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del giornale aperiodico di ufologia "Camelot Chronicles" si possono scaricare gratuitamente
da questo sito in formato PDF e HTML, e si possono trovare in formato cartaceo alle conferenze del Gruppo Camelot
e dei suoi Collaboratori
SPECIALE
UFOLOGIA ITALIANA
Le Vittime degli UFO
a cura di Cristian Vitali,
cristian-vitali@libero.it
(Membro Centro Studi Fortiani) - Pag.15
Per molte persone gli Oggetti Volanti Non Identificati altro non sono che errate interpretazioni di velivoli convenzionali, fenomeni naturali, stelle, pianeti. Per altri gli avvistamenti sono racconti privi di verità fatti da buontemponi o da persone che hanno alzato un po’ il gomito.
Sicuramente per molte vicende le spiegazioni possono, a mio modo di vedere, coincidere con l’elenco sopraccitato, ma vi sono alcuni casi drammatici culminati con il decesso dei testimoni che ci fanno pensare che probabilmente rimane ancora qualcosa di inspiegato.
L’intento di questa ricerca è quindi quello di elencare un numero sufficiente di casi di decessi o sparizioni avvenuti in concomitanza o in conseguenza di avvistamenti/incontri con U.F.O., con lo scopo di sensibilizzare il lettore sulla necessità di studiare seriamente l’argomento, e non accontentarsi di soluzioni semplici preconfezionate.
Questi casi di incontri con U.F.O. finiti in tragedia sono caratterizzati da:
-sparizione di persone;
-decesso di persone;
-malesseri fisici sfociati, poi, nel decesso dovuto a malattie gravi.
Vi sono poi dei ritrovamenti di cadaveri umani mutilati che potrebbero avere un collegamento con il discorso ufologico. Vediamo alcuni esempi per ogni categoria.
SPARIZIONE DI PERSONE
-Uno dei casi più famosi di sparizione fu sicuramente quello avvenuto in Australia nel 1978 ed avente come vittima il povero pilota Frederick Valentich.
Frederick Valentich
Il 2 ottobre di quell’anno, il giovane pilota ventenne era in volo sopra lo stretto di Bass a bordo del suo monomotore privato Cessna 182, quando comunicò via radio ai controllori di volo di Melbourne che aveva avvistato sopra di lui quattro fonti luminose. La risposta dei controllori fu che nessun aereo civile o militare stava sorvolando la zona.
| Valentich cominciò allora ad agitarsi in quanto le luci continuavano a volargli di fronte ad altissima velocità ed in un successivo colloquio con i controllori di volo dichiarò che il presunto velivolo avvistato non era un aereo ma un oggetto dalla forma allungata: “………….mi ha sorpassato ad alta velocità. Ha una forma allungata. Non posso distinguere di più... ora si dirige verso di me. Sembra stazionario. Sto virando e anche questa cosa mi vola sopra. Ha una luce verde e una specie di illuminazione metallica all’esterno………….." |

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Dopo poco tempo l’oggetto scomparve dalla vista di Valentich, il quale avvisò il centro di controllo di avere qualche problema di avaria al motore del Cessna. Dal centro si udì un forte rumore metallico e si perse il contatto radio con il pilota. Da quel momento di Frederick Valentich non si seppe più nulla, né l’aereo né il corpo furono mai ritrovati!
Furono effettuate diverse ricerche durante i giorni seguenti la vicenda ma non portarono a nulla.
La tesi ufficiale delle autorità sulla scomparsa di Valentich fu che il pilota, volando capovolto, avesse in realtà visto tra le nuvole i riflessi delle luci della città dell’isola di King da lui scambiati per quelle di un’aeronave sconosciuta, e fosse poi precipitato. I piloti dell’aeronautica hanno sempre osteggiato questa tesi per due motivi, in primis difficilmente un Cessna può volare per lungo tempo rovesciato, il secondo motivo è che Valentich si sarebbe dovuto accorgere di volare capovolto, cosa che invece non risultò.
L’unico dato inequivocabile rimane la scomparsa del pilota insieme al suo aereo.
-Il 23 novembre 1953 un jet della base aerea di Kinross ricevette l’ordine di inseguire un bersaglio radar non identificato. Quando si trovò all’altezza del lago Superiore, dal radar, si vide il jet fondersi con il bersaglio e scomparire. Furono effettuate diverse ricerche ma del jet e del suo pilota non fu ritrovato nulla.
-Nel 1959 in Giappone un jet fu mandato alla ricerca di un oggetto immobile captato dal radar. Quando il velivolo fu in cielo il pilota confermò la presenza dello strano oggetto e dalla base gli fu dato ordine di fare fuoco su esso. I colpi inferti non ebbero nessun risultato, anzi, l’oggetto sconosciuto si mise ad inseguire il jet ed una volta raggiunto si fuse con esso, rimase immobile per qualche istante e poi scomparve.
Tutto questo fu rilevato tramite il radar posto alla base a terra. Anche in questo caso vennero svolte delle ricerche ma non fu mai trovato nulla.
DECESSO DI PERSONE
-Il caso sicuramente più famoso di decesso in seguito ad incontro con un U.F.O. è quello del capitano Mantell, avvenuto il 7 gennaio del 1948.
Cap. Thomas Mantell
In seguito a numerose segnalazioni effettuate da diversi testimoni, che raccontarono di aver visto nei cieli del Kentucky un oggetto sferico di 75 metri di diametro di colore bianco, la torre di controllo di Godman contattò via radio il capitano Mantell che stava volando insieme ad altri 3 caccia F-51 dalla Georgia in direzione Standiford, vicino a Godman. Al capitano venne segnalata la presenza dell’oggetto volante non identificato e venne richiesto di tentarne l’individuazione in volo. Mantell si accorse dell’oggetto volante e cominciò ad inseguirlo con il suo F-51, segnalando alla base il fatto che non fosse possibile individuare la natura del corpo in volo.
| A questo punto le notizie su cosa riferì Mantell alla base si fanno più fumose, nel senso che per alcuni segnalò la presenza di un oggetto metallico di dimensioni spaventose, per altri invece disse solo che non avrebbe superato i 20000 metri di altezza per non compromettere la propria riserva di ossigeno. L’unico dato certo è che il velivolo precipitò nei pressi di una fattoria di Franklin, nel Kentucky, ed il corpo del capitano venne ritrovato senza vita. |

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Un testimone dell’epoca, il capitano James Duessler, riferì che uno degli ufficiali preposti al recupero della salma gli disse che il capitano Mantell fu ritrovato nei pressi del velivolo, completamente privo di sangue e di ossa ridotto ad una poltiglia informe. Il velivolo inoltre non presentava, stranamente, nessuna traccia di incendio.
I giorni seguenti il crash furono spesi per cercare una possibile spiegazione a quanto avvenuto. Un comunicato dell’aeronautica riferì che l’oggetto avvistato dal capitano Mantell era, in realtà, una combinazione tra il pianeta Venere ed uno o più palloni aerostatici che volavano in quel periodo. Il capitano, quindi, raggiunse la quota di 20000 piedi e fu vittima di anossemia (mancanza di ossigeno) e precipitò con il suo F-51.
Questa risposta ufficiale lasciò perplesse diverse persone in quanto risultava abbastanza curioso che un pilota con oltre 3000 ore di volo sulle spalle potesse scambiare il pianeta Venere o un pallone aerostatico per un oggetto volante ed inseguirlo fino al punto di precipitare…….
-Il 24 marzo del 1968 un aereo Viscount dell’Aer Lingus, in rotta da Cork a Londra, precipitò nel mare d’Irlanda. Tutte le 61 persone a bordo del velivolo morirono. Venne subito attivata un indagine per scoprire la causa del disastro e si arrivò alla conclusione che il velivolo dovesse aver impattato contro un altro aereo.
Le ricerche in mare non portarono a nessun ritrovamento e nessun altro aereo risultava disperso in quella circostanza. Alcune persone di Carnasore Point, località vicina al luogo in cui il Viscount cadde, affermarono di aver visto nelle prime ore del mattino uno strano oggetto nero a forma di sigaro.
-A Martinscuro, vicino a Pescara, furono trovati morti in mare il 12 ottobre 1978 due fratelli, Gianfranco e Vittorio de Fulgentiis. Le cause del decesso non furono mai chiarite, ma all’atto del ritrovamento i due presentavano delle strane punture in volto, e la loro barca era inspiegabilmente intatta sul fondo del mare.
Un paio di pescatori raccontarono di aver visto delle sfere di luce rossa inseguire la barca dei malcapitati ed il tenente colonnello Piero Gallerano rivelò che diversi avvistamenti di strane luci erano stati segnalati da marinai e da imbarcazioni della marina militare.
MALESSERI FISICI SFOCIATI NEL DECESSO
-Il 23 aprile 1976 a Quixadà, in Brasile, l’uomo d’affari Luis Fernades Barroso fu colpito da un fascio luminoso proveniente da un oggetto volante.
Il malcapitato cominciò ad avere nausea, diarrea, emicrania e vomito finché fu ricoverato in ospedale. I medici che lo esaminarono conclusero che Barroso aveva una lesione al cervello che gli provocò con il passare del tempo fatica nel parlare ed una serie di altri problemi mentali che lo portarono a regredire ad un livello di comportamento infantile. Diversi specialisti si occuparono delle sue condizioni di salute ma la situazione non cambiava.
Barroso passava le giornate in stato catatonico seduto sulla poltrona di casa senza dare alcun segno di ripresa. L’unica reazione agli stimoli esterni avveniva quando qualcuno gli scattava una foto con il flash, che gli provocava agitazione fino al punto di urlare. Barroso morì nel 1993 senza mai essersi ripreso dalle sue precarie condizioni fisiche.
-Alle 21.00 del 29 dicembre 1980 a Huffman, vicino a Houston (Texas), Betty Cash di 51 anni, Vickie Landrum di 57 ed il nipote Colby Landrum di 7 anni stavano viaggiando in auto quando videro in lontananza sopra dei pini un luce intensa che poi scomparve. Subito dopo videro a 40 metri davanti alla loro auto un oggetto illuminato della forma di due coni rovesciati che volava sopra la strada.
Dall’oggetto uscivano lingue di fuoco dirette verso la strada che spinsero Betty Cash, che era alla guida, a fermare l’auto per scendere a vedere. Anche l’amica ed il nipote scesero dalla vettura ma vi rientrarono poco dopo impauriti dallo strano oggetto luminoso che emanava fiamme. Betty cercò di avvicinarsi all’oggetto quando le urla dell’amica la convinsero a ritornare nei pressi dell’auto e a rientrare.
Betty Cash
L’oggetto rimase ancora per poco nella zona, producendo un sibilo regolare, poi ripartì inseguito da alcuni elicotteri neri. I 3 testimoni esterrefatti fecero rientro verso casa ed incominciarono ad avere strani sintomi che sfociarono poi in diversi malori. Dei tre la persona che accusava più malesseri fisici era Betty Cash (la donna che rimase più tempo fuori dall’auto nel momento dell’avvistamento) che presentava nausea, pustole nel collo e nel viso, emicrania, vomito, diarrea, occhi gonfi.
| Venne perciò ricoverata nell’ospedale di Houston dove le diagnosticarono che le ferite ed i sintomi erano dovute ad ustioni. Betty fu dimessa dopo alcuni giorni, ma il continuare delle avverse condizioni fisiche la portarono ad un ulteriore ricovero di 2 settimane. Anche l’amica ed il nipote presentavano alcuni malesseri ma di minor entità, come disturbi di vista, caduta di capelli e bruciature lievi nel viso. |

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In seguito al ricovero Betty raccontò la vicenda dell’avvistamento alla polizia ed alcuni ricercatori cominciarono ad indagare sull’accaduto. Secondo alcuni esponenti di associazioni ufologiche i malesseri della donna erano dovuti ad un esposizione a forti radiazioni che provocarono un numero elevato di disturbi nella donna perché era stata più tempo esposta rispetto all’amica ed al nipote che si erano rifugiati subito nell’auto.
Le indagini dei ricercatori portarono al ritrovamento di altri testimoni che confermarono la presenza della luce nel cielo insieme agli elicotteri, che furono individuati nei Boeing CH-47 Vertol Chinook utilizzati per il trasporto di truppe dell’esercito. In seguito a questa scoperta ci furono delle persone che avanzarono l’ipotesi che l’oggetto avvistato altro non era che un velivolo sperimentale dell’esercito in fase di collaudo.
Il governo U.S.A. ha sempre negato che l’avvistamento delle due donne e del bambino potesse essere messo in relazione con attività di sperimentazione, questo nonostante diverse cause intentate da cittadini che volevano sapere la verità sul caso. I ricercatori si sono divisi in due fazioni, da un lato chi propende per l’ipotesi di un velivolo sperimentale governativo (causa la presenza degli elicotteri militari), dall’altro chi per un oggetto volante non identificato (causa la somiglianza con altri casi in cui è stato avvistato un oggetto simile).
Senza avere, quindi, una spiegazione esauriente su cosa avesse avvistato quella tremenda notte del 1980, Betty Cash si spense dopo 18 anni di calvario nel dicembre del 1998. In quel lasso di tempo la donna fu ricoverata parecchie volte all’ospedale per subire delle terapie intensive, le trovarono un tumore che riuscirono a curare ed ebbe anche un infarto.
CADAVERI UMANI MUTILATI
Il fenomeno delle mutilazioni animali misteriose (trattato da chi scrive in un’altra ricerca presente all’interno del sito) ha fra le varie possibili spiegazioni anche quella ufologica, in quanto alcuni oggetti volanti non identificati sono stati avvistati in concomitanza con questi fatti, ed alcuni agricoltori hanno dichiarato di aver visto umanoidi alle prese con i capi di bestiame. Il fenomeno non è solamente circoscritto agli animali, infatti esistono alcuni sporadici casi in cui sono state rinvenute delle persone mutilate con le medesime caratteristiche degli animali e per forza di cose accostabili al fenomeno.
Vediamo un esempio:
L’ufologo brasiliano Encarnacion Zapata Garcia venne a sapere da un suo amico, il dott. Rubens Goes, che quest’ultimo era in possesso di alcune fotografie, date a lui da suo cugino, il tecnico della polizia Rubens Sergio, inerenti un cadavere umano ritrovato mutilato nei pressi della riserva Guarapiranga in Brasile.
Il corpo era stato trovato il 29 settembre 1988 in una spiaggia, mutilato in diverse zone del corpo. Una volta visionate le sette istantanee Garcia non ebbe dubbi nell’affermare che le caratteristiche del cadavere ricordavano molto da vicino l’inquietante fenomeno delle mutilazioni animali. Infatti il corpo si presentava privo di sangue e con dei tagli netti, precisi e cauterizzati, inoltre mancavano alcuni organi interni che probabilmente erano stati estratti da piccole aperture presenti sul cadavere.
La carne e le labbra erano state asportate intorno alla mandibola, gli occhi e le orecchie erano stati rimossi. Il corpo non presentava né segni di colluttazione né segni dovuti a qualche predatore. In poche parole quindi il cadavere ritrovato in Brasile aveva tutte le caratteristiche delle classiche mutilazioni misteriose effettuate sul bestiame, e quindi le spiegazioni proposte per la soluzione del fenomeno che riguarda gli animali (fra cui quella ufologica) possono essere adattate a questo caso.
Tramite questi esempi abbiamo visto come il fenomeno degli oggetti volanti non identificati abbia anche un risvolto molto inquietante e drammatico che va oltre al semplice avvistamento.
I casi analizzati parlano chiaro in merito alla morte di alcuni testimoni, alla scomparsa di altri ed alla sofferenza prolungata sfociata nel decesso di altri ancora.
Gli incontri ravvicinati, quindi, possono essere molto spiacevoli............
Bibliografia:
- “Base Terra” di Timothy Good, Edizioni Tea-Due.
- “UFO” di Roger Boar e Nigel Blundell, Fabbri Editori.
- “Delta Sierra Juliet rispondi….” di Richard Haines, Edizioni Upiar.
- “Extraterrestri amici e ostili” di George C. Andrews, Macro Edizioni.
- “UFO Notiziario” n°8 Gennaio 2000, Gestione Editoriale Kosmos.
- “Enciclopedia X-Factor” De Agostini Editore.
- CD ROM “Extraterrestri”, Anglia Multimedia Limited.
- www.edicolaweb.net
Nota:
Le foto sono state ottenute da internet.
Nel caso in cui deteniate i diritti per le foto pubblicate in quest’articolo, saremo lieti di menzionare gli autori delle foto e la fonte da cui sono state tratte, o di cancellare le immagini se questo è il vostro desiderio.
(Gennaio 2004)
[NdR: il lungo ed interessante articolo si può trovare anche alla pagina web:
http://art.supereva.it/centrostudifortiani]
La Società Planetaria: dalla Teoria della Globalizzazione all’Extraterrestrialismo
(seconda parte)
a cura di Danilo Tacchino,
danitacc@tin.it (Sociologo, Scrittore e Responsabile CUN per il Piemonte e la Valle d’Aosta ) -
Pag.17
Seconda Parte
[La prima parte di quest’articolo si può trovare nell’inserto speciale del
Settimo Numero]
ANALISI DELLA COMPLESSITÀ DEI FENOMENI, DELLE LORO INTERCONNESSIONI ED EVENTUALI TRASFORMAZIONI NELLA FASE ATTUALE DELLO SVILUPPO PLANETARIO.
(TOURAINE, MORIN)
POTERE, DISINFORMAZIONE E COVER-UP: CAMBIAMENTO DI LOGICA ED EVOLUZIONE DEL PENSIERO DEMOCRATICO A LIVELLO DI INFORMAZIONE GLOBALE[14]
Evoluzione verso una cultura in cui la promozione della diversità interna, di una società e dell’autorealizzazione di ciascuno possa combinarsi pienamente con il principio della limitazione dei poteri, quindi sono necessari continui interventi atti a limitare il potere dei gruppi dominanti e a difendere quello dei deboli arginando così il processo di tribalizzazione degli stati e portando la società umana verso quel modello di conduzione sociale che aprirà le porte a contatti extraterrestrialistici, che però non sono possibili senza l’evoluzione del sistema democratico – comportamentale internazionale.
LA NECESSITÀ DI CIVILIZZARE LA TERRA[15]
La mondializzazione porta con sé i corollari della universalizzazione e della possibilità di comunicazione di frammenti di umanità che si ignoravano gli uni con gli altri, ma contiene anche elementi di predazione di dominio e di morte.
Questa logica può anche essere letta come: Extraterrestrialismo buono ed E. cattivo. Il primo comunque, porta l’uomo all’evoluzione extraterrestrialista. Il secondo, o viene subito dall’umanità (in quanto attaccata e annientata da esseri ostili e superiori), o non serve/esiste.
L’ORIZZONTE PLANETARIO:
a) - LA MONDIALITÀ
b) - MEZZI DI COMUNICAZIONE
c) - SPINTA DEI MOTORI POLITICI COLLEGATI AI CONFLITTI DI DOMINIO
In questa linea di lettura aggiungiamo l’identità e la forza creatrice che risiede nell’ambito delle relazioni umane, nell’affettività concreta dei soggetti sociali, nelle ideologie e nel rapporto tra reale e immaginario [16].
Le scoperte scientifiche sull’origine del Cosmo e delle sue caratteristiche, sulle capacità auto-organizzative del vivente, insieme alla perdita delle illusioni (religiose e ideologiche), ed alla consapevolezza della compresenza di vita e di morte su ogni fenomeno vivente, hanno chiarito le condizioni di rischio e le minacce che gravano sull’intera umanità. Nel contempo vi sono fenomeni di crisi e sregolatezza evidenti in scala planetaria (Mercato mondiale, Boom demografico, Rischio ecologico). Il malessere (mal di civiltà), deve essere combattuto ridefinendo e ri-orientando le nostre finalità terrestri attraverso un edificio concettuale complesso che reintegri i diversi aspetti della conoscenza, e nel contempo reincluda i contenuti etici, politici e antropologici del pensiero e dell’azione in una strategia volta all’uscita dall’agonia planetaria. Tale strategia deve volgere ad una riforma di pensiero fondata sulla necessità di superare le compartimentazioni disciplinari e tecniche, e di mirare alla ricomposizione del tutto e alla contestualizzazione di ogni fenomeno (Pensare il contesto e il complesso) [17].
L’epistemologia della complessità include il principio della costruzione della realtà intesa come idea che abbiamo di essa, dell’ecologia dell’azione (ogni azione sfugge all’intenzione di chi la compie nel momento stesso in cui viene compiuta), e il principio dell’ecologia politica.
La possibilità – impossibile di civilizzare globalmente la Terra, rientra nella necessità di trasformazione delle strutture mentali, sociali, economiche e nazionali.
Il vero Realismo, dice Morin [18], è quello che considerando tutte le probabilità e le improbabilità, si fonda sull’incertezza del reale.
IL “VANGELO DELLA PERDIZIONE” [19]
Morin ci propone alcune semplici ma disarmanti considerazioni:
Il nostro è un piccolo pianeta perduto nello spazio, e il cosmo stesso è votato alla perdizione. Gli esseri viventi che lo abitano sono stati gettati nella vita senza averlo chiesto e moriranno senza sapere perché. Vivono fra il nulla da cui emergono e il nulla a cui sono votati. Tutto ciò che ha valore per noi, la vita, la bellezza, l’amore, la verità, sono “emergenze” che sorgono dalle qualità organizzative della materia, delle idee, delle forme. E si tratta di emergenze effimere che suppongono organizzazioni di organizzazioni, di possibilità inaudite e improbabili, che corrono senza sosta dei rischi mortali. Ciò che per noi è fondamentale non ha alcun fondamento.
Proprio dalla coscienza dell’infondatezza di ogni valore, dalla certezza della finitudine, bisogna ripartire per affermare le regioni della vita e la necessità di coltivare il piccolo pianeta dove ognuno vive le esperienze positive fondamentali della propria esistenza. Dice Morin: “ Se c’è un vangelo, cioè una buona novella, deve venire da quella cattiva. Noi siamo perduti, ma abbiamo un tetto, una casa, una patria. Il piccolo pianeta dove la vita si è creata il suo giardino, dove gli uomini hanno formato il loro focolare, dove oramai l’umanità deve riconoscere la sua casa comune. Non è la terra promessa, non è il paradiso terrestre. È la nostra patria, il luogo della nostra comunità di destino di vita e di morte terrestre. Dobbiamo coltivare il nostro giardino terrestre, ciò che vuol dire civilizzare la Terra.”.
Dunque dalla consapevolezza di tutti gli esseri umani di appartenere alla medesima comunità di destino, di condividere il medesimo principio di identità umana come identità multipla, di essere perduti nel cosmo, di non potersi appellare a nessuna salvezza eterna, di correre i medesimi rischi creati dall’umanità stessa, può e deve divenire la spinta innovatrice per avanzare oltre nel processo di civilizzazione planetaria.
È questo il senso più strettamente fondamentale della sorgente per un Extraterrestrialismo interno forte e determinato verso la conoscenza e la conquista da parte dell’uomo di quello che sta fuori al suo piccolo pianeta.
CONCLUSIONI
Avere un animo Extraterrestrialista quindi, significa guardare in alto, e sapere che il pianeta Terra è soltanto un piccolo granellino nell’universo, dove l’uomo si è trovato ad intraprendere un cammino rivolto verso un futuro dal quale non si intravede una fine certa.
L’evoluzione della società terrestre in termini di globalizzazione, sta in conclusione, comportando, attraverso l’innovazione del sistema informativo generale e globale, una crescita che si indirizza verso una cultura del benessere e di nuove innovazioni tecnologiche che vanno a incunearsi nella cultura tradizionale antropologica e folklorica, mantenuta come differenziazione delle proprie visioni esistenziali, che si concretizza in comportamenti generalizzati e mediati in ogni area geografica del globo.
Questa evoluzione comporta una trasformazione profonda per ciò che riguarda i comportamenti individuali tra i singoli individui, in modo tale che diviene ormai impossibile relegare le tradizioni, i privilegi di casta e via discorrendo, in ambiti sociali controllati e omogenei. Questo però comporta per forza di cose, un’evoluzione dinamica dall’interno, delle concezioni precedenti. In termini di trasformazione dei comportamenti sociali quindi, vi è sì una omogeneità culturale che viene a svilupparsi per via delle nuove ed enormi potenzialità delle tecnologia dell’informazione, ma la sfida sta nel non rinunciare alle radici o meglio, non dimenticare quelle tradizioni e quelle culture definite con approssimazione settoriali, che sono state i mezzi di congiunzione dell’evoluzione culturale omogenea che viene e delinearsi, e che sfocerà nell’accettazione di un più ampio patrimonio etnico / Mondiale. Su queste basi, pur se il potere inteso come gestione delle risorse essenziali e dei temi fondamentali della società economica e politica umana mondiale sarà per forza di cose sempre gestito da individui che comunque dovranno avere un’etica e un concetto di democrazia che sfugga alla tentazione di utilizzare logiche oligarchiche e di dominio, è logico pensare che il pensiero extraterrestrialista possa evolversi ed incunearsi nelle azioni e negli obiettivi dei rappresentanti e dei cittadini della comunità terrestre per un futuro speriamo non troppo remoto, che speriamo foriero di nuove conoscenze e nuove opportunità per la comunità umana impegnata verso la conoscenza e l’acquisizione di nuove informazioni e nuovi mezzi per conoscere sempre di più ed interrelare in modo sempre più completo nel sistema in cui è immerso da sempre, e che per ora siamo stati abituati a chiamarlo Cosmo.
NOTE:
[14] - Vedi op. cit. pag. 272 (A. Touraine);
[15] - Vedi op. cit. pag. 265 (Morin);
[16] - Vedi Morin 1994, pagg. 435 e 437;
[17] - Vedi op. cit. pag. 267;
[18] - Vedi op. cit. pag. 268;
[19] - Vedi op. cit. pag. 269
Nuove Tracce
a cura Roberto Lunghi, roberto.lunghi@libero.it
(Ricercatore Indipendente) - Pag.18
Messaggi simbolici avvolti nel più fitto mistero che generano interrogativi di difficile risoluzione
Cosa rimane del clamore che suscitano i crop circles in quei periodi in cui essi non si manifestano palesemente? Forse solo un ricordo, un vago ricordo di emozioni lontane, di irrefrenabili ispirazioni che riprendono il sopravvento nel momento in cui essi riprincipiano a manifestarsi con le proprie forme, i propri messaggi ancestrali che trasmettono ai cuori più aperti, le infinite sfaccettature che contraddistinguono un fenomeno ancora privo di una spiegazione accettata o accettabile ma che comunque esiste.
Che dire sui cerchi nel grano che non si sia ancora detto?
Cosa pensare di un fenomeno di cui non si riesce a trovare il capo e quantunque questo venga trovato o comunque sfiorato, si aprono campagne denigratorie a tutto tondo senza esclusioni di colpi? A chi giova tutto ciò?
Vi sono alcuni dettagli non trascurabili su cui necessitano alcune precisazioni allo scopo di avere un quadro più veritiero del contesto generale. Certe verità date ormai per appurate sono da rivedere e l'informazione nel merito dell'argomento non è del tutto equidistante e si presta alle più svariate interpretazioni e speculazioni.
"I primi crop circles si formarono nei campi di grano inglesi e manifestavano forme semplici ed essenziali come cerchi o anelli. In tempi successivi le forme si resero sempre più complesse e la diffusione aumentò in maniera esponenziale: dapprima in gruppi di cerchi disposti secondo geometrie ben definite, poi si evidenziarono dei raccordi sotto forma di "sentieri rettilinei" (pathways) che univano i singoli cerchi gli uni con gli altri fino ad arrivare gradatamente ad alcuni esempi di geometrie estremamente complesse e, negli ultimi anni, a veri e propri "bassorilievi"di entità geometriche ben definite ….."
..... questo è quanto, per grandi linee, viene solitamente esposto nell'apertura di un qualunque resoconto che vorrebbe dare una definizione del fenomeno ma le cose non stanno proprio così.
Alcune verità sui cerchi nel grano
Una passione irrefrenabile per le forme armoniose che caratterizzano i pittogrammi d'Inghilterra mi ha spinto ad approfondire la questione inerente il mistero che ne avvolge la storia. Come accennato in prefazione si crede o si vuole che questo fenomeno sia circoscritto ad un periodo recente: spesso si parla di "mistero dei tempi moderni" ma qualcosa nella loro natura fa ritenere che sia ben più antico di quanto non si voglia pensare. Le geometrie di cui si permeano sono, più spesso di quanto non si ritenga comunemente, evidentemente imprecise eppure concludono in un'armonia genera figure di un fascino che definirei impropriamente "ipnotico".
È già sufficientemente dimostrato da studiosi estremamente preparati in materia come le grafie dei cerchi nel grano ripropongano elementi propri di simbologie antiche come l'uomo: "Archetipi" direbbero.
È appunto questo fascino antico ad avermi spinto nella ricerca relativa alla storicità del fenomeno allo scopo di verificare a quando effettivamente risalga la consapevolezza umana della presenza di questo affascinante fenomeno e quale valenza sia stata, nel corso dei tempi, ad esso attribuita.
È difficile dire con certezza quando i primi cerchi nel grano si siano evidenziati agli occhi degli uomini ma, questo è certo, non è un fenomeno che comincia negli anni '70 del XX secolo, non è un fenomeno che si manifesta sui campi di grano o esclusivamente sui campi di grano e non è molte cose universalmente accettate. Storicamente si trovano rare testimonianze disseminate nel tempo che comunque danno la sensazione che questo che noi chiamiamo "mistero della nostra epoca" sia in realtà qualcosa che esiste sin dalla notte dei tempi e che potrebbe avere influenzato il pensiero umano in alcuni momenti fondamentali della breve storia del mondo moderno.
I pochi indizi trovati sono estremamente diluiti nel tempo e nei luoghi al punto da rendere pressoché impossibile, allo stato attuale dei fatti, ogni qualsivoglia tentativo di congiungimento degli eventi a formare una vera e propria storia ma la sensazione è che esistano molti punti ancora oscuri da chiarire. Pertanto questo "excursus" dei fatti avrà la sola e comunque non indifferente valenza di smentita di una verità ad oggi considerata inconfutabile, ossia che i cerchi nel grano siano un mistero dei tempi moderni.
Dal racconto biblico al Medio Evo
Riguardo al periodo in questione, oltre ad essere estremamente rare, sono anche piuttosto vaghe le notizie inerenti presunte testimonianze relativamente alla formazione ed alla natura di cerchi nel grano pertanto questa prima parte è da prendersi con beneficio d'inventario. Tuttavia il primo caso citato mostra alcuni sorprendenti aspetti che lasciano intendere come il cerchio si possa essere formato anche in epoche estremamente remote.....continua.....
[NdR: il resto dell’articolo si può trovare al seguente sito web:
http://utenti.lycos.it/sphaera/nuovetracce.html]
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