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e dei suoi Collaboratori
Numero
6 - Anno 2003
Cerchio nell'Orzo a Ranzano (PN)
a cura di Giorgia Jamila Michieli
gjamila@inwind.it (Ricercatrice Indipendente)
- Pag.6
Il 12 giugno 2003 ho letto in un giornale locale che era stata trovata una nuova formazione in un campo di cereali in provincia di Pordenone. Mi sono recata lì il giorno seguente e, parlando con il sig. D.B. proprietario del terreno, ho saputo che ha rinvenuto lui stesso il cerchio il 3 MAGGIO 2003.
La località è Ranzano, una frazione del comune di Fontanafredda in provincia di Pordenone. Il contadino ha riferito che la formazione può essere stata realizzata solo nelle date 01 maggio o 02 maggio 2003. Il 1 maggio, infatti, il sig. D.B. era stato nelle sue proprietà per lavorare, mentre il 2 non vi si era potuto recare. L’agricoltore non ha notato nulla di strano in quei giorni, né rumori sospetti, né presenze particolari o luci anomale.
Mi ha raccontato che nemmeno i suoi cani hanno dato particolari allarmi.
| Il 3 maggio si era recato in zona per lavorare. Da sopra il trattore, in un luogo poco distante dal cerchio, si è accorto di una sorta di piccola “strada” arata nelle sue terre, precisamente in uno dei suoi campi d’orzo. Incuriosito dal fenomeno e convinto che potessero essere stati i cinghiali a rovinargli parte del raccolto, si è avvicinato alla formazione e solo allora si è trovato di fronte alla bellezza della strana figura impressa nel suo campo di cereali: due cerchi concentrici ed una linea “arata” che li attraversava. |

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Lungo la linea erano presenti tre dischi: due ai vertici dei rispettivi lati opposti della suddetta riga, ed uno nel suo punto medio, il quale è anche il centro perfetto dei due cerchi concentrici. La riga “arata” nella quale era dunque sparito e completamente assente l’orzo è lunga 60 m e, dal racconto del gentilissimo agricoltore, in origine era larga circa mezzo metro, mentre il diametro del cerchio più grande è di 20 m.
Per quanto concerne i due cerchi, invece, il sig. D.B. ci ha raccontato che le spighe erano perfettamente adagiate al suolo in senso orario ed erano tutte intrecciate tra loro. Io purtroppo non ho potuto osservare questo fenomeno in quanto, avendo visitato la formazione un mese dopo la sua comparsa, le spighe erano ormai distrutte dai continui passaggi degli interessati e non al fenomeno.
Nel filmato e nelle foto riguardanti questo crop circle, compare un “camminamento” che in origine non c’era: è stato fatto da alcuni visitatori incuranti della bellezza del cerchio. Pare che nel disco centrale ci fosse una treccia di spighe d’orzo e che se ne sia impossessata la moglie del contadino, ma di questo non ho prova: sono voci circolanti tra le persone incontrate durante la mia visita al luogo. La figlia del contadino mi ha gentilmente cercato, raccolto e regalato tre interessantissime spighe “piegate”, che si trovavano all’interno della formazione.
Osservandole attentamente ho notato come esse non presentino rotture né segni di piegatura artificiale. I nodi sono visibilmente molto allungati e sono piegati ognuno in una direzione diversa. Il numero di nodi per ogni spiga è pari a tre.
Il proprietario del terreno ci ha inoltre descritto alcune particolarità:
La “direzione” della barra rettilinea che collega i due dischi estremi e attraversa i due cerchi ed il disco centrale è esattamente sotto la direzione della pista d’atterraggio degli aerei appartenenti alla base militare di Aviano, la quale dista da lì circa 3000 ÷ 3500 m. Inoltre ci ha spiegato che i militari della base aerea si sono accorti del cerchio in quanto hanno avuto seri problemi con le apparecchiature radio sorvolando la zona in questione. Perciò sono prontamente andati nel luogo ad effettuare numerose indagini e rilievi. Purtroppo il contadino non dispone dei risultati di queste. Gli hanno solo assicurato che quell’orzo non presentava segni di radioattività e che quindi, se voleva, era libero di raccoglierlo.
I carabinieri del luogo si sono recati a prendere visione del crop circle nell’orzo e ad effettuare alcune analisi, i cui risultati non sono tuttavia disponibili.
Piccole e forse irrilevanti stranezze
Ho scattato varie foto all’interno del crop circle ed all’esterno dello stesso: non so come spiegarlo, ma sei diapositive sono risultate COMPLETAMENTE NERE, in altre parole da buttare.

Ci tengo a precisare che m’intendo un po’ di tutte le cose elettroniche e sono bravetta anche con la macchina fotografica, posso quindi assicurare di non aver in nessun modo interferito negativamente con la pellicola. La stranezza è ancor più rilevante in quanto le sei immagini nere sono all’interno della sequenza di fotografie scattata quel giorno e le immagini che precedono e seguono sono perfette.
Oltre a questo fenomeno, me ne è successo un altro abbastanza interessante quanto forse sciocco. Sono andata lì con il mio nuovo cellulare ed uno vecchio. Il più recente è casualmente rimasto nell’auto posta ad una decina di metri dal cerchio, mentre l’altro, che era nel mio zaino, l’ho portato con me all’interno della formazione.
Questo aveva la batteria completamente scarica, almeno prima di visitare il “pittogramma”. Non mi ero accorta di nessuna stranezza se non che, una volta rientrata in auto, ho preso quel vecchio telefonino (Nokia 5110) per effettuare una chiamata: in quel preciso istante ho visto che il display segnava che la batteria era CARICA!
Non completamente, tre tacche su quattro del display, mentre prima ce n’era una sola e il segnale acustico si attivava continuamente evidenziando che la batteria era scarica; cosa che non è successa al ritorno perché si era insolitamente caricata. Dato che ormai era crepuscolo e la temperatura era mite, la ricarica della batteria non può in alcun modo essere attribuita ad un’esposizione a temperature elevate.
Incuriosita, ho controllato anche il mio cellulare, un Siemens A55, ma lui non presentava stranezze (ed è quello che è rimasto in auto finché ispezionavo la formazione). Sono d’accordo sul fatto che quel Nokia (batteria compresa) sia vecchio, però posso assicurare che ha sempre funzionato bene e non sono mai stati rilevati in precedenza fenomeni analoghi.
Domanda e Risposta sui Crop
a cura di Carlo Sabadin -
sabinsky@tiscali.it (Membro
Fondazione Sentinel, Gruppo Camelot, Stargate Group, collaboratore Stargatemagazine)
- Pag.7
D: Gentilissimo Dott. Carlo, seguo con interesse le trasmissioni "Il triangolo dei Bermuda" su Radio Popolare dove, recentemente è intervenuto come esperto in studio e ha affrontato diversi argomenti e tematiche ufologiche. In particolare, nella puntata del 27 giugno, ha fortemente criticato alcuni lavori "riduzionisti" sul fenomeno dei crop circles e ho letto, pochi giorni dopo, un editoriale che la riguardava sul sito "Space Freedom". Poiché su www.mosac.com ha già, in passato, parlato di cerchi nel grano desideravo sapere un suo commento in proposito. Cordiali Saluti Carmelo T.
R: Carissimo Carmelo, il fascino della radio è inequivocabile....Si tratta di uno strumento affascinante che ti trasmette incredibili emozioni. In particolare, la trasmissione su Radio popolare permette di affrontare i più diversi argomenti pur restando nell'ambito "originale", divertente e, a volte, demenziale, del programma. Ma venendo alla tua domanda effettivamente, durante la trasmissione del 27 maggio (ricordo che si possono trovare i file audio nella sezione Download Audio del Sito Centrale Arup, presso http://members.xoom.virgilio.it/ozma/arup ) ho parlato del tentativo - perché di questo si tratta, di un semplice tentativo...fallito- di ridimensionare i lavori (da Levengood ad Haselhoff) relativi ad una "non convenzionalità" del fenomeno. Come reazione a questo mio commento è stato -in tempi estremamente brevi- scritto l'editoriale a cui facevi riferimento. Editoriale di cui mi sono occupato sulla mailing-list ufoitalia_net (nei gruppi yahoo). Ad oggi, questo mio intervento, che ti riporto qui di seguito (in grassetto), non ha ricevuto alcuna risposta.
Data: Mon, 30 Jun 2003 14:16:15 -0000 Da: "csabadin" sabinsky2@.. Oggetto: Re: Space Freedom... & Altro Salve a tutti, sono felice nel constatare l'interesse suscitato dalla trasmissione "Il Triangolo dei Bermuda" che, vedo, è addirittura diventata oggetto di un editoriale sul sito Space Freedom. La redazione e il sottoscritto ringraziano sentitamente. Credo però opportuno, a questo punto, fare qualche piccola e necessaria precisazione per evitare errori che potrebbero -in questo caso realmente!- diventare madornali. In particolare, leggo:
Data: Sun, 29 Jun 2003 10:32:22 +0200 Da: "Margherita Campaniolo" a.deneb@... Oggetto: Space Freedom CUT interventi il cui solo scopo è quello di "crescere" (principio che cerco di fare mio in ogni manifestazione della mia vita) e non quello di "distruggere"; so comunque che le cose non vanno sempre come le desidereremmo o secondo i nostri principi che non è detto siano i "migliori" o che, non necessariamente, debbano coincidere con quelli degli altri.
Premesso che, come ben ricorda la letteratura psicologica, la "percezione, viene, ormai, intesa come un processo di tipo dinamico ed adattativo, nel quale non esiste un atto percettivo e neppure una serie di atti percettivi, ma una sorta di "aggiustamento" messo in atto progressivamente tra il percettore e l'ambiente, il tutto in termini di deduzioni probabilistiche. Premesso tutto ciò (che, peraltro, mostra palesemente i suoi limiti proprio in relazione a tematiche "ufologiche") trovo davvero singolare (per non dire esilarante) considerare "distruttivo" un mio commento ad un lavoro che tende, palesemente ed utilizzando un'ottima campagna pubblicitaria di supporto, a riportare -tendenzialmente a zero- gli articoli -questi sì- scientifici che diversi ricercatori hanno, nel corso del tempo, elaborato e pubblicato -ripetiamolo che non fa male!- su riviste scientifiche di prim'ordine non certamente marginali.... Ricordiamo, poi, che i "rebuttal" -o presunti tali- hanno, almeno in questo periodo, scarsa fortuna.... Comunque sia, la percezione personale è qualcosa di decisamente soggettivo ed, evidentemente, il concetto stesso di distruzione subisce modifiche ed alterazioni in relazione ai tempi, ai modi e alle circostanze. Ma andiamo oltre....
Da http://www.margheritacampaniolo.it/editoriale.htm 29/06/2003 - Non si finiscono mai d'imparare nuove regole della comunicazione! Ho trovato interessante constatare, ascoltando l'altro ieri "Il Triangolo dei Bermuda" di Radio Popolare, come si possa disquisire su un lavoro, legittimamente criticandolo, senza citarlo mai, né per nome né per autore;
FALSO. Forse per colpa dell'ora tarda e di un comprensibile momento di distrazione è sfuggita la puntuale citazione (nome e cognome) dell'autrice. La prima regola -non scritta- della comunicazione suggerisce, infatti, di ascoltare il più attentamente possibile. E' conveniente imparare questa prioritaria "regoletta" prima di passare alle successive.

CUT Per i resto, come annunciato, è stato tutto molto piacevole all'ascolto, in un susseguirsi di condizionali e congiuntivi, modi del verbo di rara bellezza stilistica, che conferiscono al parlare un ché di elegante pur nei naturali confini dei se e dei ma.
Ringrazio di cuore per gli apprezzamenti ma mi preme sottolineare come non si siano usati SEMPRE condizionali e congiuntivi. In particolare, NON sono stati usati quando ho ricordato che le SOLE pubblicazioni scientifiche, relativamente ad un numero esiguo di crop, uscite finora concludono per la NON convenzionalità del fenomeno. Che sono diversi i ricercatori che hanno contribuito in tal senso (possiamo quindi parlare di accordo intersoggettivo) e che, pur mancando la cosiddetta omologazione, sul fronte opposto abbiamo il nulla. Non sono, ad esempio, stati usati condizionali e congiuntivi quando è stato ricordato che il valore scientifico dell'analisi di Nickell e di quelle -riduzioniste- successive è paragonabile a quello di un articolo di "Novella 2000". E ci mancherebbe altro che non fosse così. Come ricorda Haselhoff: "Tale letteratura (quella scientifica...) dimostra quindi che le scoperte di Levengood non possono essere ignorate, in quanto già approvate dall'establishment scientifico. Va da sé che le critiche non possono più provenire dalla stampa o da Internet: la discussione va fatta a livello scientifico, da persone qualificate; mentre riviste, televisione ed Internet non sono i luoghi adatti per la formale comunicazione scientifica. Diverte il fatto che non molti siano a conoscenza di tale meccanismo e si ostinano a prendere in giro Levengood affermando che le sue scoperte sono solo frutto di fantasia, metodi sbagliati e perfino imbrogli deliberati. Comunque, dar loro retta è una perdita di tempo, finché questi commenti non saranno pubblicati su riviste accreditate." Ed arriviamo a Physiologia Plantarum....
Si conferiscono invece a me, in forma intuitiva, ed all'indicativo, affermazioni mai espresse e valutazioni mai effettuate, come su Physiologia Plantarum. Non dubito non ci sia intenzionalità, evidentemente non si è compreso il mio pensiero; se mi sono decisa ad incomodare i redattori della rivista è stato proprio per il grande rispetto che vi porto; volevo comprendere in cosa sbagliassi, come era possibile che realtà scientifiche agronomiche, ugualmente di valore, da me consultate, esperti italiani ma di chiara fama nazionale e non, i migliori e più aggiornati testi, pubblicazioni e ricerche in campo agronomico e la rivista Physiologia Plantarum "dicessero" cose diverse; tutto qui! Chiarissima la risposta ricevuta, su cui Physiologia Plantarum non ha girato attorno, non ha avuto alcun problema ad esprimersi, senza usare, nel farlo, nessun congiuntivo né alcun condizionale. Ero io che equivocavo, ero io a sbagliare, io ad aver capito male e come me credo sicuramente lo abbiano fatto tante altre persone; è stata proprio la suddetta rivista a darmi una nuova e corretta chiave di lettura.
Evidentemente qui abbiamo un problema. Presumibilmente per colpa della "solita" ora tarda e del "solito" comprensibile momento di distrazione. Ciò che è stato affermato in trasmissione è semplicemente che "scoprire" quanto segue...
CUT le carte pubblicate da Physiologia Plantarum sono state sottoposte ad un processo di revisione e sono state giudicate, dai critici e dai redattori, come essere degne di pubblicazione e di interesse ai nostri lettori. Tuttavia, i risultati e le ipotesi presentate negli articoli sono naturalmente interamente quelli degli autori e la nostra pubblicazione di un articolo non significa che il giornale ha approvato le idee presentate. Dopo tutto, la scienza è piena di presentazioni di ipotesi che possono essere verificate o falsificate. A volte abbiamo pubblicato (più o meno simultaneamente) carte che danno delle spiegazioni contraddittorie e opposte a risultati sperimentali simili. Entrambe le spiegazioni ovviamente non possono essere corrette, ma entrambi sono stati giudicati come interessanti.
E’ una ASSOLUTA BANALITA'. In quanto, qualsiasi rivista scientifica, ripeto qualsiasi rivista scientifica, risponderebbe nello stesso identico modo. Se vogliamo procedere con un approccio epistemologico le cose si svolgono così: un ricercatore svolge delle ricerche e pubblica uno studio su di una rivista (scientifica); seguono altri lavori di altri ricercatori (con processo di revisione) o commenti su lavori precedenti (che non necessitano di ulteriori processi di revisioni in quanto l'impianto base -articolo di riferimento- ha già superato i parametri di revisione previsti). Questo si chiama "accordo intersoggettivo" e, in attesa, di omologazione rappresenta lo stato dell'arte sull'argomento oggetto della discussione. Esistono, ad oggi, commenti, lavori, articoli in senso contrario pubblicati su riviste accreditate analoghe? La risposta è NO. Inoltre, alla fine della trasmissione, ad una domanda di un radio- ascoltatore (Teodoro) in cui si insinuava che volessi "denigrare" un lavoro in diretta nazionale ho risposto così: "Qualcuno ha scritto: Physiologia Plantarum non ha un direttore scientifico rigoroso e accogli di buon grado qualsiasi intervento, purché non smaccatamente extraterrestrialista. Dopo Haselhoff, Levengood e Deardorff, quale sarà il prossimo autore a scrivere di crop circle, pensando così di ottenere il crisma (illusorio) dell'attendibilità accademica? Chi ha nel cassetto articoli sui cerchi nel grano, approfitti dell'occasione!" Notare bene: "Qualcuno ha scritto..." e non l'autrice dell'articolo, o la stessa autrice o dello stesso autore leggiamo, ecc. Se quindi l'ultima battuta non è stata pienamente compresa...chiedo venia. Ma pensavo che fosse chiaro. Infine... CUT
Penso di non avere nient’altro da aggiungere; chi ritenesse interessante parlare con me di nodi, di poliembrionia, di fori di espulsione, di allettamento ecc... sono sempre qui, come sempre ho fatto, a disposizione; nessuno ha la verità assoluta ma discuterne è certo importante, molto importante; mi sarebbe piaciuto veramente tanto che l'esperto in studio, il Dott. Carlo Sabadin, avesse sentito il desiderio di farlo con me, così non è stato. Sito, lista e posta privata erano e restano a sua disposizione, amo il confronto.
Anch'io. Come TUTTI possono confermare. Ed infatti, il conduttore ha più volte ripetuto (anche dietro mia sollecitazione) che il diritto di replica è sacrosanto. Ma possiamo ancora fare meglio. L'11 di questo mese, a Pavia, ci sarà una tavola rotonda di ufologi aperta al pubblico dove si discuterà anche di crop. Inoltre, il gruppo Camelot sta programmando una prossima conferenza, dedicata interamente all'argomento, con rimborsi spese per i relatori (o relatrici) più lontani.... Quindi facciamolo questo confronto. Un confronto vero però... de visu, dove tutti possano esprimersi liberamente.... di fronte ad un pubblico. Concludendo, approfitto di questa mail per esprimere la mia totale solidarietà a chi ha recentemente subito attacchi informatici o fastidiosi spam....... Faccio, anch'io parte della famiglia.........oggi, ad esempio, solo 2 virus!! Salutandovi cordialmente e scusandomi se vi ho annoiato chiudo qui il discorso. Anche perchè credo che, davvero, non vi sia altro da dire.
Almeno qui.
Carlo Sabadin
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