Numero 9, Anno 2005
Camelot Chronicles

 

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Web www.camelotchronicles.com

Tutti i numeri del giornale aperiodico di ufologia "Camelot Chronicles" si possono scaricare gratuitamente da questo sito in formato PDF e HTML, e si possono trovare in formato cartaceo alle conferenze del Gruppo Camelot e dei suoi Collaboratori

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Controcorrente… W il CICAP!
a cura di Carlo Sabadin, sabinsky@tiscali.it (Membro Gruppo Camelot, Fondazione Sentinel Italia, MOSAC e HWH22) - Pag.13

Ricevo notizia, proprio in queste ore, dell'annuncio di una pubblicazione contra la "non convenzionalità" delle pubblicazioni scientifiche in materia di crop.
Si tratterebbe di un lavoro a più mani, dove, verrebbero ridimensionate alcune affermazioni precedenti contenute in altre, analoghe, pubblicazioni. Il luogo scelto sarebbe il prestigioso JSE (Journal of Scientifical Exploration) e il numero di giugno dovrebbe, quindi, contenere un articolo intitolato: "Balls of Light: The Questionable Science of Crop Circles" a firma di Francesco Grassi, Claudio Cocheo e Paolo Russo. Il titolo e, soprattutto, la competenza e specializzazione degli autori (ad affiancare Grassi, un ingegnere, sarebbero due fisici, tutti iscritti al CICAP) farebbe presumere che il lavoro sia finalizzato ad analizzare, in chiave critica, la nota ipotesi, avanzata qualche anno fa, dall'ingegnere olandese Haselhoff , relativa alle modalità di produzione dei crop. Il comment in oggetto, ricordiamo, si inseriva su di una discreta produzione di articoli scientifici (che comprendeva pubblicazioni su Physiologia Plantarum e sullo stesso JSE, insieme ad un altro comment del fisico meteorologo Deardorff; recentemente, poi, era uscito un interessante e lungo articolo tecnico, un "CLAY-MINERAL CRYSTALLIZATION CASE STUDY" che avvalorava, ulteriormente, la non-convenzionalità del fenomeno [1]) [2]. 
In realtà, è quasi certo che questa "rivisitazione in chiave critica" tenda a raggiungere obbiettivi più ampi, affrontando anche tematiche relative ai primi e/o più noti lavori pro non-convenzionalità (specificatamente i due articoli pubblicati su Physiologia Plantarum). In attesa di un'attenta lettura dell'abstract e -soprattutto- dell'articolo, dobbiamo, per onestà intellettuale, riconoscere che quell'accordo "intersoggettivo", in materia di "pubblicazioni scientifiche" sui crop (creato -vista la estrema diversità degli interventi in merito- su di un binario estremamente ristretto ma, comunque, indiscutibile fino a questo momento), caratterizzato da una totale pubblicazione in chiave "positiva" sembra meno solido. Come ricordato poco sopra, solo dopo aver studiato -e con la massima attenzione- l'articolo di Grassi-Cocheo-Russo sarà possibile capire la reale portata di tale lavoro e quanto la consistenza di tale "accordo" verrà danneggiata. Ma, mi sembra evidente, prevedere -fin d'ora- un certo “suo (e intendo ..... l’accordo intersoggettivo.... non il nuovo lavoro!) ridimensionamento". Almeno parziale.
Ciò che, invece, mi preme ora sottolineare è come sia, senza alcun dubbio, decisamente importante e, totalmente condivisibile, il "modus operandi" scelto dagli autori (e, se permettete o volete, del CICAP). Quando negli ultimi anni, chi scrive, andava ripetendo (e non solo in relazione ai "cerchi nel grano"): contro la "letteratura scientifica" le uniche critiche ammesse sono -unicamente!- nuove "pubblicazioni" in senso opposto... qualcuno, probabilmente, storceva in naso. Anzi, ne sono certo, tale affermazione risultava sicuramente "sgradevole" a molti. Si preferiva -pur di NON rispondere nel merito- fare ricorso a trucchi ampiamente consolidati: "far uscire" dei lavori scettici che, in realtà, erano semplici articoli pubblicati su riviste auto-prodotte, reportage di noti periodici "divulgativi", commenti di noti ricercatori scettici. Opinioni autorevolissime ma… non articoli scientifici. Parallelamente, alcuni seguaci del "cultismo dei circlemaker" si rendevano protagonisti di alcune delle peggiori figure che la storia dell’ufologia italiana (anzi: della pseudo-ufologia) ricorda. Ma il dilettantismo ufologico lascia sempre il tempo che trova... per fortuna. Invece, chi cerca in maniera seria e corretta di proporre una ricerca ed una divulgazione adeguata all’importanza della materia trattata, si deve conformare a certi comportamenti e, soprattutto, a certe “regole”.
Come le formali “regole” della comunicazione scientifica. Diversi ricercatori (e pochissimi gruppi ed associazioni di ricerca) lo hanno fatto. Almeno in questo paese. Altri, la maggior parte, hanno preferito concentrarsi su altre cose. Ecco perché trovo decisamente positivo ed ampiamente meritorio questo “nuovo” (da parte della cosiddetta “parte scettica”) tipo di approccio. Che… poi è l’unico approccio ammissibile. Sono davvero felice che quanto ho sempre sostenuto sia -adesso- accettato anche dai nostri “avversari” scettici.
Al di là del merito e della reale portata del lavoro in oggetto (che, ricordo, dobbiamo ancora leggere). Indipendentemente dal fatto che ci piaccia o meno. E soprattutto: a prescindere da qualsiasi conseguenza che tale articolo possa avere per le ipotesi del variegato mondo dei possibilisti o, meglio, dei sostenitori della non-convenzionalità del fenomeno (e non tutti considerano dimostrata l’equazione crop=ETH... non dimenticatelo MAI!).
Questo non ci interessa. Ci saranno altri spazi e luoghi per nuove ricerche, nuove indagini, nuovi confronti e dibattiti, nuove analisi e, soprattutto, nuovi articoli scientifici.
Tutto ciò che importa, veramente, è -al contrario- riconoscere da parte di tutti e, indipendentemente dalle proprie posizioni, le stesse regole, le stesse procedure, lo stesso modus operandi. Il resto, infatti, è solo... chiacchiera.
I miei personali complimenti a Francesco e ai suoi colleghi per questo primo articolo scientifico, di segno opposto versus tutte le precedenti analoghe pubblicazioni. Mi auguro, vivamente, che altri colleghi -a torto o a ragione considerati possibilisti- leggano con estrema attenzione non solo questo nuovo lavoro ma –anche!- quelli precedenti (di cui, probabilmente, hanno guardato solo le figure....).
Eviteranno così di perdere, ulteriormente, tempo con i loro continui voli pindarici alla ricerca di.... geometrie impossibili, conformazioni mirabolanti, messaggi incredibili, pesci tatuati, mosche e vari tipi di insetti morti o pietrificati, anomalie (non quelle vere e documentate...) ventose, eccetera, eccetera... Forse, così, avremo un tempo adeguato e maggiori risorse per fare ciò che dovremmo fare...
E che -almeno alcuni di noi- faranno. Comunque.
Ad maiora!

Note:
[1] - Vedi www.x-cosmos.it e www.bltresearch.com/index.html; inoltre: C.Sabadin “Ufologia oggi: quale futuro?”, www.fondazionesentinel.org.
[2] - Non dimentichiamo, peraltro, l’interessantissima sperimentazione messa in atto da alcuni studenti del prestigioso MIT che va nella stessa direzione: Vedi il Forum del Gruppo Camelot: www.forumfree.net/?t=2201403.






La Storia del Cerchio Itinerante di Opera
a cura di Ivan Diceglia, ivan@hwh22.it (Membro Gruppo Camelot e HWH22) - Pag.14

Nella routine delle ricerche ufologiche, si vedono spesso sopralluoghi e rilevamenti sui Crop Circles. Normalmente sono seri e degni di attenzione ma, in alcuni casi, non è così… come una segnalazione pervenutaci riguardante un “PRESUNTO” crop formatosi il 30 Giugno 2004 ad Opera (Milano). 
Secondo quello che è stato testimoniato, il cerchio si sarebbe formato la mattina entro mezzogiorno, e sarebbe composto da sette cerchi perfetti. Fino ad ora ho parlato per ipotesi perché, visto che l’immagine mandataci da un presunto testimone era a dir poco “scandalosa”, due colleghi del Gruppo Camelot (Paolo Bolognesi e Carlo Sabadin) vanno a verificare in loco.
Ma, non solo non ne trovano traccia, ma NESSUNO ne ha mai sentito parlare, ne le forze dell’ordine, ne negli esercizi commerciali, NESSUNO!!! Quindi, senza prova alcuna, viene fatta una rettifica nella quale si dice che il crop si trova altrove e viene mostrata un’altra immagine dove si vede un cerchio fatto veramente “malino”, visto che il grano non sembra nemmeno schiacciato bene, ne piegato seguendo una direzione uniforme. Infatti, in seguito viene pubblicato su un forum noto che è stato fatto da Circlemakers giovanissimi, e che uno di loro sia rappresentato nell’ultima foto con la faccia cancellata, come in un’altra intervista nella quale si vedono incappucciati.
Il fatto che qualcuno abbia dedicato attenzione e credito ad una “cialtronata” del genere, mi fa sembrare che ci sia troppa superficialità nel mondo dell’ufologia, e della ricerca. Questo deve farci riflettere riguardo a chi dare credito e chi no.





Il Cancro dell’Ufologia
a cura di Paolo Bolognesi, paolobolognesi@email.it (Membro Gruppo Camelot e Fondazione Sentinel Italia) - Pag.14

Personaggi come quelli citati dall’amico Ivan Diceglia andrebbero estirpati dall’ambiente ufologico così come si estirpa l’erbaccia da un lussureggiante giardino, o un cancro da un corpo umano.
Gente senza scrupoli che non esita ad usare qualsiasi segnalazione “anomala” per gridare “all’extraterrestre”, che non ha la minima conoscenza storica dell’ufologia, senza nessuna esperienza di indagini sul campo o ricerche condotte in ambito ufologico, e..... nemmeno del significato stesso di U.F.O. e Ufologia, la quale, tramite quel mezzo mediatico che è internet diffonde DISINFORMAZIONE PURA E SEMPLICE sul fenomeno UFO, presentandolo come un fatto di per sé assodato, al quale “loro”, queste persone, avrebbero già trovato la soluzione all’enigma.
Queste persone minano la vera ricerca ufologica, quella seria, fatta di indagini, di ricerche che impegnano per diversi anni gli studiosi del settore, e pongono l’ufologia su di un piano meramente sensazionalistico.
UFO che negli ultimi tempi sono avvistati “solo ed esclusivamente” in quel di Milano (cioè ove risiede il responsabile del forum in questione), esseri umanoidi che non nascondono la loro preferenza per le lande della Brianza, crop circles che sono “migrati” dalla loro patria d’origine, la Gran Bretagna, ai campi degli agricoltori lombardi.
È di pochi giorni fa una segnalazione di un presunto crop circles “mal riuscito” in quel di Pontevalleceppi (PG), quando basta un colpo d’occhio per capire che ci si trova di fronte all’effetto del maltempo, che da diversi giorni imperversava nella zona, e lo “schiacciamento” delle spighe è dovuto all’azione della pioggia e del vento! 
Inoltre queste persone, non solo sfruttano ogni occasione per fare del sensazionalismo ufologico, ma addirittura, come nel caso dei presunti crop circles, vantano contatti personali con presunti circlemakers ed incoraggiano le attività di questi, incorrendo nei reati di istigazione e complicità nel danneggiamento della proprietà altrui (quella dei contadini che si ritrovano il raccolto rovinato prima dai circlemakers e poi dalla frotta di curiosi che accorrono sul luogo).
Questo “sfruttamento” dell’ufologia per meri scopi personali, al fine di presenziare sui media per farsi pubblicità gratuita mette in cattiva luce i ricercatori seri, i quali vengono posti, dalla gente comune, allo stesso livello di questi “cialtroni”, con tutta la negatività che ne consegue per quanto riguarda l’immagine personale e come studiosi.
Quando queste persone vengono presentate (o si presentano) come “ufologi”, personalmente mi ritengo offeso, e come il sottoscritto confido che tutti coloro che si definiscono “Ufologi” con la “U” maiuscola condividano il mio risentimento verso questi autentici “cialtroni” e “pseudoufologi”.
Questi personaggi debbono essere fermati, prima che inizi la metastasi all’interno dell’ufologia!




La Frode di Peter Jennings: all'Interno del Documentario Bufala della ABC sugli UFO
a cura di Steven M. Greer, Direttore del Disclosure Project (www.DisclosureProject.org), traduzione di Lavinia Pallotta, galactica@infinito.it (Membro Fondazione Sentinel Italia e Gruppo Camelot) - Pag.15

[NdR: tratto dal sito della Fondazione Sentinel Italia: www.fondazionesentinel.org/documenti_ufo/frode%20jennings.htm. Si concede il permesso di riportare e divulgare ampiamente quest’articolo a condizione che appaia integralmente o venga accuratamente citato]
Naturalmente il titolo del programma era “Peter Jennings Reporting” ( http://abcnews.go.com/Technology/Primetime ) - se solo fosse stato così. Questa è la storia di come, ancora una volta, i Grandi Media corrotti abbiano defraudato il popolo americano, a cominciare da uno che aveva un posto in prima fila per lo spettacolo. Nell’estate del 2004, come fondatore e direttore del Disclosure Project ( www.DisclosureProject.org ) venni contattato dal produttore della Jennings Productions, Jordan Kronick. 

Questi spiegò che la ABC News stava per entrare nella storia realizzando un serio documentario sull’argomento UFO, per la prima volta sul notiziario network.
Inizialmente scettico - questa musica l’abbiamo già sentita - accettai d’incontrare Kronick nei nostri uffici a Washington DC. Nel corso di diverse ore, discutemmo l’argomento e di come il Disclosure Project abbia individuato molte centinaia di testimoni top-secret militari e governativi di casi e progetti UFO. 

Kronick mostrò grande interesse e affermò ripetutamente che questo era esattamente ciò che Jennings, il produttore capo Mark Obenhaus e lui stavano cercando. Offrii di fornire, "pro bono", TUTTE le interviste video digitali del Disclosure Project e pieno accesso a TUTTI i testimoni del Disclosure Project che volessero cooperare con l’ABC News - inclusi quei testimoni non ancora registrati da noi.
Il lettore a questo punto deve sapere che queste non sono non ben identificate, oscure gole profonde che anonimamente raccontano storie dell’orrore. Sono centinaia di insider militari, governativi e aziendali che sono stati individuati da noi negli ultimi 14 anni.
Si va da generali, ad astronauti ad ufficiali superiori del FAA che erano a conoscenza di casi, progetti e cover-up sugli UFO. Inoltre, abbiamo migliaia di pagine di incontestati e incontrovertibili documenti ufficiali governativi e prove fisiche, fotografie, video, tracce di atterraggi e altre univoche prove.
Il team di produzione della ABC News affermò di volere esattamente questo tipo di prova - e specialmente gli insider rivelatori ad alto livello governativo e militare che potessero credibilmente sollevare il coperchio di decenni di segretezza.
In quanto speciale di due ore del notiziario, l’ABC disse che avrebbero potuto, infine, dare all’argomento la focalizzazione ed il rigore necessari per raggiungere l’obiettivo.
Ma col procedere delle discussioni, divenne sempre più chiaro che Obenhaus e Jennings volessero realizzare, in realtà, una storia di interesse umano - inclusi aneddotici testimoni civili, interviste all’uomo della strada e il genere di sciocca atmosfera carnevalesca che circonda la maggior parte dell’ufologia.
Accettammo di cooperare con la ripresa di una spedizione del CSETI ( Center for Study of ExtraTerrestrial Intelligence - www.cseti.org ) al Monte Shasta, nell’agosto 2004, quando avremmo potuto discutere con Obenhaus, il produttore capo incaricato del progetto.
Rimanemmo increduli quando Obenhaus ci rivelò di essere sicuro che l’argomento non fosse stato realmente tenuto segreto ma fosse solo “finito nel dimenticatoio” a causa della mancanza d’interesse, la pigrizia e così via da parte del governo! Era chiaro che non avesse studiato i dati o le prove fornitegli, e fosse deciso a fare un pezzo “leggero” d’interesse umano e non un reale documentario o progetto di ricerca.
Questo fu poi confermato quando, verso la fine dell’estate, la lunga ricerca promessa e le interviste che avevano detto di voler fare con questi testimoni governativi top-secret non vennero mai realizzate. Parlai qualche altra volta con Kronick che promise di preparare un’intervista e approfondire con questi testimoni inconfutabili e ad alto livello. Non lo fecero mai.
Invece, il programma della ABC News è stato chiaramente più fiacco della maggior parte dei pezzi riguardanti gli UFO nei tabloid dei canali via cavo - essendo costituita la gran parte del documentario da interviste a personaggi UFO, debunker e l’atmosfera carnevalesca di zone calde come Roswell.
Sono apparsi fraudolentemente come “equilibrati” presentando sia scettici che “credenti” - col chiaro sottinteso che gli scettici fossero “veri scienziati” e i “credenti” poveri sprovveduti. Usando l’espediente dell’“obiettività” dei media, la ABC News ha mostrato asimmetricamente diciamo, uno scienziato di Harvard scettico contro un civile che pensava di essere stato aggredito sessualmente dagli alieni!
Le poche, brevissime interviste ai piloti e ai militari erano sommerse dalla pseudo-etnografia falsa e carnevalesca della subcultura UFO miscelata con lunghi spezzoni di scienziati che ridicolizzavano l’intera materia.
Sebbene apparisse obiettivo ed “equilibrato” allo spettatore generico il progetto è stato, invece, un lavoro di disinformazione, accuratamente confezionato per dare la mera apparenza di obiettività.
A parte questo, perché passare così tanto tempo intervistando personalità UFO, dei media e simili - e allo stesso tempo trascurare completamente TUTTI i testimoni militari, governativi e scientifici ad alto livello e le prove da loro forniteci direttamente?
Alla luce della varietà e dell’ambito del materiale che consegnammo loro personalmente, risulta incomprensibile il perché sia stato omesso TUTTO quanto - a meno che non fosse loro intenzione sin dall’inizio fare un lavoro di disinformazione e cover-up.
Per quale altro motivo Peter Jennings avrebbe affermato che il governo degli Stati Uniti non si sarebbe più interessato alla questione dal 1969, quando il Project Blue Book venne chiuso, sebbene a lui ed il suo team avessimo fornito direttamente documenti ufficiali governativi degli Stati Uniti, testimonianze di rivelatori governativi ad alto livello e prove fisiche - incluse registrazioni radar - che dimostravano il contrario? Perché Jennings ha presentato scienziati disinformati chiedendo retoricamente “dove sono le prove fisiche” quando abbondanti prove fisiche sono reperibili e gli erano state offerte?
Perché dunque. Abbiamo ricevuto un documento della CIA del 1991 che dice chiaramente che la CIA ha contatti nei Grandi Media in modo da poter cambiare, sopprimere o inventare notizie. Da questo documento, datato 20 dicembre 1991 e rilasciato il 1 aprile 1992, al direttore del Central Intelligence da parte della Task Force sulla Greater CIA Openness, alla pag. 6: “Il PAO [Public Affaires Office], www.llnl.gov/pao, attualmente ha legami con i cronisti di ogni maggiore agenzia d’informazione giornalistica, quotidiano, settimanale e network televisivo della nazione. Questo ci ha aiutati a trasformare alcune notizie di fallimenti in notizie di successo dell’intelligence. In molti casi, abbiamo persuaso i reporter a posticipare, cambiare, trattenere o persino scartare notizie.”
E da un documento della CIA riguardante le implicazioni degli UFO nella guerra psicologica, trovammo un riferimento agli Studio Disney, ora la casa madre della ABC, usati come risorsa per fare rappresentazioni, in forma di cartone animato, sull’argomento con fini di guerra psicologica. Possiamo sorprenderci che la ABC News abbia, di nuovo, defraudato il popolo americano - fingendo semplicemente di fare notiziari e veri report investigativi, quando in realtà stanno veicolando disinformazione ad un pubblico consenziente?
Oberhaus, senza alcuna ricerca o fondamento nei fatti, si spinse fino ad affermare personalmente davanti a me, che il governo ibrido - il complesso corporativo non sta nascondendo al pubblico nuove energie, propulsione e relative tecnologie! Il suo pregiudizio a riguardo era radicato e irremovibile: lascia perdere i fatti, ho deciso.
E’ difficile conciliare le dichiarazioni della ABC News di voler fare un documentario serio ed un report investigativo quando il produttore capo del progetto, senza alcuna indagine o ricerca, sposa simili ottuse conclusioni sin dal principio.
Chi mi conosce sa che mi piace essere positivo, presentare fatti affermativi e la promessa di una civiltà sulla Terra progredita e sostenibile che benefici della conoscenza di queste nuove tecnologie. Ma è ora che gli americani si rendano conto del fatto che i Grandi Media e i loro padroni sono il problema centrale che impedisce alla verità di venir fuori. Come mi disse un ex-membro del consiglio d’amministrazione del Time Warner, i grossi media sono diventati scribi che si fanno dettare dalla mano destra del re - e il quarto stato è sostanzialmente morto.

UN APPELLO ALL’ AZIONE
Il popolo americano deve chiedere che la ABC News corregga le sue affermazioni fraudolente - e svolga un vero report investigativo in base alle prove serie, i documenti governativi e la coraggiosa testimonianza di rivelatori militari che il Disclosure Project e altri hanno individuato. Il lettore può reperire molte informazioni su queste prove al www.DisclosureProject.org.
Scrivi a Peter Jennings, alla ABC, all’indirizzo: PeterJennings@abcnews.com, o a support@ABCNews.go.com, oppure a abc.news.magazines@abc.com, e chiedi un onesto report investigativo.
Inoltre, contatta per favore la FCC ed esprimi le tue lamentele sulla palese frode perpetrata dalla ABC News nei confronti del pubblico americano. Ricorda: alla ABC News, in quanto network di diffusione, viene dato dalla FCC l’accesso alla trasmissione pubblica. In cambio, abbiamo il diritto di far rispettare, dalla ABC News come dagli altri network, l’attendibilità, l’accuratezza e l’onestà e certamente che si evitino frodi e corruzione lampanti. Non è stato il settore spettacolo della ABC a perpetrare questo report fraudolento nei confronti del popolo americano, ma il settore notiziari. Il fatto di aver epurato un report di due ore così importante di quasi tutte le prove credibili e le testimonianze degli insider governativi, ci spinge a chiedere immediatamente un’udienza in merito dalla FCC. Chi ha indotto Obenhaus e Peter Jennings a coprire queste prove importanti? Perché? La ABC News non può sostenere l’ignoranza a riguardo dal momento che sono state date loro direttamente ampie prove e testimonianze, nessuna delle quali è apparsa nel programma.
Contatta la FCC al: www.fcc.gov/cgb/complaints.html e chiedi un’indagine immediata a riguardo e chiedi che la FCC esiga che la ABC ritratti le sue false affermazioni e presenti le prove che possiede ma che sta nascondendo al pubblico americano.
Ed in ultimo, aiuta il Disclosure in qualsiasi modo tu possa. Aiutaci a far venir fuori la verità. Parla con le persone del www.DisclosureProject.org, dove possono trovare la verità su questo importante argomento. Aiutaci a trovare sostenitori che contribuiranno a costituire un nuovo ed onesto canale d’informazione che riporterà fedelmente di questi e correlati progetti che vengono tenuti segreti illegalmente. Non è arrivato il momento, per noi, di formare un notiziario network - The Disclosure Network - che produca e diffonda veri report investigativi su un’ampia gamma di corruzione governativa e aziendale? Argomenti ora tenuti completamente nascosti grazie alla complicità dei Grandi Media devono essere conosciuti dalla gente se dobbiamo rinnovare e proteggere la democrazia e la divulgazione di tecnologie attualmente nascoste e soppresse, che potrebbero sostituire il petrolio e l’energia nucleare e darci un mondo sostenibile e pacifico.
Non possiamo più avere fiducia che la ABC News o il resto dei Grandi Media lo facciano. Noi, la gente, dobbiamo incaricarci di far venir fuori la verità - e salvare ciò che resta della nostra democrazia e del nostro pianeta. I Grandi Media, che sono diventati complici dei loro padroni, non possono o non vogliono raccontare la verità. E’ il momento di farlo noi per loro.
Steven M. Greer MD
Direttore e Fondatore del The Disclosure Project, Albemarle County Virginia
Marzo 2005
www.DisclosureProject.org  





Nuova categoria a rischio AIDS. Correlazioni statistiche e storiche. 
Introduzione alla Lettura
A cura di Luigi Drago, drago@fondazionesentinel.org  (Membro Gruppo Camelot e Fondazione Sentinel Italia) - Pag.17
18-01-2005

Le persone riconoscono indiscutibilmente nella salute un bene basilare per progettare un futuro migliore per se e per la propria famiglia, alle volte il passare del tempo può far dimenticare quanto lo star bene sia collegato a tutto ciò che riteniamo la normalità della nostra vita, lo studio, il lavoro, la pratica di uno sport, le amicizie, ecc.... 
Ma quando la nostra salute viene a mancare, oppure per prevenire alcune malattie insidiose dobbiamo per forza di cose affidarci alla medicina, sapendo in cuor nostro che il giuramento di Ippocrate è l'anima pulsante di ogni essere Umano che esercita la professione medica.
Purtroppo a volte può capitare che gli errori di ricerca, sperimentazione, e scelte politiche avventate possano colpire la popolazione, compromettendo l'ineguagliabile importanza della salute.
Per gentile concessione di Diego Tomaselli possiamo divulgare nel sito della Fondazione Sentinel la sua ricerca statistica dal titolo "Nuova categoria a rischio AIDS - Correlazioni statistiche e storiche." la quale pone forti interrogativi, aprendo nuove riflessioni su una delle malattie più terribili di fine 20esimo secolo.

Nuova categoria a rischio AIDS. Correlazioni statistiche e storiche. 
A cura di Diego Tomaselli, diegotom@hotmail.com (consulente informatico) - Pag.17

Scopo di questo studio è dimostrare l’esistenza di una categoria a rischio di AIDS finora rimasta sconosciuta, ma desumibile dallo studio approfondito delle statistiche distribuite dall’Istituto Superiore di Sanità. 
La scoperta in oggetto è stata effettuata analizzando in particolare il grafico rappresentato in Figura 3 (“Età mediana [1] alla diagnosi per sesso e anno di diagnosi”) del documento “Aggiornamento dei casi di AIDS notificati in Italia al 31 dicembre 2003” [2] emesso a cura dell’Istituto Superiore di Sanità:
Il grafico [Figura 1] rappresenta l’età alla quale più frequentemente si scopre di essere malati, e mostra l’andamento di questo dato nel tempo. 
Si nota immediatamente una marcata regolarità nell’aumento delle età mediane negli anni, nonché nel suo mantenersi equidistante tra maschi e femmine.

Trattandosi di un calcolo basato non su “medie”, ma su “mediane” (oltretutto effettuato su un numero fortunatamente esiguo di malati) [3] l’esistenza di tale regolarità risulta particolarmente interessante; come vedremo, invece, negli anni statisticamente più rilevanti (cioè quelli col maggior numero di casi) tale regolarità risulta incredibilmente “perfetta”.
Il grafico in esame riporta le età con solo i numeri pari (da 24 a 40 anni) mentre gli anni di diagnosi sono precisamente riportati. 
Per evidenziare più efficacemente i dati che hanno formato la base di questo studio, riportiamo invece gli stessi dati su scala esatta riferendola, per semplicità, ai soli uomini, che rappresentano comunque oltre i ¾ di tutti i casi: [4] 
Il grafico [Figura 2] così modificato, non solo mostra più chiaramente l’andamento di tale regolarità, ma ne palesa immediatamente l’inclinazione quasi perfetta a 45° ed il suo svolgersi in una retta, anch’essa quasi perfetta.
Questo fenomeno è particolarmente evidente nel periodo 1994 – 2000, comprendente gli anni in cui è stato rilevato il maggior numero di casi (1994 - 1996) [5] e che pertanto rappresenta, dal punto di vista statistico, quello più indicativo.

Come si nota, in tutti questi anni, l’età alla quale ci si ammala di AIDS è salita quasi perfettamente (e in modo assolutamente perfetto nel periodo summenzionato) di un anno ogni anno
Potrebbe sembrare una semplice coincidenza, tuttavia se si considerano, anziché le età, i relativi anni di nascita, ci si rende immediatamente conto che, ad esempio:
- il gruppo di persone più colpito nel 1994 (e cioè gli uomini 33enni, secondo sempre lo stesso grafico) era composto dai nati nel 1961/60 [6]
- il gruppo di persone più colpito nel 1995 (e cioè gli uomini 34enni) era composto dai nati nel 1961/60
- il gruppo di persone più colpito nel 1996 (e cioè i 35enni) era composto dai nati nel 1961/60
- il gruppo di persone più colpito nel 1997 (i 36enni) era composto dai nati nel 1961/60
- il gruppo di persone più colpito nel 1998 (37enni) era composto dai nati nel 1961/60
- il gruppo più colpito nel 1999 (38enni) era composto dai nati nel 1961/60
- il più colpito nel 2000 (39enni) era composto dai nati nel 1961/60

Gli altri anni differiscono di molto poco rispetto a quelli forniti come esempio, che comunque rappresentano il periodo statisticamente più importante, dato che ricomprende gli anni col maggior numero di casi. In altri termini, si può osservare che il range delle classi più colpite dall’AIDS è estremamente ristretto: il grafico fornito dall’Istituto Superiore di Sanità può essere ridisegnato sostituendo l’età anagrafica con il relativo anno di nascita, [7] palesando così, anche visiv amente, la particolare predisposizione ad ammalarsi di alcune classi specifiche..... [continua sul sito web della Fondazione Sentinel Italia: www.fondazionesentinel.org ]
Tutti i diritti riservati. Riproduzione, anche parziale, vietata. Indirizzare eventuali richieste di autorizzazione alla pubblicazione direttamente all’autore.

Note Bibliografiche:
[1] - Semplificando, la differenza tra “media” e “mediana” è data dal fatto che per il calcolo della seconda si effettua il semplice conteggio dei casi: affermare quindi che “l’età mediana alla diagnosi è di 40 anni” equivale a dire che “il maggior numero di casi di AIDS è stato riscontrato proprio tra i pazienti 40enni” e non, come sarebbe possibile nel caso si usasse il termine età media, “a 20enni e 60enni in egual misura”.
[2] - http://www.iss.it/publ/noti/2004/04s2/art1.html 
[3] - Fortunatamente, solo 1758 casi nel 2003 e meno di cinquecento prima del 1987 ( http://www.iss.it/publ/noti/2004/04s2/tab1.html ).
[4] - Precisamente il 77, 7%, secondo lo stesso documento ( http://www.iss.it/publ/noti/2004/04s2/art1.html )
[5] - Secondo lo stesso documento ( http://www.iss.it/publ/noti/2004/04s2/art1.html  - Fig. 1).>
[6] - L’anno di nascita non può essere calcolato precisamente, dato che la data esatta della diagnosi può avvenire prima o dopo il compimento del compleanno nell’anno in esame, per cui una diagnosi effettuata nell’arco dell’anno 2000 su un paziente 33enne può riguardare sia un soggetto nato nel 1961 che avesse già compiuto gli anni nell’arco dello stesso anno, sia un paziente che invece è nato nel 1960 ma non abbia ancora compiuto i 34 anni.
[7] - Come detto, l’anno di nascita può oscillare a seconda del momento in cui la diagnosi viene effettuata rispetto alla data di nascita del soggetto; per esigenze di chiarezza il grafico considera, ad esempio, le diagnosi rilasciate a soggetti 39enni nel 2000 come nati nel 1961 (2000 – 1961 = 39), anche se, come detto, possono essere nati nel 1960, ma non aver ancora compiuto i 40 anni al momento della diagnosi.

 

 

 

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