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e dei suoi Collaboratori
SPECIALE
UFOLOGIA ITALIANA
Il Caso di Monte Marcello
a cura di Fabrizio Rondina, fabrizio.rondina@tin.it, e Franco Bertelegni,
hertzi@tiscali.it (Membri Gruppo HWH22 e Gruppo Camelot) -
Pag.23
ANALISI DI FOTOGRAFIE PARTICOLARI
Segnalazione del Signor Enrico Calzolari di La Spezia
Dopo aver avvistato un UFO nelle Azzorre (vedi articolo) mi è ora capitato di scoprire che in alcune immagini scattate al sorgere del Sole al Solstizio d'Estate, da Monte Marcello verso le Alpi Apuane, sono apparsi degli oggetti simili ai dischi volanti. Mi recai nel sito della Valletta di Monte Marcello per osservare il sorgere e validare una ipotesi di archeoastronomia relativa ad un'ara e ad una pietra a forma di losanga che si trovano lì.

Terminata la prima osservazione mi recai a Monte Marcello per fotografare la bellissima luce del mattino da un punto più aperto. Solo ora ho potuto scannerizzare le diapositive e Ve ne invio due perché mi sembrano interessanti da sottoporre alla Vostra attenzione ed alla eventuale validazione.

Tornerò a riprovare al prossimo Solstizio d'Inverno. Quindi, se varrà la pena... al prossimo Solstizio d'Estate.
Aggiungo che, mentre scattavo queste immagini, non mi ero accorto di nulla.
Enrico Calzolari
www.paleoastronomia.com
Analisi Preliminari delle Fotografie
(NdR: per ragioni di spazio vengono qui mostrate solo alcune foto e alcune immagini di analisi)
Foto 01
La fotografia 01, mostrerebbe in modo abbastanza chiaro ed inequivocabile, un oggetto volante presumibilmente di tipo discoidale, come si può notare nelle 2 filtrazioni seguenti:
La cosa che potrebbe comunque risultare anomala o perlomeno "strana", è il fatto che a giudicare dalla direzione dell'illuminazione solare (abbastanza bassa in quel momento), l'oggetto sembra avere la parte in ombra, girata nella direzione da cui provengono i raggi solari...
Le restanti elaborazioni ai filtri, mettono comunque in evidenza la struttura omogenea dell'oggetto. La sua "solidità" e la forma pressoché perfetta, propria di un oggetto discoidale.
In particolare dai filtri in basso rilievo, si nota benissimo la particolare struttura a 2 dischi. (Forma a doppio disco o panino). La materialità fisica dell'oggetto viene pure evidenziata dagli altri filtri, che staccano completamente l'oggetto dal background del cielo. |

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Da notare nel filtraggio "Invert Chrome" che si nota una anomalia nella parte destra dell'oggetto; cosa che sembrerebbe appartenere ad una anomalia energetica, o ad una energizzazione causata dal rilascio di qualche cosa come si nota meglio nel primo filtraggio in alto a sinistra (F01).
In conclusione, ed in base ai dati ricavati, pensiamo che l'immagine Foto 01, riprenda realmente un oggetto volante discoidale; ed il fatto che il teste non lo abbia visto direttamente ad occhio nudo, ma solo dopo lo sviluppo della pellicola, può indicare che l'OVNI sia stato ripreso in una condizione particolare di "energizzazione"; e questo forse lo si potrebbe anche intuire dal fatto che ha le parti in ombra e illuminate, contrapposte alla fonte luminosa solare. Cosa che questa è spesso causata dal movimento rotatorio di masse molto compatte ad una velocità abbastanza elevata. Non si dimentichi che questo tipo di rotazione particolare genera forti campi elettromagnetici ed elettrostatici, che possono a loro volta generare disturbi fisici e ottici di vario genere.
Fabrizio Rondina, HWH 22
Foto 02
A prima vista possono sorgere diverse ipotesi; una fra tante:
1) Dalle analisi fatte con Photoshop e S_Spline 2.0 della foto 02, si può determinare che: gli oggetti in questione in un primo momento potrebbero assomigliare a delle nuvole in contrasto con il background stesso, illuminato dai raggi solari che colpiscono le stesse creando fenomeni di rifrazione luminosa e dando l'impressione che siano più scure, forse dovuto probabilmente (ma questo occorre saperlo dal testimone), al calar del sole e quindi al tramonto.
2) Resta però il fatto che il teste stesso afferma che durante lo scatto della foto in quel momento non era presente nulla di anomalo e quindi nemmeno queste 3 sagome scure.
E analizzando le immagini non si potrebbero avere dubbi che potessero essere degli oggetti veri e propri, fisicamente presenti nella realtà circostante.
Ad un primo esame mi sono sembrati (vedi dalla comparazione), 3 caccia F-117 Stealth. |

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Forse che il testimone non li avesse subito notati perché provenienti dalla direzione con il sole a loro favore, e quindi ad occhio nudo difficilmente percettibili, dato dalla vulnerabilità della retina dell'occhio stesso ai raggi solari intensi; cosa che questo effetto dà istintivamente il gesto di coprirsi gli occhi o socchiuderli per la troppa luminosità.
Ma data la serietà del testimone e l'accuratezza delle osservazioni, anche questa ipotesi è di gran lunga poco credibile.
Infatti, come ben si sa, tutto questo non vale per strumentazioni come l'obiettivo della macchina fotografica il quale come noto, è in grado anche di percepire cose invisibili all'occhio umano, come appunto: UFO in stadi paralleli, entità semimateriali e non, e tutta la casistica che rientra nei fenomeni paranormali, come ORBS RODS E VOR.
A mio parere posso affermare che difficilmente si possono intravedere caccia F-117, volare a così bassa quota, soprattutto perché il loro rumore sarebbe balzato all'attenzione del testimone; e poi non uno solo......ma ben 3 ! Se poi invece fossero 3 aerei Stealth.....beh la cosa cambierebbe anche sotto un altro aspetto dato che come sempre prestando fede al teste non erano visibili, quindi c'é da domandarsi che tipo di tecnologia invisibile abbiano attuato, alla faccia della sola invisibilità radar; questa sarebbe forse una delle tante tecnologie segrete degli F-117.
Ma da quale tecnologia discende una simile copertura ALIENA ????
"Alcuni studiosi hanno ipotizzato che la più avanzata tecnologia americana di tipo Stealth si debba a processi di retroingegneria derivata dal recupero di scafi alieni precipitati sul territorio statunitense a partire dal 1947. Non solo l'F-117, ma anche l'imponente bombardiere invisibile B-2 della Northrop, già realizzatrice del B-1 e B-1B, ed oggi - sembra - il Pulser o il Progetto Aurora sarebbero nati dallo sviluppo di materiali e sistemi non terrestri (tratto dal sito stargate).L'aereo è un monoposto d'attacco subsonico, destinato alla penetrazione dentro spazi aerei avversari pesantemente difesi e durante le missioni di ricognizione e bombardamento di precisione contro obiettivi di superficie.La tecnologia STEALTH è riuscita ad ottimizzare questi presupposti sia sul piano strutturale che aerodinamico. Le sue forme sono molto inconsuete, un insieme di linee a zig-zag, con angolazioni sempre superiori a 30 gradi rispetto alla verticale e superfici poliedriche studiate per romper l'immagine radar e rifletere il segnale in direzioni diverse da quella di emissione. A tutto questo contribuisce il rivestimento del velivolo che assorbe l'energia elettromagnetica, da qui il colore nero. La riduzione del rumore e delle emissioni all'infrarosso dei motori sono state ottenute attraverso fitte griglie che coprono le prese d’aria così da minimizzare il rumore delle turbine. I condotti di scarico hanno la forma di due fessure che si estendono per tutta la parte posteriore della fusoliera, sono disegnate in modo da inviare verso l'alto un getto d’aria fresca così da nascondere le parti calde del motore.Il risultato è un aereo difficilmente identificabile dal radar oltre che al rilevamento infrarosso in tempo utile per attuare contromisure militari."
Questo in sintesi è uno dei tanti principi di tecnologia del F-117, ma che comunque non sembra fare al caso nostro, in quanto se si nota dalle analisi anche se la struttura alare la fusoliera la parta del radar e le bocche o griglie di aerazione anteriori siano simili ai modelli di questi caccia, manca una cosa molto importante: le due penne della coda che seppur sottili sono pur sempre visibili in primis se passi la foto con i filtri in negativo cosa che invece non ha dato nessun risultato.
L'oggetto quindi manca della coda; ha una forma molto piatta e allungata; se si potesse vedere in top direi una forma pressoché simile allo Stealth ma molto più sottile e credo, di forma a dardo (triangolo), completamente differente dall' oggetto fotografato qualche istante prima, di cui è evidente perfettamente la sua forma a campana, tipica dei ricognitori alieni classe Meyer, Adamski ecc...
Io credo che i 3 OVNI siano stati presenti fisicamente in zona; 2 di essi meno visibili perché probabilmente in fase di materializzazione dovuta a un salto di parallelo nella nostra realtà; oppure già presenti ma coperti dalle nuvole stesse che anche se non proprio dense, costituivano comunque una ipotetica barriera.
Franco Bertelegni, HWH 22
CONCLUSIONI FINALI
A nostro parere le due foto realizzate durante il solstizio estivo, mostrano oggetti volanti in condizioni energetiche particolari, che solo la macchina fotografica ha potuto cogliere tramite il proprio obiettivo. Sarebbe stato interessante se invece della macchina, si fosse usato una videocamera digitale; forse si avrebbe avuto l'opportunità di disporre di un filmato, e potere avere dati supplementari su eventuali altre anomalie, movimenti degli oggetti, rotte ecc.... In ogni caso escluderemmo a priori la possibilità di nubi lenticolari o ammassi nuvolosi vari.
HWH 22, Voghera 04 gennaio 2004
Note:
[1] Per motivi di spazio le foto in questione non si sono potute inserire; le si possono trovare alla pagina web del sito HWH22:
http://www.hwh22.it
Analisi di Avvistamenti di Luci nei Cieli del Pescarese
a cura di Arkanthos,
arkanthos@tiscali.it (Ricercatore Indipendente) -
Pag.25
La prima volta che vidi quest’oggetto luminoso, correva l’anno 1994, credo luglio, sopra i colli di Montesilvano. Lo vidi dalla statale 16, mentre ero in moto con un amico.
Quella luce, di luminosità di una stella di prima grandezza, era di colore giallo, quindi facilmente scambiabile per le luci di illuminazione dei colli di Montesilvano per la sua posizione ad ovest dal punto in cui mi trovavo. Mi accorsi che non si trattava di una luce normale, perché andando in moto, mentre le luci d’illuminazione “seguivano” il nostro moto, essa rimaneva fissa, appunto perché era più distante dei pali d’illuminazione.

Feci fermare il mio amico e trovai un posto poco illuminato per abituare gli occhi e vedere meglio al buio, in modo da verificare se effettivamente si trattasse di un palo d’illuminazione o di qualcosa in cielo. Mi accorsi che si trovava in cielo, era fermo, non emetteva alcun rumore. Decidemmo di andare sui colli a vedere meglio (il mio amico era riluttante, diceva che poteva essere un riflesso sul cielo delle luci di terra, ma era sereno, non era possibile ciò). In ogni caso poco dopo che partimmo, la luce scomparve. Nei successivi 3 anni, vidi continuamente quella luce sopra Pescara, (io mi trovo in un paese nell’entroterra pescarese a 25 km da Montesilvano, con altitudine di 260 metri slm, non posso vedere direttamente le città sul litorale, ma ne conosco l’esatta posizione guardando ad est da casa mia).

Durante questi avvistamenti, avvenuti un paio di volte anche in condizioni di cielo nuvoloso, accadeva a volte che questa luce rimaneva ferma per parecchi minuti, poi partiva con moto lineare uniforme, a bassa velocità. Ogni volta prima di scomparire, diventava luminosissima, poi sì “spegneva” e ne perdevo il contatto visivo. Questi avvistamenti, compreso il primo descritto, sono avvenuti tra le 23 e le 3 del mattino con cadenza discontinua, nel senso che alle volte la vedevo per due notti filate, altre magari passava un mese prima di un nuovo avvistamento.
Dal ’97, periodo in cui ero di leva a Bologna, mi dimenticai della cosa, e non vi feci più caso fino a due anni fa, in estate, intorno alle 4 del mattino, quando rividi la luce passare sopra il mio paese, a grande altezza.
Capii subito che non si trattava di una stella perché, avendo dei rudimenti di astronomia, mi accorsi che in quella porzione di cielo non dovevano esserci stelle o pianeti così luminosi. In effetti, dopo pochi minuti, iniziò a muoversi, con movimento sud-nord, per poi sparire, sempre nella medesima maniera, dopo pochi minuti.
Da quel periodo fino ad oggi, lo vedevo passare di tanto in tanto, sempre con le stesse caratteristiche, (luce gialle, stazionamento in volo, assenza di rumore). Francamente non mi sono mai interessato più di tanto alla cosa, fino a quest’estate, quando ci furono gli avvistamenti a Ferentillo, nella Val Nerina in Umbria. Leggendo quelle notizie, mi accorsi che l’oggetto che i locali avevano avvistato, era uguale a quello che vedevo io, così, armato di fotocamera digitale, andai a Ferentillo a cercare di capire se in effetti era la luce che vedevo io.
Purtroppo in quell’occasione non vidi nulla, ma parlando con alcuni testimoni, grosso modo la descrizione con l’oggetto che vedevo io, coincideva.
Da allora, tutte le notti, quando posso, sono fuori in giardino con la fotocamera nella speranza di fotografarlo (anche se a dire il vero dispongo di uno zoom ridicolo), ma finora non sono riuscito a fotografarlo.
Da qui arriviamo al 14 febbraio scorso. Mi trovavo, insieme alla mia ragazza, a marina di città s. angelo, nel piazzale di un ristorante a ridosso di un centro commerciale. Alle 8.10 vidi la luce a nord, ad un’altezza di circa 30 gradi rispetto l’orizzonte, la sua posizione relativa era all’incirca nei pressi dell’orsa maggiore. Era fermo, ma sparì dopo un paio di minuti. Dopo tale episodio lo rividi la mattina del 10 marzo mentre rincasavo, alle 5.05, stava volando ad elevata altezza, solito movimento sud-nord, e lo vidi in corrispondenza della costellazione del cigno.
Si fermo per un minuto poi ripartì e sparì dopo circa due minuti.
In questi due ultimi avvistamenti, mi sono avvalso del sito www.heavens-above.com per costatare se in cielo in quelle ore erano presenti passaggi di satelliti, ma ho avuto responso negativo. Ho pensato di dare uno sguardo in rete per vedere se poteva trattarsi di meteoriti, ma tenderei ad escludere questa possibilità (i meteoriti non si “fermano” in cielo). Ad ogni modo anche in questo caso ho avuto responsi negativi.
Da notare che il cielo della mia zona è frequentatissimo di aerei di linea internazionale (ne passano in media uno ogni 20 minuti il giorno, con punte di uno ogni 5 minuti di notte) tuttavia sono facilmente riconoscibili per le luci intermittenti, il rumore, ed infine per le scie che lasciano (che alcuni chiamano scie chimiche). Tali rotte sono di solito con andamento nord-ovest sud-est, anche se cambiano “porzione” di cielo ogni tre mesi.
C’è da dire che da casa mia è anche possibile vedere gli aerei che si alzano in volo dall’aeroporto liberi di Pescara, ed in effetti, quando fanno i giri sullo spazio aereo dell’aeroporto per prendere o diminuire di quota, danno l’impressione di restare fermi per un attimo con la luce fissa (i fari di atterraggio). A scanso di equivoci, allego una foto scattata dalla mia fotocamera ad un aereo di linea in volo ad alta quota.
In tale foto (esposizione a 4 secondi) si nota l’aereo con le sue luci intermittenti e la scia bianca che sta lasciando. Per farvi avere un’idea dell’oggetto da me più volte avvistato, vi posso dire che era poco più luminoso della stella che vedete accanto all’aereo (si tratta della stella di Vega) e di colore giallo. Se di aereo si fosse trattato, la maggiore luminosità indicherebbe una quota minore di volo dell’aereo, quindi un rumore più forte. Tuttavia oltre a non udire alcun rumore, l’oggetto passa alle volte anche 10 minuti fermo nel vuoto, cosa che, almeno secondo il mio sapere, i velivoli convenzionali di oggi non possono fare. Per adesso posso solo aspettare e guardare in cielo con la mia fotocamera puntata, spero di farvi avere delle foto dettagliate di questa luce.
Angolo della Posta - La Voce di Parsifal
a cura di Carlo Sabadin,
sabinsky@tiscali.it (Membro Gruppo Camelot, Fondazione Sentinel, Stargate Group, collaboratore Stargatemagazine) -
Pag.28
D: Caro Sabadin, ho letto su HEOS l’interessantissimo articolo del Dott. Massimo Teodorani, “Sfere luminose danzanti, il mistero si dirada”, dove l’astrofisico del CNR annuncia la pubblicazione di un lungo artico tecnico sul Journal of Scientific Exploration (JSE), una delle più prestigiose riviste scientifiche del mondo. A questo punto, mi pare evidente che critiche e discussioni debbano terminare e se, eventualmente, qualche ricercatore dovesse –ancora- avanzare dubbi e perplessità sul lavoro dello studioso, tali critiche dovrebbero avere lo stesso “avvallo scientifico” altrimenti resterebbero delle semplici opinioni senza alcuna valenza scientifica. E’ così, vero?
Cordialmente
Astrubale Paleoni
R: Caro Astrubale hai perfettamente ragione.
A questo punto, in attesa di ulteriori (ed analoghe) pubblicazioni scientifiche il discorso è chiuso. O, meglio, dovrebbe essere così.
In realtà, accanto alle “brevi sfuriate”, in qualche “discarica virtuale”, di qualche fantasioso nick e al patetico tentativo di chi (denotando un identico “modus operandi”) cerca di “disturbare” i relatori alle conferenze (con l’unico risultato “pratico” di essere allontanato “di peso” dalla sala) esiste, credo, un solo luogo “virtuale” e pubblico al mondo dove qualche “estimatore” gli autori delle “critiche esterne” a Teodorani riescono a raccattarlo. Un luogo dove vengono “censurate” le ironie (o pseudo-ironie) di taluni mentre, le “simpatiche” battute di altri vengono fatte tranquillamente “passare”…. senza dimenticare un’“oculata” e scientifica ricostruzione temporale ad usum delfinis.

Un luogo dove scopriamo che, sull’onda di una nuova ed auspicata “evangelizzazione ufologica”, si parla di modelli “compatibili e non compatibili” e di “Teoria Ignorantista”, si attendono battaglie contro chi avrebbe stuprato (sic!) la ricerca e si apostrofa chi la pensa diversamente come “compagno di cazzeggio parascientifico”, si divide tra “buona e cattiva” ufologia e si parla di “sopravvivenza” inspiegabile (doppio sic!!) per taluni gruppi che proporrebbero solo “para-verità” e che “non dovrebbero essere ospitati”…. E potrei continuare per ore….
Ma vedi, caro Astrubale, alla fine hai proprio ragione tu. Se questo è l’unico luogo dove i “rebuttal” sono riusciti a trovare 4 o 5 supporter… non bisogna certamente “preoccuparsi”.
Forse, invece, bisognerebbe “occuparsi” di cancellare al più presto quella che, PER TUTTI, in Italia e nel mondo, resterà come la più brutta pagina dell’ufologia italiana…
Dimenticavo… com’è il passato prossimo di “no pasaran”?
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