Anticipazione Numero 11, Anno 2007
Camelot Chronicles

 

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Anticipazione Numero 11, Anno 2007 




Teodorani, M. (2006). Un Metodo Alternativo per la Ricerca Scientifica di Vita Extraterrestre Intelligente - Il “SETI Locale”. In: Seckbach, J. (ed.) Life as We Know It, Springer, pp. 487-503.
a cura di Massimo Teodorani, Ph.D., mlteodorani@alice.it (Astrofisico, Ricercatore e Scrittore di Scienza) - Pag.1

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L'articolo – peer-reviewed e in lingua Inglese – è stato pubblicato come capitolo speciale sul Libro “Life as We Know it”, nella sezione: “PART 2: LIFE IN THE CONTEXT OF THE NEW SCIENCE OF ASTROBIOLOGY” :

http://www.springer.com/west/home/life+sci/cell+biology?
SGWID=4-10032-22-97857694-detailsPage=ppmmedia|toc 


ABSTRACT

Il Progetto SETI standard è una soluzione efficace e incisiva per la ricerca di intelligenze extraterrestri, oppure esistono dei metodi alternativi che possono assicurare lo stesso rigore scientifico e metodologico, ma con una potenzialità tale da promettere risultati più concreti ? Questo articolo è diviso in tre parti. Nella prima parte si descrivono le linee essenziali relative al paradigma del SETI standard e le ragioni per le quali questo progetto – sebbene esso mantenga caratteristiche di intrinseco rigore – si è rivelato clamorosamente incompleto, inconcludente e “metodologicamente cieco”, soprattutto quando vengono sistematicamente ignorati eventuali segnali provenienti da sorgenti celesti caratterizzate da moto proprio elevato. Nella seconda parte si mostra e si discute in dettaglio la duplice ragione per la quale un monitoraggio scientifico strumentale e sistematico ed un esame approfondito dei fenomeni aerei anomali, potrebbe fornire risultati di grande rilevanza e concretezza. Da un lato la conoscenza della fisica di fenomeni luminosi atmosferici ed aerei inconsueti può essere drasticamente estesa, così da rendere possibile la constatazione della loro origine naturale e la comprensione del loro meccanismo in termini di geofisica, di fisica atmosferica e di fisica dei plasmi: come esempio pragmatico in tal senso, vengono descritti in dettaglio i risultati emersi dalla ricerca pluriennale effettuata ad Hessdalen, in Norvegia, dove vengono riportati con una certa ricorrenza strani fenomeni luminosi. Dall’altro lato l’”effetto setaccio” risultante da un meticoloso screening delle anomalie atmosferiche, potrebbe fornire prove scientifiche convincenti che una parte – seppur piccolissima – di questi fenomeni è prodotta (intenzionalmente o meno) da una intelligenza esogena alla Terra, caratterizzata da una tecnologia più o meno avanzata sia dal punto di vista dei dispositivi di propulsione che dei sistemi di comunicazione. Nella terza parte dell’articolo si descrive, da un punto di vista bio-astronomico, quello che la scienza prevede nell’ipotesi che il Sistema Solare e la Terra siano visitati da intelligenze aliene. In questo contesto vengono discusse in profondità le dinamiche strategiche, motivazionali e tecnologiche previste teoricamente da possibili processi di migrazione interstellare, mostrando come questo “fattore migratorio” possa effettivamente espandere in maniera drastica le potenzialità della equazione di Drake standard e, conseguentemente, la probabilità di visite dirette.

Sottomesso : Dicembre 2004
Accettato : Gennaio 2005
Pubblicato : Luglio 2006





Replica a Notiziario UFO
a cura di Filiberto Caponi, info@filibertocaponi.it  (Scrittore) - Pag.1

Introduzione alla Lettura a cura di Carlo Sabadin,

Una recentissima relazione, riguardante il complesso rapporto tra “Ufologia e Media”, da me presentata durante la Conferenza di Voghera (organizzata da HWH22 - vedi: http://www.forumfree.net/?t=12567045 ) ha innescato, immediatamente, diverse polemiche. Al di là di alcune evidenti “lacune” nell’apparato critico (come l’assoluta mancanza di conoscenza relativamente.... a ciò che ho illustrato!) un altro elemento merita -a mio personalissimo giudizio- particolare attenzione. Una sorta di “abitudine” -ormai ampiamente diffusa- di riportare “solo” parzialmente gli interventi oggetto di critica, escludendo in tal modo tutti gli elementi “utili” a comprendere perfettamente il discorso “generale”. 
In quest’ottica, la vicenda che andremo ad illustrare è abbastanza emblematica. 
Filiberto Caponi, sicuramente uno dei più famosi “casi” ufologici italiani, ripreso anche in un notissimo libro dell’ufologo Timothy Good, sembra, infatti, rientrare esattamente in questa grande famiglia dei “citati parzialmente” o, meglio, ad usum delphinis dal.... “critico” del momento.
Ricapitoliamo brevemente la vicenda. All’interno del numero 62 della rivista Ufo Notiziario, nella rubrica dedicata alle letture e novità editoriali, troviamo una recensione del libro “Se torni fatti vivo” scritto da Caponi per Edizioni Le Vespe. Fin qui nulla di male se non fosse che, il lavoro in oggetto, è stato pubblicato nel lontano 2002 ed è -ormai- esaurito da molto tempo! 
Questa “anomala” recensione stupisce -ed è piuttosto normale!- Caponi (e non solo lui....). Soprattutto stupisce l’affermazione, contenuta nella recensione, che non vi è nulla di nuovo da aggiungere (a quanto detto in precedenza) relativamente al caso in oggetto! 
E allora perché fare una recensione così tardiva? Ed in effetti, questa è la domanda centrale che Caponi ha posto alla redazione della rivista. Domanda solo parzialmente affrontata con una risposta pubblicata sul numero 65 della rivista del Cun. 
Infatti, della divertente ed acuta lettera dell’autore marchigiano ritroviamo, all’interno della rivista, riportate “solo” alcune righe, assolutamente marginali nel contesto del discorso (Ndr: sono evidenziate nella lettera qui sotto in questo modo), mentre, nella risposta, vengono semplicemente “riconfermate” le solite accuse senza.... entrare -mio giudizio assolutamente personale- nel merito della discussione.
Ecco perché è opportuno avere la possibilità di poter leggere “integralmente” la lettera in oggetto per considerare, in termini generali, la vicenda ed, eventualmente, elaborare personali convinzioni. Subito accontentati....
Ma permettetemi un’ultima considerazione. Sarebbe facile ricorrere all’ironia ed affermare che -forse- tali “anomale” recensioni vanno motivate da una alquanto “bizzarra” periodicità e distribuzione delle riviste (a proposito: ma sapremo mai qual è la reale “tiratura” delle riviste specialistiche -tutte le riviste!- pubblicate in questo paese?) che, necessariamente, determina qualche piccolo “intoppo”.... Ma, in realtà, qualcosina del genere -altra opinione personalissima!- sinceramente me l’aspettavo. 
Infatti, Caponi, era stato negli ultimi anni lontano da palcoscenici ufologici e da eventi mediatici. Lontano fino alla scorsa primavera quando, all’interno di una manifestazione suis generis, la sua presenza ha creato un certo scalpore.... 
Mi riferisco, naturalmente, al Convegno di Rimini ( http://fabri58.altervista.org/Manifestazioni/2006/apr0809.html ) dove l’unico non scienziato/ricercatore era proprio Filiberto. Facile trarre le adeguate conclusioni e capire come questa sua partecipazione abbia sicuramente agitato qualcuno. 
Durante quell’importante manifestazione ho usato una particolare espressione che, credo, valga la pena riproporre in questa sede: “con questa presenza, il caso Caponi viene, finalmente, “sdoganato” e, forse, si può ri-cominciare ad analizzarlo seriamente”. 
E, forse, anche questo ha agitato qualcuno....

Carlo Sabadin (Sentinel ITALIA – Gruppo Camelot)


Replica a Notiziaro UFO
a cura di Filiberto Caponi,

Alla cortese attenzione del Dott. Roberto Pinotti, Direttore della rivista bimestrale, Notiziario Ufo, e della Redazione.

Oggetto: Replica alla recensione del libro: “sE Torni fatti vivo”, pubblicata dalla vostra rivista Notiziario Ufo, n.62 (aprile-maggio, 2006)

Caro Direttore e Cara redazione, non credo ci sia bisogno di presentazioni, sono l'autore del libro, (anzi libricino) che ha avuto l'onore di essere menzionato dalla vostra rivistona, NOTIZIARIO UFO, per l’amor di DIO, diritto sacrosanto di cronaca e opinione il vostro, ma quantomeno tardivo considerato che il libro è uscito nel 2002 ed attualmente è esaurito.

Non mi aspettavo certo un trattamento migliore da quello che da anni mi riservate negli ambienti ufologici e su internet, ma se il vostro intento era quello di screditarmi, temo dobbiate impegnarvi un po’ di più, visto che da circa 13 anni dal mio primo incontro, siamo ancora qui a parlarne. 
La cosa strana è che di tanto in tanto, io e il mio caso veniamo rispolverati e tirati in ballo, malgrado che per voi il caso è da tempo archiviato e chiuso, quindi mi chiedo il come mai si arriva a parlare di un libro dopo anni dalla pubblicazione, di solito lo si fa appena è uscito! Nostalgia? Faccio ancora comodo? 

Confesso che un po’ di nostalgia ce l'ho, mi piacerebbe rivedervi tutti per schiarirvi un po’ le idee, su alcuni aspetti che vi sono sfuggiti o avete trascurato. Vi seguo spesso in TV e sulla carta stampata, ma dopo diversi anni il vostro approccio con il fenomeno ufo è più da inquirenti che da ricercatori, nel senso che indagate più sulla vita privata delle persone che sull'episodio del quale sono state vittime involontarie! Gli investigatori lasciateli fare agli organi preposti. Confesso che all’epoca fui lusingato del vostro interesse, ma ero troppo giovane e ingenuo per capire certi meccanismi. Ma torniamo al libro, fatta la premessa che non intendo rubare il mestiere di scrittore a nessuno, avendone già uno con il quale vivo dignitosamente, confesso che è stata una bella esperienza. Anche se non pretendo arrivare al suo livello, lei è tra i più eccellenti del settore! Dico davvero! Forse perché è l'unico detentore della verità sugli ufo, beato lei. Volevo inoltre precisare che il mio volumetto (come lo chiamate voi) voleva proprio essere tale, non pretendevo di scrivere un best seller come il Codice da Vinci, ma forse voi più che valutare il peso di quello che si dice in un libro, valutate il peso specifico delle pagine che lo compongono! Per questo ci sono dei mattoni in giro, chissà?

Nell’articolo dite che non avete nulla da aggiungere, per questo potevate astenervi dal farlo, risparmiando ai lettori, commenti ormai antichi e retorici. Mi dispiace aggiungere che al contrario di quello che pensate o volete indurre a pensare, il mio libro è andato meglio delle più rosee aspettative, oltre che il consenso dei lettori, malgrado non abbia avuto una grossa distribuzione, non mi avvalgo come voi di grosse case editrici, ne lo pretendo! E comunque il mio scopo principale non era quello di farci i soldi, perché di questo stiamo parlando, giusto?  

Non mi risulta che lei Direttore li venda gratis, ma non per questo mi permetto di darle dell’opportunista! Ne a lei ne a chi per lei, visto che stranamente non firmate certi articoli. Il mio scopo era quello di raccontare una storia particolare, accettando qualsiasi giudizio da parte del lettore, quindi anche il vostro! Ma da qui a darmi pubblicamente dell'opportunista sulla vostra rivista, ce ne passa! Chiunque in questo paese è libero di scrivere ciò che vuole, anche un libro, trasmettere emozioni e concetti più o meno condivisibili, senza danneggiare o offendere la moralità di nessuno! Cosa che invece avete fatto con me! Quindi considerandovi malgrado ciò professionisti, non sarà un problema per voi concedermi il diritto di replica e delle pubbliche scuse, unitamente alla pubblicazione di questa lettera nella sua interezza, sulla vostra rivista! Cerchiamo di rispettarci a vicenda e lasciamo spazio al dialogo dunque! Un’ultima cosa, volevo complimentarmi per aver colto il messaggio subliminale che pericolosamente ho nascosto nel titolo del mio libro! Mi auguro non sia stato troppo oneroso in termini di tempo e di ricerca! Spero non vi abbia sconvolto più di tanto! Perdonate l'ironia, ma credo sia legittima. Confidando in una vostra rapida risposta, colgo l'occasione per porgervi i miei più cordiali e distinti saluti. 

In fede 
Caponi Filiberto 

Arquata del Tronto, lì 06-07-06 








Dal Contatto al Cultismo
a cura di Carlo Sabadin, sabinsky@tiscali.it (Ufologo e Ricercatore, Membro Gruppo Camelot, HWH22 e Sentinel Italia) - Pag.1

Introduzione alla lettura
Apparentemente, la “ri-proposizione” di un vecchio articolo come questo (seppur in una versione minimamente corretta ed aggiornata), potrebbe sembrare insolita. Al contrario, la ritengo quanto mai attuale. E per ragioni diverse. Innanzi tutto, mai come in questo paese, le tematiche in oggetto stanno avendo, sulle riviste specialistiche, amplissima diffusione. Con risultati controversi forse ma, sicuramente, non discutibili. Parallelamente, assistiamo, oltreoceano, a vere e proprie “trasformazioni” (come nel caso del ricercatore Boylan) di tipo “mistico” e davvero anomale. Infine, in Italia –specialmente in Italia!- l’esopolitica, da semplice mezzo integrativo di indagine sembra diventare, per alcuni, l’unica ricetta adeguata per interpretare, correttamente, il fenomeno ufologico mentre, all’opposto –sempre in Italia-, l’aggettivo “strumentale” viene, da taluni, visto come un termine… quasi “offensivo”. In quest’ottica, logicamente, il tenue ottimismo che traspariva diversi anni fa, dal lavoro che vi apprestate a leggere, non sarebbe più riproponibile. Al contrario,gli elementi di razionalità -allora fortemente auspicati- e l’introduzione –allora massicciamente consigliata- di approcci di tipo strumentale sembrano, nel panorama nazionale attuale, essere venuti decisamente meno. 
Ma forse le cose non stanno così “messe male”. Infatti, in un recente Convegno –davvero atipico- svoltosi a Rimini ed organizzato dal Gruppo Camelot, si è anche affrontata (in termini rigorosamente scientifici e “strumentali”) la tematica “contattistica” attraverso gli interventi di ricercatori (ma soprattutto scienziati) di primissimo piano. In tal senso la prospettiva iniziale ritrova, qui, alcuni elementi di ottimismo. Elementi, peraltro, rinvenibili anche guardando con attenzione (e senza paraocchi!) all’attuale situazione editoriale italiana, sempre più caratterizzata dalla diffusione di nuovi mezzi “atipici”di divulgazione ed informazione ufologica. Buona lettura.
Carlo Sabadin
“ Sentinel ITALIA” – Gruppo Camelot

DAL CONTATTO AL CULTISMO
[NdR: l'articolo e' stato pubblicato in prima battuta sulla versione italiana di "Pravda.ru"]
Come le “entità animate “ della classificazione Hynek diventano una sorta di deus ex machina per i soggetti che si dicono in contatto continuato con loro

Parlare di contattismo è come entrare in un campo minato. Il pericolo, rappresentato dal discredito, dalla ridicolizzazione sempre in agguato, dall’assurdo, si trova - costantemente – dietro l’angolo. Non è quasi mai possibile portare avanti una serena riflessione quando nulla è chiaro, le prove sono inesistenti, le testimonianze contraddittorie e le situazioni raccontate sfiorano l’impossibile. Inoltre, come giustamente affermato da Aimè Michel, niente ha mai reso così complesso il quadro generale dell’ufologia quanto la manifestazione della fenomenologia contattista [1].
In quest’ottica, e nonostante tutto ciò, ho gia in passato [2] affrontato, seppure sommariamente, l’argomento. Ritengo, ora, opportuno riprendere la discussione perché il numero dei contatti – attraverso manifestazioni e caratteristiche differenti - pare aumentare ogni anno e gli appartenenti a culti ufologici hanno superato, oramai, quota centomila nel mondo [3]. 
Derivato dal neologismo americano contactee, il termine contattismo, indica, in ufologia, i soggetti che si dicono in contatto con le “entità animate” [4] che piloterebbero gli UFO. Occorre precisare subito che è necessario distinguere tra quanti sostengono di avere avuto contatti fisici, ma meramente fortuiti con tali fantomatiche entità e quanti, al contrario, si dicono in rapporto continuato con "intelligenze extraterrestri" da cui sarebbero stati scelti quali loro emissari: i "contattisti", sovente caratterizzati dal fatto che alla loro prima esperienza fisica ne avrebbero in breve fatto seguito altre attraverso varie percezioni extra-sensoriali. Il contattismo, in diversi soggetti sfocia nel "cultismo" cioè quella particolare tendenza a creare settariamente attorno agli UFO una vera e propria sorta di "culto". Gli UFO sarebbero, secondo tale visione, i "segni dei tempi" che precedono il ristabilimento del Regno di Dio in Terra. I piloti delle astronavi sono visti in un’ottica angelica, ed entrano in contatto con l'"eletto" terrestre, in altre parole il contattista. Questo, caratterizzato sovente da una dimensione carismatica, è indicato come il tramite fra l’umanità ed una superiore realtà cosmica.
Da questa breve descrizione appare evidente come, pur con i doverosi distinguo, sia possibile evidenziare e suddividere le varie manifestazioni della fenomenologia in oggetto – principalmente – tra contatto “fisico” diretto ed altri tipi di contato. E, in tal senso, procederò nell’analisi del fenomeno introducendo “nuovi” elementi che ritengo utili per la ricerca.

Contattismo classico (contatto fisico diretto)
Il primo e più noto caso di contattismo ufologico, descritto minuziosamente in diversi libri, fu quello di George Adamski. I “fratelli dello spazio” venusiani avevano il compito di salvare l'umanità minacciata dagli innumerevoli esperimenti atomici i cui effetti avevano ripercussioni anche nello spazio. Dopo Adamski, altri personaggi salirono agli onori della cronaca: Daniel Fry, Orfeo Angelucci, Truman Bethurum, Howard Menger e altri ancora fecero proseliti un po' ovunque. I racconti erano molto simili tra loro, ma ciò che cominciò a cambiare era il luogo di provenienza degli alieni [5]. 
In realtà, la cronologia classica dovrebbe essere rivista, alla luce di un’interessantissima comunicazione di Voltaire (proprio lui!) con il Conte di St. Germani, datata 6 Gennaio 1761 [6], e, considerando che il primo contatto fisico di Howard Menger si è probabilmente svolto nel 1932 [7]. Ma, tralasciando aperture, forse di maggiore interesse per la “clipeologia” o fortemente sospette di falso e manipolazioni, Adamsky resta, indiscutibilmente, il contattista e “viaggiatore del cosmo” più famoso e conosciuto del mondo.
Il fenomeno, comunque, continuò con altri "testimoni" (George Van Tassel, Frank Stranges, Alfred Bendei; Will ed Evelyn Miller, Gloria Lee, Trevor James, Reinhold Schmidt, Laura Mundo, Helen e Betty Mitchell, Gabriel Green, Buck Nelson, Calvin Girvin, Dana Howard, Kelvin Rowe, Bob Renaud, Carì Anderson, Dan Martin, Ted Owens, Lee Crandalì, Paul Villa, Hope Trexell, Michael "X" Barton e un pellerossa Sioux, Frank Buckshot Standing Horse detto Cavallo Eretto) e varcò gli oceani senza limiti temporali e/o spaziali, riguardando molti “emulatori” di Adamsky al di fuori degli U.S.A.. In particolare, sono da ricordare, fra gli altri, il brasiliano Dino Kraspedon, lo spagnolo Fernando Sesma Manzano, i francesi Claude Vorilhon "Rael" e Appel Guéry, lo svizzero Billy Meier, gli inglesi Cedric Allingham e George King, i messicani Salvador Medina e Carlos Diaz, la sudafricana Elizabeth Klarer, l’israeliano Uri Geller, l'argentino Remo Dall'Armellina, gli italiani Eugenio Siragusa ed Eufemio Del Buono, il francese Michel Collin.
E’ opportuno sottolineare come un’analisi scientifica veramente obiettiva non entra in totale contrasto con il dato ufologico [8]. Le differenze – sia chiaro – esistono e sono, in taluni casi inconciliabili. Allingham, per esempio, fotografando un ufo quasi identico a quello di Adamsky sostiene che il pilota non proviene da Venere, pianeta peraltro visitato fin dal ’53 dal messicano Medina [9], ma bensì da Marte. E potremmo proseguire oltre. I racconti sono sì simili tra loro, il luogo di provenienza cambia continuamente e a complicare ulteriormente la situazione una semplice constatazione : ogni contattato sembra essere visitato da tipi diversi di alieni, provenienti da pianeti diversi e che, soprattutto, si ignorano tra loro [10]. Una vera fiera dell’assurdo [11] che, però, alla luce delle nuove teorie in esobiologia e con azzardate ma stimolanti speculazioni che si rifanno alle nuove ipotesi della fisica potrebbe introdurre alcuni elementi nuovi [12]. Inoltre, se analizziamo in profondità il caso di contatto forse più importante del nostro paese, quello di Eugenio Siracusa, possiamo cominciare ad intravedere un disegno generale [13], un mosaico dove la varie parti, abductions, contatti telepatici e non, diverse tipologie di razze aliene, ecc., prendono, con una certa facilità, collocazione all’interno di uno schema fortemente discutibile ma intrigante. Sia chiaro, non è intenzione di chi scrive sostenere la “realtà” dell’esperienza del contattista siciliano ma, semplicemente, rilevare come chi, avendo intrapreso rapporti di amicizia e corrispondenza con i più famosi contattisti del mondo, tra cui Adamsky e Menger, e avendo fortemente avversato la “commercializzazione” della verità, interrompendo rapporti col gruppo di Bongiovanni e l’Organizzazione “Nonsiamosoli”, abbia, di fatto, formulato un’esigenza, prorompente, di ricomprendere tutta la complessa fenomenologia ufologica all’interno di una “Teoria Generale” dove, fare rientrare, manifestazioni e situazioni, solo in apparenza, distanti dalle problematiche UFO. 
In quest’ottica, se il caso Adamsky si presenta - pur con tutte le sue incongruenze - tuttora come il più affascinante [14] anche altre situazioni si trovano nella medesima posizione. Decisamente interessante è l’affermazione, peraltro successivamente ridimensionata [15], del noto parapsicologo Uri Geller circa l’origine delle sue capacità straordinarie. Si tratterebbe di un atto d’intercessione di entità extraterrestri provenienti dal pianeta Hoova situato in un altro universo. Geller afferma di essere uno strumento di queste intelligenze e questa “commistione” tra Ufologia e Parapsicologia [16] – in questo caso supportata dalle indiscusse [17] doti dell’israeliano - va tenuta ben presente se si vuole avere una visione generale delle problematiche in oggetto e, se si vuole affrontare la seconda parte di questo studio.

Altri tipi di contatto
Nella storia del contattismo diverse sono state le tecniche di contatto utilizzate. Possiamo dire che, gradualmente, procedure di tipo telepatico hanno sostituito contatti “diretti”. Anzi, nella maggior parte dei casi menzionati in precedenza, diverse tecniche hanno convissuto pienamente.
Già Tesla e Marconi avevano, ripetutamente, tentato di comunicare, via radio, con presunti abitanti di Marte. In particolare, Tesla riteneva di esserci riuscito probabilmente scambiando per segnali di risposta l’interferenza dell’immenso apparecchio che aveva costruito [18]. Ma è stato probabilmente Gorge Williamson a rilanciare, con maggior efficacia, questo tipo di comunicazione anticipando – in un certo senso – i tentativi del SETI. 
I metodi, abbiamo ricordato, sono diversi: alcuni sostengono di essere in grado di entrare in contatto con queste entità tramite la meditazione trascendentale o tramite l'uscita fuori dal corpo (viaggio in astrale), altri, più semplicemente, dopo un primo incontro faccia a faccia con questi esseri, asseriscono di continuare il contatto mediante telepatia, altri, ancora, sostengono di sentire delle “voci” (ovvero l'entità parlerebbe direttamente alla loro coscienza): una delle figure più note di extraterrestre di tipo angelico - con cui ritengono di comunicare molti contattisti - è il comandante Asthar Sheran del pianeta Metaria. Sheran, che alcuni ritengono l'Arcangelo Gabriele, sarebbe il comandante supremo di un’immensa flotta spaziale, il cui compito sarebbe quello di salvare la Terra dal degrado ecologico-morale, e dalla prossima distruzione atomica. I primi a ricevere questi contatti sarebbero stati, negli anni Sessanta, dei membri del gruppo contattistico tedesco di Speer, ma ben presto anche diversi medium e contattati italiani (come il gruppo Alaya) e di altri Paesi cominciarono a ricevere i messaggi di Sheran. Peraltro, anche nella casistica ufologica meno conosciuta, se il ricercatore è particolarmente attento, il messaggio , o meglio la “voce”, arriva telepaticamente, variando dall’esortazione individuale al monito generalizzato, all’interlocutore che inizia, così, la sua avventura di contattista telepatico [19].
E, in effetti, sottoponendo ad un osservatore esterno i messaggi dei “contattisti” e i verbali delle sedute di medium e mistici il contenuto appare molto simile se non identico. In proposito, uno dei padri dell’ipotesi Parafisica, John Keel ha, in passato, quando tale ipotesi era all’apice del successo, espresso opinioni molto forti circa una matrice comune al problema ufologico e a tutte quelle stranezze ed anomalie (quali fenomeni psichici, magie, miracoli, apparizioni, ecc.) che infestano il pianeta [20]. Nella moderna ricerca sulla manifestazione del contattismo si tende, ulteriormente, ad affiancare a questi fenomeni anche la manifestazione di figure religiose o appartenenti alla sfera paranormale. Questo ultimo fenomeno ribattezzato con l'acronimo B.V.M. (letteralmente Beata Vergine Maria) indica tutti quegli episodi riguardanti la comparsa o l’interazione (anche attraverso comunicazioni non comprensibili, di tipo non verbale, per i terzi), sotto diverse forme, di entità religiose appartenenti al Nuovo Testamento, tra cui la stessa Beata Vergine. Il motivo per cui i casi di B.V.M. hanno catturato l'attenzione e la curiosità degli ufologi è da ricercare nelle numerose somiglianze riscontrate tra alcuni aspetti di queste apparizioni e quelli del fenomeno contattistico; in particolare, in alcuni messaggi, rivelati dalla Vergine ai propri interlocutori che riguardano aspetti del fenomeno UFO. Secondo lo stigmatizzato siciliano Giorgio Bongiovanni, - secondo lui- beneficiario di apparizioni mariane e cristiche, gli UFO sarebbero i veicoli di civiltà extraterrestri provenienti da pianeti in cui l'accettazione piena della Parola di Cristo ha generato civiltà molto evolute, sia dal punto di vista spirituale che dal punto di vista tecnologico. Tali civiltà accompagnerebbero le apparizioni soprannaturali nel tentativo di redimere e convertire l'uomo. In tale ottica gli UFO sarebbero "i segni dei tempi", i vascelli degli angeli, gli stessi fenomeni descritti nella Bibbia (come i Carri di Fuoco di Ezechiele) e che hanno lanciato di nuovo, in tutto il mondo, l’interesse per la clipeologia e, in generale, l’archeologia misteriosa.
Riprendendo un concetto affrontato precedentemente, si ripropone, anche in questo caso, relativamente ai fenomeni di contatto non diretto e fisico, quella commistione, chiara e sempre più evidente, tra parapsicologia ed ufologia molto vicina alla corrente parafisica ufologica. In realtà, alcuni precursori illustri di questo nuovo approccio, come il parapsicologo Riccardi e lo studioso-contattista Pier Luigi Ighina , li possiamo trovare anche nel nostro paese [21]. In proposito è emblematica l’esperienza della contattista italiana Anna Federighi che, inizialmente convinta di ricevere messaggi dai trapassati, dopo aver assistito ad una conferenza del francese Appel Guery sui Fratelli extraterrestri, comincia ad interagire con Energie di Luce che si qualificano come entità extraterrestri, tra le quali l’immancabile Asthar Sheran [22]. 
I vari medium in campo parapsicologico, come i contattisti che affermano di essere in “comunicazione” con esseri alieni, presentano, come abbiamo ricordato in precedenza, una singolare caratteristica: ciò che raccontano, indipendentemente dall’origine del messaggio, extraterrestre o telepatico, è sostanzialmente identico. Anzi, spesso, i contattisti entrano in contatto con entità aliene, attraverso un “semplice” contatto psichico. La telepatia, quindi, o meglio non ben definite capacità ESP, sono il mezzo, il dono o, se volete, il software che permette alle due “categorie” di comunicare con le entità. Mentre per i sostenitori (sulla falsariga delle teorie di Jung riferite al fenomeno visivo degli UFO) dell’ipotesi psico-sociologica il fenomeno sarebbe il risultato della crisi che vive la nostra società e, conseguentemente, il contattista sarebbe in uno stato di alterazione mentale, per chi ritiene che, nonostante tutto, il fenomeno presenta elementi – oggettivamente – non trascurabili e sia quindi meritevole di grande attenzione, si pone un grande problema. La difficoltà, evidente, di interpretare e tentare di chiarire il meccanismo alla base di una tale mole di dati, messaggi e comunicazioni. La stessa corrente parafisica, alla luce delle recenti scoperte scientifiche, lascia il passo ad una visione nuova della tecnologia che, considerata nella sua massima – e futura – espressione, renderebbe, per usare un’espressione di Arthur C. Clarke, indistinguibile la scienza dalla magia. Nello stesso senso, si è espresso Steven M. Greer, forse uno dei più attivi ricercatori a livello mondiale il quale, si è spinto oltre, sperimentando tecniche per “indurre” un contatto utilizzando dispositivi luminosi, laser e segnali radio , unitamente a procedure di trasmissione a distanza ("Remote Viewing", visione a distanza, attraverso la consapevolezza) [23]. Sistemi analoghi sono stati utilizzati, anche in questo paese, in esperimenti a cui ho partecipato come osservatore. In particolare, pur senza ottenere la comparsa di veicoli ed oggetti, sono state, però, registrate anomalie nel funzionamento degli strumenti di controllo [24] mentre era in corso un presunto contatto telepatico. Superfluo sottolineare che il messaggio raccontato dalla medium era molto simile ai classici messaggi che si “ricevono” continuamente in tutto il mondo. 
La vera prospettiva di ricerca, in questo settore, resta, a mio avviso, la comprensione del meccanismo di trasmissione, piuttosto che il messaggio in sé. Ed il lavoro portato avanti, in passato dal Dottor Greer, ed, oggi, da altri gruppi di studio, va senz’altro in questa direzione.

Cultismo e nuove prospettive
In una recente (N.d.R: “recente” al momento della stesura di questo articolo) pubblicazione del CESNUR (Centro per lo studio delle nuove Religioni) [25], il sociologo italiano Massimo Introvigne compie un ampia disamina sulle diverse religioni presenti in Italia. In particolare, per ciò che attiene all’oggetto di questa indagine, affronta, anche, le problematiche relative al cosiddetto fenomeno del dischismo. Specificatamente, l’autore individua all’interno del Movimento dei dischi volanti cinque gruppi organizzati presenti sul territorio nazionale:

- RELIGIONE RAELIANA
- NONSIAMOSOLI - ASSOCIAZIONE CULTURALE "GIORDANO BRUNO"
- NOVACONVIVIA
- UNARIUS - SCIENCE OF LIFE
- C.O.O.P. C.O.S.M.O. (COOPERATIVA OPERANTE OPPORTUNITÀ DI PACE - CONDIVISIONE OLISTICA SIMBIOSI MULTIPLANETARIA ORGANIZZATA)

I primi due gruppi sono – per così dire – d’importazione mentre gli ultimi tre sono nati in Italia. 
La Religione Raeliana - cui è dedicata la ricerca svolta per il Cesnur dalla
sociologa canadese Susan Palmer, ora pubblicata in un volume separato (I
Raeliani, Elle Di Ci) - è il maggiore culto ufologico su scala mondiale [26]. Questo e molto altro è il Movimento Raeliano Internazionale fondato da Claude Vorilhon, ribattezzato Rael dagli Elohim (scienziati extraterrestri che avrebbero creato l’uomo in laboratorio), ex giornalista sportivo francese contattato, nel 1973, da alieni alti circa un metro e venti, con pelle olivastra ed occhi di tipo orientale, per trasmettergli un messaggio rivelatore sulle origini della razza umana [27].
Secondo, per ordine di grandezza in Italia, il gruppo chiamato ”Nonsiamosoli”, che riunisce i numerosi seguaci di Giorgio Bongiovanni, residente a Porto Sant'Elpidio, che si presenta come erede del contattista Eugenio Siragusa, già fondatore del Centro Studi Fratellanza Cosmica e i cui rapporti con Bongiovanni sono stati definitivamente interrotti [28].
Vi è, poi, un'appendice dedicata all’Associazione Astronauti Autonomi e ai Men in Red (Mir) – Collettivo di Ufologia Radicale, gruppi certamente non religiosi e anzi rigorosamente materialisti e di ispirazione marxista. Se gli Astronauti Autonomi credono a un'imminente fine del mondo cui sarà possibile sottrarsi solo gestendo autonomamente la costruzione di astronavi (sottraendola al monopolio capitalista) i Men in Red si pongono a valle di una poco nota ma non irrilevante tradizione di interesse marxista per gli Ufo. Ipotizzano che si tratti di «compagni dello spazio», venuti per aiutare i terrestri a salvarsi dalla «barbarie capitalista» [29].
In realtà, l’analisi non è precisa poiché esistono altre “religioni” – secondo la terminologia utilizzata da Introvigne - dove, la tematica extraterrestre è, comunque, fortemente presente – seppur con varie sfumature – all’interno del bagaglio culturale del movimento religioso. In particolare, alcuni gruppi ricompresi da Introvigne all’interno della categoria “Religioni e movimenti del Potenziale Umano” ed in quella “New Age, movimenti post-New Age e Next Age” mostrano, indiscutibilmente, elementi riscontrabili anche all’interno di gruppi “contattisti” classici. Non è questa la sede per contestare la classificazione avanzata dallo studioso – oggetto di feroci attacchi su Internet [30] - ma, semplicemente preme, a chi scrive, sottolineare come la problematica relativa al fenomeno del cultismo ha, decisamente, superato i limiti tradizionali che le erano riconosciuti. Se proviamo, a vedere - all’interno di un glossario ufologico [31] - la definizione comunemente utilizzata per il termine cultismo troviamo: "atteggiamento che trasforma l'interesse per il problema in vera e propria "ufolatria": gli UFO e i loro presunti occupanti ridotti a una sorta di culto irrazionale e millenaristico di "salvezza dall'alto" imperniato sulla figura carismatica del "contattista". Gli "occupanti" sono visti come una sorta di "deus ex machina". In modo analogo in corrispondenza della parola contattisti rinveniamo la seguente spiegazione: “i soggetti che si dicono in contatto continuato con presunte creature extraterrestri, direttamente o a mezzo di percezione extra-sensoriale. Essi manifestano atteggiamenti di vero e proprio "cultismo" dalle tinte millenaristico-apocalittiche, senza però produrre prove concrete delle loro affermazioni”.
Definizioni di questo tipo non mi sembrano esaustive. Nel caso specifico della venuta degli extraterrestri per salvare la Terra dal disastro ambientale, speranza particolarmente diffusa nelle moderne correnti che guardano al cosmo come al luogo di salvezza, tutto sembra ridursi ad una semplice espressione dell'autocoscienza dell'uomo moderno consapevole d’aver infranto l’equilibrio delle leggi della natura. Lo stesso Jung riteneva – come ricorda Susan Palmer [32] - che i culti dei dischi volanti avrebbero avuto
un ruolo importante nel ventunesimo secolo, andando così incontro alle paure dell'uomo moderno,mettendo al centro di nuove mitologie angeli tecnologici alieni, versione
moderna del deus ex machina degli antichi. In tal senso, lo stesso catalizzatore alla base del fenomeno dei culti cargo (che sorgono nel momento in cui una cultura, tecnologicamente avanzata, entra in contatto con un'altra più arretrata: è la stessa strana esperienza a suo tempo vissuta da Cristoforo Colombo, Sir Francis Drake, James Cook, ecc. [33]) si riproporrebbe per quei soggetti coinvolti, loro malgrado, nella situazione che stiamo trattando. 
Una simile interpretazione mi sembra, francamente, riduttiva; sufficiente, forse, ad una corrente di pensiero post-monnerista, ma incapace di portare elementi utili a chi, faticosamente, sceglie di occuparsi di ricerca di frontiera. Al contrario, il problema si presenta in modo estremamente articolato e complesso.
Il contattismo tout court presenta, infatti, due anime diverse e talvolta coincidenti con quella del cultismo. Da un lato il "contattismo deteriore", nato dall’atteggiamento di soggetti decisi a richiamare su di sé l’interesse generale per fini e motivazioni varie; molti gruppi hanno o hanno avuto un fondatore mentre, raramente, sono stati fondati da un gruppo di persone elette. Così il soggetto “fondatore” (che spesso fonda il suo gruppo in seguito a rivelazioni ricevute da entità spirituali estranee) ritenuto detentore di poteri e/o conoscenze speciali, viene seguito ed accettato – quasi sempre incondizionatamente - dai nuovi membri del gruppo. Dall’altro soggetti in buona fede che, convinti della propria esperienza e del suo intrinseco messaggio, operano con animo spirituale ma senza atteggiamenti necessariamente messianici, presentandosi solo come testimoni di una realtà da loro stessi ritenuta contraddittoria e non pienamente comprensibile. Accanto a questi gruppi di tipo ufologico esistono, quindi, delle persone singole, alcune delle quali si riuniscono in gruppi per lo più informali, che sostengono di essere contattati da entità aliene di vario tipo.
A complicare ulteriormente la situazione interviene la constatazione [34] che anche i soggetti rapiti “sistematicamente” –oggetto, cioè, di quell’insieme di esperienze definite comunemente abductions - cominciano a mostrare una graduale accettazione della situazione ed evidenziano caratteristiche comportamentali (come la progressiva convinzione che l’operato degli alieni sia teso al nostro miglioramento ambientale) sempre più simili a quelle dei contattisti. Il rapito, esattamente come il contattista, si sente partecipe di rivelazioni epocali e racconta messaggi di evidente contenuto spiritualista [35] analoghi, se non identici, a quelli dei più famosi contattisti.
La barriera tra contattismo e fenomeno dell’abductions viene così, lentamente ma inesorabilmente, a cadere. La stessa sindrome conosciuta come DIANA (Delirio Individuale da Aggressione Notturna Aliena) [36] che riguarda, nel mondo, migliaia di persone – principalmente donne – viene descritta, da coloro che vivono quest’esperienza, con toni decisamente più “morbidi” rispetto al passato. In alcuni casi, le sensazioni che accompagnano tale esperienza assumono addirittura connotati positivi [37]. In uno studio svolto recentemente su tre donne [38], di differente età, estrazione sociale, condizione fisica, luogo di residenza, ecc. chi scrive ha potuto constatare come, pur con le dovute differenze, il messaggio sostanziale e i sintomi fisici e psicologici erano identici o molto simili tra di loro. Evidentemente, anche in questo caso, come affermato nel capitolo precedente, più che il messaggio in sé è decisivo il meccanismo con cui avviene questo tipo di comunicazione e i fenomeni (sintomi ed effetti collaterali [39]) che lo accompagnano. 
Non credo che teorie quali quella della “tattica puntiforme” di Minazzoli [40] (una strategia di comunicazione messa in atto dagli alieni per risvegliare le coscienze in modo progressivo e non traumatico) o quella più ardita di Colaminè [41] (gli impianti alieni sarebbero “teletrasportati” direttamente nel soggetto) possano essere decisive in proposito. Sono però interessantissimi punti di partenza che aprono nuove prospettive.
In un testo [42], storico e fondamentale, per l’ufologia moderna J.E.McDonald attacca fortemente i “gruppi di contattisti deliranti”, ma ben maggiore è il suo accanimento contro quegli scienziati che denunciano i testimoni di osservazioni ufologiche come cultisti e che meritano, quindi, “ d’essere fortemente criticati per la loro condotta non scientifica”. E’ passato molto tempo da quando McDonald ha scritto quel passo e l’ufologia ha dovuto affrontare nuovi problemi tra i continui attacchi della “burocrazia” scientifica. Certo è preferibile occuparsi di problematiche lontane dal contattismo, le più lontane possibili, se si vuole evitare il ridicolo e gli attacchi dei benpensanti, ufologi e non. Forse è addirittura preferibile contestare l’uso stesso dell’aggettivo “ufologico” in relazione ai gruppi cultisti per evitare omogeneizzazioni con chi svolge una seria ricerca scientifico-investigativa [43].Ma in tal modo si evita semplicemente il problema. Non è un quesito terminologico quello che, attraverso molteplici aspetti, ci si presenta di fronte. E’ qualcosa di più importante che necessita tutta la nostra attenzione.
In un breve passo di un’intervista, citata in precedenza [44], con il più famoso contattista italiano, Eugenio Siracusa, veniva testualmente riportato:
Maurizio Baiata:
Vengono rapite persone che non hanno a che vedere con l’ufologia.
Eugenio Siracusa:
Vengono accuratamente scelte! Dobbiamo chiederci in base a quali criteri sono prelevate. Anch’io sono stato “rapito” quando mi hanno imprigionato, ma non dagli extraterrestri.
Credo che in queste battute vi sia indicata la giusta direzione per rispondere a tutte le nostre domande. Non tanto nella risposta di Siracusa, ma nell’affermazione di Baiata. La strada è appena aperta. Ora bisogna percorrerla. 

“Ma padre l'aeronautica americana dice che non esistono" 
"E' sbagliato Danny. E' l'aeronautica americana che non esiste (...) Forse,farei meglio ad aggiungere un altro fatto. Il governo degli Stati Uniti ha
ragione a dire che gli UFO non esistono. Così, figliolo mio prediletto, il governo NON sta mentendo. Se li hanno identificati, non sono più UFO,e quindi NATURALMENTE non esistono" 
Tratto da "THE CATCHERS OF HEAVEN" di M. Wolf

Note:
[1] Cfr. F.Ossola, “L’UFOLOGIA le teorie e i fatti, Longanesi & C., 1978.
[2] Cfr. C.Sabadin, Viaggio all’interno del Contattismo, Bollettino interno Fondazione Sentinel, marzo 1998.
[3] Cfr. M.Introvigne, AVVENIRE, 5 dicembre 2000.
[4] Secondo la classificazione Hynek.
[5]  Cfr. C.Sabadin, ult. cit.
[6] Cfr. M.Santamaria, Ufo la rivista extraterrestre, febbraio 1999.
[7] Cfr. M.Centofante, Ufo la rivista extraterrestre, ottobre 1999.
[8] Cfr. M.G.Toma, “Da dove vengono?”, Stargate, luglio-agosto 2000.
[9] Cfr. M.Centofante, Ufo la rivista extraterrestre, settembre 2000.
[10] Cfr. C.Sabadin, Viaggio all’interno del …, ult. cit. 
[11] Cfr. P.Toselli, “UFO-DAY”, Incontro-dibattito sugli ufo organizzato a Casanova Staffora (PV),l’8 novembre 1997.
[12] Cfr. M.G.Toma, “Da dove …”, ult. cit.
[13] Cfr. M.Baiata,”La verità non si vende e non si compra”, Dossier Alieni, febbraio-marzo 1998.
[14] Per un’analisi più specifica dell’altro caso “storico”, quello di Meier, rimando alla mia precedente analisi in : “Viaggio all’interno del Contattismo”, già citato.
[15] Cfr. P.Mantle, “Mente universale”, Ufo Network, marzo 2000.
[16] Cfr. F.Ossola, “L’UFOLOGIA e …”, ult. cit.
[17] Ma ricordiamole contestazioni del Ciscop e del Cicap.
[18] “Ufos and Aliens: The search for truth….making contact”, Discovery Channel.
[19] Cfr.G.Degli Esposti, “Bagliori dell’incredibile”, Ufo Notiziario, giugno 2001.
[20] Cfr. J.Keel,”UFO: operazione cavallo di Troia”, MEB 1975.
[21] Cfr. F.Ossola, “L’UFOLOGIA e …”, ult. cit
[22] Vedi il sito internet: http://www.coopcosmo.com 
[23] Cfr. S.Greer, “Oltre la barriera della luce”, Dossier Alieni, marzo-aprile 2000.
[24] Specificatamente un contatore geiger e un misuratore di campi elettromagnetici sono andati fuori scala, contemporaneamente e per lo stesso tempo, durante il “presunto” contatto telepatico
[25] Enciclopedia delle Religioni in Italia.
[26] Cfr. M.Introvigne, AVVENIRE, ult. cit.
[27] Per un’analisi più completa sul movimento Raeliano si veda: Cfr. C.Sabadin, Viaggio all’interno del …, ult. cit.
[28] Cfr. M.Baiata,”La verità non si vende e non …”, ult. cit.
[29] Cfr. M.Introvigne, AVVENIRE, ult. cit.
[30] A titolo esemplificativo vedi il sito: http://www.ummah.org.uk/kelebek/cesnur/ 
[31] Vedi il sito: http://www.cun-italia.net/faq/gloss.htm
[32] Cfr. M.Introvigne, AVVENIRE, ult. cit.
[33] Cfr. J.Fiebag, “I Culti Cargo”, Dossier Alieni, dicembre 1997- gennaio 1998.
[34] Cfr. C.Sabadin, Viaggio all’interno del …, ult. cit.
[35] Cfr.G.Colaminè,”Interferenze aliene: la metamorfosi onirica”, Ufo Notiziario, dicembre 2000.
[36] Presentata Il 3 novembre 1990, durante il Primo Congresso Nazionale di Parapsicologia e Ufologia di Las Palmas, dagli ufologi Javier Sierra e Josep Guijarro.
[37] Cfr.G.Colaminè,”Interferenze aliene: la …”, ult. cit. 
[38] Specificatamente si trattava di una donna M. fortemente convinta di essere in contatto con esseri alieni con cui aveva sistematiche comunicazioni telepatiche (in passato anche contatti fisici diretti) e di due ragazze C. e R. più facilmente ascrivibili in episodi di DIANA. 
[39] Tra cui ritengo sia doveroso far rientrare anche una certa fenomenologia “apparentemente” ESP o paranormale.
[40] Cfr.”Contattisti pro e contro”, Oltre la Conoscenza n° 18.
[41] Cfr.G.Colaminè,”Interferenze aliene: la …”, ult. cit.
[42] Cfr. J.E. McDonald, “Gli ufo e la scienza”, Fanucci Editore, 1976.
[43] Vedi il comunicato Adnkronos del 30-04-98: “il Cun, contesta ''l'uso improprio del termine 'ufologico' in associazione a sette di carattere millenaristico con cui la stampa tende ormai ad omogeneizzare chiunque si occupi del fenomeno Ufo''. Il riferimento e' alla pubblicazione di uno studio del Viminale … Il Cun rivendica il ''concreto approccio di ricerca scientifico-investigativa'' che ispira gli studi dell'associazione.”
[44] Cfr. M.Baiata,”La verità non si vende e non …”, ult. cit.




Streghe a Cosenza? 
a cura di Paolo De Gaetano, centroricerchecs1@libero.it (
Membro Gruppo Camelot, Responsabile Centro Ricerche Leonardo Da Vinci Cosenza1 e Calabria e Componente del Gruppo Stargate Toscana) - Pag.1

Spesso associata a una bellezza innaturale , ammaliante, che quasi incute paura, un fare misterioso, e quelle pratiche fuori dalle comuni regole di vita , l'astrologia, la magia, i sabba, i segreti libri neanche nominabili, i gatti, i gufi, le foreste, i voli, e un signore oscuro da servire…questa è la strega del XV secolo colei che tra il 1450 e il 1700 ebbe il suo storico e tormentato momento.
E' superfluo ma bisogna ricordarlo che tutto ciò che fu sinonimo di oltre le regole di comune vita religiosa e rispetto rigoroso e spesso offensivo anche per la propria persona , era per quei tempi l'unico modo di dover essere, non si concepiva né la possibilità di letture diverse da quelle che erano i canoni dei tempi, ne tantomeno fare cose diverse da quelle che erano le solite cose di tutte le donne ( ma anche degli uomini ) di quei tempi, bisognava stare dentro i "limiti" dettati e fatti rispettare anche in maniera dura da una azione religiosa spesso soffocante e che purtroppo per quei tempi dove trovò terreno fertile, anche esasperata e ferocemente distruttiva di tante vite umane.
Certamente non ci furono solo sfrenate caccia alle streghe e torture per le stesse, che ne subirono tante e orripilanti nei modi, ma in un periodo così buio come quello medioevale ebbero ci fu poco spazio per altro.
Oggi per non dilungarci in un argomento vasto e non certo riassumibile in un piccolo articolo, ci sono chi delle magia ha come strega, modificato o completamente reimpostato la metodologia, leggo del Wicca che opera come magia bianca, nessun fine diverso o strane pratiche, altre si ergono a fautrici degli spiriti dei boschi e del mondo elementale, insomma né sacrifici, né messe nere, una lettura magica, diversa, spirituale, del mondo magico.
Questa piccola parentesi mi permette di riprendere un articolo apparso sulla Provincia Cosentina del 17/09/2000 dove mettono in risalto fatti che si svolgono in una località del centro Cosentino riconosciuta come una sorta di ritrovo delle streghe, la zona interessata è il Vallone di Rovito.
Il Vallone di Rovito, zona boscosa dentro la cittadina di Cosenza, qui scorre il fiume Crati a due passi dalle zone storiche del Risorgimento.
Da almeno dodici anni ad ogni congiunzione lunare propizia sembra che le streghe si riuniscano per celebrare quei rituali sabbatici atti a propiziare divinità magiche che secondo l'articolo hanno dei risvolti " neri " ma la vera natura non è di certo saputa perché potrebbero essere come abbiamo detto già sopra delle cultrici della natura.
Qui si svolgerebbe, se Sabbatica, una lunga cerimonia iniziatica a celebrazione di queste forme di divinità magiche, ed almeno quattro volte all'anno, in coincidenza dei solstizi si incontrano per questa liturgia, sfruttando la presenza di un a chiesetta chiusa e sbarrata, dove si accede da un percorso di almeno un chilometro, un posto angusto ed anonimo che costeggia la riva destra del fiume Crati passando per il monumento dedicato al sacrificio dei fratelli bandiera, che qui furono fucilati storicamente.
La zona si presenta vasta e alberata, una piccola Sila lustrata per i cosentini; qui resti di cerimoniali erano presenti e sparpagliati qua e là, ad identificare la presenza ieri come oggi?
Di questi incontri cerimoniali.
Il recinto che accompagna il viatico sale verso la chiesetta e la sua lontananza dall'abitato garantisce/garantiva riservatezza.
Si sa, che una voce autorevole, ha datato come finiti in questa zone i "fatti" dal 1998, ma segni rituali anche nelle zone storiche cittadine sembrano ancora esistere.
A Santa Lucia, un quartiere della città vecchia (si dice…) sopravvivono i simboli delle streghe, disegni con raffigurazioni tipiche indicano segni convenzionali delle case prescelte.
Non è un caso che nella città vecchia operano ancora tarocchiate e fattucchiere, spesso frequentate da signore dell'alta borghesia, e di personaggi che sembra abbiano poteri paranormali.
Le pratiche del Vallone sono una spia di una presenza del magico intorno a noi e non solo a Cosenza, ma in tutto il mondo, una forza che si muove e vive alla costante ricerche di energia vitale, di forza, per manifestarsi, ed è presente in ogni minuto del nostro vivere quotidiano, questo deve farci riflettere a non abbassare mai la guardia , ad essere attenti a ogni piccola variante di fatti e situazioni che possano diventare strani e anomali , facendo in modo che tutto scorra nei margini di legalità, senza aver paura di queste cose, ma augurandoci che siano manifestazioni spirituali col solo fine di essere in sintonia con la natura del mondo elementale. 















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