Speciale Abduction - N° 8, 2004
Camelot Chronicles

 

Google
 
Web www.camelotchronicles.com

Tutti i numeri del giornale aperiodico di ufologia "Camelot Chronicles" si possono scaricare gratuitamente da questo sito in formato PDF e HTML, e si possono trovare in formato cartaceo alle conferenze del Gruppo Camelot e dei suoi Collaboratori

Pag. 1-2 (340 KB) Formato Documento Adobe Acrobat PDF [ potete scaricare Adobe Acrobat Reader gratuitamente da questo sito (circa 9.3 MB) ]
Pag. 3-4 (240 KB)
Pag. 5-6 (255 KB)
Pag. 7-8 (267 KB)
Pag. 9-10 (340 KB)
Pag. 11-12 (240 KB)

Numero 8 - Anno 2004

 



Post Abduction - Seconda Parte 
a cura di Luigi Drago drago@fondazionesentinel.org (Direttore Sez. Studi Ufologici Fondazione Sentinel Italia, Ref. Piemonte Stargate Group, Gruppo Camelot) - Pag.1

[NdR: la prima parte dell'articolo, edita sul numero 7 di Camelot Chronicles, si può trovare anche alla pagina web: http://www.fondazionesentinel.org/documenti_ufo/abduction/postabduction.htm; consigliamo a tutti di leggere quella parte, prima di leggere quest'articolo]

Tralascio volutamente l’aspetto traumatico delle abduction, ovvero le fasi iniziali e le dinamiche dei vari test “medici” ai quali vengono sottoposti i prelevati, ma per rimanere nel contesto della postabduction mi soffermerò su tutto ciò che riguarda i momenti prima del rilascio e le ripercussioni nella vita della persona che inconsapevolmente è stata coinvolta a vivere un’esperienza anomala, per cercare di essere più chiaro possibile evidenzierò alcune testimonianze che ritengo più significative, e le quali fanno nascere spontaneamente alcune considerazioni: 

4* In seguito all’incontro ( alieno ), Ed scoprì di essere più intuitivo e più sensibile a tematiche sociali, politiche e scientifiche, e “che gli altri ragazzi mi guardavano come per dire, ehi ma chi è questo pazzo!”. 

Dopo il nostro incontro ( John Mack ), Ed scoprì di sentirsi sempre più turbato “per il futuro della terra” riguardo “all’eco-instabilità” e alle “aggressioni alla terra” 

I restanti 40 minuti della nostra seduta d’ipnosi furono occupati da ciò che Ed ricordava riguardo alle informazioni ricevute durante il rapimento. 

La sequenza del nostro dialogo non può riportare accuratamente l’ordine di questi pensieri e le immagini che rivisse a quel tempo. 

Il racconto era costellato di immagini apocalittiche, l’essere comunicava con Ed per via telepatica in quelli che Ed definisce “termini allegorici”, inviandogli un messaggio di “instabilità del nostro pianeta, un instabilità eco-spirituale ed emotiva …le eruzioni vulcaniche sono un simbolo ….un torreggiante pinnacolo di rabbia in eruzione. Non erano eiaculazioni di piacere, ma eruzioni di angoscia. State attenti! Pulsanti onde di eruzione, che ondeggiano, travolgono e avviluppano tutto intorno a voi”. Ed protestò “perché mi parli per allegorie? Non sono un poeta”. 

Peter disse: I nostri interessi e i loro sembrano coincidere, gli esseri hanno un legittimo interesse nei confronti del nostro pianeta, come un vecchio che vede un bambino fare delle cose che potrebbero nuocergli e non possono lasciare che il bambino si faccia male, stiamo avvicinandoci ad una sorta di cataclisma e loro vogliono aiutarci. 

Sicuramente possiamo pensare la difficoltà da parte dell’esaminatore del soggetto nel poter tenere un atteggiamento asettico e imperturbabile, pertanto anche l’esaminatore può subire una certa inconsapevole influenza dettata dalla sua propensione di pensiero verso il fenomeno, anche se questi si chiama John Mack, nel descrivere specialmente in un libro queste esperienze, senza dubbio però le persone che si sono trovate di fronte a questa esperienza anomala esternano dopo una serie di sensazioni che li caratterizzano: 

- Sensibilità maggiore verso le tematiche ecologiche e sociali, 

- Identificazione con l’entità aliena, senza provare nessun timore per questo, 

- Pur provando timore, esiste un inspiegabile senso d’identificazione con l’entità aliena, 

- Continua la paura in modo discontinuo, con a volte situazioni che rasentano il panico, ma che comunque dimostrano sempre questa rafforzata sensibilità verso il pianeta. 

Molte volte suddividiamo gli alieni nelle due categorie buoni – cattivi, forse si assume questo atteggiamento per pigrizia mentale, oppure perché cerchiamo di semplificare il più possibile, ma usando questo approccio si rischia di cadere in una sorta di razzismo, ci sono gli alieni dalla razza buona e ci sono gli alieni dalla razza cattiva. 

Tenendo per buono questo tipo di ragionamento dove praticamente è una questione di razza, ammesso e non concesso che tutte l’entità aliene siano biologiche, ma allora anche noi siamo una razza biologica, pertanto noi facciamo parte dei buoni o dei cattivi? Personalmente non credo che possiamo anche noi collocarci tra buoni e cattivi, ma se a tutti i costi ci si deve esprimere, io non credo che possiamo ritenerci tanto buoni visto le atrocità che siamo in grado di fare sia nei confronti della nostra stessa “razza” e sia nei confronti del pianeta che ci ospita, tanto è vero che questo comportamento continuiamo a tenerlo nel corso del tempo, dentro di noi sappiamo di commettere molti errori, ma non vogliamo ammetterli il più delle volte, e non troviamo il coraggio di correggerci. 

Di grande intuito la ricerca condotta da Kenneth Ring, professore di psicologia all’Università del Connecticut, la sintesi del suo studio collegato alle abduction è stato divulgato nel libro “The Omega Project” 1992, dove mette in comparazione le esperienze di premorte con l’esperienze d’interferenze aliene e/o abduction, trovando analogie interessanti, le quali possono dare vita a nuovi e stimolanti ragionamenti...........>CONTINUA. 

FINE SECONDA PARTE 


Rivelazioni, Intervista di Miamela a Corrado Malanga 
trascrizione a cura di Giorgio Gugliotta, heres@ngi.it (Appassionato di Ufologia) - Pag.1

[NdR: versione audio su www.sentistoria.tk

M.: Ti stavo dicendo, per il discorso delle microfitte, ci sono tantissime persone, posso dire quasi tutti, che, quando si parla di questa cosa, di elementi di interferenza, avvertono come degli aghi nel cervello, come delle microfitte, che dicono: "Attenzione che stai parlando di qualcosa che...." 

C.M.: Sì, io ritengo che si tratti di una risposta del proprio corpo. Cioè il corpo ha, a livello di inconscio, dei sistemi per comunicare delle cose, per cui comunica ad esempio con il ricordo del dolore subito in una certa situazione. 

Cioè quando sto per ricordarmi una cosa, ancora non è comparsa l'immagine e il tuo inconscio lo sa già che stai per ricordarti; a questo punto il subconscio funziona da filtro cioè ha paura che tu ti ricordi delle cose, perchè potresti soffrire. L'inconscio comunque emette dei segnali che passano il subconscio. Questi segnali possono essere solamente segnali di dolore, per cui tu non capisci cosa ti sta succedendo ed in realtà ti ricordi il dolore della situazione che stai per ricordare con le immagini, ma quelle immagini non passano, passa solo il dolore. 

Questo aspetto della questione è banale, ma è un problema che riguarda, in questo caso, il ricordo del dolore, il quale viene provocato dall'inconscio, non è una barriera di dolore messa dall'alieno, l'alieno non lo sa. 

È un dolore fisico non molto forte, è sopportabile. 

Invece quando è forte lo è per un istante solo, in questo caso il soggetto talvolta perde anche conoscenza. 

Il dolore molto forte si ha quando ti sparano il microchip nel naso, te lo sparano nel naso e ti si sfonda lo steroide con un colpo solo, è in quel momento che il soggetto perde conoscenza, perchè il dolore è molto forte. Il dolore è meno forte quando ti introducono nell'occhio, di solito il destro, una specie di ago, che in realtà, in alcuni casi, sembra proprio essere un raggio laser che entra nell'occhio e te lo fa lacrimare. 

M.: Non è un ago di metallo; sarebbe in pratica un bisturi di luce, 

C.M.: Sì, è un bisturi luminoso, diciamo così, rosso. Questo ci dà delle indicazioni perchè sembrerebbe un laser. In quel momento vengono sparate, o comunque percepite dal nervo ottico, delle immagini, le quali non possono essere ancora lette. 

M.: Riguarda l'inserimento della memoria? Non è che sia una password, questa? 

C.M.: Riguarda l'inserimento della memoria, ma non si tratta di una password. La password è qualcosa che ha a che fare con uno stimolo sonoro che si avverte nell'orecchio sinistro. 

M.: Ti parlo del fatto che è successo a me, di un ricordo. 

Ero convinto fosse la password; tu mi hai detto che non è la password, ma che dovrebbe essere un controllo dell'allineamento dell’impianto. Questa cosa io non l'ho sentita da nessuno prima, e, a parte il dolore lancinante, ho una sensazione di una sfera o di qualcosa a forma di cono, a punta, in questa direzione che sfrigola; come quasi sentire un trapano che trapana un muro di granito, che fa quel rumore stridente, e che, oltre a provocare calore in questa zona, mi provoca un dolore davvero lancinante. 

C.M.: Mi ricordo, mi venne raccontata questa cosa, saran passati dieci anni o forse di più, di un racconto di un addotto romano, il quale ricorda, a sedici anni e mezzo, quando viene portato in una base sotterranea in territorio francese, con la polizia francese che lo stava pattugliando; viene portato in una base particolare, c’è di mezzo anche un elicottero (è tutta una scena che viene ricostruita in ipnosi). 

Alla fine lui si trova in questa stanza gigantesca, con diversi tipi di alieni e militari francesi. Vi è un alieno biondo, alto e con cinque dita, accompagnato da uno piccoletto con quattro dita, tre dita più il pollice opponibile; l'addotto è seduto su una sedia in uno stato confusionale, il biondo da lontano arriva e gli mette un qualcosa sulla testa, una specie di padellino per friggere le uova, che sfrigola; attraverso questo padellino che lui tiene in mano, l'addotto sembra vedere in uno schermo un qualcosa che frigge, dalla forma non ben identificata. 

M.: Il ricordo... peraltro questi non sono ricordi uguali a quelli normali, è un ricordo che potremmo definire "che sta dietro". 

La persona li ricorda intorno, ed intorno ha ancora altri ricordi, chiusi come da delle porte; è questa la sensazione, non so se mi sbaglio. 

C.M.: Si tratta di una raffigurazione archetipica. È l'alieno che parla nella testa della persona, non parla con la bocca, e quando la persona dice: “Cosa mi state facendo”, lui sempre con questa cosa che sfrigola, gliela avvicina alla testa, provocandogli calore nella zona interessata, riferendogli così: “Stiamo controllando se l'operazione che ti abbiamo fatto la volta scorsa al cervello è andata bene”... fatto. 

M.: Sì, ho letto quello che hai scritto. Quello che ricordo io è come una sfera o un cono che viene appoggiato. 

C.M.: Sì, se lo ricordano in molti, anche quando sono sdraiati. Quel cono però viene appoggiato qui, nel centro della fronte o talvolta anche alla tempia. 

M.: Ti racconto un altro fatto, ce ne sono tanti e non li ricordo a memoria. 

Circa un anno fa mi è successo che una mattina mi sono svegliato trovando una sorta di brufolo sotto il palato, nella parte molle. Decido di farmi controllare dalla mia ragazza che è un’infermiera, la quale mi dice che è strano, è come se fosse passato un ago. Questa cosa dura un mese dopodichè sparisce. 

Adesso viene il ricordo, il ricordo di un apparecchio che mi viene messo nella bocca, che serve per allargarla, come un divaricatore; il dentista non ce l’ha questo apparecchio, e ricordo di avermi fatto appoggiare il mento su uno strano apparecchio. Io non sono mai stato operato ai denti, però ho questo ricordo. 

C.M.: In ipnosi noi abbiamo dei ricordi di operazioni all'arcata dentale superiore sinistra, 

M.: Sì, questo è un altro ricordo, 

C.M.: Dove ti introducono qualcosa all'interno del palato; perchè tra il palato e la parte superiore c’è un vuoto. 

M.: Sì, mi è successo un altro fatto. Mi sono alzato al mattino e l'ultimo dente della parte sinistra inizia a dondolare; ma come è possibile questo, come è possibile? Dopo due o tre giorni (NdR: questo dondolio) è sparito. 

Poi ho letto delle cose scritte, e mi hai detto che ci potrebbe essere un impianto in quella posizione. 

C.M.: Questo ricordo in ipnosi viene ricollegato sempre ad una difficoltà respiratoria, perchè hai la bocca impastata da una pappetta amara e fredda. 

M.: Sì, questo è stato il primo ricordo. 

C.M.: Questa pappetta amara e fredda te la spinge in bocca il biondo con un guanto, perchè è un disinfettante. Infatti la sensazione di freddo viene provocata da un gel, una cosa solida imbevuta, una sostanza ad alta tensione di vapore, tipo alcol etilico, che, quando evapora, raffredda. Per reagire serve energia, che viene presa dall'ambiente. 

Il suo sapore fa pensare a qualcosa simile ai legami di tipo carbonio-cloro, ad un anestetico insomma; il soggetto in ipnosi tossisce, poichè il suo corpo sta rivivendo tutto, e non riesce a respirare. 

Questo è un ricordo classico: le prime volte non sai che fare, ma ora che lo sai, capisci cosa sta succedendo, e riesci a far girare l'ipnosi nel modo giusto 

M.: A me è successa questa cosa, attraverso internet come le ho detto, l’abbiam fatta per giorni e non era prevedibile, e parlando così han cominciato a sudare le mani e di colpo questo sapore incredibile in bocca, amaro. 

C.M.: Vedi che il corpo ti ricorda le cose. Hai la sensazione del ricordo della parte sensoriale, ma non hai in quel momento accesso alla parte udibile. E come se tu avessi un film. Il film devo avere lo story board e poi la colonna sonora, ma noi ne abbiamo molte di colonne sonore: la colonna uditiva, la colonna sensoriale cenestesica totale, cioè tutto, il liscio, il ruvido, 

M.: Quindi tutte le sensazioni dei cinque sensi associate alle immagini sono assolutamente dei ricordi. 

C.M.: Eh Sì. Sennò il ricordo falso, come è stato dimostrato scientificamente da una scienziata italiana che lavora in America, che ha scritto un articolo su Scientific American, già anni fa, si vede con la tomografia a positroni, con la PET. Le zone di cervello che vengono illuminate quando sono dei ricordi veri e quando sono dei ricordi falsi, sono differenti. I ricordi falsi non hanno l'aggancio con altre memorie, che sono le memorie cenestesiche. Questo è stato misurato con la PET, mentre con la programmazione neuro-linguistica lo sanno da quando è nata, si basa su questo! 

M.: Adesso ti faccio una domanda, che magari si ricollega a questa. Ho studiato che il cervello capisce le immagini solamente quando le ha concretizzate. Se non ha concretizzato una cosa, non sa che cosa è. 

C.M.: Certo. È per questo che, quando ti mettono le immagini in entrata, che non sono ancora state elaborate dal cervello, il soggetto non le riconosce, e deve essere così. 

M.: Bene. Voglio chiederti un'altra cosa: in Italia esistono delle persone che dicono che li vedono, stanno lì con loro, seduti sul letto, è vera questa cosa oppure no? 

C.M.: A volte sì e a volte no, cioè quando.... 

M.: Io ho parlato con una persona, non posso dire che siamo amici, pero...e lei mi dice guarda, se sei sdraiata sul letto e devi uscire, succede questa cosa così... ora, io ci credo perchè so che dentro di me ad un certo livello, aprendo delle determinate porte si arriva a vedere.... 

C.M.: È così, ma non è cosi. Cerchiamo di razionalizzare le cose. Quando è avvenuta un’abduction e il soggetto ha avuto la visione di quella scena, perchè quando lui si sveglia vede il cosiddetto grigio che gli gira le coperte, che gli fa delle cose, allora succede nell'arco della sua vita che, in particolari momenti, gli si apre questo canale della memoria, e lui rivive coscientemente questo fenomeno. 

Questo fenomeno gli si presenta come un flashback nel modo seguente: come se fosse un generatore di clock che, all'immagine dell'ambiente che hai, sovrappone l'immagine dello stesso ambiente con il grigio di quella volta là. 

M.: Allora si tratta di un ricordo, non è fisicamente, il grigio, presente in quel momento. 

C.M.: Esatto. Il soggetto non è in grado però di fare questa distinzione. In questo momento in cui l'inconscio cerca disperatamente di darti delle indicazioni, e te sei ancora nel mondo reale; lo switch è mezzo aperto da una parte e dall’altra, e quindi tu ricevi le informazioni dell'ambiente e quelle del ricordo, contemporaneamente, e non ci capisci più niente. 

M.: Questa domanda era nata perché, c’è sempre il dubbio.... mi rifaccio ai testi religiosi e meno in cui si parla sempre dell'angelo custode, allora, ho fatto questo ragionamento, l’angelo custode.... mi sono chiesto: "Vuoi vedere che c'è un grigio di controllo?" 

C.M.: No, purtroppo io ho un'altra impressione a proposito dell'angelo custode, dove c'è fumo c'è sempre un po' di arrosto. Ritengo che sia così, l'angelo custode venga affiancato, come figura mitologica, sempre alla figura dell'essere di luce, o alla figura del biondo, perchè nella nostra immagine archetipica abbiamo l'idea di Gesù Cristo che fosse alto e biondo. In realtà Gesù Cristo era basso, rosso di capelli e che fosse buono è tutto da dimostrare, cioè si faceva i fatti suoi. Quando uno pensa all’angelo custode, quando uno è addotto, ma non lo sa, e nella camera gli si apre il muro ed entra uno alto, con i capelli chiari e vestito di azzurro o con un camice bianco pensa che è venuto Gesù. 

La ragazza "x" di una zona dell'Italia "y", molto religiosa, che voleva farsi suora, che poi si sposa e avrà due figli, lei è talmente religiosa che ha il vangelo nella borsetta e al semaforo, mentre il semaforo è rosso e non sa cosa fare, mentre diventa verde lo legge, questo per far capire il suo grado di religiosità. 

Ero laggiù da loro a fare una conferenza, ero a tavola questa ragazza mi si siede vicino, e cominciamo a chiacchierare. 

Lei mi dice subito: "Ah, io con questi fenomeni non c'entro niente", io rispondo: "Scusa, ma io non ti ho chiesto niente, perchè mi stai dicendo queste cose?", capisco che il suo inconscio ha il bisogno di dire qualcosa e allora le faccio due o tre domande molto semplici: "Senti, hai mai sognato degli esseri piccoli, alti un metro e venti con tre dita?", lei mi risponde facendo uno scatto all'indietro, come un gesto di rifiuto: "No, no, io assolutamente queste cose non le ho mai viste, quando vengono nella mia camera io inizio a pregare e loro scompaiono", 

C'è qualcosa che non va e dico: "Hai mai sognato di stare dentro un contenitore di vetro?", e lei ancora più disperata risponde: "Ma no, io queste cose non le ho mai sognate; mia mamma sì che è stata guarita da Gesù, con la macchina per le guarigioni", e mi descrive il cilindro di vetro... questa era quasi terrificata. 

[N.d.A.: il resto della trascrizione dell’intervista si può trovare nel sito web: www.sentistoria.tk



Gli Alien son tornati! 
traduzioni a cura di Eugenio Ballini, eug67@supereva.it (Membro Gruppo Camelot, Fondazione Sentinel Italia ed European UFO Survey, Owner Camelotlist, Italianufo e Vareseufo) - Pag.1


20 Maggio 2004 - Stoccolma, Svezia 

I rockers svedesi “Alien” sono tornati insieme per un nuovo album. 

Tony Borg e Jim Jidhed, che avevano scalato le classifiche musicali svedesi nell’anno 1988 con il loro album di debutto, divenuto disco di platino, sono in questi giorni in studio per dare il tocco finale ad un album che solo il meglio della alchimia rock può produrre. 

Quando abbiamo chiesto: “Perché proprio adesso questa reunion?” 

Borg ci ha spiegato che: “Abbiamo la netta sensazione che questo sia il momento giusto. Avevo iniziato tempo fa a lavorare ad un certo numero di nuove idee musicali con Bernt e Jan, poi, in un secondo momento, con Jim; ora ho deciso di metterli di nuovo insieme.” 

Jidhed continua: “Tony ed io ci siamo incontrati dopo diverso tempo in Goteborg in uno stupendo giorno invernale, all’inizio del 2004, ed abbiamo avuto subito la sensazione che tutto fosse rimasto come se non ci fossimo mai separati!” 

Per completare la band, Borg ha assunto i due musicisti con cui aveva lavorato, Bernt Ek ed Jan Lundberg, in modo da completare i ruoli mancanti di basso e batteria, rispettivamente. 

Borg e Jidhed sono stati estremamente felici che il mixaggio delle prime due canzoni dell’album sia stato fatto da Bo Reimer, che ha lavorato, tra l’altro, con band del calibro dei “Backstreet Boys”, dei "Busted" e dei “The Darkness”. 

Tatiana Oscarsson, figlia dell’attore svedese Per Oscarsson, vincitore a Cannes, ed amica da lungo tempo di Borg, ha scritto molti dei testi dell’album insieme a Scotty Newlands, concorrente della trasmissione Canadian Idol, fornendo idee ulteriori. 

Le prime due canzoni del nuovo album saranno disponibili a giugno del 2004, in forma di “CD demo”, per le diverse case discografiche, mentre l’album verrà terminato ad agosto di questo stesso anno. 

La band ha pianificato una serie di piccoli concerti promozionali in Svezia, Inghilterra e nell’Europa continentale (NdA: speriamo anche in Italia) durante il 2004, mentre il tour completo di supporto all’album verrà fatto nel 2005. 

Il loro album di debutto, “Alien”, datato 1988, ha raggiunto il secondo posto nelle classifiche discografiche Svedesi, mentre il singolo, la cover della canzone dei Bee Gee’s “Only One Woman” che è rimasta nella top ten delle varie classifiche internazionali per molto tempo, riuscita a diventare disco di platino. Questo album fu realizzato dalla Virgin International, per supportare la distribuzione in tutto il mondo, e ricevette una accoglienza molto favorevole negli Stati Uniti. 

Anche oggi, con l’avvento di internet, si ha la dimostrazione che l’ultimo appello degli Alien, con questo loro album, ha ricevuto recensioni favorevoli in tutto il mondo, soprattutto in siti competenti come ad esempio www.melodicrock.com

[NdR: Case discografiche ed agenti interessati possono contattare la Rockit Factory Ltd, alla email: info@rockitfactory.com; Per ulteriori notizie: www.alien-music.info]  

News: 

17 maggio 2004 - Completato il mixaggio di due canzoni 

Due canzoni dal nuovo album, per ora senza titolo, sono state mixate da Bo Reimer. Queste due tracce sono chiamate "Are you ready" e "Wonder girl". 

Bo Reimer ha lavorato in passato con band famose quali i “Backstreet Boys”, i “The Darkness” e i “Busted”. Potrete ascoltare tra qualche giorno queste due canzoni attraverso il sito web. 

2 giugno 2004 - Ascoltate le nuove canzoni 

Le due canzoni “Wonder Girl” e “Are You Ready” sono disponibili nella sezione “music” del sito web. Non sono in versione integrale, ma sono estratti lunghi all'incirca un minuto. 

4 giugno 2004 - Prenotato il primo concerto 

La band degli Alien è stata messa nella lista delle band che suoneranno al “Gothenburg Festival”, e suonerà Sabato 7 agosto 2004 dalle 22.00 alle 23.00 

© Rockit Factory Ltd. & Alien - 2004 





Precedente - Successivo 



Il Giornale Aperiodico di Ufologia per Tutti, Aperta a Tutti e Senza Strane Censure

 LA REDAZIONE:
   camelotchr@libero.it  
 
 SITO GRUPPO CAMELOT:
   Camelot Group 
 
 FORUM CAMELOT:
    Camelot Forum 
 
 MAILING LIST CAMELOT:
   Camelotlist 
 
 CHAT CAMELOT:
   Camelot chat 

Tutti i numeri del giornale aperiodico di ufologia "Camelot Chronicles" si possono scaricare gratuitamente da questo sito in formato PDF e HTML, e si possono trovare in formato cartaceo alle conferenze del Gruppo Camelot e dei suoi Collaboratori

 

 

 

 

LA REDAZIONE: camelotchr@libero.it | SITO CAMELOT: Camelot Group | FORUM UFOLOGICO : Camelot Forum