Numero 10, Anno 2006
Camelot Chronicles

  

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Tutti i numeri del giornale aperiodico di ufologia "Camelot Chronicles" si possono scaricare gratuitamente da questo sito in formato PDF e HTML, e si possono trovare in formato cartaceo alle conferenze del Gruppo Camelot e dei suoi Collaboratori

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Dalla Biblioteca del Castello di Camelot:
Recensioni di Libri Interessanti
- Pag.12

“Marco Todeschini: spaziodinamica e psicobiofisica” di Massimo Teodorani, Macroedizioni, collana Scienza e Conoscenza, Pagg. 83, Euro 6,50. 
a cura di Serena Tracchi, dolmena@inwind.it (Presidente Ass. Libero Arbitrio, VicePresidente Sentinel Italia e Membro Gruppo Camelot)
Perchè la fisica moderna non riesce ancora a spiegare alcuni concetti della vita quotidiana?
Perchè la scienza ufficiale non riesce a trovare risposte ad alcune leggi fisiche?
Forse Perchè oggi la scienza è suddivisa in tante piccole branche che dividono l’unità dell’Universo e allontanano l’Uomo dalla verità.
Così Teodorani scrive di Todeschini.
Marco Todeschini, nato a Valsecca di Bergamo nel 1899 e morto a Bergamo nel 1988. Laureato in ingegneria si specializzò in diversi rami della fisica e della neurofisiologia.

Dedicò più di 30 anni della sua vita agli studi e alle ricerche di quella che chiamò psicobiofisica.
Todeschini era nettamente in contrasto con la relatività di Einstein e con tutti i colleghi che negavano l’esistenza dell’etere.

Perchè è proprio sull’etere che fonda le sue ricerche e le sue sperimentazioni: lo spazio non è vuoto, ma è una sorta di fluido dinamico che permette il movimento di ogni cosa nell’Universo, dai Pianeti alle particelle nucleari, fino ad arrivare alla psiche umana che Todeschini associava alla sede dell’Anima.
Con il libro “Marco Todeschini – spaziodinamica e psicobiofisica”, Massimo Teodorani racconta la storia di un uomo che ancora una volta entra nella storia della ricerca con spirito di innovazione ed intuizioni profonde, ma che non viene tenuto in considerazione dalla scienza contemporanea e dalla comunità accademica, tanto che nessun testo di Todeschini fa parte della biblioteca universitaria nella facoltà di fisica, nonostante sia stato proposto nel 1974 per il premio Nobel della fisica.
Come cita Teodorani, quella di Todeschini era una “scienza unitaria del terzo millennio” che ingloba fisica, biologia e psicologia, ovvero la Psicobiofisica, che avrebbe avuto lo scopo di unificare le leggi del creato.
Con questa scienza Todeschini riuscì a dare spiegazioni dove nella scienza ufficiale vi sono tutt’oggi contraddizioni.
Lavorò anche sulla famosa equazione di Einstein: E=m*c², di cui non condivideva il significato fisico. E ne trovò così il suo vero significato partendo dalla legge di Leibniz, ovvero l’energia cinetica, senza bisogno della relatività che riteneva poco valida.
Ma questo è solo l’inizio degli studi di Todeschini, infatti, dal movimento dell’etere e della fluidodinamica arrivò a sperimentare l’esistenza dell’Anima ed il potere della mente come ricetrasmittente attraverso una semplicissima formula.
Massimo Teodorani ripercorre gli studi di questo grande personaggio; con il suo modo semplice e d’impatto, spiega i concetti principali, le formule matematiche, la logica con cui Todeschini ha improntato i suoi studi. 
Come i suoi precedenti, anche in questo libro, Teodorani non smentisce la sua voglia di far conoscere i grandi personaggi che nel corso della storia, per le loro idee troppo all’avanguardia, sono stati emarginati dal resto della comunità. Il suo approccio è sempre umano e diretto e riesce ad esplicare facilmente concetti difficili a tutti coloro vogliano ampliare la loro visione del mondo, della ricerca, della scienza e della fisica. Scorrevole e chiaro, porta una nuova conoscenza e arricchisce le menti dei lettori che troveranno in questo libro altri spunti per nuovi studi.

“La Verità Scomoda”, di Paolo Bolognesi, Edizioni Alfa&Omega, Pagg. 164, Euro 15,00. (Info: www.uforevelation.com )
a cura di Carlo Sabadin, sabinsky@tiscali.net (Membro Gruppo Camelot, Sentinel Italia e HWH22)
In un momento, davvero particolare, dove qualcuno parla (e, soprattutto, “sparla”) di nuova ufologia (sic!), di fantomatici ordini o albi per gli ufologi, di pericoli derivanti dalla cosiddetta ufologia di stato (notoriamente -per alcuni- intrallazzata con servizi segreti e forze occulte), di solite cose note -nell’ambiente ufologico- e meno note tra il grande pubblico (complici le pochissime riviste di settore, presenti in edicola, che ottemperano molto male al loro obbiettivo “primario” di corretta divulgazione e/o informazione), in questo momento, dicevo, l’opera prima di Paolo Bolognesi assume un’importanza ancora maggiore degli stessi manifesti scopi che, l’autore, si prefigge con un titolo così rilevante. E, in effetti, il ricercatore pavese condensa, in 160 pagine, una lunghissima attività di ricerca, sul campo, affiancata ad una proficua esperienza di relatore e moderatore delle più importanti kermesse ufologiche degli ultimi anni (per tutti, il recente convegno di Rimini: http://fabri58.altervista.org/Manifestazioni/2006/apr0809.html ).

La capacità di svolgere, correttamente e secondo procedure consolidate, una vera indagine ufologica traspare, infatti, dalla prima all’ultima pagina del libro e stride, moltissimo, con le inutili “boutade” che leggiamo in tanti siti web realizzati dagli “ufofili virtuali” dell’ultima ora che, mai, hanno intrapreso una vera indagine sul campo (come, peraltro, tanti neo-giornalisti a cui si dà spazio perchè economicamente conveniente…). 

Bolognesi, invece, conosce molto bene “le regole” e le applica senza alcuna remora e senza cedere a compromessi. Diversi decenni di studio e ricerca, infatti, gli hanno permesso di conoscere molto bene l’ambiente ufologico italiano. Da ricercatore indipendente a collaboratore CISU (molto apprezzato per la correttezza tecnica dei report di indagine), a membro fondatore del Gruppo Camelot (www.gruppocamelot.too.it) a Presidente dell’associazione Sentinel ITALIA (www.fondazionesentinel.org). In tale ottica, l’autore ha intrapreso un percorso molto preciso caratterizzato –sempre- da un approccio logico-razionale. Gli elementi base della sua ipotesi (ovvero… parte degli studi di Vesco, Coppetti e Vallèe) si integrano molto bene pur portando ad una prospettiva decisamente “nuova” (e, quindi, ad una nuova ipotesi che, considerare –come potrebbe fare qualcuno- semplicemente “terrestre”, denota superficialità e semplicismo). Decisamente intrigante, poi, la descrizione della figura dell’ufologo ed il suo ruolo e scopo primario all’interno dell’ufologia. In verità, anche un ufologo pro-ETH (seppur in maniera “eretica”…) come il sottoscritto ha trovato, nell’opera di Bolognesi, moltissimi elementi e, soprattutto, tantissimi spunti su cui lavorare. Memorabile, poi, la parte dedicata alle cosiddette nuove linee di ricerca (ma, forse, sarebbe preferibile dire “le nuove visioni” di taluni ricercatori e ricercatrici) che, ultimamente, impazzano su siti web e riviste: fantomatiche ricerche su mezzi di propulsione, cataloghi di razze aliene, vari approcci esopolitici, ecc., ecc. Tutto ciò si scontra, alla fine, con la logica e la razionalità dell’approccio di Bolognesi e si palesa per ciò che è veramente: tutto, meno che “ricerca”. Un libro che, davvero, non deve mancare nella vostra biblioteca anche per lo stile propedeutico adottato dall’autore.
Mentre sto scrivendo queste righe leggo, ora, un editoriale dove, relativamente ad una recente polemica (in realtà… pseudo polemica.. creata ad arte!) si prende spunto da un “maldestro e fallimentare” tentativo di portare, anche nel mondo ufologico, elementi di deontologia professionale (o similia) per dichiarare urbis et orbis la “libertà” di scrivere e sostenere qualsiasi posizione e corrente interpretativa. Vero, anzi verissimo e pienamente legittimo. Ma, se qualcuno sull’onda di questa dichiarata “libertà” di pensiero equivoca palesemente (consapevolmente o meno) il senso del dibattito e, soprattutto, equipara semplici ipotesi senza alcun fondamento logico-razionale (quindi neppure “scientifico”…) al lavoro di chi, invece, segue procedure consolidate, metodologie note, approcci scientifico-strumentali… allora non ci stiamo. E possiamo dimostrarlo in qualunque momento. Ecco… il lavoro di Bolognesi è anche un ottimo antidoto contro questo “modus” di fare ufologia. La risposta logica e razionale della “sana e vecchia ufologia” che “spazza via”, letteralmente, tutte quelle sciocchezze (senza riscontri, controllo delle fonti, spazio al dibattito, ecc., ecc…) che costituiscono la … “nuova ufologia”.

“Bohm: la Fisica dell’Infinito” di Massimo Teodorani, Macroedizioni, collana Scienza e Conoscenza, Pagg. 119, Euro 11,50. 
a cura di Serena Tracchi, dolmena@inwind.it (Presidente Ass. Libero Arbitrio, VicePresidente Sentinel Italia e Membro Gruppo Camelot)
David Bohm si può ritenere un genio della fisica teorica.
Bohm nacque nel 1917 in Pennsylvania da genitori ebrei. Sin da ragazzo manifestò interessi per la fisica, e durante i suoi studi al Pennsylvania State College sviluppò l’interesse nella meccanica quantistica e la fisica subatomica, ma c’era sempre qualcosa che non soddisfaceva la sua conoscenza…
Bohm fu il primo a scoprire il “potenziale Quantico”, che è un parametro invisibile alla fisica, ma che trova spiegazione nel momento in cui si parla di coscienza. 

Lo scopo di Bohm, infatti, era quello di trovare un ordine laddove regnava il caos, fu così che arrivò a teorizzare l’”ordine implicato”, perché secondo le sue intuizioni, dietro a tutto ciò che esiste di materiale (ordine esplicato) c’è un corrispettivo spirituale che lo guida.

Con questo libro, Teodorani, ha voluto far conoscere ai lettori la vita di un personaggio direi eccezionale, dall’intuito vivo che non si è mai fermato di fronte al limite delle leggi fisiche.
Dopo un breve excursus biografico, in cui viene descritta la sua vita anche nei momenti meno felici, come il progetto Manhattan, dove si intendeva costruire la prima bomba atomica, e i suoi vari spostamenti residenziali, Teodorani descrive le ricerche di David Bohm, dalle sue prime intuizioni sul plasma intelligente, sino alla telefonata alla moglie prima di morire.
Un libro che può essere un trattato scientifico, ma anche il racconto di un uomo che credeva in ciò che “sentiva”. Un viaggio tra fisica subatomica e le leggi universali del pensiero umano : dalla divisione dell’equazione di Schrodinger in due termini: classico e non classico, che diventò poi la base della Meccanica Bohmiana, al paradosso di EPR, un esperimento mentale nato dalle menti di Einstein, Podolsky e Rosen, sino ad arrivare alla visione di un universo olografico e all’ordine implicato che porterà Bohm a studiare il dialogo come atto purificatorio del pensiero e quindi alla nascita della noogenesi.
Durante la lettura, si fa la conoscenza non solo di uno studioso ricercatore, ma anche di un Uomo, che nonostante i tempi avversi, non ha mai ceduto, ma che con coraggio portò avanti le sue idee ampliando i suoi studi alla filosofia e alla psicologia, perché Bohm cercò spiegazioni anche a livello spirituale e si spostò su diversi punti della coscienza umana.
Studiò le teorie di Jung e frequentò per lungo tempo il famoso pensatore indiano Krishnamurti che lo aiutò nello studio della natura del pensiero e della coscienza.
Nonostante l’argomento ostico per chi si avvicina superficialmente all’argomento, Teodorani riesce a far comprendere al lettore concetti difficili, propri della fisica, e riesce a trasmettere l’amore e la passione che Bohm provava nel teorizzare le sue ipotesi.
Per far entrare il lettore ancora di più in contatto con il personaggio, spesso Teodorani cita le parole dette da Bohm, e dai suoi amici e collaboratori, e diventa così un’interazione tra lo scrittore e il personaggio che si scopre anche filosofo e profondo conoscitore del Sé superiore, e il lettore si affeziona e vive in prima persona i pensieri e gli sforzi fatti da questo “Grande” divenuto poi un simbolo per la fisica olistica.
Il libro termina con due appendici. La prima tratta le basi matematiche della Meccanica Bohmiama, ovvero la suddivisione dell’equazione di Schrodinger, spiegate in modo semplice e diretto.
La seconda appendice è un glossario scientifico e filosofico dove il lettore può trovare maggiori delucidazioni su termini utilizzati nel libro.
Come Teodorani, spero che qualcuno riparta da dove Bohm si era fermato.






Gli Studi dello Psicologo Richard J.Boylan 
a cura di Gianluca Santaniello, webmaster@nonsiamosoli.com (Membro Gruppo Camelot e Centro Studi Leonardo da Vinci, www.nonsiamosoli.com)
- Pag.14

Prefazione
a cura di Carlo Sabadin
- sabinsky@tiscali.it (Gruppo Camelot, Sentinel Italia e HWH22)

La ricostruzione di Santaniello è stata, anche in questo caso, documentata e completa per illustrare al pubblico il lungo lavoro di ricerca di Boylan e le ipotesi –estremamente dettagliate- avanzate nel corso di diversi anni. L’autore americano, oggetto dell’analisi del ricercatore calabrese, è stato, in quest’ultimo anno, ampiamente illustrato con articoli tradotti e riportati quasi mensilmente sulla rivista Area 51. Ciò che l’ufologo del Gruppo Camelot non poteva immaginare –e con lui tutti noi!- al momento della stesura dell’articolo, era l’improvvisa “evoluzione” che il ricercatore americano avrebbe intrapreso. Ovvero: la sua trasformazione in “contattista” o, meglio, “super-contattista” nonché sedicente ambasciatore sulla (e per la) terra di una fantomatica federazione galattica di alieni. Al di là dei facili commenti, l’ottimo lavoro di Santaniello resta, tuttavia, assolutamente importante (anche per le sue indiscusse capacità “ricostruttive”) per permettere, anche in questa situazione, quel parallelismo che avevamo visto in tante analoghe vicende di stampo ufologico. Una notevole mole di informazioni e dati (con un Boylan –in verità- sempre “carente” quanto a fonti documentate) che, improvvisamente, viene spazzata via da dichiarazioni palesemente assurde, senza riscontri degni di questo nome, con una sicumera davvero notevole. In tal senso, possiamo anche intravedere uno splendido esempio di “disinformazione” che, guarda caso giunge dall’America, e che trova, unico paese europeo, facile humus qui da noi, in Italia, nazione sempre molto esterofila nei modus operandi e, dove, troveranno sempre spazio simili personaggi. E dove –addirittura!- vengono modificate ad usum delphinis le stesse definizioni “tecniche”. Scopriamo, così, che l’esopolitica, da semplice mezzo integrativo di indagine diventa, alla fine, l’unica ricetta adeguata per interpretare il fenomeno ufologico mentre, all’opposto, il termine “strumentale” diviene quasi una parolaccia. E, tutto questo, alla luce di nuovi percorsi, nuovi “raduni” (sempre senza contraddittorio), nuove bibbie e nuovi guru. Ma alla fine, come è sempre successo nella storia delle “rivoluzioni” in materia ufologia vi è un unico punto d’arrivo per tali deviazioni: il fallimento. E, alla fine, noi restiamo sempre in Europa....
Buona lettura

C’è uno psicologo americano che ha avuto il “coraggio” di analizzare le esperienze di decine di addotti ed esporsi all’occhio critico della comunità scientifica: il dott. Richard J. Boylan.
Il suo libro “Incontri ravvicinati tra umani ed extraterrestri” è il risultato di uno studio accurato sulle abductions e, in particolare, un tentativo di determinare delle caratteristiche comuni nelle dichiarazioni degli addotti.
Gli studi del dott. Boylan cominciano nel 1989 e hanno coinvolto circa 104 presunti addotti che sono stati accuratamente intervistati ed analizzati. Pur essendo stato una sorta di capostipite nell’analisi delle abductions, non è l’unico ad aver intrapreso questa strada. Il dott. R.Leo Sprinkle, il dott. Richard Haines, la dott.ssa Edith Fiore e il dott. John Mack hanno focalizzato la loro attenzione sull’assistenza terapeutica a persone che hanno vissuto, o credono di aver vissuto, esperienze di contatto con esseri extraterrestri.

Gli studi del dott. Boylan sono stati pubblicati in occasione della Conferenza di Studio sui Rapimenti al Massachusetts Institute of Technology, nel Giugno del 1992.

Fra gli addotti – spiega Boylan – si è creata quasi una sinergia che ha permesso di superare lo shock emotivo dell’abduction e di trovare conforto nella comprensione che spesso è difficile causa l’eccezionalità dell’esperienza vissuta. 

La sensazione di solitudine, d’isolamento e, talvolta, di scherno – continua – spesso sono pesanti da sostenere e la messa in comune di tali esperienze ha contribuito al superamento dell’ostacolo più grande: la consapevolezza della realtà dell’evento.
Ciò che si evince dalle esperienze dei contattati studiati dal dott. Boylan è l’atteggiamento assolutamente amichevole e positivo degli extraterrestri.
Questo ha determinato, al superamento dello shock iniziale, un senso di profondo rispetto per “loro” e per i messaggi che hanno voluto trasmettere.
Ciò che sembra “stare a cuore”, più di tutto, agli E.T. è lo stato di salute della Terra e le conseguenze descritte come “catastrofiche” nel caso in cui l’uomo non dovesse modificare il suo modo di sfruttare le risorse naturali.

Caratteri Generali di un IR4
La statistica, secondo Boylan, degli IR4 (Incontri ravvicinati del quarto tipo) è allarmante: dal sondaggio “Roper Poll” del 1992 sulle “insolite esperienze personali” si stabilisce che negli Stati Uniti avvengono una media di 3000 incontri ravvicinati ogni 24 ore!
Gli E.T. non privilegiano particolari “classi sociali” od orari per “gli incontri”. Sembra, invece, che si predilige l’incontro con il singolo umano e non in gruppo: ovvero un singolo umano incontra uno o più extraterrestri. Questo dato è molto importante, perché significa che gli E.T. hanno la capacità di agire telepaticamente non solo sull’addotto, ma anche su chi gli sta vicino.
Fra le testimonianze prese in esame, un’alta percentuale ha visto una forte luce illuminare la propria stanza e uno strano ronzio proveniente da un UFO sospeso fuori dalla casa. Allarmi antifurto, e sensori sono risultati inefficaci a tali manifestazioni.
Lo scenario più comune riguarda le zone rurali, o comunque isolate che probabilmente semplificano le modalità di contatto senza allarmare grandi masse di individui e in più permettono all’addotto di riprendersi più rapidamente dalla scioccante esperienza.
Se l’addotto al momento di essere contattato si trova in compagnia di più individui, spesso sente il bisogno di allontanarsi dal gruppo o, in alcuni casi, viene provocato una sorta di “black out relativo” sul resto dei presenti.
Vuoti di memoria e temporali, caratterizzano gli IR4, e ciò concorda con i messaggi telepatici in cui gli alieni spiegano ai contattati che non avrebbero ricordato l’incontro fino ad un momento successivo più opportuno.

Fuga di Notizie
La curiosità più grande è che molti contattati hanno ricevuto telepaticamente il messaggio “Ora è il momento di ricordare…” fra il 1992 e il 1993 ed è in questo periodo, secondo le teorie di Boylan, che al governo americano è sfuggito di mano il controllo delle informazioni sugli Ufo; tutto ciò dovuto, probabilmente, ad un tentativo di accelerare la “rivelazione” definitiva della loro presenza sulla Terra. Una conferenza tenuta alle Nazioni Unite il 2 Ottobre 1992, è la prova più concreta che il problema è di portata mondiale e non solo americano.
Che il governo americano abbia deciso di pilotare una fuga di notizie mirata alla lenta presa di coscienza della presenza aliena? Solo il tempo lo dirà....

Chi sono i Rapiti?
Quale categoria di persone è più a rischio rapimento? Secondo una statistica il 46% dei rapiti è di sesso maschile e il restante 54% di sesso femminile. Sembra che ci sia una forte preferenza sui nativi d’America (Indiani d’America) forse da porre in relazione con la storia antica degli Indiani Hopi, Sioux, Lakota in cui è fortemente presente la discesa di esseri celesti (Kachina) venuti da altri mondi per istruire i terrestri.
Nella casistica di “abductions” è spesso presente la correlazione fra genitori e figli. Ovvero accade spesso che i figli dei contattati vengano a loro volta contattati. Questo probabilmente perché i figli partecipano, in qualche modo, alla visione mentale dei genitori e quindi è come se ci fosse un contatto mentale fra di loro. 

Anche le sensazioni e i segnali sono importanti. Solitamente c’è un input che avverte l’individuo di un imminente contatto: visione di globi di luce, un avvistamento UFO, luci abbaglianti o uno strano formicolio per il corpo. 

L’elemento successivo a tali sentori è il Contatto vero e proprio che può essere telepatico o fisico-visivo e sembra che il primo messaggio che gli ET cercano di inviare tende a tranquillizzare e calmare l’addotto che, verosimilmente, si trova in uno stato di panico e forte agitazione. 

Le Analisi
Qual è lo scopo delle “abductions”?
Sembra che gli alieni siano interessati al nostro DNA e ai nostri organi riproduttivi. Molti addotti raccontano di aver subito piccoli interventi (non dolorosi), con strani apparecchi, con l’estrazione di materiale organico dai genitali. Durante questi interventi, comunque, gli ET hanno sempre continuato a tranquillizzare l’addotto. Nella maggior parte dei casi, le analisi hanno scopo di monitoraggio o diagnostico.
Un elemento importante che si evince da alcuni casi trattati è la paralisi parziale. Ancora da definire se si tratta di una pratica effettuata a livello ipnotico o con l’ausilio di campi energetici.
Lo scopo più probabile è evitare che l’addotto faccia movimenti bruschi durante l’analisi con conseguenti danni fisici. Durante la paralisi, le funzioni vitali e celebrali rimangono attive ed inalterate. 
In altri casi, invece, si ha totale libertà di movimento e alcuni hanno raccontato di aver potuto camminare e cambiare stanza all’interno dell’astronave.
Interessante anche il metodo di trasporto della persona sull’astronave; questa ha un diametro che varia dai 9 ai 15 metri di forma rettangolare, conico-rovesciato o semplicemente discoidale.
Ma esiste anche una buona incidenza di casi in cui gli individui sono stati portati all’interno di cavità montuose nascoste da porte mimetiche o basi sotterranee.
Gli Et accompagnano l’addotto a piedi fino alla stanza dove si effettueranno le analisi, o sollevandola fino all’interno della “navetta” con un “raggio antigravità” (nel caso la navetta sia sospesa in aria).
Se l’IR4 avviene all’interno dell’UFO vengono effettuati esami di tipo medico, terapeutico, ma anche comunicazioni telepatiche e visualizzazioni d’immagini a livello mentale.

La Comunicazione
La comunicazione telepatica è forse l’elemento più comune nelle IR4. Gli addotti, sotto regressione ipnotica, ricordano di aver ricevuto alcuni messaggi e di aver conversato con loro, senza che questi aprissero bocca. Raramente esistono testimonianze di dialoghi vocali.
Gli argomenti della comunicazione possono variare, da ammonimenti per il comportamento poco rispettoso dell’uomo nei confronti della natura, ad informazioni sulla Loro provenienza o ancora sull’evoluzione della vita sulla Terra. Ma ciò che accomuna tutti i messaggi, sembra essere un “sentimento di affetto” per l’individuo. Tale sentimento, in alcuni casi, è spesso così profondamente sentito, dall’addotto, che si traduce in un desiderio di un nuovo incontro.

Gli studi e le analisi effettuate su addotti, da parte del dott.Boylan, hanno aiutato a definire le caratteristiche generale di una IR4. Ancora oggi tiene conferenze in tutto il mondo e molti suoi pazienti vittime di abductions hanno ripreso a vivere una vita “normale” grazie al suo intervento. 
Proprio nel suo libro “Incontri ravvicinati tra umani ed extraterrestri” racconta le esperienze di un campione di casi di abductions da lui studiati.



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HWH22 Presenta:
“PARANORMAL - UFO”
SABATO 25 NOVEMBRE 2006, ORE 15
Interverranno: 
F.Almacolle,I.Diceglia, V.Rocchi, C.Sabadin
CENTRO CONGRESSI R.DAGRADI, VOGHERA, PV
Via Kennedy55 - info: resources.admin@hwh22.it 

Il Gruppo Camelot, in collaborazione con Camelot ChroniCast, Organizza: 
“BARCAMP CAMELOT”
Prima “Non Conferenza” Ufologica Italiana
GENNAIO 2006 - MILANO
per info, luogo e data: www.camelotchronicles.com 

Sono Aperte le Iscrizioni alla 
Associazione Sentinel Italia
Socio Collaboratore - Euro 15
Socio Sostenitore - a partire da Euro 25

Conto Corrente Postale: 72965429
Info: www.sentinelitalia.org 

 


 



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