Numero 8, Anno 2004
Camelot Chronicles

 

Google
 
Web www.camelotchronicles.com

Tutti i numeri del giornale aperiodico di ufologia "Camelot Chronicles" si possono scaricare gratuitamente da questo sito in formato PDF e HTML, e si possono trovare in formato cartaceo alle conferenze del Gruppo Camelot e dei suoi Collaboratori

Pag. 1-4 ( 810 KB) Formato Documento Adobe Acrobat PDF [ potete scaricare Adobe Acrobat Reader gratuitamente da questo sito (circa 9.3 MB) ]
Pag. 5-8 ( 577 KB)
Pag. 9-12 ( 581 KB)
Pag. 13-16 ( 385 KB)
Pag. 17-20 ( 765 KB)
Pag. 21-24 ( 565 KB)
Pag. 25-28 ( 598 KB)
Pag. 29-32 ( 765 KB)

SPECIALE ABDUCTION

A Long-Term Scientific Survey of the Hessdalen Phenomenon - "Journal of Scientific Exploration"

Attorno alla tavola rotonda: 
Interviste a Personaggi Famosi: M.Baiata, M.Teodorani, P.D.Roberts e D.Sims
- Pag.16
(N.d.R.: in questa serie di interviste ogni intervistato si assume la responsabilità di ciò che afferma)

Intervista a Maurizio Baiata, “DNA Magazine”,
a cura di Luigi Drago, drago@fondazionesentinel.org (Membro Fondazione Sentinel e Gruppo Camelot)
05/08/2004 
L.D.: A settembre l'uscita della rivista DNA Magazine (NdR: www.dnamagazine.it), un nome originale per una pubblicazione che si occupa prevalentemente d'Ufologia, puoi spiegarci il suo significato?
M.B.: Sembra che tutti si conosca il significato di tale sigla, come "fondamento della vita", ormai di uso comune. Noi pensiamo di poterne allargare la visione al "DNA stellare", ovunque portatore di vita, energia generatrice di forme biologiche disparate, poste altrove nel Cosmo, così come nel profondo dell'uomo della Terra. Nel logo, il chiaro richiamo a "Ufologia e Frontiere della Scienza" spiega i nostri orizzonti di ricerca. 

L.D.: In Italia ci sono state esperienze editoriali dedicate all'ufologia e alle sue tematiche,le quali dopo un periodo roseo hanno cessato la loro esistenza,secondo il tuo punto di vista da cosa può dipendere questa "sfortuna" editoriale?
M.B.: Non userei il termine sfortuna. È stato tutto pianificato, secondo una strategia oggi a me chiara, in quanto ci sono stato dentro e ne sono uscito. Il periodo roseo coincide con la divulgazione "alle masse", non "di massa" (perché questo significherebbe che si era al servizio del potere) delle questioni UFO poggiate su Roswell. Sino al '91-'92, in Italia si era parlato di avvistamenti etc, niente altro. Con i primi servizi speciali di Mixer e la serie di videocassette della Columbia, in entrambi i casi con me al centro delle produzioni, abbiamo enormemente alzato il livello dell'informazione. Tre anni dopo, "fine dei giochi" con il Santilli Footage. Troppa grazia, troppa unione (a parte l'aspro confronto CUN-CISU) fra gli ufologi, una sorta di ubriacatura collettiva dalla quale si usciva tutti frastornati, scettici inclusi. Poi le riviste. Non posso entrare nei particolari, purtroppo. Ma non dimentico la media di 25-30.000 copie vendute da Notiziario UFO e le 20-25.000 di Dossier Alieni fra il '95 e il '98.Numeri che corrispondono al reale bacino di utenza dell'ufologia italiana, con uno zoccolo duro proporzionale, valutabile ad un terzo dei dati suddetti. Una presenza eccessiva, comunque, che ha dato fastidio. La strategia applicata all'interno delle organizzazioni di ricerca sugli UFO è stata quella del "divide et impera", innescando la massima confusione possibile e generando un clima di sfiducia collettiva. Da parte nostra (mia in particolare) ci sono stati anche errori di valutazione del mercato che, appunto, si andava assottigliando e frammentando, mentre le case di distribuzione richiedevano comunque tirature elevate per la copertura del territorio. Ci sono state forme di spionaggio e boicottaggio industriale, ma il nocciolo del problema, per noi, si è palesato quando abbiamo toccato argomenti a carattere religioso (come Fatima, su "Stargate"). A quel punto, migliaia di copie non uscivano neppure dai magazzini dei distributori locali. Ne abbiamo le prove. Impossibile porvi rimedio, ad ogni livello. 

L.D.: DNA si propone su abbonamento,questa è una scelta dettata dalla cautela? Ed eventualmente in futuro si potrà trovare nelle edicole?
M.B.: In parte ho già risposto. Purtroppo sappiamo che, anche con la diffusione per abbonamento, non saranno rose e fiori. Andremo però in stampa con le misure convenienti per fornire un servizio rapido ed efficace in posta prioritaria. Edicole? Ciò che accadrà in Italia avviene già negli USA da oltre 20 anni. Si affermerà sempre di più il sistema della vendita per corrispondenza. Sulla opportunità di andare in edicola penso che sarà il pubblico a darci delle indicazioni. 

L.D.: Nei contenuti DNA cosa offre ai potenziali lettori che sottoscriveranno l'abbonamento?
M.B.: I contenuti di ogni numero saranno caratterizzati in primis dalle norme che delineano la correttezza dell'informazione giornalistica, norme chiare: chi, come, dove, quando e perché. Secondo: l'ufologia non è un gioco da ragazzi e le scienze di frontiera sono una spina nel fianco di chi regge i fili della conoscenza. Niente nozionismo. Cercheremo di "incidere", non di "seguire" gli avvenimenti. 

L.D.: Recentemente la rivista Inglese "UFO Magazine" letta da molti ufologi internazionali ha cessato la distribuzione,questo fatto a colto di sorpresa un po' tutti gli addetti ai lavori,cosa pensi che abbia determinato la chiusura di una rivista così importante per l'ufologia, cause economiche?, diatribe interne alla redazione? O che altro?
M.B.: Successivamente alla prematura scomparsa del direttore Graham Birdsall, i suoi eredi hanno deciso, inopinatamente, di chiudere, nonostante buoni e costanti risultati di vendita e il parere contrario dell'intero corpo redazionale. A mio avviso le ragioni della chiusura sono due: la mancanza di Graham, e le pressioni esterni sui titolari del marchio, pressioni provenienti da ambienti ufologici americani. Quest'ultimi, secondo me, non hanno mai digerito la portata internazionale di UFO Magazine G.B. Avevo concluso un accordo preliminare con "UFO Magazine" per realizzarne la versione italiana. Lo stop ha determinato in me la convinzione di ripartire da capo, ed è nato DNA Magazine. 

L.D.: Con l'unificazione Europea,ed il suo futuro allargamento,non pensi sia giunto il momento per l'ufologia dei vari stati, di trovare delle sinergie più vive per portare avanti una ricerca e una divulgazione più capillare? Ed essendo tu un esperto dell'ufologia USA, la loro ufologia è paragonabile alla nostra europea,oppure ci sono delle differenze sostanziali?, Ed in Italia a che punto siamo?.
M.B.: Politica ed ufologia non vanno d'accordo. Nessuno sviluppo è prevedibile, dal momento che l'unità europea è solo un paravento per allargare ed aumentare le aree di influenza della NATO, appunto, sull'Europa. 
L'Ufologia statunitense è più avanti della nostra. Sono loro a saperne di più delle cose che contano, come l'Area 51 e le attività umano/aliene. Gli avvistamenti ci sono e in tutto il mondo. Ma gli avvistamenti, oggi, in ufologia contano ben poco. In Italia? Avrei uno slogan, per rispondere, viene dall'inglese: "United we stand, divided we fall". Credo la traduzione sia facile per tutti. 

L.D.: Cosa pensi dell'avvicinamento della scienza all'ufologia? Potrebbe far presagire un punto di svolta nel mondo ufologico?
M.B.: Non proprio. Gli scienziati non accettano alcuna prova derivata da studi compiuti da ufologi (che abbiano o meno un pedigree scientifico). Il fisico nucleare canadese Stanton Friedman, recentemente, è stato illuminante, sottolineando che senza il suo curriculum scientifico molte delle porte da lui dischiuse sarebbero rimaste sbarrate. In Italia non c'è mai stato uno Stanton Friedman. Per noi, è inutile attendere la nascita di una nuova generazione di ufologi/scienziati diversa da quella che ha di fatto egemonizzato il settore. Questo tipo di ricercatori ha già i suoi problemi di sopravvivenza, di certo non si metteranno ad ergere barricate contro la scienza e le istituzioni. Se prendiamo ad esempio il SETI, piango da un occhio solo. 

L.D.: Hai conosciuto personalmente Philip J. Corso, un uomo che con le sue rivelazioni ha fatto imbarazzare la parte "scettica" dell'ufologia mondiale, molto in sintesi puoi descriverci le tue impressioni sul Colonnello in congedo.
M.B.: Il Colonnello Corso era un militare americano, servitore solo di un padrone. Le sue capacità andavano però oltre la routine delle attività di intelligence. Per la gestione della questione Roswell e derivati l'Esercito USA non avrebbe potuto servirsi di un cretino, ma di uno in grado di uccidere con le sue mani, sorridendo affabilmente. Sottolineo, l'Esercito, in quanto le altre Armi sugli UFO sanno quello che sanno. Corso ha segnato, come uno spartiacque, il corso dell'ufologia italiana. L'ufologia di Stato in Italia prima se ne è fatta bella, con l'immagine di Corso, poi ha "preso le distanze", poi ha tentato di farla propria. Un balletto squallido. 

L.D.: Un ultima domanda Maurizio a riguardo della rivista DNA,se volessi farti un augurio cosa penseresti?
M.B.: Penserei ad una valanga di abbonamenti. Fatti da persone che non vogliono rinunciare più alla capacità di ragionare, ma vogliono confrontarsi, aprirsi e trovarsi interiormente. 
(NdR: intervista tratta dal sito della Fondazione Sentinel, www.fondazionesentinel.org)

Intervista a Massimo Teodorani, “Fenomeni Luminosi”
a cura di Luigi Drago, drago@fondazionesentinel.org (Membro Fondazione Sentinel e Gruppo Camelot)
22/05/2004 
L.D.: Da quanti anni studi i fenomeni luminosi anomali ed in particolar modo gli eventi nella località norvegese di Hessdalen? E cosa ti ha spinto ad indirizzarti verso questi studi?
M.T.: Attivamente me ne occupo dal 1993. Per la verità da ben prima mi sono fatto un bel po' di letture ufologiche, giungendo poi alla conclusione che, eccetto alcune rarità, erano francamente molto noiose, poco convincenti e spesso puerili. Allora mi sono chiesto se un astrofisico potesse dare un contributo concreto mettendo a frutto le sue esperienze tecnico-scientifiche in questo campo specifico. Ciò che mi ha spinto a pormi questa domanda non era una presunta "fascinazione" al problema, ma una semplice questione di metodo: in che modo le scienze fisiche possono affrontare in maniera rigorosa un problema così delicato? Mi sono subito reso conto che, in linea di principio, le tecniche per rilevare segnali di luce (o in altri domini di frequenza) emessi dal fenomeno sono le stesse che utilizziamo negli studi osservativi di astronomia. Cambia solo il fatto che ci troviamo a monitorare oggetti dal movimento erratico, dall'apparizione transiente, e con distanze di solito molto piccole il che porta spesso a luminostà elevate. 
La prima caratteristica è quella che ci crea i problemi maggiori: in tal caso è indispensabile accoppiare i sensori di misurazione ad un sistema di inseguimento come un radar, ad esempio. Ciò purtroppo impone costi elevati, perchè in sostanza ci richiederebbe di adottare un sistema optronico di derivazione militare. La seconda caratteristica può essere affrontata identificando aree del mondo dove il fenomeno è ricorrente. La terza caratteristica viene incontro alle nostre esigenze perchè una buona fisica può essere fatta solo con rapporti segnale/rumore alti per cui nel campo dei fenomeni di luce, se abbiamo la fortuna di acquisire il dato esso è di molto più attendibile ad esempio di uno spettro di una galassia lontana dalla luce debolissima. Per concludere: non ho avuto una "spinta interna" ad affrontare il fenomeno, ma solo una curiosità tecnica che poi si è sviluppata ed evoluta. 
Le esplorazioni sul campo ci hanno mostrato quanto sia enormemente difficile fare questo tipo di misure, in parte perchè ancora non disponiamo di strumentazione sufficientemente sofisticata e in parte per le innumerevoli azioni di disturbo che abbiamo avuto da varie persone. Purtuttavia, l'avere ben chiaro in testa cosa si intende misurare, l'attenzione ai dati che servono e l'asetticità nella scelta degli stessi ha portato ad ottenere qualche reale risultato, ma solo dopo molto tempo passato a rianalizzare con pazienza i dati e a confrontarsi dialetticamente con fisici interessati a confrontare i loro modelli teorici con i nostri dati.

L.D.: In questi ultimi anni la fenomenologia di Hessdalen sta suscitando molto clamore in vari ambienti, non pensi che tutto questo fermento sia un po' troppo esagerato?
M.T.: Avendo avuto modo di studiare fenomeni di luce anche in altre parti del mondo, posso affermare che dopo molti anni di studi sulla specificità di Hessdalen questa area è al momento una delle meno interessanti. Attorno ad Hessdalen, prima che iniziasse un primo tentativo di investigazione scientifica da parte di Erling Strand e il suo gruppo, è stato detto tutto e il contrario di tutto. Una parte dei report che provenivano dalla Norvegia davano interpretazioni decisamente "naive": le rappresentazioni delle testimonianze erano talvolta fatte con disegni che ricordavano i fumetti di fantascienza più scontati. Uno di questi disegni, tra l'altro, è identico alla rappresentazione della prua di un'astronave dell'impero di Ming... 
Ma a me interessava la ricorrenza di un qualche fenomeno, qualunque cosa esso fosse, e vedere come la scienza si rapportava con esso. Per quello che riguarda il clamore e il fermento, mi sembra una vera e propria "febbre" ingiustificata.... Una febbre non mia. Certamente l'accanimento a passare tutte le estati solo in quell'area è del tutto insensato oltre che dispendioso e per certi versi perfino irrazionale. Ci sono adesso almeno altre tre località di ricorrenza nel mondo ben più interessanti e importanti, ed è su queste che mi sto concentrando adesso, e poi anche tre zone Italiane una delle quali presenta caratteristiche oggi ben più importanti di quelle di Hessdalen al giorno d'oggi. Penso che il clamore suscitato da Hessdalen sia nato dal fatto che è stata una delle prime aree dove sono stati fatti tentativi di misurazione scientifica (da parte del Project Hessdalen). 
Proprio per questo, e anche per la relativa "vicinanza" all'Italia, prima delle missioni esplorative negli anni successivi, accettai l'invito a partecipare ad un congresso proprio là nel 1994. In realtà negli anni '70 molto più lavoro, anche se poco pubblicizzato, era stato fatto negli Stati Uniti: in particolare da parte del fisico Harley Rutledge e dal suo staff di studenti e dottorandi nella zona di Piedmont , e anche da un gruppo come il Project Starlight International (composto allora da un ingegnere e da un astronomo), dove i ricercatori, che spostavano periodicamente la strumentazione in zone calde, erano più del ramo fisico che ingegneristico. Entrambe figure fondamentali nella ricerca, ma il ramo fisico in questo tipo di attività deve avere il sopravvento per un diritto naturale: gli ingegneri o figure simili a questi sono di importanza basilare a risolvere problemi pratici, lo scopo dei fisici è quello soprattutto di capire il problema in tutti i suoi dettagli al fine di permettere una identificazine ed una misura degli osservabili. 
Non sempre a Hessdalen i ricercatori che hanno preso parte alle missioni hanno saputo accettare il loro ruolo e quello degli altri.

L.D.: Una delle domande più frequenti nel nostro "mondo ufologico" dalle persone interessate al tema è la seguente: Quando queste luci sono comparse per la prima volta, oppure le luci si sono sempre manifestate anche in epoche remote, testimoniate dalle cronache locali?
M.T.: A Hessdalen mi risulta una testimonianza del secolo scorso. Per il resto tutto sembra essere esploso nel 1981, ma questo è solo un effetto di selezione causato dal basso numero di abitanti in quell'area, dalla loro scarsissima propensione a riportare testimonianze, e dalla inefficacia e lentezza della trasmissione dell'informazione nei tempi più remoti. Ho ragione di ritenere che il fenomeno più rilevante e misurabile di Hessdalen, un fenomeno del tutto geofisico, sia esistito da sempre. Ed ho la quasi certezza che con lo scorrere del tempo l'interpretazione popolare su di esso sia cambiata, passando dalle classiche e scontate astronavi extraterrestri a "luci dall'interpretazione esoterica". 
Limitatamente al breve periodo trascorso in quella strana valle..... (NdR: il resto della lunga ed interessante intervista si può trovare al sito web: www.fondazionesentinel.org

Intervista a Paul Dale Roberts
a cura di Lavinia Pallotta, fenice@lifegate.it (Presidente Fondazione Sentinel e Membro Gruppo Camelot)
L.P.: Ti vuoi presentare, Paul?
P.D.R.: Risposta: Comincio col mio nome completo, Paul Dale Roberts. Attualmente lavoro per il governo come office manager per il Ministro degli Esteri, nella Divisione per le Riforme Politiche.
Ho lavorato in molte amministrazioni statali. Il primo di questi lavori fu come pompiere nella divisione Forestale della California. Da qui mi spostai e lavorai nella lotteria della California, nel Dipartimento di Salute Pubblica, nel Dipartimento di Sussidiarietà, nel Dipartimento per lo Sviluppo e i Servizi della Comunità, il Dipartimento dei Servizi Sociali ed il Dipartimento di Giustizia.

L.P.: Hai lavorato anche per l’Intelligence Militare. Che lavoro facevi?
P.D.R.: Risposta: Ero un Bravo 97, un Analista d’Intelligence. Frequentai la scuola d’intelligence militare a Ft. Huachuca. Mi venne data una licenza SBI TOP SECRET. SBI sta per “Special Background Investigation”. Ci vogliono 6 mesi per ottenere questa licenza. Dopo il diploma, da Huachuca, mi mandarono a Pic-K (Photo Center-Korea), situato a Seul, in Corea.

L.P.: Chi erano i tuoi colleghi?
P.D.R.: Lavoravo con Interpreti d’Immagine. Uno era un agente della CIA, uno della DIA. Avevamo diversi gruppi d’Intelligence e team scelti. Io lavoravo con l’Intelligence dell’Aeronautica, della Marina, le Special Forces, l’Unità di Ricognizione della Marina, l’Intelligence Militare, la Delta Forces e gli Army Rangers.

L.P.: Qual’era la “procedura normale” se trovavi un UFO, se ve n’era una?
P.D.R.: Il lavoro degli Interpreti d’Immagine consisteva nello studiare fotografie di aerei di ricognizione della Corea del Nord e della Cina Comunista. Erano in grado di distinguere un minuscolo puntino e identificarlo come un carro armato sovietico T-72. Le fotografie erano fatte da aerei da ricognizione e satelliti. Ogni tanto le fotografie presentavano un’immagine di qualcosa in volo di non identificato. Il mio lavoro consisteva nel codificare le fotografie che contenevano UFO e passarle all’agente della DIA (Defense Intelligence Agency) che, a sua volta, le avrebbe passate all’agente della CIA. Dove finissero in seguito le foto, possiamo solo immaginarlo.
Nel 1981 ebbi un periodo “caldo”, nel quale dovevamo guidare un veicolo da Seul, Corea, fino a Osan AFB (Air Force Base) e prendere pellicole riservate. Il cofano del veicolo aveva una chiusura a combinazione e la persona con cui andavo aveva metà della combinazione, mentre io l’altra metà. Poi mettevamo la pellicola in una valigetta con chiusura a combinazione. Una di queste fotografie mostrava un prigioniero di guerra americano in Vietnam, catturato nel 1981, e la foto era la prova. Altre speciali fotografie riservate erano di UFO visti vicino e attorno alla Corea del Sud, alla Corea del Nord e alla Cina Comunista.
Il veicolo che guidavamo per trasportare queste fotografie aveva una tessera di riconoscimento con la quale la polizia ci permetteva di guidare a velocità superiori ai limiti normali. Ci facevano sempre segno di oltrepassare i punti di controllo, perché alla polizia della Corea del Sud veniva segnalato che l’Intelligence Militare si stava dirigendo a Osan per poi tornare a Seul.

L.P.: C’era collaborazione tra l’esercito degli Stati Uniti, gli agenti della CIA e della DIA in materia di UFO?
P.D.R.: La DIA aveva priorità assoluta nel guardare le foto di un UFO, prima che passasse alla CIA. Sì, c’era una forte collaborazione.

L.P.: E circa l’ipotesi extraterrestre? Qual’era l’atteggiamento a riguardo tra i tuoi colleghi ?
P.D.R.: Difficilmente parlavamo di UFO. Il motto “loose lips, sink ship” [NdA: Si potrebbe tradurre come “apri la bocca, affondi la nave”] pesava sulla comunità dell’intelligence. Molti degli “spooks” (nome usato per riferirsi agli impiegati dell’intelligence) non commentavano le foto con UFO, era un argomento tabu.
Alcuni agenti appartenevano ad un’organizzazione massonica che accoglieva membri provenienti dall’intelligence.
Io non ho mai aderito alla Massoneria, ma, in seguito, mi avvicinai ai Rosacroce. Un agente del controspionaggio dell’Intelligence Militare mi disse di essere un Rosacroce, e che, per essere illuminato, avrei dovuto unirmi a loro.
Partecipai ad un paio di incontri: credono fermamente in un’antica intelligenza presente sulla terra prima dell’Umanità.

L.P.: Sai se c’era una qualche collaborazione tra USA e Italia in materia di UFO?
P.D.R.: Finché ci sarà la NATO e l’Italia sarà nostra alleata, ci sarò sempre qualche tipo di collaborazione tra i nostri Governi riguardo la questione UFO.
Il Gruppo Bildelberg collabora col nostro Governo e altri della NATO per tenere nascosti i segreti più custoditi del nostro mondo. Forse questi segreti riguardano gli UFO.

L.P.: Dopo le tue esperienze, credi ci sia stato, e magari ci sia ancora un cover-up sugli UFO?
P.D.R.: Dopo il Progetto BlueBook, si pensa che non ci furono più rapporti presi seriamente in considerazione dall’Aeronautica USA. So per certo che non è vero. Rapporti e fotografie UFO avevano un’altra priorità nell’Intelligence Militare e dopo che li avevo codificati, venivano dati alla DIA e finivano nelle mani della CIA. Il cover-up continua e continuerà sempre. Credo che la comunità dell’Intelligence senta che la gente non sia pronta per una completa divulgazione sugli UFO.
Grazie per l’opportunità che mi avete dato con quest’intervista.
[NdR: Questa intervista, e l’originale in lingua inglese, si possono trovare sui siti web: www.fondazionesentinel.org  e www.jazmaonline.com ]

Interview: Paul Dale Roberts
by Lavinia Pallotta, fenice@lifegate.it (President of Fondazione Sentinel and  Member of Gruppo Camelot)

L.P.: Will you introduce yourself, Paul?
P.D.R.: I go by my full name, Paul Dale Roberts. I now work in the government as an office manager for the Secretary of State, Political Reform Division. 
I have worked in many state governments, my first State government job was a firefighter with the California Division of Forestry. From there I moved around and entered government jobs with The California Lottery, Department of Health Services, Department of Benefit Payments, Employment Development Department, Governor's Office of Emergency Services, Department of Community Services and Development, Department of Social Services and Department of Justice.

L.P.: You worked for the military intelligence. What was your job, exactly?
P.D.R.: I was a 97 Bravo, Intelligence Analyst. I went to Military Intelligence School in Ft. Huachuca, Arizona. I was given a Top Secret S.B.I. clearance. SBI stands for Special Background Investigation. It takes about 6 months to receive this clearance. After graduating from Ft. Huachuca, they sent me to PIC-K (Photo Interpretation Center- Korea) located in Seoul, Korea. 

L.P.: Who were your collegues?
P.D.R.: I worked with Image Interpreters, one CIA agent and one DIA agent. We had a variety of intelligence groups and elite teams there. I worked with Air Force Intelligence, Navy Intelligence, Special Forces, Marine Recon, Army Intelligence, Delta Force, Army Rangers. 

L.P.: What was the "normal procedure" when you found an Unidentified Flying Object, if there was any?
P.D.R.: The job of the Image Interpreters was to study reconnaissance aerial photographs of North Korea and Red China. They were able to distinguish a small speck and identify that speck as a T-72 Soviet Tank.
The photographs were taken by reconnaissance aircraft and satellites. Ever once in awhile the photographs would have an image of something flying that was unidentified. My job was to code the photograph that had an image of a UFO on it and pass it down to the DIA (Defense Intelligence Agency) agent, who would in turn pass it over to the CIA agent. Where the photo went from there is anyone's guess. In 1981, I went on a hot run in which we would drive a vehicle from Seoul, Korea to Osan AFB (Air Force Base) and pick up classified film. The trunk of the vehicle had a combination lock and the person I would go with, had 1/2 of the combination and I had the other half. Then we would place the film in a suitcase that had combination locks.
One film showed a photograph of an American POW in Vietnam that was taken in 1981, the proof was that photograph. Other special classified photos were of UFOs that were seen near and around South Korea, North Korea and Red China. The vehicle we drove to carry these photos had an identification card, in which the police would allow us to drive at speeds going over the normal speed limit, we were always waved through check points because the South Korean police were notified that Military Intelligence was heading to OSAN and back to SEOUL.

L.P.: Did you find any sort of collaboration between the US Army and CIA or DIA agents, about UFO matter?
P.D.R.: DIA had first priority in looking at a UFO photo before passing it onto the CIA. Yes, there is strong colloboration.

L.P.: What about extraterrestrial hypothesis? What was the attitude towards it among your colleagues?
P.D.R.: There was hardly any talk about UFOs. The motto "loose lips, sink ships" fall heavy among the intelligence community. Most of the "spooks" (name used to refer to intelligence employees)did not discuss photos that depict UFOs, it was a taboo subject. Some of the spooks belonged to a Freemason organization that welcomed personnel from the Intelligence community. I never joined the Freemason organization and later joined the Rosicrucians. A Counter-Intelligence Agent with Military Intelligence informed me that he was a Rosicrucian and I should join and be enlightened. I went to a couple of meetings and they do believe in ancient intelligence being here before mankind.

L.P.: Do you know if there was any "connection agent" between USA and Italy? I mean a sort of collaboration between Italy and USA on UFOs ?
P.D.R.: As long as we have NATO and Italy is our ally, there will always be some type of collaboration between our governments in regard to UFOs. The Bilderberg Group assists our government with other NATO governments in keeping a cap on our world's most guarded secrets. Perhaps those secrets are in the UFO category.

L.P.: After your experiences, do you think there was, and, may be, still is, a cover-up about UFOs?
P.D.R.: After the Air Force's Project Bluebook, there was supposingly no more reports being taken seriously by the US Air Force. I know for a fact that this is not true. UFO reports and photographs take high priority in Military Intelligence and after I coded them in, they were sent up the line to the DIA and ended in the hands of the CIA. The cover-up continues and will always continue. I believe that the Intelligence community does not feel that the general public is ready for full disclosure of UFOs.
Thank you for this opportunity with your interview questions.
[NdR: Interview shared with the web sites: www.fondazionesentinel.org and www.jazmaonline.com]

 


Incontro ed Intervista a Philip Corso ed Alcune Ultime Considerazioni
a cura di Carlo Sabadin, sabinsky@tiscali.it (Membro Fondazione Sentinel, Gruppo Camelot, Stargate Group, collaboratore HWH22 e MOSAC) - Pag.18

(NdR: il primo articolo, pubblicato nel 1998 sul Bollettino Interno della Fondazione Sentinel, è riportata al sito web: www.fondazionesentinel.org )
Corso-Update
Agosto 2004
Alcune considerazioni sul più importante dei “rivelatori” ed una “vecchia” intervista.... 
Fin dai primi minuti dei lavori si era capito che, quell’edizione al Teatro Turismo di San Marino, non sarebbe stata un'edizione monotona. La “star” indiscussa di quella manifestazione era, senza alcun dubbio, il colonnello Philip Corso autore de “Il giorno dopo Roswell”. 
Era, quindi, un’occasione molto “ghiotta” potergli rivolgere delle domande e poter “studiare” la sua testimonianza. La forma espositiva scelta -allora- fu quella dell’incontro-intervista (con un pressoché totale ricorso alla forma “indiretta”) perché, moltissime, erano le vicende e le tematiche che si dovevano affrontare in maniera organica e coerente. Questo incontro, assolutamente decisivo e “fondamentale”, nella mia “vita ufologica” mi ha segnato e, se volete, indirizzato verso un tipo di approccio “nuovo” alla tematica ufologica. È quasi paradossale, ma, da una posizione assolutamente “pro-ETH” (pur nella versione Cingolani) [1], sono passato –e ciò è avvenuto dopo aver parlato proprio con il più importante dei “rivelatori”!- ad una posizione “intermedia”, non più così “pura” e definita. 
Questa “nuova versione” di ufologo pro-ETH “eretico” trova uno dei suoi fondamenti in quel concetto di “retro-ingegneria” che, in un certo senso, caratterizza il Corso-pensiero, ma si amplia e si sviluppa secondo modalità autonome. Ecco perché questo personaggio ha assunto -e mantiene tuttora- una “centralità” unica e permette di inquadrare, all’interno di uno schema più preciso, diverse fenomenologie che, a torto o a ragione, ricolleghiamo alla manifestazione UFO. 
Rispetto a quell’importantissimo Simposio (quando l’ufologia italiana aveva raggiunto la massima diffusione possibile, forse, in questo paese) ci sono state importanti novità. Durante il Convegno EBE III, a Bologna, qualche anno fa, Paola Harris ha ammesso che la versione finale de “Il giorno dopo Roswell” era, in realtà, una versione incompleta ed inesatta, mentre, durante la stessa manifestazione, Leo Sorge –autorevolissimo su questi aspetti “storici”- ha riconosciuto come la ricostruzione ufficiale e “tradizionale” dello sviluppo dell’elettronica sia palesemente “incoerente” e mostri parecchie lacune (o se preferite dei veri e propri salti) [2]. Una visione diametralmente opposta a quella “tanto strombazzata” da alcuni critici “professionisti” della testimonianza di Corso, che, senza aver rivolto MAI, una sola domanda, al Colonnello, hanno invece liquidato, tranquillamente, la vicenda, negandola “in toto”. Curioso che, secondo lo stesso “modus operandi”, altre persone –in realtà, alcune volte, le STESSE persone!- hanno recentemente tentato la stessa operazione “versus” altre note vicende (conseguendo e “meritatamente”, in questo secondo caso, il più totale fallimento). 
Un’altra apprezzabile novità è stata la pubblicazione, a cura di Maurizio Baiata, de “L’alba di una nuova era”, il manoscritto “originale” di Corso (senza, quindi, ricorrere alla versione decisamente “parziale” del “vero” autore de “Il giorno dopo Roswell”, Birnes). Il testo in oggetto presenta diversi elementi “nuovi” o, meglio, omette alcune note vicende riportate nel libro di Birnes. In particolare, l’episodio relativo a quando “nel reparto veterinario di Fort Riley vide in una bara di vetro un corpo, che pareva quello di un bambino, immerso in un liquido bluastro e gelatinoso” viene totalmente omessa. Contraddittorio (anche se questo episodio non è riportato nel “Il giorno dopo”), poi, il famoso “incontro telepatico” [3], che sarebbe avvenuto nel deserto (e circa il quale un’interpretazione in chiave “ampiamente soggettiva” viene –a mio personalissimo giudizio- riconosciuta dallo stesso Colonnello). 
Comunque sia, sono innegabili quelle incongruenze e “apparenti” incompatibilità che molti colleghi evidenziano [4] nella figura di Corso. Proprio per questo ritengo opportuno riproporre quella “vecchia” intervista (pubblicata, nel 1998, sul Bollettino interno della Fondazione Sentinel), sperando di rivitalizzare l’attenzione sul personaggio e dimostrare come –forse- certe impressioni “preliminari” vanno “riviste”.
Confidando nella comprensione del lettore (si tratta di un testo “datato” che va letto nel contesto preciso in cui è stato scritto) ed auspicando un superamento di quelle critiche “senza dibattito”, che tanto ricordano i “cacciatori di fari di automobile”.
Certamente il “caso Corso” non si è chiuso con la sua morte [5]. Anzi, siamo appena all’inizio di una lunga storia dove il ruolo svolto da un certo “Filippo” Corso è stato giudicato, nella divulgazione della verità, "di grande importanza". Così come si legge in un importante documento… [6] Buona lettura.
“The committee also notes the public emergence of alleged insiders such as Colonel Philip Corso, and concludes that his testimony might be partially revealing as to the real situation in the U.S., despite its many critics.” “The French Report on UFOs and Defense: A Summary”, Gildas Bourdais

Note:
[1] - Mi riferisco all’ipotesi del “conglomerato”, diverse razze con finalità anche diverse; una delle maggiori ipotesi seguite da coloro che credono ad una spiegazione “extraterrestre” (ETH) alla base del fenomeno UFO.
[2] - In tal senso, si è espresso anche Vinicio de Bortoli (Fondazione Sentinel) in un articolo di prossima pubblicazione su Camelot Chronicles (NdR: tale articolo viene pubblicato in questo numero).
[3] - Cfr., M. Lindemann, “Parla un creatore”, DOSSIER ALIENI n° 21, Novembre/Dicembre 1999.
[4] - In proposito, vorrei segnalare una recente recensione del collega ed amico Stefano Panizza che non condivido, ma che ritengo esemplificativa di questo atteggiamento, ampiamente diffuso nel mondo ufologico italiano, che vede nei cosiddetti rivelatori un fenomeno, essenzialmente, di “disturbo” alla ricerca. Vedi: http://www.centrostudifortiani.it/alba-nuova-era.htm  
[5] - Si consiglia la lettura di un interessante articolo di Maurizio Baiata: “Il diario del Colonnello Corso”, Camelot Chronicles n° 5. Vedi: www.camelotchronicles.com 
[6] - Vedi: http://www.edicolaweb.net/nw003va5.htm  e http://www.cun-italia.net/documenti/cometa.htm  

 

GARDEN MARY
L’Arte del Fiore, di Biganzoli Sabrina 

Addobbi Floreali per ogni Occasione,
Realizzazione Bomboniere, Oggettistica, Candele,
Piante da Interno e da Esterno

Via XX Settembre, 83 Tel/Fax: 0331.734.009 
21010 Cardano al Campo (VA)
info@gardenmary.com    www.gardenmary.com



Precedente - Successivo 



Il Giornale Aperiodico di Ufologia per Tutti, Aperta a Tutti e Senza Strane Censure

 LA REDAZIONE:
   camelotchr@libero.it  
 
 SITO GRUPPO CAMELOT:
   Camelot Group 
 
 FORUM CAMELOT:
    Camelot Forum 
 
 MAILING LIST CAMELOT:
   Camelotlist 
 
 CHAT CAMELOT:
   Camelot chat 

Tutti i numeri del giornale aperiodico di ufologia "Camelot Chronicles" si possono scaricare gratuitamente da questo sito in formato PDF e HTML, e si possono trovare in formato cartaceo alle conferenze del Gruppo Camelot e dei suoi Collaboratori

 

 

 

 

LA REDAZIONE: camelotchr@libero.it | SITO CAMELOT: Camelot Group | FORUM UFOLOGICO : Camelot Forum