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del giornale aperiodico di ufologia "Camelot Chronicles" si possono scaricare gratuitamente
da questo sito in formato PDF e HTML, e si possono trovare in formato cartaceo alle conferenze del Gruppo Camelot
e dei suoi Collaboratori
SPECIALE
UFOLOGIA ITALIANA
Editoriale
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“Non si Tratta nè di Fideismo, nè di Voler Credere a Tutti i Costi....
Solamente Informare nella Giusta Maniera in Merito a Fatti Ben Precisi....
Questo è un Lavoro che ci Piace Fare e che Ultimamente ci Sta Riuscendo...”
Queste stupende parole del nostro collega di redazione Alessandro, sintetizzano nella maniera più esatta il pensiero del Gruppo Camelot e di questo giornale, pensiero passato, attuale e futuro.
Augurandovi una Buona Lettura,
cordialmente vostra,
La Redazione
Alcune Note Finali sul “Fenomeno Rebuttal”
a cura di Massimo Teodorani, Ph.D.,
mteodorani@ira.cnr.it e mteodorani@libero.it, (Astrofisico - CNR-IRA - Stazione Radioastronomica di Medicina, 40060 Villafontana (BO) ) -
Pag.1
[NdR: Traduzione del paper: “Some Final Notes on the “Rebuttal” Phenomenon”, pubblicato
alla pagina web: Teod1.htm,a cura di L.Pallotta ed E.Ballini]
Introduzione
A Hessdalen, nella Norvegia centrale, sono state effettuate tre missioni scientifiche nel 2000, 2001, e 2002 [41, 43, 46], allo scopo di muovere i primi passi di un tentativo di investigazione scientifica dei fenomeni luminosi anomali che si verificano in questa zona. Le missioni furono condotte in forma di collaborazione tra fisici ed ingegneri italiani, ed alcuni ingegneri norvegesi del Progetto Hessdalen. La maggior parte del lavoro della spedizione italiana è stato finanziato dal Comitato Italiano per il Progetto Hessdalen (CIPH), in parte i fondi sono stati elargiti dall’industria di ceramiche SACMI di Imola e (solo nel 2001) dal CNR-IRA. Nell’ambito di questo progetto di collaborazione io svolgevo il ruolo di supervisore scientifico. Il mio lavoro consisteva nell’acquisire e analizzare dati ottici di tipo fotometrico e spettroscopico, analizzare dati radio e raccogliere campioni di terreno. Ho avuto diversi collaboratori e voglio ringraziarli tutti, in particolare l’astronomo Simona Righini e il fisico Gloria Nobili. Un interessante lavoro di collaborazione è stato fatto con Flavio Gori, un esperto di NASA Inspire, con gli ingegneri del CNR-IRA Stelio Montebugnoli, Jader Monari e Marco Poloni e con gli ingegneri norvegesi dello Østfold College Erling Strand e Bjorn Gitle Hauge. Un’analisi determinante dei nostri campioni di terreno che era stato presumibilmente approcciato dal fenomeno luminoso, è stata eseguita dal Dr. Stefano Maretti presso il laboratorio chimico-fisico della SACMI di Imola. Un supporto importante a Hessdalen è stato fornito anche dallo studioso e insegnante Peder Skogaas e da alcuni abitanti di Hessdalen che ci hanno fornito ulteriori informazioni sul fenomeno di cui erano stati testimoni negli anni passati.
I dati vennero raccolti e successivamente analizzati. Quelli ottici hanno dimostrato non soltanto l’esistenza del fenomeno luminoso, ma mi hanno anche aiutato a costruire una sorta di “zoologia sistematica” concernente il suo comportamento fisico, sia in termini della sua struttura che della sua variabilità [46, 56, 58]. Sono stato in grado di accertare il modo in cui varia l’intensità del fenomeno luminoso e anche che il fenomeno luminoso non si comporta come un plasma standard, avendo esso delle caratteristiche apparenti di un solido. Ho dimostrato che il fenomeno luminoso non è correlato con l’attività solare [46], nonostante lo avessi sospettato in anni precedenti [42]. Ho anche provato ad esaminare molte teorie concernenti fenomeni naturali sconosciuti di tipo fulmine globulare [57], e ho presto accertato che nessuna di queste teorie prese in considerazione finora, ad eccezione di una [61, 62], è stata in grado di spiegare in modo completo e convincente le principali caratteristiche osservate del fenomeno. Dopo ogni missione scrivevo puntualmente un report tecnico, dal quale venivano ricavati molti articoli veri e propri [57]. Ho preparato molti progetti tecnici di ricerca [56, 57] e so bene quali strumenti dovrebbero essere usati e quali test dovrebbero essere condotti, se solo questa ricerca potesse essere finanziata in modo adeguato. Tutto il mio lavoro di ricerca in questo campo è stato presentato in un recente articolo su una rivista pubblicata su internet [57].
Ho lavorato in stretta collaborazione con il CIPH per circa sette anni (1994-2001), molto prima della creazione di questa organizzazione, e posso testimoniare che alcuni dei suoi componenti, anche se, generalmente, non sono ricercatori di professione, sono molto validi e culturalmente preparati, e sono in grado di fare una buona attività di pubblicazione dovuta alla solida esperienza di editore di Renzo Cabassi.
Sfortunatamente, e con mio grande disappunto, delusione e disgusto, questa associazione si è rivelata essere oscura nei suoi scopi nei miei confronti in particolare, nonostante tutto il lavoro che ho svolto per la creazione del CIPH. Posso solo riconoscere che sono stato ingenuo, dal momento che ho impiegato tutti i miei sforzi nella ricerca senza mai pensare che presto o tardi avrei dovuto guardarmi alle spalle. Non appena dai miei dati venne fuori “qualcosa in più” [41, 43, 46] per cui era difficile trovare una spiegazione naturale, l’atteggiamento di questo centro privato nei miei confronti cambiò immediatamente. Essi ignoravano di proposito che questo stava emergendo dai dati stessi, e farneticavano dichiarando pubblicamente [8], tranne che a me di persona, che questo era dovuto alle mie aspettative. Sono rimasto sbalordito da un tale irrazionale atteggiamento. Tali dati discrepanti evidentemente erano contrari alla “fede scientifica” di questo gruppo che, di conseguenza, esplose molto presto. Cominciarono a sottopormi ad ogni tipo di angheria, e questo accadeva sempre alle mie spalle [8], mai direttamente. Ero shockato. Chi erano esattamente e qual’era il loro vero scopo? Cos’ero io per loro e cosa si aspettavano da me? Finora non c’è una risposta definitiva a questa domanda, ma ho molti sospetti sui quali sto attualmente indagando parallelamente a tutto il resto.
Ho cominciato a ricevere “rebuttals” alle mie pubblicazioni [19, 20, 21, 27], e a questo fine alcuni ufologi con una preparazione scientifica sono stati usati come soldati per tentare di eliminarmi dalla scena. Ho anche ricevuto diffamazione attraverso altri mezzi, e ho dovuto sopportare la diffusione perpetrata attraverso internet di false informazioni concernenti la mia persona [8, 53]. Allo stesso tempo, sono stato tradito da alcune persone (alcune delle quali ex-amici ed ex-collaboratori di lunga data) che cominciavano a vedere nel CIPH una convenienza per le loro manovre e visibilità future e/o perché, in accordo con il loro concetto di “competizione professionale”, il CIPH li stava aiutando ad affossare il mio lavoro.
Inizialmente ho risposto agli attacchi del CIPH [50, 51, 52], ma poi mi sono reso presto conto che tutto quello che avevo da dire era inascoltato. Così ho smesso ogni tipo di reazione, avendo capito che era tempo perso. Per risolvere la situazione ho adottato due procedure: una (a breve e medio termine) è legale, un’altra è stata di incrementare la mia attività di ricerca come sto attualmente facendo [48, 54, 56, 57, 58]. Questo ha avuto ed ha in questo stesso momento successo, mentre i tentativi del CIPH di screditarmi hanno aumentato solo la loro frustrazione e sconfitta [8].
Questo articolo mostra come gli eventi si sono sviluppati nel tempo, e come li ho vissuti sulla mia pelle e sulla mia salute. Qui c’è anche la mia risposta tecnica dettagliata e definitiva ai loro presunti “rebuttal”, che è la parte più importante del documento. In ultimo espongo ciò che penso del fenomeno luminoso, per come si presenta in aree di ricorrenza nel mondo, rimarcando l’importanza della nostra coscienza che deve essere rigorosamente e costantemente unita alla scienza che stiamo cercando di costruire attorno a questi fenomeni luminosi.
[NdR: il resto del lungo ed interessante articolo, le note ed i riferimenti bibliografici, si possono trovare alla pagina web:
Teod1.htm,]
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