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Tutti i numeri
del giornale aperiodico di ufologia "Camelot Chronicles" si possono scaricare gratuitamente
da questo sito in formato PDF e HTML, e si possono trovare in formato cartaceo alle conferenze del Gruppo Camelot
e dei suoi Collaboratori
SPECIALE
ABDUCTION
A
Long-Term Scientific Survey of the Hessdalen Phenomenon -
"Journal of Scientific Exploration"
Anticipazione
Numero 8, Anno 2004
Intervista:
Dr.Derrel Sims
A cura di Lavinia Pallotta, fenice@lifegate.it
(Presidente Fondazione Sentinel, Membro Gruppo Camelot)
In
occasione del "Secondo Congresso Regionale di Ufologia - Città di
Seveso" che si terrà venerdì 15 Ottobre 2004, vi sarà l'importante
presenza, tra i vari relatori, del Dr.Derrel Sims ( psicoterapeuta
e tra gli studiosi più importanti del fenomeno "Abduction")
e della Dr.ssa Giulia D'Ambrosio (Psichiatra e Presidente Gruppo
Parsec); vi proponiamo qui di seguito uno stralcio della lunga intervista
gentilmente concessaci dal Dr.Sims, che verrà pubblicata in modo
completo sull'Ottavo Numero di Camelot Chronicles.

D.:
Chi è Derrel Sims?
D.S.: Sono un ipnoterapeuta, un ricercatore ufo a tempo pieno
e ho anche una licenza di investigatore privato, in Texas. Il mio
interesse e lavoro, principale, nel campo ufologico, è quello
di trovare persone che sostengono di avere avuto esperienze con
entità aliene. Il mio compito consiste nel verificare se
esistono effettivamente delle prove fisiche a supporto di tali casi.

D.:
Quando hai cominciato ad interessarti di abduction e per quale motivo?
D.S.: Si potrebbe dire che ho cominciato a studiare questo
fenomeno perché sono, a mia volta, un addotto. La mia prima
abduction risale al 1952, e fu davvero unesperienza pesante.
Nel tempo in cui si svolse, ero consapevole che ci fosse qualcosa
nella stanza. Non stavo dormendo, ero sveglio e non ero paralizzato,
mi potevo muovere. Non riuscivo a capire cosa fosse quella cosa;
ma potevo vedere che era molto alta (io ero un ragazzino), magra.
Non
riuscivo a spiegarmi cosa fosse, perché i bambini vedono
le cose in maniera diversa rispetto agli adulti. La prima cosa che
notai fu che aveva grandi occhi neri, perfettamente rotondi, diversi,
quindi, da quelli che vediamo nei film di Hollywood, più
ellittici. Unaltra cosa che notai fu che non aveva genitali,
seno né ombelico. Ora, che sono un ricercatore, naturalmente
non sono più così confuso: se manca di genitali, non
può riprodursi, se non ha mammelle, non può allattare,
se non ha lombelico, non può essere nata
Insomma,
ora so qualcosa in più di ciò che cera in quella
stanza, rispetto a quanto potessi sapere allora!

D.:
Quali sono le tecniche che, generalmente, utilizzi per recuperare
i ricordi degli addotti e come fai a capire se si tratta di ricordi
veri?
D.S.:
La differenza tra MEMORY e MEMOREX. Sono tre domande in una.
La
prima, ha a che fare con il modo in cui otteniamo informazioni dalle
persone che crediamo essere attendibili. Avere anche mille persone,
che mi raccontano storie false, naturalmente non mi sarebbe daiuto,
Mi farebbe retrocedere nella ricerca. Per questo, per me, è
imperativo avere informazioni che siano credibili e ragionevolmente
provabili.
Sono
stato un agente di polizia. Quando svolgi determinate attività,
a contato con gente di tutti i tipi, sviluppi una buona capacità
di capire se la persona ti sta dicendo la verità, o sta mentendo.
A questo ho aggiunto e poi sviluppato altre tecniche, altri training.
Ora posso insegnare nei college cosa guardare e osservare se si
vuol capire se qualcuno sta dicendo la verità. Non è
una sbruffonata, ci sono abilità che devono essere sviluppate.
Se cè effettivamente una presenza aliena su questo
pianeta, che compie delle abduction, si tratta di una cosa da prendere
sul serio e dobbiamo essere certi delle nostre informazioni.
Se
la persona passa il mio test visivo, ascolto il suo percorso
linguistico: le parole chiave che usa, possono rivelare molte
cose. Se supera tutto questo, le faccio compilare un modulo, e la
osservo mentre lo compila, le sue reazioni. Poi, una volta compilato,
ne studio la calligrafia: se ha una propensione a mentire, ad imbrogliare,
ad esagerare, la calligrafia lo mostra. Così, molto prima
di fare delle domande, so di quella persona, più di quanto
lei sappia di se stessa.

Seconda
domanda: come si fa a recuperare i ricordi. Prima di tutto, bisogna
dire che esistono due gruppi di persone e che da questo tipo di
esperienze escono due tipi di persone diverse. Il primo gruppo è
costituito da quello che chiamiamo addotti, e che si
sentono tali (come lo ero anchio). Poi cè laltro
gruppo: sono persone che escono da queste esperienze credendo in
una consapevolezza cosmica, e si sentono in qualche
modo scelti, o prescelti. A queste persone viene fatto credere,
dagli alieni, unaltra storia, che non corrisponde minimamente
a quello che è successo loro realmente. Si chiame SCREEN
SAVER MEMORY. Il termine screen memory deriva da Freud
e si riferisce a persone traumatizzate che sviluppano questo tipo
di falsa memoria. Il termine screen saver fa, ovviamente, riferimento
al computer: se muovi il mouse scompare lo screen saver, che non
è la vera memoria, il vero contenuto del computer. In questo
senso può essere paragonato alla falsa memoria dei contattati.
Io voglio oltrepassare la screen saver memory per arrivare alla
vera memoria, e ci sono delle tecniche che permettono di farlo benissimo.
Personalmente uso lipnosi molto raramente, e solo quando la
persona lo richiede.
Per
i contattati, scoprire ciò che è accaduto loro realmente,
è una sorta di violenza, che cambia radicalmente la loro
visione della realtà.
Lultima
questione: Oltre allipnosi utilizzo delle tecniche consapevoli.
Ci sono modi che permettono di avere accesso al subconscio di una
persona, mantenendo la persona allo stato cosciente. Non cè
bisogno di ricorrere allipnosi per farlo. Molti non sono in
grado, e la usano. In questo caso, il problema che può presentarsi,
è che se ipnotizzi la screen saver memory della persona,
otterrai unillusione invece della verità. Ciò
che avrai fatto, sarà aver creato un contattato, che ha effettivamente
vissuto unesperienza, ma non ne conosce la realtà.

D.:
Sei conosciuto in tutto il mondo per le tue ricerche sugli impianti. Secondo la tua esperienza, tutti gli addotti presentano impianti?
D.S.:
Gli impianti sono molto, molto rari. Del centinaio di possibili addotti che esamino ogni anno, pochissimi hanno degli “oggetti”, e solo una minima parte di questi sono effettivamente degli impianti.
Un mio ex-collega sta “seminando” molte informazioni a riguardo di impianti in ogni genere di persona, ma questo non è vero. Non lo è mai stato ed io non l’ho mai detto. Gli impianti sono davvero rarissimi.

D.:
Ti sei fatto un’idea sulla possibile funzione, o le possibili funzioni, di questi impianti?
D.S.:
Sì..
D.:
E me la puoi dire..?
D.S.:
No… Probabilmente lo dirò l’anno prossimo.
Per il momento posso dirti quello che non sono: non sono dei transponder, non servono cioè a trovare le persone a cui sono stati inseriti. Non è per questo che sono stati progettati, non è questa la loro funzione.
Sto scrivendo un libro a riguardo, dove pubblicherò tutte le mie ricerche. Un libro di 300 pagine assieme ad un CD ROM, perché ci sono molte fotografie e se dovessi metterle tutte nel libro, diventerebbe troppo costoso. Io voglio che il mio lavoro sia accessibile a tutti e il miglior modo per farlo è metterlo su CD
ROM.

D.:
Quello delle abduction non sembra essere un fenomeno recente. Il caso dei coniugi Hill risale al 1961, ma ci sono “indizi” che indicherebbero abduction in un passato più remoto. Nelle tue ricerche hai mai notato un cambiamento, magari un’evoluzione, nelle modalità in cui si presenta questo fenomeno, oppure azioni e situazioni sono sempre le stesse, nonostante il passare del tempo?
D.S.:
Quello delle abduction, nella gran parte dei casi, è un fenomeno “solido”.
Esistono casi simili a quelli dei coniugi Hill e si tratta di interventi chirurgici, medici. Donne che affermano di avere subito inseminazioni artificiali, di essere rimaste incinte…
Ma le abduction vanno avanti da parecchio tempo. Già nel 1952, lo so perché l’ho subita. E l’abduction che ho vissuto nel 1952 non è uguale a quella che sperimentano alcune persone oggi.
Esistono notevoli differenze in molte storie di abduction. Quando si tratta di CONTATTATI, i loro racconti sono molteplici e presentano cose come l’essere stati ad una “suprema scuola di consapevolezza” e tutto sarà meraviglioso. Questo non vuol dire che le abduction debbano essere necessariamente negative.
Quello che dico è che, mentre gli ADDOTTI riportano storie “solide”, con i CONTATTATI si hanno racconti molte volte diversi e la ragione è semplice, secondo me: loro ricordano ciò che gli alieni fanno loro credere.

D.:
Hai fatto una differenza tra “addotti” e “contattati”. Ma essere addotto o contattato, dipende dalla persona o dal rapitore?
D.S.:
Entrambe le cose. Lascia che ti faccia due esempi: immagina che l’addotto sia un topolino da laboratorio (io non credo che lo sia, ma immaginiamolo). Gli alieni lo tengono per la coda, gli fanno fare ciò che vogliono, lo fanno girare, lo fanno saltare, lo fanno alzare sulle due zampe e ridono. Lui fa tutto ciò che gli dicono di fare. A lui imprimeranno i ricordi del contattato.
Poi ce n’è un altro: si ribella, combatte, non obbedisce, e così gli permettono di ricordare, per punirlo, in qualche modo.
Ma non c’è differenza, entrambi hanno subito le stesse esperienze. Il problema è: chi ricorderà che cosa?
D.:
Alcuni ti criticano perché dicono che non mostri le prove di quanto affermi. Cosa rispondi, se vuoi rispondere?
D.S.:
(Sorride). Una volta venne da me un uomo. Stavo tenendo una conferenza in università. Si avvicinò a quello che avevo esposto e mi disse: “Questo è tutto ciarpame”.
“Davvero? Qual è la sua professione?” Gli chiesi.
“Sono ingegnere qui in università”
“Splendido, mi fa piacere sentirlo. Come fa a sapere che è tutto ciarpame?!
“Ma cos’altro può essere? Sciocchezze!”

“Lei non è ingegnere!”
“Sì che lo sono, ho una laurea e delle pubblicazioni”.
“No, non lo è”.
“Perché dice questo?”
“Perché un ingegnere è un uomo di scienza. Per studiare un caso vorrà esaminare le prove. Ho 400 pagine di prove scientifiche solo su di un singolo impianto. 400 pagine!
Non sono neanche sicuro che lei sia qualificato per guardarle, ma non fa alcuna differenza, perché lei non è uno scienziato comunque. Se lo fosse avrebbe chiesto prima di vedere i dati.”
E’ curioso che non ci sia nessuno che mi chieda prima di vedere i dati, e a volte mi domando se questo non sia tipico di persone che non scoprono niente per conto loro, e sono gelose.. Non so.
Per molto tempo ho tenuto per me alcune informazioni e poi un mio collega entrò in collaborazione con un’altra persona. Cominciarono a parlare di queste ricerche e le misero in un libro, e le pubblicarono come un loro lavoro.
Perché credi che io non voglia “dar via” a chiunque tutte le mie informazioni, per poi fargliele pubblicare in un libro come suoi studi?

Quando pubblicherò un mio libro, tutti potranno leggerlo e giudicare.
Ma alcune mie ricerche sono state di fatto pubblicate dalla Royal Society Chemical Engineers. Dove sono, invece, le loro pubblicazioni?
D.:
Ho letto in un articolo che avresti lavorato ad un’arma per neutralizzare gli alieni. E’ vero o si tratta solo di un “gossip” ufologico?
D.S.:
In ufologia girano parecchie storie e certe volte è difficile distinguere tra lo
humour, l’illogico e ciò che potrebbe anche essere vero. La cosa migliore, in questi casi, è chiederlo direttamente alla persona. Quindi: grazie di avermelo chiesto!
La mia risposta è: è vero che credo che un alieno possa essere catturato. Non ho detto gli alieni, ho detto un alieno.
Perché? Perché gli alieni hanno una costituzione fisica. Anche noi esseri umani l’abbiamo, ed è per questo che possono catturarci.
Qualsiasi cosa abbia una fisicità, può esserlo. Noi abbiamo elaborato qualche idea su come catturarli, e speriamo di migliorarla in futuro.

D.:
Hai mai provato ad interagire coi rapitori?
D.S.:
Sì. Quello che ci siamo detti è questo: se le esperienze di abduction sono reali, e lo sono, deve esserci qualche modo per intervenire, interferire, causare uno sconvolgimento dello schema dell’abduction. Cosa accadrebbe in questo caso?
Feci un tentativo. Una delle persone che avevo in cura venne da me, disperata: hanno detto che mi uccideranno, se ti darò altre informazioni, e poi toccherà ai miei figli.
Promisi di aiutarla a difendere se stessa e i suoi figli.
In stato di ipnosi le programmai due tipi di reazione, da mettere in pratica una volta si fosse ritrovata nuovamente davanti all’alieno: le dissi che la sensazione, prima di una abduction, di paralisi, è solo una suggestione, a cui lei obbedisce. La volta successiva avrebbe dovuto resistere, rompere lo schema, e così fu.
Quando la donna tornò da me, mi raccontò tutta l’esperienza, nei particolari: nel momento in cui aveva resistito, l’alieno era rimasto incredulo, e le si era avvicinato, forse per punirla. Lei, allora, come da mia programmazione, lo aveva colpito agli occhi. Mi descrisse ciò che accadde: non rimase ferito, non emise un grido, non si comportò in alcun modo si sarebbe comportato uno di noi…perché loro non sono come noi. LORO NON SONO COME NOI.
Ed è per questo che sono qui. Qualsiasi cosa cerchino, che noi abbiamo, non sanno come ottenerla. Ecco perché sono ancora qui.

D.:
Ma cosa vogliono esattamente?
D.S.:
Non possiamo esserne certi, ma noi abbiamo qualcosa… ti faccio un esempio: noi utilizziamo una piccolissima percentuale delle nostre capacità cerebrali.
La domanda è: chi credi che possa utilizzare il restante potenziale del nostro cervello? Qualcuno che viene da molto, molto lontano, per procurarsi ciò che abbiamo. Il fatto è che stanno ancora sperimentando come poterlo fare.
Qualunque sia il motivo per cui sono qui, non è l’oro, non è il denaro. Non sono interessati al pianeta. Tutto quello che a loro interessa siamo noi, e solo alcuni di noi. Per essere più specifici, solo la linea familiare, la linea genealogica.
E neanche tutti, solo alcuni membri della famiglia.

D.:
Dunque non è una questione d’intelligenza?
D.S.:
Non sono interessati al quoziente intellettivo. Ci sono addotti che sono dei geni, ma la maggior parte è composta da gente normale. Ma tra gli addotti ci sono anche persone mentalmente disabili.
I Grigi fanno ciò per cui sono programmati a fare. Se fai qualcosa di insolito o persino violento durante l’abduction, non sanno più come comportarsi, non capiscono. Così tornano indietro col “dottore”, simile a loro ma più alto. Lui sa cosa fare. Si tratta di un personaggio “oscuro”, che sembra poter provare delle emozioni e si comporta in maniera “affettiva”. Sa che in questo modo l’addotto sarà più accondiscendente.
Si potrebbero definire come una sorta di SS aliena.

Quello che vogliono veramente non lo diranno a nessuno. L’unica cosa che so per certo è che gli alieni mentono, mentono sempre.
Come quando stavo nella CIA. Cosa credi che facessimo?
Mentivamo alla gente. Gli alieni non si comportano in modo diverso dal nostro. Mentono.
Non credo che stiano interferendo con la nostra coscienza. La loro è un’operazione chirurgica. La mia domanda è: perché lo stanno facendo?
Se fossero così potenti, da poter fare qualsiasi cosa, perché nascondono la verità?
L’addotto vede che hanno una tecnologia superiore, e li crede onnipotenti, ma qualcosa non funziona. E’ una menzogna, non è vero niente.
Loro fanno ciò che sono istruiti a fare, e c’è qualcuno che dice loro cosa fare, che non è il piccolo alieno del cosmo… è qualcun’ altro.
Esiste una struttura, accanto alla presenza aliena, vasta e differente, di cui la comunità ufologica non ha neanche un’idea.
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Tesi
di Laurea
sul Rapporto tra Ufologia e Mezzi d'Informazione
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