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Tutti i numeri
del giornale aperiodico di ufologia "Camelot Chronicles" si possono scaricare gratuitamente
da questo sito in formato PDF e HTML, e si possono trovare in formato cartaceo alle conferenze del Gruppo Camelot
e dei suoi Collaboratori
Editoriale
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"European UFO Congress 2005
Chalon en Champagne, France
14-15 e 16 Ottobre"
Mancano pochi mesi all'evento più importante in Europa di questi ultimi anni riguardante l'ufologia e le scienze di frontiera in generale.
La redazione di Camelot Chronicles vi invita a leggere i numerosi ed interessanti articoli di questo numero, in modo che possiate maturare conoscenze, riflettere sui fatti, discutere tra di voi e con noi, allargare gli orizzonti, guardare lontano, e capire che l'ufologia italiana, quella seria, che lavora, che fa ricerca, che produce e che è composta da moltissimi ufologi ricercatori e semplici appassionati, continua, giorno dopo giorno a produrre risultati apprezzati in Italia e non solo.
Saremo presenti in molti al prossimo congresso francese e questo ci rinfranca e ci fa capire che alla fine "il lavoro viene premiato".
buona lettura,
cordialmente vostra,
La Redazione
Superare
il “Paradosso di Fermi”? Risposta Affermativa.
Introduzione alla Lettura
a cura di Carlo Sabadin, sabinsky@tiscali.it
(Membro Gruppo Camelot, Fondazione Sentinel Italia, MOSAC e HWH22)
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Pag.2
Secondo Charles Caleb Colton “l'imitazione è la più sincera forma di adulazione” e, non stupisce affatto, vedere nelle più disparate “discariche ufologiche virtuali” un sempre maggiore ricorso a tale “pratica” con risultati decisamente deludenti..... Ma sappiamo bene che lo “stile” non può essere auto-imposto e, d’altra parte, per taluni soggetti non esistono -oggettivamente- differenti mezzi per poter ottenere una qualche “parvenza” di visibilità (peraltro..... assolutamente effimera..... come tutto ciò che “producono”). Quando però lasciamo gli spazi del più inutile e patetico folklore ufologico ed entriamo nell’Ufologia “vera”, il discorso si fa molto serio. Dannatamente serio.
In questo ambito contano, esclusivamente, i fatti e i risultati raggiunti. Uno dei più importanti “frutti” raccolti dall’Ufologia “Vera”, in questi ultimi tempi, è ottimamente rappresentato dalla traduzione che andrete a leggere. E non tanto per l’ineccepibile lavoro svolto da Lavinia Pallotta (Membro Fondazione Sentinel Italia e Gruppo Camelot)..... a questo ci siamo abituati ma, soprattutto, perché la British Interplanetary Society,
www.bis-spaceflight.com/publicB.htm
(una delle più prestigiose riviste “scientifiche” in circolazione”..... davvero “scientifiche”!) e il Dr. B. Haisch hanno acconsentito alla traduzione del testo e alla sua pubblicazione su siti..... anche ufologici. I nostri.
Non mi risulta esistano altri precedenti in tal senso e il risultato è assolutamente molto chiaro. Ecco perché vi consiglio, caldamente, la lettura del testo in oggetto dove, serissimi scienziati dotati di un curriculum ineccepibile, affrontano e “smontano” uno degli ultimi baluardi a difesa delle posizioni più scettiche: il paradosso di Fermi.
È indiscutibile come, all’interno del mondo scientifico, si stia imponendo (grazie, “in primis”, al lavoro di Massimo Teodorani,
www.fondazionesentinel.org/documenti_ufo/
Hessdalen/intervista teodorani 22 05
04.htm) un nuovo corso e stia nascendo un vero accordo intersoggettivo su queste tematiche.
Eh sì. I tempi stanno cambiando anzi..... sono già cambiati.
Buona lettura,
Carlo Sabadin
Implicazioni della Teoria dell’Inflazione per le Visite Extraterrestri
a cura di J.Deardoff (1), B.Haisch (2), B.Maccabee (3) e H.E.Puthoff (4)
traduzione di Lavinia Pallotta, galactica@infinito.it
(Membro Gruppo Camelot e Fondazione Sentinel Italia)
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Pag.1
- (1) 1689 S.W.Knollbrook Pl., Corvallis, Oregon 97333, USA;
- (2) National Aviation Reporting Center on Anomalous Phenomena (NARCAP,
www.narcap.org), Post Office Box, 1535, Vellejo, California, USA;
- (3) Fund for UFO Research, Post Office Box 277. Mt Rainer, Maryland, 20712, Stati Uniti;
- (4) Institute for Advanced Studies at Austin, 4030 W. Braker Ln., Suite 300, Austin, Texas 78759, USA,
puthoff@earthtech.org;
Abstract:
Recentemente si è sostenuto che il ragionamento antropico applicato alla Teoria dell’Inflazione rafforzi la previsione secondo la quale dovremmo fa parte di una vasta civiltà galattica, rafforzando così il paradosso di Fermi “Dove sono tutti?”. Inoltre, la teoria delle superstringhe e della M-brane ammette la possibilità di universi paralleli, alcuni dei quali, in linea di principio, potrebbero essere abitati. In aggiunta, discussioni riguardo ad un concetto così esotico di trasporto come “wormhole attraversabili” ora le si trovano nella rigorosa letteratura di fisica. Di conseguenza, la soluzione al paradosso di Fermi “siamo soli”, basata sui limiti delle opinioni dell’inizio XX secolo, appare oggi in contrasto con i nuovi sviluppi delle migliori teorie di fisica e astrofisica. Per tanto riesaminiamo e rivalutiamo l’attuale ipotesi secondo cui gli extraterrestri o le loro sonde non si trovano in prossimità della Terra e ipotizziamo invece che potrebbero essere trovate alcune prove della loro presenza, in determinati rapporti UFO di alta qualità. Questo studio approfondisce l’ipotesi precedente secondo cui: (1) il viaggio interstellare da parte di civiltà avanzate non esula a priori dai principi della fisica e, quindi, potrebbe essere fattibile, e (2) che tali avanzate civiltà potrebbero preferire la ricerca della conoscenza da specie incontaminate piuttosto che una comunicazione diretta tra specie, e di conseguenza scegliere un apparente occultamento della loro presenza.
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Parole chiave:
Paradosso di Fermi, ipotesi extraterrestre, visite extraterrestri, fenomeno UFO, Condon Report, SETI.
[NdR: quest’articolo è stato pubblicato dal Journal of the British Interplanetary Society, vol. 58, pp.43-50, 2005,
www.bis-spaceflight.com
e www.ufoskeptic.com; viene qui pubblicato su autorizzazione della British Interplanetary Society,
www.bis-spaceflight.com/publicB.hml, e del Dr.B.Haisch,
www.ufoskeptic.com, che ringraziamo per tale possibilità; Tratto dal sito web
www.fondazionesentinel.org/documenti_ufo/implicazioni.htm]
1. Introduzione
La domanda sempre ricorrente sul perché sembra che la Terra non sia stata visitata da extraterrestri (ET) ha dato vita a numerose discussioni sul tema del “Paradosso di Fermi”. Il problema nacque come battuta di Enrico Fermi ai suoi colleghi dopo pranzo, un giorno del 1950 a Los Alamos. Se ipotizziamo l’esistenza di solo un’altra o molte civiltà aliene nella Via Lattea della nostra galassia, e se ipotizziamo la colonizzazione che implica il viaggio interstellare vicino alla velocità della luce o molto meno, il modello di diffusione prevede la colonizzazione o almeno la visita di tutti i pianeti abitabili della galassia nella scala temporale di decine milioni di anni, molto meno rispetto agli approssimativi 13 x 109 anni di età della galassia stessa. Da qui il paradosso: dove sono tutti [1]?
Possibilità teoriche sconosciute a Fermi, oggi rendono persino più forte il paradosso. Ora si può congetturare razionalmente riguardo le prospettive presentate dagli universi paralleli a membrana [ovvero la “teoria M-brane”, 2]. Pertanto, se l’esistenza di un universo multi-dimensionale come si deduce dalle Teorie delle Superstringhe e della M-brane è corretta, potrebbero esserci universi abitati a minuscole distanze ortogonali dal nostro. Inoltre, il ragionamento antropico è stato recentemente applicato alla teoria dell’inflazione, per arrivare ancora una volta alla conclusione che dovremmo trovarci all’interno di una più vasta civiltà galattica [3]. Mentre una volta, la soluzione al paradosso di Fermi “Siamo soli” era l’unica apparentemente valida, oggi risulta incompatibile con l’assunto dell’auto-campionamento casuale e dell’universo infinito, coerente con la teoria dell’inflazione. Ci troviamo così nella curiosa posizione per cui l’attuale teoria cosmologica prevede che si dovrebbe avere esperienza di visite extraterrestri. Allo stesso tempo, le attuali fisica e astrofisica suggeriscono che tali visite possano non essere impossibili come si credeva.
2. Recenti Progressi Scientifici
In recenti scoperte astronomiche, sono stati catalogati oltre 100 esopianeti, con la sensibilità di localizzazione ora aumentata al punto che, ad esempio, un pianeta delle dimensioni di Giove si è dedotto si trovasse in un’orbita simile a quella di Giove, attorno ad una stella simile al Sole [4]. Nel campo dell’esobiologia, molte recenti attività suggeriscono che alcuni degli elementi fondamentali per la vita possano avere origine nello spazio come anche essere trasportati dai meteoriti [5-6]. La possibilità di una diffusa panspermia ha ricevuto nuovo impeto [7-8]. Tali studi e scoperte rendono plausibile l’ipotesi che ci sia vita intelligente altrove, nell’universo. Questo, naturalmente, è il postulato fondamentale formulato dai sostenitori del SETI, Search for ExtraTerrestrial Intelligence, che usa mezzi di localizzazione ottici o a microonde.
L’ipotesi extraterrestre (ETH), secondo la quale la vita intelligente proveniente da “altrove” nell’universo potrebbe stare facendo visita alla Terra, è diventata meno inverosimile attraverso la tesi secondi cui il limite della velocità della luce -“loro non possono giungere fin qui da là”- non è così limitante come ipotizzato in precedenza. Questo limite vede la propria origine nella teoria speciale della relatività, che non mettiamo in discussione. Ad ogni modo, nel contesto della relatività generale (GR) ci sono tre approcci che potrebbero permettere di by-passare legittimamente tale limite, data una conoscenza sufficientemente avanzata (forse di milioni di anni) di fisica e tecnologia.....
[NdR: il resto del lungo articolo, ovvero il secondo paragrafo, unitamente ai paragrafi 3, 4, 5 e 6 si possono trovare al sito web
www.fondazionesentinel.org/documenti_ufo/implicazioni.htm]
7. Conclusioni
Nonostante il fenomeno UFO continui ancora oggi da più di due generazioni, l’enorme vantaggio tecnologico dei presunti ET si presenterebbe ancora come un grande shock per molti scienziati così come anche cittadini, come ha indicato il Brooking Report [47]. Potrebbe essere così grande da sfidare seriamente la nostra realtà consensuale, un pericolo non insignificante. L’essere impotenti nei confronti della loro presunta potenzialità e vantaggio evolutivo potrebbe non essere in gran parte ben accetto, e non sarebbe una sorpresa il fatto che la scienza avrebbe difficoltà ad accettare la situazione [48]. Ciononostante, la realtà del fenomeno e il fatto di essere stati scoperti già da tempo da ET progrediti ora può risultare più probabile della soluzione al paradosso di Fermi attraverso la non esistenza di ET avanzati o la loro incapacità di esplorare o colonizzare la galassia. Pertanto è necessaria un’aperta ricerca scientifica a riguardo, con una particolare attenzione verso i resoconti UFO di alta qualità, che sembrano mostrare indizi di coinvolgimento d’intelligenza e strategia ET.
Ringraziamenti:
Ringraziamo P.Sturrock della Stanford University e T.Roe del National Aviation Reporting Center of Anomalous Phenomena (NARCAP) per i miglioramenti suggeriti.
Note:
1. S. Webb, “If the Universe is Teeming Aliens... Where is everybody? Fifty solutions to the Fermi Paradox and Problem of Extraterrestrial Life”, Copernicus Books, New York, 2002.
2. E. Dudas, “Theory and Phenomenology of type I strings and M-theory”, Class. Quant. Grav., 17, R41, 2000, (hep-ph/0006190).
3. K. D. Olum, “Conflict between anthropic reasoning and observation”, ANALYSIS, 64, p.1, 2004, (gr-qc/030370).
4. S. Udry, M. Mayor, e N. C. Santos, “Statistical properties of exoplanets. I. The period distribution: Contraints for the migration scenario”, Astron. Astrophys., 407, p.369, 2003.
5. B. C. Coughlin, “Searching for alien haven in the heavens”, Proc. Natl. Acad. Sci. U.S.A., 98, p.796, 2001.
6. D. P. Glavin, O. Botta, G. Cooper, e J. L. Bada, “Identification of amino acid signatures in carbonaceus chondrites”, Proc. Natl. Acad. Sci. U.S.A., 98, p.2138, 2001.
7. M. K. Wallis e N. C. Wickramasinghe, “Interstellar transfer of planetary microbiota”, Mon. Not. R. Astron. Soc., 348, p. 52, 2004.
8. W. M. Napier, “A mechanism of interstellar panspermia”, Mon. Not. R. Stron. Soc., 348, p. 46, 2004.
47. U.S. House of Representatives report No 242, “Proposed Studies on the Implications of Peaceful Space Activities for Human Affairs”, 1961.
48. P. A. Sturrock, “Extraterrestrial intelligent life”, Q. J. R. Astron. Soc., 19, p.521, 1989.
Una Nuova Freccia al Nostro Arco
Introduzione
a cura di Luigi Drago, drago@fondazionesentinel.org
(Membro Gruppo Camelot e Fondazione Sentinel Italia)
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Pag.3
[NdR: tratto dal sito web: www.fondazionesentinel.org/documenti_ufo/
implicazioni%20commento%20teodorani.htm]
La Fondazione Sentinel Italia esprime soddisfazione per aver ottenuto l'autorizzazione da parte della British Interplanetary Society e del Dr.B.Haisch, British Interplanetary Society,
http://www.bis-spaceflight.com/publicB.htm, e del Dr.B.Haisch,
www.ufoskeptic.org, di poter divulgare tramite il suo sito ufficiale,
www.fondazionesentinel.org, l'articolo "Inflation-Theory Implications for Extraterrestrial Visitation",
www.fondazionesentinel.org/documenti_ufo/implicazioni.htm, grazie all'ottimo lavoro svolto, di relazioni con gli autori e di traduzione da parte del Presidente attualmente in carica Lavinia Pallotta.
Crediamo alcune volte che lavori come questo d'interazione fra scienza ed ufologia possano trovarsi solo all'estero, e precisamente nell'area ufologica anglo-americana, confermando ancora una volta il luogo comune dell' "esterofilia" di noi Italiani, e del fatto che è difficile in Italia diventare "profeti" nel paese natale, personalmente credo che si debba sempre più interagire con persone competenti,serie,e in buona fede qui in Italia come in Europa per poter alzare sempre più il livello della ricerca e dei ragionamenti che ne conseguono, forte di queste motivazioni, come non chiedere un commento riguardo all'articolo "Implicazioni della Teoria dell’Inflazione per le Visite Extraterrestri" all'amico Massimo Teodorani, profeta in patria, in quanto i suoi lavori possono sfatare benissimo il luogo comune sopra accennato.
AugurandoVi una buona ed attenta lettura,
Vi saluto,
Luigi Drago
Una Nuova Freccia al Nostro Arco
a cura di Massimo Teodorani,
mteodorani@libero.it (Ph.D., Astrofisico, Open SETI Initiative:
www.zeitlin.net/OpenSETI/OSI.html#members)
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Pag.3
[NdR: tratto dal sito web:
www.fondazionesentinel.org/documenti_ufo/
implicazioni%20commento%20teodorani.htm]
21/02/2005
L’articolo “Inflation-Theory Implications for Extraterrestrial Visitation” dei colleghi anglo-sassoni Deardorff, Haish, Maccabee e Puthoff, ora finalmente tradotto anche in italiano
(www.fondazionesentinel.org/documenti_ufo/implicazioni.htm) dalla brava Lavinia Pallotta Presidente della Fondazione Sentinel Italia (organizzazione encomiabile, anche per aver ottenuto il permesso di traduzione dai suddetti autori), rappresenta senz’altro un importante passo avanti nella trattazione scientifica su riviste mainstream con peer review in materia di intelligenza extraterrestre e delle sue possibili interazioni con la Terra.
Il problema imposto da ormai 60 anni dal famoso “Paradosso di Fermi”, viene qui superato in maniera convincente alla luce delle nuove scoperte della fisica teorica, in particolare:
a) la teoria delle superstringhe e quella della “M-brane”, che prevedono la possibilità di altre dimensioni;
b) la teoria che sta alla base della “fisica del campo del punto zero”, secondo la quale il vuoto può essere “ingegnerizzato” in maniera tale da permettere la propulsione superluminale; |

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c) la teoria sui “wormholes” prevista dalla stessa teoria della relatività Einsteiniana che, soprattutto alla luce delle nuove scoperte del fisico russo Krasnikov,
www.theorie.physik.uni-muenchen.de/~marco/poster_sc/k.html, permette l’attraversamento in tempi rapidi di grandi distanze interstellari utilizzando cunicoli spazio-temporali.
E se ne potrebbero aggiungere anche altre che questi autori non citano. La stessa natura inflazionaria dell’espansione cosmologica sembra invocare regimi superluminali. Se già al nostro livello, al giorno d’oggi noi siamo in grado di concepire rivoluzionarie teorie in fisica, non dovremmo meravigliarci di quello che civiltà evolute magari un milione di anni più della nostra potrebbero avere realizzato. In parte i risultati stessi delle “equazioni di diffusione”, invocate per spiegare in maniera quantitativa la possibilità di migrazione interstellare, e poi le teorie stesse che rendono possibile il viaggio interstellare, sembrano propendere per una probabilità non banale che il nostro Sistema Solare, Terra inclusa, possano essere stati visitati, non una ma più volte.
In forza delle più che fondate tesi esposte nell’articolo, i quattro scienziati autori dell’articolo preparano il terreno alla discussione successiva incentrandola su un’analisi critica, anche sotto il profilo storico, della tematica delle testimonianze di eventi “UFO”, spiegando in maniera mirabile l’excursus storico che ha portato dagli arbitrii del direttore ufficiale del Progetto Condon alle prime “disclosures” dei giorni nostri. In modo particolare vengono illustrati in maniera ufficiale gli eventi essenziali che portarono brillanti scienziati in cooperazione a mettere a punto sicuramente il più importante trattato scientifico di quel tempo sugli UFO qual’era il Progetto Condon, che seppur carente nel numero di casi analizzati, fu in grado tuttavia di fornire la prova che alcune delle testimonianze di eventi Ufo esaminate erano realmente casi non identificati.
Viene mostrato come l’arbitrio stesso del direttore del Progetto Condon, il Prof.Edward Condon, bollò sulla copertina del libro stesso (oltre 1000 pagine) come “inesistente” ogni interesse scientifico in materia di Ufo, tradendo così – con una mossa politica - lo sforzo di tantissimi scienziati di talento che avevano collaborato per lui e impedendo, in maniera chiaramente subliminale, a chiunque di verificare in profondità che il progetto stesso contenesse argomenti di interesse per la ricerca scientifica presente e futura. Nella parte successiva gli autori discutono una possibile strategia ET che potrebbe giustificare il loro silenzio, dagli autori interpretato come “embargo”, nell’ambito di una procedura di non-ingerenza negli affari umani e quindi sostanzialmente benevola. Può essere che questa parte dell’interpretazione, per quanto più che legittima e possibile, sia arbitraria o per lo meno incompleta.
Il silenzio ufficiale di ET unito al manifesto comportamento dei presunti “ufo”, può essere interpretato in vari altri modi alternativi, uno di questi, che piaccia o no, è che civiltà ET che abbiano per qualche ragione deciso di compiere mutazioni genetiche tali da amplificare la funzionalità dell’emisfero razionale del loro cervello (il sinistro) a totale discapito di quello intuitivo (il destro) e della coscienza stessa, potrebbero essere orientate a caratterizzarsi come razza di “predatori senza scrupoli”, più che motivati a sopraffare la Terra in maniera sottile, nascosta, calcolata e cinica. Il film Independence Day, per quanto spettacolare, è irrealistico e puerile in tal senso. Una razza di “predatori razionali” opererebbe in maniera completamente coperta allo scopo di sopraffarci in maniera silenziosa e graduale, a volte manifestandosi nei nostri cieli magari per far sognare ingenui e acritici osservatori. Si spera che uno scenario del genere possa essere solo un’ipotesi.
D’altra parte ci si chiederebbe cosa diventerebbe la civiltà umana anche solo in 100 anni se, riuscendo ad evitare con grande astuzia l’autodistruzione, riuscisse ad aumentare esponenzialmente il proprio potenziale tecnologico senza aumentare di pari passo il livello di coscienza morale ma facendolo ulteriormente regredire in maniera entropica. Con ciò non si esclude che esistano civiltà galattiche evolute in maniera globale (anche morale), ma certamente si tratterebbe di un club galattico che ha escluso dal suo consesso ogni genere di predatori evoluti. Ciò non toglie che questi ultimi possano esistere, a danno non solo della nostra società planetaria ma anche di altre, e questo, parallelamente alla possibile esistenza anche di civiltà evolute spiritualmente oltre che scientificamente, tutte prese a tenere sotto controllo la situazione senza per questo voler ricorrere a palesi azioni di contrasto.
Per finire, l’articolo di Deardorff et al. denuncia una fondamentale carenza. I tre autori sembrano concentrarsi, seppur in maniera dotta, dialettica ed estremamente seria, su “dati” di natura ufologica (ovvero testimoniale), neanche tanto aggiornati, e non sulle strategie di tipo prettamente fisico-astronomico previste dal protocollo SETV (Search for ExtraTerestrial Visitation,
www.daviddarling.info/encyclopedia/S/SETV.html), strategie che prevedono non la valutazione, per quanto ponderata che sia, delle testimonianze Ufo, ma il pragmatico monitoraggio strumentale del Sistema Solare e della Terra stessa al fine non solo di cercare tracce di intelligenza ET ma anche di capire come questa si esplica tecnologicamente.
Ricercatori scientifici – e non ufologi - come l’ingegnere spaziale Scot Stride,
www.daviddarling.info/encyclopedia/S/Stride.html
(il quale tra l’altro ha pubblicato proprio sulla JBIS su questo argomento nel 2001), l’astronomo Eamonn Ansbro,
www.daviddarling.info/encyclopedia/A/Ansbro.html, il paleontobiologo Bruce Cornet,
www.abcfield.force9.co.uk/b_cornet/index2.html, e il sottoscritto, hanno già ripetutamente dimostrato con loro pubblicazioni che, in alternativa alla ricerca standard del SETI,
www.daviddarling.info/encyclopedia/S/SETI.html, la ricerca scientifica di intelligenze extraterrestri in visita sul nostro pianeta può essere condotta in maniera credibile solo utilizzando sensori di misurazione (automatici e non) in aree di ricorrenza di fenomeni atmosferici anomali. Il sottoscritto, nell’ambito dei progetti pilota rappresentati dalle missioni EMBLA a Hessdalen,
www.hessdalen.org/index_e.shtml, ha già dimostrato che la “strategia del setaccio” fondata proprio sulla raccolta di dati con tecniche strumentali e non tramite la valutazione testimoniale, può permettere sia di espandere il livello di conoscenza di fenomeni fisici poco conosciuti simili ai fulmini globulari, che di estrarre dati strumentali discrepanti che potrebbero essere di grande interesse per la possibile ricerca di intelligenza ET qui sulla Terra.
La possibile scoperta dell’azione di intelligenze aliene qui sulla Terra, può essere realizzata solo ed esclusivamente con i mezzi della scienza fisica attuale, quelli che permettono di misurare parametri fisici e di sottomettere in maniera convincente eventuali scoperte in tal senso su riviste mainstream come,
www.nature.com/index.html. Non si esclude che la valutazione dei casi ufologici debba essere ignorata, al contrario! E nel caso dell’articolo dei quattro scienziati di cui sopra, si apprezza moltissimo la trattazione dialettica e ben ponderata dei casi testimoniali ufo di importanza storica. Si richiede invece che a tale valutazione, una volta scremata dai moltissimi casi di dubbio interesse o dai casi spiegabili prosaicamente, faccia seguito un monitoraggio in piena regola, al fine di valorizzare proprio le stesse testimonianze e di premiare la buona fede dei testimoni.
In conclusione, a prescindere dalla carenza qui sopra fatta notare, l’articolo di Deardorff et al. va senz’altro elogiato e considerato un lavoro di alto livello pionieristico e di grande stimolo intellettuale, certamente uno dei davvero pochi punti di riferimento per il ricercatore serio. Un nuovo passo avanti, dunque, e una grossa spinta a procedere senza timore. Purtuttavia, il sottoscritto, non ritiene che la pubblicazione di un articolo come questo, così come articoli sulla ricerca SETV, sia sufficiente a far cambiare mentalità, o addirittura paradigma, ad un establishment scientifico tutt’altro che libero da interferenze extra-accademiche, tuttora ancora proteso a promulgare in maniera quasi-inerziale una scienza ormai datata e un protocollo SETI che, seppur validissimo in sé dal punto di vista tecnologico e in alcuni aspetti della scienza ivi coinvolti, denuncia gravi limitazioni e sostanziali errori strategici sul profilo eminentemente scientifico.
D’altra parte, alla fine, è il contribuente stesso che deve decidere dove devono essere destinati i denari estratti dalle sue fatiche quotidiane come fondi per la ricerca pubblica. Ci si aspetta che ciò possa succedere in tutte le società civili e democratiche. Un progetto, come il SETI, ormai diventato abbastanza impopolare e, fino ad ora quasi fallimentare in termini di risultati concreti, non può fare moltissima strada senza incorrere in un ripido calo dell’indice di gradimento sia da parte dei cittadini della società umana che da parte degli enti privati che diversi anni fa hanno deciso di finanziarlo. Nel frattempo, il progetto SETV si è prima sviluppato all’interno del SETI, poi se ne è distaccato recentemente diventando struttura indipendente.
E a differenza del SETI che, fino ad ora, non ha manifestato alcun desiderio di dialogo se non imporre dictat, estromissioni e compromessi (quando andava bene) alla controparte, il progetto SETV, ora a tutti gli effetti rappresentato dall’organizzazione Open SETI,
www.zeitlin.net/OpenSETI/Opening.shtml
(iniziativa voluta e creata dallo scienziato spaziale e pioniere SETI Gerry Zeitlin), pur non accettando compromessi di alcun genere è aperto al dialogo con i progetti tradizionali sia ora che in futuro, e questo al di fuori di qualunque improduttiva mentalità tesa alla rivalità, al sospetto e al timore reciproco. E’ per la società umana che la ricerca scientifica di ET opera, e la natura stessa della ricerca dovrebbe unire assieme gli sforzi sia di amici che di nemici per perseguire un comune e efficace obiettivo che ci porti ad ampliare il sapere umano, specie in argomenti come questo, che più che “affascinanti” sono di vitale importanza per la crescita e maturazione dell’umanità.
Bibliografia Essenziale
- Ansbro, E. (2001) “New OSETI observatory to search for interstellar probes”, In: S. A. Kingsley and R. Bhathal (eds.) The Search for Extraterrestrial Intelligence (SETI) in the Optical Spectrum III. Proc. SPIE, Vol. 4273, pp. 246-253. USA.
- Cornet, B. and Stride, S. L. (2003) Solar System SETI Using Radio Telescope Array. Contact in Context, SETI League,
http://cic.setileague.org/cic/v1i2/s3eti-ata.pdf
- Davis, E. W. (2004) “Teleportation Physics Study”. Special Report N. AFRL-PR-ED-TR-2003-0034 (78 pages) - Air Force Research Laboratory, Air Force Materiel Command, Edwards Air Force Base CA 93524-7048. Also in:
www.fas.org/sgp/eprint/teleport.pdf
- Stride, S. L. (2001) “An instrument-based method to search for extraterrestrial interstellar robotic probes”. J. Brit. Interplanetary Soc. 54, 2-13.
- Teodorani, M. (2000) “Physical data acquisition and analysis of possible flying extraterrestrial probes by using opto-electronic devices”. Extraterrestrial Physical Review 1, 32-37.
- Teodorani, M. (2004) “A long-term scientific survey of the Hessdalen phenomenon”. Journal of Scientific Exploration n.18, 217-251,
www.scientificexploration.org.
- Teodorani M. (2005), “An Alternative Method for the Scientific Search for Extraterrestrial Intelligent Life: “The Local SETI”, (14 pages). In: J. Seckbach (ed.) Book: Life as We Know It, Springer, COLE Books, Vol. 10. Accepted December 2004. In Press
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