Numero 10, Anno 2006
Camelot Chronicles

  

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Tutti i numeri del giornale aperiodico di ufologia "Camelot Chronicles" si possono scaricare gratuitamente da questo sito in formato PDF e HTML, e si possono trovare in formato cartaceo alle conferenze del Gruppo Camelot e dei suoi Collaboratori

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Attorno alla tavola rotonda:
Interviste tratte da Camelot Chronicast: Sig.Mauro, F.Almacolle, M.Branzo, M.Bugliaro Goggia e C.Sabadin
(N.d.R.: in questa serie di interviste ogni intervistato si assume la responsabilità di ciò che afferma) - Pag.17

Avvistamento su Ispra, 
Intervista al Sig. Mauro (Testimone e Appassionato di Ufologia), 
a cura di Paolo Sartorio 
[NdR: si può trovare la versione audio di quest’intervista all’interno degli episodi 14, 17 e 19 di Camelot ChroniCast]

P.S.: Abbiamo l’onore di avere un testimone oculare di un evento ufologico avvenuto diversi anni fa, il sig.Mauro. Innanzi tutto grazie per essere qui con noi a Camelot ChroniCast.
Sig.M.: Grazie a voi per avermi dato la possibilità di parlare di questa cosa.
P.S.: Beh, per noi è un onore perché la storia che ha da raccontarci è veramente interessante. La storia, diciamolo subito, si svolge ad Ispra, che è una cittadina in provincia di Varese. Lascio a lei però la parola per raccontarci quanto è successo, nel ’78, se non sbaglio. 
Sig.M.: Esatto, era l’anno 1978 a Ispra, sul Lago Maggiore. Ispra dove ha sede un importante centro di ricerca della Comunità Europea. Allora c’erano tre reattori nucleari accesi.
P.S.: E questa è una cosa da non sottovalutare, anche perché tantissime volte, in tantissimi casi di avvistamenti si sono avute delle connessioni con i luoghi in cui si vedevano i dischi volanti, ed il fatto che in quei luoghi ci fossero proprio degli impianti nucleari. Ma lei cosa ha visto di preciso?

Sig.M.: Beh, quella sera erano circa le 19...., 19.30 circa. Mi ha chiamato mia sorella al telefono, che abita a Ispra anche lei. Mi ha detto: “affacciati alla tua finestra e guarda verso l’Euratom”, 

P.S.: L’Euratom, lo ripetiamo, è questo centro di ricerche.
Sig.M.: Si.... “E dimmi cosa vedi”. Mah, io sono andato alla finestra, guardo verso l’Euratom e vedo delle luci ferme sopra la cupola del reattore "Essor" che era uno dei tre reattori.
P.S.: Quante erano queste luci, lei si ricorda?
Sig.M.: Mi sembra un paio.
P.S.: Un paio di luci, di che colore?
Sig.M.: Cambiavano colore e intensità, ma non in modo, diciamo, regolare..... in modo così, come si può dire..... random, a caso, ecco. Diventavano gialle, rosse, bianche, ma erano perfettamente immobili. Non era possibile fossero degli elicotteri, non c’era neanche rumore.....
P.S.: Ma lei sarebbe in grado di dire a che altezza dal terreno si trovavano?
Sig.M.: No..... 
P.S.: Non ha punti di riferimento?
Sig.M.: No.... Allora c’era la torre meteorologica che era alta una cinquantina di metri, però quelle luci erano più alte della torre. Quindi, si vedevano le luci rosse dell’ingombro della torre, sempre ferme al loro posto, erano lì da quindici anni, da quando c’era la torre. E sul lato sinistro della torre c’era il reattore e sopra il reattore perpendicolare al reattore queste due luci. Ad un certo punto, dopo.... Penso di ricordare abbastanza bene, sono rimaste lì tre o quattro minuti di orologio, sono scomparse d’incanto, se ne sono andate. 
P.S.: Ma sono scomparse?
Sig.M.: No, se ne sono andate, se ne sono andate....... Ma in quei giorni c’era un qualcosa, c’era tutto un fervore di avvistamenti, perché il giorno dopo, o due giorni dopo, tornando a casa la sera sempre verso quest’ora, sulla superstrada Vergiate-Besozzo, all’altezza del Lago di Comabbio, ad un certo punto, e non solo io perché c’erano altre macchine in coda con me, abbiamo visto queste luci che puntavano verso il Sacro Monte di Varese, seguite da due F104
P.S.: E quindi due aerei militari..... ma erano secondo lei le stesse luci che avevate visto due giorni prima sopra l’Euratom?
Sig.M.: Le luci.... Come faccio a dire se erano quelle...sembravano quelle, erano uguali, cioè erano delle sfere luminose, che sembrava quasi giocassero con gli aerei, insomma... si facevano avvicinare un attimo e poi dopo se ne andavano.
P.S.: E comunque non è stato il solo testimone di quest’evento.
Sig.M.: No, quando gli aerei sono arrivati subito dopo, il Sacro Monte, le luci se ne sono andate, e suppongo per non sconfinare, gli aerei hanno dovuto girare, per non entrare in Svizzera han dovuto tornare indietro.
P.S.: Hanno dovuto abbandonare il target.
Sig.M.: Però era una caccia improponibile, perché giocavano come il gatto con il topo, non avevano speranze, assolutamente.
P.S.: Il giorno dopo, o i giorni successivi a questo fatto, lei ha avuto modo di leggere sui giornali, magari qualcosa relativo a quello che lei aveva visto, oppure la vicenda è passata cosi, diciamo, in sordina?
Sig.M.: Beh, guardi, a quei tempi era molto difficile parlare di queste cose, chi osava solo pensarlo, veniva preso per pazzo, visionario.
P.S.: Sì, immaginiamo, già è difficile oggi...
Sig.M.: Allora era una cosa... era un po’ sconcertante, ecco.
P.S.: Sebbene quegli anni, soprattutto il 78 e l’80 siano stati per l’Italia proprio teatro di un numero considerevole di avvistamenti, c’è stata proprio una ondata, e quindi non a caso lei racconta di questi due avvistamenti avvenuti in tempi stretti, ma ricordiamo, 78 e 80 grandissima ondata di avvistamenti in Italia. Ritornando invece al primo avvistamento che ci ha raccontato, queste luci sopra il reattore dell’Euratom, i testimoni sono stati lei, sua sorella...
Sig.M.: Mia mamma, mia moglie, che era incinta allora, e poi altra gente del posto che senz’altro si ricorderanno,
P.S.: E comunque ne avete parlato successivamente?
Sig.M.: Ne abbiam parlato, io ho parlato con mia sorella e mia mamma di queste cose, però... niente, le cose sono, insomma.... Sono morte li, perché nessuno aveva il coraggio di dire quello che aveva visto.
P.S.: Fatto sta che l’avete visto,
Sig.M.: si, si, su questo non ci sono dubbi, non ci piove, perché io mi sono affacciato alla finestra perché mia sorella mi ha detto: “guarda verso l’Essor”, e io ho guardato verso lì, se no non...
P.S.: Si, questa cosa gioca a favore dello scarto della ipotesi che si potesse trattare comunque di una allucinazione
Sig.M.: No, è impossibile, non poteva essere una allucinazione collettiva, e neppure un effetto ottico.... [NdR: il resto dell’intervista si può ascoltare all’interno degli episodi numero 17 e 19 di Camelot ChroniCast]

Chupacabra, ma non solo 
Intervista a Franco Almacolle, francoalmacolle@virgilio.it (Ricercatore e Membro Gruppo Camelot)
a cura di Eugenio Ballini
[NdR: si può trovare la versione audio di questa intervista all’interno degli episodi 15 e 18 di Camelot ChroniCast]

E.B.: Franco, come mai ti è venuto in mente di fare ricerca all’interno di questo argomento, Chupacabra.
F.A.: allora la ricerca è iniziata diversi anni fa, quando mi stavo interessando anche di argomenti che avevano a che fare con discorsi di tipo ufologico, crop circle, etc... Mi sono imbattuto in un nuovo tipo di fenomeno che vedeva il ritrovamento di animali morti in circostanze misteriose, mi sono un pochino buttato in questa cosa, ed ho scoperto delle cose veramente inquietanti, che poi ho deciso di sviluppare nel corso degli anni successivi; oramai sono circa sette, otto anni che seguo questo fenomeno, e tutte le volte che mi ci metto sotto, trovo sempre delle sorprese.... nuove e inquietanti. Non è possibile in questo momento portare ad una conclusione certa e definitiva.

E.B.: Si, però quali sono le ipotesi più plausibili che tu hai ritrovato all’interno di questo fenomeno, data la tua esperienza?
F.A.: le ipotesi plausibili sono svariate.... inizialmente si pensava all’operato di sette sataniche o gruppi simili, successivamente si è visto che per modalità di attacchi e altre cose, questo non poteva essere. Le ipotesi tutt’ora in circolazione vedono una possibile origine inter-dimensionale, una possibile origine intra-terrestre, ossia vedi la teoria della terra cava o possibili abitanti di un sottosuolo, altre ancora vedono una interazione tra i cosiddetti grigi e delle creature controllate dagli stessi grigi. 

Io personalmente sono per una ipotesi inter-dimensionale o extra-dimensionale del fenomeno, che, lo vedremo poi in seguito in articoli che sto preparando, hanno molto a che fare con le porte inter-dimensionali che sono state scoperte recentemente in Cile e sono convinto esistano in tantissime altre parti del mondo, Italia compresa.
E.B.: Appunto, su un discorso del tipo: "fenomeno a livello mondiale", quali sono le zone più interessate a questo fenomeno e, dopo, se ci puoi raccontare qualcosa relativamente all’Italia.
F.A.: le zone prevalentemente interessate da questo fenomeno sono l’America Latina e l’America Centrale; sono convintissimo che esistono in tutte le parti del mondo, anche se le notizie per diversi motivi non vengono date. In Italia ci sono stati dei casi, io personalmente non ne sono molto a conoscenza, ma sono convinto che molti avvistamenti di pantere nere o simili siano da ricollegarsi con questo tipo di fenomeno. Purtroppo la gente ha una scarsa conoscenza di questo tipo di fenomeno, e poi c’è anche una volontà da parte di autorità di tenere coperto il più possibile questo fenomeno, ossia meno se ne parla e meglio è per tutti.
E.B.: E in America Latina?
F.A.: In America Latina sta succedendo recentemente questa cosa qui, come per gli UFO.... meno se ne parla e meglio è, a tal punto che molti testimoni sono intimiditi o screditati, in parte dalle autorità e, cosa molto strana ma non molto, da altri gruppi che si definiscono ufologici, che sembrano più interessati a coprire la vicenda piuttosto che darle seguito e fare in modo che la gente si renda conto di questo fenomeno.
E.B.: Mi puoi parlare di ricercatori che tu conosci che stanno portando avanti questo fenomeno a livello mondiale?
F.A.: L’unico ricercatore di cui io posso dire qualche cosa è il cileno Jaime Ferrer per quanto riguarda il discorso chupacabras. Con lui ho intrapreso un discorso di collaborazione, nel senso che mi passava praticamente quasi in diretta gli avvenimenti che accadevano nella sua città di Calama. Tramite le sue informazioni sono riuscito a creare questo librettino che si chiama “Predatori di Sangue” che con le sue, e con altre informazioni prese da altri siti e da altri ricercatori, come Gustavo Fernandez, argentino che portano avanti anche loro questo.... magari lui più sulle mutilazioni che sui chupacabras, sono arrivato a fare questa sintesi di un lavoro che io ho messo su come un malloppino di 500 pagine, che ho sintetizzato in un centinaio con questo “Predatori di Sangue”, e ho intenzione di portarlo a termine con un seguito che vedrà, spero, la luce nei prossimi mesi, per concludere un pochino questo discorso qui, ed aprire il discorso delle porte inter-dimensionali che è molto interessante. Altri ricercatori che secondo me sono abbastanza validi potrebbe essere il portoricano Jorge Martin, che è stato uno dei primi ad interessarsi del fenomeno, anzi forse è stato, secondo me, quello che lo ha fatto conoscere a livello mondiale. Poi indubbiamente ci sono tanti altri ricercatori, che però purtroppo non conosco... questi tre sono quelli che conosco maggiormente.
E.B.: Tu, appunto, hai parlato in questo libro di chupacabras, però non ci sono solo queste tipologie di animali o di fenomeni.... se ci puoi dare una descrizione generale di quello che è il fenomeno, non solo mutilazioni animali o chupacabra, ma anche qualcosa in più oltre a questo.
F.A.: È un fenomeno veramente ampio, si tratta secondo me di entità dalle forme più svariate; si passa da entità di dimensioni di poche decine di centimetri a creature alte più di due metri e mezzo, che sono state viste da numerosi testimoni, creature dalle forme diverse e dall’aspetto anche differente, e ultimamente sono stati visti negli stessi posti dove in precedenza si sono verificati attacchi di questi famigerati chupacabra, delle misteriose sfere volanti, di colore bianco, viste a suo tempo anche in Brasile durante il caso di Varginha. Secondo me l’origine di queste entità è da ricollegarsi ad un mondo extra-dimensionale.... di più non....
E.B.: Altri esempi?
F.A.: Altri esempi di creature potrebbero essere, non so, mi viene in mente le ultime che sono state avvistate in Argentina sul fine dicembre 2005, molto simili a dei nanerottoli, a degli gnomi che noi conosciamo attraverso le classiche storie dei trolls irlandesi e cose del genere. Altre creature del genere sono state viste...... [NdR: il resto dell’intervista si può ascoltare all’interno dell’episodio numero 18 di Camelot ChroniCast]

Investigazioni e Ricerche Mirate in USA
Intervista a Mike Branzo, mikebranzo@yahoo.com (Ufologo e Ricercatore)
[NdR: si può trovare la versione audio di questa intervista, e di altri interventi di Mike Branzo, all’interno degli episodi 2, 4, 7 e 13 di Camelot ChroniCast]

E.B.: Ciao Mike, tra le molte domande che ci sono arrivate, diverse riguardano la tua vita, dove sei nato, dove vivi, che lavoro fai. So che sei nato a San Francisco, ma ci puoi dire di più?
M.B.: Well, Ciao Eugene e un saluto a tutti ascoltatori di Camelot ChroniCast, si come tu hai detto io sono nato a Cisco, noi chiamiamo così San Francisco, ok, e ho sempre abitato lì fino a quando sono andato al college, Navy, voi la chiamate accademia della Marina, se non sbaglio, ma ultimamente da quando non sono più militare sono tornato ad abitare nella Bay Area, vicino alla mia famiglia. 
Well, lì lavoro per l’azienda di mio papà, e porto avanti le relationship, relazioni con le altre aziende negli States e in tutto il resto del Mondo, e questo mi permette di girare molto e di venire anche in Europa.
E.B.: E spesso in Italia, Infatti il vostro ufficio europeo è qui vicino a Milano. Puoi spiegare di che cosa vi occupate?
M.B.: Ci occupiamo di elettronica, facciamo componenti, senza andare molto in fondo, vengono utilizzati questi componenti per militare e per spazio. Sono dei componenti costosi e molto tecnologici, e per questo ogni tanto devo venire in Europa.
E.B.: ci hanno chiesto come mai parli italiano, quando molti italo-americani non spiaccicano una parola di italiano.
M.B.: Prima di andare al college, da ragazzo, ho passato alcune vacanze in estate qua in Italia, quasi tutti gli anni. Vivevo negli States e passavo i due o tre mesi d’estate dai miei parenti in Italia. Io ho diversi cugini e parenti lontani con cui sono sempre rimasto in contatto e che anche ora vengo a trovare.

E.B.: Parenti italiani, infatti il tuo nome è un tipico nome italiano. Non dirmi che anche la tua è la classica storia del nonno immigrato in america a cercar fortuna.
M.B.: Non per il nonno, ma per il papà di mio nonno, mio bisnonno Michele, che si era trasferito negli States cento anni fa per far fortuna, pensa Eugene, prima era andato lui a NewYork, poi a Chicago e dopo qualche anno a San Francisco.
E.B.: Dicevi che sei stato in Marina, Io ho fatto un anno e mezzo in marina e devo dire che uno o è portato o non lo è. Ci puoi spiegare come mai questa scelta di vita e come mai te ne sei andato? 

M.B.: Well, devi sapere che da piccolo avevo una grande passione per il mare, ok, e per carriera militare. Mio nonno era un militare ed è sempre stato una persona molto importante per me, ok. Forse io ho preso proprio dal mio nonno questa voglia di fare il militare e di servire il mio paese. Tutto il tempo che ho trascorso io nella Navy, mi è piaciuto, ok, e avrei avuto voglia di andare avanti per fare carriera militare, ma ci sono stati dei problemi personali, di mia famiglia... tu sai Eugene, alle volte la vita cambia le cose e io ho dovuto abbandonare questa carriera.
E.B.: Si, ma non è l’unica carriera che hai dovuto abbandonare, a quanto mi hai detto.
M.B.: Ok, io so già, Eugene, che tu parli di Football americano, e hai ragione, ma quello è stato un problema medico per mio ginocchio e peccato perché a me piaceva molto questo sport e dava a me molta soddisfazione. E poi sono stato running-back titolare al college, una esperienza che mi ha formato molto.
E.B.: Molti nostri amici però ci chiedono come mai questa passione per l’ufologia, il mistero e per l’insolito.
M.B.: Anche questa passione me la porto da quando ero bambino. Me la ha messa mio nonno, mi ha sempre raccontato delle storie fin da piccolo, e ha sempre messa tanta curiosità in me.
E.B.: Tuo nonno ? ma che tipo di storie ti raccontava?
M.B.: Storie su alcuni piccoli suoi amici che aveva conosciuto quando era nell’esercito, e che ogni tanto andava a trovare in alcune grotte vicino a casa sua, ok. Lui me le raccontava così come se fossero delle favole, sai tipo i nani, i gnomi, i foll... non so come chiamate voi...
E.B.: i folletti intendi, quelle creature che si trovano in moltissime favole per bambini,
M.B.: Yeah, ok, Eugene, proprio quelli, lui mi faceva molte storie su come erano fatti, su come gli parlavano nella testa, ok, su dove abitavano molto sotto nelle grotte, così chiamava lui queste case, e su come lui e i suoi compagni militari li aiutavano..... 
E.B.: si, ma molti nonni raccontano queste cose ai bambini, e un po’ se le inventano,
M.B.: Ok, hai ragione, well, molte cose erano normali, tipo le favole con le fate, i principi..... ma altre erano molto diverse..... io ero bambino e per me era tutta favola, ok, e come tutti i bambini credevo che quelle favole fossero vere, che esistessero posti sulla terra dove c’erano quelle creature..... mio papà invece, che non ci credeva, quando sentiva da me o dal nonno queste storie mi diceva che erano tutte favole, che era finto, e si metteva a ridere... ed era bello così,
E.B.: bello che ci fosse una serenità del genere tra di voi, ma c’era qualcosa che ti raccontava che non era come le altre favole?
M.B.: Si, come ti dicevo alcune cose strane che lui diceva a me, era che non parlavano come noi con la bocca questi esseri, che quando parlavano non la muovevano, ma che lui sentiva lo stesso la loro voce..... noi provavamo per gioco a fare così, ok, io ero bambino, ma non succedeva niente, solo dei rumori tipo mmm.... e ci divertivamo, ok...... mi diceva poi che avevano delle macchine che volavano come aerei di oggi, i nostri aerei, ok, ma erano fatti proprio come se tu prendi due piatti uno lo giri e poi li metti insieme... [NdR: il resto dell’intervista si può ascoltare all’interno dell’episodio numero 13 di Camelot ChroniCast]

Convegno CUSI 2006
Intervista a Michele Bugliaro Goggia, webmaster@ufopsi.com (Ufologo, Ricercatore e web-master www.ufopsi.com)
a cura di Eugenio Ballini 
[NdR: si può trovare la versione audio di questa intervista all’interno degli episodi 20, 21 e 23 di Camelot ChroniCast]

E.B.: Ci puoi parlare della storia del convegno, illustrando gli organizzatori e il tuo ruolo nel convegno?
M.B.: Il secondo convegno internazionale di ufologia, che si tiene ogni anno a Paradiso nel Canton Ticino, è stato voluto dalla nostra presidentessa Candida Mammoliti che è insegnante di lingue. Lei più di tutti ha voluto e si è battuta affinché si potesse realizzare questo evento. Ci sono voluti ben tre anni prima di trovare un comune ticinese che fosse disposto ad accettare la sfida e a sponsorizzare questo convegno.
Il comune che finalmente ha ascoltato Candida e il CUSI è stato il comune di Paradiso, che si trova vicino a Lugano, in riva al lago. E così per la prima volta in assoluto un comune ticinese sponsorizza un convegno di ufologia. Questo potrà sembrare banale o deja-vu per voi in Italia, ma per il Ticino è stato qualcosa di nuovo. Ora è ovvio che sia il comune di Paradiso, sia il CUSI, ci tengono affinché il convegno si svolga in una sede prestigiosa, sia per una questione di immagine, sia di credibilità.... E ragion per cui è stato scelto l’hotel Eden, che è un hotel veramente splendido, eccezionale, se non sbaglio è addirittura a cinque stelle. Dietro questo evento c’è di sicuro un grosso lavoro da parte di Candida, la quale si impegna a fondo per organizzare ogni anno il convegno, per trovare i relatori, per organizzare i viaggi, i soggiorni, ed ovviamente per avere tutto il materiale che serve. 

Candida nel suo lavoro è assistita dal suo marito Dario e dal suo figlio Michel che è un informatico, che si occupa della parte tecnica, ovvero computer, monitor, proiettori, schermi, tutto ciò che è tecnico ed informatico. 
Il mio ruolo è quello di sviluppare e curare la parte grafica, ovvero il flyer, il volantino. 

Questo vuol dire che io ricevo prima di tutti le informazioni sul convegno, orari, relatori e location. In seguito mi occupo di trovare un concetto visivo, un concetto grafico, che poi sarà l’immagine del convegno, e mano a mano che il lavoro procede io inizio a mandare delle bozze a Candida in modo che il CUSI, ma anche il comune di Paradiso possano vedere che direzione sto prendendo ed eventualmente lanciare consigli ed avvertirmi di mancanze, di errori di battitura. È sicuramente un lavoro stimolante, in quanto dobbiamo sempre limitare l’uso del colore, usare in genere due, tre colori. Questo di sicuro mi spinge a non decorare, non aggiungere il superfluo, tanto perché fa colore, ma a soppesare ogni scelta grafica, sia nel dettaglio, sia nel complesso. Il CUSI si impegna ad assicurare al congresso una buona visibilità mediatica, il che vuol dire riviste del settore ufologico in Italia, ma anche all’estero, radio e quando è possibile giornali e televisioni.
E.B.: Chi tra i vari conferenzieri ti ha dato di più a livello umano, chi intellettivo e chi scientifico?
M.B.: su chi mi abbia trasmesso di più a livello umano non saprei onestamente di dire che qualcuno mi abbia trasmesso chissà che, emozioni o bagaglio umano. Per quanto riguarda invece a livello intellettivo e scientifico, senza dubbio dico Nick Pope e Derrel Sims, questo senza dubbio. Nick Pope ha portato avanti un discorso molto interessante. Pope è uno che può parlare in prima persona, perché lui al Ministero della Difesa ci ha lavorato, è lui che ha portato avanti la questione UFO, ma è lui che può autorevolmente affermare che il Governo Britannico vuole apertura, vuole trasparenza, vuole comunicare il più possibile alla popolazione sul tema UFO. Ho citato anche Derrel Sims da Houston Texas, perché secondo me ha portato una presentazione fenomenale, molto metodica che partendo dall’esistenza degli UFO o meno, è arrivato a trovare il tema abduction, inclusi i segni sul corpo, impianti e tutto ciò che sta attorno al suo lavoro. E devo dire che ascoltandolo mi sono veramente reso conto di come ci sia un lavoro dietro, un lavoro di equipe, questo senza dubbio. Nessuno, da quello che ho potuto vedere si improvvisa medico o si improvvisa ipno-terapeuta; sembra davvero esserci una competenza di base. Un altro motivo per cui ho apprezzato Derrel Sims è che lui ha portato dati nuovi, nuove informazioni, una ricerca, un lavoro ed un work in progress che ha per fortuna rotto quella noia che io personalmente ho spesso provato a contatto con l’ufologia italiana, ovvero sempre le solite cose.
E.B.: Quale è stata la notizia data dai conferenzieri che ti ha fatto più riflettere, quale quella che ti ha fatto più saltare sulla sedia e quale ti ha lasciato più perplesso?
M.B.: Diciamo che io cerco di essere una persona molto critica e di base anche un po’ scettica, per cui ci sono sempre notizie che mi lasciano perplesso, o non convinto, mentre altre sembrano più convincenti o almeno comunicate in modo più professionale. La presentazione di Derrel Sims è stata, per quanto mi riguarda, nuova e devo dire molto interessante, davvero molto interessante perché per una volta qualcuno ha raccontato qualcosa di nuovo, in contrapposizione alle solite notizie, ai soliti fattucoli, ai soliti dati. Per andare nello specifico direi che senza dubbio, e questa è una piccola lezione per conoscere veramente e cercare di capire un lavoro è importante andare a sentire chi il lavoro lo svolge e non limitarsi a delle impressioni ricavate da un sito internet magari vecchiotto. Sims ha quantificato parecchio i dati ricavati da, se non sbaglio, mille casi, o comunque un migliaio di casi, e senza dubbio sono inquietanti. 
Ad esempio Sims dice che il 72 percento degli addotti hanno fobie, spesso di generi innaturali, il 5 percento riporta fluorescenze dopo un rapimento, il 3 percento addirittura delle crescite inusuali, il 56 percento si sente suicida, cioè prova dei sentimenti di suicidio senza una ragione apparente, ma specialmente il 99 percento dei rapiti e dei contattati hanno il forte sentimento di essere soli, nonostante uno possa avere una famiglia unita, una famiglia cara, loro si sentono soli. Interessante anche quello che dice Derrel Sims a proposito di questi grigi, che sarebbero degli esseri macchina quasi sintetici e con delle capacità visive superiori, pare che, se ricordo bene, questi grigi potrebbero vedere l’ultravioletto e l’infrarosso. 
Questo è un dettaglio che sembrerebbe banale, ma se non sbaglio anche altri prima di Derrel Sims..... [NdR: il resto dell’intervista si può ascoltare all’interno degli episodi 21 e 23 di Camelot ChroniCast]

Musatti, Olivetti e il Filadelfia Experiment 
Intervista a Carlo Sabadin, sabinsky@tiscali.it (ufologo, membro Gruppo Camelot, HWH22 e Sentinel Italia)
a cura di Eugenio Ballini e Paolo Sartorio
[NdR: si può trovare la versione audio di quest’intervista all’interno degli episodi 21, 22, 23 e 24 di Camelot ChroniCast]

E.B.&P.S.: Un argomento che non è molto ufologico, però si avvicina.... Il Philadelphia Experiment. Carlo, lasciamo a te la parola per saperne di più?
C.S.: Ecco, quello che avete appena letto [NdR: si riferisce alla lettura di parte del suo articolo “Filadelfia Experiment” edito sul sito della Sentinel Italia, www.fondazionesentinel.org e su questo numero di Camelot Chronicles] sono stati dei frammenti, i passaggi essenziali per capire la vicenda, come è nata e come si è poi sviluppata. Ciò che c’è di nuovo è una inchiesta che io ho portato avanti, e che è durata diversi anni, dove ho trovato delle implicazioni nuove tutte italiane, ed è una cosa interessante,
E.B.: Molto interessate questo fatto,
C.S.: Molto interessante perché è un caso assolutamente italiano, in cui ho fatto una indagine, e in cui ho usato il nome e il cognome della persona che mi ha fornito la sua testimonianza, e questa testimonianza arrivava a coinvolgere, all’interno della intera storia....io premetto, non so se la nave è davvero stata teletrasportata.... 

Questo non è un problema, è un secondo passaggio. Io mi muovo per passi, e il primo passo era stabilire se c’era una certa logica in una ricostruzione, che era quella assodata, che era poi quella di Vallee sostanzialmente. 
Ecco perché in quest’ottica ho cercato, non solo di fermarmi appunto alla versione finale di Jacques Vallee, ma ho cercato di vedere se vi erano altri elementi interessanti e degni di essere presi in considerazione, e in particolare, mi è capitata per caso, ma non è mai un caso, la conoscenza con una psicoterapeuta, che ho conosciuto molto bene, e che si chiama Monica Ravazzini. 

Con lei ho avuto dei lunghi colloqui su una particolare situazione, che riguardava un ciclo di lezioni avute con il Prof.Musatti; lei è stata un'allieva del Prof.Musatti, che è il padre della psicanalisi italiana, uno dei personaggi più famosi. 
Ciò che Musatti disse all’interno di un certo contesto, era un riferimento esplicito a questo esperimento. Ma ciò di cui parlava Musatti, non coincideva per nulla con la versione scettica, e quindi sostanzialmente una burla organizzata da Carl Allen, ossia Carlos Allende, e poi scoperta alla fine attraverso anche indagini e documentazioni ufficiali ottenute da Vallee. In realtà questo esperimento, secondo quanto diceva Musatti, era reale e la sua consulenza era stata logicamente scelta perché, probabilmente, in quel periodo era il più grande clinico al mondo. 
In quest’ottica, in questa sequenza di indagine, ho scoperto tante cose; ho scoperto innanzitutto, tanto per essere meno gentleman perché se no la gente si annoia, che tutti quelli che parlano di Philadelphia Experiment non hanno letto nulla e conoscono davvero molto poco.
E.B.: magari han letto solo il libro di Berlitz?
C.S.: Ecco, hanno letto magari solo questo.... E non lo citano neanche tra le fonti, e questa è la cosa più interessante.
Ma il problema interessante era che seguendo questa via di Musatti, sono arrivato a trovare altri personaggi implicati nella vicenda. Un altro personaggio famosissimo nella storia italiana, un vero personaggio.... Che era Adriano Olivetti.
Quindi troviamo Cesare Musatti, Adriano Olivetti, c’è tutto un percorso..... Ricordiamo Musatti ebreo, Olivetti lo è solo per parte, ci sono le leggi razziali, siamo nel periodo del Fascismo.... 
C’è una storia incredibile, che sembra mostrare grandissime possibilità di movimento per i personaggi di questa vicenda, che sembra mostrare contatti, assodati in alcuni casi, con i Servizi Segreti Americani, con la Svizzera, con Maria Josè, eccetera.... 
Una intera sequenza di situazioni che mi ha fatto riguardare l’intera vicenda con molta attenzione. Riconfermando come ho detto prima, non so se la nave è stata davvero teletrasportata. 
Una cosa è certa: la ricostruzione scettica che ci ha presentato Vallee non è sufficiente, è imparziale, e non valuta altre tipologie di testimonianze..... Una volta usai il termine “utile idiota” per dire che tutti gli ufologi, io in primis, talvolta diventiamo gli utili idioti di qualcuno o di qualcosa..... [NdR: il resto della lunga intervista si può ascoltare all’interno degli episodi 22, 23 e 24 di Camelot ChroniCast]



GARDEN MARY
The Country Side of Life, di Biganzoli Sabrina 
Bouquet Floreali, Realizzazione Bomboniere,
Oggettistica Country, Candele e Gadgets,
P.za Falcone e Borsellino, 1 - Tel/Fax: 0331.734.009 
21010 Cardano al Campo (VA) 
info@gardenmary.com
- www.gardenmary.com 

HWH22 Presenta:
“PARANORMAL - UFO”
SABATO 25 NOVEMBRE 2006, ORE 15
Interverranno: 
F.Almacolle,I.Diceglia, V.Rocchi, C.Sabadin
CENTRO CONGRESSI R.DAGRADI, VOGHERA, PV
Via Kennedy55 - info: resources.admin@hwh22.it 

Il Gruppo Camelot, in collaborazione con Camelot ChroniCast, Organizza: 
“BARCAMP CAMELOT”
Prima “Non Conferenza” Ufologica Italiana
GENNAIO 2006 - MILANO
per info, luogo e data: www.camelotchronicles.com 

Sono Aperte le Iscrizioni alla 
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Spec.: "Hessdalen"

Nr.5, Anno 2003

Spec: "Crop Circles"

Nr.6, Anno 2003

Spec.: "Ufologia Italiana"

Nr.7, Anno 2004

Spec.: "Abduction"

Nr.8, Anno 2004

Nr.9, Anno 2005

Nr.1-E, Anno 2005

Nr.10, Anno 2006

Nr.11, Anno 2007

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