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e dei suoi Collaboratori
SPECIALE
UFOLOGIA ITALIANA
Attorno alla tavola rotonda:
Intervista ad Ufologi Famosi: F.Almacolle, G.Russolillo e U.Telarico
a cura di Eugenio Ballini,
eug67@supereva.it (Membro Gruppo
Camelot, Fondazione Sentinel Italia ed European UFO Survey, Owner Camelotlist, Italianufo e Vareseufo) -
Pag.13
[N.d.R.: in questa serie di interviste ogni intervistato si assume la responsabilità di ciò che
afferma]
Franco Almacolle
[Ricercatore indipendente, collaboratore Stargate Magazine e da anni interessato al fenomeno “Chupacabras e Mutilazioni Animali“,
francoalmacolle@virgilio.it]
D:
Quando, perché ed in che modo ha iniziato ad interessarsi all'ufologia?
F.A.: Da oltre dieci anni mi occupo di ufologia, diciamo che ho iniziato ad interessarmi dal caso Roswell in poi, passando per i vari fenomeni che si sono osservati in seguito; dai crop circles, alle sfere luminose ecc.. successivamente mi sono imbattuto in altri tipi di fenomenologia, sempre correlata agli ufo che riguardava aspetti drammatici (mutilazioni e chupacabras) e tuttora sono impegnato in questa direzione. |

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D:
Dia una definizione di se stesso come ufologo.
F.A.: Diciamo che sono una persona che sta cercando di capire cosa sta succedendo intorno a noi.
D: Come vede l'ufologia nostrana all'interno dell'ufologia mondiale?
F.A.: Sinceramente la vedo come tutte le altre: ovvero intrisa di polemiche e questo secondo me non gioca a favore di una ricerca precisa e coordinata. Forse per questo motivo preferisco rimanere per così dire "slegato" ho visto e sto vedendo quello che accade in Italia e anche in altri paesi: più o meno la stessa storia.
D: Quale è stata la ricerca ufologica che più le ha fatto pensare?
F.A.: Credo che tutte le ricerche in un modo o nell'altro ti fanno pensare molto; quello che conta secondo me è la persona coinvolta in un certo punto della sua vita in qualcosa che non riesce a spiegarsi e cerca aiuto. Tra tutte le cose che ho avuto la possibilità di studiare quelle riferite alle mutilazioni e ai chupacabras sono quelle che mi hanno impressionato e anche inquietato maggiormente; non tanto per la crudezza dei filmati o delle fotografie, ma per la modalità con cui si svolgono questi eventi.
D: Quale è stata invece la ricerca che più la ha appassionato?
F.A.: Tutte. Quando decido di occuparmi di un caso lo faccio perché sento che qualcosa mi attira verso di lui; è come una sensazione personale; non scelgo mai per cause forzate o perchè adesso è di moda trattare questo o quell'argomento.
D: Quali sono i 5 ufologi stranieri che più ha ammirato in questi anni?
F.A.: In primo luogo devo citare senza ombra di dubbio il ricercatore cileno Jaime Ferrer, che ha contribuito moltissimo nelle mie ricerche e poi lo considero oltre che un amico una persona veramente seria e determinata che nonostante gli ostacoli ha fatto un ottimo lavoro di indagine e di ricerca su questo tipo di fenomeno. Poi un altro ricercatore è Gustavo Fernandez, argentino che produce una rivista alla quale di tanto in tanto invio alcuni articoli (anche se per la verità adesso ho rallentato un poco); poi potrei inserire il ricercatore cubano, ma residente a Miami Virgilio Sanchez Ocejo, che anche lui ha svolto particolari indagini sul fenomeno dei chupacabras in Florida. Altri ricercatori che ritengo degni di nota sono (parlo per il mio raggio di interessi) Liliana Nuñez e Claudio Asmussen con il quale sto iniziando in questi giorni una serie di contatti.
D: Quale sarebbe il suo sogno ufologico per il futuro?
F.A.: Beh; non dico quello di vedere una astronave aliena di fronte a qualche edificio importante, ma quello di vedere finalmente tutte le categorie di cui dicevo prima trovarsi d'accordo e proseguire una ricerca volta alla diffusione delle verità. Ma forse è più probabile vedere un'astronave aliena davanti alla Casa Bianca, o alla Torre Eiffel, o al Colosseo....
Giorgio Russolillo
[45 anni, Presidente e fondatore, nel 1973, del Centro Ricerche Solaris di Napoli, tutt'ora operativo; socio e coordinatore regionale per la Campania del CISU, referente per il CISU della segreteria nazionale per l'Italia del Sud; corrispondente campano del "Gruppo Clypeus" di Torino,
giorgio.russolillo@tiscalinet.it]
D: Quando, perché ed in che modo ha iniziato ad interessarsi all'ufologia ?
| G.R.: L'interesse nasce nel 1973, all'età di 16 anni; mio cognato mi fece notare un articolo pubblicato su “Il Corriere di Napoli” dal titolo: “UFO su Napoli e New York”; era in prima pagina credo; mi incuriosì moltissimo e, dopo averlo letto, iniziai a domandarmi cosa avessero visto, appunto, i testimoni. Iniziai a raccogliere articoli, poi arrivarono le prime segnalazioni locali e, facendo già parte dei Gruppi di Ricerca del GdM, raggruppai un manipolo di giovani appassionati (Mimmo Ferrara, Marcello Tarallo, Enzo Paliotti, Sergio Marasco, Pietro Barbato) da cui prese vita il Centro Napoletano di Ricerche Solaris (tutt'ora operativo) che, per circa 10 anni, dal 1980 al 1990, ha anche rappresentato la Sezione Ufologica Fiorentina. |

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D:
Dia una definizione di se stesso come ufologo.
G.R.: Per “ufologo” intendo una persona che studia gli UFO, appunto gli “Oggetti Volanti Non Identificati” e non gli extraterrestri; considero, comunque, “l'ipotesi extraterrestre” da valutare, al pari delle altre ipotesi esplicative. Gli “alieni” li cerco occupandomi, attivamente, di astronomia, esobiologia, astronautica e collaborando al programma seti@home.
L'ufologia è lo “studio di un fenomeno UFO” ed io sono un ufologo completamente convinto di questa impostazione, cioè sul come affrontare questa ricerca.
D: Come vede l'ufologia nostrana all'interno dell'ufologia mondiale?
G.R.: Bisogna fare un distinguo, cioè separare due periodi fondamentali; (dal 1960 al 1980) e (dal 1985 ai giorni nostri).
Nel primo periodo bisogna dare grande merito a tanti ufologi italiani della “vecchia guardia” di aver “lanciato la pietra nello stagno” ed aver creato un movimento di interesse generale ed alimentato la curiosità e lo studio del fenomeno in tanti giovani (gli attuali 40enni), compreso, ovviamente, il sottoscritto.
Bisogna però dire che, in questo primo periodo, la nostra ufologia non aveva grande rilevanza e riscontro all'interno della comunità ufologica internazionale.
Nel secondo periodo, ed in particolare dal 1986 in poi, con la costituzione del Centro Italiano Studi Ufologici, con sede a Torino, la nostra ufologia, grazie anche ad alcuni giovani della “prima generazione” (Edoardo Russo, Gian Paolo Grassino e tanti altri) ed alla costituzione della rivista “UFO, Rivista di Informazione Ufologica” diretta da uno dei padri dell'ufologia italiana, Gianni Settimo, ha avuto la possibilità di proporsi all'estero e di raccogliere consensi ed apprezzamenti lusinghieri. La possibilità di superare anche la barriera linguistica, con la pubblicazione in inglese di articoli ed indagini, ha permesso quel “salto di qualità” che i colleghi stranieri si attendevano da tempo collocando, a pieno merito, l'ufologia italiana in ottima posizione in Europa e nel Mondo.
D: Qual è stata la ricerca ufologica che più le ha fatto pensare? Qual è stata invece la ricerca che più la ha appassionato?
G.R.: Rispondo alla prima domanda: se intendiamo per “ricerca ufologica” non tanto un'indagine su un caso di “avvistamento” , ma uno studio, allora posso affermare, senza alcun dubbio, che le problematiche relative al rapporto fra “stimolo percettivo/visivo/sensoriale” e testimonianza e tutto il panorama che apre questa ricerca, cioè il rapporto fra il “testimone di una esperienza presunta ufologica” e ciò che accade da un punto di vista “fisiologico” (cioè meccanismi che scattano nella fisiologia umana, all'atto in cui si interagisce con una esperienza anomala), ebbene questa è la ricerca che più mi appassiona. In sintesi: un testimone vede qualcosa ed il suo cervello mette in moto una serie di reazioni che ci portano alla testimonianza; ebbene qual è il “residuo” reale, quanto abbiamo di effettivamente accaduto su cui lavorare e quanto, invece è da scartare perché “elaborato” dalla fisiologia del nostro cervello e dei nostri sensi ?
Per la seconda domanda, la ricerca che più mi ha appassionato: posso rispondere con due segnalazioni che riguardano la Campania; il “Caso Renzi” (Napoli, aprile del 1937), un caso su cui abbiamo lavorato per due anni, ed in cui il testimone (tuttora vivente), ufficiale delle Imposte riferisce, senza mezzi termini, di aver visto “un Disco Volante”, questo ben 10 anni prima dell'ormai arcinoto caso Arnold.
Su tale inchiesta abbiamo prodotto anche una video-relazione. Poi, essere riusciti, (dopo 25 anni di ricerca ininterrotta) a svelare una delle più grandi “bufale” di fine secolo: il FALSO IR3 di Sturno (Avellino, agosto 1977), che ha fatto il giro dell'intero pianeta e su cui noi del Gruppo Solaris e del CISU Campania abbiamo le “prove” indiscutibili, checché se ne dica, sull'intera vicenda, con videoregistrazione delle dichiarazioni degli artefici dello “scherzo” dell'extraterrestre che, non è mai esistito.
Leggo su internet tentativi, pietosi e sterili, di non voler accettare questa realtà e, sinceramente, vorrei che costoro visionassero la “tuta dell'extraterrestre”, le foto per la realizzazione dello scherzo, la videoregistrazione dell'intervista degli artefici di questa che è stata, ripeto, una delle più grandi fregature di fine secolo, che noi siamo riusciti a smascherare.
D: Quali sono i cinque ufologi stranieri che più ha ammirato in questi anni?
G.R.: Cinque? Credo, che, facendo un’attenta analisi posso elencare: Joseph Allen Hynek, perché a mio avviso, come tutti conoscono, ha iniziato la sua ricerca da “ultrascettico” per poi rendersi conto che il fenomeno esisteva ed invertendo la sua iniziale partenza come consulente scientifico dell'USAF. Da ricordare, assolutamente, che, a mio avviso, è stato il primo ufologo al mondo ad impostare il problema della ricerca ufologica come “ricerca da basare su parametri scientifici” da cercare, trovare, per avere un “modello” su cui lavorare e tramandare alle future generazioni.
Segue, a mio avviso, J. Vallè, anche lui per l'impostazione “scientifica” che ha cercato di creare all'interno della ricerca ufologica; mettendo a disposizione la sua cultura scientifica di astronomo e per aver proposto altre soluzioni, altre ipotesi esplicative al fenomeno UFO.
Aggiungo ancora Hendry per la sua ricerca e, particolarmente, per il suo volume “Guida all'Ufologia”, (Armenia ed.) assolutamente un vademecum per ogni ufologo che si definisca tale; citerei ancora anche uno scienziato americano (ma non so se si è mai occupato ufficialmente di ufologia) tale William R. Corliss, anche lui per un suo volume, assolutamente indispensabile per la formazione di ogni ricercatore: “Il libro dei misteri naturali” (1973 - Armenia ed.).
In questo volume in cui sono riportate oltre cinquecento descrizioni dei più incredibili, ma veri, fenomeni naturali (dalla neve colorata alla pioggia senza nubi, ai falsi soli multicolori alla grandine che scoppia, ai deserti ronzanti o ai sussurri del lago di Yellowstone) ha posto, dimostrato e risolto scientificamente, problematiche che investono, la nostra ricerca.
Citerei ancora anche B. Olmos e C. Poher, che hanno inciso, sicuramente, con il loro lavoro, negli ultimi 15 anni.
D: Quale sarebbe il suo sogno ufologico per il futuro?
G.R.: Molto semplice, togliere la “U” di UFO e trovare la soluzione del problema, qualunque essa sia, cioè identificare il fenomeno, il tutto, possibilmente, nell'arco della mia vita.
Umberto Telarico
[Inquirente e Ricercatore Ufologo del GIRUC, Gruppo Indipendente di Ricerca Ufologia Campano, ex Coordinatore per la Campania del CUN, Tecnico specializzato in programmazione elettronica e programmatore CED,
umberto.telarico@inwind.it]
D:
Quando, perché ed in che modo ha iniziato ad interessarsi all'ufologia?
U.T.: Ho iniziato ad interessarmi di ufologia nel lontano giugno 1967, in seguito all'avvistamento diurno (che coinvolse anche mia madre) di un oggetto volante tubolare nel cielo di Agerola (NA), in concomitanza con la famosa ondata di segnalazioni di UFOs registrata -all'epoca- oltre che in Italia anche in diversi paesi dell'Europa centrale. |

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D:
Dia una definizione di se stesso come ufologo.
U.T.: La definizione che darei di me stesso, come ufologo, è quella di un qualcuno che -in oltre 30 anni di ricerca sul campo e teorica- ha cercato di dare una risposta all'interrogativo circa la natura del fenomeno osservato nel giugno del 1967, senza convinzioni precostituite, sempre pronto a modificare la propria opinione a seconda degli indizi e dai dati di fatto che, poco a poco, emergevano dai dati investigativi e dalla ricerca sul fenomeno in generale. Un qualcuno che si è reso conto di come l'obiettivo di detta ricerca non lo avrebbe portato, necessariamente, alla così detta <verità>, ma solo qualche passo più avanti lungo la strada del suo raggiungimento. Un qualcuno che, da non molto tempo, si è reso conto che dette <intelligenze alieni o chi per essi> si manifesteranno palesemente e diffusamente all'umanità solo quando <costoro> lo decideranno tenendo anche conto, ovviamente, degli sviluppi della stramaledetta politica internazionale dei governi delle potenze quali USA, Russia, Cina, Francia e Gran Bretagna.
D: Come vede l'ufologia nostrana all'interno dell'ufologia mondiale?
U.T.: Lo stato dell'ufologia nostrana è stato sempre quello di una ricerca basata sull'improvvisazione individuale di tanti <ufofili> che, nell'arco degli anni, sono transitati sulla scena ufologica italiana sia come singoli <ricercatori> che aggregati a gruppi dalle sigle più o meno roboanti, spesso composti da pochi elementi o finanche da una sola persona. In tale contesto, ovviamente, si sono formati una non molto numerosa schiera di ricercatori che, da autodidatti, attraverso l'esperienza dell'investigazione sul campo, la lettura di centinaia di testi sul fenomeno ufo e sui fenomeni connessi e, infine, la ricerca sulla materia in generale, hanno costantemente –per decenni- lavorato alla diffusione pubblica delle informazioni sull'argomento e perché il fenomeno degli UFOs uscisse dal ghetto creatogli intorno dal mondo culturale e scientifico italiano. In Italia, a differenza di quello che è avvenuto in altri paesi, non si è mai riusciti a costituire un organismo di ricerca ufologica che disponesse di finanziamenti di soci e/o sostenitori così da affidare, a capaci ricercatori ed inquirenti, lo sviluppo di studi di una effettiva valenza scientifica. Per non parlare, poi, di gruppi in grado di promuovere azioni legali nei confronti di enti governativi e settori dell'intelligenza nostrani onde ottenere -da questi- il rilascio di parte del materiale ufologico <ufficiale> archiviato.
Attualmente, che piaccia o meno, la scena ufologica italiana è rappresentata dal CUN, dal CISU e pochi altri ricercatori mal collegati, spesso sempre in <lotta> tra loro e pochi inclini a condividere con gli altri il frutto delle proprie ricerche.
D: Qual è stata la ricerca ufologica che più le ha fatto pensare? Qual è stata invece la ricerca che più la ha appassionato?
U.T.: Ogni ricerca ufologica di un certo spessore mi ha fatto pensare un poco in più: poche risposte e molte nuove domande. La ricerca alla quale ho dedicato più tempo e, quindi, mi ha <appassionato> di più sono state quelle sui casi di atterraggio -con tracce al suolo- di Luogosano (Av-1989) e Cicciano (Na-1990), la ricostruzione dell'abbattimento del DC-9 Itavia nel cielo di Ustica, lo studio sulla compatibilità biologica dell'entità ripresa nel <Santilli foutage>, e le diverse inchieste sui casi di IR3 in Campania.
D: Quali sono i cinque ufologi stranieri che più ha ammirato in questi anni?
U.T.: I cinque ufologi che ho più ammirato in questi anni sono Springle Leo, Howe Moulton Linda, Hoagland R.C., Turner Karla e Good Timothy.
D: Quale sarebbe il suo sogno ufologico per il futuro?
U.T.: In verità non ho sogni <ufologici> per il futuro. Condivido l'idea che i sogni sono come l'arcobaleno e solo gli sciocchi li inseguono.
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