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Tutti i numeri
del giornale aperiodico di ufologia "Camelot Chronicles" si possono scaricare gratuitamente
da questo sito in formato PDF e HTML, e si possono trovare in formato cartaceo alle conferenze del Gruppo Camelot
e dei suoi Collaboratori
SPECIALE
CROP CIRCLES
Energia Negativa, Wormholes e Velocità Warp
a cura di Fabrizio Rondina - fabrizio.rondina@tin.it (Presidente Gruppo HWH22 e Membro Gruppo Camelot)
- Pag.6
La costruzione di WormHoles e Velocità Warp richiederebbe una forma di energia molto inusuale. Sfortunatamente le stesse leggi della fisica che permettono l'esistenza di questa "energia negativa", sembrano anche essere un limite a questo comportamento.
Se potrebbe esistere un wormhole, esso sicuramente apparirebbe come un'apertura sferica verso parti distanti del cosmo. Siccome l’eventuale considerazione dei wormholes, non risponde a nessuna legge fisica conosciuta, verrebbe richiesta la produzione di un quantitativo abnorme di energia negativa.
Potrebbe una regione di spazio contenere meno di niente? Il senso comune della logica direbbe sicuramente di no; il massimo che si potrebbe fare sarebbe di rimuovere tutta la materia e tutte le radiazioni, lasciando solo il vuoto. Ma la fisica quantistica ha pure la prerogativa di confondere le intuizioni, e questo caso non è un'eccezione. Una regione di spazio "spenta" può contenere meno di niente. La sua energia per unità di volume (densità energetica), può essere meno di zero.

Inutile dire che queste implicazioni sono alquanto bizzarre. In accordo con la Teoria della Gravità di Einstein, la presenza di materia ed energia avvolge la struttura geometrica di spazio e tempo. Quello che noi percepiamo come gravità è la distorsione dello spazio-tempo prodotta da energia o massa normale e positiva. Ma quando l'energia o massa negativa, distorce lo spazio-tempo, possono verificarsi tutta una serie di fenomeni strani ed inspiegabili: wormholes attraversabili i quali potrebbero comportarsi come tunnel verso altre parti distanti nell'universo; viaggi in curvatura i quali dovrebbero permettere spostamenti veloci nello spazio, macchine del tempo che permetterebbero spostamenti nel passato. L'energia negativa potrebbe anche essere usata per costruire apparecchiature a moto perpetuo, o per distruggere buchi neri. Un episodio per Star Trek non potrebbe chiedere di meglio.
Per i fisici, queste affermazioni suonano come un campanello d'allarme. I potenziali paradossi di viaggio a ritroso nel tempo, come ad esempio uccidere vostro nonno prima che vostro padre sia stato concepito, sono stati lungamente esplorati nella finzione scientifica, e le altre conseguenze dell'energia negativa sono anch'esse problematiche. Essi hanno sollevato una questione d’importanza fondamentale: possono le leggi fisiche che permettono energia negativa, porre qualche limite nei loro comportamenti? E’ stato provato che la natura impone limiti rigorosi sulla magnitudine e la durata dell'energia negativa, la quale (sfortunatamente come dice qualcuno), sembra rendere la realizzazione di wormholes e viaggi warp, molto difficile, se non impossibile.
Prima di procedere oltre, bisogna ricordare e porre attenzione a quello che l'energia negativa NON E'. Non deve essere confusa con l'antimateria, la quale ha energia positiva. Quando un elettrone e la sua antiparticella, il positrone collidono, vengono annichiliti. Il prodotto finale è la formazione di raggi gamma che trasportano energia positiva. Se le antiparticelle sono composte d’energia negativa, potrebbe risultare un’energia finale di valore zero. Non bisogna poi confondere l'energia negativa con quella associata alla costante cosmica, postulata nei modelli inflazionistici dell'universo (Cosmological Antigravity, di Lawrence M. Krauss; SCIENTIFIC AMERICAN, Gennaio 1999), che come costante rappresenta pressione negativa ma energia positiva.
Il concetto di energia negativa non è pura fantasia; alcuni suoi effetti sono stati riprodotti in laboratorio. Essi nascono dai principi di Heisemberg, che richiedono che la densità energetica di qualsiasi campo magnetico, elettrico o altro, possa fluttuare in modo casuale; anche quando essa è di valore zero in media, come nel vuoto, fluttua allo stesso modo. Di conseguenza il vuoto quantistico non può mai rimanere vuoto nel senso classico del termine; è un mare rotolante di particelle "virtuali", spinte spontaneamente in ogni direzione. Nella teoria dei quanti, la classica nozione di energia zero, corrisponde al vuoto con tutte le sue fluttuazioni; così se a volte si riesce di ottenere di smorzare le oscillazioni, il vuoto potrebbe arrivare ad avere meno energia del normale, cioè anche meno dell'energia zero.
Nel quadro generale delle energie negative, è proprio la relatività generale di Einstein a costituire il quadro necessario a capire i fondamenti della fisica del viaggio nel tempo. Le nozioni usuali di spazio e di tempo, in questa teoria, sono fuse insieme, indissolubilmente, in uno spazio-tempo quadridimensionale, la cui geometria dipende, attraverso le equazioni di Einstein, dalla distribuzione di tutte le masse presenti nell'universo, rappresentate dai corpi celesti e dall'ipotetica materia oscura, la cui esistenza è ancora controversa. Anche se i concetti di spazio e tempo, considerati separatamente, non hanno senso di per sé ma soltanto relativamente ad un dato osservatore, è nondimeno possibile definire senza alcun’ambiguità il futuro e il passato d’ogni evento dello spazio-tempo (in parole povere, un evento corrisponde all'assegnazione di un "qua-spazio e di un "adesso-tempo). Dato che la velocità della luce è la stessa per tutti gli osservatori e che nessun segnale viaggia più velocemente della luce, la regione spazio-temporale, di forma conica, che costituisce il futuro di un evento "qua-adesso", è delimitata dai raggi di luce che si propagano, "qua" e "adesso", nello spazio-tempo, simili alle onde circolari che produce un sasso gettato in uno stagno; specularmente si definisce il cono-luce del passato. L'evoluzione nello spazio-tempo di un oggetto che si trova "qua-adesso" (ovvero, la sua linea d'universo) sarà dunque contenuta, nel cono-luce dell'evento"qua-adesso", tanto nel passato, quanto nel futuro.
In base alla teoria della relatività, i viaggi di sola andata verso il futuro sono possibili. Se ad esempio si vuole visitare la Terra tra cento anni, basterà salire su un'astronave, raggiungere una stella lontana poco meno di cinquanta anni luce e tornare indietro, viaggiando ad una velocità pari a circa 99,999946 per cento di quella della luce: al rientro sulla Terra, essa sarà invecchiata di cento anni, mentre il vostro orologio v’indicherà che è trascorso soltanto un anno. Al di là delle limitazioni biologiche e delle insormontabili difficoltà tecniche che possono rendere del tutto irrealizzabile un tale progetto, rimane il fatto che simili fenomeni di "dilatazione del tempo" (previsti da Pierre Langevin già nel 1911 e noti sotto il nome di "Paradosso dei gemelli") sono stati verificati sperimentalmente: si è infatti osservato che le particelle subatomiche instabili vivono tanto più a lungo quanto più la loro velocità è prossima a quella della luce. Ma un viaggio di sola andata nel futuro non è di per sé molto interessante, e forse non è nemmeno definibile propriamente come viaggio: assomiglia più ad uno stato d’ibernazione che ci consente di svegliarci tra cento anni invecchiati appena di dieci, e non ci dà la possibilità di sfruttare le informazioni che acquisiamo sul tempo futuro per migliorare la nostra vita presente, che è la sola che conta.
Affinché i viaggi di andata e ritorno nel tempo siano realizzabili, è necessario che lo spazio-tempo sia abbastanza "curvo da permettere l'esistenza di linee d'universo chiuse (di tipo tempo), seguendo le quali il viaggiatore si sposterà sempre verso il proprio futuro raggiungendo infine un evento appartenente al passato dell'evento di partenza. Un simile percorso risulterebbe naturalmente impossibile in uno spazio-tempo piatto, tanto quanto sarebbe impossibile arrivare ad Oriente navigando verso Occidente se la Terra fosse piatta. Ora, si danno due possibilità: o queste linee d'universo chiuse esistono già in natura, oppure c'è un modo di costruirle artificialmente. In questo senso, una macchina del tempo non è affatto un veicolo più o meno futuribile, quanto un modo di deformare in maniera appropriata lo spazio-tempo.
Un metodo per la produzione di energia negativa, introduce e implica dei limiti geometrici nello spazio. Nel 1948 il fisico olandese Hendrik B.G.Casimir mostrò che 2 piastre metalliche parallele e non caricate, alterano la fluttuazione del vuoto nello stesso modo in cui si attraggono l’un l’altra. La densità di energia fra le 2 piastre fu successivamente calcolata come “negativa”. In effetti le piastre riducono le fluttuazioni nello spazio fra esse stesse; questo genera energia negativa e pressione che spingono le piastre assieme. Più lo spazio si restringe, più aumenta energia negativa e pressione e più le piastre si attraggono l’un l’altra. L’effetto Casimir è stato recentemente misurato da Steve K.Lamoreaux del Laboratorio Nazionale di Los Alamos e da Umar Mohideen dell’Università della California. In modo analogo, negli anni ’70, Paul C.W.Davies e Stephen A.Fulling, allora al King’s College dell’Università di Londra, predissero che un limite mobile così come uno specchio mobile, potrebbero produrre un flusso di energia negativa. [CONTINUA]
[NdR: L'articolo è presente inoltre sul sito del gruppo HWH22 alla pagina web:
http://members.xoom.virgilio.it/acsp/xit/S10_articoli/articoli.html]
Principio di una Ricerca Ufologica: Macugnaga Parte 1
a cura di Emiliano Rizzo - emiliano_rizzo@tin.it (Membro Gruppo Camelot)
- Pag.7
1 Novembre 2003. Ero in compagni di alcuni amici, nonché colleghi, se mi passate il termine, ufologi… parlavamo del più e del meno seduti al tavolo di una birreria e ci imbattemmo nel “lago delle fate”. Uno dei miei amici, infatti, mi raccontò di un sopralluogo nella cittadina di Macugnaga, in Val d’Ossola, ai piedi del Monte Rosa. Tra gli aneddoti che mi riferì un paio colpirono la mia memoria da rimanere bene impressi, alcuni ragazzi del campeggio vicino al lago avevano notato infatti tempo addietro, delle luci che sembravano fuoriuscite dal lago. Interrogati altri abitanti del posto, riuscirono a trovare la testimonianza del macellaio del paese, che confermò anch’egli di aver visto delle luci in prossimità del lago.
Il racconto mi incuriosì e decisi pertanto di fare una breve ricerca su internet riguardo la zona geografica di Macugnaga.
Il primo articolo che trovai, racconta di una storia a fumetti dove pare che l’autore, come spunto iniziale, si sia ispirato ad un fatto realmente accaduto nell’ormai lontano 1972.
“…un radiotecnico affermò di aver incontrato nella località di Monte Moro (sopra Macugnaga, dove si trovava il suo osservatorio) tre esseri biondi e alti due metri, che gli avrebbero fatto intendere di provenire nientepopodimeno da Venere. Dopo avergli lasciato una pietra sconosciuta, simile al quarzo, i venusiani si erano poi infilati all'interno di un disco volante ed erano volati via.”.
Non mi dilungherò su questa e sulle prossime notizie, ma il lettore capirà sicuramente che le basi necessarie per una maggiore indagine erano già presenti dopo il primo articolo trovato. Ma andiamo avanti…
Il secondo articolo è a sfondo soprannaturale, dove cioè non si parla di UFO, bensì di fantasmi e di creature misteriose.
“Sulla strada che porta al Monte Fasce è possibile avere delle esperienze paranormali. Una notte un gruppo d’amici si stava recando sulla cima. Superarono l'incrocio che divide Il Monte Fasce dal Monte Moro e dopo cento metri una donna si parò davanti alla macchina, chiedendo aiuto.
I cinque si fermarono per ascoltarla, senza notare che essa non era andata incontro all'auto sulla strada, bensì si era materializzata di colpo.... D'un tratto scomparve nel buio ed i ragazzi non ne trovarono più traccia. Uno di essi si recò sul posto nuovamente il mattino dopo, per indagare sull’incidente avvenuto la notte prima. Nessuno ne sapeva nulla, tranne una vecchia signora. A sentire i fatti la vecchia scoppiò a ridere. Gli svelò che la figura femminile che aveva incontrato doveva essere lo spettro di una contadina che aveva visto la sua famiglia sterminata dai briganti. Gli disse anche di non preoccuparsi perché su quel monte capitava veramente di tutto. Difatti, oltre a spiritelli vari, qualcuno dice di avere avvistato gli UFO e qualcun altro avrebbe visto addirittura la Santa Vergine.
Un mio amico, una sera mentre percorreva la strada che da Uscio porta ad Apparizione si trovò a passare attraverso un cerchio di fuoco, generato da una figura mostruosa all'altezza del bivio che porta alla grande croce di ferro. La cosa m’incuriosiva moltissimo. Fu così che accompagnato da una mia amica, una notte mi appostai nel parcheggio adiacente al bivio in questione. Dopo circa due ore d'attesa scesi dalla macchina per sgranchirmi le gambe, quando d'improvviso mi trovai circondato da una spessa coltre di nebbia. Fu a quel punto che ebbi l'impressione di essere osservato. Mi voltai di scatto, ma rimasi pietrificato dalla paura perché vidi due occhi rossi come il fuoco che mi fissavano a circa un metro di distanza. La mia amica notò il mio smarrimento e con un urlo mi destò da quell'iniquo torpore. Di scatto entrai in macchina, chiusi la portiera e cercai di metterla in moto ma la macchina sembrava non volesse saperne di partire. Dopo vari tentativi innestai la marcia e scattai via come il vento. Alcune persone sempre sulla medesima strada, raccontano di essersi imbattute più volte in uno strano asino. Che ha di strano? Pare che scompaia subito dopo essere visto, lasciando nell'aria un acre odore di zolfo. Sul Monte Moro più probabile è trovare spettri di militari tedeschi. Restii ad andare in pensione, perlustrerebbero la zona in prossimità delle entrate dei bunker spaventando pastori e coppiette”.
Ed ecco che la vicenda inizia ad infittirsi. Non solo i dischi volanti e i presunti alieni, ma anche incontri ravvicinati con strani esseri, l’odore di zolfo… E arriviamo al terzo articolo, la descrizione di un “fantasma”, una apparizione così “comune” da aver avuto il privilegio di essere il soggetto per un identikit, nome in codice: LA VAINA.
“Una bizzarra signora alta e magra che assomiglia ad una strega e si aggira per i boschi delle valli ossolane. NOME: Vaìna. SESSO: femmina. ALTEZZA: non pervenuta. COLORE DEI CAPELLI: rosso acceso; capelli spesso raccolti in una lunga treccia. ABBIGLIAMENTO: vestito lungo nero, cappello nero, scarpe nere. ANNOTAZIONI: a volte compare sotto le sembianze di un neonato che sembra essere stato abbandonato in un bosco. Quando chi lo trova, impietosito, lo prende in braccio, questo si volatilizza o si trasforma, secondo l’umore, in essere benevolo o malevolo. SEGNI DISTINTIVI: se é di buon umore canticchia. LUOGHI D’AVVISTAMENTO: le montagne dell’Ossola e le alture della provincia nell’ora del crepuscolo. PRECAUZIONI IN CASO DI AVVISTAMENTO: non attraversarle la strada per non suscitare le sue ire. CURIOSITA’: nel dialetto ossolano il piangere continuo del neonato si dice straguainè, vainè o svainè. La Vaìna odia la plastica e ama il legno e la pietra dei luoghi dove vive”.
Ed ecco comparire un altro elemento sonoro… Credo sia un punto interessante, il rumore del presunto bambino che piange e io correggerei in : “come” quello di un pianto, una specie di lamento insomma.Ma proseguiamo nella ricerca. Ecco subito un’altra curiosità… sembra infatti che in questa zona geografica le stranezze non manchino, una notizia del 2000 cita : “alcuni cacciatori dopo aver ucciso una vipera nel bosco sarebbero stati circondati da numerose serpi tra le quali ne compariva una coperta di peli, appunto conosciuta come il serpente-gatto famoso per essere stato avvistato parecchie volte in questa località”.
A questo punto non rimane che citare brevemente le molte leggende folkloristiche della regione. Questi luoghi sono abitati dalla comunità Walzer, ricca di tradizioni culturali. Ne espongo brevemente alcuni esempi secondo me più interessanti:
“Per i piccoli Walser i bambini non erano portati dalle cicogne né li si trovava dietro i cavoli; erano invece i Pubrina, esseri fantastici, a portare nelle famiglie i nuovi arrivati. Durante i primi anni di vita, però, questi esseri miracolosi, diventavano il terrore dei bambini disobbedienti o capricciosi; un po' come l'uomo nero o il diavolo. Molti erano i segnali ritenuti di morte: il gocciolare in casa senza che fuori piovesse, la volpe che ulula o che attraversa la strada volgendo il muso, una porta che si apre d'improvviso, un rullo di tamburo, un bagliore senza che nulla bruci o un improvviso colpo di vento in una giornata assolutamente tranquilla.”.
E proseguendo nelle numerose leggende ci imbattiamo in una in particolare, conosciuta come “La leggenda delle ninfee d’Altillone”.
“Un giorno la giovane Elisabetta stava camminando da Fondovalle verso Altillone per visitare la zia, gravemente ammalata. Giunta sulla riva del laghetto le apparve la Madonna, in piedi al centro delle acque. La Madonna le fece cenno di raggiungerla, ma Elisabetta non sapeva come fare, allora la Signora svolse sul lago un nastro rosa, fino alla riva. Elisabetta camminò su quel nastro fino alla Madonna che allora le disse: “Di ai tuoi compaesani che sul ceppo di Larice ,dove io sono, piantino una croce e sulla riva del lago costruiscano una chiesetta dedicata alla visitazione" . A questo punto la visione sparì. La giovane riprese la strada e, a metà percorso, incontrò la zia che le stava venendo incontro, miracolosamente guarita. Fu iniziata la costruzione della chiesetta ed il parroco, con una barca, mentre tutti i valligiani erano accorsi sulle rive del laghetto, andò a piantare la croce sul ceppo, benedicendo. A questo punto avvenne un altro prodigio: improvvisamente sulle acque sbocciarono a centinaia e centinaia meravigliose ninfee che trasformarono il lago in un giardino. Il popolo di Formazza ritenne da allora quei fiori benedetti ed ogni anno, in occasione della festa della Visitazione, ne coglievano alcuni e li portavano nelle case dove venivano conservati con rispetto e devozione. Purtroppo da alcuni decenni, in seguito a lavorazioni sotterranee di una società elettrica, sono profondamente mutate le caratteristiche naturali del lago e le ninfee sono scomparse”.
Ed eccoci finalmente ritornati al “lago delle fate”, o forse al “lago delle ninfee”, ed eccoci anche giunti alla fine della prima parte della nostra ricerca. Le premesse per un’indagine più approfondite ci sono tutte, ora è tempo per la verifica delle informazioni. Provare a contattare gli autori degli articoli, e forse un primo sopralluogo e con un po’ di fortuna, riuscire magari a rintracciare qualche testimone del posto.
Le domande sono numerose e sicuramente la voglia di saperne di più può solo accrescere la tentazione di continuare la ricerca.
Monte Moro sopra a Macugnaga e il Monte Fasce sono veramente lo stesso luogo geografico? Il racconto di fantasia che inizia con l’incontro ravvicinato con i Venusiani è veramente ispirato ad una storia accaduta o è solo frutto di fantasia? Di chi erano i due occhi rossi come il fuoco che fissavano l’impaurito ragazzo? Cos’è il serpente-gatto? È vero che ci sono state molte persone ad avvistarlo? E la signora alta e magra, chiamata Vaìna?
Nel prossimo numero, vedremo dove gli sviluppi delle indagini ci hanno portato e cosa abbiamo scoperto.
Fenomeni “Fortiani” a Parma e Provincia
a cura di Cristian Vitali - cristian-vitali@libero.it (Membro Centro Studi Fortiani)
- Pag.8
Lo scopo di questa ricerca è stato quello di catalogare i più significativi eventi misteriosi successi nella città ducale e nella sua provincia.
Per comodità, in fase di presentazione, si è scelto di identificare tutti i fenomeni strani sotto il nome di “fortiani”.
Passando invece ad un’analisi più dettagliata, è stato opportuno suddividerli nelle seguenti categorie:
-avvistamenti ufologici.
-racconti e leggende riguardanti i fantasmi;
-strani ritrovamenti;
Avvistamenti ufologici:
16 Agosto 1947, Campore di Salsomaggiore Terme.
Due amiche non più giovanissime, Rosa Maria e Camilla, stavano rilassandosi al fresco della sera (erano le 21.50) presso la villa di quest’ultima.
Ad un certo punto videro sbucare dalla volta celeste due oggetti volanti enormi dotati di luce propria e silenziosi. A detta di Camilla procedevano affiancati sprigionando una specie di bagliore ovattato e non producevano alcun’ombra sul terreno.
Secondo Rosa Maria erano come “palline di gelato sul cono”, con il bordo di colore verde rame e l’interno rosso fuoco, mentre nella parte centrale sembravano argento fuso.
La durata dell’insolito avvistamento fu di un minuto circa.
Estate 1950, Parma.
Una palla luminosa fu avvistata sopra la città alle 12 a.m. di un imprecisato giorno d’estate di quell’anno sopra Parma da diverse persone tra cui Bianca Corradi di Mestre (VE).
Il cugino della signora Corradi riuscì a vedere meglio l’oggetto grazie ad un binocolo e notò che la sfera luminosa rimase immobile sopra la città per alcuni minuti fino a che scomparve improvvisamente. |

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Maggio 1977, Parma.
Testimone di questo strano avvistamento è il signor R. E. di 34 anni che una mattina di maggio del 1977 si trovava con la madre in Piazza della Ghiaia per delle spese.
Ad un certo punto vide una specie di riflesso nel cielo ed osservando meglio si accorse che proveniva dai vetri, simili ad oblò, di una sfera di colore amaranto chiaro che stava evoluendo sopra la sua testa.Le dimensioni della strana sfera erano di poco inferiori a quelle della Luna piena e la sua direzione era dal Ponte Verdi verso il centro della città.
Durante il suo movimento nel cielo (ad una velocità poco superiore a quella di un aereo da turismo) non si udivano rumori e l’oggetto pareva ruotare su se stesso in senso antiorario.
Prima che la sfera sparisse dalla sua vista, il testimone riuscì a vedere che gli oblò apparivano di colore azzurro chiaro.
7 Agosto 1977, Parma.
Il dr. Gennaro Virgillo, laureato in legge e già vice-intendente di finanza, stava guardando la tv insieme alla moglie nella sua casa in Via Garibaldi 46, quando ad un certo punto le immagini hanno cominciato a saltare rapidamente.
Nel frattempo i due criceti del dr. Virgillo, che fino a quel momento stavano scorrazzando per casa, si fermarono in un atteggiamento di guardia come se avessero sentito qualcosa. La moglie, scocciata per l’inconveniente televisivo, si diresse quindi verso la porta finestra dove c’era il terrazzo e cominciò a guardare all’esterno fino a che vide qualcosa d’anomalo e chiamò il marito.
Il Virgillo esterrefatto vide in cielo un vero e proprio disco volante che scivolava nell’aria come una foglia morta. La sua forma era quella classica a cupola, inoltre era dotato di oblò laterali di colore beige, un bordo tutt’attorno e non emetteva alcun rumore.
Il giorno dopo l’avvistamento una persona anziana rivelò ad un altro condomino di aver visto un “esserino scimmiesco” che si aggirava tra le auto.
13 Settembre 1980, Borgo Val di Taro.
Strano avvistamento quello accaduto alla signora R.R. (25 anni) che alle 20.15 dalla sua casa a Brunelli di Borgo Val di Taro vide una colonna di fuoco seguita da una scia di bagliori luminosi, cadere perpendicolare dietro le colline di Buzzò, località a circa sei-sette km di distanza.
Vennero subito dopo uditi 3 boati di cui l’ultimo molto più forte degli altri due.
Tutto faceva pensare ad un aereo precipitato ma le ricerche durate tutta la notte, ad opera dei Carabinieri e della Guardia forestale di Borgotaro e di Zeri , non portarono a nessuna conclusione.
Dal 13 Maggio 1982 fino al 30 Aprile 1983, Lesignano Bagni.
In questo lasso di tempo un giovane, che ha voluto mantenere l’anonimato, ha avuto (a suo dire) diversi contatti telepatici con delle non ben precisate entità.
A dimostrazione di ciò che diceva il giovane, vi sono alcune suggestive fotografie riguardanti delle strane luci nel cielo.
Durante i contatti si manifestavano anche, a detta del giovane, degli effetti paranormali.
Dopo il 1983 pare che il contatto con queste entità sia terminato.
6 Giugno 1983, S. Martino di Valmozzola.
Alle ore 22.55 il signor G.S. in compagnia della moglie e del cognato, si trovava nel cortile della casa dei suoceri quando decisero di avviarsi verso la loro auto per fare ritorno alla propria abitazione.
Ad un certo punto la signora vide uno strano oggetto evoluire nel cielo, si trattava di una specie di sigaro metallico (alluminio lucido) che emanava una luce argentea brillante ed aveva un faro rosso sul davanti.
La provenienza dell’oggetto era da sud-ovest e transitò ad altissima velocità in linea retta, lasciando una scia sottile di colore argento con una fascia centrale rossa.
Nessun rumore si udì.
La durata dell’avvistamento è stata stimata in circa 10 secondi e l’altitudine dell’oggetto (comparso a circa 60° di altezza sopra il bosco e scomparso a nord-est dietro i monti) in circa 400 m.
Le sue dimensioni erano di circa 30-40m di lunghezza per 5 di altezza e la sua forma a sigaro terminava con una specie di imbuto nella coda.
Il signor G.S. , parlandone con i colleghi al lavoro, sentì diverse testimonianze di persone che avevano avvistato l’oggetto nei pressi di Noceto ed ancora qualche mese prima nella zona della Lunigiana.
18 Febbraio 1988, Parma zona Campus Universitario.
Alle 12.30 di domenica mattina A.P., fotografo professionista di 55 anni, stava tornando in città proveniente da Langhirano insieme al fratello che era alla guida dell’auto.
All’altezza del Campus Universitario la sua attenzione è stata attirata da un oggetto, posto ad una distanza di circa 1 km sulla destra, che si trovava a 30° di altezza immobile sopra un gruppo di case.
Lo strano “velivolo” era a forma di fuso, ad ellisse molto schiacciata, di color grigio-piombo e di dimensioni simili a quelle di un enorme dirigibile ma con le estremità appuntite e senza la gondola sottostante.
Dopo aver avvertito il fratello della presenza dell’oggetto nel cielo, A.P. lo pregò di accostare per poter meglio osservare lo strano velivolo.
Quando il traffico permise la sosta dell’auto, i due fratelli notarono abbastanza stupiti che l’oggetto poco prima osservato era scomparso.
6 Agosto 1989, Cozzano.
Questo caso non è da considerarsi esattamente come un “avvistamento ufologico” ma appartiene (o potrebbe appartenere) alla fenomenologia conosciuta col nome di “crop circles”, che comunque ha una certa correlazione con l’ufologia.
In quella data un contadino di Cozzano, Tullio Biondi, scoprì in un prato coltivato ad erba medica un cerchio perfetto di 4 m di diametro.
L’agricoltore era sicuro che il giorno precedente la figura sul terreno non fosse presente.
Il cerchio ritrovato presentava uno spessore nella circonferenza pari a 15cm ed aveva gli steli più verdi e più freschi rispetto a quelli secchi e ingialliti dell’esterno e dell’interno.
16 Dicembre 1991, Parma.
Una studentessa universitaria, Manuela B., stava studiando nella sua camera quando vide dalla finestra una figura antropomorfa che stava volando.
In un primo momento la ragazza scambiò l’essere per un uccello di grosse dimensioni, poi osservandolo in maniera più accurata scoprì che si trattava di un essere vestito come un astronauta con una tuta verde cupo e un po’ grinzosa.
Aveva una testa tozza e rotonda contenente due occhi o fari rossi lampeggianti.
Il presunto “umanoide volante” si muoveva molto lentamente girando la testa come un robot e lampeggiando gli occhi.
La ragazza abbastanza scossa dall’avvistamento cercò di vedere se in strada c’erano altre persone che stavano osservando la scena, ma visto che non c’era nessuno corse a prendere la macchina fotografica e scattò una foto.
L’essere però si era già allontanato e Manuela notò una nuvola grigia, dalla strana forma oblunga, da cui partirono due sottilissimi raggi di luce che colpirono il presunto “umanoide” facendolo svanire.
3 Giugno 1992 Sala Baganza.
Una famiglia di Sala Baganza è stata testimone di un incredibile avvistamento ufologico in questa data alle ore 22,15.
I.V. 48 anni marito, A.S. 40 anni moglie, E.V. 9 anni figlia e S.V. 7 anni figlio, hanno assistito alle evoluzioni di un velivolo sconosciuto di forma romboidale.
L’oggetto sembrava scandagliare con due proiettori accecanti il suolo, poi si è avvicinato in silenzio alla casa e si è posizionato sopra il tetto di essa.
In quel momento il marito ha preso una videocamera per riprendere la scena ed il velivolo ha spento i fari centrali ed acceso altri laterali più piccoli (rossi e verdi) sfrecciando via a velocità incredibile e producendo un fortissimo rumore assordante.
20 Febbraio 1993, Parma.
Alcuni abitanti di Via Jenner hanno visto volare, durante la sera, uno strano oggetto luminoso in direzione Pontetaro.
L’oggetto avvistato sembrava incandescente ed a forma di triangolo, ed alcuni testimoni hanno giurato di averlo visto sorvolare la città anche la settimana prima.
I centralini del quotidiano locale “La Gazzetta di Parma” sono stati tempestati di telefonate di persone che hanno visto lo strano oggetto.
14 Marzo 1993, Parma.
Presso l’Aeroclub “G.Bolla” di Parma stavano volando alcuni velivoli intenti a fare diverse acrobazie ed alcuni paracadutisti stavano scendendo dal cielo quando un testimone oculare, che ha voluto mantenere l’anonimato e che stava osservando la scena, ha visto un oggetto luminoso di forma cilindrica sorvolare lentamente la parte di cielo sopra l’hangar riservato alle attrezzature dei paracadutisti.
Il testimone è riuscito a scattare un paio di fotogrammi prima che l’oggetto sparisse.
L’avvistamento fu fatto all’incirca alle 16.45.
17 Novembre 1994, Berceto.
Verso l’1.30 di notte alcuni abitanti riferirono di aver avvistato un oggetto luminoso di forma ellittica e di colore per metà bianco-azzurro, e per metà verde brillante, muoversi in direzione del monte Genesio.
Un metronotte in servizio sulla A-15 ha segnalato di aver osservato un’intensa luce sbucare dalla nebbia.
19 Luglio 1996, Parma.
Alle 23.25 un aereo della Mistral Air, il BAE146 -TNT Traco comandato da un pilota con 15000h. di volo, stava iniziando le procedure di atterraggio presso l’aeroporto G.Verdi.
A circa 2000 metri di quota il campo visivo della carlinga è stato attraversato da destra verso sinistra da uno strano oggetto luminoso di colore arancione, dotato di anello e seguito da una lunghissima scia che brillava di luce propria.
La durata del fenomeno è stata di 20-30 secondi.
Secondo i due piloti del velivolo la lunghezza della coda dello strano oggetto doveva essere di più di 2 km, la sua velocità dieci volte superiore a quella di un normale aereo e la sua altezza pari a 15000m.
L’oggetto è anche stato filmato da una troupe televisiva che stava girando un film presso il centro commerciale di Collecchio.
Il Cameraman accortosi dell’oggetto volante ha girato la sua telecamera ed immortalato 5-7 secondi del suo volo.
30 Luglio 1996, Roccamurata (Val Taro).
Quella sera, alle 22.45, la famiglia del capostazione sovrintendente del compartimento di La Spezia, sig. M.B., si trovava in cucina ed aveva appena finito di cenare.
Ad un certo momento la lampada della stanza subì un calo di tensione e la luminosità si ridusse notevolmente fino a presentare un colore rossastro molto lieve senza tuttavia spegnersi.
La moglie del capostazione, signora R.B., si affacciò alla finestra per vedere se anche alle luci presenti fuori dalla casa fosse accaduto lo stesso fenomeno, e con molto stupore vide un luce di forma discoidale, a contorni netti, di colore bianco-lattiginoso, emanante luce propria che non proiettava ombre al suolo.
Le sue dimensioni erano appena inferiori ad ¼ della luna piena.
La luce giunse molto lentamente e senza produrre alcun rumore dalla frazione di Gorro, seguendo per così dire la linea elettrica ENEL di media tensione.
Dopo poco più di un minuto la luce è scomparsa dietro la vegetazione dei monti di fronte e dopo un altro minuto la tensione della corrente è tornata normale.
L’avvistamento è durato all’incirca 4 minuti.
16 Agosto 1996, Passo della Cisa.
S.P., cameriere, stava tornando alla propria abitazione a Pontremoli alle 23.50 dopo il turno di lavoro.
Durante il tragitto la sua attenzione fu catturata da uno strano “diamante” o “trottola luminosa”, di colore arancio chiaro, delle dimensioni di ¼ di luna piena che si stava dirigendo ad alta velocità verso il ripetitore di telefoni cellulari, sul Monte Cucchero.
In un primo momento S.P. pensò ad una stella cadente, poi vide con molto stupore che l’oggetto cominciò a decelerare fino a fermarsi per 3-4 secondi sulla zona sovrastante il ripetitore.
Poco dopo l’oggetto è scomparso ad altissima velocità.
Ottobre 1996, Valera.
Un venerdì sera dell'ottobre 1996 (verso le ore 21:00), un commerciante di Parma mentre percorreva con la sua autovettura la strada di Valera (PR) vide sulla sua sinistra alcuni triangoli luminosi che giravano formando un cerchio.
A detta del testimone questi triangoli lo avrebbero inseguito per tutto il lungo il rettilineo.
Il commerciante pensò inizialmente che le luci fossero i fari di una discoteca, poi si accorse che non erano presenti i fasci luminosi ed il movimento pareva intelligente, quindi decise di fermarsi per osservare meglio il fenomeno.
Si fermò nei pressi di un abitazione in cui vide una persona all’esterno intenta a osservare lo stesso fenomeno.
I triangoli, sempre disposti a cerchio, si fermarono di fronte a loro spostandosi per 3-4 volte a sinistra e a destra con traiettoria orizzontale, questo movimento impaurì i due che scapparono.
Dopo circa un’ora il commerciante tornò sul posto ma non vide più nulla.
Il giorno seguente avvisò telefonicamente il giornale locale, il quale sostenne che analoga segnalazione era giunta da più persone, ma era spiegabile con un fascio di luce proveniente da una discoteca.
La spiegazione non convinse il testimone in quanto pareva che le luci l’avessero inseguito, inoltre lui era un frequentatore delle discoteche romagnole e sapeva riconoscere le luci che di solito vengono proiettate.
Il fenomeno durò una quindicina di minuti e non si udirono rumori di sorta.
2 Marzo 1997, Berceto.
Una famiglia di 3 persone stava facendo rientro dal mare quando, tra le 18.00 e le 18.20, sulla A15 all’altezza di Berceto dovette rallentare la propria corsa causa alcuni lavori sulla carreggiata.
In quel frangente riuscirono a scorgere nel cielo, al di sotto di un aereo di linea, un oggetto emisferico di colore grigio e di lucentezza metallica, che alternò fasi luminose ad altre scure, volando da ovest a est.
Il misterioso oggetto, di grandezza “a braccio teso” di 3 cm, non emetteva alcuna scia.
Ad un certo punto il suo movimento si fece alquanto strano, infatti cominciò ad accelerare, a bloccarsi, a stazionare sulla verticale delle corsie autostradali ed infine a sparire a tratti.
L’auto della famiglia, poi ,si immise in una galleria e l’oggetto fu quindi perso di vista, ma incredibilmente ricomparve 15 minuti più tardi all’altezza di Medesano emettendo una luce bianca fissa nella parte inferiore.
La prima parte dell’avvistamento durò all’incirca 3 minuti, mentre la seconda (dopo la galleria) 5.
17 Aprile 1997, località Crociletto.
Alle ore 22.00, nel tratto di strada che collega Soragna a Ragazzola, tre ragazzi in auto notarono nel cielo verso sud-est una luce particolarmente luminosa che diminuì gradualmente di intensità fino a scomparire nell’arco di 3 minuti.
Poco dopo comparve nella stessa direzione, ma ad un altitudine leggermente inferiore, un oggetto strano che sembrò dirigersi verso l’auto dei ragazzi.
Uno di loro, Federico R., fermò l’auto e spense il motore per osservare la vicenda.
Nel completo silenzio fu visto un oggetto dalla forma triangolare con l’angolo al vertice ottuso e provvisto nella parte inferiore di tre luci fisse, una bianca, una viola ed una rossa.
L’altezza del presunto velivolo era di 250m.
L’oggetto poi mutò direzione allontanandosi con accelerazione costante verso nord-ovest.
20 Aprile 1997, Passo della Cisa.
Il sig. L.B., collecchiese, stava rientrando verso Parma da Aulla quando alle 23.00, sul tratto di A15 all’altezza del Passo della Cisa, vide un oggetto tondeggiante, di forte intensità luminosa color giallo arancio che procedeva ad elevata velocità da ovest verso est.
L’oggetto si fermò in corrispondenza di una montagna posta sulla destra rispetto al testimone, ed iniziò a ruotare su se stesso compiendo un avvitamento di 360° in senso antiorario.
Il velivolo, poi, scomparve.
La durata dell’avvistamento è stata all’incirca 4-5 minuti.
30 Agosto 1997, Parma e provincia.
Tra le 21.30 e le 22.00 diverse persone a Parma ed in provincia osservarono uno strano oggetto luminoso, di colore verde brillante, con fascia orizzontale più intensa, che roteò su se stesso e compì una repentina virata ascensionale.
La sua traiettoria era sud-sud-est/ ovest-sud-ovest, per una durata di osservazione di circa 10 secondi.
10 Settembre 1997, Appennino tosco-ligure-emiliano.
Alle ore 18.29 un tremendo boato su udì in una vastissima zona comprendente l’Appennino tosco-ligure-emiliano.
Nella mezz’ora successiva al boato incominciò un’operazione di ricerca, coordinata dal centro SAR di Padova, per recuperare un ipotetico velivolo schiantatosi nella zona.
Nonostante all’operazione partecipassero 4 elicotteri, la Stazione Carabinieri di Borgotaro con un Land Rover, la Protezione Civile con veicoli speciali, Guardie Forestali, Guardia di Finanza e unità Cinofile, per un totale di 200 persone, non fu trovato nulla.
Perlomeno a livello ufficiale.
Rimase, quindi, il mistero di cosa fosse successo in quella zona dell’Appennino.
16 Giugno 1998, Collecchio.
Alle 22:15, in una sera nuvolosa e piena di lampi, una famiglia osservò dalla finestra della loro casa uno strano oggetto luminoso bianco contornato da un alone rossastro.
L’oggetto stazionò fisso di fronte a loro per 2 minuti fino a quando si spostò di scatto in verticale sdoppiandosi in due sfere luminose.
Dopo pochi secondi le sfere scomparvero.
22 Agosto 1998, Collecchio.
Erano le 23.00 circa quando un ferroviere stava passeggiando nel proprio quartiere e rimase attonito avvistando una luce bianca rotonda molto intensa che “svirgolò” lasciando una scia, per scomparire dietro ai tetti delle case.
La sfera, delle dimensioni della luna piena, era contornata da un alone rossastro.
La durata dell’avvistamento fu di 10 secondi.
13 Ottobre 1998, Collecchio.
Un impiegato, mentre stava tornando a casa dopo il lavoro, osservò nel cielo un oggetto ovoidale argentato che effettuava una traiettoria non lineare e oscillava lateralmente.
In un primo momento pensò ad un aereo, poi l’assenza di rumore e lo strano movimento fecero dubitare il testimone.
L’oggetto scomparve dopo poco dietro ai tetti delle case.
A rafforzare l’avvistamento ci furono anche le dichiarazioni del padre dell’impiegato e della zia che dissero di avere visto anch’essi lo strano velivolo.
7 Novembre 1998, Parma.
Due signore uscirono dal teatro Regio, verso le ore 24.00, e notarono nel cielo una grossa luce di colore bianco intenso e di forma circolare che con traiettoria verticale e zigzagante scomparì dietro ai tetti delle case.
La durata dell’avvistamento fu di pochi secondi.
29 Gennaio 1999, Sanguinaro.
Nella notte tra venerdì e sabato, erano infatti le 00.30-01.00, i passeggeri di due macchine che percorrevano la Via Emilia, all’altezza di Sanguinaro osservarono nel cielo una luce molto luminosa di colore arancione con sfumature rossastre che sfrecciò con andamento irregolare.
La durata dell’avvistamento fu di pochi istanti.
23 Giugno 1999, Parma.
Era mercoledì verso le 9.00 circa, quando un automobilista che si trovava sulla tangenziale nord vide un’intensa luce nel cielo.
L’uomo accostò l’auto per poter osservare meglio la stana luce, che in un primo momento fu scambiata per il riflesso sulla superficie metallica di un aereo.
In realtà il testimone ha affermato, dopo aver osservato con calma l’oggetto, che si trattava di uno strano velivolo a forma di “cappello da prete” con una cupola ben definita.
Il colore dell’oggetto era argenteo vivo e non emetteva rumori.
Il velivolo sparì quindi ad altissima velocità dall’inceneritore della Tangenziale verso Baganzola.
25 Luglio 1999, monte Sillara, Appennino parmense.
Alle 10.30 di domenica mattina A.P. (avvocato) insieme alla sua ragazza ed alcuni amici, stavano camminando sul sentiero che porta al monte Sillara quando videro davanti a loro, a circa 50-60 metri, quattro globi (per alcuni di loro erano 5) di luce bianco latte che saltellavano e si rincorrevano.
Tutto ciò successe a pochi metri dal suolo, fino a che le luci (grandi come un pallone da calcio) non scomparvero tra le nuvole basse.
Uno dei testimoni (C.C.) ricordò che nell’agosto 1998 ci fu un evento molto simile sul monte Navert, situato a fianco del monte Sillara, in cui diversi globi piroettavano in pieno giorno.
26 Luglio 1999, Fornovo.
Alle 19.30 di Lunedì A.F., istruttore di nuoto, stava uscendo dalla piscina comunale quando vide a bassa quota in direzione Parma est un fuso “traslucido” color cielo, delle dimensioni di un aereo 747, che procedeva con direzione sud-nord ad alta velocità senza produrre alcun rumore.
Lo strano velivolo non lasciò dietro di se la consueta scia di condensazione (tipica degli aerei) e sparì alla vista in 7-10 secondi.
26 Settembre 1999, Langhirano.
Alle 23.30 di sabato, alcuni amici stavano tornando dopo una sera passata in compagnia, quando all’altezza della provinciale che da Langhirano porta verso Parma notarono in direzione ovest un oggetto di forma sferica color giallo arancio, molto grande e dai contorni netti, il quale i 3 secondi precipitò verticalmente scomparendo dietro le colline.
La sera stessa, alla medesima ora, diverse persone radunate nella piazza di Collecchio avrebbero osservato lo stesso fenomeno.
8 Ottobre 2000, Langhirano.
Anche questo caso non si riferisce ad un avvistamento ufologico ma appartiene alla presunta casistica dei crop circles.
Domenica 8 ottobre un privato cittadino che stava passeggiando tra le colline sopra Langhirano ha notato una figura impressa nell’erba di un campo.
Il signore ha contattato alcuni esponenti del gruppo di ricerca ufologica C.I.U.C. di Parma, i quali sono giunti sul posto ed hanno potuto vedere di persona la strana forma sul campo.
Si trattava di 3 cerchi di erba fresca, alta pochi centimetri, uniti da una retta in un campo non coltivato formato principalmente da “erbacce” che risultavano bruciacchiate in corrispondenza dei contorni dell’immagine.
La forma della strana figura è paragonabile al classico crop circle definito “manubrio”.
La sua lunghezza totale era di 23,5m ed era formata da un cerchio di 5,80m di diametro, collegato da una retta di 66cm di larghezza ad un altro cerchio di 5,40m di diametro, collegato lui stesso dalla stessa retta ad una altro cerchio più piccolo.
Di fianco a quest’ultimo (sulla destra) c’era un cerchio quasi delle stesse dimensioni (leggermente più piccolo) spostato di alcuni centimetri in avanti.
Non è stato possibile stabilire la natura della strana figura nel campo.
23 Aprile 2001, Parma.
Verso le 3.30 di notte un signore stava uscendo dalla sua officina per rientrare nella casa che si trova adiacente ad essa a pochi metri, nello stesso cortile.
Ad un certo punto la sua attenzione è stata attirata da un fruscio abbastanza forte, tipo sibilo, che gli ha fatto volgere lo sguardo verso la strada.
In quel momento un oggetto, simile ad una stella cadente, si stava dirigendo da nord a sud ad elevata velocità.
La durata dell’avvistamento è stata un paio di secondi circa.
17 Giugno 2001, Panocchia.
Verso mezzogiorno un’insegnante di scuola materna osservò a distanza di 8km un oggetto volante di forma oblunga e di colore argenteo, di circa 30 metri di dimensioni.
Lo strano velivolo, che rifletteva la luce del Sole, procedeva a lentissima velocità senza emettere rumore.
8 Luglio 2001 Parma.
Alle 23.30 di domenica una giovane coppia stava percorrendo la strada che collega Via Emilia Ovest a via Cremonese quando videro, in zona Ente Fiere, tante luci rosse disposte in modo circolare tipo ruota panoramica da Luna Park che si spegnevano contemporaneamente.
La distanza dello strano oggetto dalla giovane coppia era all’incirca 1 km e la durata dell’avvistamento è stata di un paio di secondi.
Nessun rumore fu udito.
14 Luglio 2001, Solignano.
Verso le 22.45 di sabato un ragazzo, che stava passeggiando intento a guardare il cielo, notò un oggetto luminosissimo di colore giallo intenso di circa 3 metri di diametro.
La sua forma era piuttosto strana, infatti era una specie di semisfera con due ali o grandi fasci luminosi in basso.
L’oggetto cambiava gradualmente colorazione, passando dal giallo scuro molto intenso e luminoso al giallo chiaro.
Dopo pochi minuti un altro oggetto, identico al primo, provenne dalla sinistra, passò dietro al primo e successivamente si posizionò a destra del corpo luminoso.
Tutto questo durò all’incirca 3-4 minuti fino a che il secondo oggetto svanì dietro la collina, mentre il primo restò sempre immobile nel cielo.
Il ragazzo quindi rientrò in casa e fece notare l’oggetto nel cielo anche alla madre ed al padre e prese, poi, un cannocchiale per poter meglio osservare il tutto.
La semisfera luminosa, di grandi dimensioni, non produceva alcun rumore ed il silenzio della scena era rotto solamente dall’abbaiare di alcuni cani presenti nella zona.
Il ragazzo uscì ancora di casa verso la mezzanotte e notò che l’oggetto stazionava ancora immobile nella stessa posizione.
Il giorno seguente ci furono altre persone (2 donne) che dissero di aver osservato, a 5 km di distanza dall’abitazione del ragazzo, lo stesso oggetto.
Aprile 2002, Bazzano.
Questo caso, come alcuni dei precedenti sopraccitati, si riferisce ad una traccia al suolo anomala e non ad un avvistamento ufologico classico.
Claudio Dall’Aglio (vicepresidente del gruppo Galileo di Parma) su segnalazione di un conoscente si recò a Bazzano, vicino a Traversetolo, per analizzare una traccia circolare presente in un campo.
Si trattava di una specie di anello di 2 metri di spessore per un diametro esterno di 12 metri circa e interno di 8 metri.
L’erba dell’anello era decisamente più bassa rispetto all’interno e all’esterno.
Il campo su cui era impressa la traccia era sulla sommità di una collina in pendenza 7-8% ed era lasciato da anni incolto con una crescita spontanea di erba.
Tutt’intorno erano presenti dei germogli di quercia che analizzati presentavano dei tagli netti sulla sommità dei rametti, come se fossero stati incisi con un taglierino.
La figura, come del resto tutto il campo, non presentava alcun segno di schiacciamento.
Fu svolto, quindi, un secondo sopralluogo nel Luglio dello stesso anno per vedere se con la crescita dell’erba la figura fosse risultata più netta.
Ed in effetti il cerchio era diventato un “ferro di cavallo” con l’erba che sembrava bruciacchiata dal sole mentre quella all’interno ed all’esterno era cresciuta normalmente.
I rametti delle querce ,che presentavano i tagli al primo sopralluogo, sembravano far spuntare un germoglio.
L’origine della traccia rimase ignota.
20 Settembre 2002, Borgotaro.
Alle ore 19.00 due sorelle, Simona (veterinario di 31 anni) ed Elisa Del grosso (studentessa di 21 anni) hanno visto nel cielo, sopra il paese, uno strano oggetto luminoso che stazionava immobile.
Hanno preso un binocolo al quale è stato applicato un filtro rosso, ed hanno quindi potuto osservarne la forma che era a triangolo a testa in giù, con le punte arrotondate e di una luce intensissima.
Grazie all’ausilio di una macchina fotografica amatoriale le due sorelle sono riuscite a scattare alcune foto allo strano oggetto.
Una cosa molto interessante di quest’avvistamento è che un oggetto molto simile è stato osservato alla stessa ora e nello stesso giorno anche a Genova, Gavi di Alessandria e Rimini.
I casi più eclatanti di Parma e provincia terminano con quest’avvistamento del settembre 2002.
Questa ricerca verrà aggiornata ogni qualvolta verremo a conoscenza di un nuovo fenomeno fortiano, attuale o del passato, successo nella nostra zona e non ancora presente nell’elenco.
Racconti e leggende riguardanti i fantasmi:
Fantasma di Felegara.
In Via Marchi a Felegara c’è una casa diroccata conosciuta dalla gente locale come “casa degli scheletri” o anche “casa del diavolo”. In quest’abitazione furono trovate nel 1965, durante dei lavori nelle cantine, delle ossa umane ed un teschio.
La leggenda dice che questi resti appartenessero ad una bella signora che abitava la casa nel passato e che fu protagonista di una macabra vicenda.
Infatti questa donna, che aveva il marito in guerra, durante la battaglia di Fornovo tra lombardi e francesi se ne andò tra i cadaveri dei soldati a rubare soldi e oggetti preziosi , quando trovò un ferito che portò a casa e curò. Tra i due nacque poi, con il passare del tempo, una relazione ed ebbero anche un figlio.
Dopo diversi anni, però, il marito della donna tornò a casa e in un impeto d’ira per aver visto la donna con un altro uomo e con un figlio, uccise la moglie ed il bambino.
Diverse persone giurano che in quella casa, teatro della tragedia sopraccitata, sono stati uditi verso la mezzanotte rumori di cavalli al galoppo e urla di dolore. Vi è anche chi ha affermato di aver visto durante la notte una donna bionda fuggire con un bambino in braccio inseguita da un cavaliere intento a maneggiare una spada affilata.
I soldati di Federico Barbarossa a Noceto
Nei pressi di Noceto vi sono dei ruderi detti “Muroni”, per lo spessore delle mura, appartenenti ad una rocca medievale distrutta da eventi bellici. Attorno ad essa vagherebbero tuttora gli spiriti dei soldati di Federico Barbarossa, reduci dalla sconfitta di Legnano ad opera della lega cattolica. Molta gente ha affermato di sentire rumori metallici come spade che cozzano fra di loro, urla e ombre che si rincorrono.
Addirittura vi fu un ingegnere, tale Renzo Guidi, che nel 1971 alle 22:15 del 12 dicembre fu protagonista di un evento stranissimo e tuttora non spiegato. In compagnia della moglie il Guidi stava tornando in macchina da un casolare, quando l’auto ebbe un guasto all’impianto elettrico. Scese per controllare l’entità del danno e vide poco lontano da loro un banco di nebbia solitario.
La cosa incuriosì i due coniugi che si fecero avanti verso il banco di nebbia e videro, esterrefatti, una decina di guerrieri seduti a terra intorno al fuoco affiancati da alcuni cavalli che stavano pascolando.
Sentirono un suono prolungato di corno a cui fece risposta con un altro corno uno dei guerrieri seduti intorno al fuoco. Nel giro di pochi istanti nel posto arrivarono decine di altri guerrieri a cavallo, tutti muniti di spade, corazze e scudi. I coniugi provarono a toccare lo scudo di uno di questi guerrieri, ma non trovarono alcuna resistenza al tatto e si resero conto di trovarsi di fronte a delle entità inanimate, dei fantasmi.
La scena durò alcuni minuti fino a quando la nebbiolina non svanì.
Il Fantasma di Bardi.
Il Castello di Bardi è una struttura risalente all’anno 898 e fu costruito per difendere gli abitanti del posto dalle incursioni degli Ungari. Durante i secoli il castello fu modificato nelle sue parti principali fino a che non venne acquistato da Umbertino Landi nel 1257 che lo trasformò nella splendida fortezza che possiamo ancora ammirare.
Nel ‘400 il comandante delle guardie della fortezza, tal Moroello, partì per la guerra lasciando Soleste, sua moglie, al castello in attesa del suo ritorno. Un giorno la moglie vide dei soldati che si stavano avvicinando alla fortezza e notò che portavano gli stendardi dell’esercito nemico. Presa dal panico e disperata per la presunta morte del marito si gettò dalle mura del palazzo e morì.
In realtà i soldati che vide non erano nemici, tutt’altro, infatti costituivano l’armata di Moroello, suo marito, che stavano tornando al castello con i trofei di guerra (gli stendardi nemici). Quando Moroello seppe della morte della moglie si suicidò a sua volta.
La leggenda giunta fino ai giorni nostri dice che tra le mura del palazzo continui a vagare il fantasma di Moroello e che inoltre ci sia un’altra entità strana appartenente ad un ramaio torturato e ucciso a causa della sua relazione con la moglie del feudatario.
In merito al fantasma di Moroello è interessante segnalare che un gruppo parapsicologico di Bologna (Il C.S.P.) ha effettuato diverse indagini ed avrebbe rilevato con strumenti scientifici la presenza di un fantasma termico all’interno del castello.
La “Donna Cenerina” di Soragna.
Nella rocca di Soragna vennero assassinate nel 1573 le sorelle Marinoni, una delle quali, Cassandra, era la moglie di Diofebo II Meli Lupi, il marchese di Soragna.
La donna, sulla trentina, aveva i capelli biondi color cenere (da qui la nomea “donna cenerina”), gli occhi azzurri e portava un abito scuro con lo strascico che slanciava notevolmente la sua figura alta e snella. Cassandra fu uccisa con 13 pugnalate dal marito di sua sorella, il conte Giulio Anguissola, un tipo poco raccomandabile che voleva impossessarsi dei beni della moglie.
Il fantasma di questa donna è stato notato più volte nella sala degli stucchi e pare che una volta avvistata, ella sentendosi osservata si sieda su una poltrona e guardi con attenzione le persone presenti. C’è chi giura di averla vista vagare nella rocca con la testa fra le braccia, chi con pesanti catene ai piedi, chi ancora sulla barca del laghetto del giardino.
La Dama di Montechiarugolo.
Nel castello di Montechiarugolo, eretto nel XIII° secolo, appare di tanto in tanto il fantasma di dama Beva, una donna che ebbe una morte violenta.
Secondo la tradizione questa dama appariva ai membri della famiglia Torelli quando stavano per morire.
In uno scritto del 1518 si leggeva la notizia che pochi giorni prima della morte del conte Francesco Torello, una dama bianca gli apparve e gli annunciò la morte.
Ai giorni nostri le apparizioni della dama si sarebbero fatte molto più rade.
I fantasmi di Torrechiara.
Sono ben due i fantasmi che vagherebbero per lo splendido castello di Torrechiara, un uomo ed una donna.
La presenza maschile apparterrebbe a Pier Maria Rossi, colui che a metà del ‘400 fece costruire la fortezza, e girerebbe all’esterno del castello in abiti civili, triste e depresso (a volte piangente).
E’ stato visto nelle notti in cui il cielo è terso vagare davanti all’antico ingresso della fortezza, sul lato sud ovest dove oggi c’è il bosco, senza mai entrare.
Il motivo per cui l’entità non entrerebbe nel castello è da spiegarsi con il fatto che le stanze della fortezza gli produrrebbero una tremenda nostalgia per i tempi felici trascorsi a Torrechiara e non più ripetibili.
L’altra presenza apparterrebbe invece ad una duchessa molto bella che abitò nel castello in epoca medievale.
La donna aveva il vizio di tradire il marito che la trascurava, fino a che quest’ultimo non scoprì le “scappatelle” della donna e decise di rinchiuderla in una segreta del castello.
La donna morì di fame, e da allora diverse persone affermano di vederla saltuariamente vagare per le stanze della fortezza, specialmente nelle notti di luna piena.
C’è addirittura chi si è spinto ad affermare che la donna abbia abbracciato alcuni dei testimoni della sua presenza.
Il Fantasma di Bargone.
Nelle vicinanze di Salsomaggiore c’è il castello di Bargone, antica fortezza in cui saltuariamente avvengono strani fenomeni di apparizioni di entità non ben definite.
E’ lo stesso proprietario del castello, il sig. Silvio Farioli, che ha rivelato le strane presenze all’interno della sua abitazione.
Decine di visitatori hanno affermato di aver visto delle anime aggirarsi fra le stanze, come la sensitiva salsese Patrizia Soranno che ha visto materializzarsi davanti a se una giovane donna suicidatasi per amore.
Sarebbe anche stato visto il fantasma di Giacomo Pallavicino, bimbo al quale fu tagliata la testa nel 1374 e murato vivo in una stanza del castello.
Una quindicina di anni fa, poi, una sensitiva di Lodi vide una donna e cominciò a gridare “non è una strega, non bruciatela”; soltanto lei però era in grado di vedere questa entità.
Quest’apparizione è forse da ricollegarsi con il fatto che il pozzo del castello fu usato anche come sede dell’inquisizione e diverse persone furono uccise con l’accusa di essere demoniache o streghe.
Nel 1992, poi, il proprietario della fortezza chiese l’aiuto di un esorcista a causa dei continui avvistamenti di strane presenze.
La risposta del prelato fu che il castello era infestato da anime dannate che non trovavano la loro collocazione.
Tuttora si continuano a percepire enigmatiche entità (una delle quali sarebbe anche stata immortalata da una Polaroid) e strani fenomeni di sparizione di oggetti.
Il Fantasma di Cabriolo.
A Cabriolo nel fidentino si trova la chiesa dedicata a Tommaso Becket, arcivescovo di Canterbury che vi sostò nel 1167.
Becket, nato nel 1118 da un’agiata famiglia normanna, cercò nella sua vita di adoperarsi per la causa della gente povera e cercò inoltre di dimostrare la supremazia della giurisdizione della Chiesa su quella politica.
Facendo questo si attirò le ire di diversi personaggi tra cui il re Enrico II° che intraprese una vera e propria guerra nei suoi confronti, a tal punto che Becket dovette fuggire in Francia per scampare alla sua ferocia.
Arriviamo quindi al 1170, anno in cui quattro uomini mascherati sopresero Becket in una cappella laterale della cattedrale e lo colpirono a morte con diverse pugnalate.
La gente fu scossa da tale evento e la sua figura fu martirizzata e santificata fino a che papa Alessandro III° lo canonizzò.
In tempi più recenti pare che il fantasma di Tommaso Becket sia stato visto aggirarsi nei paraggi della chiesetta di Cabriolo.
Il Mistero di Guardasone.
A Mariano di Guardasone, nei pressi del comune di Traversetolo, c’è un antico castello oggi adibito a fattoria teatro di antiche vicende.
Il maniero risale a prima dell’anno mille e fu costruito da Atto Adalberto di Canossa per proteggere il feudo collocato vicino allo sbocco del fiume Enza.
Vi furono cruente lotte tra fazioni di Guelfi e Ghibellini che sfociarono in vere e proprie tragedie di sangue fino a che il castello fu distrutto dalle forze del Marchese D’Este nel 1296.
Fu quindi ricostruito con l’aggiunta di una torre, la Guardiola, da Azzo da Correggio.
Nei secoli successivi si svolsero diverse vicende e lotte sanguinose come l’uccisione di ottanta villici fatti decapitare da Ottobuono Terzi l’8 agosto 1405 per sospetto tradimento.
Cominciarono quindi a trapelare notizie di strane apparizioni di fantasmi nella zona circostante il castello e verso la fine degli anni ’60 ci furono diverse testimonianze e dichiarazioni di persone che videro o sentirono qualcosa, sfociate in un articolo comparso sulla Gazzetta di Parma.
Alcune persone dichiararono che una sera mentre sostarono nel cortile del castello incominciarono a vedere ombre muoversi ed a sentire gemiti strani accompagnati da sarcastiche risa.
Fenomeni simili sono stati riscontrati anche nei pressi della torre della Guardiola.
Strani ritrovamenti:
Il Bestiario misterioso di Berceto.
Il Duomo di S. Moderanno di Berceto, antica costruzione romanica del XIII° secolo, presenta un notevole architrave dotato di raffigurazioni di animali fantastici dal significato misterioso.
Spicca per singolarità e stranezza la figura di un asino che suona una sorta di arpa antica, detta decacordo, con alcuni angeli musicanti.
Questo simbolo dell’asino che suona l’arpa è molto strano perché lo ritroviamo, oltre che in altre sculture romaniche, anche ad Ur, l’antichissima città mesopotamica dei Caldei.
Il suo significato è alquanto oscuro, si pensa comunque che rappresenti un’allegoria dei peccati capitali.
Altre presenze simboliche ornano, poi, l’abbazia bercetese come il serpente e le fiaccole.
Uomini giganti a S.Quirico.
Nel 1748 a S. Quirico di Trecasali il parroco don Laurenti incominciò una serie di lavori di demolizione di un vecchio edificio adiacente la Chiesa, per potere poi costruire una nuova canonica causa la fatiscenza di quella da lui in uso all’epoca.
Scavando per le fondamenta il parroco ritrovò il pozzo ad uso della sagrestia e vide con stupore che si trovava tra due sepolcri e che era alimentato dall’acqua che si accumulava fra essi durante l’inverno.
Decise quindi di costruire un nuovo pozzo alla profondità di sei braccia sotto terra, e si mise all’opera incominciando a svuotare i sepolcri appena trovati.
E qui arrivarono le sorprese, infatti al loro interno il parroco trovò una serie di ossa e di teschi di smisurata grandezza che facevano pensare a veri e propri giganti.
Il parroco rimase sbalordito dalla scoperta effettuata e pensò che S. Quirico dovesse essere stata abitata da uomini di eccezionale grandezza e robustezza.
Purtroppo non abbiamo più notizie di questa vicenda né delle ossa ritrovate.
Bibliografia e fonti:
- “Guida ai luoghi misteriosi d’Italia” di Umberto Cordier, Edizioni Piemme;
- “Guida ai fantasmi d’Italia” di Maria e Alberto Fenoglio, Edizioni MEB;
- “Guida ai Fantasmi d’Italia” di Dario Spada, Edizioni Armenia;
- “Gazzetta di Parma” del 25/10/2002, 27/10/2002, 07/01/2003;
- “Alieni in Italia” di Moreno Tambellini, Edizioni Mediterraneee;
- articolo “UFO su PARMA, 1947-1997: 50 anni di avvistamenti……” di Giorgio Pattera, pubblicato sul sito del Gruppo Galileo
( http://utenti.lycos.it/galileo
);
- Galileo News anno IV, Settembre 2002;
- www.ufologia.net/avvistamenti/parma.asp
;
- http://web.tiscali.it/lareteufo/rete462.txt
[NdR: Articolo posto anche sul sito del Centro Studi Fortiani:
http://art.supereva.it/centrostudifortiani/fenomeni-fortiani-PR.htm]
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