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Tutti i numeri
del giornale aperiodico di ufologia "Camelot Chronicles" si possono scaricare gratuitamente
da questo sito in formato PDF e HTML, e si possono trovare in formato cartaceo alle conferenze del Gruppo Camelot
e dei suoi Collaboratori
Editoriale
a cura della Redazione - Pag.1
“Scienza e Mistero”:
un passo ulteriore verso la corretta informazione ufologica.
Dopo cinque anni di corretta informazione ufologica, una quindicina di numeri, tra normali e speciali, e più di un centinaio di articoli, è giunto il momento per noi, che portiamo avanti questa rivista, di fare un passo ulteriore: uscire con una rivista cartacea vera e propria.
Nei prossimi mesi vi daremo informazioni ulteriori relativamente a tutto ciò, tramite il nostro sito e quello della rivista; per il momento vi ringraziamo per tutto l’affetto che ci avete dato, scaricando i precedenti numeri, collaborando e facendo sia complimenti che critiche costruttive, e permettendo così a molti ricercatori ed appasionati di ufologia, di potersi esprimere e divulgare le loro ricerche.
Vi lasciamo comunque con questo numero decisamente intrigante, che affronta molti temi cardine dell’ufologia moderna.
buona lettura,
la redazione
Teodorani, M. (2006). Un Metodo Alternativo per la Ricerca Scientifica di Vita Extraterrestre Intelligente - Il “SETI Locale”. In: Seckbach, J. (ed.) Life as We Know It, Springer, pp. 487-503.
a cura di Massimo Teodorani, Ph.D., mlteodorani@alice.it
(Astrofisico, Ricercatore e Scrittore di Scienza)
- Pag.1
ABSTRACT
Il Progetto SETI standard è una soluzione efficace e incisiva per la ricerca di intelligenze extraterrestri, oppure esistono dei metodi alternativi che possono assicurare lo stesso rigore scientifico e metodologico, ma con una potenzialità tale da promettere risultati più concreti ? Questo articolo è diviso in tre parti. Nella prima parte si descrivono le linee essenziali relative al paradigma del SETI standard e le ragioni per le quali questo progetto – sebbene esso mantenga caratteristiche di intrinseco rigore – si è rivelato clamorosamente incompleto, inconcludente e “metodologicamente cieco”, soprattutto quando vengono sistematicamente ignorati eventuali segnali provenienti da sorgenti celesti caratterizzate da moto proprio elevato. Nella seconda parte si mostra e si discute in dettaglio la duplice ragione per la quale un monitoraggio scientifico strumentale e sistematico ed un esame approfondito dei fenomeni aerei anomali, potrebbe fornire risultati di grande rilevanza e concretezza. Da un lato la conoscenza della fisica di fenomeni luminosi atmosferici ed aerei inconsueti può essere drasticamente estesa, così da rendere possibile la constatazione della loro origine naturale e la comprensione del loro meccanismo in termini di geofisica, di fisica atmosferica e di fisica dei plasmi: come esempio pragmatico in tal senso, vengono descritti in dettaglio i risultati emersi dalla ricerca pluriennale effettuata ad Hessdalen, in Norvegia, dove vengono riportati con una certa ricorrenza strani fenomeni luminosi. Dall’altro lato l’”effetto setaccio” risultante da un meticoloso screening delle anomalie atmosferiche, potrebbe fornire prove scientifiche convincenti che una parte – seppur piccolissima – di questi fenomeni è prodotta (intenzionalmente o meno) da una intelligenza esogena alla Terra, caratterizzata da una tecnologia più o meno avanzata sia dal punto di vista dei dispositivi di propulsione che dei sistemi di comunicazione. Nella terza parte dell’articolo si descrive, da un punto di vista bio-astronomico, quello che la scienza prevede nell’ipotesi che il Sistema Solare e la Terra siano visitati da intelligenze aliene. In questo contesto vengono discusse in profondità le dinamiche strategiche, motivazionali e tecnologiche previste teoricamente da possibili processi di migrazione interstellare, mostrando come questo “fattore migratorio” possa effettivamente espandere in maniera drastica le potenzialità della equazione di Drake standard e, conseguentemente, la probabilità di visite dirette.
Sottomesso : Dicembre 2004
Accettato : Gennaio 2005
Pubblicato : Luglio 2006
Abduction:
il Problema della Scientificità
a cura di Giulia d'Ambrosio, giuliadambrosio@primocontatto.net
(Medico, Neuropsichiatra Infantile e Psicoterapeuta, Coordinatore del
PARSEC)
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Introduzione a cura di Carlo Sabadin
La lunghissima discussione -da cui sono stati estrapolati alcuni contributi della Dott.ssa Giulia d’Ambrosio- avvenuta negli ultimi mesi, relativamente alla metodologia propugnata da Corrado Malanga per le abduction, è avvenuta -e non poteva essere altrimenti!- all’interno del Forum del Gruppo Camelot. Le motivazioni sono molto semplici. Si tratta di un Forum che si basa su regole essenziali, accettate da tutti i partecipanti. In particolare, la presenza di nickname, troll e fake viene -di fatto- resa impossibile. Parallelamente, l’operato di moderatori/amministratori con idee e posizioni anche molto diverse tra loro, ha permesso la corretta ed equilibrata esposizione di punti di vista divergenti se non opposti. Una situazione generale -quindi- decisamente favorevole e positiva. Un “luogo virtuale” dicotomico se paragonato, ad esempio, al forum di ufologia.net dove, da un lato, un’incredibile numero di nickname, troll e fake rende estremamente complicato -se non impossibile- una qualsiasi discussione mentre, dall’altro, la stesse prerogative di “moderazione” vengono affidate a soggetti dichiaratamente schierati
versus atteggiamenti fideistico/settari . In tale ottica, non sorprende come sempre più spesso, in tanti forum di discussione ufologica, i confronti degenerino, le illazioni e le calunnie crescano in maniera esponenziale, i post siano spostati e magari cancellati, gli utenti si disiscrivano, ecc., ecc. Ma, come abbiamo ricordato prima, esiste un’isola “felice”, il Forum Camelot, che ha permesso -e permette tuttora- una seria ed equilibrata analisi di tematiche spesso “difficili”. Come potrete constatare leggendo gli estratti seguenti e.. perché no?… Rileggendo l’intera discussione sul nostro Forum.
Buona lettura
[NdR: in questo articolo per questioni di spazio, pubblichiamo solo alcuni
estratti(inframezzati da:.....cut.....); potete trovare i post completi,
oltre a diversi spunti di discussione, all’interno del Forum Camelot, a questo link:
http://www.forumfree.net/?t=2927455&st
]
2/3/2007, 14:30
Sollecitata dai nuovi post e da Carlo, ecco il mio intervento. Parto con una premessa, rassegnatevi.
PREMESSA.
Credo che l’obbiettivo di un ricercatore nel campo degli IR4 sia quello di farsi abbastanza esperienza da poter diventare super-partes. Preferirei dire “acquisire esperienza in modo tale da potersi esprimere civilmente sulla base di dati oggettivi”, ma converrete con me che, al momento attuale, lo stato dell’arte prevede o sputasentenze o guru. Super-partes nessuno, a parte rari lettori ufologici.
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Prevede sputasentenze o guru come è normale che sia in un mondo che è di pertinenza maschile, non nel senso che gli esseri umani di sesso maschile possano produrre solo ciò, perché questo non è vero, ma sputasentenze e guru sono un tipico prodotto dell’universo maschile - basta guardare le trasmissioni dove si commenta il calcio, dove ogni parolaccia o insulto è lecito per questioni del tutto risibili. Anche nel mondo ufologico parolacce, insulti, diffamazione e quant’altro sono all’ordine del giorno, perché la piattaforma iniziale di tale tipo di ricerca era prevista con dei moduli da bar-sport. In buona parte è rimasta tale, dato che il pesce puzza dalla testa, e qui puzza moltissimo e da tanto tempo.
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In quest’ottica è già abbastanza chiaro che l’inserimento di una donna nel bar-sport sarebbe stata un’impresa rischiosa. Ovviamente, dall’esterno non ho potuto capire, e non l'ho capito per molto tempo, che le modalità da bar-sport avrebbero rischiato di schiacciare un discorso serio come quello che ho provato a proporre fin dall’inizio.
UNA PARABOLA.
All’inizio c’era il libro di Malanga sul suo rapito preferito [NdR: “Gli UFO nella Mente” di C.Malanga, ediz.Bompiani, 1998]. Mi piacerebbe che fosse l’ultima volta che lo debbo raccontare. Nel libro di Malanga, che io aprii come si apre un testo sacro e chiusi come si chiude un dossier sulle brigate rosse, vi erano riportati dei racconti e dei sogni. Nei sogni vi era parecchie volte traccia di un’imminente rottura psicologica del soggetto. Ciò non significa che il soggetto sia matto (se qualcuno ha mai pensato che io volessi dire questo, svela la sua abissale ignoranza del linguaggio psichiatrico e delle teorie e pratiche psicologiche). Un sogno di rottura significa la possibilità che improvvisamente irrompa un episodio psicotico, e può essere provocato dalla reiterata esposizione del soggetto ad eventi traumatici. Così accade a chi venga torturato, come pure a chi venga ripetutamente violentato da un branco di persone. E ovviamente anche a chi venga in contatto con pratiche chirurgiche sperimentali. Un sogno di rottura prevede che si utilizzino tecniche di supporto precise, atte a fare in modo che la psiche e la mente del soggetto abbiano il tempo di metabolizzare l’informazione che sta emergendo, di integrarla nella parte cosciente della personalità e di cominciare ad abbozzare una soluzione, una difesa cosciente, un metodo insomma per poter solidificare l’avvenimento e fare in modo che non diventi un buco, un precipizio sempre sull’orlo di far franare tutta la personalità.
Orbene, nel libro suddetto non appare nessun supporto del genere, anzi, peggio, in seguito ad avvenimenti così drammatici si dice che quindi si riprendeva con una seduta di ipnosi anche al pomeriggio. Ciò appariva estremamente inquietante. Fui poi messa al corrente dal dottor Moretti [NdR: Franco Moretti, ipnologo], anni dopo, che questo non era vero, e che nel libro quindi venivano introdotti ad arte degli escamotage da thriller.
Forse, nella mente di Malanga, questo serviva a catturare il lettore, ma:
a) o uno fa un romanzo, o cerca di produrre una testimonianza, dove i tempi, i silenzi e le pause hanno la stessa importanza delle parole; di romanzi siamo ricchissimi, e certamente meglio scritti; di una testimonianza contaminata da artefatti presunti artistici non ce ne facciamo un bel nulla, non si capiscono i confini della verità e della fantasia, si mettono molti dubbi;
b) tale esordio nella letteratura malanghiana sugli IR4 la dice lunga sul bisogno del soggetto di esporsi quale persona intelligente, spiritosa, a cui tutto è concesso, anche di manipolare la realtà per questioni di spettacolo. Il pesce puzza dalla testa, si diceva, e che bella testa fu questo libro, quindi. Un’esplosione
dell’ego.....cut......
.....cut.....Le ricerche di Malanga sono di valore scientifico o no?
Il valore scientifico, nel campo delle scienze umane, è una cosa che va e viene, nel campo della mente poi sono veramente parziali. E’ un campo in continua evoluzione e discussione - basta vedere la criminologia in che acque si trova di fronte a certi casi.
L’unica cosa che è veramente da tenere in considerazione è RICORDARE CHE E’ LA PSICHE CHE OSSERVA LA PSICHE, e che quindi tutto il materiale che si ottiene è per forza viziato, nel bene e nel male, dalla psiche del ricercatore o del clinico, dalla cultura corrente e anche dai pregiudizi correnti. Questo è il motivo per cui si vorrebbe che nel campo psicologico operassero, non diciamo solo gli analisti formati, ché sarebbe eccessivo, ma certamente persone che abbiano fatto un po’ di lavoro su se stesse. PER LAVORO SU SE STESSI NON SI INTENDE AVER LETTO UN PO’ DI LIBRI, si intende esporre le proprie questioni di fronte a un testimone qualificato, un professionista, in modo tale da poter discernere e dare un nome alle proprie emozioni e paure, e cercare minimamente di stabilire se vi siano dei riflessi condizionati psichici, che disturbano il rapporto con la realtà e con le altre persone. Se una persona ha fatto del lavoro su di sé, è meno probabile che il lavoro che conduce in campo psicologico sia viziato dalla sua particolare conformazione psichica. Non è necessario essere medici o psicologi per condurre un lavoro nel campo psicologico: Musatti [NdR: Cesare Musatti] era laureato in matematica. Infatti, quando si lavora con le persone, la cosa che deve spiccare nel curriculum è la formazione personale. Se non hai una formazione personale, 95 su 100 massacri la gente che ti vien sotto, soprattutto se ne vedi tanta, soprattutto se tratti tematiche che creano scompiglio interiore. Gli IR4 creano scompiglio interiore, nessuno negare lo può.
Quindi, la risposta a Le ricerche di Malanga sono di valore scientifico o no? è principalmente subordinata alla certificazione di un suo training personale. In presenza di questo, ossia di almeno 400 ore di lavoro psicoterapeutico personale o di gruppo o equivalente, eccezionalmente, data la sua competenza nel campo ufologico e la sua intelligenza, si sarebbero potuti considerare con sicuramente maggiore autorevolezza i suoi studi. Che, non dubitiamo, avrebbero visto uno stile diverso sia nel rapportarsi con le persone che nel rapportarsi con gli altri ricercatori.
In alternativa, poteva appoggiare le persone a professionisti riconosciuti e, una volta ottenuti dei risultati, confutarli con loro alla luce delle sue particolari competenze. Questa fu la iniziale proposta del Parsec [NdR: sito web], e il modo ancor
l’offende.....cut.....
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.....cut.....Secondo il vostro modo di pensare, in che modo il materiale scientifico deve essere proposto? (domanda generale) [NdR: questa e la successiva domanda viene posta da un utente del forum in un precedente messaggio]
Nelle ricerche di tipo clinico, come l’attuale, il materiale scientifico va prima esposto come caso clinico, e poi vanno estrapolate delle linee guida o parole chiave, che nei casi clinici di cui si tratta sono in parte uguali e in parte no. Ma, nei casi clinici, chi o cosa decide quali concetti hanno la nobiltà di materiale scientifico? A questa domanda provate a rispondere voi.
Potreste illustrami una valida ricerca scientifica (ben venga anche critica) del fenomeno abduction che sia condivisa da voi?
Il libro del professor Mack “Abduction: human encounters with aliens”. E’ conforme a una ricerca clinica di tipo
scientifico.....cut.....
5/3/2007, 13:33
Una delle piaghe caratteristiche del mondo ufologico è la corsa al testimone. La corsa all’abdotto è diventato uno Spork (accetto la trasformazione) quasi olimpico. L’abdotto è diventato proprietà privata. L’abdotto, continuando a chiamarlo “l’abdotto” o meglio “l’addotto”, è diventato un essere impersonale, parte di un “parco” privato, all’interno del quale chi entra, abdotto per sua disgrazia oppure no, deve giocare secondo certe regole e certi linguaggi, deve acquisire certi comportamenti, e deve giurare fedeltà assoluta al proprietario del “parco” (ne conosco solo una che si è rifiutata di schierarsi).
Warp tocca il giusto: qui si e' aperto uno Spot IMPORTANTISSIMO su una tematica Delicatissima. Tanto delicata che a suo tempo, con i colleghi terapeuti, decidemmo che era giusto che la persona che aveva bisogno di aiuto riconoscesse da sé medesima che aveva bisogno di aiuto. Perché???
Perché se una persona decide responsabilmente di voler uscire dai suoi guai, e se ne assume l’onere psicologico, starà realmente lavorando per se stessa e per uscire dai guai. Questa responsabilità comprende il fatto di poter SCEGLIERE da chi recarsi e di poter PRETENDERE di essere aiutata nel modo migliore. Qual è il senso di pagare economicamente gli incontri? Il senso è quello di responsabilità reciproca: ti pago perché mi prendo la responsabilità cosciente di essere qui e di usare il tuo tempo. Infatti il pagamento serve a chi paga, non a chi riceve.
In psicanalisi il pagamento serve a entrambi, ovvio. A chi paga perché in qualche modo compra la propria responsabilità nel lavoro che sta facendo; a chi riceve perché il tempo di chi lavora costa (il tempo, gente, non il contenuto, perché una buona terapia condotta da un terapeuta sano di mente produce cambiamenti nella vita di una persona che sono incalcolabili, da un punto di vista economico; non vi son soldi per pagare la propria coscienza, non vi è prezzo per certi percorsi cuore a cuore con chi sta malissimo). In questo modo il terapeuta rimane simbolicamente proprietario dei soldi, non dei contenuti dei suoi pazienti.
Nel caso degli incontri ravvicinati, essendo la tematica bizzarra, abbiamo tenuto buono solo il senso della responsabilità in chi viene a fare il lavoro. Solo quello? Sì, solo quello, il tempo e la competenza sono stati forniti gratuitamente - le cifre erano irrisorie - perché non vi erano precedenti studi a cui potersi agganciare con sicurezza. Qualche esempio.
Una persona sanissima di mente, senza problemi, con notevoli tracce di IR4, un caso esemplare. Pagò 5mila lire a seduta per 2 anni, le ipnosi gratis.
Accettare di pagare fu un grosso traguardo, per questa persona. Inizialmente rifiutò, e poi tornò sui suoi passi, avendo compreso che, dentro il rifiuto, c’era la sua paura di essere pazzo. Realizzare questo gli fu enormemente d’aiuto, più di tutto il resto del procedimento.
5 mila lire, 2 euro e 50 centesimi di ora.
Una persona molto anziana, ma convinta di avere incontri strani da una vita. Orfanotrofio con le suore. Povertà estrema. Da bambina veniva imprestata a piangere per i funerali, come tutti i bambini di orfanotrofio i cui tutori non potevano versare regolari rette. Elettroshock per molti anni, una volta adulta. Una vita in lotta, in cui ha cercato sempre di strappare il meglio. Molta paura, molto desiderio di emergere. Attacchi di panico, che trattati con Arnica non le vennero mai più. Un ricovero in ospedale per questioni di cuore, d’urgenza, ebbe sostegno (del tutto gratuito) anche in quell’occasione. 30mila lire per sedute di anche due ore, tutte le settimane. All’epoca il prezzo era di 100mila lire per 50 minuti. Due anni e mezzo, dove i possibili IR4 non erano che uno sbaffo, dentro questa storia; dove tutti i sensi, il mondo, i significati, i valori, andavano ricostruiti: a 69 anni, quasi fuori tempo massimo. Quasi senza più la speranza che qualcuno l’ascoltasse, un giorno, e desse senso non tanto agli strani sogni quanto a tutta la sua intera vita. Non comprava mai nulla per sé, abituata a una immensa austerità. Fu sano per lei decidere di pagarsi qualcosa che non fosse per altri, per il marito, per i figli, ma solo e soltanto per lei, per tornare a percepire una dignità. Ipnosi gratuite.
30mila lire, 15 euro di ora.....cut.....
.....cut.....Pensare di trattare solo gli IR4 o presunti tali in una persona senza mettere mano al resto è folle. Solo un folle può pensare che IR4 e questioni personali non si tocchino in modo tale da rendere necessario un certosino lavoro di separazione di una cosa
dall’altra.....cut.....
8/3/2007, 14:10
Carissimo Carlo, raccolgo la puntualizzazione di Semiasse e chiedo quindi collaborazione.
Ovviamente un parere a un Ordine non può essere chiesto come una domanda a quiz, va motivato, e va motivato nel modo più completo quanto distaccato possibile - gli esponenti di tali organi ufficiali, infatti, non amano inserirsi in inutili polemiche.
Dato che non vorrei essere imprecisa, inviterei gentilmente quindi chi ne fosse in grado a esporre un rapido riassunto di tutti i metodi sperimentali usati da Malanga, esposizione che necessariamente dovrà essere compatibile con i dati che sono stati già messi in circolazione dal Malanga stesso.
Qualora avessi delle perplessità sull’interpretazione, sarà mia cura porre ulteriori domande in forum per essere certa di non scrivere inesattezze. Sarà quindi mia successiva cura far pervenire alla community la stesura definitiva della domanda, che intendo corredare di documentazione (DSM IV eccetera) per completezza dovuta.
La domanda, che dovrebbe già essere chiara, è:
“sulla base delle testimonianze e dei documenti percepiti su esposti ed allegati, si pronunci codesto Ordine in riferimento al quesito se sia vero che chiunque può ricercare ed applicare metodi psicologici, pur non essendo professionista, volontariamente e chiaramente ponendosi in ambito non professionale, non attuando terapie, non curando, non chiedendo
emolumento.”.....cut.....
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....cut.....Allo stesso tempo ritengo opportuno sottolineare la mia disponibilità come professionista a farmi carico personale di tale tipo di domanda presso gli organi competenti, non volendo arrogarmi la certezza che nel comportamento del Malanga si possano riscontrare più d’una violazione nei riguardi delle disposizioni vigenti sull’esercizio di applicazione di metodi che in Italia sono considerati esclusivi della classe sanitaria. Tale passo intende chiudere definitivamente la questione, con un pronunciamento che metta ordine nel settore, non tanto per quel che riguarda la legalità o l’illegalità dell’agire del Malanga (fatto su cui né io né la presente community intendiamo al momento farci carico), quanto piuttosto sull’opportunità e liceità che una persona senza preparazione né specifica né personale possa proporre risultati di simili ricerche quali attendibili, informando altresì le persone che si sono prestate o che vorranno prestarsi a tali sperimentazioni della possibilità o probabilità che tali tipi di interventi siano da considerarsi un aspetto interessante di apertura sul piano dell’intervento psichico a cui guardare, in futuro, con un certo interesse; o se si tratti di uno dei tanti metodi, quali già presenti al mondo, atti a fornire semplicemente un senso di appartenenza a un gruppo a persone per le quali i fatti della vita hanno costituito particolare motivo di
sofferenza.....cut.....
9/3/2007, 21:44
Salve a tutti. La paura del confronto è un male umano. Ci si arrocca sulle proprie idee e, dopo un certo numero di anni, si ha terrore a lasciarle. Anche se si tratta di idee che portano divisione fra le persone, si può essere tenacemente attaccati ad esse. Personalmente non amo rimanere attaccata a sentimenti malevoli, con il tempo essi si attenuano sempre; basta che non mi si dia il modo di rivedere tale posizione. Ma comprendo che non può essere così per tutti. Non a caso il pianeta è sempre in guerra, non a caso. Nel mondo ufologico ho conosciuto pochissime persone che non amano stare in guerra. Ma sembra che questa sia la modalità per rimanere dentro questo campo. E’ molto difficile rimanere neutrali, soprattutto se si ha l’ardire di esprimere le proprie
opinioni.....cut.....
.....cut.....COME SI ATTUA UNO STUDIO SCIENTIFICO IN AMBITO PSICHICO (parte I).
Leggo che i risultati di un qualche studio sugli IR4, o forse sui test condotti per arrivare a ipotizzarli come veri, si riterrebbero certi, con una fallibilità del 2%. E’ questa una verità? Verità che possiamo scrivere? Per dirlo è necessario visionare uno studio-campione. Infatti, qualsiasi studio necessita della presenza di un gruppo-campione che (in questo caso), sottoposto in modo controllato agli stessi test e risultando non affetto da possibili IR4, venisse sottoposto alle stesse tecniche, per verificare se l’effetto di tali tecniche sia frutto di suggestione o no, e se i richiami in termini di immagini appartengano al mondo archetipico o al mondo psichico personale.
Tale tipo di confronto, possibilmente non condotto da una sola persona, non è ovviamente necessario se a condurlo è un professionista che si occupi da tempo di esseri umani e delle vicende degli esseri umani. Infatti, all’interno della professionalità - prima di arrivare a occuparsi di IR4 - esiste il già vasto numero di interventi su situazioni di ogni genere, non necessariamente patologiche, e anche su persone che pensano di avere bisogno di aiuto personale, mentre sono coloro che gli vivono intorno ad avere bisogno di questo aiuto: ossia persone sostanzialmente sane. Tutti costoro costituiscono un gruppo-campione naturalmente pre-esistente.
PRESUPPOSTI NECESSARI: COLUI CHE STUDIA ED EVENTUALMENTE SPERIMENTA.
Un professionista degli eventi psichici ha quindi, per studio, per esperienza e per training personale, una vasta casistica di situazioni, di modi di reagire e, soprattutto, impara a distinguere e a reagire in modo appropriato agli stati d’animo di chi gli sta davanti. Qual è il vantaggio? Il vantaggio consiste nella capacità di discernere i sentimenti comuni, quelli peculiari, quelli congrui e quelli incongrui del soggetto, senza essere influenzato dalle proprie esperienze emotive. Infatti tali elementi vanno chiariti, altrimenti ogni reazione
altrui......cut.....
GARDEN
MARY
The Country
Side of Life, di Biganzoli Sabrina Bouquet Floreali, Realizzazione Bomboniere, Oggettistica
Country,
Candele e Gadgets
P.za Falcone e Borsellino, 1 - Tel/Fax: 0331.734.009
21010 Cardano al Campo (VA)
info@gardenmary.com - www.gardenmary.com
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“BARCAMP
CAMELOT”
“Non Conferenza” Ufologica
LUGLIO
2007 - MILANO
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