Speciale Ufologia Italiana - N° 7, 2004
Camelot Chronicles

 

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Some Final Notes on the "Rebuttal Phenomenon"
In Italiano ed In Inglese

Numero 7 - Anno 2004

 



Ufologia? Fallimento del Mito, Nascita della Coscienza 
a cura di Corrado Malanga, malanga@dcci.unipi.it (Gruppo Stargate Toscana)
- Pag.3

Siamo ormai nell’anno 2004 e quella strana creatura che la gente continua, in Italia, a chiamare con il nome di ufologia, sta agognando verso l’ultimo anelito di vita. Ci hanno chiesto in mille parole di dire cosa si pensa che il futuro, in questo campo, ci riservi in Italia. Rispondiamo subito, sapendo che le nostre idee non saranno gradite agli ufologi italiani. Anzitutto chi sono gli ufologi italiani. 

Si dividono in diversi gruppi, ma sostanzialmente possiamo raggrupparli in due o tre principali categorie. 

Ci sono coloro che appartengono a storici gruppi, nati dalle successive scissioni del CUN (Centro Ufologico Nazionale). In questo primo gruppo possiamo distinguere il CISU (Centro Italiano Studi Ufologici) con sede a Torino, venuto fuori da una scissione di quella che una volta era la sede di Torino del CUN, il GIRUC (Gruppo Indipendente di Ricerca Ufologica), con sede a Napoli, sviluppatosi da una scissione tra CUN e Umberto Telarico (ex CUN Napoli), del Gruppo editoriale Stargate Magazine ex sede di Roma del CUN con a capo Maurizio Baiata. 

Altre situazioni locali non hanno mai dato i frutti sperati e così mai è nata una vera e propria sezione di Genova del CUN, poiché l’ultimo vero responsabile, Valerio Lonzi, si è dimesso dal CUN, diversi anni fa (N.d.A.: un’altra scissione) così come mai è nata una situazione stabile ad Ancona. Milano ha una situazione legata al "divide et impera" di un certo Lissoni che da dirigente del CUN lombardo ha praticamente distrutto tutto ciò che poteva essere eliminato sul territorio, creando un dopo-CUN pieno di incertezze falsità, inadeguatezze a tutti i livelli. Se da un lato l’esperienza pluri-trentennale di un CUN vecchio, stantio, obsoleto, in mano a frammentatori di potere e distruttori del sapere, collusi con il potere delle istituzioni, aveva diviso, invece di unire, altre realtà locali si erano chiuse nel terrore di perdere la propria identità di gruppo, temendo di essere fagocitate dal più noto CUN. Così per fare uno fra i tanti esempi, lo SHADO a Lucca capeggiato da Moreno Tambellini e Maurizio Rossi rimaneva confinato a valvassore di Roberto Pinotti, unico esponente del Centro Ufologico Nazionale in grado di egemonizzare quello sparuto potere che gli veniva dato dalle sue pubblicazioni, peraltro tutte eguali, note su territorio nazionale, ad opera di grandi distribuzioni nazionali. Il CISU, da parte sua, sta al CUN come l’uno sta allo zero, nel codice binario. Del CISU si sente parlare solo quando deve criticare l’operato di qualcuno e mai quando ci sia una nuova idea da proporre. Se dunque il CUN è Berlusconi, il CISU è Fassino. Dunque ora che il CUN è praticamente scomparso nonostante la voce grossa del suo finto giornalista Roberto Pinotti, finto ricercatore aerospaziale e finto sociologo e finto tuttologo, nei suoi sgrammaticati editoriali, anche il CISU, legato all’essere il critico ufficiale dello stesso CUN, non ha più ragione di esistere. Di ciò che diciamo non solo si sentono nell’aria i prodromi, ma basta guardare i siti internet delle due associazioni e si scopre come il sito del CUN mette in atto una politica di aumento delle visite facendo girare un contatore automatico di notte, mentre per il CISU, il sito appare così freddo, poco attuale, difficile da leggere, farraginoso nelle spiegazioni, che si adatta forse solo a quello sparuto popolo di stampo "cicappino" che forse è l’unico che va a vedere le inutilità che sono descritte in quel contesto. 

In campo CUN manca la voglia di fare ricerca e la capacità di farla a causa delle sparute conoscenze scientifiche dei suoi adepti mentre, nel campo CISU, esiste anche la mancanza totale di fantasia della ricerca. Il CISU voleva costruirsi l’immagine di serietà, mentre si è confuso e si è costruito l’immagine di vecchia reazione. 

I brandelli di un'epoca ufologica sono sparsi su tutto il territorio solamente perché la gente, invece di fare gli interessi della collettività, come sempre ha pensato al suo tornaconto personale. Oggi non esiste più niente. Rimangono tracce di alcuni esponenti di quello o di questo centro ufologico che da Udine a Torino da Napoli a Parma mostrano chiaramente come si può facilmente uscire fuori di testa se non si ha una forte personalità. Così un Pinotti (legato ai suoi interessi personali), un Telarico (legato al complesso di inferiorità partenopeo), un Russo ed un Grassino (in cerca di una verità ancora non detta da nessuno) come del resto, un Chiumiento (figlio unico, distrutto dalla figura di una genitrice terrifica), hanno portato avanti una ricerca (?) barcollante nell’ultimo trentennio, sul nostro territorio. Maurizio Baiata ed Adriano Forgione avevano per alcuni rappresentato la speranza di modificare lo status de facto della situazione italiana e per qualche anno, io stesso ci avevo creduto. Poi Forgione decide di mettersi a fare i soldi con Hera, lasciando, con un inganno, Baiata in brache di tela, mentre lo stesso Baiata, che dapprima appariva come il cavaliere anti-pinottiano per eccellenza, appare in seguito incarnare una cartuccia a salve, che si perde nei meandri di sbagliate scelte economico politico finanziarie, che ne produrranno il fallimento. 

È nostra impressione, e prendetela per quello che vale, che tutti questi personaggi, alla lunga, nel tempo, abbiano mostrato la loro profonda inadeguatezza a sopportare l’onere di una ricerca così difficile come quella in campo ufologico. 

Fare l’ufologo avrebbe voluto dire prendersi le responsabilità di quello che si dichiara, avere un solido bagaglio scientifico culturale, essere in grado di non scendere mai a compromessi con nessuno, avere la capacità morale di assistere e difendere i testimoni di eventi ufologici. Invece abbiamo assistito ad un fuggi fuggi davanti ai microfoni dei network televisivi, quando si trattava di esporre idee e teorie, con l’unica eccezione di promuovere se stessi quando capitava. Abbiamo assistito all’uso strumentale di testimoni di eventi ufologici, buttati come in un circo davanti alle telecamere di un Bonolis di oggi o di un Costanzo di ieri. Le prospettive per il futuro passano attraverso una presa di coscienza degli Italiani che devono avere il coraggio di buttare nel cesso tutto quello che si chiama CUN, che si chiama CISU, che si chiama vecchio, inutile, freddo, razzista, politicamente scorretto, in parole povere, falso e strumentale. Basta con gli ufologi con turbe sulla loro personalità, basta con ufologi da salotto, che chiacchierano tanto ma producono zero, basta con devoti di questo o quel channeler americano, basta con praticamente tutti! Il Gruppo Stargate Toscana ed i suoi amici stanno tentando nuove strade, per ora con un certo risultato; il tempo ci darà torto o ragione. 

 

Ufologia e "Mente Aperta" 
a cura di Maurizio Baiata, maurizio.baiata@aliceposta.it (Giornalista Investigativo, Associazione Explain e Direttore della Collana "Mondi Proibiti" delle Edizioni Pendragon) - Pag.3

[NdR: questo articolo, a detta dell’autore, deve essere preso come un approccio iniziale alla ricerca e alla divulgazione ufologica]

Dopo molti anni di militanza ufologica, siete arrivati alla conclusione ed alla convinzione che è vero, gli extraterrestri hanno realmente fatto visita al nostro pianeta. Bene, allora, come vi ponete nei confronti di quei ricercatori che ancora oggi sostengono che il fenomeno UFO non è collegato agli ET? Qual è oggi la situazione in Italia? Se dovessimo affrontare un libero dibattito, in pubblico, fra quanti sono ritenuti i più influenti esponenti delle maggiori organizzazioni italiane il risultato, purtroppo, sarebbe sconfortante. Ironia della sorte, proprio dalle frange in vista della cosiddetta “Ufologia di Stato” - quella del CUN, Centro Ufologico Nazionale, e quella del CISU, Centro Italiano Studi Ufologici - verrebbe che tale collegamento, non essendo provato, non è oggetto di studio di tali organizzazioni, essendo le stesse ancora impegnate a determinare l’esistenza del fenomeno UFO, in più o meno aperta discussione con le istituzioni, dalle quali si attendono comunque un “imprimatur”, un riconoscimento formale della loro ragion d’essere. Per provare quanto sopra, basta un cenno ad una mia recente esperienza diretta. Ho assistito ad alcune fasi del 3° Convegno Nazionale di Ufologia Città di Roma (24 gennaio 2004) organizzato dal CUN. Ci sono andato per curiosità. Giusto per cercare di captare se, nelle more del CUN, albergasse un filo di speranza, di risveglio, se fosse stato fatto qualche passo avanti negli ultimi tempi. Le relazioni ed il calibro dei relatori erano di tutto rispetto, pur sotto l’egida del paradossale titolo “UFO: Scienza, Ricerca e Informazione” che accompagnava la manifestazione. Perplesso, alla fine dei lavori, leggevo sui volti degli astanti la stessa perplessità. Di fronte ad alcune ore spese in dissertazioni tecniche, nello sciorinare di dati statistici, di grafici e di tabelle comparative, il tutto impacchettato per bene a ribadire che il fenomeno UFO esiste, resiste e persiste, come dice Pinotti da 30 anni e più - il neofita ne sarebbe uscito più confuso che mai. 

Infatti il punto essenziale del dibattito oggi non è se gli UFO esistono o meno, ma come si esplica il contatto con le intelligenze (o entità) collegate alla loro presenza e quali siano le loro intenzioni. Vale però segnalare la relazione di chiusura di Alessandro Marcon, unica voce fuori dal coro (studio sulle inesplicabili gallerie sotterranee, civiltà ipogea), quindi interessante. 

In sostanza, l’atteggiamento istituzionale del CUN è il seguente: il fenomeno UFO esiste e merita di essere studiato scientificamente, richiedendo inoltre l’appoggio degli Scienziati, e quello dei Media affinché i risultati raggiunti vengano divulgati. Va da sè che, operando su tale direttrice, si sceglie conseguentemente un atteggiamento scettico, ovverosia, unico e serio approccio per un ricercatore UFO resta quello di scindere il fattore UFO dal fattore ET. Nulla, infatti, di collegabile agli interrogativi più importanti che il fenomeno UFO solleva, in realtà deve essere affrontato. Così, si resta all’ufologia di 35 anni fa, allo status quo assoluto, si resta ancorati alla classificazione Hynek, senza neppure per un attimo approfondire per quali strutture Joseph Allen Hynek abbia lavorato per tutto l’arco della sua vita di eminente studioso del cielo, delle stelle e di quelle strane luci che, di quando in quando, fanno capolino sulle nostre teste a distanza più o meno ravvicinata. 

Hynek non è stato nel libro paga del Club di Topolino, ma in quello dei servizi segreti americani. 

Una strana sensazione 

A questo punto, sentite in voi ancora, e maggiormente urgente, la motivazione ad adoperarvi perché il processo di informazione sugli UFO non sia di esclusiva competenza di qualcuno, o non sia lasciato nelle mani di strutture che si arrogano il diritto di essere le sole a potersene occupare? Bene, per avere un ulteriore riscontro, poniamoci le seguenti domande. 

Siamo convinti che più è elevato il coefficiente di stranezza di un determinato fenomeno, maggiore è l'importanza da dare alla base testimoniale che ne certifica l'accaduto? 

La nostra facoltà di dibattere la realtà del fenomeno è aperta ad ogni possibile soluzione, anche di stampo new-age? Quanto conta il pregiudizio nelle nostre ricerche in questo campo? 

Riteniamo giusto che i ricercatori UFO cerchino di collaborare, direttamente od indirettamente con le agenzie governative e con le istituzioni? 

Riteniamo altresì possibile un “condizionamento” da parte di tali strutture nei confronti di esperti UFO? 

Accade spesso che non si ottengano risposte da queste strutture istituzionali. Crediamo sinceramente (sporchi cospirazionisti!) che sia in atto una censura globale in proposito? 

La ricerca in campo ufologico è da riservarsi ai soli liberi pensatori, oppure è possibile anche in ambienti istituzionali? 

Dobbiamo credere utile l’uso di internet, ed il servirsene traendone dati statistici, come mezzo e/o prova di indagine? 

Visto che me ne è stata data l’occasione, grato di poter esprimere il mio pensiero, in sintesi espongo il programma sul quale si fonda l’Associazione “Explain”. Il punto in discussione è lo studio dei fenomeni che scaturiscono da una realtà diversa da quella che siamo portati, o costretti, quotidianamente ad immaginare. 

Non è vero 

Che siamo soli nell'Universo. 

Che sono impossibili viaggi interstellari o intradimensionali. 

Che i nostri governi dicono la verità sul fenomeno UFO. 

Che le persone che dichiarano di aver avuto esperienze di incontro ravvicinato con entità non umane e/o apparentemente non terrestri, siano tutte visionarie, preda di allucinazioni, o mitomani. 

Che i media ci informano correttamente. 

Che le più importanti associazioni ufologiche, in Italia ed in altri Paesi, si adoperano per la ricerca e la divulgazione della verità. 

Che la NASA non ha acquisito prove concrete su UFO/alieni. 

Che non è in atto un processo di militarizzazione dello Spazio, ad opera di governi che dislocano armamenti al di fuori della Terra (USA, Russia, Cina). 

Che siano impossibili lo sviluppo e l'applicazione di energie alternative (Free Energy) rispetto a quelle derivate dallo sfruttamento indiscriminato delle risorse naturali terrestri. 

Che i Crop Circles, i Cerchi nel grano, sono opera di buontemponi, falsari e malintenzionati. 

Che "la Verità è là fuori". Se così fosse, l'Umanità sarebbe destinata al peggio. 

E’ vero tutto il contrario 

L'Era del Contatto è cominciata da tempo. Molti se ne sono accorti, intuendo il senso della trasformazione in atto. 

Il Contatto si esplica a livello individuale. L'attesa di ondate di UFO che, in massa, atterrino sul nostro pianeta per palesarsi pubblicamente, con o senza il placet dei governi e delle istituzioni terrestri, è un falso problema, inventato dalla socio-ufologia. Come? Portandolo a dimensioni di massa, il fenomeno non riguarda più la dimensione personale (o interpersonale) e non costituisce più un problema che il sistema non riesce a gestire. E’ impossibile, infatti, per istituzioni governative e strutture civili o militari, occuparsi di ogni singolo individuo, mentre è agevole il controllo sulla massa, utilizzando i mezzi ed i media già acquisiti e dominati. 

Che gli "Alieni" operino ad personam sembra ormai assodato. Che questa loro scelta derivi da accordi (o "patti scellerati") con le potenze coinvolte nel cover-up sin dagli anni Quaranta non è chiaro. E’ chiaro che la volontà dei pochi di far emergere la verità, in questo come in altri delicati campi di ricerca, costa sempre cara. 

Allora, possiamo continuare a vivere preoccupandoci solo del benessere, del lavoro, dell'inserimento nel tessuto sociale, secondo sempre più spietate regole del gioco. Oppure possiamo lavorare insieme per sapere di più, per condividere, per cooperare. In questo senso, per EXPLAIN il fenomeno Abductions è un (forse il) punto focale della ricerca. L'intenzione è quella di istituire "gruppi di supporto" coadiuvati dai ricercatori UFO. No all'ipnosi, in quanto metodo troppo invasivo. Auspichiamo il lavoro in team, perchè chi vive queste esperienze possa conoscersi e scambiare informazioni, sensazioni, consigli. Gli sviluppi verranno. Mi auguro positivi. 

Maurizio Baiata - EXPLAIN 
Via Po 40, 00015 Monterotondo (Roma) 
Tel./Fax: 06 906 23830 
e-mail: maurizio.baiata@aliceposta.it 

 


L'Ufologia Italiana... l'Ideologia Smarrita 
a cura di Nicola Guarino, nguarino@email.it (Membro CUN e Owner di www.notizieufo.com) - Pag.4

Il complesso universo dell’ufologia italiana meriterebbe un’analisi approfondita perché è un mondo variegato, composto da tanti studiosi e da altrettanti gruppi di ricerca; ne troviamo di piccoli e di grandi ma che, spesso, vivono in contrasto fra di loro. 

L'ufologia non è una scienza è più che altro uno studio, una ricerca, come tutte le ricerche ha bisogno da sempre di un "pensiero di base", ogni "ricerca" ha bisogno di una riflessione filosofica che ne indichi la strada.

L'ufologia ha mosso i primi passi nel più completo caos, salvo poi con Hynek acquisire finalmente una dignità incomparabile agli occhi del mondo. Sebbene ai primordi, Hynek diede all'ufologia quell'indirizzo, quella linea di pensiero che l'avrebbe sostenuta fino ad oggi. Una linea "sperimentale", pseudoscientifica e sicuramente limitata, ma tramite la "classificazione" e la "comparazione" del fenomeno, almeno si giunse ad una quasi univocità d'intenti e di studi.

Il metodo di Hynek era sicuramente limitato e aveva in se un difetto considerevole, non poteva essere né metodo scientifico in quanto era impossibile provare scientificamente cosa accadeva e quindi nel senso galileiano del termine "sperimentare" né però aveva i connotati di una mera "speculazione filosofica" e quindi accettava l'incognito come qualcosa di possibile, sebbene si sa per certo che Hynek serbasse in se pensieri sul fenomeno che non ha mai rivelato a nessuno.

Inevitabilmente tutto invecchia e ai pensieri di gli ieri bisogna aggiungere quelli di oggi, è l'evoluzione del pensiero che pone questo "bisogno" , il mondo dell'ufologia inteso come raggruppamento di studiosi del fenomeno ha commesso in questo passaggio un errore di portata notevole.

Nell'ansia di farsi strada nel mondo accademico, si è dato credito e spazio a personaggi che hanno sfruttato l'ufologia per procurarsi una notorietà gratuitamente a spese di un ambiente che è stato poi immediatamente abbandonato all'alba dei raggiunti obiettivi personali rinnegando in seguito l'appartenenza alla materia.

Ma una parte dell'ufologia italiana ha reiterato l'errore molte volte e molte volte questa scelta non ha portato a nulla...anzi.

Ora lo studio ufologico di base sembra essersi dissolto nel nulla.

il Centro Ufologico Nazionale è al minimo storico ma si sa tutto va a cicli, altre associazioni non mostrano affidabilità e competenza a mio parere per il problema della mescolanza di elementi validissimi misti a "personaggi" ambigui. Altri personaggi invece in passato sicuramente importanti si sono fatti travolgere dall'impeto devastante di una materia che comunque rimane misteriosa e nel tempo hanno sviluppato teorie alquanto discutibili ma soprattutto inapplicabili ed inaccettabili confutando involontariamente se stesse con elementi "fuori dalla realtà" e rendendo incredibile anche la parte buona di sé.

Alla luce di questo nuovo "medioevo ufologico", alla luce di un possibile oscurantismo, chi dovrebbe collaborare ad una nuova ideologia di base?

Come giungere ad un intesa e ad una chiara dichiarazione d'intenti ?

Certo fregiandosi di allori, mettendo sul piatto la storia e il peso degli anni ed ignorando i nuovi "spunti", i nuovi "studi", non si giunge a nulla.

Se esperienza c'è questa va usata per porre delle nuove prospettive, un nuovo metodo, per arricchire il bagaglio non certo per serrare gli orizzonti di chiunque.

Sento dire che l'ufologia è finita. Non è vero è solamente cambiata perché è cambiato il mondo, è cambiata la generazione, ma troppo in fretta e senza la dovuta presa di coscienza da parte di chi avrebbe dovuto passare il testimone e fare da tutore ad una nuova era.

La cosa non è stata fatta.

Proposi in passato, un centro non solo di studi ma anche raccoglitore di idee ed impressioni, opinioni e prove, un crogiolo di idee dal quale sicuramente sarebbe venuta fuori la nuova ufologia.

Non venni tenuto in considerazione.

Ho chiesto in prima persona a vari "saggi" un impegno per tracciare una nuova strada, un confine ulteriore dall'alto della loro età e della loro esperienza.

Non sono stato preso in considerazione, molto probabilmente devo essere considerato l'ultimo uomo al mondo capace di proporre cose sensate, ma perdonatemi non vivo di l'ufologia né ne ottengo fama, gloria o soddisfazione di qualche genere, studio la materia da vent'anni solo perché nella mia vita ho avvertito l'esistenza di qualcosa di "ulteriore" che mi rifiuto di credere non esista , sarebbe una mortificazione alla mia sensibilità e alla mia appartenenza al genere umano.

Poi che l'ufologia sia diventata "merce" di qualche genere e che qualcuno possa averla strumentalizzata in buona o cattiva fede, che l'ufologia sia in qualche caso un argomento inquieto per persone inquiete, che l'ufologia sia solo un modo come un altro per darsi un tono, beh questo non mi riguarda.

Se qualcuno in Italia crede di essere nel giusto si comporti come tale e proponga e/o partecipi alla costruzione di una nuova idea, come fanno altre persone, più umili, nel loro piccolo. 





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