ad oggi, sono aperte, e soprattutto una mancanza di prove incontrovertibili regna sovrana a dispetto di tante pseudo-verità e/o soluzioni che ci propinano nelle più svariate salse poco e malamente condite.
Franco Almacolle (membro HWH22 e Gruppo Camelot) è il ricercatore che segue, e che dire, se non che il lavoro di ricerca di Franco sul misterioso ed inquietante argomento “Chupacabras” è ad oggi, in Italia, il più documentato ed esaustivo proposto all’opinione pubblica.... ragazzo serio, intraprendente e determinato fino al punto di avere sviluppato, in sede editoriale un lavoro su questo scottante argomento ( vendita del libro “Predatori di Sangue” anche attraverso Ass. Sentinel Italia - per informazioni www.sentinelitalia.org).
L’argomento delle mutilazioni animali e di queste misteriose entità che accompagnano sempre questo macabro - percorso- è sempre più di attualità per gli addetti ai lavori; un’ampia panoramica sulle diverse teorie di approccio al fenomeno vengono trattate dal relatore in modo razionale senza escludere nulla a priori.  

 

 

Il relatore in questa sede va oltre ed esprime una sua personale convinzione/ipotesi basata sull’interdimensionalità che accompagnerebbe queste presenze.
Estremamente documentato come dovrebbe essere sempre, in ogni conferenza qualsiasi relatore - dove spesso non è così....-, mostra una panoramica fotografica e relaziona in modo coinvolgente su diversi casi, dal territorio argentino fino ad arrivare al sud America dove troviamo aggressioni e mutilazioni che avvengono con modalità differenti....incisioni e tagli circoncisi, realizzati con precisione caratterizzano questi attacchi, spesso fonti acquifere vengono prelevate in quantità abnorme senza lasciare alcuna traccia sulle modalità d’asporto. Inoltre, anche i più comuni predatori non si avvicinano alle carcasse degli animali aggrediti in queste “circostanze” poco chiare, anzi -inquietanti!-, dove anche l’assenza della normale putrefazione del cadavere di queste bestie lascia molto perplessi....
Ricerche ufficiali dell’ente cileno che si occupa di questo fenomeno mostrano e propagandano fotografie controverse di presunte presenze; questo a sottolineare che proprio di acqua fresca non stiamo parlando.... saremmo in presenza di una particolare ed impercettibile sottile energia che vibra a frequenze che noi non percepiamo?... forse....
Ciò che con i nostri comuni sensi non riconosciamo e quindi fuori dai nostri canoni, altera sicuramente il nostro grado di percezione razionale e di conseguenza si propone come qualcosa di anomalo/differente e perciò viene letto in chiave mistica-irrazionale, nella maggior parte dei casi.
Un’altra delle teorie avanzate a proposito di questo particolare fenomeno è l’ipotesi di operazioni condotte da entità extra-terrestri avvalorata altresì da presenze diffuse di luci anomale che caratterizzano ed accompagnano le macabre aggressioni/mutilazioni varie.
Non poteva mancare inoltre, una -teoria ufficiale- mediatica che “sentenzia” ed attribuisce a -tali casi- una presenza di “roditori aggressivi” sul territorio, ..e qui torniamo alla informazione/disinformazione programmata atta a destabilizzare le masse, denunciata dal Dr. Carlo Sabadin nel suo intervento iniziale....
Almacolle, in finale, si propone ed approccia un fenomeno nuovo, oppure più recente, se vogliamo.... trattasi di misteriose figure volanti che sfrecciano invisibili all’occhio umano, entità particolari con forme inconsuete definite con l’acronimo di “sky-fish o solar-entity”.
Anche gli ORBS sono oggetto di discussione nella relazione di Franco che, analizza e spiega di questi “nostri” amici invisibili o piccole creature spirituali per alcuni, che hanno accesso a particolari attività sensoriali, non è da escludere che in probabili ma -non- definite dimensioni parallele alla nostra, siano portatori di messaggi telepatici dove, con frequenze differenti non percettibili operano indisturbati.
Le energie disperse a favore di questa particolare ricerca ed indagine affrontate in questo percorso tutto in salita sono state veramente forti e dispendiose, un aumento delle emozioni vibrazionali hanno caratterizzato il nostro ricercatore ad una sempre più profonda voglia di studiare e ricercare nuovi dati atti ad un’evoluzione ed un ampliamento a 360° riguardante questo misterioso e discutibile argomento.
L’ultimo ricercatore in ordine alfabetico è Ivan Diceglia di HWH22 (membro Gruppo Camelot), che attraverso una ricerca personale con “mezzi propri” -non scientifica ma essenzialmente divulgativa- attraversa un controverso e particolare argomento di studio: le esperienze extra-corporee, O.O.B.E. (Out Of Body Experience), suddivise in volontarie oppure involontarie.
Una ricerca attraverso scritti e testimonianze, partendo dall’estremo Oriente, portano il ricercatore ad avvicinarsi al fenomeno basandosi esclusivamente su testimonianze di persone che affermano e -sostengono- di avere vissuto questo particolare tipo di esperienza.
Ci porta a conoscenza di un vero e proprio manuale, attraverso attente istruzioni, dove è possibile, secondo queste testimonianze, attuare una procedura di trasposizione del corpo, la scissione effettiva del corpo etereo da quello astrale. Diversi sono i metodi accreditati, ma d’altro canto nessuno di questi è semplice da eseguire, sostiene Ivan attraverso le sue fonti di ricerca personale; la cosa importante è crederci per riuscire ad ottenere qualcosa di concreto.
Diceglia evidenzia che, anche nello scenario collettivo, avvenimenti anomali e di pre-morte seguiti da esperienze di trasposizione corporee non sono casi isolati, nei quali all’inizio ci si muove con difficoltà, ma che con “l’esperienza”, dentro questa -particolare- situazione, gli ostacoli materiali diventano sempre meno “ingombranti” rimanendo nella convinzione di essere eterei, mantenendo una percezione spaziale-corporea ed il controllo delle sequenze logiche, comunque.
Viaggi astrali, attraverso queste esperienze/ testimonianze che denotano una concezione del mondo totalmente diversa da quello viene effettivamente percepito in una vita mortale.
La ricerca continua e non finisce certo qui, il cercare nuovi stimoli e nuovi punti di riferimento creano un ricercatore etico e professionalmente preparato, in grado di controbattere ed affossare le pseudo-mirabolanti ricerche che, senza base alcuna portano taluni individui a raccontare spesso idiozie e cose poco veritiere, spesso senza rendersene conto -anzi!- è più logico affermare che se ne rendono conto, sono recidivi e risultano agli occhi di tutti, piccole, piccole persone.
....” La disinformazione è il primo potere politico”..... K. Marx





“1° BarCamp Ufologico Mondiale”, 25 gennaio 2007, Milano presso “La Sacrestia”, organizzato dal Gruppo Camelot e dalle diverse associazioni collegate
Relatori vari.
Report a cura di Sabrina Biganzoli, bigsab@dido.net (Membro Gruppo Camelot e Sentinel Italia)
Cosa dire e che bilancio fare di quest'anno appena passato?
Sicuramente il Gruppo Camelot, Sentinel Italia, HWH22, Libero Arbitrio e gli altri Gruppi di ricerca affiliati, hanno aperto molte porte e molte altre sono in attesa di essere spalancate a favore di una divulgazione seria e corretta sotto tutti i punti di vista.
L'entusiasmo e le motivazioni quindi, in apertura di questo nuovo anno sono più forti che mai, supportate inoltre da questo intraprendente e stimolante nuovo approccio verso un a scienza ed una ricerca che per molti, non avrebbe motivo di esistere, -anzi!- sempre più boicottata.. MA per fortuna e per completezza della informazione -non fine a se stessa-, esistono Gruppi che scendono in trincea e si adoperano con le loro risorse mentali, economiche e -soprattutto!- umane, in un ambiente spesso ostile e subdolo -purtroppo!- e promuovono una distribuzione delle informazioni in modo brillante ed esaustivo con gli strumenti che la tecnologia avanzata mette a disposizione al giorno d'oggi.
La professionalità delle nostre scelte e metodologie di lavoro affianca quindi una sempre maggior determinazione e voglia di migliorarsi-sempre e comunque!-, conseguentemente ci ha portato al parto di questa splendida serata, ovvero la realizzazione di questo incontro con l'obbiettivo unico di una collaborazione ed un "interscambio" delle differenti ed innumerevoli teorie sul questo misterioso argomento -ed allo stesso tempo affascinante-che è... la fenomenologia ufologica; attraverso una conferenza -non- conferenza, degna di istituti di ricerca oltre-oceano, dove, Gruppi di Ricerca, ricercatori indipendenti e semplici appassionati hanno convissuto, confrontato ed elaborato un nuovo modo di affrontare la multidisciplinarierà....


La serata ha inizio in un clima sobrio e professionale, i partecipanti si accomodano ai loro slot di appartenenza, secondo l'argomento trattato; il livello delle argomentazioni è forte... un dribbling ponderato e non lasciato al caso che spazia dal mistero dei crop-circles ad una "architrave" generale attraverso chiavi di lettura scientifiche ed esoteriche.
Inoltre... grande successo anche per lo slot che ha trattato il controverso ed inquietante argomento dei "rapimenti alieni" (Abduction) con annessi e connessi dove, le esperienze personali raccontate dai partecipanti, attraverso la mediazione dei nostri rappresentanti, denotano che la strada da percorrere è tortuosa e -davvero- in salita ma che la determinazione dei ricercatori -eticamente seri- non demorde davanti agli ostacoli che si sovrappongono durante il cammino per la ricerca della verità.


Slot che non passa inosservato, come gli altri del resto, è il dibattito inerente all'approccio scientifico-strumentale versus il tema ufologico, il rapporto tra i media e questa fenomenologia con la certezza che, molto spesso Associazioni e Gruppi -poco onesti-, riescono ad insabbiare notizie davvero importanti travisando e "storpiando" per puro sensazionalismo... al fine di depistare tutto e tutti e facendo emergere solo palesi incongruenze e false verità atte a destabilizzare tutto il meccanismo politico/sociologico che ci circonda, ..ovviamente spesso di proposito....
L'ultimo slot in ordine di descrizione attraversa il percorso fotografico nel suo insieme, dallo studio allo sviluppo della anomalia e al conseguente percorso computerizzato, attraverso analisi grafiche e filtraggi per una attenta ricostruzione delle prove; inoltre non sono mancati momenti di confronto su teorie diverse di probabili verità rispetto al fenomeno ...sono stati ampiamente descritti e discussi i casi storici come gli x-files fascisti con il sentore che molti libri e molte storie poco "serie" siano state elaborate a riguardo....
Una "particolare" e stimolante serata dunque, con tanti spunti di riflessione e tanta voglia di certezze che, noi non abbiamo la presunzione di avere ma -certo è!- che stiamo provando a far emergere.... Tutto quello che fin ora è stato deliberatamente nascosto e -trasformato ad arte-, facendo apparire solamente un'immagine distorta di ciò che è veramente accaduto.
E' determinante far sentire la nostra voce, anche con questo sistema di multimedialità dove, lo sdegno per certe situazioni conferma sempre più la volontà di fare "un'opposizione costruttiva" nei confronti di certe "pseudo-scelte"... per nulla deontologiche e profondamente penalizzanti nei confronti di chi, con devozione, cerca di costruire e non di distruggere.
Un dialogo profondo tra le parti -interessate!- al confronto è senza dubbio la strada giusta per vincere insieme, per rafforzare il proprio ruolo e le proprie responsabilità e favorire una condivisione attiva di ricerca, domande dubbi e -perchenò- risposte del prodotto ufologico, insabbiando sempre più la -non- qualità e la -non- comunicazione per un cambiamento certo e rivoluzionario.
Il BARCAMP organizzato da Gruppo Camelot e Gruppi di ricerca associati rappresentano il cambiamento, l'approccio indispensabile per gli obbiettivi di una "buona professionalità", la capacità di competere in un sistema sempre più ostacolato dalle multinazionali, dal potere politico e da molto altro..

 

 

La qualità del nostro lavoro è il biglietto da visita che ci porta nel grande sistema nel quale dobbiamo essere sempre in prima linea rispetto a chi cerca, -inutilmente!- lo screzio e si fa "ambasciatore" di attacchi/insulti gratuiti....
BARCAMP, il primo di una lunga serie dunque, che segnerà il cambiamento -v e r o!-. Un grazie a tutti i partecipanti, ricercatori e semplici appassionati che con la loro presenza, giovedì sera, hanno contribuito ad avvalorare una nuova collaborazione ed una disponibilità al dialogo ed al confronto.
" La Sicurezza, come l'arte, non deriva dal possedere tutte le risposte: nasce dall'essere aperti a tutte le domande". E.G. Stevens




Convegno “Rapimenti Alieni”, 17 febbraio 2007, Milano, organizzata da Sviluppocultura, Animanews e Area51
Relatori vari
Report a cura di Carlo Sabadin, sabinsky@tiscali.it (Membro Sentinel Italia, Gruppo Hwh22 e Gruppo Camelot)

“Abbiate il coraggio di fare la cosa giusta, persino se significa una guerra civile.... e allora che venga e facciamo che possa forse finalmente essere l’ultima battaglia della rivoluzione americana”
John Quincy Adams AMISTAD Speech (dal film “Amistad” di Spielberg)
La percezione, soprattutto nel tardo pomeriggio è davvero notevole. Un pubblico attentissimo che occupa buona parte delle sedie a disposizione. Voci di corridoio parlano di un centinaio di biglietti venduti e di duecento persone presenti ma -oggettivamente- ne vedo molti, molti di più.. In particolare, nel pieno pomeriggio, una cinquantina di spettatori arriva, senza badge, e si sistema sulle gradinate più alte... Questa è l’immagine visiva più nitida di questa lunga giornata presso l’istituto Onnicomprensivo di via Natta a Milano dove l’associazione Sviluppocultura , Animanews e la rivista Area 51 hanno organizzato la manifestazione. Un’ottima campagna pubblicitaria, utilizzando due “vere” istituzioni milanesi nel settore, unitamente ad una lunga assenza, nella capitale lombarda, di manifestazioni monotematiche di questo tipo possono, quindi, essere i giusti ingredienti per il successo di una manifestazione.
Inizia la kermesse Lavinia Pallotta (Area51) con una disamina ad ampio raggio dello scomodo argomento “abduction”. In particolare, la Pallotta presenta la manifestazione come un “convegno razionale dove sono presenti molteplici punti di vista”. Il pericolo evidente -afferma la ricercatrice- è la ridicolizzazione del fenomeno che si può vedere in esempi specifici come il caso Zanfretta. Decisamente più apprezzabile -per chi scrive- il riferimento ad un importante convegno, avvenuto nel lontano 1992, presso il prestigioso MIT di Boston (ma senza il patrocinio di questa famosissima Università): “Alien discussions”. L’evento segnò- in un certo senso- la spinta, per alcuni ambienti accademici ma non solo, verso un approfondimento di queste tematiche e mostrò, in particolare, un approccio multiculturale meritevole di speciale attenzione. La relatrice (che dimostra, in questo caso, un buon background - e quindi un’ottima scuola ufologica nel suo passato- relativamente al controllo delle fonti) sottolinea la presenza di “elementi comuni” in culture differenti con esempi davvero solidi. Più impreciso, invece, il riferimento ad un’Europa “ufologica” divisa per metodologie ed approccio proprio quando, nel vecchio continente, codici etici e nuove forme di cooperazione sembrano allargarsi in maniera transnazionale. Apprezzabile, poi, l’excursus nel mondo della ricerca ufologica cinese dove rinveniamo una casistica similare a quella occidentale (fino a comprendere casi di esogamia) ed una grande disponibilità governativa a promuovere e finanziare ricerche in tal senso. La parte finale è dedicata ad una strenua difesa della ricerca “made in Italy” o, forse, di un certo tipo di ricerca nazionale.
Un breve intervento di Maurizio Baiata (direttore editoriale di Area51), ricorda le motivazioni che non hanno permesso a Philip Mantle di essere presente alla manifestazione. L’applauso del pubblico per una pronta guarigione (a cui mi associo totalmente) rappresenta, in un certo senso, il rammarico di non avere potuto seguire un intervento che in moltissimi attendevano. La razionalità del ricercatore britannico avrebbe senz’altro fornito molti spunti utili e costruttivi. Peccato. Ancora auguri Philip!
Antonello Lupino (CUI) si inserisce con un intervento apparentemente disorganico ma vuole sottolineare una sua certa predisposizione per l’ipotesi delle “collusioni militari” nel fenomeno. Dopo aver abbandonato due anni fa le ricerche in questo settore, le ha riprese da pochissimo e ci illustra una parte della casistica in suo possesso. Abbiamo, quindi, un primo attacco (perché non sarà l’ultimo nel corso della giornata) alla psichiatria e la citazione di una tecnica di “regressione cosciente” che, il relatore, utilizzerebbe in buona parte delle sue indagini. Immagini di cicatrici definite “anomale ed inspiegate”, affermazioni categoriche che “tutti i rapiti vivrebbero esperienze extracorporee”, individuazione di un “triangolo ferrarese” dove si concentrerebbero la maggior parte dei casi indagati, casi specifici (Tania) dove la testimone sarebbe stata -letteralmente- “rovinata dai medici”, spezzoni di programmi televisivi. Decisamente più interessante la seconda parte, con un ampia (e molto interessante) carrellata di immagini e riferimenti alle tecniche di controllo mentale. Da Pat Delgado, all’MK-Ultra, a casi meno noti. L’ipotesi terrestre sembra quindi essere predominante anche se non esaustiva. Infine, l’ennesima citazione di Mack (tutti i relatori lo faranno) con la messa in onda di un inserto tratto dal “mitico” programma “Misteri” della Foschini.
Baiata conclude la mattinata con il racconto -per sommi capi- di alcune esperienze personali e di una particolare esperienza/contatto interrotto utilizzando “una risposta non razionale” che sarebbe più facile per coloro che hanno praticato arti marziali. Apprezzabile un inserto -con traduzione simultanea dello stesso Baiata- relativo al pensiero di Jacobs sulle “ibridazioni”.
Nel pomeriggio il vero momento clou della giornata: l’intervento di Corrado Malanga (Stargate Toscana). La partenza è classica: gli alieni esistono e la “vecchia” ufologia ancora intenta a cercare di spiegare cosa sono le “luci nel cielo” è ormai superata e vetusta. Viene, quindi, riproposta cronologicamente, l’evoluzione delle tecniche utilizzate. Ipnosi regressiva, programmazione neurolinguistica, ricalco orale e delle ancore, ecc. Tutti i rapiti (esattamente come affermato da Lupino) avrebbero esperienze extracorporee e il TAV (Test AutoValutativo) predisposto avrebbe un margine di errore del 2% (un successo strepitoso se paragonato a qualsiasi test professionale che ricomprende ben più di una cinquantina di domande). Ufologi di stato e “certi” centri ufologici farebbero pura e semplice disinformazione.
Baiata svolge un breve intervento, raccontando un episodio relativo ad un incontro in treno con alcuni psichiatri/psicologi in procinto di partire per un convegno a Praga sulle “guarigioni psichiche”. Si sarebbe manifestato un interesse per queste tematiche anche se nascosto....
Malanga riprende l’illustrazione delle tecniche utilizzate per il recupero dei ricordi dove l’inconscio diventa l’elemento cardine insieme alla PNL. Quindi il “solito” (all’interno di questo convegno) attacco alla psichiatria/psicologia e l’individuazione del “parametro cromatico” come mezzo per distinguere l’ipnosi dal sogno. Infine alcuni elementi relativi alle memorie “aliene”, alla reincarnazione e alla visione “malanghiana” della fisica e all’affermazione finale che, ormai, il 35% degli addotti -utilizzando le tecniche proposte- avrebbe risolto i propri problemi. A sostegno di queste conclusioni (utilizzando una comunicazione davvero coinvolgente) non abbiamo pubblicazioni scientifiche “in questo specifico settore di ricerca” ma -dice il ricercatore di Pisa- l’aver pubblicato sul Chemical Society inglese ben 50 pubblicazioni.. dimostrerebbe che non è uno stupido.
Alcune considerazioni
Una doverosa premessa. Se non siete venuti avete commesso un grave errore. Intanto è sempre preferibile “ascoltare” dal vivo (visto ciò che succede sul web in questo periodo) le “altrui” posizioni, anche quelle “più lontane” e stridenti con le proprie. Secondariamente - ma forse sarebbe preferibile dire: prioritariamente!- raramente si ha la possibilità di assistere ad una kermesse dove la linea “editoriale” è chiarissima fin dalle prime battute. Un’importante occasione “persa” quindi, non tanto per le novità e i dati (concetto alquanto “relativo” come vedremo più avanti) prodotti che, in larghissima parte, erano già noti agli addetti ai lavori e a tutti gli appassionati maggiormente scafati (come noti erano i filmati mostrati per gli utilizzatori di Youtube e simili). L’opportunità “sfumata” riguarda la possibilità di vedere, in modo così completo, lo “stato dell’arte” dell’alienologia italiana. Mi spiego meglio. Gli “alienologi”, termine ben divulgato dal collega ed amico Paolo Bolognesi, hanno alcune certezze diamantine che ben li distinguono dagli “ufologi” notoriamente troppo impegnati a studiare le luci nel cielo. Secondo alcuni non sarebbero neppure troppo intelligenti e, comunque, l’ufologia “classica/scientifica/ strumentale” che caratterizzerebbe il loro approccio metodologico sarebbe “roba vecchia” e sostanzialmente non più utile. Sorvoliamo sull’erroneo uso terminologico di “classico”, “scientifico” e “strumentale”. E sorvoliamo pure sul fatto che non esiste un alienologo (compresi i relatori di Milano) che non sia stato -prima!- un ufologo. Ma diventa davvero difficile non prestare attenzione ad un fatto assolutamente decisivo. Anzi due fatti. In tutta la manifestazione, i diversi relatori, hanno ampiamente citato, a più riprese, il compianto ricercatore John Mack. Con modalità e finalità diverse. Peccato che nessuno di loro abbia illustrato il metodo e le procedure utilizzate -veramente- da Mack. In quest’ottica, diventa assolutamente rilevante un’altra considerazione consequenziale. Gli strumenti utilizzati, dai vari ricercatori, per raccogliere i “dati” presentati sono solo sfiorati nelle rispettive relazioni. Lupino parla continuamente di una tecnica di “regressione cosciente” senza mai spiegarci che sta utilizzando il cosiddetto “auditing” in uso alla neo-religione “Scientology”. Malanga parla di varie tecniche di PNL senza ricordarci che, fin dal 1995, il Counselling Psychology Review ha affrontato svariate tecniche (con particolare riferimento ai movimenti oculari al fine di ottenere informazioni sui predicati verbali o scritti di un soggetto) per concludere negativamente circa la sua efficacia. Superfluo citare -anche in questa sede- come le più importanti istituzioni mondiali per la ricerca hanno, poi, avversato l’utilizzazione dell’ipnosi come mezzo adeguato per la ricostruzione delle memorie sopite. Ed infatti, non solo moltissime associazioni europee hanno escluso, nei loro codici etici, tale utilizzo ma lo stesso Malanga sembra ormai avviato verso un suo definitivo superamento. Ciò che caratterizza, quindi, l’alienologia attuale è il superamento dello “strumento” utilizzato che viene, quindi, considerato come un “quid” scontato e che non merita ulteriori approfondimenti. Analogamente, quando vengono richiesti dati -nel senso scientifico del termini.... o per essere più chiari: dati simili a quelli utilizzati da Malanga nelle “sue” 50 pubblicazioni su Chemical Society- l’escamotage per “uscire” consiste nella nota affermazione di una nota “incapacità” del mondo scientifico/accademico ad accettare tali mirabolanti “(nuove) scoperte”. Il risultato finale di questa impostazione ha però effetti assolutamente illuminanti: mi è -ora- chiarissima l’avversione di molti alienologi per il termine “strumentale”! Gli approcci diversi e differenti tra “ufologi” (qualunque sia la loro corrente interpretativa) e gli alienologi diventano dicotomici. Interessante anche l’estrema duttilità del modus operandi degli alienologi. In tutta la manifestazione, il termine, tanto in voga in questi ultimi tempi, “esopolitica” sembra eclissato.... quasi “addotto”! Ma altrettanto interessante l’affermazione che i risultati (dati) ottenuti con mezzi diversi (auditing e PNL) sarebbero identici. Corretto, quindi, il concetto espresso, all’inizio della relazione della Pallotta, circa un convegno razionale dove sarebbero mostrati diversi punti di vista (metodi diversi) ma, la conclusione finale vede, però, una sostanziale identità di vedute. Logicamente relativamente all’approccio “alienologo”... In tal senso, vale la pena ricordare un intervento di Baiata, nella parte finale del convegno, dove, dopo aver mostrato alcuni filmati noti (Merida) e altri recentissimi del giornalista televisivo messicano Maussan, legge alcune note/dichiarazioni di principio contenute nello Speciale di Hera, dedicato ai “rapimenti”, uscito la scorsa estate. Dice Baiata -rivolgendosi a tutti gli ufologi- che, per poter procedere “insieme” è necessario accettare come “realtà di fatto” alcune affermazioni. Altrimenti è preferibile che le strade (tra ufologi e alienologi.... aggiungo io) si separino.
Forse adesso vi è più chiara la citazione riportata in apertura di questo Report.. Per quanto trovi personalmente (sono sì eretico ma.... “sempre” un ufologo pro-ETH) altamente probabili almeno due delle “dichiarazioni di principio” lette da Baiata, le considero solo delle ipotesi. Altamente probabili ripeto e, magari, anche “circostanziate” .... ma sempre “ipotesi”. Chiedermi di accettarle come “realtà di fatto” sarebbe come pretendere un vero atto di “fede”. E, gli atti di fede, sono più vicini all’idem sentire degli alienologi che a quello degli “ufologi”....
Ecco perché l’arringa del Presidente Adams in relazione alla vicenda degli schiavi africani della nave spagnola Amistad mi sembrava opportuna e adeguata. Forse per fare la cosa giusta (o che si ritiene giusta) è necessario anche affrontare le estreme conseguenze. Facciamola, quindi, in senso assolutamente “metaforico”, questa grande battaglia finale....
E speriamo sia davvero l’ultima!




”SETI, la ricerca di segnali radio da civiltà aliene” e ”UFO: Fra ragione e mistero”, 24 marzo 2007, Milano presso il Museo Civico di Storia Naturale, organizzata dal CICAP
Relatori: Gianluca Ranzini (SISN, centro studi di Esobiologia) e Marco Morocutti (Progettista elettronico, CICAP)
Report a cura di Maurizio Rivalta, sportacus01@libero.it (Membro Sentinel Italia, Gruppo Camelot e collaboratore Gruppo Hwh22)
Dopo la presentazione della conferenza fatta da Francesco Grassi (CICAP), la parola passa a Gianluca Ranzini che inizia la sua relazione presentando il SETI, specificando il suo significato e il lavoro che sta svolgendo. Ricerche della vita.. “altrove”.. ricerche che stanno svolgendo da ca. 10 anni, fatte principalmente su una base stimata di ca. 200 pianeti, non come la terra, ma ben più grossi (vedi Giove....). Ricerca fatta tramite onde radio. Da questo spunto inizia ad indicare che la strada non è facile, in quanto non è chiaro come, questi segnali di ricerca, possano essere interpretati.? Come segnali che vagano nello spazio, o magari segnali mirati? propri per farsi conoscere, e a tal proposito fa riferimento al Film Contact.
Come Inizio.. di questa avventura fa i nomi di Giuseppe Cocconi e Philip Morrison i precursori del Seti che nel 1959, colleghi alla Cornell University, furono i primi scienziati a sollecitare la comunità scientifica ad effettuare una ricerca coordinata dei segnali extraterrestri di origine intelligente. Poi Ranzini si sposta sulla famosa Equazione di Drake, spiegando dettagliatamente questa equazione....
E.. qui: “una vecchia cariatide dell’ufologia”, un addetto ai lavori “polemico e terribilmente” irritante.. interviene spiegandomi alcune cose.... Non posso fare a meno di sentirlo: è di fianco a me! Taluni dicono –anche- che è un “massone” in combutta con sssstriscia la ..Notizia!
Indicando poi con la data del 16/11/1974 il messaggio inviato da Drake verso la costellazione di Ercole, da Arecibo (Portorico). Il nostro “famoso” segnale riguardante i dati... di noi essere umani.... anche se poi questo segnale è stato inviato ad una costellazione che dista da noi solo.... 21.000 anni luce! Bisognerà aspettare un po’ per la risposta.. Poi si passa al paradosso di Fermi.... Se gli alieni esistono.. perché non sono qui??? dato che diceva che la nostra galassia ha ca. 13 miliardi di anni.. perché non si sono fatti vivi??

Risposta: gli ufo non esistono.. perché la civiltà è troppo breve....
Oppure.... non è che magari ci sono.. e non riusciamo a vederli???
E.... la vecchia “cariatide” interviene ancora.... “Ma non lo sa “questo” che “sta str......a” è gia stata polverizzata???
Poi il discorso inizia a variare sul segnale radio.. dove si dovrebbe puntare?? Verso che direzione?? Che tipo di segnale bisognerebbe usare?? Potranno capirci??? Tutte domande lecite quello si....
Ma magari puntare.. anche su altre ricerche??? E non solo su segnali??? Mia piccola divagazione.
E.... la vecchia “cariatide” annuisce.... con tono molto “massone”e mi dice.... Già!?? Perché non si leggono le pubblicazioni scientifiche??? Perché non si è un pochino più aggiornati??
Poi conclude.. indicando che se dovesse arrivare un SEGNALE particolare la prima persona che sarà avvisata sarà il segretario dell’ONU.... (mah........!) poi viene fatta vedere una foto con la “famosa” firma WOW.. dal quale nato il WOW SIGNAL del 15/08/77, al momento unico.. segnale particolare.. però non più ripetuto....
Il “presunto massone” storce il naso.... : “mica è l’unico....??!!!!!”
Marco Morocutti inizia la sua relazione dicendo.... gli alieni sono già qui??? Vediamo cosa centra il CICAP con l’Ufologia....
“già”..... Sempre il solito;-)) Già che c’entra?
Inizia indicando.. come mai si vedono gli UFO?.. cosa sono?. Cosa osservare?.... è specifica di fare molta attenzione.. a quello che si osserva.. e da qui.... .via.. una carrellata di foto.... di presunte facce aliene.... le quali non sono altro che disegni naturali su tavole di legno..... su case....(presunte facce.. prese dalla posizione di finestre su pareti), foto molto divertenti devo dire.... che fanno sorridere il folto pubblico presente.... anche se penso.... che certi.. Ufologi.. come dice.. non siano così.. attenti a certe.. foto..
Poi si sposta su una foto che intravede due luci all’orizzonte.... ed altra foto dove si vede.... una scia colorata in mezzo alle nuvole sopra delle montagne.... (poi alla fine.. arriverà.. la verità....)
E, il rompiscatole accanto: “noooo.... ancora i cani solari....noooo!”
Poi il discorso si sposta sul nome UFO, spiegando che il significato esatto della parola e di oggetto volante non identificato.. e non come tanti (a lui dire.....) indicano come alieni.. astronavi....rapimenti ecc. e chi più ne ha ne metta....
Si arriva anche alla data nella quale viene descritta come nascita degli UFO cioè 24/06/1947 quando un certo Kenneth Arnold, mentre sorvolava una zona dove era caduto un aereo, vide 9 oggetti in formazione volargli a vista.... poi si passa al caso Roswell, a quello che si pensa sia accaduto.. e così via.... indicando quello che è stato detto in giro per il mondo.. e vari articoli di stampa italiana dove da una parte si dice.... Avvistato ufo.. e su un altro giornale.. tutto falso.. erano palloni sonda....
Il tutto per indicare di stare attenti a quello che si vede.. a quello che uno dice.... passando anche ai presunti rapimenti alieni, indicando tra i più famosi quello dei coniugi Hill, e quello Parker per arrivare poi a far vedere.. in bella mostra la foto dell’articolo apparso sulla Stampa: quello di Malanga dove è indicato: "Ho ipnotizzato 400 rapiti dagli alieni"....
E qui.. devo dire che le risate.. sono state molto carine.. eheh... come quelle per le foto iniziali....
Il discorso segue poi il canone dell’attenzione.. di stare sempre attenti a quello che dicono le persone.. di verificare sempre l’attendibilità di tutto.... di controllare quello che dicono di aver visto.... facendo anche vedere vari disegni di persone che dicono di aver visto.. un qualcosa.... (UFO..) però facendo notare che i disegni sono tutti diversi.. anche se queste persone avrebbero visto tutti la stessa cose.. nello stesso momento.. e nella stessa zona..
La vecchia cariatide: “ancora con sta ipotesi psico-sociologica!”
La chiusura poi verte sulla spiegazione delle foto iniziali.... a parte quelle dei legni e delle case.. le foto delle luci erano solo 2 pianeti vicini, (Giove e Venere..) e il riflesso sulle nuvole è un riflesso del sole sul ghiaccio della montagna, poi indicando di fare molta attenzione ai mezzi di informazione.... e agli studi di psicologia della testimonianza....
Chiude facendo vedere una indagine fatta nel 1976 da Allan Hendry, su 1307 Casi..... 88% identificati, 8% non identificati.... 2% dubbi....
Come procede la scienza???? Ha chiuso con questa frase.....
Come procedere??? Non penso che l’8% si debba buttare via vero???
E la cariatide dice: “cavolo.... una percentuale di ufo superiore alla mia! Il mondo va davvero alla rovescia....”




“Roswell, 60 anni dopo”, 1 aprile 2007, Roma, organizzata da Area51
Relatori vari
a cura di Gianluca Santaniello, 3356720794@tim.it (Webmaster www.nonsiamosoli.com, Membro Gruppo Camelot e Centro Ricerche Leonardo da Vinci)
(NdR: report tratto da http://italia.pravda.ru/science/5351-0/)
E’ SUCCESSO SOLO 60 ANNI FA…
Roswell 4 Luglio 1947, un oggetto volante non identificato si schianta al suolo con i suoi 3 occupanti. Da allora speculazioni, studi, cover-up governativo e militare, testimonianze, smentite sono state alla base della ricerca della verità. Il Santilli Footage non è riuscito a smontare il caso più scottante della storia dell’Ufologia e anzi non ha fatto altro che alimentare dubbi sui perché di un falso così ben elaborato.
Ma nessuno può negare che quella notte qualcosa di incredibile per tutta l’umanità è accaduto e solo un cieco può accettare la versione ufficiale dei militari che parla della caduta di un pallone meteorologico sperimentale.
1 Aprile 2007 - E’ cominciata con una proiezione dal film “Roswell” di Paul Davis, la conferenza per i 60 anni dei fatti di Roswell, in un’accogliente e gremita sala conferenze dell’Hotel Villa Maria a Roma.
Ospite d’onore Jesse Marcel jr. figlio del compianto Maggiore Marcel (morto nel 1986): una presenza importante, una presenza chiave nell’intera vicenda poiché testimone diretto.
L’introduzione di Maurizio Baiata riassume in grandi linee gli eventi di Roswell e quella di Paola Harris presenta l’ospite d’onore Jesse Marcel jr..
Si parla di cover-up governativo e la ricercatrice Lavinia Pallotta parla del caso Kennedy e Monroe, delle rivelazioni di John Lear delle collaborazioni fra le potenze mondiali nell’insabbiamento della questione UFO. Il tutto, ovviamente, riallacciandosi al caso Roswell che è il più evidente esempio di cover-up governativo-militare.
Poi Pino Morelli fa un escursus storico dell’ufologia in chiave cinematografica dallo storico “La Cosa” sino al recente film “Roswell” di Paul Davis, dimostrando come anche Hollywood è stata sempre sensibile all’argomento e forse, alle volte, ha fatto anche da tramite per far conoscere i fatti anche a chi non ha conoscenze in questo ambito.
Ed ecco Jesse Marcel jr., disponibilissimo e toccato dalle immagini, seppur cinematografiche, che ricordano il padre, racconta minuziosamente gli accadimenti. A quei tempi aveva 11 anni e il padre era un ufficiale dell’Air Force. Quella notte arrivò e svegliò lui e la madre perché, disse, dovevano vedere una cosa sensazionale.
Si sistemarono nella cucina e il Maggiore Marcel pose sul pavimento quelli che apparentemente potevano sembrare fogli di alluminio insieme a delle barrette a doppia T con degli strani simboli.
Il racconto è denso di particolari sulle proprietà di quel materiale, e ciò che più colpi inizialmente l’allora 11enne Marcell fu il fatto che accartocciando quei “fogli” metallici essi ritornavano perfettamente lisci. In seguito la sua attenzione si spostò sulle barrette a doppia T con incisi strani geroglifici. Erano di color porpora e non avevano nulla a che vedere con quelli egizi. Le barrette riflettevano la luce. Guardò quei rottami per circa 15 minuti, poi il Maggiore Marcell rimise tutto in una scatola e la riportò in macchina.
Per molti anni non parlò della sua esperienza, e fu solo nel 1978 che concesse la prima intervista a Stanton Friedman.
Jesse Marcell jr. è un colonnello, oltre che un dottore, quindi ovvio pensare alle conseguenze di una sua pubblica testimonianza sul caso Roswell.
Infatti quando cominciò a parlarne fu più volte contattato da agenti segreti governativi che volevano sapere cosa sapesse di quegli accadimenti. Non solo. Cercarono di dimostrargli che in realtà quel famoso 4 Luglio furono ritrovati i resti di un pallone meteorologico sperimentale e non un disco volante, quasi avessero paura della sua testimonianza. Ma Marcell jr. fece notare a quei militari che le sue conoscenze e quelle del padre erano tali da far capire benissimo la differenza fra un pallone meteorologico e rottami di origine sconosciuta.
Marcell jr. ricorda anche che parlò più volte con il padre, anche poco prima della sua morte, che gli confermò che quei rottami non erano manufatti terrestri.
Dopo la preziosa esposizione di Jesse Marcell jr.la parola passa al direttore del G.A.U.S. (Gruppo Accademico Ufologico Scandicci), Pietro Marchetti, che ha parlato del caso Phoenix e dell’attuale rilascio di documenti del GEIPAN che riguardano anni di avvistamenti in territorio francese.
E’ la volta, poi, di Antonello Lupino che mostra un'accurata analisi tecnica sui palloni meteorologici convenzionali e quelli utilizzati nel progetto Mogul, che comprendevano l’uso di manichini simili a quelli dei crash test di oggi, facendo notare l’elevata professionalità e conoscenza di Jesse Marcell jr e del padre e, quindi, l’impossibilità di non riuscire a distinguere uno strumento militare conosciuto (come i palloni per rilevamenti meteorologici) da uno mai visto prima.
Fa notare Lupino, ma anche Marcell jr nel suo intervento, che nella celebre foto in cui è presente il Maggiore Marcell che mostra i resti di un pallone per rilevamenti meteorologici, si può notare un’espressione interdetta suscitata dalla consapevolezza che ciò che stava mostrando non era ciò che fu ritrovato.
Molto interessante l’intervento di Yvonne Smith, ipnoterapista, che espone i suoi studi su alcuni addotti e tracciato le linee generali delle modalità di contatto scelte dagli alieni, nonché degli esperimenti e delle cicatrici riportate sui sottoposti. Inoltre illustra con diverse diapositive, il suo viaggio a Roswell e le ricerche sul campo.
Paolo Martinuz parla di una personale ricerca sui testimoni, dei fatti di Roswell, ancora in vita e sul luogo del ritrovamento dei rottami.
Tutta la conferenza è stata magistralmente orchestrata dall’organizzatrice Paola Harris ufologa di fama internazionale, che dopo anni di studi e ricerche in Italia, ha deciso di ritornare negli States pur continuando tutte le sue collaborazioni.
Ed ora l’appuntamento è per il 4 Luglio 2007 a Roswell dove si celebrerà il “compleanno” di quella che è stata ed è la pietra miliare dell’ufologia.




“Dallo SPUTNIK agli ALIENI “ e “60 Anni di UFOLOGIA”, 14 e 15 aprile 2007, San Marino, organizzato da SETI, SETI Italia, CUN e CROVNI
Relatori vari
Report a cura di Fabio Siciliano, email@fabiosiciliano.it (ricercatore e ufologo)
A 50 anni dalla messa in orbita del primo satellite artificiale e a 60 dalla prepotente apparizione ufficiale degli UFO nella Storia contemporanea, ecco il resoconto di due importanti Simposi svoltisi sul Monte Titano.
Come ormai già da molti anni, la Repubblica di San Marino, con il Patrocinio della Segreteria di Stato per il Turismo ed in collaborazione con l’Ufficio di Stato per il Turismo, ha ospitato due importanti Simposi sulle tematiche legate all’Astronautica, all’Esobiologia e all’Ufologia.
I due Simposi si sono svolti al Teatro Turismo in Via Capannaccia a San Marino Città e sono stati coordinati, come ogni anno, dal noto ufologo, sociologo e giornalista Roberto Pinotti.
Tutti gli interventi dei vari relatori sono qui riportati nell’ordine cronologico in cui si sono effettivamente svolti.
Alcuni di essi sono stati già pubblicati sul sito del CIFAS [1] mentre altri, anche se sfortunatamente non proprio tutti, lo saranno a breve (www.cifas.net/sanmarino2007/simposi2007.htm).
Diverse relazioni sono state presentate con l’ausilio di supporti multimediali.

Il Primo Simposio
L’8° “Simposio Mondiale sulla Esplorazione dello Spazio e la Vita nel Cosmo” (anche se probabilmente per un curioso errore tipografico il manifesto esposto in teatro recava il termine “colonizzazione” anziché “esplorazione”) ha avuto luogo fra le 9.00 e le 13.30 di sabato 14 aprile 2007 col titolo più che eloquente Dallo SPUTNIK agli ALIENI – Satelliti, astronauti, SETI ed extraterrestried è stato realizzato in collaborazione con SETI (www.seti.org) e SETI Italia.

Margherita Detomas, giornalista e scrittrice della Redazione RAI di Bolzano, ha presentato un interessante documentario, da lei diretto, sulle attività di ricerca e divulgazione astronomica dell’Associazione Astrofili Max Valier (www.maxvalier.org), con sede nel Capoluogo altoatesino, nel corso del quale sono state mostrate splendide immagini della volta celeste ed alcuni momenti significativi dei duri sacrifici di quanti, spinti da un’irrefrenabile passione, raggiungono nella notte le più alte e fredde vette innevate della catena alpina per riprendere quelle stesse immagini. L’Associazione dispone di un osservatorio (www.sternwarte.it) posto a una quota di 1.400 metri presso la località sudtirolese di San Valentino In Campo di Cornedo All'Isarco, dove nel corso dell’anno vengono organizzate visite guidate aperte al pubblico. L’osservatorio è molto ben attrezzato e provvisto di due cupole che ospitano un telescopio per l’osservazione del cielo notturno e addirittura un telescopio solare. Nel Cinquantenario del lancio dello Sputnik russo (4 ottobre 1957) il riferimento a questa Associazione è quanto mai significativo, perché porta il nome di un uomo geniale ed eclettico che fu scrittore, astronomo e pioniere della missilistica e dell’astronautica e che nel suo campo fu anche la prima vittima della Storia. Max Valier nacque infatti a Bolzano il 9 febbraio 1895 e morì a Berlino il 17 maggio 1930, a soli 35 anni, nell’esplosione di un razzo in fase di collaudo. Nel corso della sua vita si occupò anche di meteorologia, matematica e fisica, fu collaudatore di aerei, scrisse opere scientifiche e di fantascienza per divulgare le sue idee sui viaggi spaziali anche col supporto del grande Hermann Oberth e sviluppò i primi mezzi con propulsione a razzo in collaborazione con Fritz Von Opel. Sepolto a Monaco di Baviera, dopo la sua morte il suo lavoro fu poi continuato da Wernher Von Braun.

 

 

Achille Judica Cordiglia, tecnico e scrittore di Torino, purtroppo non è potuto intervenire per sopravvenuti problemi di salute. Assieme al fratello Giovanni Battista, nel secondo dopoguerra formò la famosa coppia dei Fratelli Judica Cordiglia (www.judicacordiglia.com) che, appassionata di telecomunicazioni, non solo realizzò ad Erba, per breve tempo, la prima televisione privata italiana via cavo ma, soprattutto, creò in seguito nella cinquecentesca Villa Bertalazona di San Maurizio Canavese, nei pressi del Capoluogo piemontese, il Centro di Ascolto Spaziale “Torre Bert” che, attivo dal 1957 al 1965, negli anni ’60 del secolo ormai trascorso fece un gran scalpore per aver captato via radio, fra le altre cose, l’agonia dei diversi cosmonauti russi deceduti nel corso delle fallite missioni (www.lostcosmonauts.com) che precedettero e seguirono lo storico volo di Yuri Gagarin del 12 aprile 1961 e che mai furono ammesse dall’Unione Sovietica prima né dall’attuale Federazione Russa poi, il tutto per evidenti ragioni di bieco e cinico prestigio nazionale. È stato quindi proiettato un fedele documentario, prodotto dalla RAI, che illustra le vicende dei due fratelli e le loro sensazionali attività e scoperte. Il loro genio non passò inosservato e fu oggetto di attenzione dei servizi segreti e della stessa NASA [2], che nel 1964 li invitò negli Stati Uniti per esaminare le loro tecniche, che suscitarono stupore, incredulità e perfino ammirazione e forse invidia nell’ente spaziale americano. Gli aneddoti, particolarmente gustosi, non sono certo mancati. I due fratelli avevano iniziato facendo tesoro delle radio di aerei americani abbattuti nel Nord Italia nel corso del Secondo Conflitto Mondiale, acquistandole a peso dai rigattieri e carpendone in seguito i segreti. In breve furono in grado di monitorare dapprima solo in audio, e successivamente anche in video, tutte le principali missioni spaziali sovietiche e americane, intercettandone le comunicazioni. Gli specialisti statunitensi rimase