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Tutti i numeri
del giornale aperiodico di ufologia "Camelot Chronicles" si possono scaricare gratuitamente
da questo sito in formato PDF e HTML, e si possono trovare in formato cartaceo alle conferenze del Gruppo Camelot
e dei suoi Collaboratori
Report
Conferenze ed Incontri
“Misteri nel Cielo, Dagli UFO alle Scie Chimiche.....”, Primo Congresso Interregionale dei Gruppi di Ricerca, relatori vari, Seregno (MI), 22 gennaio 2005,
a cura di Marisa Uberti, duepassinelmistero@libero.it
(Owner Due Passi nel Mistero) - Pag.25
[stralci del report, tratto dai siti web: www.duepassinelmistero.com/ultimi_articoli_inseriti.htm
e www.hwh22.it/xit/S06_bacheca/2005/01_gen22.html]
Si è svolto a Seregno (MI), nell'accogliente sala Monsignor Gandini, il Primo Congresso Interregionale dei Gruppi di Ricerca, intitolato "Misteri del Cielo-dagli Ufo alle scie chimiche", organizzato dal C.U.N. (Centro Ufologico Nazionale) e dal C.R.O.P. (Centro Ricerche Operativo sul Paranormale), che ha visto l'avvicendarsi di numerosi relatori e di un pubblico vasto e attento alle tematiche proposte, sicuramente attualissime.

L'ennesima conferenza sugli 'UFO', ci si chiederà, specialmente tra gli 'scettici' o coloro i quali, al solo sentire pronunciare tale termine, storcono il naso infastiditi; eppure il fenomeno non cessa di interessare, di stupire, di affascinare. Del resto, la storia degli 'oggetti volanti' sembra accompagnare la nostra storia in maniera quasi costante (si pensi alle varie culture in cui sono presenti divinità abitatrici dei cieli, che dispongono di 'carri o macchine volanti', di comunicazioni del tutto speciali e privilegiate; abbiamo testi dell'Antichità che ci narrano di visitatori 'extraterrestri' arrivati su macchine volanti, di leggendarie guerre 'stellari' (ad esempio, gli abitanti dell'India vedica chiamarono vimana questi strani 'oggetti volanti' e ne descrissero addirittura il funzionamento e le potenzialità); sappiamo come- dagli uomini preistorici fino ai più accreditati letterati, artisti e cronisti (in ogni epoca e attraverso modalità diverse) siano state tramandate narrazioni incredibili di avvistamenti straordinari, di esseri 'particolari'.....
continua....
....hanno preso la parola Cristian Vitali e Stefano Panizza, del Centro Studi Fortiani, i quali hanno esordito presentando il 'caso' di un UFO su Londra, risalente al maggio 2002, e che i nostri due relatori hanno cercato di indagare, trovandosi per le mani una vicenda ancora avvolta da un alone poco chiaro. In quella occasione, dei testimoni italiani in visita turistica, dissero di aver visto uno 'strano'oggetto (fusiforme provvisto di 'antenne'), sorvolare su una zona della città londinese, ma subito stupì la loro ritrosia, non vollero mai avere della pubblicità né essere mai menzionati.
Qualche mese dopo, i testimoni stessi fecero sapere che quel che avevano visto non era altro che un aquilone, collegato ad un filo. Nel marzo 2003, ecco un colpo di scena: durante un convegno di ufologia, cui assistettero anche i due relatori, un autorevole studioso presentò - tra gli altri- un caso che a Vidali e Panizza ricordò moltissimo quello londinese; glielo fecero presente, questi volle saperne di più, ma sfortunatamente nel settembre 2003 morì. Di quel caso, non si è ancora appurato bene il contorno. Cristian e Stefano hanno quindi illustrato l'esempio dell'agroglifo di Pannocchia, una frazione vicina a Parma, il 26/6/2004, comparandolo con quello comparso a Desio. Questo agroglifo parrebbe un falso, poiché non è stata riscontrata nessuna anomalia, nessuna alterazione registrata dagli strumenti né all'interno né all'esterno della formazione.
Hanno prelevato dei chicchi in diversi punti e sono stati fatti crescere in altro luogo sotto sorveglianza, senza peraltro evidenziare alcuna differenza. Ma su quella formazione fu fotografato un curioso oggetto, forse un ROD (serpente energetico), su cui vi sono varie ipotesi. I RODS spesso sono associati ad apparizioni di tipo ufologico.Nel contesto del crop di Pannocchia, fu riscontrata un'anomalia dei cellulari, si evidenziò la comparsa di sfere 'trasparenti'; qualche testimone affermò di aver notato mosche morte attaccate alle spighe ma le indagini in loco dei due ricercatori non le hanno notate.
Il gruppo di ricerca archeospaziale HWH22, nelle persone di Tiziano Vidali ed Ivan Diceglia, hanno portato la loro esperienza in materia ufologica, mostrando numerose immagini scattate nell'area Compo (Oltrepò Pavese e Tortonese), relative sia all'avvistamento di ufo a Pontecurone che a sfere bianche sul crop circles di Casei Gerola (PV), apparso il 17 giugno 2004.
Sono state effettuate riprese notturne sia dal gruppo HWH che da membri della Fondazione 'Sentinel', evidenziando anomalie energetiche. Come nelle formazioni di Desio e Pannocchia, nonchè di Rho, analizzate da altri gruppi di ricerca come abbiamo visto, anche nel caso dell'agroglifo di Casei, sono stati riscontrati disturbi nei cellulari, avvistate 'ball of lights', e particolari che all'occhio umano sono sfuggiti, ma non all'infrarosso. Stessi risultati anche a livello laboristico per i diversi gruppi di ricerca indipendente (può essere un 'caso'?). Generale e dettagli (circolettati) delle sfere biancastre evidenziate nel crop oggetto dello studio del gruppo HWH22. Per ulteriori info, visitare il loro sito web.
A questo punto della conferenza, c'è stato l'atteso intervento di Pier Fortunato Zanfretta, nella foto mentre espone il suo caso, contattato da entità aliene per ben undici volte, a partire dal primo 'incontro ravvicinato' nel 1978 e per altre dieci volte in seguito. Il suo caso rientra nella casistica delle 'abduction' e a tutt'oggi non è stato spiegato scientificamente; diciamo quasi 'archiviato' da una parte della scienza accademica, anche se ripetute indagini a cui è stato sottoposto avrebbero accertato la veridicità di quanto lo Zanfretta, all'epoca metronotte, ha sempre asserito....
continua....
“UFO & Ufologia nel Nuovo
Millennio.....”, Tavola Rotonda, relatori vari, Codevilla (PV), 18 febbraio 2005,
a cura di Sabrina Biganzoli, (Gruppo Camelot e Fondazione Sentinel Italia)
[report tratto dal sito web Forum Camelot: www.forumfree.net/?t=2957986]
In una suggestiva atmosfera (forse... " futura patria dell'ufologia italiana" ?) in località Codevilla (PV), presso il caratteristico locale "Babele Q-zar", si è svolta questo venerdì 18 febbraio un'importante TAVOLA ROTONDA tra stimati ed autorevoli ufologi, organizzata dal Gruppo Camelot: "UFO e UFOLOGIA del nuovo millennio" dove, ancora una volta, "questo intrigante modo di interagire con il pubblico" denota un'importante svolta per quanto concerne la corretta divulgazione di questo fenomeno.

L'ambiente "spaziale", soffuso ed elegante, ha permesso di mettere a proprio agio, in modo ordinato, i ricercatori ed un pubblico "in soverchiante superiorità numerica", quasi a volere significare che ora più che mai siamo pronti per il grande salto: una nuova era ufologica dove "rimuovere a muso duro" tutta quella banda di pseudo-ufologi che da anni cerca di disinformare e depistare gli appassionati del fenomeno con ricerche poco serie basate "sul nulla"... ovvero dimenticandosi di dimostrare a livello scientifico come la ricerca di frontiera, oggi, grazie all'ufologia strumentale, ha fatto un incredibile salto di qualità.
Presenti in sala diversi componenti del Gruppo Camelot, Fondazione Sentinel Italia, HWH22, X-Cosmos, Gruppo Lunaria O.V.N.I., Centro Studi Fortiani e nicchia di giornalisti tra cui Maria Fiore della Provincia Pavese.
Introduce la serata il Dr.Carlo Sabadin (ricercatore, membro Gruppo Camelot, Fondazione Sentinel Italia, collaboratore MOSAC e HWH22), che presenta l'Ing. Ballini Eugenio (coordinatore Camelot Chronicles, membro Gruppo Camelot, resp.commiss.scientifica Fondazione Sentinel Italia), il quale descrive con meritato orgoglio gli importanti sviluppi di questa rivista web, (scaricabile gratuitamente dal sito
www.camelotchronicles.too.it
), che ha maturato nel corso degli ultimi due anni, rendendosi sempre più professionale (come scientificità dell'approccio proposto) dando al fenomeno UFO la giusta dignità che merita.
Sempre più agguerrito, il Dr.Carlo Sabadin presenta il più grande lavoro scientifico degli ultimi tempi che il Gruppo Camelot e Fondazione Sentinel Italia, nella persona della Dott.sa Lavinia Pallotta (componente Gruppo Camelot, Presidente Fondazione Sentinel Italia), ha curato con estrema professionalità traducendo dall'inglese l'articolo scientifico "Implicazioni della Teoria dell'Inflazione per le Visite Extraterrestri" (di J. Deardoff, B. Haisch, B. Maccabee e H.E. Puthoff). E' quindi è con estrema soddisfazione che l'autrice del lavoro, la D.ssa Pallotta ne parla, avendo altresì ottenuto l'autorizzazione (è questa è, forse, la prima "volta" in assoluto che accade) alla pubblicazione on-line sul nostro sito
www.fondazionesentinel.org
, dal Journal of the British Interplanetary Society, il quale smonta il cosiddetto "paradosso di Fermi" che gli scettici ad oltranza hanno mantenuto ma che da ora va -obbligatoriamente- rivisto in un'ottica completamente diversa modificando la percezione del fenomeno.
Si sta aprendo una nuova era e sconosciuti orizzonti dove gli autori della pubblicazione denunciano un sano scetticismo rispetto alla versione ufficiale della scienza contemporanea; la fisica prende in considerazione nuove ipotesi. Ricorda, inoltre, la Dott.sa Pallotta, l'introduzione alla seconda parte dell'articolo dove viene trattato lo studio ufologico nel territorio americano prima e dopo il "rapporto Condon"; ad oggi diventa così necessaria una rivalutazione del fenomeno perchè insoddisfacente.
E' la volta di interagire con "vere" analisi sul campo; promotori di questa ricerca d'azione sono i membri del Gruppo HWH22. Apre una carrellata fotografica Tiziano Vidali (componente HWH22, membro Gruppo Camelot) mostrando varie aree di ricognizione dell'oltrepò pavese dove, oggetti di diverse tipologie, sono stati avvistati dal gruppo e catalogati in ovoidali, sigariformi, formazioni multiple, oggetti luminosi in formazione e quant'altro; aggiunge, inoltre, Vidali che in ricognizioni notturne sono stati riscontrati "oggetti che sorvolavano i campi", "presunti" orb energetici che sembravano mostrare quasi un'intelligenza propria. Tutte queste anomalie sono state elaborate e sottoposte -rigorosamente- a filtraggi, quindi sviluppate ulteriormente per capire meglio il fenomeno. Grande lavoro e grande collaborazione di tutto il gruppo sottolinea un altro membro, Ivan Diceglia (componente HWH22 e Gruppo Camelot), insieme a Fabrizio Rondina e Franco Bertelegni. Atre interessantissime fotografie, molto chiare e professionali, con elaborazioni al computer sono state mostrate con risultati strabilianti e riscontri delle anomalie. Questo tipo di studio, serio e documentato, è la prova che certa professionalità non è da tutti -spiega Ivan Diceglia- alle prese con le mirabolanti immagini del "famoso Crop itinerante di Opera" segnalato da altri poco-informati che pretenderebbero di essere chiamati ufologi... è incredibile quanto la ricerca di "protagonismo-a-tutti-i-costi" sovrasti le persone rendendole patetiche e facilmente manovrabili...
Prendono la parola altri professionisti del campo, Stefano Panizza e Cristian Vitali del Centro Studi Fortiani, che presentano una sequenza di immagini elaborate a computer sul discusso crop circle di Panocchia (Parma). Emerge il fatto di non avere riscontrato anomalie in analisi (effettuate a cura di Sabrina Biganzoli, Gruppo Camelot - Fondazione Sentinel Italia, rif.www.fondazionesentinel.org) ma, decisamente interessante, è il rilevamento nella formazione di oggetti simili ai “rods” e la presenza di sfere anomale regolarmente fotografate e sottoposte a filtri; sottolineano inoltre diverse anomalie nel funzionamento delle apparecchiature tecniche all'interno della formazione.
Breve ma efficace l'intervento di Emiliano Rizzo (ricercatore indipendente e membro Gruppo Camelot) che mostra un interessante video trovato via etere sul "famoso incidente del presunto aereo schiantatosi sul Pentagono" nel triste giorno dell'11 settembre
( www.pentagonstrike.co.uk
); sconvolgente sequenza di immagini di una possibile "differente realtà" dell'accaduto con dati "purtroppo" verificabili e riscontrabili... Questa è l'ennesima prova che parecchi eventi ci riconducono ad una gestione politico-governativa poco chiara e indubbiamente "differente" rispetto al reale accaduto, modificando così la percezione del cittadino medio che viene a "scoprire" e-solo-in-parte il corretto susseguirsi degli eventi: il tutto risulta alquanto destabilizzante e... preoccupante, oserei dire.
Chiudono la serata Paolo Poli e Pietro Falbo del Gruppo Lunaria O.V.N.I. (entrati recentemente nel Gruppo Camelot) che spiegano in loro interesse e l'approccio con questa ricerca di frontiera, sopratutto dopo l'incontro "galeotto", avvenuto nel maggio 2004, dopo un’interessante conferenza tenuta dal Dr. Carlo Sabadin e Paolo Bolognesi (Gruppo Camelot, Fondazione Sentinel Italia e collaboratore MOSAC) nel maggio 2004 presso la loro sede ad Alzano Lombardo (Val Seriana); l'obiettivo è di cercare di "ricostruire" un mondo migliore all'insegna della verità e del sapere.
La sala gremita ed interessata fa presupporre che l'interesse per questo tipo di fenomeno va incrementandosi in modo sempre maggiore; è implicito che la ricerca fatta correttamente e da ricercatori "seri" premia senz'altro più delle chiacchiere e delle inutili scorribande di alcuni che, neppure hanno il coraggio di interagire "apertamente" con i colleghi, quasi a voler nascondere "probabili" brutte figure che potrebbero fare... in un confronto-valutazione senza remore e, soprattutto, "con dati alla mano". Al contrario, "scappano a gambe levate" e...il motivo non è dato saperlo: magari il timore di non essere aggiornati e preparati a sufficienza?
Due conferenze da non perdere vengono ricordate dal Dr.Carlo Sabadin e sono le seguenti:
- 27.02.2005: Terzo Convegno Nazionale a San Lazzaro di Savena (BO)- "Miti leggende e Misteri dello spazio e del tempo", organizzato da Libero Arbitrio e Gruppo Camelot,
- 16.04.2005: Lampugnano (MI)- "Simposio nazionale Cerchi nel Grano", con la partecipazione di Alessandro Luè (ricercatore indipendente, membro Gruppo Camelot, collaboratore X-COSMOS).
Ma molti altri saranno gli appuntamenti a breve....
“Convegno Nazionale di Ufologia, Terza Edizione: Miti, Leggende e Misteri dello Spazio e del
Tempo”, relatori vari, San Lazzaro di Savena (BO), 27 febbraio 2005,
a cura di Carlo Sabadin, (Gruppo Camelot, Fondazione Sentinel Italia e HWH22)
[report tratto dal sito web Forum Camelot: www.forumfree.net/?t=3025332
]
Estremamente interessante, questa terza edizione dove, ricercatori conosciuti e affermati, sono giunti da diverse parti d’Italia per presentare “il punto” delle loro attuali ricerche. E, le relazioni presentate, non sono –certamente- state noiose o datate come –pare!- avvenga in parecchie situazioni similari. Al contrario, abbiamo potuto notare un pubblico attentissimo e davvero coinvolto che, ad ogni occasione utile, proponeva domande, dubbi, riflessioni.
Ma andiamo per ordine.
Annamaria Mandelli (del Gruppo Libero Arbitrio, www.liberoarbitrio.bravehost.com) ha dato il via ai lavori passando la parola al sottoscritto (in qualità di moderatore della manifestazione) e il primo ricercatore, Paolo Bolognesi (Fondazione Sentinel Italia, Gruppo Camelot) ha introdotto la tematica generale, della ricerca ufologica degli ultimi 50 anni, con accenti seriamente critici per ciò che attiene lo stato “attuale” della ricerca. Il noto ufologo ha, quindi, elencato le varie ipotesi introducendo la sua personale visione del problema (in un’ottica di spiegazione “intermedia” e, decisamente, “terrestre” del mistero UFO) con riferimenti e fonti documentatissime.
Un viaggio “affascinante” che spazia dalla clipeologia, all’archeologia misteriosa, alla biologia molecolare per discutere –in maniera estremamente seria- del vero valore del darwinismo e, se possibile, rilanciare temi ufologici –molto cari a chi vi scrive- come quello della “retroingegneria”.
Il secondo relatore della manifestazione, Massimiliano Cattelan, era alla sua prima –vera- uscita in veste di “ufologo” e non ha deluso le attese. L’owner del sito Spazioufo,
www.spazioufo.com (recentemente citato nella trasmissione televisiva Voyager di Giacobbo) ha coerentemente riproposto una ricostruzione “impeccabile” di un caso fotografico (noto nell’ambiente ufologico come “Pretto”) che il giovane ricercatore veneto ha scovato -da solo- con grande determinazione.
Una sequenza di immagini ed analisi (svolte da Fabrizio Rondina e Luigi Drago) davvero intriganti che hanno decisamente coinvolto gli appassionati presenti. Corretta anche l’esposizione finale riguardante le diverse ipotesi avanzate dove Cattelan predilige un’interpretazione ETH “classica”. Sicuramente uno splendido esordio per il giovane Massimiliano.
A seguire una “vecchia” conoscenza di chi scrive. Già presente nella seconda edizione della manifestazione (lo scorso anno a Budrio) Franco Almacolle è, senza alcun dubbio, il maggiore esperto di “chupacabras” in questo paese. Con un percorso “anomalo” –se rapportato a chi segue l’iter classico dell’associazionismo- da ricercatore indipendente e, davvero, libero, Almacolle ha studiato per moltissimi anni la tematica, realizzando solidissimi contatti con i maggiori ricercatori del pianeta ed effettuando “prove” sperimentali sul campo per arrivare, alla fine, all’elaborazione di un’interessante ipotesi (di tipo ultra-dimensionale o parafisico) che potrebbe spiegare il mistero.
Con immagini ed illustrazioni che hanno –letteralmente- lasciato il pubblico “a bocca aperta”, un primo, importante, risultato per Almacolle si è poi concretizzato con la presentazione “ufficiale” (proprio a San Lazzaro) del suo “primo” libro: “Predatori di sangue – Il mistero dei chupacabras” (acquistabile anche sul sito
www.gruppocamelot.too.it
). E’ facile prevedere un futuro di meritatissime soddisfazioni per Franco diventato, tra l’altro, membro del Gruppo Camelot.
In un’ottica organizzativa che prevedeva di “toccare” tutte le tematiche e fenomenologie connesse al mistero UFO, non poteva mancare il tema “abduction”. In tal senso, l’ingegner Eugenio Ballini (Fondazione Sentinel Italia, Gruppo Camelot, coordinatore editoriale del giornale ufologico Camelot Chronicles,
www.camelotchronicles.com) ha svolto una relazione “perfetta”. Non solo la ricostruzione del fenomeno “rapimenti alieni” era, per una volta, davvero completa ed organica (con fonti e riferimenti puntuali), ma le stesse “prospettive” future di ricerca diventavano –per tutti- comprensibili e chiare. Niente “fumo” quindi come, troppo spesso, in giro, succede. Solo dati precisi, pubblicazioni scientifiche, ipotesi coerenti e “piani di lavoro” in piena realizzazione.
Ballini è autore di un importante articolo “tecnico” (“Brain Fingerprint: Un nuovo strumento per l’ufologia scientifica” – vedi
www.europeanufosurvey.com/en/abduction.php) che ha avuto l’onore di pubblicazione su prestigiosi siti internazionali come European Ufo Survey
(www.europeanufosurvey.com).
E, proprio in relazione a questo importante sito di ricerca internazionale, abbiamo avuto un piccolo “fuori programma”. Ballini ha precisato come, i responsabili del sito in oggetto, abbiano segnalato una spiacevole (e, per certi aspetti, decisamente disgustosa!) situazione. Si tratterebbe di una “traduzione non autorizzata” dell’importantissimo documento scritto dal Dr.Gaugain (vedi:
www.europeanufosurvey.com/en/physics.php
) intitolato "Unified Dirac-Maxwell Field as Space-Time Portal".
Una “sedicente” associazione ufologica avrebbe non solo tradotto (sorvoliamo sul livello della traduzione….) il lavoro senza alcuna autorizzazione (“prassi” forse non facilmente comprensibile per “qualcuno” ma rispettata in tutti i consessi civili editoriali…) ma si sarebbero dimenticati il nome dell’autore! La cosa è agevolmente comprensibile: senza citare l’autore di un lavoro scritto in una lingua straniera….. la semplice traduzione sembrerebbe un lavoro “originale” in italiano e, un lettore qualsiasi, potrebbe tranquillamente attribuirlo alla… “sedicente” associazione ufologica.
Sicuramente la cosa avrà conseguenze (European Ufo Survey è estremamente attenta nel proteggere i propri autori) ma, già durante il Convegno di San Lazzaro, la sensazione di “reale disgusto” per simili patetiche e ridicole operazioni (vere e proprie “appropriazioni indebite di lavoro altrui”…) era, per appassionati e addetti ai lavori, palese e palpabile.
Ma, tralasciando il peggior folklore e dilettantismo ufologico in circolazione, ritorniamo all’ufologia “seria” fatta da ricercatori “seri” come sono stati i diversi relatori della manifestazione in oggetto. Tra questi i “ragazzi” di Hwh22
( www.hwh22.it ) hanno sicuramente lasciato il segno. Attraverso una precisa panoramica ricostruttiva, Fabrizio Rondina (vero “deux ex machina” del Gruppo), ha presentato Hwh22 mostrandone l’evoluzione storica, lo sviluppo, le attuali attività e prospettive future. L’impegno e la coerenza hanno sempre caratterizzato il lavoro del gruppo che è arrivato, in tempi brevissimi, a diventare un vero punto di riferimento, a livello nazionale, per le analisi video-fotografiche.

Ma non va dimenticata l’attività di ricognizione sul campo (in aree di interesse ufologico, costantemente monitorate) come Tiziano Vidali ha correttamente esibito attraverso una serie impressionante di immagini e video “non convenzionali” che hanno catalizzato l’attenzione del pubblico. Infine, Ivan Diceglia (molto apprezzato, insieme a Vidali, al recente convegno di Seregno) ha presentato alcuni “cerchi” nazionali come Panocchia e Pontecurone che tanto hanno fatto discutere la scorsa estate. Anche in questo caso serietà e professionalità ai massimi livelli: dati, analisi (ricordiamo che il Gruppo Camelot ha fatto realizzare analisi da laboratori qualificati e le ha pubblicate), ipotesi coerenti.
Ciliegina sulla torta un’indagine su una “misteriosa” impronta rilevata nell’Oltrepò pavese e, non dimentichiamo, il pezzo forte (dell’ormai sempre più bravo “relatore” Diceglia) del “crop fantasma” (una divertente ricostruzione su come NON si debbano fare le indagini…).
Assente per impegni personali Franco Bertelegni (ma con noi… nello spirito!) sono, comunque, state mostrate delle “sue” interessanti immagini (riprese direttamente da Bertelegni e debitamente analizzate). Ottima prestazione –come sempre- di Hwh22… di cui mi onoro di essere diventato “membro effettivo”.
Arriviamo alla relazione forse più attesa della giornata: quella di Maurizio Baiata.
Presentare Maurizio è un’impresa titanica tante sono le cose che ha fatto –e continua a fare- nel mondo ufologico. Diciamo, molto semplicemente, che Maurizio è in un certo senso- l’Ufologia. O, se volete, una parte fondamentale dell’Ufologia… quella parte di ufologia fatta dai Corso, dai Simposi di San Marino che facevano la differenza, dalle riviste che, con la sua direzione, vendevano decine di migliaia di copie, delle trasmissioni televisive dove si parlava –ancora!- di UFO.
Insomma… quel periodo che molti di noi ricordano come il “momento d’oro” della ricerca ufologica in questo paese: a metà degli anni ’90. Ma un certo ottimismo per rivivere una tale “splendida” stagione l'ho rivisto, proprio domenica a San Lazzaro, nella passione e determinazione dell’intervento di Maurizio. Anzi, un piccolo problema tecnico –che ha reso impossibile la visione di alcune cassette- è stato, forse, lo spunto per rendere memorabile la sua relazione dove, assolutamente a braccio, ha “incollato” alla sedia pubblico e addetti ai lavori. Con la forza delle idee, con la conoscenza diretta di persone, luoghi ed eventi (e sono pochissimi quelli che possono vantare tali “contatti”), con la “voglia” –sempre e comunque- di andare avanti.
Chi scrive –è notorio- non la pensa, su molte cose, come lui (e alcuni nostri “battibecchi” durante la conferenza sono emblematici), i nostri approcci sono, probabilmente, molto diversi ma, solo con il confronto, è possibile fare qualche passo avanti. Come penso sia avvenuto domenica su un tema, solo apparentemente, lontano dal mio “modus” di fare ufologia: la problematica del contatto. In quest’ottica approcci, metodologie e impostazioni diverse possono, forse non coincidere, ma alla fine permettono quel salto di qualità che tutti andiamo cercando. Ecco, credo che sia successo questo a San Lazzaro.
Ma ritornando al Convegno non posso –oggettivamente- ricostruire (e tanto meno riassumere) le tante cose dette da Baiata. Posso però dare un ”consiglio” a quelli “sfortunati” che non hanno potuto assistere a quella che –parere personale… credo condiviso da molti- penso possa essere definita una delle più belle conferenze che abbia visto negli ultimi anni: è nata una nuova rivista, per ora solo in abbonamento, dove lo spirito, il coraggio, la passione di Maurizio sono dalla prima all’ultima pagina.
La rivista si chiama Dna Magazine e il sito è www.dna.it. Vi consiglio caldamente di acquistarla.
Un ultimo doveroso ringraziamento a Serena Tracchi e ad Annamaria Mandelli per la squisita ospitalità e, mi raccomando, ci vediamo il prossimo anno!
“I Rapimenti Alieni”, relatori: G.D’Ambrosio, L.Pallotta ed E.Ballini, Codevilla (PV), 25 marzo 2005,
a cura di Sabrina Biganzoli, (Gruppo Camelot e Fondazione Sentinel Italia)
[report tratto dal sito web Forum Camelot: www.forumfree.net/?t=3280675
]
.....ed è per questo che a volte si dice "non ci dobbiamo fare mancare niente", quando si può, quando si deve, ma soprattutto quando si è motivati e nulla deve essere lasciato al caso.
Questo è l'intento superato a maggiori voti visto l'entusiasmo collettivo ottenuto, sabato 26 marzo u.s. a Codevilla (PV), in un’interessantissima conferenza che ha trattato il fenomeno dei "Rapimenti alieni", con relatori professionisti nel campo che scientificamente dimostreranno l'importanza di tale fenomeno che, soprattutto in quest'epoca conflittuale per ragioni diverse e svariate, resta motivo di studio e di apprensione a livello internazionale nonostante la parziale evoluzione che ha subito il settore negli ultimi anni;
grazie anzi direi soprattutto a ricercatori d'eccezione che non si sono arresi davanti alle apparenti e oramai scontate metodologie di approccio ai casi di IR4 come la Dott.ssa Giulia D'Ambrosio (PARSEC) che siamo stati veramente onorati di ospitare in conferenza.
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Per rafforzare e confermare la sostanza della ricerca sul fenomeno relazionano inoltre, in modo preciso e professionale, la dottoressa Lavinia Pallotta (Fondazione Sentinel Italia, Gruppo Camelot) e l'Ing. Eugenio Ballini (Fondazione Sentinel Italia, Gruppo Camelot coord.edit. Camelot Chronicles).
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Introduce in modo ineccepibile la serata Luigi Drago (Gruppo Camelot e Fondazione Sentinel Italia), presentando la casistica dei fenomeni di abduction ricordando in primis il caso che aprì, per un certo verso, la grande storia controversa degli incontri ravvicinati con presunti alieni, ovvero nel 1961, la vicenda di Betty e Barney Hill; prosegue con Travis Walton per passare a Whitley Striber: tutti casi con esperienze di rapimento con travaglio psicologico non indifferente e per rafforzare la tesi che proprio di "sciocchezze" non si tratta, cita grandi ricercatori e luminari come Budd Hopkins e John Mack che al loro attivo hanno studi sui rapimenti, conferenze, ricerche e libri pubblicati che meritano di essere letti e approfonditi.
Prosegue l'interessante conferenza la Dott.ssa Lavinia Pallotta con un approccio antropologico al fenomeno, la quale definisce "inquietante" la realtà dei rapimenti dove, dopo anni di ricerca si evidenzia una realtà fisica del fenomeno, mostrando da parte degli addotti ricordi coscienti, marchi e cicatrici sul corpo quasi ad evidenziare un’interazione con queste entità attraverso sperimentazioni chirurgiche; casi degni di studio quindi, sottolineando anche presunti impianti negli addotti quasi a dimostrare una certa interazione tra "rapito-e-rapitore". Rileva inoltre, la Dott.ssa L.Pallotta l'importanza di comprendere l'addotto sotto il profilo psicologico, aiutarlo e supportarlo là dove è possibile; a tutt'oggi esistono analisi oggettive ad uno stadio ancora iniziale, è necessario prendere atto di realtà correlate che non vengono mai associate.
Per capire e studiare meglio la fenomenologia, importante è sottolineare la comparazione dei casi di abduction nelle diverse culture, dagli indiani d'america agli aborigeni, come evidenzia John Mack che propendeva per una soluzione positiva del fenomeno, al contrario di altri ricercatori come Derrel Sims.
Diversi sono i riscontri che ritroviamo nelle persone addotte, nuovi stimoli su tematiche sociali umanitarie, cambiamenti interiori ...e ancora rapiti che sembrano trovare giovamento da terapie di abduction, ricordi di esperienze positive, alieni che si presentano in un'ottica insegnante e addotti che sentono quindi il bisogno di continuare a rimanere in contatto....malgrado questo non si può certo affermare che "i prescelti" siano persone speciali; esiste un confine sottile, una correlazione tra "l'esperienza dell'addotto"e "l'esperienza del contattismo".
John Mack nelle sue comparazioni si è sempre concesso il beneficio del dubbio, sfuggono ancora gli elementi per la chiave di volta solutiva; più informazioni conglobiamo, più ci arricchiamo di esperienza che è la più grande fonte di informazione nonostante tutte le sue difficoltà oggettive.
Abbiamo bisogno di un approccio scientifico come punto fermo per tutto il mondo ufologico e non solo.
Segue l'ordine dei relatori l'Ing. Ballini Eugenio che in modo preciso e ben delineato, introduce la rivista ufologica degna di nota "Camelot Chronicles",
www.camelotchronicles.com
, che si è distinta negli ultimi due anni su web per la professionalità e la ricerca nel settore ufologico, grazie al team di redazione e alla collaborazione di ricercatori seri e motivati.
Accenna a casi di abduction a partire dal periodo medioevale fino ai nostri giorni, dimostrando a livello scientifico l'approccio al fenomeno, ovvero la probabilità di tener conto di uno "strumento scientifico per l'ufologia scientifica".
È quindi con meritato orgoglio che l'Ing. Ballini presenta il suo lavoro inerente al rivoluzionario rivelatore di impronte celebrali, correlato al mondo ufologico in questo caso, il Brain Fingerprint, ovvero un sistema di testing, con sistemi hardware, programmi software e algoritmi, che in modo non invasivo misura l'attività cerebrale rilevando le differenti memorie in diverse zone del cervello, separando quelle vere da quelle false, usato già in america in diversi ambiti, soprattutto medici e legali, sviluppato dal Dr. Farwell ed il suo team presso l'università dell'Illinois.
Lo strumento mostra un’esattezza di risultati ottenuti in tutti i soggetti con una risposta certa e positiva. L'interesse mediatico è incrementato soprattutto quando è stato usato in ambito legale, discriminando con i suoi test il detenuto Harrington da un'accusa di omicidio.... (interessante articolo a riguardo sullo speciale Abduction di Camelot Chronicles).
Piccolo, ma essenziale intervento del Dr. Carlo Sabadin (Fondazione Sentinel Italia, Gruppo Camelot e HWH22), che sottolinea la pericolosità dell'argomento trattato in questa serata.
Sinceramente preoccupato dell'enorme "ufologia spazzatura" che ci circonda, sottolinea di diffidare dei bei racconti senza sostanza narrati su qualche mailing-list pseudo-ufologica e di badare soprattutto alla sostanza e alla professionalità che solo pochi ed esclusivi gruppi di ricerca, supportati da test e pubblicazioni scientifiche, presentano.
Infine, ultimo intervento in ordine di apparizione, la ricercatrice nonché psicoterapeuta Dott.ssa Giulia D'Ambrosio, con vasta formazione sui casi di IR4; il fenomeno degli incontri ravvicinati è ormai ufficialmente riconosciuto, in quanto inserito nel DSM IV, manuale internazionale di classificazione dei disturbi psichiatrici usato dagli addetti ai lavori, essendo il fenomeno una sindrome che interessa il campo della psicoterapia e della psicologia.
Dal 1997 esercita il ruolo di medico psichiatra e psicoterapeuta, non inserita in una corrente di pensiero generale e scettica verso una metodologia di studi americana troppo superficiale, per alcuni versi.
Racconta dell'incontro con Derrel Sims, dalla sua "necessità" di dover uscire da una sua situazione particolare. Giulia si interroga sulla letteratura americana troppo generalizzata, troppe storie inventate, troppe "ipotesi personali" date per scontate come fossero realtà assodate, ipotesi basate sul niente.
Spiega di incontri di ricercatori, psichiatri come Hopkins e Mack che si ritrovano a fare sedute ipnoterapeutiche insieme, racconta di una grande persona come J. Mack, che si stupì di rinvenire una correlazione tra "l'avvistamento UFO " e "l'incontro ravvicinato"; all'inizio assolutamente scettico ed in seguito possibilista con dubbi e sensazioni che ci fosse "qualche cosa di più" da
cercare...... probabilmente si è avvicinato a questo lato oscuro......, la sensazione della Dott.ssa D'Ambrosio è che per scelte personali, lui abbia deciso di non parlarne mai.
Parla di miti da sfatare come "l'ipnosi che fa emergere i ricordi....che non esistono", di ipnosi che condizionano il paziente, delle memorie salvaschermo, esempi di sdoppiamento e periodi di missing-time da parte degli addotti.
Sottolinea inoltre che qualcuno potrebbe giocare con le nostre menti ed esserci la possibilità che le nostre percezioni siano alterabili....ed inoltre potrebbe esserci "qualcuno", da qualche altra parte, in grado di prelevarci degli "strati" e formare particolari di un ricordo, ritrovando poi così dei soggetti consapevoli di "esercitare"qualche cosa per cui non hanno mai "studiato".
Accenna ad oggetti trovati nei pazienti addotti, non necessariamente impianti, ma sottolinea che rimane sconosciuto lo scopo per il quale vengono lasciati. Ulteriore ricerca è necessaria per lavorare sugli aspetti "non fisici" del fenomeno, mantenendo un'integrità interiore alla quale agganciarsi.
Il lato oscuro delle Abduction è ancora tutto da esplorare, è in costante fase di approfondimento e lavorazione. Certo è che diverse sono le esperienze fisiche, diverse sono le esperienze spirituali, diverse sono le forze che "stanno dietro a tutto ciò" e a servizio di qualcosa di molto più oscuro, ma esistono "belle situazioni di emergenza" che sono state individuate che non ci è dato sapere perché non siamo ancora pronti per affrontare "situazioni di questo tipo".
La conferenza chiude con un'ultima nota del Dr. Carlo Sabadin che denota la professionalità, l'integralità e l'equidistanza esemplare dei relatori in base all'approccio scientifico e antropologico del fenomeno, ma soprattutto per l'eleganza per la quale si differenziano nella scelta tecnica e di spessore degli argomenti trattati, a differenza di alcuni nostri ricercatori "italiani" che non hanno mai pubblicato nulla, per questo motivo irrilevanti.....(...)
“L'entusiasmo è la forza che ci guida verso la vittoria finale”, Il cammino di Santiago di Paulo Coelho
“Simposio Nazionale Cerchi nel Grano”, relatori vari, Milano, 22 aprile 2005,
a cura di Stefano Panizza e Cristian Vitali, (Centro Studi Fortiani)
[report tratto dal sito web del Centro Studi Fortiani: www.centrostudifortiani.it/Simposio-Crop2005.htm
]
Prima parte a cura di Stefano Panizza
L'evento, ottimamente organizzato dall'associazione Sviluppo Cultura di Milano, si è svolto nell'accogliente sala conferenze dell'Istituto Onnicomprensivo di Via Natta 11. A far da cornice alla manifestazione un’importante presenza di pubblico che ha gremito la platea fin dall'inizio dei lavori.
La giornata si è aperta con la relazione di Marjorie Tomkins, ricercatrice statunitense, ma da anni residente in Italia, su una peculiare evoluzione del fenomeno dei cerchi nel grano che si è avuta, inizialmente, nel nostro Paese ma che, successivamente, è stata osservata anche in altre zone geografiche.
Nel 1998, infatti, hanno fatto la loro apparizione nelle coltivazioni aree dalla forma irregolare, nelle quali le spighe si presentavano schiacciate verso il terreno. Queste macchie informi, apparentemente causate da vento e pioggia, mostravano, però, quelle alterazioni strutturali e genetiche tipiche dei pittogrammi, ampi e complessi, che si creavano, in quegli anni, nei campi inglesi. Tali apparenze finirono, negli anni, con assumere delle figurazioni geometriche più definite, come il rettangolo, per arrivare, negli ultimi due anni, a forme più complesse ed importanti.
In altre parole il fenomeno, secondo l'autrice, si è comportato come un organismo vivente in grado, cioè, di mutare la propria forma, esprimendosi in manifestazioni sempre più evolute, apparentemente condizionato dall'attenzione che si rivolgeva al suo apparire.
Le anomalie più interessanti sono, a suo avviso, la selettività che esso mostra nei confronti delle persone e della strumentazione da queste utilizzate all'interno delle formazioni, dove non tutti vedono o sentono le stesse cose né gli apparecchi registrano le medesime frequenze.
Così come pure la riproducibilità degli eventi sembra estranea a quanto sta accadendo perchè le manifestazioni alle quali si assiste sono, spesso, diverse ed imprevedibili. Fra le stranezze sulle quali si è soffermata, ricordiamo le zolle di terreno espulse dalle cavità al centro dei cerchi, le colonne di luce fotografate nei loro pressi, i suoni senza una provenienza apparente, e a volte armoniosi e modulati, ed il comportamento incerto ed incosciente degli animali.
La relatrice ha voluto concludere sostenendo che il tutto sta ad indicare che, pur di fronte a varie contraddizioni, il fenomeno è una realtà, come dimostrano gli studi scientifici del gruppo americano del BLT, elusiva ed inesplicata. L'ideale testimone è stato, poi, raccolto da Daniel Agesta, missionario gnostico uruguaiano, che ha relazionato sul linguaggio simbolico dei cerchi nel grano.
Secondo la sua opinione essi, creati da "Maestri dello spazio", contengono un messaggio che ha la funzione di risvegliare in noi quella spiritualità che ormai abbiamo da tempo dimenticato.
In particolare questi nostri "Amici Extraterrestri", viaggiando a bordo di potenti astronavi che bruciano l'"etere" come combustibile, creano questi pittogrammi per realizzare scopi ben definiti. Da una parte sono mossi da una curiosità intellettuale verso il nostro comportamento e la nostra cultura, dall'altra vogliono segnalarci, in modo discreto, la loro presenza. Ma, soprattutto, intendono darci una sorta di "sveglia" spirituale affinché possiamo cambiare la nostra vita per indirizzarla verso scopi meno edonistici e materialistici.

A seguire l'intervento a due voci di Alessandro Luè, Gruppo Camelot, e Andrea de Marinis, entrambi del sito internet X-Cosmos.
Con la loro relazione hanno voluto esporre la ricca panoramica dei cerchi nel grano apparsi, nella scorsa stagione, in Italia ed Inghilterra.
Un intervento equilibrato e prudente che ha inteso sottolineare come il fenomeno sia caratterizzato da molto "inquinamento" fatto di false informazioni, creazioni artefatte e superficialità degli studiosi. Tra le caratteristiche più interessanti rilevate, spesso in una sola od in poche occasioni, la piegatura delle spighe non a spirale ma ad "esse" (Acqui Terme), il riproporsi del pittogramma nello stesso campo dell'anno precedente (Sabaudia e Pordenone dove, cosa curiosa, il contadino ha cercato, un po’ ingenuamente, di rialzare le piantine ad una ad una per salvare il raccolto), la rilevazione, da parte di un radioestesista, di una non ben identificata forma di energia (Fossano) e la produzione e vendita di t-shirt commemorative dell'evento (Panocchia).
Si è proseguito citando il primo cerchio nel riso (Vigevano), le anomalie elettriche certificate dai tecnici dell'ENEL nella notte in cui il pittogramma si è formato (Desio), per concludere con la replica, sul terreno, della stessa figura di un precedente agroglifo (Malandriano).
La stagione inglese è stata, invece, caratterizzata dalla presenza massiccia dei falsari, capaci, anche, di realizzare forme particolarmente complesse, dalla polizia spesso indifferente alle chiamate dei contadini che assistevano impotenti alla devastazione dei loro raccolti e dalla creazione di un pittogramma in notti successive.
In conclusione siamo di fronte ad un fenomeno sempre più articolato, dove le domande ed i dubbi aumentano in confronto alle pochissime certezze, e dove la presenza, illegale e moralmente condannabile, dei "circlemakers" sta rendendo la ricerca della verità estremamente difficile.
A seguire Adriano Forgione, direttore della rivista Hera, che ha illustrato......
[NdR: il report della conferenza continua sul sito: www.centrostudifortiani.it/Simposio-Crop2005.htm
]
“Ufologia, Misteri, Crop e .....
Informazione”, relatori: E.Ballini, Codevilla (PV), 22 aprile 2005,
a cura di Sabrina Biganzoli, (Gruppo Camelot e Fondazione Sentinel Italia)
[report tratto dal sito web Forum Camelot: www.forumfree.net/?t=3453402
]
Sempre nel suggestivo oltrepò pavese, prosegue il ciclo di conferenze organizzate dal Gruppo Camelot, all’insegna della corretta divulgazione del fenomeno UFO. Questo venerdì 22 aprile in località Codevilla (PV), tre relatori di notevole fama e “autorevolezza”, hanno presentato delle tematiche degne di nota con interessanti sviluppi nel tempo. In ordine alfabetico: Ing. Eugenio Ballini (Gruppo Camelot, Fondazione Sentinel Italia e Coordinatore Camelot Chronicles,
www.camelotchronicles.com
); Alberto Pilolli (ricercatore indipendente); Dott. Carlo Sabadin (Gruppo Camelot, Fondazione Sentinel Italia e HWH22).
Dà inizio alla stimolante serata l’Ing. Ballini, introducendo l’imminente avvenimento europeo dell’European UFO Congress 2005, organizzato da OVNI Marne
( www.les-repas-ufologiques.com
), che si svolgerà in Francia.... esattamente al salone delle esposizioni di Chalons en Champagne, alla quale il Gruppo Camelot partecipa in qualità di Gruppo italiano di ricerca d’avanguardia, grazie alla collaborazione con una delle più grandi organizzazioni europee, l’European Ufo Survey, con la quale il gruppo Camelot collabora in modo continuativo e professionale. Questa manifestazione è davvero peculiare e, rimane, una delle più importanti conferenze europee; tre giorni no-stop di presentazione del fenomeno con interventi di alto livello, dove i migliori nomi di spicco mondiale si alterneranno con dibattiti, conferenze, proiezioni audiovisive e documentazioni al fine di dare a tutti gli appassionati dell’ufologia - e perché no!- anche agli addetti ai lavori, la possibilità di capire meglio incongruenze e misteri.... Il Gruppo Camelot è onorato e motivato “versus” la strada intrapresa, senza esclusione di colpi, al fine di portare il fenomeno in superficie, nonostante le diverse azioni di debunking da parte di pseudo-gruppi ufologici e ricercatori poco informati, dediti a screditare “una realtà scomoda”.
Prosegue la serata Alberto Pilolli, ricercatore e studioso di documentazioni delle missioni della NASA, dando al fenomeno un’interpretazione personale. In particolar modo, presta la sua attenzione sulla missione NASA dell’anno 2000, riguardante l’asteroide Eros. Molte sono le incongruenze riguardo a questa missione, a partire dalla divulgazione delle fotografie dell’asteroide che, pur essendo circa 160.000, il sito ufficiale ne pubblica “solo” un numero come 160.... Il 20% di queste immagini mostrano oggetti abbastanza singolari per essere considerati “solamente” massi e pietre. In alcuni crateri compare “qualche cosa” che non sembra corrispondere ad una struttura rocciosa. Mostra altre fotografie con oggetti similari a sfere, protuberanze singolari e foto che ipotizzano una possibile torsione. Evidenzia formazioni in pietra disposte quasi in modo intenzionale, con forme pronunciate, che si distinguono dagli altri; inoltre elaborazioni al computer distinguono presenze di “macchie scure” senza una spiegazione plausibile e tracce di presunti atterraggi di oggetti metallici con dimensioni notevoli. Ad avvalorare l’ipotesi che “qualche cosa di non chiaro” sia accaduto, rimane anche l’”oscuramento” delle fotografie fatte dal satellite quando si è avvicinato all’asteroide in più di un’occasione. Il Sig. Pilolli ha lavorato e studiato a lungo il fenomeno, e resta convinto che non tutte le informazioni siano state divulgate. Qualcosa di oscuro è stato elaborato e sperimentato al di fuori dei nostri cieli.... Esiste anche una controversa corrispondenza avvenuta tra il ricercatore e la NASA la quale fa pensare che diverse anomalie esistono, avvalorando questa tesi in modo “quasi” inconfutabile.
In conclusione della serata, relaziona il Dott. Carlo Sabadin che mostra le conclusioni di un lavoro di ricerca relativo al noto caso del “Philadelphia Experiment”, fatta personalmente con uno studio ed un approfondimento durato per ben 5 anni, che apporta nuove ipotesi riguardanti le controverse dichiarazioni del “presunto” avvenimento. La “storia” narra di un primo libro di C. Berlitz, pubblicato alla fine degli anni 70’, che mette in luce, con una documentazione abbastanza esaustiva, l’ipotetica materializzazione e “smaterializzazione” di una nave militare; nella stessa direzione altre pubblicazioni di grande tiratura come “Il triangolo maledetto e altri misteri del mare” e la versione cinematografica del ‘84 (“The Philadelphia Experiment”), raccontano il fenomeno. I fatti, invece, sarebbero antecedenti; esiste la corrispondenza, divulgata dal Dott.Jessup, di Carlos Miguel Allende che racconta in alcune lettere di questo esperimento (che avrebbe prodotto la completa sparizione della nave dove i componenti dell’equipaggio rimasero in seguito psicologicamente “disturbati”.... altri scomparvero). Allende sosteneva di esserne stato testimone e inoltre raccontava di un interessamento degli ufficiali di marina alla “sua” versione ma le circostanze vogliono che Jessup muoia poco dopo in modalità misteriose (siamo negli anni ’50).
Allende non si dà per vinto e continua a mandare queste sue testimonianze scritte a diversi ricercatori, tra cui J.Vallè il quale svolge un lavoro di indagine davvero interessante, pubblicato sul JSE. Una ricostruzione dove la missione “top secret” era una “semplice” contromisura per rendere “radaricamente” invisibile la nave (l’Office of Naval Research” parla, in proposito, di un esperimento di routine). Ancora oggi non è un caso “metabolizzato” da tutti. Si ha la sensazione che manchi qualcosa e testimonianze nuove ed accreditate potrebbero aprire nuove possibilità di sviluppi. Dal lavoro attento del Dr. Carlo Sabadin, emergono nuove testimonianze come quella della Dott.ssa Ravazzini che, allora venticinquenne, era in contatto con un docente davvero “importante”: Cesare Musatti.
Secondo questa testimonianza Musatti fu contattato per eseguire un lavoro di studio clinico sui marinai del cacciatorpediniere, vittima del presunto teletrasporto, nei quali si erano verificati strani scompensi psicotici; in seguito viene considerato tecnicamente uno studio clinico su tali casi. Cesare Musatti viene allontanato nel ’38 dal laboratorio di psicologia di Padova in quanto ebreo ed identificato nel dossier della polizia fascista come sovversivo. Parte la campagna antisemita e si rifugia ad Ivrea da Adriano Olivetti; “nonostante il periodo fascista”, Musatti riesce in quel periodo ad essere consulente di psicologia del lavoro. Strane correlazioni emergono tra Musatti e Olivetti il quale si imbarca per l’America alla fine degli anni ’30, si appassiona del “Fordismo” (e anche del “Taylorismo”) e tornato in patria lo applica alla storia “industriale” italiana. Molti particolari risultano dunque interessanti: esiste una correlazione tra il periodo storico dell’evento del “Philadelphia Experiment”; il rapporto tra Musatti ed Olivetti; i due nonostante l’origine ebrea, entravano ed uscivano dall’Italia nel periodo fascista senza particolari precauzioni. Olivetti possedeva una tra le più imponenti biblioteche esoterico-misteriose in circolazione, nel ’55 apre un laboratorio di ricerca elettronica a Pisa, costituisce la Telettra e, nel ’59, è la persona che costituisce il primo calcolatore elettronico sviluppato a livello commerciale. Quindi, per concludere, questa “sua” dimestichezza con l’elettronica, appoggiata alle sue conoscenze, “dirette” e documentate, con i massimi livelli dei servizi segreti americani in Europa, i ripetuti viaggi oltreoceano e l’amicizia con Musatti, che si sarebbe occupato dello studio clinico/psicologico dei membri della nave militare oggetto del “Philadelphia Experiment”, fanno pensare ad un “diverso” sviluppo delle note vicende che, in una versione “scettico-razionale” piuttosto nota, hanno trasformato un “presunto” esperimento super-tecnologico in un puro fenomeno di “routine” o, peggio, nel risultato di una semplice “truffa”.
“Il desiderio allo stato puro è difficile da individuare, si individua nel momento in cui diventa prepotente e si sfascia tutto....” C. Musatti – Girasoli
“Misteri dei Cerchi nel Grano”, relatori: A.Luè, S.De Marinis e N.Duper, Cerro Maggiore (VA), maggio 2005,
a cura di Sabrina Biganzoli, (Gruppo Camelot e Fondazione Sentinel Italia)
[report tratto dal sito web Forum Camelot: http://www.forumfree.net/?t=3650765
]
Questa domenica 22 maggio, si è svolta un'interessante conferenza all'insegna di una grande parola d'ordine: la conoscenza....
I ragazzi del portale di X-Cosmos hanno organizzato a Cerro Maggiore (Mi), insieme all'associazione culturale "Insieme per Cerro e Cantalupo"una giornata no-stop per allargare l'informazione –e a 360°- riguardante la fenomenologia dei Crop Circles che rimane tuttora avvolta nel mistero forse in modo.... forzato.
Apre la giornata una esaustiva mostra fotografica con proiezione di filmati che spiegano l'importanza delle indagini sul campo e il coinvolgimento "speciale" che hanno con questo fenomeno i diversi ricercatori. Alessandro Luè (Gruppo Camelot/ X-Cosmos) si alterna in una interessante conferenza "a due voci"con il suo compagno di lavoro Andrea De Marinis (X-Cosmos). I due ricercatori, impegnati da anni nella ricerca sul campo, studiano questo complesso fenomeno che ha avuto il suo fiorente sviluppo soprattutto nel sud dell'Inghilterra per poi ampliarsi anche in altre parti del mondo.
Interessanti formazioni hanno radici nei secoli passati. Dapprima solo semplici e circolari, i crop circles appaiono già intorno al 1680 per evolversi, negli anni, in formazioni sempre più complesse e per trasformarsi anche in simbologie (con una svolta “notevole” del fenomeno intorno agli anni 90'): un'evoluzione "dei cerchi nei cerchi"... Grano ma non solo grano", in effetti, sembra che il fenomeno colpisca anche i campi di mais, di colza, patate (ecc., ecc..), per finire ai cerchi nell'acqua o nel ghiaccio....evidenziando delle caratteristiche fisiche, anomalie, nonché sfere di luce e presenza di microsfere di silicio; inoltre testimoni raccontano di particolari esperienze all'interno delle formazioni come ad esempio "cerchi alla testa" e "particolari melodie in sottofondo"... In questo campo, spiegano Luè e De Marinis, la ricerca è ancora aperta, molta è la strada ancora da percorrere.... L'interessamento al fenomeno da parte dei militari e della protezione civile fa pensare che le "presunte" forze che intervengono nella realizzazione di queste formazioni siano, in parte, relazionabili al sistema aereo-militare e ai servizi segreti; nulla però deve essere scontato e sottovalutato verso la "corsa alla conoscenza"; al fine di non produrre allarmismi inutili e senza fondamenta solide.
Carrellata suggestiva dei crop circles più significativi e con effetti “sublimali”, mettono il pubblico in una condizione di grande interesse. Il fenomeno, da pochi anni, interessa anche il nostro territorio nazionale dove, molto spesso, durante la realizzazione dei pittogrammi, si registrano bagliori o avvistamenti di oggetti non identificati nei cieli. Formazioni che appaiono in diversi luoghi e territori del mondo, mantenendo però le stesse caratteristiche fisiche e geometriche. Inquietante e sconcertante, sottolineano i due relatori è l'interesse al fenomeno da parte dei circle makers (ufficiali o non), vandali –in buona parte- a tutti gli effetti che, con le loro prodezze "artistiche" rischiano -e in parte lo hanno già fatto- di inquinare ed insabbiare una reale ricerca che non è ancora strutturata e ben definita, creando dei danni sotto tutti i suoi punti di vista: da quello mistico-esoterico a quello scientifico.
Esiste una minima percentuale, ma esiste, di formazioni che presentano delle anomalie che non sono riproducibili quindi dimostrano la non-convenzionalità del fenomeno. Fenomeno reale e percepibile a tutti gli effetti ma, allo stesso tempo, denunciano i due relatori, l'esistenza di portali di discredito e debunking che affermano di essere in contatto con veri e propri circle makers che, spacciandosi per artisti, inquinano e creano una vera e propria azione di violazione della privacy nei confronti dei proprietari dei campi interessati alle formazioni.
Quindi è con “dovere” che a questo punto della conferenza, relaziona in modo breve ma esaustivo, il Dott. Carlo Sabadin (Fondazione Sentinel Italia - Gruppo Camelot - HWH22) che spiega e chiarisce il punto fermo della vera ricerca no-profit e che ben allontana l'azione di insabbiamento di presunti gruppi ufologici non ben definiti, dai quali bisogna tenere le distanze. Denuncia un reale danneggiamento e una chiara violazione della proprietà privata con rilevanti ed "ulteriori" risvolti giuridici. Al fine di agevolare le autorità competenti (e i proprietari) a fare chiarezza sull'azione di disturbo riguardo all'invasione terreni privati per "l'elaborazione artistica di pittogrammi" ed essendoci, di questi “presunti” autori, una mole impressionante di “dati pubblici”, verrà costituito un dossier completo di nomi ed indirizzi per eventuali chiarimenti a disposizione di tutti gli organi preposti.
Sostanzialmente, tutte le documentazioni pubbliche (e pubblicate sul web) relative non solo ai noti siti di “infantilismo ufologico imperante” ma anche ad autorevoli organizzazioni scettiche e a nuove “operazioni” web finalizzate a coadiuvare, esaltare, coordinare, occultare, sia per fini propedeutici che per obbiettivi molto meno “nobili” l’attività, vera o presunta, di tali personaggi...“TUTTO" ciò” costituirà parte integrante di questo “interessante” dossier. Disponibile per tutti i proprietari di terreno e… anche a disposizione delle singole stazioni delle forze dell’ordine competenti per territorio. L'opera di risanamento è cominciata e nessun "cialtron-maker"si salverà...: "Cominciamo pure a giocare!"
Infine solo per ordine di apparizione è il noto ricercatore croato Nikola Duper, produttore di video e documentari che, da diversi anni, si occupa della ricerca sul campo ed evidenzia due aspetti importanti: il fenomeno delle sfere di luce e la ricerca legata all'analisi geometrica; risultato importante che dà un'indicazione di comunicazione precisa. Non è propriamente in linea con il pensiero scientifico che definisce che tutto quello che non è riproducibile, non esiste e non si spiega quindi, basandosi su queste affermazioni, l'assiduo interesse di diversi scettici al fenomeno, dimostrando con il loro atteggiamento che proprio di sciocchezze non si tratta. Nonostante ciò, denota da parte di organizzazioni scettiche una certa abilità verso un'azione di discredito del fenomeno. Esistono delle "cose meravigliose" che sfuggono alla nostra percezione riguardo alle sfere di luce che spesso si manifestano sopra alle formazioni; certo è che esistono. Non ci è dato sapere ancora da dove vengono e soprattutto perché; evidenziano movimenti dolci ed intelligenti, quasi intenzionali che agevolano meditazioni all'interno delle formazioni con episodi di equilibrio ritrovato da parte di alcuni testimoni; l'attività celebrale sembra progredire in modo quasi miracoloso. Segue una serie fotografica di episodi con effetti di luce particolarmente inspiegabili, con movimenti singolari che quasi sembrano interagire con le persone.
Elabora e spiega il meccanismo delle famose "cinquine" (cinque elementi) e l'elaborazione conseguente della quadratura del cerchio che viene proposta con una serie di ipotesi nel suo libro da un ricercatore del calibro di M.Glikmann ed i suoi collaboratori. Ovvero riprodurre la quadratura di un cerchio in un quadrato. La geometria è qualche cosa di spirituale, il cerchio rappresenta lo spirito e il quadrato la materia. Duper propende verso una visione positiva del fenomeno; la spiritualità è un momento di notevole spunto e forza che il "mistero" ci offre. Esiste una voglia di cambiamento; una necessità di intraprendere una strada nuova. Ogni persona è differente da un'altra, la strada potrebbe non essere la stessa per tutti ma "dobbiamo" incamminarci al fine di migliorare una terra avuta in prestito, che non ci appartiene e per questo motivo non abbiamo il diritto di distruggerla.
Dalla Biblioteca del Castello
di Camelot:
Recensioni
di Libri Interessanti
- Pag.29
“Predatori di Sangue: il Mistero dei Chupacabras” di Franco Almacolle, pagg., euro 10.00,
a cura di Sabrina Biganzoli,
Franco Almacolle è nato a Prato nel 1962, giovane ricercatore affermato che da anni si affaccia al misterioso campo del fenomeno dei Chupacabras, percorre a ritroso nel tempo, sin dall'antica civiltà dei Cunzas avvenimenti e possibili correlazioni sulla ricerca e lo studio di queste misteriose creature che da anni popolano Cile, Brasile, isola di Puerto Rico ed Argentina.
Descrive con professionalità in modo equilibrato, senza lasciare niente al caso, ondate di episodi "inquietanti" riguardo ad aggressioni animali avvenute in circostanze misteriose e drammatiche che spesso vengono accompagnate da avvistamenti di oggetti non identificati nei cieli.
Il ricercatore descrive testimonianze in modo quasi palpabile al fine di far entrare il lettore in un'ottica che proprio di "cosucce" non si tratta.... è veramente allarmante constatare che diversi di questi avvenimenti vengono correlati a presenze di aerei militari e a visite di "interessanti personaggi" (MIB).
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Diverse teorie sulla loro natura sono state esposte, ma scientificamente non esiste ancora nulla di provato riguardo al fenomeno; alcuni ricercatori affermano di essere di fronte a creature dotate di una biologia molecolare completamente differente e sconosciuta con origini extradimensionali passando dalla provenienza intratererrestre fino alla teoria di creature interdimensionali.
Interessante casistica, ben selezionata e precisa, degna di un ricercatore a tutti gli effetti che cerca con un'interpretazione personale di affacciarsi in questa realtà poco conosciuta necessaria da affrontare, sia in Italia che in altre innumerevoli parti del mondo.
Aspetteremo numerosi la seconda edizione di questo volume come promessa dal motivato autore.
“Archeologia Eretica” di Luc Bürgin, ed. Piemme, pagg. 236, euro 17.90,
a cura di Lavinia Pallotta
Nel nostro Paese, dove ormai quasi non si traducono più libri di ufologia, viene fortunatamente dedicato spazio ai testi dissacranti di archeologia.
Luc Bürgin, giornalista di lingua tedesca autore anche de “Archeologia Misterica” (Piemme) e “Gli Errori della Scienza” (Bompiani), ci regala (ma mica tanto, visto che il libro costa e non poco!) il suo nuovo lavoro, che ha il merito della sinteticità e della esaustività. In esso vengono trattati, con stile scorrevole, che vuol creare una certa “complicità” col lettore, argomenti archeologici più conosciuti, come la camera segreta dentro la Grande Piramide (Bürgin è buon amico di Gantembrink, l’ideatore, un po’ maltrattato, del famoso, e conteso, robot Upuaut), con alcuni, interessanti retroscena, il mistero delle statuette di Acambaro, la carta orografica di epoca preistorica, trovata dal Professor Chuvyrov, ma anche casi meno conosciuti e al pari significativi, come il cosiddetto “teschio di carbone”, la porta di “Hayu Marca”, denominata lo “stargate peruviano”, le mummie nel Grand Canyon, novità sulle Grotte di Burrows e molto altro ancora.
Il ricercatore, e questo va sicuramente a suo merito, si è preso la briga, nella maggior parte dei casi, di interrogare personalmente i testimoni e non manca mai di citare fatti, nomi e cognomi.
Un libro godibilissimo e consigliabile, sia a chi si avvicina all’”archeologia eretica”, come la definisce l’autore, per la prima volta, sia a chi ha già un buon bagaglio culturale a riguardo.
“UFO: Vent’Anni di Indagini e Ricerche (…e qualcosa abbiamo scoperto!)”
di Giorgio Pattera, PPS Editrice, a cura di Carlo Sabadin
Moltissimo materiale interessante in questo libro -opera “prima” del collega Giorgio Pattera- che porta una ventata di “ufologia vera” nel desolante panorama italiano. Nessuna “verità svelata” o solo “strombazzata” come avviene in “altri” casi dove ci si accorge -subito!- delle palesi differenze tra contenitore (la copertina) ed effettivo contenuto (il testo).
Qui, invece, abbiamo -per fortuna!- tanta “ricerca sul campo”, dati, analisi, ricerche. Tutto quello che si dovrebbe -sempre!- fare quando ci si occupa di ufologia E Pattera lo fa, seriamente, realizzando una biografia delle sue ventennali esperienze come ricercatore.
| Passione ed impegno caratterizzano l’approccio del Responsabile Tecnico del Comitato scientifico del CUN, il quale affronta note casistiche internazionali attraverso un up-date decisamente originale (nella parte dedicata alle abduction), noti casi nazionali (come quello di Varzi e quello di Stra) indagati direttamente, la “nuova” fenomenologia dei crop (con casistica non solo italiana), gli avvistamenti più clamorosi del Parmense e della Lunigiana e… molto altro ancora. Si può discutere circa alcune conclusioni, dissentire su altre, avere metodologie e procedure diverse ma non si può, obbiettivamente, criticare il corretto “modus operandi” dell’autore (e, per essere molto “chiaro”, su molte “conclusioni” NON la penso come Giorgio...).
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Ma, comunque, sono -tra le “molte” altre cose- “estremamente” interessanti le analisi tecniche relative ad un noto caso di “caduta di capelli d’angelo” ad Alessandria e -nella stessa ottica- tutta la casistica relativa ai fenomeni anomali di Sassalbo. Una vera “chicca” è, poi, l’appendice dedicata a Roberto Balbi visto dall’autore come il “vero precursore dell’attuale indagine scientifica in campo ufologico”. Tali operazioni di “recupero” di materiale e documentazione mi sono sempre piaciute… perché decisamente meritorie ed utili. Soprattutto per le “nuove generazioni”.
Quindi, in conclusione, un libro da acquistare assolutamente per la vostra biblioteca ufologica.
I miei personali complimenti a Giorgio per il grande lavoro fatto.
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