Numero 5, Anno 2003
Camelot Chronicles

 

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Web www.camelotchronicles.com

Tutti i numeri del giornale aperiodico di ufologia "Camelot Chronicles" si possono scaricare gratuitamente da questo sito in formato PDF e HTML, e si possono trovare in formato cartaceo alle conferenze del Gruppo Camelot e dei suoi Collaboratori

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SPECIALE HESSDALEN



Gli Otto Presagi Aztechi 
a cura di Franco Bertelegni - fleshy@libero.it (Membro Gruppo HWH22) - Pag.21

LA TRAGICA FINE DI UN GRANDE POPOLO.

Cosi viene descritta dalle Testimonianze degli informatori indigeni di Tlatelolco, raccolte fra il 1550 e il 1555 da Fray Bernardino de Sahagœn, "Historia general de las cosas de la Nueva Espagna, Libro XII Testo nahuatl del Codice Fiorentino" (Laur. Medie. Palat. 220, ff. 408r-494r). Capitolo I La tragica fine di un popolo grande e imponente in ogni arte e scienza Gli Aztechi. Dieci anni prima che i Conquistadores giungessero a Tenochtitlan, Montecuzum fu il testimone chiave di presagi funesti, lo misero in particolare angoscia, ma in cuor suo sperava almeno che gli Esseri venuti dal mare potessero essere Divini, e che il loro Capo fosse il MESSIA QUETZALCOATL l'uomo barbuto con vesti bianche e li liberasse dalla loro schiavitù terrena. Tali presagi vennero narrati agli spagnoli da testimoni prima della conquista.

Ora passerò a descrivere gli otto presagi, cercando di evidenziare quali fenomeni particolari interagirono tra le genti di Montecuzuma e in particolar modo adattandoli ad un ragionamento in un ottica moderna e scientifica accostandoli con resoconti storici provenienti da altre razze terrestri. 


Primo presagio

"Il primo funesto presagio venne dal cielo, nell’anno 12. Una fiamma di fuoco, simile ad una spiga appariva a mezzanotte e sembrava trafiggere il cuore del cielo gocciolando. Larga alla base e stretta al vertice appariva ad oriente e si muoveva fino al centro della volta celeste. Solo all’alba e il giorno la facevano fuggire. La gente la osservava con terrore, percuotendosi il volto, tutti cercavano di spiegarsi che significato potesse mai avere. Per un anno intero si manifestò questo primo presagio."

Nella prima immagine si può vedere una ricostruzione del primo presagio (il fenomeno transitava da est allo zenit) e saliva sino a scomparire durante il giorno. Per un anno intero si manifestò. Lo strano fenomeno venne osservato da tutti, ciononostante la loro conoscenza nel campo astronomico nessuno riuscì a spiegarsi cosa stava accadendo; una cometa?

Non credo proprio sapevano benissimo riconoscere le comete, avevano Osservatori ed erano come ben sappiamo grandi astronomi. Dalla seconda immagine si può notare lo strano congegno con cui il sacerdote giaguaro osserva il cielo: non sembra tale e quale un moderno telescopio! 

Si noti il treppiede di appoggio ed il tubolare in cui guarda attraverso. La loro scienza era molto avanzata e per quello conoscevano certi particolari che solo oggi con i satelliti e i radiotelescopi possiamo analizzare. 

Le comete venivano chiamate "CITLALIN POPOCA" la stella fumante, e quando apparivano gli Aztechi erano terrorizzati poiché credevano che l'astro generasse fulmini letali ed orrende fiamme che colpivano gli sventurati mortali, e sulle loro carni si producevano vermi e la pelle cadeva. Pare uno scenario apocalittico veramente, ma cosa avevano visto in concomitanza al passaggio di una cometa, questi effetti da come descritti, la pelle che cade comete che sparano fulmini e fiamme una descrizione simile si può determinare in due circostanze ben precise:

1 - ad uno scontro planetario avvenuto chissà in quale periodo e osservato da loro stessi o tramandato dai loro Avi

2 - ad una guerra con caratteristiche nucleari e con conseguenza come ben sappiamo di radiazioni letali che provocano tumori alla pelle e malformazioni anche dei nascituri, e tali radiazioni rimarrebbero nell’atmosfera per diversi secoli e la coltre di fumo e radioattività negli strati alti della stessa darebbe sfogo a scariche energetiche letali.

Ritorniamo ad analizzare il seguito del primo presagio: una fiamma di fuoco larga alla base e stretta al vertice (vedi prima figura) una tipica forma triangolare con strane diramazioni o tentacoli ai suoi lati come fossero antenne (la spiga di grano cosi descritta), nello stesso istante si muoveva con una rotta ben precisa da est allo zenit per un anno intero di giorno scompariva mentre alla notte era fulgida e fiammante. "La colonna di fuoco - che seguiva il popolo Ebraico la stessa medesima scena come viene narrata nella Genesi, Passaggio del Mar Rosso (13-20-22) - "e il signore li precedeva di giorno, in colonna di nube per guidarli nel cammino; di notte in colonna di fuoco per far loro luce affinché potessero camminare di giorno e di notte; mai dal cospetto del popolo la colonna della nube di giorno, né la colonna del fuoco di notte".

Credo che non ci siano altre spiegazioni per capire cosa videro in quell’attimo queste genti, una potenza data dal Divino oppure un fenomeno cometario, o magari un fenomeno d’origine Aliena. Ho controllato il periodo che va esattamente dall’anno 1509/1510 D.C., e nessuno passaggio cometario ravvicinato alla terra transitò in quell'anno ma se cosi fosse sarebbe stato visto da tutti i popoli terrestri nel medesimo istante, poi una cometa non impiega cosi tanto tempo per transitare nel sistema solare. Ma quale fenomeno cosmico si manifestò sotto gli occhi degli Aztechi? Qualcosa di non umano si stava poco alla volta materializzando davanti a loro che man mano portò allo scempio non totale di questa stirpe. Forse videro un’immensa nave madre o un’immensa flotta di navi Spaziali appartenenti ai loro Dei che stavano avvertendoli che la loro fine era prossima e che qualcuno sempre esternamente, loro nemico stava preparando la loro morte. PERCHE ?? 

Accosto un altro passo molto significativo di Isaia in una sua visione (30-27-33) "Ecco il nome del Signore che viene da lontano, la sua collera divampa ed una pesante nube si solleva. Le sue labbra trasudano furore e la sua lingua è un fuoco divorante. Il suo soffio è un torrente straripante. Il Signore farà udire la sua voce maestosa e farà conoscere il suo terribile braccio con minaccioso furore, e con fuoco di fiamma distruggitore". Va bene, esiste una legge chiamiamola universale che è IL LIBERO ARBITRIO, nella quale ogni Essere vivente pare rispecchiarsi (PARE), ma non sempre è così, 

la storia parla. Quindi nello stesso tempo qualcuno tentò di aiutare gli Aztechi coloro che stavano dalla loro parte quindi i loro Avi (Pleiadiani)? Mentre qualcun altro loro Nemico stava per distruggerli, quindi ipotizziamo che nel medesimo tempo due forze esterne e contrapposte erano in gioco, una in aiuto a livello chiamiamolo psichico, l'altro invece a livello fisico....

[NdR: Il resto dell’articolo può essere letto alla pagina web: www.hwh22.it


Abduction e Malaffare 
a cura di 

[NdR: La parte in oggetto è stata rimossa come richiesto. 
Riferimenti in dettaglio alla pagina web: segnalazioni.htm


I Misteriosi Poteri delle Piramidi 
a cura di Stefano Panizza - s.panizza@libero.it (Membro Centro Studi Fortiani) - Pag.22

Le piramidi hanno davvero dei poteri misteriosi? Analizziamo insieme la controversia, evidenziando le tesi favorevoli e contrarie.

Il primo ad accennare ad una strana capacità riconducibile alla forma piramidale fu il Libro dei Morti, antico testo religioso egizio. In esso si legge che la piramide aveva la capacità di risvegliare le potenti energie presenti, pur in modo latente, in ogni essere umano. Queste potevano, dunque, essere stimolate con l’aiuto di essa rendendo l’individuo forte e vitale. Forse, non a caso, il numero "phi" (il pi greco), che è incorporato nelle dimensioni della Grande Piramide, era ritenuto in passato simbolo della creatività, del fuoco e della vita. Il termine stesso piramide ha una radice greca e deriva da "pur" fuoco e "met" dieci.

In epoca moderna, negli anni Trenta, chi riprese a parlare di strani effetti, in un qualche modo collegabili alla struttura piramidale fu, nella seconda metà di questo secolo, il francese Antoine Bovis. 

Durante una visita alla Grande Piramide posò distrattamente lo sguardo dentro un banalissimo cestino dei rifiuti collocato nella Camera del Re.

Nel contenitore giacevano piccoli animali, come gatti e topi, ma, contrariamente alle sue aspettative, non emanavano alcun odore. Incuriosito, osservò con più attenzione e notò che non erano in stato di decomposizione, ma sembravano come mummificati. 

Uscito dalla costruzione cominciò a domandarsi se ciò che avesse visto potesse essere posto, in un qualche modo, in relazione alla struttura della piramide stessa. Non perse tempo. Si costruì di essa un modellino in scala ridotta, orientandolo nella direzione dell’asse nord-sud. Al suo interno, in corrispondenza dell’ipotetica Camera del Re, mise un gattino morto (speriamo che non l’abbia ucciso appositamente per l’esperimento….), attendendo l’evolversi della situazione. Puntualmente, come aveva sospettato e sperato, l’animale non andò in putrefazione, ma si mummificò. Stesso risultato con altre sostanze organiche. A questo punto gli parve evidente che lo spazio all’interno di una determinata forma geometrica influisse sui processi chimico-fisici che avvenivano al suo interno. 
Nel 1940 il rabdomante Verne Cameron sostenne di aver individuato un campo di energia attorno alla Grande Piramide, particolarmente concentrato nella posizione in cui si trova la Camera del Re.

Gli studi vennero ripresi da un radiotecnico cecoslovacco, Karel Drbal, che ne confermò i risultati. Anche la materia inorganica sembrava risentire di questa straordinaria influenza; ad esempio le lamette usurate si riaffilavano. Tra la gente si scatenò un po’ la moda di costruire piccole piramidi per sperimentare quello che asserivano alcuni studiosi. Drbal fiutò l’affare e riuscì a farsi brevettare un "affilatore di lamette piramide di Cheope". Il brevetto, che riporta il numero d’ordine 91304, fu reso possibile anche grazie agli esperimenti compiuti dal radioestesista francese Jean Martial.

E’ interessante notare come, secondo alcuni, solo nel momento in cui gli antichi egizi smisero di costruire le piramidi le tecniche di mummificazione raggiunsero il loro culmine. Prima pare si limitassero ad una semplice imbalsamazione.

Ormai sembrava chiaro che la forma della piramide avesse la capacità di accumulare una qualche forma di energia in grado di agire sulla materia; si comportava come un condensatore energetico, distruggendo i batteri e sterilizzando gli oggetti al suo interno. Non solo, ma permetteva la lucidatura dei gioielli e l’acqua acquistava proprietà terapeutiche.

Le pile si ricaricavano, la frutta maturava più velocemente ed i semi facevano nascere piante più sane e rigogliose. Contribuiva a migliorare la qualità dell’aria, come dimostrava il fatto che il fumo di una sigaretta si dissolveva prima che all’esterno. A chi soffriva di mal di testa veniva consigliato di usare un copricapo a forma piramidale ed in caso di artrite di porre sopra la parte malata una costruzione di tale fattura. Gli effetti benefici venivano assicurati.

Le energie della terra e del cosmo, dichiarano entusiasti i piramidologi, suddivise in una forza centrifuga calda e dinamica e in una forza centripeta fredda e ricettiva, possono circolare e amplificarsi all’interno di una piramide, a condizione che i rapporti geometrici siano gli stessi della Grande Piramide di Giza, con un rapporto base-altezza di 1,5708 pari a mezzo pi greco, ed essa abbia un determinato orientamento nello spazio.

Secondo altri studiosi, invece, all’interno della piramide lo spazio-tempo sarebbe negativo e quindi ogni organismo si comporterebbe in modo contrario di quanto avverrebbe normalmente.

Pare, inoltre, che i poteri risultino maggiori in concomitanza con il picco dell’attività solare. Esso si manifesta, fra le altre cose, sotto forma di estese macchie scure sulla superficie del Sole con un andamento ciclico di 11 anni. 

A dare una sorta di certificazione scientifica ai poteri della piramide contribuirono degli esperimenti condotti, alla fine degli anni ’60, dal premio Nobel per la fisica Luis Alvarez. Durante una serie di test dentro la Grande Piramide si accorse che gli strumenti registravano un’accentuata ed inspiegabile ionizzazione dell’aria.

Negli anni ’30, come leggiamo nel libro di Roberto Caracciolo "Da Oriente ad Occidente sul sentiero della memoria", l’esploratore Paul Brunton pensò bene di farsi rinchiudere, per una notte, nella camera regale della piramide di Cheope. Quando, il mattino dopo, lo andarono a riprendere era in uno stato di apatia totale, come sotto l’effetto di una qualche droga. Raccontò di aver avuto strane visioni, fra le quali quella della propria morte. Gli parve di vedere, pur con gli occhi chiusi, grigi spettri di nebbia che si aggiravano per la stanza ed ombre gigantesche e paurose che sembravano uscite da un regno infernale. Fu vicino ad un collasso nervoso ed a salvarlo contribuì, probabilmente, il suo sangue freddo da avventuriero. Poi, improvvisamente, raccontò, le figure svanirono e presero ad avanzare verso di lui due sagome luminose ammantate di bianco. Sperimentò anche un viaggio fuori dal corpo, volteggiando lungo il soffitto e vedendo se stesso immobile seduto sul pavimento....

(NdR: il resto dell’articolo può essere visionato al sito web: www.centrostudifortiani.supereva.it/poteri-piramide.htm  - le immagini mostrate in questo articolo sono state prese dal sito: www.trigono.com/piramidologia )



Angolo della Posta - La Voce di Parsifal 
- a cura di Carlo Sabadin - sabinsky@tiscali.it (Membro Gruppo Camelot , Fondazione Sentinel e Stargate Group, Collaboratore MOSAC e Stargatemagazine) - Pag.24 

D: Carissimo Carlo, 
ho visto, recentemente, alcuni pesanti attacchi nei suoi confronti su internet e, in partcolare su alcune mailing-list. Che ne pensa?

Matteo L.

R: Carissimo Matteo: No comment o, meglio, come puoi vedere di seguito sono ormai preparato a tutto.....

TRA CARBONI ARDENTI E LETTI DI CHIODI…..

Estremamente interessante, l'esperienza che ho vissuto qualche domenica fa, nelle campagne attorno a Gallarate, dove ho potuto assistere all'esibizione di un fachiro e alla suggestiva esperienza della "camminata sui carboni ardenti". Ma la cosa decisamente più coinvolgente (come potete vedere dalle fotografie) è stata, senza alcun dubbio la possibilità di provare direttamente la cosa! 

Il tutto si è svolto nella rilassante atmosfera di una antica villa dove, con una meticolosa preparazione molto "New Age", i partecipanti si sono predisposti, con canti e balli, ad affrontare le " dure " prove. Sotto l'attenta supervisione del noto maestro pranoterapeuta e sensitivo Giuseppe Lillo (per informazioni: giuseppe.lillo@libero.it ), gli " allievi " hanno seguito quella che, i seguaci delle dottrine contemplative (di chiara origine orientale), chiamano pratica integrata e, attraverso un vero e proprio stage meditativo, hanno raggiunto un ottimale livello di concentrazione.

 Nel frattempo, l’artista di strada Eugenio Silvestrini mostrava le tecniche che permettono di poter stare " tranquillamente " sdraiati su di un poco rassicurante letto di chiodi. Diversi partecipanti, tra i quali chi scrive, hanno potuto così provare quella strana sensazione (assolutamente rilassante…garantisco) e ne sono rimasti entusiasti.

Intanto, la brace ardente veniva distribuita su di un’area sufficiente per permettere qualche "calorosa" camminata di fronte alla macchina fotografica di mogli o amici. Giuseppe Lillo è molto conosciuto negli ambienti dei pranoterapeuti ma è anche noto per i suoi famosi esperimenti di "apporto" (che hanno avuto per testimoni giornalisti e autorevoli accademici) e per le diverse apparizioni televisive. Molte persone, interessate a queste tematiche misteriose, si sono così avvicinate a Lillo e lo seguono in tutte le sue esibizioni. Un pubblico, quindi, eterogeneo ma l'interessato ad argomenti che spesso si interconnettono reciprocamente. Giornalisti, scienziati di frontiera, appassionati di medicina alternativa e, in generale, di tutte quelle nuove e, antichissime, discipline che sempre più interessano un numero crescente di persone. Ad assistere (e in taluni casi, a provare direttamente) esponenti della "Fondazione Sentinel" come il Sig. De Bortoli e il pranoterapeauta Giorgio Pozzi (autore di queste immagini). 

Al di la di interpretazioni riduzionistiche dei due "esercizi" ciò che mi interessa sottolineare, in questa sede, è l’assoluto senso di benessere che queste esperienze trasmettono ai partecipanti. Non interessa perciò un’analisi dettagliata delle tecniche impiegate (che per raggiungere certi livelli necessitano di duro allenamento) o dei "trucchi" che qualcuno sostiene vengano utilizzati. Un esperienza che verrà presto ripetuta durante la prossima estate.

( www.agriturismolavage.com ).

NdR: la redazione è vicina a Massimo Teodorani in questo suo triste momento

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