Numero 8, Anno 2004
Camelot Chronicles

 

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Tutti i numeri del giornale aperiodico di ufologia "Camelot Chronicles" si possono scaricare gratuitamente da questo sito in formato PDF e HTML, e si possono trovare in formato cartaceo alle conferenze del Gruppo Camelot e dei suoi Collaboratori

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SPECIALE ABDUCTION

A Long-Term Scientific Survey of the Hessdalen Phenomenon - "Journal of Scientific Exploration"

Strani... Appunti di Viaggio
a cura di Stefano Panizza, s.panizza@libero.it (Centro Studi Fortiani)

Riflessioni fortiane di un recente viaggio tra Messico e Guatemala.
(Aprile 2004)
Sono appena tornato da due settimane di vacanza trascorse in Messico e Guatemala; un viaggio fra archeologia, avventura e …anche misteri. 

Gli spunti di riflessione sono tanti e, per comodità, dividerei gli argomenti ai quali si riferiscono in quattro sezioni: fenomeni luminosi strani, criptozoologia, incongruenze archeologiche, e misteri vari.
FENOMENI LUMINOSI STRANI
In Guatemala, al confine con il Messico, esiste un lago, il Petén Itzà, dove dal XIV secolo si manifestano, saltuariamente, strani bagliori luminescenti, chiamati “làmpare”.
Il fenomeno non è particolarmente frequente, ma la guida che mi ha raccontato la vicenda ha avuto la fortuna di esserne testimone, insieme ad alcuni conoscenti.
Sembra che si esplichi in questo modo.
Inizialmente si vede un globo luminoso che sale dal fondo del lago verso la superficie. Poi, comincia a girare vorticosamente a pelo d’acqua, provocando, tra l’altro, un forte vento, per poi finire con l’esplodere lanciandosi verso l’alto.
I locali interpretano il tutto come la presenza ammonitrice di spiriti degli antichi maya.
La Scienza, dal canto suo, sembra ignorare il fenomeno.
Ne ho anche approfittato per chiedere a diversi messicani se conoscessero Carlos Diaz e le sue “navi di luce”.
Stranamente sembra proprio che nessuno sappia nulla di lui. 
Altra cosa che mi ha colpito è la totale mancanza, nelle librerie ed edicole da me frequentate, di materiale a carattere ufologico.
Che l’idea di un Messico nel quale una certa fenomenologia sia all’ordine del giorno ed ampiamente pubblicizzata, come traspare da certe riviste nostrane, vada ridimensionata? 
CRIPTOZOOLOGIA
Perché non approfittare per chiedere notizie sul famigerato Chupacabras?
Ho infatti interrogato diverse persone, da autisti di autobus, a guide locali, a contadini.
Le reazioni sono state, in generale, di scherno e sufficienza, o, in pochi casi, di ignoranza.
Tre sono state le risposte che hanno cercato, in un qualche modo, di giustificare il fenomeno.
Per una guida turistica si tratta di semplici cani randagi; più interessanti mi sono sembrate le altre due.
Secondo un guardiaparco è normale, nei momenti di crisi politica, che escano strane leggende. Nel caso specifico ha voluto riferirsi all’ex presidente del Messico, Carlos Salinas De Gortari, particolarmente abile nel “dissanguare”, con tasse e tributi, la popolazione locale. Una sorta di “chupacabras sociale”.
Più scientifica, forse, è la terza ipotesi che giustificherebbe, comunque, solo le aggressioni ad animali di piccola taglia. Esiste, infatti, una specie di pipistrello, detta “vampiro”, che per le dimensioni alari, superiori ai 50 cm, e per la caratteristica di succhiare il sangue potrebbe, in alcune circostanze, fare al caso nostro. Questa è stata la spiegazione ufficiale fornita per un massacro di pecore nella zona messicana di Villahermosa.
Solo una persona, e non direttamente, mi ha dato riscontri positivi sulla famelica bestia.
Si è trattato di un campesino che ho incontrato nella giungla e che ci faceva da “apripista”, con il machete, nella folta vegetazione.
Mi ha raccontato di non averlo visto personalmente, ma di conoscere alcune persone, dichiarate affidabili, che giurano di averlo incontrato, pur non avendone patito alcuna conseguenza, salvo un comprensibile spavento.
Sarà stato il suo atteggiamento serioso e determinato, la luce che filtrava in modo incerto fra una vegetazione sempre più intricata che rendeva difficoltoso il nostro procedere, o il serpente che, incurante della nostra presenza, ci aveva tagliato improvvisamente il cammino oppure le grida strazianti e lamentose delle scimmie urlatrici, in ogni caso le sue parole avevano finito con lasciarmi un senso di inquietudine. 
INCONGRUENZE ARCHEOLOGICHE
Le strane apparenze sono veramente tante.
Cominciamo dal sito maya di Yaxchilàn, situato nel Messico meridionale, in una zona nella quale il fiume Usumacinta rallenta la sua corsa per formare un’ampia ansa verde bruna. 
Le rovine si dispiegano attorno ad un largo spiazzo erboso ed, in parte, si inerpicano su una modesta, ma irta, collina verdeggiante.
Raggiungerla non è stato particolarmente agevole perché il terreno era reso scivoloso dalla pioggia notturna e la calura, a quell’ora della giornata, si faceva davvero sentire. 
In ogni caso è proprio su di essa che troviamo, in una costruzione ancora in discreto stato, un bassorilievo, lungo un metro circa ed alto alcune decine di centimetri, che ha lasciato sconcertati gli archeologi.
Nella parte inferiore della facciata troviamo, infatti, una lastra di colore biancastro nella quale sono raffigurati, fra le altre cose, due strani esseri (foto sotto).

Sono posizionati di profilo, appaiono piuttosto tozzi, ed hanno, oltre ad una curiosa appendice caudale, un inconsueto naso a trombetta.
Cosa saranno mai?
Una risposta certa non esiste. Secondo alcuni si tratta di nani deformi (ricordiamo che le anomalie fisiche avevano per questo popolo un particolare valore religioso), secondo altri sono delle maschere da giullari, secondo certuni siamo di fronte a qualcosa..... non di questo mondo (per usare le parole della guida stessa).
Il dubbio rimane irrisolto.
All’interno dell’edificio è, poi, custodita la statua acefala di Pàjaro Jaguar IV, antico sovrano della città; un’antica leggenda maya racconta che il giorno nel quale la sua testa si unirà al resto del corpo sarà anche l’ultimo che l’Umanità potrà vedere. La cosa curiosa è che le due cose sono posizionate a pochi centimetri l’una dall’altra..... speriamo bene.....!
Un’altra figura dall’interpretazione ambigua, scolpita in diversi siti archeologici, fra i quali Palenque e lo stesso Yaxchilàn, è una struttura verticale, longilinea che spesso affianca le gambe di un guerriero o sovrano. 
Ufficialmente rappresenta lo scorrere del sangue, che viene donato dal re o dal sacerdote ad uno dei tanti dei del pantheon maya.
Ma la prima impressione ci suggerisce un'interpretazione completamente diversa e sicuramente sconcertante. 
Si possono notare, senza difficoltà, particolari che ricordano delle impugnature, un caricatore di munizioni, una canna allungata e delle sorta di fiamme che escono da una delle sue estremità. 
Insomma sembra un vero e proprio moderno fucile mitragliatore. 
Un’interpretazione sicuramente audace; allo stesso modo bisogna riconoscere che il significato attribuitole dall’archeologia tradizionale sembra, e lo dico perché ho udito le impressioni dei miei compagni di viaggio, un po’ forzata. 
Parliamo ora di uno dei più famosi reperti della cosiddetta “paleoastronautica”: la lastra tombale di Pacal.
Si trova a Palenque, nella cripta sotterranea del Tempio delle Iscrizioni, un’imponente piramide a gradoni.....
[NdR: il resto del lungo ed interessante articolo si può trovare sul sito web http://www.centrostudifortiani.it]

 


Dalla Biblioteca del Castello di Camelot: 
Recensioni Libri Interessanti

“Visita Inattesa” di Luisa Businco, Aipsa Edizioni, euro 10,00 ed “Ho le Prove” di Alessio Pasquini, Edizioni Biblioteca dell'Immagine, euro 12,00, a cura di Carlo Sabadin, 
In questa occasione vorrei segnalarvi due libri molto diversi, decisamente, agli antipodi. La “Visita inattesa” (Aipsa Edizioni - www.aipsa.it - euro 10,00) scritto da Luisa Businco e “Ho le prove” (Edizioni Biblioteca dell'Immagine, euro 12,00) scritto da scritto da Alessio Pasquini ma “universalmente” attribuito ad Antonio Chiumiento. Al di là delle evidenti carenze “culturali-ufologiche” che molti ricercatori-non-ufologi mostrano continuamente in ogni occasione e che, forse in parte -solo in parte però!-, potrebbero essere colmate da buone letture di tipo enciclopedico, sarebbe altresì opportuno leggere anche materiale che -direttamente- possa testimoniare i diversi e vari percorsi intrapresi da chi si muove all’interno del “mondo ufologico”.

 Leggere, quindi, in modo coerente e sincero una corretta cronologia di avvistamenti e situazioni “anomale” o, se preferite, “non convenzionali” ma anche di sogni e situazioni emotive e personali -anzi estremamente personali!- così cariche di significato rappresenta, senza alcun dubbio, un “segnale” importante. 

Segnale che viene ulteriormente rimarcato dalla chiara ammissione che non è possibile sapere fino a che punto queste “esperienze” descritte come reali, lo sono veramente. Tutto ciò rappresenta, al di là delle situazioni descritte -anche complesse e controverse- uno spiraglio di “razionalità” davvero gradevole. Sto chiaramente parlando del libro “serio” tra i due che vi ho segnalato: quello dell’attrice, speaker-doppiatrice ed animatrice culturale, nonché autrice di poesie, testi teatrali, sceneggiature, balletti, spettacoli, racconti per bambini, Maria Luisa Businco (Sezione Tanith del "Gruppo Stargate Sardegna) dove potete anche trovare anche una prefazione di Corrado Malanga (Stargate Toscana) ed un breve ma interessante sunto della storia delle abduction scritto da Pierluigi Figus (Fondazione Sentinel). Circa la “Visita Inattesa”, quindi, se ne consiglia “vivamente” la lettura.
Non voglio però dimenticare l’altro testo, quello “comico” che tanto ha fatto discutere in questi mesi. Tralascio le “patetiche” tecniche di marketing utilizzate per promuoverlo, i ridicoli approcci (messi in atto dai “soliti” ricercatori-non-ufologi) per “interfacciare” il professore con i possibili acquirenti, le mirabolanti promesse di sensazionali “rivelazioni” disattese, non solo dal libro in oggetto, ma anche da quello successivo e…. rinviate al terzo (come in una delle peggiori soap-opera di serie B). Purtroppo ciò che rimane è davvero poco, come altri, in diverse recensioni, hanno già segnalato… Quindi se volete passare una piacevole mezz’ora leggendovi un buon libro “comico” (ma anche esilarante e farsesco che tratta di.... bho? Fate un po’ voi....) questo testo è appropriato (e così scoprirete, tra l’altro, che le molestie sessuali non le fanno solo gli ufologi…. ma che, spesso, ne sono solo le vittime! Bravo Chiumiento sono “totalmente” con te!!). Chiaramente rileggete subito dopo un buon manuale di “metodologia di investigazione ufologica”… per non perdere definitivamente le “nozioni base”…

“Il Mistero Svelato” di Paola Leopizzi Harris, a cura di Lavinia Pallotta,
Nella biblioteca dell’ufologo, o anche solo dell’appassionato e del curioso, questo testo non può mancare. Non in un paese come l’Italia dove si è scelto di non tradurre più nessun libro che tratti questa materia, e la conoscenza di molte testimonianze e ricerche è riservata a chi conosce l’inglese.

“Il Mistero Svelato” raccoglie tutte o quasi le interviste che l’instancabile Paola Harris ha fatto a molti personaggi fondamentali del mondo ufologico; testimoni, studiosi, insiders ci parlano grazie all’intermediazione della giornalista italo-americana che da anni porta avanti un’importantissima opera di divulgazione: il compianto colonnello Corso, che l’autrice conosceva bene, Clifford Stone, di cui nel nostro paese si parla troppo poco, Michael Wolf, una delle figure più affascinanti e significative tra i rivelatori, la cui personalità e la cui singolare intelligenza vengono descritte magnificamente dalla Harris. 

E poi ancora Derrel Sims, Alex Collier, Ed Fouché, Clark McClelland, naturalmente Hynek, Linda Moulton Howe, John Mack, che ci ha da poco lasciato, Steven Greer, e molti altri ancora.
Ognuna di queste interviste rappresenta uno spunto di riflessione e di approfondimento, oltre che purtroppo in alcuni casi, la preziosa testimonianza di persone che non ci sono più, ma che hanno contribuito a cambiare la storia della ricerca ufologica.
Da leggere ogni testimonianza, e da sottolineare la professionalità di chi ha condotto le interviste.
[NdA: chi volesse acquistare il libro: www.paolaharris.it ]

“Narrano Antiche Cronache: Ricordi dal...... Futuro” di Roberto Volterri, Edizioni Hera, pagg. 224, a cura di Cristian Vitali, 
L’autore, noto archeologo presso l’università di Roma “Tor Vergata” e consulente scientifico della rivista “Hera”, riesamina, attraverso una diversa quanto affascinante chiave di lettura, una serie di dipinti e di antiche cronache cercando di individuare quegli anacronismi storico-culturali che possono dare un significato del tutto differente alle opere stesse ed alla storia dell’uomo.
Lo scopo dichiarato di Volterri è quello di far nascere nel lettore il dubbio e di fornire l’input necessario affinché ogni individuo possa esaminare, da altre angolazioni, il nostro passato alla ricerca di possibili indizi in merito a probabili contatti tra la nostra civiltà e civiltà “aliene”.

Per fare questo l’autore passa in rassegna molte opere figurate del 1500 e del 1600 che presentano al loro interno degli oggetti interpretabili come moderni “dischi volanti”.
Attraverso il supporto di software informatici ci vengono proposte le analisi di quadri come la “Glorificazione dell’Eucaristia” di Bonaventura Salimbeni (1567-1613), in cui è raffigurata una sfera munita di antenne che ricorda, secondo l’autore, il satellite Sputnik.

Altre opere “sospette” sono “L’Annunciazione” di Carlo Crivelli (1430-1495) in cui è dipinto un oggetto sferico che emana un raggio luminoso, “Il miracolo della neve” di Masolino da Panicale (1492) che raffigura una nevicata in agosto a Roma ecc. ecc.
All’interno dei vari capitoli Volterri si sofferma anche sui racconti degli autori del passato, individuando quelle testimonianze accostabili a possibili avvistamenti ufologici.
A tal proposito vengono citati passi dell’opera di Giulio Ossequente “Liber Prodigiorum” (IV secolo) e le “Cronache Forlivesi” di Leone Corbelli (XV secolo), in cui si narra che strani oggetti sconosciuti solcavano i cieli.
I testi esaminati includono anche letture veterotestamentarie ed in particolare alcuni passi dell’Esodo in cui si descrive l’arca dell’Alleanza.
Volterri ci propone una personalissima quanto originale interpretazione di tale “strumento”.
Secondo l’autore, infatti, potrebbe addirittura trattarsi di un accumulatore di energia orgonica, ovvero una particolare forma di energia detta orgone atmosferico.
Volterri sostiene anche che Wilhelm Reich, psichiatra americano che ha ipotizzato l’esistenza di questa presunta forma energetica, potrebbe aver attinto da quei testi per concepire le sue idee.
La parte finale del volume è una vera e propria “chicca” per chi si vuole cimentare nell’analisi di fotografie o dipinti, infatti contiene i suggerimenti basilari per studiare le immagini attraverso l’uso di un computer e di software appropriati.
In conclusione un testo avvincente e per certi versi illuminante per un lettore che si accosta per la prima volta a questi argomenti, ed un'utile ed esauriente raccolta (finalmente in un unico libro) di una particolare casistica che gli addetti ai lavori apprezzeranno sicuramente.
(NdR: tratto da: http://www.centrostudifortiani.it )

“UFO Revisited: sulle Strade del Mistero” di Carlo Pirola, Edizioni Cerchio della Luna, Pagg. 302, euro 12.40, a cura di Stefano Panizza, 
Libro interessante questo di Carlo Pirola, bancario di professione ed ufologo (indipendente) per passione. In esso troviamo una rivisitazione, con taglio originale, di diversi avvistamenti ufologici degli anni ‘50, ’60 e ’70.
La sua particolarità consiste nella volontà di riaprire i casi con un atteggiamento quasi da investigatore poliziesco.

Ha, infatti, intervistato i testimoni di allora, i loro amici, spesso di persona oppure telefonicamente e via internet, e si è recato nei luoghi dove i fatti si sono verificati. Un lavoro tra difficoltà di ogni tipo, considerando che i luoghi sono sparsi un po’ in tutto il mondo e che la gente non sempre ha accolto favorevolmente, anzi in alcuni casi con manifesta ostilità, il suo desiderio di approfondire gli avvenimenti. 

Credo che sia importante sottolineare il fatto che l’autore abbia voluto indagare sul posto, non limitandosi a rielaborare del materiale raccolto da altri ricercatori come, spesso, capita di trovare sui libri e sulle riviste.
Le ricostruzioni degli episodi sono piacevoli perché il volume è strutturato un po’ come un diario di viaggio, dove sono riportate, accanto ai dettagli di quanto successo, anche le sensazioni, le emozioni che il Pirola ha provato a poter toccar, quasi con mano, una realtà sulla quale tante volte ha meditato e, forse, fantasticato.
Ogni episodio, inoltre, ha il suo bel commento finale che spazia fra il romantico, l’ironico e lo scherzoso. 
Scopriamo così che, a volte, le storie, non sono andate come abbiamo sempre letto nelle varie pubblicazioni del settore. In questi casi i testimoni hanno negato certi particolari che, pur non mutando la sostanza del discorso, avevano finito per dare una colorazione spettacolare ed inquietante, ma falsa, ai racconti.
Altro pregio del libro è il dar spazio ad episodi che, pur importanti, non hanno avuto, per vari motivi, il giusto risalto dagli addetti ai lavori. 
Veniamo ora ai piccoli difetti che, a mio modo di vedere, il libro presenta.
Considerando l’impronta che l’autore ha voluto dare alla propria opera mi è sembrato un po’ inutile lo spazio riservato all’introduzione dell’ufologia che occupa diverse pagine del testo; si tratta della solita casistica che possiamo ritrovare in qualunque libro di ufologia e che, secondo la mia opinione, ha finito per appesantire parzialmente il discorso complessivo.
Alcuni episodi riportati, inoltre, mi sono sembrati, in parte, una forzatura perché il Pirola, probabilmente per motivi indipendenti dalla sua volontà, non è riuscito, in questi casi, ad impostare l’indagine secondo la logica che si era prefisso; non si è recato sul posto e non vi è alcuna intervista ai protagonisti e testimoni. Che senso ha, allora, inserire il tutto, visto che viene a mancare l’originalità del discorso? 
Alcuni episodi, inoltre, particolarmente importanti nella storia dell’ufologia, come il caso Cash-Landrum, non sono stati adeguatamente approfonditi, senza considerare, poi, che la casistica considerata, in generale, non è recentissima perché risale ad oltre trent’anni fa.
I lettori più attenti avranno avuto modo di notare, anche, che diversi capitoli sono costituiti da articoli apparsi a suo tempo, e a firma dell’autore, sulla rivista del CUN “Ufo Notiziario” e, quindi, non si tratta di qualcosa di veramente nuovo. 
In conclusione ritengo, però, che il libro meriti attenzione non solo per il suo indiscutibile valore nell’ambito della ricerca, ma perché è un libro “umano”, scritto con una passione ed un tormento nella ricerca della verità, non solo ufologica, che credo non sia comune a molti ricercatori. 
(NdR: tratto da: http://www.centrostudifortiani.it)

Le Anomalie di Marte nelle Immagini delle Sonde Spaziali
a cura di Fabrizio Rondina, fabrizio.rondina@tin.it (Presidente Gruppo HWH22 e Membro Gruppo Camelot)
e Franco Bertelegni, hertzi@tiscali.it (Membro Gruppo HWH22)

Da quando è iniziata la corsa alla colonizzazione di Marte, le missioni delle sonde spaziali ci hanno regalato moltissime immagini inedite di quello che è sempre stato uno dei pianeti più affascinanti del nostro sistema Solare. Una gran quantità di dati arriva ogni giorno alle basi spaziali terrestri, trasmesse da queste sonde, ultime fra le quali figurano i due robottini americani Spirit e Opportunity.

Al di là dei dati scientifici che sono comunemente analizzati dagli organi competenti, è iniziata, praticamente da subito, una specie di corsa alla ricerca di quelle che possono (o sono) ritenute anomalie marziane; in genere si tratta di tutto quanto è, o potrebbe assomigliare ad oggetti vari, costruzioni, meccanismi, disegni, e quant’altro si possa osservare direttamente tramite le fotografie rilasciate principalmente dalla NASA. 
Questa specie di ricerca e osservazione, ormai estesa praticamente a tutto il pianeta, tramite l’utilizzo di Internet, ha contagiato moltissime persone; e moltissimi sono i dati che ormai quotidianamente vengono trattati. Spesse volte le cosiddette anomalie risultano difficili da osservare, a causa delle dimensioni dei particolari e specialmente a causa della bassa risoluzione delle immagini; ma molte altre volte, avendo a disposizione immagini in alta risoluzione, è facile imbattersi in questo genere di “artefatti”.
Tutti ormai conosciamo la storia di Cydonia e le famose piramidi marziane, ma da quegli eventi in poi , si è ampliata la ricerca e molte anomalie sono state osservate, adducendo a tutta una serie di altri dati anomali, che in alcuni casi possono considerarsi alquanti inquietanti. 

Queste sono alcune fra le più significative che abbiamo scovato all’interno delle immagini delle sonde spaziali:
E per chi volesse documentarsi maggiormente, ecco una raccolta di links utili relativi a questi argomenti:
- http://mars.jpl.nasa.gov 
- http://marsrovers.jpl.nasa.gov/home 
- http://mars.jpl.nasa.gov/mgs/index.html 
- http://www.msss.com 
- http://www.pianetamarte.com/index.htm 
- http://digilander.libero.it/adastron/mars1.htm 
- http://www.anomalous-images.com/mars.html 
- http://paranormal.about.com/cs/marsanomalies 
- http://www.fortunecity.com/roswell/rune/249/main.html 
- http://pub84.ezboard.com/bmarsanomalies 
- http://www.ufos-aliens.co.uk/cosmicmarsanoms.htm 
- http://www.marsanomalyresearch.com  
- http://www.anomalous-images.com 
- http://ida.wr.usgs.gov/graphical.htm 
- http://rivercityreader.com/alientricities/alientricities.htm 
- http://www.stanleysound.com/marspage.html 
- http://www.vgl.org 
- http://sauderzone.com/CuriousMartianAnomalies.htm 
- http://www.enterprisemission.com 

 

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