Numero 10, Anno 2006
Camelot Chronicles

  

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Web www.camelotchronicles.com

Tutti i numeri del giornale aperiodico di ufologia "Camelot Chronicles" si possono scaricare gratuitamente da questo sito in formato PDF e HTML, e si possono trovare in formato cartaceo alle conferenze del Gruppo Camelot e dei suoi Collaboratori

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Incontri Ravvicinati del IV Tipo: dal Mito dei Rapimenti Reali alla Teoria delle Interferenze Mentali. 
Presentazione di un Caso
a cura di Giulia d'Ambrosio, giuliadambrosio@primocontatto.net (Medico, Neuropsichiatra Infantile e Psicoterapeuta, Ricercatrice, Presidente del PARSEC) e Duccio Calamandrei, caladu@libero.it (Biologo, Consulente Esterno del PARSEC) - pag.1


[NdR: ulteriori inforamazioni si possono trovare sul sito web del PARSEC: www.primocontatto.net ]
Dino
si presenta come una persona che si pone in modo interlocutorio non solo con se stesso, ma in generale con l’ “esistente”. La sua ricerca per comprendere cosa gli stia accadendo, iniziata in sordina in un periodo in cui era spaventato da alcuni eventi notturni, gli ha concesso di accedere via via a numerose informazioni, e a collegare avvenimenti della sua vita con quelli dei suoi familiari più stretti. Le esperienze che lo hanno segnato, nel corso dell’infanzia, riguardano una particolare malattia del fratello e le strane percezioni che sia il fratello che il padre avevano. Lui stesso percepiva strane presenze, contro le quali preparava dei rituali difensivi. Durante la notte si sentiva toccare, e questa sensazione perdura nei tempi attuali. Il fratello non era così spaventato, ma la connotazione di bizzarria della sua malattia avrà per sempre un’influenza sul nostro experiencer.
Dino è una persona concreta, legato in modo sano agli aspetti dell’esistenza, privo di inutili orpelli mentali, con un’attitudine ad affrontare i problemi in modo diretto, dopo attenta riflessione. Moderato, equilibrato, con una certa gestione della sua aggressività. E’ laureato in una disciplina scientifica, specializzato nella modellazione di strutture proteiche. Geneticamente è di derivazione scozzese, per parte di padre, e francese, per parte di madre.
Lo scambio tra di noi è iniziato ragionando sul fatto che la realtà che noi vediamo e percepiamo è soltanto una piccola parte di quello che esiste, e che ignoriamo la vera natura della realtà. Dino ribadiva che introdurre concetti quali la virtualità delle esperienze quotidiane è importante: quando noi facciamo esperienza, simuliamo o attendiamo certi avvenimenti, in realtà stiamo lavorando virtualmente con il nostro cervello. La realtà che noi creiamo attraverso l’uso del pensiero e dell’immaginazione non è, cioè, totalmente disconnessa dalla realtà materiale, e contribuisce a crearla, anche quando a noi sembra di non dare seguito alle immagini del nostro mondo interno.
A conferma dei suoi pensieri, dopo poche settimane si trova in un sogno in cui SA di stare affrontando un sogno simulato, ossia un sogno apparente, un sogno-schermo. Non è il primo che gli capita. 

Si tratta di sogni che finiscono improvvisamente, “come se qualcuno togliesse la spina”. All’interno di questo sogno compaiono degli esseri grigi, che hanno l’aspetto di robot. Se questi robot oltrepassano certi limiti, la loro struttura viene spostata dall’equilibrio, come se tendessero a disintegrarsi. Quando il sogno bruscamente si interrompe, la sua sensazione è quella di aver vissuto, per la verità, una cosa diversa da quella che appariva.

Come tutti i sogni, questo episodio va letto su più piani. Esaminiamo prima l’aspetto ufologico - chiamiamolo così.

L’impressione che i grigi siano dei robot, o comunque qualcosa di artificiale, è un dato che si riscontra nei soggetti IR4 che hanno una capacità introspettiva più marcata. 

E’ come se alcuni soggetti riuscissero ad andare oltre la percezione visiva del fenomeno, oltre la sorpresa/spavento; è anche come se alcuni aspetti della percezione risvegliassero nella coscienza il dato oggettivo, reale, che tali personaggi, a volte, possono non essere ciò che appaiono, e forse abbiamo qualche prova del fatto che si tratti effettivamente di creature artificiali.
Anche in un sogno di un altro soggetto IR4, che chiameremo Victor, esistono le tracce di più incontri con esseri artificiali.
Victor lo chiama “Black Dream”. C’è un campo di concentramento dove alcuni bambini vengono messi ad attendere in alcune aree. Sono trattati male, vengono spinti. Ci sono degli uomini vestiti di nero - hanno pantaloni, camicia, fazzoletto neri e scarponi in cuoio. Non hanno pietà o carità, fanno puzza di sangue umano. Victor sente che esiste una lotta tra bene e male e che questi sono le pedine di un gioco più grande di loro. Questi esseri hanno intenzione di sfruttare la specie umana, hanno sete di potere. Il loro gioco è fatto da esseri ancora più grandi di loro.

In seguito, Victor dichiarerà che questi esseri avevano un modo di operare che richiamava l’artificialità, e al termine del suo percorso con me arriverà proprio a dividere i suoi incontri ravvicinati in due generi (quelli con esseri robotici e quelli con esseri più reali, entrambi specie di grigi) .
Le testimonianze di un altro soggetto IR4, Leo, e gli studi di Derrel Sims ci danno modo di pensare che effettivamente almeno una parte di queste creature sia artificiale, e che abbiano dei compiti da eseguire nel livello materiale che rappresenta il nostro quotidiano.
Leo racconta: “Mi sveglio una notte, e li trovo in camera. Balzo dal letto e ne afferro uno (Leo è militare abituato a operazioni speciali). Mi sembra fatto di gomma, ma ciò che mi stupisce di più è che “sento”, attraverso il contatto con il suo polso, la paura che lo pervade per essere stato scoperto e catturato”. 
Ciò che stupisce me è che questo ricordo fluisce dopo che Leo si è sottoposto a un massaggio al collo, come se il toccare certe strutture attivasse il ricordo.
Esaminando il punto del sogno secondo cui gli esseri artificiali non possono oltrepassare certi limiti, pena la loro disintegrazione, troviamo che il concetto si sposa con il fatto che questi esseri siano apparentemente rappresentativi di una gerarchia di creature (vive? semirobotiche? pseudo-spirituali?), tra cui si collocherebbero come la parte più adatta a interagire con il mondo materiale senza ricevere danni, perlomeno per un tempo limitato.
L’impressione che ci sia un inganno, in tutto il sogno, rende conto di un’idea di ambivalenza. L’ambivalenza è un aspetto importantissimo da esaminare insieme ai soggetti IR4. Terrore e passione per gli accadimenti notturni vanno di pari passo, fino a quando la coscienza non subisce un risveglio tale da non tollerare più che vi sia qualcosa di nascosto. Il mistero è un alimento importante per la vita spirituale; ma anche l’inganno, che è più crudo, rappresenta una possibilità di evoluzione, un’occasione, purché lo si sa sappia capire e gestire.
Anche gli esseri umani, come i grigi robotici del sogno, non possono oltrepassare certi limiti, pena il disequilibrio e la disintegrazione, soprattutto mentale. 
In un altro sogno, Dino circola in mezzo a persone che portano sulla schiena un simbolo che solo lui può vedere. Le persone del sogno sono quindi diverse dalle altre, e potrebbero rappresentare sia parti di se stesso diverse dal resto, quindi sconosciute, come pure potrebbero rappresentare il fatto che vi siano aspetti, forse del corpo, forse della psiche, forse dello spirito, che sono “marchiati”, e non sappiamo se questa marcatura sia resolvibile oppure no.
Anche Dino si è trovato a svegliarsi, alternativamente, con dolori notturni a un ginocchio, con una zona circolare di un rosso vivo, infiammata all’interno del ginocchio; oppure con due punti a forma quadrata sulla scapola, nelle vicinanze di alcuni graffi.

Marchiato. 
La vita può marcare le persone con dolori terribili, con scoperte abissali, con sensazioni di non appartenenza a quello che si vede, che si percepisce, che si è costretti a vivere e a condividere. Gli eventi della vita reale possono creare delle discrepanze tra ciò che esprimiamo e le vere emozioni che ci scuotono all’interno. 

Il più delle volte, le forze aliene che provocano gli IR4 approfittano proprio di questa crepa che si forma tra i processi coscienti e quelli inconsci per agganciarsi, e fare proprie le immagini prese dal vero vissuto della persona, per usarle in modo manipolativo, mescolando ciò che è vero, ciò che è vissuto, per mascherare qualcosa di inconoscibile a parole, di indescrivibile, qualcosa di sottilmente oscuro, per capire come impossessarsi degli individui, scavalcando le normali difese.
Quelli dei soggetti IR4 sono sogni?, sono ricordi di esperienze vissute?, sono tentativi di segnalare che qualcosa non va? Sono un inganno ben congegnato, dove il soggetto vive, trasposto sugli altri, qualcosa che gli appartiene, e si ritrova a mischiare avvenimenti e sentimenti personali con soggetti apparentemente estranei a lui, in una sorta di finto coinvolgimento di altre persone (che può dargli la sensazione di non essere solo a vivere quel problema) in un tema che invece riguarda soltanto lui. 

I sogni con protagoniste creature che sembrano robot ritornano. Predisposti a un dialogo molto semplice, afferma Dino. Proprio come sembrano essere le creature grigie, manovalanza altrui, creature incompiute, esecutori senza spirito. Una creatura di sembianze femminili si trova all’interno di una struttura che sembra richiamare scenari di fantascienza. Tuttavia la struttura sembra una stazione di comando. Alcune creature danno doni ad altre persone, Dino sbircia la scena e si sente in pericolo. Una parte di lui, quindi, riesce a rimanere estranea a quanto accade.
Le paralisi con allucinazioni sono un fatto comune, nelle sue notti. Ma accanto a queste, accadono altri fenomeni che lo portano a teorizzare qualcosa di nuovo nel campo.
I soggetti IR4 spesso avvertono degli strani suoni, che si presentano a ripetizione. Secondo Dino la cadenza sonora serve per indurre uno stato di apertura. Il suono ha l’effetto di coinvolgere la persona e di bloccarne le reazioni, lasciandola cosciente di quanto sta per avvenire. Il suono cessa quando lo stato di paralisi è completo. A quel punto una presenza (non un Grigio) interagisce con il corpo del soggetto.
Scrive un utente del forum di PrimoContatto: “E' un paio di sere che sento presenze in camera mia... cominciano attorno alle 23:00; le avverto perché sento che il mio orecchio sinistro viene in qualche modo stimolato: è come se sentissi avvicinarsi qualcuno, però quasi come i suoi passi fossero un ultrasuono particolare, che non riesco a sentire, ma mi stimola comunque l'apparato uditivo sinistro. Quando succede questa "stimolazione", poi 9 volte su 10 faccio o un sogno apocalittico oppure sogno qualcosa di attinente agli ET.”
Come potrebbe avvenire questo fenomeno? Potrebbe il suono essere una sorta di segnale ipnotico? O arriva a coinvolgere, con particolari onde d’urto, i recettori che potrebbero essere implicati nella comparsa degli scenari ufologico-abduttivi? Forse andrebbe presa in considerazione la natura elettrica del suono. Questo aspetto elettrico potrebbe essere quello che interferisce con il sistema nervoso, e forse con la struttura energetica dell’individuo.
Nel momento dell’interazione, il contatto potrebbe essere coscientemente interrotto. Infatti, se esiste un meccanismo con cui il suono consente l’accesso alla persona, questo meccanismo deve far parte della normale struttura umana; addirittura si può pensare che il soggetto stesso potrebbe inconsapevolmente tenere aperto questo canale e consentire la ripetizione del contatto, quando addirittura non sollecitarlo.
L’essere umano potrebbe comportarsi come un conduttore, come un ponte, attraverso cui potrebbero passare molteplici segnali. Anche gli animali domestici, presenti in casa, potrebbero svolgere la stessa funzione (questo farebbe pensare che il corpo del soggetto IR4 non costituirebbe il bersaglio a cui le forze aliene tenderebbero).
Tutto questo riporta alla mente il caso di Victor, descritto prima, che dopo un anno di lavoro era riuscito a ricordare il fatto che, durante la notte, poteva udire un suono, da cui capiva che “stavano arrivando”. Per sfuggire all’abduction, Victor emetteva a sua volta un suono, mentalmente, che gli consentiva di staccare la sua coscienza e di trasportarla in un luogo a lui molto caro, da cui era assai difficile portarlo via. Victor asseriva: “Se la mia coscienza non c’è, loro non possono utilizzare il corpo”.
Il suono però non è sempre presente, nei modelli di IR4. La cosa più semplice a cui si possa pensare è che entità diverse utilizzino passaggi e strumenti diversi per accedere alle varie parti di un essere umano. 

Gli oggetti alieni trovati nel corpo (che non sono impianti di trasduzione) sono anche spesso oggetti del tutto privi di tecnologia, che potrebbero avere lo scopo di riorganizzare energeticamente certe zone, o potrebbero destrutturarle. Il suono che induce la paralisi, comunque, si presenta anche in soggetti che non sono portatori di oggetti estranei.

A che scopo tutto ciò? La sofferenza sembra essere il cibo di queste entità. Esse lavorano sulle nostre parti meno coscienti, sui nostri difetti di razza, sulle nostre “ombre” psicologiche. Il lato oscuro è il modo giusto per accalappiare gli umani: è prontamente disponibile e si gonfia con poco. La paura ne è il tramite più chiaro e logico. La trappola consiste nel fatto che se un soggetto cerca di approfondire gli aspetti non ordinari dell’esistenza, e comincia un percorso di consapevolezza a livello spirituale, se non procede anche con una consapevolezza a livello psichico, non gli è data la possibilità di conoscere realmente né ciò che sta avvenendo né di isolare i problemi personali che costituiscono la porta di ingresso della fenomenologia. La fenomenologia abduction, infatti, si avvale delle esperienze e delle immagini interne proprie del soggetto per mostrarsi. L’avanzamento solo dal punto di vista spirituale del soggetto consente alle forze intrudenti di accedere a livelli più sottili della consapevolezza universale, accelerando probabilmente taluni processi creativi generali, svincolati dal singolo.
Tornando al fatto che queste creature diano un’impressione di artificialità, Dino e io siamo arrivati separatamente alla stessa conclusione, ossia che questi esseri siano controllati da strutture superiori. Afferma Dino: 
“Queste strutture possono essere enormi e amorfe, buie e composte dalla sostanza con cui è fatto il "male". Ne possiamo derivare proprio una fisica, una Fisica del Male”. Alla stessa conclusione arriva uno scienziato molto conosciuto, un fisico: “Questi fenomeni coinvolgono sicuramente lo Zero Point Field, la capacità creatrice della coscienza universale (sia nella luce che nell'ombra), l'universo a più dimensioni delle superstringhe. Dietro queste bizzarre e spesso spaventose manifestazioni, c'è una scienza. E in qualche punto dell'universo, anzi dello Zero Point Field, c'è solo un furbo che si è gonfiato a dismisura con le nostre paure, e si è trovato gratis il meccanismo della creazione. Ma un furbo imbecille, perché Dio LO USA, e lui non lo sa”
Dino afferma: 
“I Grigi rappresentano una possibilità concreta da parte delle strutture amorfe (senza forma che possono assumere forme) di intervenire sulla nostra terza dimensione. Gli Amorfi possono interagire con il rapito, ma questo avviene in una vibrazione diversa, e non in questa. Ho l'impressione che i Grigi predispongano a un contatto diretto con queste entità, stimolando il contattato. Credo che se fosse possibile intervenire sui Grigi, gli altri avrebbero molti più problemi, anche se la situazione spiritualmente è molto più complessa”.
L’ipotesi che quindi formuliamo è quella che vede in campo forze di ordine più materiale, i Grigi, la cui forma fisica potrebbe essere ricavata in parte dal DNA umano e da quello animale, che sarebbero i più adatti a soffermarsi nel nostro mondo vibrazionale e che avrebbero il compito di consentire il contatto con forze meno materiali; e forze di ordine via via meno materiale, gerarchicamente organizzate in senso spirituale (negativo) e materialmente sempre più rarefatte, il cui controllo sulla materia viva non può essere diretto, ma mediato dalle creature grigie o da meccanismi assai più sottili, che hanno come tramite le strutture del nostro sistema nervoso centrale, in particolare alcuni tipi di recettori – con tutta probabilità i recettori serotoninergici. Le visioni, i disturbi del sonno, i campi di luce che vengono visualizzati dai soggetti, fanno ritenere che effettivamente le strutture mesencefaliche vengano coinvolte nel contatto. Alcuni recettori serotoninergici – coinvolti in lesioni, uso cronico di LSD e farmaci agonisti dei recettori serotoninergici - sembrano i più probabili candidati a fornire il bersaglio fisiologico a stimoli (interni o esterni?) che si rivelano fondamentali nel ricreare l’ambiente caratteristico riferito dagli interessati, e che comprende sia le creature che gli scenari silenziosi che accompagnano la visione di queste esperienze. In un modo o nell’altro, l’iperstimolazione o il blocco di tali recettori potrebbe fornire la base fisio-neurologica per il manifestarsi del fenomeno.
Dice Dino: “Credo che gli Amorfi usino l'olografia del nostro sistema percettivo per presentarsi come vogliono, o come noi vogliamo, ma le cose andrebbero un po’ insieme, e raccolgono pezzettini di ricordi forse vincolati a parti emotive/sensitive. Ho visto i rettili poche volte, meccanici dinosauri con la pelle marrone, anche questi specie di cyborg, sono molto aggressivi, ma son finti anche, molto limitati nel loro campo di azione. Allo stesso tempo ritengo che tutti questi siano feticci, l'oscuro reale sta dietro e non deve necessariamente avere una forma propria... anzi credo che l’oscuro sia la materia prima della Luce, buia immobile gelata. Probabilmente, avendo in noi la capacità della creazione (avendo come nucleo inalterabile una Luce cosmica), attribuiamo loro una forma”.
Questa situazione non è univoca, nel senso che non tutta la fenomenologia IR4 è riportabile esattamente a questo schema, benché esso funzioni per la maggior parte delle volte. Dobbiamo avere delle perplessità sull’uniformità delle creature grigie. Se per gli Amorfi possiamo ipotizzare che le forme siano dei pretesti subdoli per entrare in contatto con gli esseri umani, per quanto riguarda i Grigi questo difficilmente può essere vero, essendo la loro realtà di “esseri di materia” incompatibile con idee di trasformismo. Vi devono essere diverse “razze” di creature grigie, razze che si sono anche trasformate nel tempo. Sims ritiene che siano stati programmati in modo diverso con il trascorrere degli anni. Questo può essere vero, e può essere che siano molto più specializzati nell’interferenza mentale, rispetto a venti o cinquant’anni or sono. Ma si deve supporre che esitano anche “razze” che sono sfuggite a questo genere di controllo. Si è ipotizzato di creature che proseguono una loro linea sperimentale, del tutto ignare che il “programma” di prelievi biologici a cui dovevano aderire sia finito. Un’altra ipotesi è che una delle razze di Grigi stia tentando di riparare i danni provocati da altri esseri. E probabilmente ve ne è un’altra ancora che non è d’accordo con quello che sta avvenendo, si tiene in disparte e non sa come contattarci in modo efficace. Tutte queste ipotesi richiederebbero un approfondito esame di funzioni mentali e biochimiche che si trovano al confine con le funzioni psichiche, per arrivare a capire in che modo l’esperienza con queste “forze” può arrivare a influenzare la nostra attenzione, la capacità di trasformare le immagini, la possibilità di accedere a un mondo non materiale.
Riguardo però le “forme” che sembrano operare in modo più intrusivo, e che sono viste rispettivamente come: esseri grigi filiformi, sauri, Man in Black, soldati di vario grado, ombre, Nordici – ciò che traspare dopo anni di attività è una loro sostanziale immobilità psicologica. Questo è un lato che si presta alle speculazioni più pericolose e più ridicole, contemporaneamente. Per chi, come Dino, si è immerso a tutto volume nell’esplorazione delle sensazioni, la risposta che emerge, almeno a grandi linee, pare essere una sola: “Dividi e controlla: loro sono mutilati e sono rabbiosi per questo, una rabbia durata milioni di anni”.
Il risveglio della coscienza dell’Uomo (circa duemila anni or sono, nella nostra cultura; in un tempo precedente, nelle culture orientali; e non mi sospingo oltre) ha creato scalpore, nel mondo invisibile. Siamo esseri in grado di vivere sia l’invisibile che il visibile, con le giuste tecniche; siamo quindi in grado di procedere a un’evoluzione e una conoscenza di alto livello. Probabilmente nessun altro Essere creato, nel Cosmo che conosciamo, ha queste caratteristiche. E’ l’opinione anche del fisico citato più sopra: “La coscienza, concetto un tempo trascendentale, adesso sta diventando uno dei temi della fisica teorica. Sembra funzionare in maniera realmente olografica e può essere studiata con le tecniche di topologia algebrica della meccanica quantistica non-classica, ma ancora non conosciamo la funzione d'onda che descrive la coscienza e il suo funzionamento; sappiamo solo che è legata a uno strano campo quantico, dove l'informazione non si propaga per segnali che vanno alla velocità della luce, ma si propaga istantaneamente per strani effetti di risonanza, innescati da "fattori di passione". Ci vorranno ancora anni per mettere a punto gli operatori matematici che ci permettano di capire quantitativamente come la coscienza interagisca in maniera istantanea con la materia, l'energia, lo spazio e il tempo, ma ci arriveremo. La gente comune e l'establishment scientifico non sono pronti, e allora questo processo evolutivo nella scienza è in corso a porte chiuse. Ma avviene”.
Là fuori, “qualcuno” è rimasto congelato, senza tempo, senza spazio e senza possibilità di evolvere. La scintilla del contatto scaturisce dallo scontro tra la rabbia “aliena” per questa immobilità e l’incoscienza dell’essere umano. Le forze aliene più visibili e materiali inseguono probabilmente l’obiettivo di ottenere un corpo costituito da componenti sia fisiche che astrali, ossia materia sottile e plasmabile. Tale possibilità è infatti peculiare dell’essere umano e rappresenta esattamente la sua connessione con l’aspetto divino positivo del Cosmo, e con la sua possibilità di evoluzione su piani di cui cominciamo soltanto a comprendere l’esistenza. 

Un capitolo particolare sembrano meritare le creature grigie e filiformi, la cui funzione è inequivocabilmente differente rispetto a quella della manovalanza “grigia”. Le entità longilinee acquisiscono, nei racconti dei soggetti IR4, una coloratura affettiva di tipo materno, che tende a tranquillizzare nei momenti di ira o di paura. Tale senso materno non è reale, ma si tratta di una attribuzione – una proiezione, in termini psicologici – che la persona “getta” addosso all’entità. Altre volte vengono viste persone di famiglia, quando non i genitori stessi del soggetto, ma tali sembianze umane sono, verosimilmente, solo proiezioni olografiche. Ciò però illude il soggetto di far parte di una “famiglia aliena”, scavando un solco sempre più profondo tra lui e i suoi simili, tra lui e la realtà. 
Secondo le nostre riflessioni, la coloritura affettiva sarebbe sempre collegata a copioni precisi, di cui il più ricordato è la presentazione degli “esserini”, che vengono fatti passare per ibridi. 
Gli “esserini” appaiono come il tentativo di sviluppare una razza a sé stante, e potrebbero essere costituiti da materiale vario, tra cui materiale genetico umano. 
Questi supposti “ibridi” in realtà sarebbero forme che hanno una durata di vita molto breve, come se avessero un tempo di decadimento materiale; o forse il concetto potrebbe meglio essere sviluppato dicendo che l’aspetto più materiale di questi esserini non avrebbe una stabilità atomica o le caratteristiche di coesione maggiori e minori che invece caratterizzano la materia atomica come noi la conosciamo. Per ottenere questi esseri, si userebbero dei campi di contenimento a cui particolari forze energetiche, visibili come campi elettrici, impartirebbero sfumature affettive.
Gli Amorfi, ossia la gerarchia superiore di questi esseri, essendo privi di forma, hanno la necessità di essere contenuta in limiti riconoscibili e coerenti, che devono anche essere stabili, almeno per un certo periodo di tempo - che è probabilmente il tempo necessario alla loro manifestazione.    
Attraverso la matrice emozionale umana, e attraverso i campi elettrici di cui sopra, potrebbe essere sperimentata la possibilità di creare una forma con un contenuto di ordine emotivo-affettivo. Gli “esserini” quindi non sarebbero i capostipiti di un’altra razza, ma solo le “prove tecniche di trasmissione” di forme emotive-affettive che servono per dare stabilità e forma agli Amorfi. Il sistema appare rozzo in sé, perché viene escluso il dato sostanziale dell’inscindibilità, nella natura umana, degli aspetti emotivi da quelli spirituali, fisici e soprattutto da quelli legati all’esperienza. 

“Parrebbe di avere a che fare con personaggi dotati di poco spirito critico”, commenta Dino.
E’ possibile quindi che, con metodi diversi, qualche creatura d’altra dimensione provochi emozioni varie negli esseri umani, o spinga la crescita di certe caratteristiche intrinseche (ad esempio, il coraggio), ma sempre creando degli eccessi, che vengono separatamente immagazzinati e utilizzati.
Se possiamo rifarci agli insegnamenti di alcuni Maestri, e alle teorie della fisica quantistica, e quindi considerare per vero che, accanto al nostro corpo fisico vi sia un corpo atomicamente più sottile – comunemente denominato corpo astrale – possiamo ritenere che per le forze extra-dimensionali sia più importante arrivare a governare quest’ultimo, che non il corpo fisico, e per vari motivi. Il primo motivo è che il corpo astrale dura assai di più del corpo fisico. Il secondo motivo è che una minima parte degli esseri umani impara a percepirlo e a utilizzarlo, quindi si trova, in buona a sostanza, sempre fuori dal nostro controllo cosciente. Il terzo motivo è che il corpo astrale si plasma sotto la spinta dei bisogni e dei desideri della persona, e quindi, potendo interferire con alcune componenti recettoriali e biochimiche del nostro sistema cerebrale, si può guidare la consistenza e le immagini contenute nella materia astrale, intesa non solo come campo intorno a un singolo corpo, ma come campo generale di esistenza (atomicamente più sottile).
Attraverso l’influenzamento del campo della materia astrale, si giustifica ad esempio la visione di presunti cloni di esseri umani: il campo astrale acconsente alla formazione di sagome, poiché in quel campo la questione della “forma” è quasi irrilevante. Le forme che si creano là, infatti, sono sempre guidate da aspetti emotivi, e non rappresentano quindi una specifica di rilievo, potendo essere modificate a sentimento, letteralmente parlando. Alcune modifiche sul corpo astrale di un singolo soggetto possono poi portare a parziali e momentanee modifiche del corpo fisico e, in qualche raro caso (ma rimane da dimostrare), alla circolazione, per alcune ore, di persone che “sembrano” l’originale. Va detto che tale ipotesi non è mai stata verificata al di là del riporto di testimonianze sporadiche, a cui bisogna eventualmente credere sulla parola.
Perché Forze Oscure del Cosmo potrebbero avere desiderio di possedere caratteristiche intrinseche così complesse dell’essere umano? La domanda rimane aperta, e forse riguarda la possibilità che la nostra forma materiale-psico-spirituale consenta l’accesso a un’evoluzione all’interno di una scala cosmica, evoluzione dalla quale tutte le forme energetico-vitali coinvolte negli IR4 sarebbero escluse.
In più di un’occasione ho ascoltato, dai soggetti IR4, il racconto di una visione, che essi hanno durante il giorno, di una sorta di vuoto con caratteristiche di risucchiatore. Si tratta di una immagine che si sovrappone e coesiste con la realtà. Insieme all’immagine si possono percepire delle parole – o forse sarebbe meglio dire che vengono percepiti dei concetti – che terrorizzano il soggetto, possono portarlo a gridare, o possono portarlo a perdere conoscenza. Tale visione non è paragonabile ai ricordi che possono avere riguardo l’incontro con altri “esseri”, si tratta di un avvenimento diverso, comparabile all’aprire momentaneamente la coscienza su una realtà chiaramente differente. Questa realtà non è priva di pesanti elementi di disturbo per il soggetto, che può sentirsi indebolire fino allo stremo e fargli percepire l’avvicinamento della morte fisica.
Questo è il racconto di Luisa: “Mi stavo guardando allo specchio e pensavo ai cerchi nel grano. Improvvisamente mi sono sentita assorbita all’interno di una sorta di vortice, come se fossi contemporaneamente in due luoghi diversi e in due età differenti. Non so in che luogo fossi. C’erano alcuni piccoli esseri un po’ scuri di pelle che mi minacciavano di “togliere la spina”. Mi son sentita come se la mia energia fosse risucchiata, mi sento male e cado a terra.”
Tale tipo di percezione non è usuale, e né nel campo psichiatrico né in quello psicoanalitico si trovano fenomeni del genere. 
Del tutto casualmente, ho trovato in un trattato di psicoanalisi il racconto di un sogno, della cui importanza mi sono resa conto solo successivamente (motivo per cui non ho preso nota del titolo e dell’autore del libro stesso). Il sognatore, durante la sua analisi personale, aveva sognato di trovarsi nel deserto, durante una guerra. I soldati venivano feriti e uccisi intorno a lui. Mentre si domandava sgomento che cosa stesse succedendo e perché, si accorgeva che nel cielo, accanto al normale astro del Sole, si trovava una sorta di vortice, con un cuore nero, che sembrava presiedere la realtà di dolore e di terrore della guerra circostante. Come avviene nei sogni iniziatici, il sognatore si rendeva fulmineamente conto dell’esistenza di una realtà del Male sovraordinata, di cui la guerra a cui assisteva era una conseguenza non diretta ma fondamentale per la sua persistenza; come se la guerra potesse nutrire tale entità. Il sognatore, resosi conto di questa verità non ordinaria, altro non poteva fare se non proseguire nell’attività di soccorso dei feriti, poiché è fuori dal potere degli esseri umani interferire con l’attività fondamentale di tale entità.
Nel libro, il sogno veniva riportato in quanto presentatosi con un anno di anticipo rispetto alla prima Guerra del Golfo. A me però interessò di più la correlazione con le immagini dei soggetti IR4, poiché la descrizione coincideva. Nell’uno era chiaro che si fosse trattato di un sogno (da cui il sognatore aveva tratto un’etica di vita); negli altri era chiaro si trattasse di una visione palpitante, viva e agente degli effetti nell’immediato. Eppure, si trattava della stessa cosa.
Nello stesso periodo, mi capitò di studiare uno dei Vangeli apocrifi, il cosiddetto Vangelo di Nicodemo (con il termine “apocrifo” si intendevano i testi destinati all’istruzione superiore degli iniziati, e non adatti alle masse). Questo Vangelo ebbe origine nel Quarto Secolo, con lo scopo di tenere viva l’attenzione sulla vita di Gesù, completando i Vangeli canonici. Il linguaggio con cui è scritto il Vangelo di Nicodemo è di tipo rivelatorio e, nella parte della Discesa all’Inferno di Gesù, è molto ricca di una simbologia che ho trovato del tutto attuale. Soprattutto, ho trovato molto interessante il fatto che Inferno, o Ade, sia considerato un’entità, e non un luogo; e che inoltre non sia al corrente di quanto accade sulla Terra, ma che abbia necessità di un emissario chiamato qui Satana o Beelzebul, per accedere agli accadimenti della dimensione dove esiste una scansione temporale. Il concetto secondo cui Inferno sia un divoratore insaziabile ha richiamato il ricordo della potente sensazione provata dai soggetti IR4 che hanno avuto la sventura di accedere a questo genere di esperienza (non tutti, infatti, sembrano arrivare al cospetto di ogni livello di questa gerarchia di “forze” aliene).
Si potrebbe ipotizzare che l’umanità, sin dai primordi del Cristianesimo, abbia subìto un cambiamento nei livelli di percezione dell’Invisibile. Non è la sede né io sono la persona adatta per approfondire temi religiosi e teologici, mi limiterei quindi a sottolineare questi aspetti che riguardano la psicologia umana. Il Cristianesimo ha segnato, per il mondo occidentale, l’inizio della ricerca del significato profondo del contatto con l’Invisibile. Altri popoli hanno praticato, e ottenuto, questo contatto, ma nel nostro caso la strada non è stata quella della condivisione collettiva e dell’immersione collettiva nell’Invisibile; il Cristianesimo ha aperto la questione della responsabilità individuale anche nell’incontro con il Divino. Vi è stato quindi un lungo lavoro, durato circa duemila anni, al termine del quale sembra che alcuni umani ci stiano ragguagliando sul fatto che un’entità cosmologica, percepita fin dall’antichità e descritta in vari modi col passare del tempo (e la cui descrizione nel Vangelo di Nicodemo potrebbe essere importante), abbia perduto un genere di potere sull’umanità in seguito agli avvenimenti descritti nei Vangeli e sembra stia cercando di riguadagnare tale potere, via via con metodi sempre più forti e intrusivi. Il fatto che si sia resa percepibile, che si sia scoperta (e il fatto che abbia messo alcuni di noi nella condizione addirittura di studiarla!), potrebbe significare che si trovi alle strette.
Nella battaglia contro queste forze, che finora sono state interpretate come extraterrestri, ma che non lo sono affatto, entra quindi in campo la capacità del singolo e dell’intera umanità di risvegliarsi e comprendere gli aspetti altamente illusori della componente fisica della materia, comprendere il pericolo di non essere coscienti delle nostre possibilità come specie, e quindi facili prede della paura (“Non abbiate paura!”, gridò Giovanni Paolo II all’inizio del Suo mandato, avendo sicuramente già avuto modo di riconoscere la natura di questa Realtà).
Dice Dino: “La gente non visualizza la piccola cella dove è stata schiaffata, pensa di non avere capacità, pensa di essere mediocre. Tutto ciò è falso, è l'esatto contrario. Chiunque nasce con doni enormi, perchè questa è la nostra natura. La cella che vedi, io la chiamo ATF (Absolute Terror Field), materiale infrangibile e impenetrabile, sempre più spesso. Ma sono convinto che la morte e la sofferenza non ci appartengano, il nostro compito è nella creazione della vita”.
Nel frattempo il padre di Dino è stato sottoposto a un intervento chirurgico. In quell’occasione, Dino ha raccolto un racconto:
“Il giorno prima dell'operazione, mentre stava parlando con la dottoressa, aveva avuto la sensazione che quella discussione fosse fatta anche da un'altra parte, ovvero che avvenisse in quel luogo ma anche in un altro non ben definito. 
La seconda notte dopo l'operazione, in un dormiveglia, ha visto un disco blu fuori della finestra: era schiacciato sui poli. Pensando alla luna, ha fatto un calcolo mentale, e poi è arrivato alla conclusione che non poteva essere la luna. In quel momento la stanza ha cominciato a sparire, in concomitanza con delle vibrazione del corpo; aveva una sensazione di risucchio. Lui dice che si è trovato in un luogo che non riesce a definire; dopo ha avuto una sensazione di movimento molto grossa, come se fosse stato sbattuto indietro sul letto in contemporanea ad un lampo blu elettrico. Dice che non aveva paura e che il disco luminoso gli dava tranquillità. 
Ho l'impressione che i nostri amici lo abbiamo visitato dopo l'operazione e che già da prima sapessero cosa stava succedendo. Così anche mio padre mi ha detto, in pratica, quello che dicono in tanti, me compreso. Il fatto di avere avuto quell'operazione ha richiamato l'attenzione e qualcosa deve essere stato fatto per far fronte ad una modifica del suo corpo. Non è molto simpatico sapere che questi cosi ti seguono di generazione in generazione.”

Il fratello di Dino, messo al corrente di quanto accaduto circa un mese dopo, ha raccontato a sua volta alcuni strani sogni; in uno di questi, lui e Dino vedevano il padre con il volto di un Grigio; gli strappavano la faccia e, sotto la maschera di gomma che si rivelava essere, appariva il vero volto del padre.
Quale è perciò il “vero volto”, il padre, l’origine cosmica, di tutto questo mistero? La coscienza e la ricerca di Dino sembrano svolgersi in pari a quella del fratello, benché i due non siano propensi a parlare di questi argomenti (il fratello si trovava anche in un’altra nazione).
Va rimarcato che l’origine genetica di questa famiglia per parte paterna sembra essere in linea con le ricerche di Derrel Sims, che afferma l’origine irlandese o scozzese della metà dei soggetti da lui studiati. 
Il padre di Dino presenta una storia di svenimenti da bambino, ma ciò non è stato valutato e registrato, dato che quest’uomo trascorse la sua infanzia in collegio. Riferisce che si svegliava qualche volta in punti diversi dell'enorme collegio, ben lontano dal suo letto. Gli episodi di svenimento non si sono ripresentati nell'età adulta. Anche lui riferisce di visite di ombre alte e incappucciate e di svegliarsi immobilizzato, con la percezione di esseri presenti nella stanza.

Il semplice risveglio e conoscenza non si dimostra ancora sufficiente per combattere le interferenze. Dice ancora il nostro fisico, e noi siamo completamente d’accordo con lui: “Delle forze aliene positive abbiamo ancora paura, perchè non siamo pronti a incontrarli fisicamente, e allora sistematicamente e puntualmente sono arrivati quelli negativi (ovvero praticamente tutti i cosiddetti extraterrestri del campionario ufologico) per sviarci e ingannarci, per fare in modo che creassimo altre religioni, per sbatterci in un nuovo Medioevo, fatto di buio e di dogma immutabile. Ecco perchè le investigazioni ufologiche sono pericolosissime (in particolare le presunte "rivelazioni"), perchè tendono a prendere fischi per fiaschi, e per gettare disinformazione, creando grande devastazione nella mente dei più deboli”
E’ necessaria una profonda volontà da parte del singolo di comprendere in quale modo stia dando agio a queste “forze” di agire nel suo campo vibrazionale. Le tecniche per aprire i ricordi possono essere utili per risvegliarsi alla realtà del proprio stato (ammesso e per ora non concesso che siano tecniche efficaci), ma il campo in cui tutti i ricercatori mollano la presa, dopo aver esaurito le loro forze nell’invettiva “contro l’alieno”, è un campo dove si richiede il coraggio spirituale di affrontare la realtà del Male, come entità misurabile e presente, creata, all’interno del Cosmo. 
[NdR: ulteriori inforamazioni si possono trovare sul sito web del PARSEC: www.primocontatto.net ]
 
Curriculum Vitae:
Medico, neuropsichiatra infantile e psicoterapeuta. Formatasi come ricercatore in neurofisiologia presso l'Università di Milano, ha approfondito l'esperienza in campi diversi sia come terapeuta che come consulente. Si occupa di Incontri Ravvicinati del IV tipo dal 1996. Nell'ottobre 2000 in collaborazione con il dott. Mario Cigada, vice-presidente dell'AMISI ha presentato un lavoro scientifico al Congresso Mondiale della Società Internazionale di Ipnosi tenutosi a Monaco (Germania), "Alcune raccomandazioni circa l'uso dell'ipnosi in soggetti che riferiscono esperienze denominate Incontri Ravvicinati di IV tipo". Si tratta del primo lavoro circa gli Incontri Ravvicinati che sia stato presentato ufficialmente in ambito professionale. Componente dell'organizzazione scientifica "Saber Enterprises-F.I.R.S.T." di Derrel Sims, si occupata anche di Crop Circles. Altre informazioni sono reperibili qui: www.primocontatto.net  .
 

 




Fotografie di “Spiriti” Sferici Anomali? Una Spiegazione Ottica Convenzionale
a cura di Gary E. Schwartz e Katherine Creath, traduzione a cura di Eugenio Ballini - Pag.1

Prof.Gary E. Schwartz, Ph.D., Human Energy Systems Laboratory, University of Arizona, Tucson, AZ 85721-0068 
Dr.Katherine Creath, Ph.D., Optical Sciences Center, University of Arizona, Tucson, AZ 85721-0094.
Abstract 
[NdR: Abstract originale in lingua inglese sul Volume 19, Numero 3 del Journal of Scientific Exploration, dal titolo: Anomalous Orbic "Spirit" Photographs? A Conventional Optical Explanation, http://www.scientificexploration.org/jse/abstracts/v19n3a1.php. Traduzione autorizzata dagli Autori]
Con lo sviluppo di macchine fotografiche digitali affidabili e a buon mercato, numerose persone hanno riferito di oggetti anomali di forma sferica impressionati nelle fotografie. Queste immagini sferiche apparentemente anomale (Immagini Sferiche Anomale, ISA) sono state interpretate talvolta come se rappresentassero "spiriti", "angeli", "esseri di luce", "alieni" e/o "UFO". Abbiamo deciso di: 1) verificare se si poteva replicare la cattura di questi ISA; 2) di investigare la possibile causa fisica (o cause) che li produce. Sono state scattate circa un migliaio di fotografie con cinque differenti macchine fotografiche digitali nel corso di sessioni multiple nelle condizioni in cui si presume che possa aumentare la probabilità di osservare le ISA. L'esperimento ha incluso due "guaritori di energia spirituale" che hanno effettuato svariate procedure di trattamento e diagnosi in una stanza parzialmente oscurata. Più di duecento fotografie contengono degli ISA. Un attento esame delle fotografie ha messo in evidenza un plausibile meccanismo ottico convenzionale che potrebbe spiegare la maggior parte degli ISA osservati. I meccanismi più convenzionali che sono emersi sono: 1) riflessi accidentali (spesso dal flash) provocati da vari oggetti lucidi presenti nell'ambiente (specchi, vetri di finestre, pomelli di porte, arredi, oggetti di metallo) che vengono poi doppiamente riflessi dalle superfici delle lenti; 2) effetti di diffrazione dal flash che vengono riflessi da polvere o particelle di sporco vicino alla lente, ma non su di essa. Interpretazioni a favore di "sfere spirituali" o di altri-mondi nelle fotografie dovrebbero essere prese in considerazione solamente nelle condizioni in cui tutte le sorgenti di riflessi accidentali e di diffrazione possano essere eliminate dall'ambiente.
 
Parole chiave: 
Immagini di sfere anomale, macchine fotografiche digitali, fotografia spiritica, parapsicologia, riflessi accidentali, immagini fantasme.


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“PARANORMAL - UFO”
SABATO 25 NOVEMBRE 2006, ORE 15
Interverranno: 
F.Almacolle,I.Diceglia, V.Rocchi, C.Sabadin
CENTRO CONGRESSI R.DAGRADI, VOGHERA, PV
Via Kennedy55 - info: resources.admin@hwh22.it 

Il Gruppo Camelot, in collaborazione con Camelot ChroniCast, Organizza: 
“BARCAMP CAMELOT”
Prima “Non Conferenza” Ufologica Italiana
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