Numero 9, Anno 2005
Camelot Chronicles

 

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Web www.camelotchronicles.com

Tutti i numeri del giornale aperiodico di ufologia "Camelot Chronicles" si possono scaricare gratuitamente da questo sito in formato PDF e HTML, e si possono trovare in formato cartaceo alle conferenze del Gruppo Camelot e dei suoi Collaboratori

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Attorno alla tavola rotonda:
Interviste a Ufologi Famosi: P.Mantle, L.Pallotta e F.Rondina
(N.d.R.: in questa serie di interviste ogni intervistato si assume la responsabilità di ciò che afferma) - Pag.19

Intervista a Philip Mantle
a cura di Lavinia Pallotta,
[NdR: tratto dal sito web: www.fondazionesentinel.org]
D: Sei un ufologo molto conosciuto e hai lavorato a diversi casi. Uno dei più famosi, naturalmente, è il Santilli Footage che, dopo 10 anni è ancora molto controverso. Dicesti di voler andare fino in fondo al caso, indipendentemente da quanto tempo ci avresti impiegato, C’è qualcosa di nuovo, in proposito?

P.M.: A dire la verità, c’è qualcosa di nuovo. Al momento non posso dire troppo, ma sto lavorando con un produttore televisivo degli Stati Uniti, di nome Robert Kiviat. Speriamo di poter mettere insieme la nostra nuova ricerca per la fine di quest’anno. Nel frattempo Mr.Kiviat è stato intervistato su UFO Magazine degli Stati Uniti. L’intervista verrà pubblicata sul prossimo numero e vi verranno discusse alcune delle nostre nuove scoperte.

D: Il filmato della seconda autopsia è stato mostrato a tutto il mondo. Al contrario, quello della prima autopsia fu mostrato solo ad un ristretto numero di “fortunati”, e tu sei uno di questi. Perché secondo te, Ray Santilli non l’ha mai mostrato al pubblico e commercializzato come la seconda autopsia?
P.M.: Ray Santilli disse semplicemente che avrebbe divulgato quest’altro filmato “al momento opportuno”. Cosa intendesse, naturalmente è aperto all’interpretazione. Potrebbe darsi che stia aspettando di guadagnarci sopra, oppure che nel filmato si veda qualcosa che indicherebbe che si tratta di un falso. In breve, il motivo per cui non l'ha ancora divulgato resta ancora un mistero.

D: Qual è la tua impressione riguardo la prima autopsia?
P.M.: La mia impressione è che sia di qualità migliore, la macchina da presa non va fuori fuoco così spesso. L’ho visto una volta sola, così la mia impressione iniziale rimane la stessa. Potrebbe essere che, dal momento che è qualitativamente migliore, riveli qualcosa che Santilli non vuole farci vedere?

D: Uno dei problemi col Santilli Footage resta ancora la data esatta del filmato. Ci sono tre possibili testimoni che affermano di averlo visto prima del 1995: il sergente Clifford Stone, il tecnico Frank Salla e il famoso fotografo Mike Maloney. Qual è la tua opinione riguardo le loro affermazioni?
P.M.: Non ho motivo di dubitare delle loro affermazioni. Comunque, non c’è alcuna ragione che impedisca a Santilli di risolvere il problema. Un semplice test chimico del filmato rivelerebbe la sua età. Se è precedente al 1950, il filmato varrebbe ancora più denaro, se è posteriore al 1950 non ha alcun valore.

D: Hai scritto un libro a quattro mani con Carl Nagatis, sulle abduction. Fino ad oggi non c’è una prova fisica del fenomeno, ma ci sono diversi tipi d’indizio che suggeriscono che effettivamente c’è “qualcosa” di vero in queste storie.
In Gran Bretagna a quali risultati è giunta la ricerca sulle abduction e che metodi preferiscono usare i ricercatori con i potenziali addotti, per studiare i loro casi?
P.M.: In Gran Bretagna preferiamo ancora non usare l’ipnosi con gli addotti. Capita, ma personalmente non l’ho mai fatto.
Quello che la ricerca sulle abduction ha ottenuto, in Gran Bretagna, è ridurre la stigmatizzazione legata all’argomento. Il risultato è stato che molti ricercatori e media vi hanno prestato una buona attenzione. Sono stati creati gruppi di supporto e gli scienziati hanno cominciato ad interessarsene, mentre prima avrebbero semplicemente ignorato la cosa.
Avendo intervistato molti addotti non dubito, in generale, della loro sincerità, tuttavia non sono convinto che queste esperienze abbiano qualcosa a che fare con esseri provenienti dallo spazio esterno; è più probabile che l’origine di tali esperienze si trovi in una dimensione interna, una specie di stato alterato di coscienza. Speriamo che ulteriori studi trovino una risposta.

D: Alcuni credono in un “lento rilascio d’informazioni” da parte delle autorità. Ciò nonostante non c’è stato ancora qualcosa di “concreto”, un vero cambiamento di atteggiamento delle istituzioni, in materia di UFO. O, al contrario, qualcosa è cambiato?
P.M.: Non lo credo affatto. Se c’è un cover-up, e penso che probabilmente ci sia, si tratta di un cover-up d’ignoranza piuttosto che altro. Onestamente credo che i vari governi del mondo abbiano indagato il fenomeno UFO e siano confusi come noi, ma non oserebbero mai ammetterlo.

D: Il fenomeno crop circle: ci sono molte teorie, anche scettiche, che cercano di spiegarlo. Qual è la tua opinione in merito?
P.M.: Non ho dubbi che la maggior parte delle formazioni sia falsa, cioè siano fatti dall’uomo. Non dico che una piccola minoranza di cerchi semplici non possa essere genuina, se lo sono, sono da ricollegarsi a qualche forma di raro fenomeno meteorologico, ma tutti gli altri sono falsi.

D: In Inghilterra e, immagino, in altri paesi, si sono sempre più persone che affermano di essere i veri artefici di queste straordinarie formazioni e impiegano molto tempo, fatica e, forse, denaro, per realizzarne alcune. Credi che si tratti semplicemente di una ingenua forma d’arte o dietro potrebbe esserci qualcosa di più, magari un tipo di disinformazione?
P.M.: Land-art, malignità e molto altro, ma disinformazione no.

D: Sta lavorando a qualcosa, attualmente, e hai progetti per il futuro?
P.M.: Come accennato prima, sto ancora lavorando al filmato dell’autopsia aliena, e ho scritto un libro a quattro mani con Paul Stonehill intitolato “UFO – URSS”. Vi vengono riportate tutti i casi ufologici nella ex URSS. Verrà divulgato prima come e-book e poi speriamo stampato. Inoltre sto ancora tenendo conferenze in patria e oltremare e collaboro con diverse società di produzione televisiva in Gran Bretagna sull’argomento abduction.

D: La situazione geopolitica internazionale peggiora sempre. Credi che in un tale clima politico, caratterizzato da uno stretto controllo delle informazioni, ci sia un futuro per la divulgazione ufologica ad un più vasto numero di perone, o resterà confinata ad un’élite, come ora?
P.M.: Come ho detto, non credo che i vari governi sappiano molto più di noi. Se stai cercando risposte sul mistero UFO, non rivolgerti al tuo governo, guarda piuttosto altrove.

D: Credi che gli ufologi potrebbero fare qualcosa per migliorare la situazione, oppure non dipende da loro?
P.M.: Gli ufologi sono i loro stessi peggior nemici. Si scontrano e litigano costantemente tra loro. Se solo imparassimo a cooperare apertamente gli uni con gli altri le possibilità di trovare ulteriori risposte ai quesiti ufologici diventerebbe realmente possibile. Ma quel giorno non è ancora arrivato e l’ambito è pieno di battibecchi e calunnie.

[NdR: Se volete accedere a molte nostre ricerche, le trovate sul nostro sito: www.beyondroswell.com, se qualcuno volesse contattarmi direttamente la mia e-mail è: philip@mantle8353.fsworld.co.uk ]

Interview to Philip Mantle
by Lavinia Pallotta,
[NdR: From the web site: www.fondazionesentinel.org]
Q.: You are a very well known UFOs researcher and you have worked on several cases. One of the most famous, of course, is the Santilli Footage which, after ten years still remains very controversial. You said to be determined to get to the bottom of the case, it doesn’t matter how much time it would take. Is there anything new about it?
P.M.: There is, indeed something new. I can’t say too much at the moment but I’m working with a TV producer in the USA by the name of Robert Kiviat. We hope to be able to put together our new research later this year. In the meantime Mr Kiviat has been interviewed for UFO MAGAZINE in the USA and this will be featured in the next issue. Some our new findings will be discussed in this interview.

Q.: The footage of the “second autopsy” has been shown all over the world. On the other hand, the footage of the first autopsy was shown only to a very restricted number of “lucky” people, and you are one of them.
Why, in your opinion, Ray Santilli has never shown it to the public and commercialized it as the second autopsy? 
P.M.: Ray Santilli said he would release this other footage “when the time was right”. What he means by that is of course open to interpretation. It could be that he is waiting to financially capitalise on it, or it could be that there is something visible on the footage that would show it is a fake. In short, why he has not released it still remains a puzzle.

Q.: What was your impression about the first autopsy?
P.M.: My impression is that it is better quality, the camera does not go out of focus so often. I only ever viewed it once so my initial impression remais the same. Could it be that because it is better quality that it reveals something that Santilli does not want us to see?

Q.: One of the questions about the Santilli Footage still remains the exact date of the film. There are 3 possible witnesses who claim having seen the film before 1995: Sgt. Clifford Stone, the technician Frank Salas and the famous photographer Mike Maloney. What is your opinion about their claims?
P.M.: I have no reason to doubt the claims of any of these individuals. However, there is no logical reason why this question could not be resolved by Santilli. A simple chemical test of the film would reveal its age. If it is pre-1950, then the film would be worth a lot more money, post-1950 and it is worthless.

Q.: You co-authored a book with Carl Nagatis, about abductions. Till today we haven’t a physical proof of the phenomenon, but we have different kinds of clues suggesting that there effectivelly is “something” true in these stories.
In England what kind of results has brought abduction research and what kind of methods researchers prefer to use with potential abductees to investigate their cases?
P.M.: Here in UK we still prefer not to use hypnosis with abductees. This does happen but is something I personally have never used. What abduction research has achieved in the UK is to reduce the stigma attached to the subject. Many researchers and the media have given the subject a fair hearing as a result. Support groups have been formed and scientists have taken an interest whereas before they would simply have dismissed it. Having interviewed many abductees I do not, in general, doubt their sincerity, however, I’m not convinced that these experiences have anything to do with beings from outer space, it is more likely that the origin of such experiences lies within inner space, some sort of altered state of consciousness, hopefully further studies will find an answer.

Q.: Some people believe in a “slow release of information” from authorities, yet there hasn’t been something “concrete”, a real change in the attitude of Institutions towards UFOs matter. Or, on the contrary, something has changed?
P.M.: I don’t believe in this at all. If there is a cover-up, and I think there probably is, then it’s a cover=up of ignorance rather than anything else. I honestly believe that the various governments around the world have looked into UFOs and are as baffled as the rest ot us but they would never dare admit it.

Q.: Crop circles phenomenon: there are several theories, also sceptic, trying to explain it. What is your opinion?
P.M.: I have no doubt that most crop circles formations are fake: man made hoaxes. I would not rule out that a small minority of simple circles could be genuine, and if they are then they are related to some form of rare meteorological phenomenon, but all the rest are fake.

Q.: In England as, I suppose, in other countries, there are more and more people claiming to be the real makers of these extraordinary formations, and they are used to spend a lot of time, efforts and may be money to make some of them. Do you think this is just a naïve form of land art, or behind it there could be something more? May be a kind of disinformation?
P.M.: Land art, mischief and a whole lot more but disinformation, no.

Q.: Are you working on something, at the moment, and have you got any project for the future?
P.M.: I’m still working on the alien autopsy film as mentioned earlier and I have co-authored a book with Paul Stonehill entitled “UFO – URSS”. This features all things ufological in the former URSS. It will be released first as an e-book and then hopefully in print. I’m also still lacturing at home and overseas and cooperating with a number of UK TV producer companies looking at the abducion phenomenon.

Q.: International geo-political situation is everyday getting worse. Do you think that in such a political climate, characterized by a strict control of information, there is a future for ufological disclosure to a larger number of people, or it will be confined to an élite, as it is today?
P.M.: As I said, I don’t think that the various governments know much more than we do. If you are looking for answers to the UFO puzzle do not look towards your government, look elsewhere instead.

Q.: Do you think ufologist could do something more to improve the situation, or it doesn’t depend on them?
P.M.: Ufologist are their own worst enemies. They constantly fight, argue and bicker among themselves. If only we could learn to cooperate openly with each other then the possibility of further ufological questions being answered would become a dinstinct possibility. But that day has not yet arrived and the subject is riddled with bickering and back-biting.

If you would like to have access to a lot of our research then it is featured on our web site at: www.beyondroswell.com 
If anyone would like to contact me direct my e-mail is: philip@mantle8353.fsworld.co.uf 




Intervista a Lavinia Pallotta 
a cura di Gianluca Santaniello,
[NdR: tratto dal sito web: www.nonsiamosoli.com ]

D: Chi è Lavinia Pallotta? 
L.P.: Sono nata a Milano, nel ’73, e mi sono laureata in Lingue e Letterature Straniere, all’Università degli Studi di Pavia con una tesi su “Clarissa di Samuel Richardson” e dunque la nascita del romanzo psicologico moderno. Da molti anni sono attiva nel movimento ambientalista, ma devo ammettere che ultimamente l’ufologia sta assorbendo quasi tutto il mio tempo libero.
Sono l’attuale presidente della Fondazione Sentinel, www.fondazionesentinel.org, un’organizzazione che si è ormai staccata dalle sue origini svizzere, e nella quale si occupiamo di tematiche ufologiche, scientifiche e molto altro. 

Faccio parte del Gruppo Camelot, www.gruppocamelot.too.it, coalizione di ricercatori” alcuni indipendenti, altri appartenenti a varie associazioni, che non prevede alcun tipo di gerarchia o vero e proprio regolamento, eccezion fatta per il “gentlemen agreement” liberamente visionabile sul sito, che rappresenta il nostro accordo di collaborazione. Sono membro della redazione del magazine on-line Camelot Chronicles, 

www.camelotchronicles.com, una rivista scaricabile gratuitamente da internet nata pochi anni fa, dalla voglia di dare spazio a tutti coloro che volessero pubblicare e che ci ha dato grandi soddisfazioni anche per l’alto livello dei lavori pubblicati e, naturalmente, le visite che riceve ogni volta. Per un anno ho fatto parte della redazione della trasmissione radiofonica di Radio Popolare, “Il Triangolo dei Bermuda” assieme a Carlo Sabadin, condotta da Alberto Ruvolo. Si trattava di un programma d’intrattenimento e informazione di tematiche “di confine”, in primis l’ufologia, di grande successo. Ho tenuto conferenze a Pavia, a Budrio (BO) a Tocco di Casauria (PS) e a Codevilla (PV), e collaboro, con diversi altri siti, quali www.dnamagazine.it, www.hwh22.it, www.paolaharris.it e www.nonsiamosoli.com, con articoli e traduzioni.
Non è molto, comunque, che frequento il mondo ufologico “dall’interno”, solo dal 2002, anno in cui ho conosciuto ad una conferenza alcuni colleghi Camelot e da quel giorno non li ho più lasciati.

D: Cosa pensi dell'ufologia italiana moderna? Pensi che molti studi siano inibiti dai governi?
L.P.: Penso che stia faticosamente cercando di uscire dalla “nicchia”, non solo per raggiungere un pubblico sempre più vasto, nonostante il disinteresse dei media, salvo rare eccezioni, ma anche per riscattare la materia da un’immagine di dilettantismo e “antiscientificità” che le si è cucito addosso, dall’esterno, e che di frequente i ricercatori stessi hanno indossato per comodità. Spesso sento dire, o leggo in giro, che il male dell’ufologia italiana sia il clima di costanti polemiche tra “colleghi”, che disperde le energie e non porta a nulla. Sono sostanzialmente d’accordo, ma lo ritengo un luogo comune, anche piuttosto qualunquista. La generalizzazione non aiuta mai, in nessun campo, perché impedisce di focalizzare il problema d’origine. Credo sia fondamentale chiedersi: chi fa polemica rispetto a che cosa, e perché? A volte ho l’impressione che si critichino le polemiche per avere la possibilità di scrivere ciò che si vuole, senza supportarlo con dati e testimonianze adeguati. L’ufologia, che tanto spesso si è lamentata, a ragione, del dogma scientifico ufficiale, rischia di creare a sua volta altri dogmi, col pericolo di non saperne più uscire. “O con noi, o contro di noi” e chi mostra dei dubbi vuol far polemica. Ma la ricerca si alimenta di dubbi e di domande. Per quanto riguarda le mie esperienze dirette nel mondo ufologico italiano, faccio parte di un gruppo di ricerca, il Gruppo Camelot, che è nato proprio dall’idea di riunire appassionati e studiosi di questa materia, che non la pensassero obbligatoriamente allo stesso modo, ma che avessero un comune obiettivo: fare divulgazione corretta, “armati” di spirito di collaborazione e confronto. Il gruppo sta diventando sempre più numeroso e stiamo ottenendo una grande visibilità, contatti con appassionati, ricercatori anche esterni che vogliono unirsi a questa tavola rotonda e “uomini di scienza”. Credo di non fare torto a nessuno, se dico che siamo arrivati dove siamo, non solo per l’equilibrio che abbiamo saputo trovare al nostro interno e per il valore dei componenti del gruppo, ma anche grazie alla straordinarie capacità di aggregazione e di stimolo di uno dei suoi fondatori, Carlo Sabadin, che si è davvero sempre fatto in quattro per dare spazio a tutti, anche a gente che poi ci e gli ha voltato le spalle, come spesso accade alle persone che vogliono dare a tutti, e forse a troppi. Credo davvero che Carlo sia uno degli ufologi che, nel nostro paese, possono fare la differenza. Non l’unico, naturalmente! I governi non hanno mai dimostrato di avere “interesse” che la verità fosse divulgata al pubblico, perché il controllo dell’informazione, in qualsiasi ambito, permette anche un più efficace controllo della situazione, con tutti i suoi risvolti politici, economici e sociali. Non c’è bisogno di studiare gli UFO per rendersi conto di questo. Allo stesso tempo governi di vari stati come la Francia, gli Stati Uniti, il Brasile, ecc., hanno costituito gruppi di studio ufficiali, del fenomeno. Il problema sorge quando viene il momento di trarre delle conclusioni e renderle pubbliche. Il rapporto COMETA in questo senso rappresenta uno studio importantissimo e troppo spesso ignorato, portato avanti da personale competente, ma non si tratta di un documento ufficiale. Non è dai governi che arriverà l’input per il cambiamento, né, tanto meno, dai servizi segreti, che sono da sempre impegnati in giochi di cover-up e debunking, da una parte, e rilascio controllato d’informazioni dall’altra (le dichiarazioni del colonnello Corso ne sono un esempio lampante). La fisica teorica e l’astrofisica, oggi, potrebbero permettere all’ufologia pro-ETH di uscire dall’ambito della cosiddetta “controinformazione” e diventare, finalmente, informazione. Basta sapersi liberare dal provincialismo, dal gruppismo e accettare la sfida dei tempi che cambiano…

D: Pensi che i media aiutino ad alfabetizzare le persone sull'argomento ufo, oppure credi che "aiutino" solo a denigrare l'argomento?
L.P.: L’opera di denigrazione del fenomeno UFO è stata portata avanti, a mio avviso, con sistematicità e intenzionalità anche attraverso il potere mediatico, da anni, e la situazione non sembra essere cambiata, salvo felici eccezioni. E’ stata imposta, perché ridicolizzare è il modo più efficace per nascondere, e lo abbiamo ben visto. Come ho già accennato sopra, il controllo dell’informazione è il mezzo attraverso il quale si controlla l’opinione pubblica. Senza di esso, le motivazioni di molte scelte politiche ed economiche sarebbero talmente palesi da risultare inattuabili. Mi riferisco alle guerre, alla globalizzazione, alla vivisezione, e anche alla verità sul fenomeno UFO, sui crop circle, la free energy, le scie chimiche, ecc. Oggi internet aiuta a veicolare molte informazioni che altrimenti resterebbero inaccessibili, ma non basta. Tramite internet non si riesce ancora a raggiungere un numero sufficiente di persone e certi argomenti non arrivano alla portata “del vicino di casa”. Al contrario, spesso ci si rintana dietro la sicurezza dello schermo e della tastiera e si ricrea una sorte di società virtuale su misura. La televisione italiana ha rinunciato quasi completamente a “fare informazione” a favore di programmi idioti come “il Grande Fratello” “La fattoria”, soap opera e altre amenità. Il programma “Report” è stato, in questo senso, una felice eccezione. Ci vorrebbe un “Report” ufologico, ma non c’è. Ed è un peccato, perché la “gente” sarebbe pronta. C’è una grande richiesta di informazioni, non soddisfatta. Per più di un anno ho partecipato alla trasmissione radiofonica “Il Triangolo dei Bermuda” con Carlo Sabadin, condotta da Alberto Ruvolo, su Radio Popolare, con diffusione internazionale, nella quale trattavamo proprio di tematiche ufologiche, ma non solo. E’ stato un successo, e questo successo ce lo ha “regalato” il pubblico che ci tempestava di telefonate, e-mail, domande…E’ stato straordinario e anche un po’ imprevisto: trattandosi di una trasmissione in diretta, senza filtro, nata come programma d’intrattenimento, non sapevamo come gli ascoltatori avrebbero reagito ad un “cambiamento di rotta” finalizzato a divulgare informazioni ufologiche, anche attraverso l’ironia. Il risultato è stato che la trasmissione si è trasformata, di volta in volta, in un programma sempre più d’informazione e sempre meno d’intrattenimento, e questo cambiamento lo ha imposto il pubblico, con i suoi interventi, le sue domande, le sue testimonianze. Da un punto di vista editoriale, in Italia si pubblica ben poco di ufologico. Libri cardine della ricerca, come quelli di Hynek, Vallee, Mack, Hopkins, McDonald, non vengono più ristampati e non si traduce quasi più niente. Scordiamoci Steven Greer, l’ultimo Mack, il nuovo Hopkins, il Rapporto Cometa, Friedman, ecc. Come si fa a fare divulgazione ufologica in un paese dove non esistono quasi serie pubblicazioni a riguardo e dove i lavori dei padri dell’ufologia, o dei nuovi ricercatori si possono leggere solo in lingua originale? Diversa sorte è toccata alla cosiddetta “archeologia eretica”. Forse vende di più, o forse è meno scomoda dell’ufologia. Come gruppo Camelot e Fondazione Sentinel stiamo puntando molto sulle conferenze, che ci permettono di confrontarci con le persone e tra ricercatori (quelli che accettano il confronto e la collaborazione). Il riscontro è ottimo, la gente ha sete di sapere, di conoscere, di dire la sua. Partendo da questo presupposto, un passo alla volta, le cose cambieranno.

D: Qual'è la tua idea sul fenomeno UFO?
L.P.: Credo che ormai il fenomeno UFO vada studiato nella sua “globalità”, dunque non escludendo fenomeni e argomenti affini e connessi, quali le abduction, il contattismo, i progetti d’intelligence come l’MK-Ultra, le mutilazioni animali. E i crop circle, quelli che presentano delle anomalie. Personalmente, prendo in seria considerazione l’ipotesi ETH, almeno per quanto riguarda una percentuale, anche minima, di avvistamenti inspiegabili. Come ho già detto, oggi alcune ricerche scientifiche, sicuramente molto coraggiose, avvalorano quest’ipotesi, che non è più eresia. Forse James McDonald oggi, sarebbe morto di vecchiaia o di malattia…
Per quanto riguarda il fenomeno crop circle, non mi sembra ci siano abbastanza indizi che indichino un qualche coinvolgimento ET. Sono d’accordo con Jacques Vallee, che nel suo articolo del 2002 mette in guardia dall’attribuire con troppa facilità, origini ET o paranormali a tale fenomeno, senza adeguati dati analitici, perché questo potrebbe tornare a discapito dell’ufologia stessa, un domani si scoprisse la vera origine delle formazioni. D’altra parte c’è chi, per supportare la teoria della “land art” s’inventa crop circle inesistenti e “itineranti”, con tanto di preziose testimonianze anonime. Anche questo danneggia la ricerca seria e chi la vuol fare.

D: Credi che i popoli antichi abbiano avuto contatti con entità di altri pianeti?E se si, qual'è secondo te la prova più concreta di tale contatto?
L.P.: Se prendiamo in seria considerazione il fatto che intelligenze extraterrestri possano, oggi, far visita al nostro pianeta, dobbiamo considerare anche la possibilità che abbiano potuto farlo in passato. Non abbiamo certezze, ma ci sono degli “indizi”, di vario genere. Ritrovamenti archeologici nettamente in contrasto con la storia ufficiale sembrano suggerirci che il nostro passato è ancora misterioso e ci sfugge. Quelle che credevamo leggende di civiltà avanzate, anteriori alla nostra, oggi sono realtà plausibili e rendono o renderebbero necessaria una rivalutazione di molti reperti, come gli OOPARTS. Se dunque esistono fasi della nostra storia, oscure, che il mondo accademico è riuscito sempre ad ignorare, non si può scartare a priori la possibilità di visite ET in un lontano passato, come nel presente.
Leggende e tradizioni sacre di popolazioni africane, australiane, oceaniche, sud e nord americane, asiatiche, ci parlano di contatti con popoli venuti dalle stelle, portatori di sapere e civiltà. E’ vero che spesso le leggende parlano per metafore e si esprimono attraverso i simboli (anche pittorici, come dimostrano molte figure rupestri), ma mentre in passato, il sapere di queste popolazioni, gelose delle proprie tradizioni, ci arrivava filtrato dal resoconto e l’interpretazione di coraggiosi antropologi che trascorrevano lunghi periodi di tempo con i popoli indigeni, oggi queste persone, spesso, si fanno loro stesse portavoce delle proprie tradizioni, e quello che raccontano è decisamente interessante. Un esempio ne sono gli indiani d’America, che oggi, nel tentativo di salvare la propria identità, scrivono libri, tengono conferenze, e parlano di questi antichi contatti con orgoglio.
John Mack nel suo bellissimo libro “Passport to the Cosmos” ha raccolto diverse testimonianze di questo genere, che raccontano non solo di contatti nel passato, ma anche nel presente, tra popoli africani, nord e sud americani ed esseri alieni. Mack, geniale e intuitivo, ha studiato queste testimonianze evidenziando anche possibili connessioni col fenomeno abduction e contattismo, due argomenti, questi, che secondo Mack e anche secondo me, presentano aspetti comuni e connessioni fondamentali.
Esistono poi testimonianze scritte, di un certo rilievo, come i testi vedici, che indicherebbero un passato decisamente più tecnologico di quanto si possa immaginare e andrebbero studiati con molta attenzione.
Per riuscire a comprendere se effettivamente ci sono stati contatti diretti con ET nel passato, è necessario conoscere meglio le nostre origini e la nostra preistoria, per non confondere ciò che è effettivamente “nostro” e ciò che potrebbe essere “di altri”. Civiltà umane più avanzate tecnologicamente, conviventi con popolazioni decisamente primitive, potrebbero essere sembrate “aliene”, ma non essere extraterrestri per questo. Credo che con serenità e obiettività si dovrebbe considerare l’idea di studiare da capo una parte della nostra storia. 

D: Vi è un legame fra Ufo e Religione? Quale?
L.P.: Trovo molto interessanti le interpretazioni in “chiave ufologica” dei cosiddetti fenomeni di B.V.M. (Beata Vergine Maria). In molti di questi casi, in concomitanza con la manifestazione, di qualsiasi cosa si tratti, i testimoni (a volte anche laici o addirittura atei) hanno dichiarato di aver udito un forte boato accompagnato anche da globi di luce nel cielo, come nel caso di Fatima del 1917 e di Lourdes, che sono solo due degli esempi più famosi.
Interessanti sono anche le similitudini tra possibili avvenimenti UFO nel passato riportati nei testi religiosi, o comunque brani che potrebbero fare riferimento a possibili contatti con “entità aliene” nel senso di sconosciute, come il carro di Ezechiele. Si tratta comunque di interpretazioni di testi antichi, che prendo come tali. Come ho detto precedentemente, se ammettiamo l’eventualità di visite ET nel presente e nel passato, è possibile che alcune testimonianze ci siano pervenute in chiave mitica e/o di racconto religioso, anche apocrifo, come il Libro di Enoch. 
D’altra parte, bisogna stare attenti a non forzare troppo simili interpretazioni e vedere extraterrestri dappertutto.

D: Qual'è, a tuo parere, la pietra miliare dell'ufologia, quell'avvistamento, quel reperto, quel "caso" che ti porta ad asserire: "Si, esistono!"?
L.P.: Sin dal Project Blue Book ci si è resi conto che il fenomeno UFO esiste e non deve essere ignorato. La non divulgazione o addirittura la copertura della verità, a riguardo, non sminuiscono il fatto che in diversi paesi del mondo, Stati Uniti, Francia, Brasile, Cile, ecc siano state costituite commissioni ufficiali d’indagine per raccogliere dati e studiarne le implicazioni.
Scienziati del livello di Hynek e McDonald, coinvolti nella ricerca, si sono convinti che questo fenomeno, almeno una parte, non potesse essere spiegato in modo ordinario e non si sono sentiti di scartare come assurda l’ipotesi ET. Sono passati molti anni da allora, e McDonald ha pagato a caro prezzo il suo coraggio, ma le cose non sembrano molto cambiate: Recentemente J.J.Velasco, ex direttore del SEPRA, ha pubblicato un libro “OVNIS l’évidence” in cui si dichiara apertamente a favore di una spiegazione ET per molti casi. Dopo tanti anni di studio, a diretto contatto con fatti e testimoni, trae le sue conclusioni, del tutto personali, e queste aprono decisamente a favore del possibilismo. Anche in Brasile era stata creata una commissione di studio, l’Operazione Prato, composta da personale militare e diretta dal comandante Hollanda, per studiare gli strani eventi accaduti, nel paese, attorno agli anni ’70. Hollanda, che si dichiarerà a favore di un’interpretazione “non-convenzionale”, e in questo caso ET, verrà trovato impiccato nella sua abitazione, suicida, forse, o forse “suicidato”.
E non vanno dimenticate le conclusioni del Rapporto COMETA, gruppo di studio francese che incluse personale assolutamente qualificato come importanti membri dell’aviazione, della polizia, ingegneri e come collaboratori esterni analisti fotografici e lo stesso Velasco. La commissione concluse che non si può assolutamente escludere un’origine extraterrestre per alcuni avvistamenti e che si tratta di un fenomeno da non sottovalutare, sotto nessun punto di vista. Non fu una commissione ufficiale, e per questo si è potuto facilmente far finta di ignorare il suo lavoro, ma è stato un errore.
Astronauti americani e russi hanno fatto dichiarazioni decisamente “forti” e possibiliste. Perché ignorarle?
Oggi, come ripeto spesso, nuove teorie di fisica teorica superano il Paradosso di Fermi e ci permettono di “accarezzare” l’idea che un contatto sia possibile.
Scienziati di fama non temono di dichiararsi pro-ETH. Questo non mi dà la certezza che gli extraterrestri siano qui, ma mi da la certezza che il fenomeno potrebbe trovare finalmente la “soluzione finale”, rispettando i parametri della scienza e della ragione.

Intervista a Fabrizio Rondina
a cura di Gianluca Santaniello,
[NdR: tratto dal sito web: www.nonsiamosoli.com]

D: Chi è Fabrizio Rondina ? 
F.R.: Sono nato a Voghera (PV) nel 1958, diplomato in elettrotecnica all’ITIS di Pavia e lavoro per una multinazionale alimentare. 
Mi interesso di ufologia fin dal 1977. Prima di allora ho sempre avuto una forte curiosità verso il mondo del paranormale inteso prevalentemente come esperienze medianiche. In quegli anni, assieme ad alcuni amici, avevamo fondato una specie di gruppo di ricerca che col passare del tempo si è sempre più rafforzato ed ha conseguito risultati abbastanza soddisfacenti in quelle tematiche. Terminata la leva militare, ho conosciuto altre persone e da allora, abbiamo cambiato il nostro tipo di ricerca e i nostri obbiettivi, passando ad un livello puramente ufologico. Solo nel corso degli ultimi anni i miei interessi si sono ampliati, inglobando tutto ciò che rientra nel “misterioso” e “paranormale”, fino ad arrivare nel 1992 alla fondazione del gruppo di ricerca HWH 22, e assieme a nuove persone, mi occupo attualmente, oltre a ricerche varie, del nostro sito web http: www.hwh22.it

I nostri primi contatti di lavoro sono stati prevalentemente con l’estero, in special modo con gli Stati Uniti, il Brasile e la Russia. 
Da qualche anno a questa parte sono entrato a fare parte del Gruppo Camelot, una specie di “raggruppamento” di vari ricercatori indipendenti e non, e quindi oltre che di ricerche, ci si occupa anche di organizzare conferenze sui temi di interesse. Mi occupo inoltre della gestione del sito web del Gruppo Camelot.

D: I Governi "nascondono" la verità sugli UFO? E, se si, perchè?
F.R.: Sinceramente penso che sia proprio così. Da molto tempo si è costretti a subire una sorta di debunking e cover up. Lo attestano principalmente casi come i MIB, e questo posso dirlo anche per esperienza personale. Sul fatto della motivazione per cui i Governi nascondano la verità, penso che sia imputabile ad un discorso multiplo: da una parte forse il fatto di avere per mano una sorta di “tecnologia aliena”, e il non volerlo ammettere per motivi di segretezza e/o sicurezza. Dall’altro, il discorso che forse si voglia tenere nascosta la verità per il motivo di non creare allarmismi e panico nelle popolazioni; ma questo comunque lascia un po' il tempo che trova; molte fonti, attendibili o meno, indicano che prima o poi si dovrebbe arrivare al contatto di massa, ma forse non si è ancora pronti, e per questo malgrado gli eventi siano già in atto, si tende a demotivare e minimizzare la cosa. 

D: Come si può spiegare la presenza di strani oggetti volanti in alcuni dipinti a sfondo religioso? Esiste un rapporto UFO-RELIGIONI, oppure sono solo eresie? 
F.R.: Questo fatto rientra nel discorso di cui ci stiamo occupando da tempo noi di HWH 22. E’ fuori dubbio che esistono dipinti, arazzi, quadri che rappresentano particolari curiosi; non è comunque detto che tutto sia per forza attribuibile a questo genere di cose. 
Molte cose sono rappresentate per il loro carattere religioso e rappresentate all’epoca secondo i canoni di allora. Purtuttavia alcune rappresentazioni indicano in modo inequivocabile che l’artista ha rappresentato la scena proprio come l’ha vista. Un rapporto Ufo-Religioni esiste; esiste fin dai tempi più remoti, e se qualcuno legge tra le righe nei testi più importanti delle varie religioni, si rende conto che ci sono cose che non quadrano, o quadrano poco nel contesto religioso. E’ inutile dilungarsi oltre in quest’argomento, in quanto è facilmente intuibile che certi personaggi o fatti “religiosi”, possono tranquillamente essere ricondotti ad un discorso puramente ufologico; e la chiesa (o le chiese), ce li propinano in tutt’altra salsa…..sarò forse un eretico ? 

D: Qual'è il filmato, la foto, l'avvistamento, il "caso" che ti fa asserire con certezza che il fenomeno UFO è reale?
F.R.: A mio parere non c’è un documento particolare che potrebbe asserire con certezza che gli ufo esistono, ma ci sono MOLTI documenti che provano questo. Forse si dovrebbe dare un poco più importanza a documenti inviati da fonti personali, e in ogni modo ci sono stati casi eclatanti che ancora oggi rivestono una loro singolarità. Per le nostre esperienze personali, posso dire che abbiamo prodotto molti documenti “particolari”, e che questi documenti hanno una loro valenza per ciò che riguarda la certezza che gli ufo esistono. 

D: Quando pensi che la verità verrà definitivamente messa sotto gli occhi di tutti?
F.R.: Questa è una bella domanda! Se fossi un indovino potrei azzardare qualche ipotesi, ma per ora restando alla normalità delle cose, mi accontento solo di vedere cosa potrebbe succedere alla scadenza del Quinto Sole Maya; poi magari entro la fine dell’anno avremo anche noi i nostri “Visitors”…. 

D: Chi crea i crop circles? Cosa pensi dei Circlemakers? 
F.R.: A mio parere i crop circles possono rappresentare molte cose. Per ciò che riguarda il come sono creati, non ho ancora un’idea precisa, tolto il fatto che ci sono documenti che attestano la formazione dei crops ad opera di globi di luce “intelligenti”. Non riesco comunque a capire i vari ipotetici messaggi che potrebbero nascondersi dietro ad un pittogramma a carattere geometrico. Se ci fosse qualche identità intelligente che si premura di creare crops per trasmettere messaggi o informazioni, allora forse si riuscirebbe a capire il vero motivo del fenomeno. Io comunque resto dell’idea che i crops ritenuti autentici abbiano con sé delle particolarità abbastanza significative, ma non riesco ad andare oltre. Per quanto riguarda i circlemakers, ho già espresso molte volte la mia opinione in merito; se esitono prove che attestano la veridicità del fenomeno, questa viene alterata e confusa da questi personaggi che per mostrare la loro bravura si adoperano e si impegnano nel confondere le acque. Se si ha voglia di fare della “Land Art”, si faccia pure, ma come qualsiasi opera d’arte che si rispetti, dovrebbe essere “firmata” e non realizzata col solo scopo di prendere in giro ricercatori seri che spendono tempo e denaro nel tentativo di dare una risposta convincente al fenomeno. 

D: Ritieni il CICAP un importante organo d'informazione o di disinformazione? 
F.R.: Il CICAP potrebbe essere un organo abbastanza valido di informazione se solo non facesse di tutta un’erba un fascio; e se solo riuscisse ad operare nel suo lavoro, adottando certi canoni, che spesse volte non sono quelli che usa. Se le analisi e le ricerche vengono effettuate in modo superficiale, è chiaro che i risultati non sono quelli che si dovrebbero ottenere. 






Caso Varginha: nuove rivelazioni sulla cattura e le cure mediche delle creature aliene in Brasile, nel 1996.
Articolo di Ubirajara Rodrigues, traduzione di Lavinia Pallotta, galactica@infinito.it (Membro Fondazione Sentinel Italia e Gruppo Camelot) - Pag.20

[Nota: Pubblicato sul Brasilian UFO Magazine nel giugno 2004 e divulgato da A.J.Gevaerd. Si ringrazia A.J.Gevaerd per aver gentilmente acconsentito alla traduzione del testo, per la versione originale visitare il sito: www.casovarginha.com.br]
Nel 1996, a Varginha, una cittadina brasiliana nello stato di Minas Gerais ha avuto luogo uno dei casi più emblematici, più discussi e meglio documentati della storia dell'ufologia, grazie anche alle decine e decine di testimoni tra la popolazione civile, il personale medico e militare coinvolti, molti dei quali hanno rilasciato dichiarazioni firmate, mai ritrattate. Sul caso Varginha, nonostante le numerose e scrupolosissime indagini, non è ancora stato detto tutto, e sempre nuovi elementi sembrano venire alla luce. Elementi che, com'è comprensibile, stanno facendo nascere ulteriori, accese discussioni.
Riportiamo, in anteprima per l'Italia, la prima parte di quelle che sembrano "nuove rivelazioni" sul Caso Varginha, con la promessa di pubblicarne a breve molte altre ancora più particolareggiate.

Dopo 8 anni dagli episodi principali del Caso Varginha, le previsioni secondo cui la quantità di informazioni col tempo sarebbe considerevolmente aumentata, hanno trovato conferma. Ad ogni modo, come in tutti i casi simili, la quantità d'informazioni rende difficile stabilire delle certezze. Sappiamo che i fatti sono provati dai testimoni, ma le complicazioni che sorgono dai resoconti umani trasformano qualsiasi indagine in una sfida alla ricerca della verità. Tra i molti aspetti coinvolti in questo processo, dovremmo considerare quello emotivo, che può produrre una serie di dichiarazioni lontane dall'obiettività necessaria per arrivare alla verità.

Considerando che un'esperienza insolita spinge le persone a fornire la propria interpretazione influenzata da convinzioni e orientamenti che derivano dall'ambiente sociale di appartenenza, solo la ricerca condotta direttamente nei luoghi e nelle situazioni in questione, ci permette di avere delle conferme. Tra le dichiarazioni credibili - anche se dipendenti dalle analisi basate su un più ampio insieme di dati o prove rare - dovremmo indicare quelle di individui provenienti dall'ambiente dove si suppone siano avvenuti i fatti.

Testimoni Militari
All'inizio del 2003 si è recato a Varginha Roger Leir, ufologo statunitense e medico rinomato, la cui esperienza di più di 50 anni come ricercatore UFO lo ha portato ad occuparsi di casi diversi, come quello degli impianti che si suppone fatti attraverso interventi chirurgici alieni. Questa visita è stata un'opportunità per verificare l'effettiva esistenza di alcuni testimoni segreti del Caso Varginha, com'è sempre stato sostenuto dai ricercatori sin dal 1996. Questo lo si vide nel 1997 quando rappresentanti della stampa locale e nazionale vennero scelti per visionare - dietro impegno etico di assoluta segretezza - due interviste registrate in video di testimoni militari che avevano preso parte all'evento.
Allo stesso tempo si potrebbero non considerare come prove delle affermazioni date in segreto - di conseguenza di scarso o nessun valore -, è essenziale provare alla popolazione e agli studiosi in generale, che queste testimonianze esistono veramente. È con quest’obiettivo che Roger Leir è stato condotto nell'ufficio del collega - un rinomato medico di Varginha con più di 30 anni di esperienza, appartenente a una delle famiglie più storiche della regione. Chiamato dall'ufologo statunitense "Dottore", questi ha accettato di ricevere Roger Leir, dopo una naturale esitazione, per confermare ciò che aveva visto nel gennaio del 1996, dentro un'apposita stanza del Hospital Regional, a sud di Minais Gerais. In più di 3 ore di colloquio, Roger Leir ha ascoltato dal collega brasiliano la conferma della cattura di una seconda creatura di aspetto insolito. Il "Dottore" ha rivelato un nuovo dettaglio sconosciuto ai ricercatori fino a quel momento.
Secondo il "Dottore"- che rifiuta di rivelare il suo vero nome - il corpo presentava ferite di diverso tipo e grado. Ha affermato di essere stato chiamato d'urgenza dal personale militare responsabile della custodia della creatura e ha descritto il proprio stupore di fronte a qualcosa di mai visto o sentito prima. Quello che ha riportato riguardo all'aspetto della creatura non è molto diverso dalle numerose descrizioni di altri testimoni, a differenza del fatto che, secondo quanto ha affermato, la creatura era sicuramente viva quando l'aveva vista.
Questa dichiarazione fa parte di una sempre più nutrita schiera di testimoni, incluso militari, ufficiali di polizia, medici, personale dell'ospedale, civili, ecc. Non dovremmo comunque dimenticare la necessità di selezionare le informazioni ottenute che a volte possono venire direttamente influenzate dal ricercatore. Ecco un esempio scelto proprio per enfatizzare la neutralità delle argomentazioni, così importante per la discussione in materia UFO e simili. Una delle procedure preferite dagli ufologi della cosiddetta "linea oggettiva" - non mistica - consiste nel focalizzare la propria attenzione sulle dichiarazioni libere dalle impressioni personali, specialmente quelle in cui i testimoni parlano delle proprie alterazioni emotive al momento dell'esperienza.
Il "Dottore" - che inizialmente aveva insistito essere stato chiamato dai militari, al suddetto ospedale, un suo collega - ha ammesso poi di essere lui il medico in questione e ha deciso di fidarsi del suo collega statunitense, raccontandogli ogni cosa. Il "Dottore" è rimasto colpito e nel fornirci un nuovo dettaglio sul caso, con un'espressione di serietà sul viso, ha detto che mentre stava tentando di esaminare le ferite dell'essere aveva sentito, all'improvviso "come se le mie mani fossero automaticamente guidate" e "era come se la luce fosse ingiallita improvvisamente" e "la mia percezione fosse in qualche modo aumentata". Queste sono trascrizioni di quello che ha detto.
Il "Dottore" ha sostenuto anche che non era in grado di capire la costituzione fisiologica del corpo che stava esaminando, per quanto fosse antropomorfo, con testa, busto e arti. Il "Dottore" non ha udito alcun suono emesso dalla creatura né ha menzionato la famosa "sottile lingua biforcuta" riportata da altri testimoni medici e militari. Ha affermato di aver visto dei lenti movimenti, che provavano fosse ancora viva, ma non ha voluto dire se stava respirando.
Ecco un esempio delle difficoltà che si riscontrano in simili testimonianze. Non sappiamo fino a che punto l'impatto psicologico e le alterazioni emotive di un professionista di fronte all'ignoto potrebbero influenzarlo tanto da provocargli sensazioni insolite. Per ovvie ragioni simili alterazioni potrebbero capitare più facilmente a persone con conoscenze tecniche e raffinata cultura. Il contatto con una situazione non spiegabile attraverso assunti accademici provoca un'accentuata sensibilità che può raggiungere simili shock. Ragion per cui le impressioni riportate potrebbero esserne una semplice conseguenza. Sarebbe assurdo considerare il particolare di una presunta interazione psichica tra la creatura e il medico come un segnale effettivo di un'intelligenza dell'essere o - ancora più assurdo - che il "Dottore" fosse in contatto con qualcosa dotato di poteri telepatici o cose di questo tipo.... Dichiarazioni di questo genere, comunque, non sono insolite.

Complicazioni nella Ricerca
Col tempo si sono parzialmente soddisfatte speranze di nuove informazioni e ulteriori conferme sul Caso Varginha. Tuttavia c'è il rischio che queste, ogni volta, vengano caratterizzate da complicazioni. Per il momento, la più significativa di queste complicazioni è la negazione da parte delle autorità coinvolte sin dal principio, come l'esercito, gli ospedali e altro. Anche se abbiamo avuto accesso a rapporti dettagliati costituiti da esami, analisi e dati completi riguardo il materiale conseguito dal caso, l'effettiva esistenza delle creature di Varginha, di cui si è parlato, potrebbe essere confermata solo con un'ammissione ufficiale. Finché questo non accadrà ufologi, ricercatori, scettici, www.casovarginha.com.br persone curiose e interessate potranno solo continuare a discutere sul caso.
A presto nuove rivelazioni.




FIGU: la libera comunità di interessi ... ed il caso Billy Meier - Parte 2
a cura di G. Neugebauer, it@figu.org (FIGU-GDSNI) - Pag.23

[NdR: la prima parte si può trovare sull’ottavo numero di Camelot Chronicles]
Attraverso i suoi primi contatti in tenerissima età ha ricevuto informazioni e un sapere che gli sono sembrati strani e sorprendenti per il suo ambiente e per la sua età di ragazzo. Presto si estraniò e si isolò. Tutte le capacità, come per esempio la telepatia e la telecinesi, dovette impararle faticosamente da solo in decine e decine di anni. Anche se i suoi contatti con i Pleiadiani/ Plejariani hanno avuto inizio già in giovanissima età, non gli venne regalato niente. Egli viaggiò per il mondo decine di anni, soprattutto in Medio Oriente (India, Pakistan, Iran, Irak ecc.) imparò svariati mestieri, che esercitò. Durante un gravissimo incidente in Turchia egli perse il suo braccio sinistro e per poco non perse anche la vita. Durante i suoi viaggi egli dovette sempre contare solo su se stesso e a volte i contatti con i suoi amici alieni non avvennero per anni. Dovette guadagnarsi da vivere da solo, fatto che lo rese sempre indipendente e responsabile di se stesso. Per allargare le sue conoscenze visse anche in India a Mahrauli in un ashram. Anche là si verificarono numerose visite da parte degli extraterrestri, che vennero notate anche dalla gente del luogo, ma egli ed i suoi visitatori furono lasciati rispettosamente in pace.



[Figura 1: fotografia n° 200 - 8.3.1976 - h 11:25 Dimostrazione di volo di Semjase a Bachtelhörnli- Unterbachtel-Unterbach-Om-Hinwill] 

I frequenti viaggi e l’esperienza di privazioni e di duri lavori lo hanno fatto progredire nella sua evoluzione. Infine tornò in Svizzera, e si sposò con una donna greca. Nell’anno 1978 fondò, insieme ad altri che la pensavano come lui, la FIGU, acronimo di “Freie Interessengemeinschaft für Grenz- und Geisteswissenschaften und Ufologiestudien” (Libera associazione per le scienze umanistiche e di frontiera e per gli studi ufologici) la cui sede principale è diventato il Semjase-Silver-Star-Center in Tösstal (Cantone Zurigo) a Hinterschmidrüti.
Si tratta di un’associazione regolarmente registrata presso le autorità elvetiche i cui associati provengono da ogni strato della nostra società. Il nome del centro è stato dato in riferimento alla donna pleiadiana/plejariana Semjase, che fino a quel periodo gli fu più di tutti vicina con i suoi insegnamenti terreni circostanti dovettero essere resi coltivabili con l’ausilio di faticoso lavoro manuale, mentre le case dovettero essere completamente rinnovate e rese abitabili. Chi è interessato può chiedere direttamente agli addetti del centro informazioni su Billy Eduard Albert Meier e la FIGU, tutte le domeniche e i giorni feriali.
In Svizzera Billy ha incominciato anche a scrivere e a pubblicare il suo materiale fotografico, registrato e filmato ma sopratutto si è dedicato alla stesura di molti libri, tra i quali:
- Existentes Leben (Vita esistente)
- Genesis (Genesi)
- Einführung in die Meditation (Introduzione alla meditazione)
- Prophetien (Profezie)
- Macht der Gedanken (La forza del pensiero)
- Dekalog (Decalogo, i dodici comandamenti nella loro forma originaria)
- Talmud Jmmanuel (Le opere di Jmmanuel alias Gesù Cristo)
- Psyche (Psiche)
- Direktiven (Direttive)
Questo elenco è solo una piccola parte di ciò che ha già scritto e continua a scrivere. Molto lavoro e molto tempo il signor Meier lo impegna a scrivere la Geisteslehre (insegnamento dello spirito). Si tratta di un corso finalizzato alla conoscenza di se stessi, che permette ad ognuno, sotto la propria responsabilità, di approfondire argomenti relativi all’esistenza umana, le sue origini, noi stessi, la storia della Terra e l’insegnamento sulla Creazione (insegnamento dell’origine e dell’esistenza della Creazione con le sue leggi e gli ordini, la natura, la vita ecc.). Tale studio dovrebbe essere fatto con regolarità e per questo si richiede un’adeguata autodisciplina.
Siccome Billy Meier non tiene affatto ad essere al centro dell’attenzione pubblica e respinge qualsiasi culto personale, vive oggi molto appartato e evita il contatto con il pubblico. 

“Non ha importanza la mia persona, ma i fatti”, è solito rispondere quando gli viene richiesta un’ennesima intervista. Al momento sono responsabili per tutte le attività di public-relations i membri della FIGU che si trovano con regolarità al Semiase-Silver-Star-Center.
Dalla piccola associazione FIGU si è creata nel frattempo un’associazione di interessi comuni, operante in tutto il mondo (Giappone, USA, Canada, Sudamerica, Germania, Austria, Italia, Svezia, Russia ecc.) e offre a tutti coloro che sono alla ricerca e non sanno cosa farsene delle prediche di religioni e sette. La FIGU offre inoltre risposte a tante domande sulla vita. Che si parli della vita dopo la morte, come padroneggiare il tran tran quotidiano, del senso della vita o della storia della nostra Terra (per esempio della costruzione delle piramidi di Giza, della Creazione delle linee Nazca o della fine di Atlantide ecc.), i membri della FIGU sono costantemente impegnati a diffondere alle persone interessate il sapere e le informazioni che hanno ricevuto da Billy. Questo però non si deve fare mai con spirito missionario, di conseguenza non si devono avvicinare le persone per far loro pressione. La gente deve arrivare sempre alla FIGU di spontanea volontà, qualora volesse fare delle domande.


[Figura 2: “The Statesman” - New Dehli – India] 

Non succederà mai come ai banchi informazioni che un membro della FIGU si rivolga a gente che passa, poiché si comporterebbe da missionario, come usano fare le chiese e le sette. Ed è proprio questo comportamento missionario che è inaccettabile per tutti i membri dell’associazione, perché la gente che viene avvicinata in questo modo e con questo spirito missionario, viene limitata nella propria libertà e si fa convincere attraverso un lavaggio del cervello di qualcosa che poi potrà accettare solo con un atto di fede. Per i membri dell’associazione FIGU è molto importante anche il fatto che le conoscenze ottenute non debbano essere solo capite teoricamente ma debbano essere integrate nella vita pratica. Il punto cruciale è che ognuno di noi è in prima persona responsabile per se stesso, e che per nessun motivo deve aspettarsi che una forza superiore domini o guidi la sua vita. Per questo motivo tutti si tengono strettissima la loro professione e fanno svariati mestieri. Anche una vita privata fa parte della loro esistenza, perché ognuno deve avere la possibilità di allontanarsi dalla FIGU quando vuole. In generale viene dato molto valore al fatto che si possa frequentare l’associazione anche sporadicamente e che non si debba diventare per nessun motivo dipendenti da essa. “Lasciar vivere e aiutare a vivere”, questo è il motto della FIGU e dei suoi associati, i quali lo ripetono continuamente ai partecipanti durante le numerose conferenze che vengono tenute in Svizzera e all’estero. Lo scopo di queste conferenze non è il dimostrare di essere sulla cresta dell’onda in fatto di ufologia ed esoterismo e neanche l’arricchirsi finanziariamente. Per questo motivo tutte le pubblicazioni vengono vendute a prezzo di costo, per poter offrire conoscenze elementari che sono indispensabili per lo sviluppo personale di ogni individuo. Un inizio per poter diventare padrone della propria vita è saper controllare i propri pensieri (la qual cosa non siamo in grado di fare e ciò è una delle cause scatenanti degli eccessi emozionali, gelosia, odio ecc.).



[Figura 3: Fotografia n°71 - 9.7.1975 - h 15:07 Dimostrazione di volo di Semjase a Füchsbüel-Hofhandeln/ Balm Wetzikon]

C’è sempre da tener presente che prima di voler veder i difetti negli altri, bisogna guardare i nostri. Su tutte le storie e i racconti di presunti rapimenti ed esperimenti medici eseguiti dagli extraterrestri, al Semjase-Silver-Star-Center in Svizzera si scuote semplicemente la testa.
Quest’isteria ufologica presente specialmente in America e in Germania dimostra appunto quanto immaturi siamo ancora per un contatto diretto con gli extraterrestri. Non si è verificato fino ad oggi nessun caso documentabile che possa dimostrare che extraterrestri si siano comportati in modo aggressivo o violento nei confronti di noi umani, ma è sempre successo il contrario..... [NdR: continua sul decimo numero di Camelot Chronicles]
G. Neugebauer 

Per informazioni:
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