Numero 9, Anno 2005
Camelot Chronicles

 

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Web www.camelotchronicles.com

Tutti i numeri del giornale aperiodico di ufologia "Camelot Chronicles" si possono scaricare gratuitamente da questo sito in formato PDF e HTML, e si possono trovare in formato cartaceo alle conferenze del Gruppo Camelot e dei suoi Collaboratori

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Viaggio nel Tempo, La Porta Proibita
a cura di Anna Maria Mandelli, annamariamandelli@tiscalinet.it (Membro Associazione Libero Arbitrio e Gruppo Camelot) - Pag.32

Atlantide. Dove Nasce il Cuore degli Uomini,
di Egidio Tullio e Anna Maria Mandelli, Società Editrice “Il Ponte Vecchio”, pp. 238, 2005, euro 21.00. in allegato CD Audio Valinor, con Canzoni di Atlantide ed una Inedita Canzone Elfica
[NdR: si vuole qui proporre un breve estratto del libro]

“.....Atlantide: è sempre più viva; oggi più che mai la sua vitalità si rinnova continuamente, come il mito dell’araba fenice!
Atlantide: una parola che sembra venire da un incerto nostro passato, simile ad un richiamo, un eco vibrante in tutto il mondo e proveniente dalle brune di un oceano...

Che cos’era? Chi erano veramente? Come vivevano? Quali erano i loro pensieri?
Nessuno ci vieta di sognare, un ritorno alla nostra memoria antica ed un pensiero proiettato sul presente, perché la nostra mente è una magica officina che contiene attrezzi di immenso potere; il desiderio è il generatore che mette in moto le ruote del nostro destino, del nostro prossimo futuro. Perché la nostra mente è una sorta di lampada di Aladino che possiamo usare per creare il mondo che abbiamo scelto....
Del nostro passato rimango inalterate nel tempo solo piramidi sparse un po’ ovunque sulla Terra, perché?
Qual è il messaggio che dobbiamo capire?
Sono case?
Sono solo tombe?
L’ipotesi più affascinante, che solletica la fantasia delle menti, è che potevano servire da templi d’iniziazione, centri di meditazione e depositarie di conoscenze cosmiche. 

Allora com’è stato nel passato e come sarà nel futuro, l’architettura e le costruzione si baseranno sulle scienze spirituali, perché la forma in sé è un espressione di geometria divina che porta la conoscenza ai saggi...una lettera nell’alfabeto cosmico degli Dei! ....”
“...il nostro viaggio continua e la visione del futuro è che emergerà una cultura globale illuminata, anche se al momento ciò può sembrare impossibile!

Ogni società civile contribuirà e le varie culture verranno rispettate. L’epoca che arriverà dopo le tribolazioni previste unirà il meglio di tutte le terre e di tutte le culture. Gli esseri umani compiranno progressi enormi nel loro viaggio verso la padronanza del sé, sviluppando poteri e capacità che oggi verrebbero considerati miracolosi ma che un tempo passato erano nostre.....
La razza umana avrà bisogno di compiere un grosso sbalzo in avanti per ciò che riguarda gentilezza, compassione, amore e comprensione. La gente sarà costretta a diventare onestà, i nostri pensieri verranno sentiti ed i nostri motivi rivelati. Gli essere umani vivranno finalmente in pace! ....”






I misteri del British Museum e il Teschio Maya (Londra)
a cura di Gianluca Santaniello, 3356720794@tim.it (Membro Gruppo Camelot e Centro Ricerche Leonardo Da Vinci Cosenza1 e Calabria, owner www.nonsiamosoli.com ) - Pag.33

Non tutti sanno che se c’è un posto dove si possono ammirare reperti misteriosi ed oggetti “fuori tempo”, questo è il British Museum di Londra. Animato da una gran voglia di documentare e vedere da vicino tali reperti ho organizzato una spedizione con lo staff di www.nonsiamosoli.com.
Il museo è stupendo, facilmente raggiungibile ed ogni epoca storica è “fotografata” da decine di reperti perfettamente incasellati ed ordinati in locali spaziosissimi. 

[Figura 1: Gianluca Santaniello e lo staff di nonsiamosoli.com] 

Nella enorme sala all’ingresso abbiamo potuto subito apprezzare un autentico Moai fatto venire direttamente dall’Isola di Pasqua: alto circa 7 metri e con un peso di circa 40-45 tonnellate, e la guida faceva giustamente notare come gli aborigeni, a quei tempi, non disponevano di mezzi tecnologici adeguati per poter erigere tali sculture. Alcuni di questi megaliti, presenti sulla famosissima Isola di Pasqua, possono arrivare fino a 12 metri di altezza e pesare 80 tonnellate. “Taglie” assolutamente proibitive per qualsiasi uomo o gruppo di uomini, non solo di quel tempo. Le teorie su come queste statue possano essere state erette sono molteplici, ma nessuna sembra essere davvero convincente.
Abbandonata la sala all’ingresso abbiamo trovato un’interessantissima esposizione di mummie egizie perfettamente conservate, apprendendo che da alcune analisi del dna fatte sui corpi, risultavano avere il sangue di un gruppo sconosciuto (C, E senza il D per dirne uno). Pur cercando di raccogliere direttamente dai custodi e dalle guide altre informazioni su queste mummie, non riuscimmo a ricavarne altre interessanti. Solo qualche data (coerente con l’epoca storica del popolo egizio) e niente più....
Fra i reperti che più ci interessava vedere vi erano le incisioni Sumere in cui erano rappresentati gli Annunaki (Dei sumeri), che secondo la cultura di questi popoli, sarebbero discesi sulla terra ed avrebbero “trasmesso” avanzate conoscenze astronomiche e tecnologiche all’uomo. Secondo i testi antichi, questi Dei (extraterrestri) proverrebbero da un pianeta di nome Nibiru (Neberu) e sarebbero stati una razza di giganti.
Guardando alcune di queste incisioni si può notare come le sagome degli Annunaki, effettivamente, abbiano proporzioni in altezza superiori rispetto a quelle dei Sumeri. Sono gli stessi giganti di cui si parla nella Bibbia?
Il “pezzo” pregiato del British Museum, quello percui si è organizzata la spedizione, è sicuramente il “Teschio di Cristallo Maya”. Un reperto sensazionale davvero.
Vederlo in fotografia, forse, non rende l’idea di come sia particolare, unico e dell’alone di mistero e curiosità che suscita nei visitatori e negli studiosi.


[Figura 2: il teschio Maya] 

E’ semplicemente perfetto. Un teschio di cristallo “scolpito” da un unico blocco e levigato alla perfezione. Un ricercatore del British Museum, accompagnandomi vicino al teschio mi ha fatto intendere che vi sono versioni contrastanti sulla sua storia e quindi sulla veridicità del reperto.
Indicativo e significativo il “cartellino” attaccato al contenitore di vetro che lo ospita .”Attribuito alla cultura Maya, potrebbe essere stato fabbricato in Europa”. Insomma nessuno ha le idee chiare sulla sua natura.
Alcuni asseriscono che sia stato scolpito e lavorato in Europa e non nello Yucatan (luogo del suo ritrovamento).
Ma al di là di questo vi sono molte testimonianze di strani fenomeni accaduti ad alcuni visitatori, soprattutto i primi tempi dal suo arrivo. Lo stesso personale del British Museum ottenne che si coprisse, durante la notte, con un mantello poiché alcuni strani fenomeni minavano la tranquillità dell’intero ambiente. Ho raccolto la testimonianza di un inserviente che lavora lì da molti anni, che mi ha raccontato che una volta vide la parte parietale del teschio diventare di un colore rosa chiaro per un paio d’ore!
La storia del suo ritrovamento è curiosa e travagliata.
Fu portato in Europa da un militare spagnolo e venduto ad un collezionista inglese. Poi passò nelle mani di un certo E.Boban, antiquario che in seguito lo vendette a Tiffany. Il British Museum lo acquistò nel 1898.
Secondo altre fonti, invece, fu ritrovato da una diciassettenne di nome Anna, figlia di un pioniere, Mitchell-Hodges, durante gli scavi di un’antica città Maya perduta (Lubaantum, ”Città delle pietre cadute”).
La giovane Anna ritrovò prima la parte superiore, che giaceva vicino ai resti di un altare. Qualche mese dopo, non lontano dal luogo del primo ritrovamento, trovò anche la mandibola che combaciava perfettamente. Nonostante la datazione del reperto non sia possibile con metodologie tradizionali, la Hewlett-Packard, che analizzò il teschio, stimò che ci sarebbero voluti 300 anni di lavorazione ed un grande talento per ottenere un simile risultato.
In seguito ad ulteriori analisi, sempre della Hewlett-Packard si ebbe un incredibile risultato: il teschio risultava avere tracce di lavorazione meccanica piuttosto all’avanguardia. Possibile che appartenga ad una civiltà avanzatissima antecedente ai Maya? (secondo Mitchell-Hedge poteva trattarsi di Atlantide.....)
Fatto sta che il teschio è citato anche in molte leggende Maya e, secondo queste, veniva utilizzato dai sacerdoti per riti magici verso gli Dei.
Sempre secondo la leggenda, nel mondo ne esisterebbero altri 12 (13 in tutto) che, se riuniti, avrebbero il potere di trasmettere incredibili conoscenze e poteri al possessore. Inoltre il teschio sarebbe correlato con l’inizio della “Nuova Era”, che secondo il calendario Maya corrisponderebbe al 21 Dicembre del 2012. In questa data i 13 teschi dovrebbero essere riuniti....
Se apparteneva realmente ai Maya, com’è stato possibile fabbricarlo senza alcun tipo di tecnologia moderna?




“Entità” a Castello di Branduzzo....
a cura di Ivan Diceglia, ivan@hwh22.it (Membro HWH22 e Gruppo Camelot) - Pag.34

A Castelletto di Branduzzo (PV), si trova un castello dove giace una lapide appartenente ad un pilota che risponde al nome di Giovanni Ballestra. 

Il 18 gennaio del 1979, precipitò, a bordo del suo F-104, proprio di fronte al castello e, siccome si sentivano “voci” di presunte entità, il sottoscritto, accompagnato da qualche amico, si è recato sul posto per un sopralluogo.
Le “vox populi” raccontavano di un cavaliere che, al rintoccare della mezza-notte, faceva un giro completo del campo, in sella del suo stallone nero, scomparendo nel nulla… al dodicesimo rintocco. Mentre, un'altra “voce”, narrava di una palla infuocata che si schiantava di fronte al cancello. 

Dopo aver effettuato sopralluoghi per un mesetto, un venerdì, allo scoccare della mezza notte, quando mi trovavo, solo, davanti alla cancellata di fronte alla lapide, sento dei passi e delle grida provenire nella mia direzione dal giardino. Mi allontano, velocemente, recandomi dal resto del gruppo (vicino alla macchina) e mi giro verso il cancello. A questo punto noto una strana, grande, luminescente “nuvola bianca” uscire dal cancello e scomparire, poi, all’altezza della lapide del pilota. Lo stesso fenomeno viene notato da tre miei amici: Luca, Davide e Gabriele.
Del cavaliere dunque, nessuna traccia… Nemmeno dopo altri sopralluoghi; né della “palla infuocata”… forse, parere “assolutamente” personale, evocazione del terribile schianto avvenuto nel ’79.
Nell’immagine sopra si può notare la costruzione artistica, eseguita con alcune parti del motore dell’F104 su cui volava, e la lapide in suo onore. O quello che ne è rimasto.

Mentre, nelle successive, si vede il cancello da dove è uscita la nuvola luminescente. In particolare, l’immagine a destra, dove si vede il percorso effettuato dalla nube (ovvero… parte dal cancello, a sinistra, per poi svanire all’altezza della lapide, a destra).







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