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Tutti i numeri
del giornale aperiodico di ufologia "Camelot Chronicles" si possono scaricare gratuitamente
da questo sito in formato PDF e HTML, e si possono trovare in formato cartaceo alle conferenze del Gruppo Camelot
e dei suoi Collaboratori
SPECIALE
HESSDALEN
Attorno alla tavola rotonda:
Intervista ad Ufologi Famosi: A. Di Gaetano, D. Tacchino, A.Torinesi
a
cura di Eugenio Ballini -
eug67@supereva.it (Membro
Gruppo Camelot, Fondazione Sentinel Italia ed European UFO Survey, Owner di Camelotlist, Italianufo e Vareseufo)
- Pag.1
(N.d.R.: in questa serie di interviste ogni intervistato si assume la responsabilità di ciò che afferma)
Antonio Di Gaetano
[NdR: giornalista, dalla fine degli anni Settanta si occupa di ufologia pubblicando articoli su quotidiani nazionali e periodici. Tra i personaggi da lui intervistati: l'astrofisico A.J.Hynek, il col.P.Corso, Rael (C.Vorilhon), E.Siragusa e l’astronauta E.D.Mitchell.]
D: Quando, perché ed in che modo ha iniziato ad interessarsi all'ufologia?
A.D.G.: Più che gli Ufo, intesi come oggetti volanti da identificare e non come astronavi provenienti da altri mondi, a suscitare il mio interesse sono stati gli alieni, in quanto esseri di altri pianeti con i quali sia possibile stabilire un contatto. E' successo nel 1976, in occasione di una riunione al centro della quale c'era una medium milanese. Uno degli intervenuti domandò alla sensitiva se esistono altri esseri intelligenti nell'universo.
La donna in trance assunse allora una voce profonda e maschile, come
se attraverso di lei si esprimesse un alieno, e rivolgendosi al suo
interlocutore, disse: "Mi hai chiamato?". Interessato alla
parapsicologia e nulla escludendo, organizzai allora con la stessa
medium degli esperimenti volti alla manifestazione del fenomeno Ufo,
i cui risultati si possono leggere nel sito internet http://users.iol.it/an.digaetano/ufo.htm
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In pratica, attraverso la sensitiva che si riteneva dotata di facoltà telepatiche, si chiedeva ai presunti alieni di esternarsi nel cielo. Che si tratti di extraterrestri o di fenomeni paranormali è tutto da appurare. Per questo propongo una Fondazione Ufo che raccolga le risorse economiche necessarie per proseguire quegli esperimenti dotandosi della strumentazione idonea e avvalendosi di ricercatori qualificati.
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D: Dia una definizione di se stesso come ufologo.
A.D.G.: Più che ufologo mi considero ufofilo, appassionato della ricerca ufologica.
D: Come vede l'ufologia nostrana all'interno dell'ufologia mondiale?
A.D.G.: Non sono molto documentato al riguardo, ma da quanto ho letto sulla stampa quotidiana in tutti questi anni, sono convinto che gli ufologi italiani siano molto agguerriti. Non per niente molti di coloro che erano ragazzini venti-trent'anni fa e che oggi sono laureati e padri di famiglia non hanno abbandonato il campo.
D: Qual’è stata la ricerca ufologica che più le ha dato da pensare?
A.D.G.: Indubbiamente le ricerche fatte sul campo, interrogando i presunti protagonisti degli incontri del terzo tipo, che nella vita sono risultate persone attendibili. Mi sono sempre domandato perché i giudici possano emettere sentenze basate delle deposizioni di testimoni seri mentre noi consideriamo visionari coloro che, indicati come gente con la testa sulle spalle, raccontano di aver visto da vicino un disco volante con alieno a bordo.
D: Qual’è stata invece la ricerca che più l' ha appassionato?
A.D.G.: I cerchi nel grano fin dal loro apparire. Anche in questo caso non prendiamo nella dovuta considerazione quelle analisi che rivelano come il terreno sia stato sottoposto ad irradiazione.
D: Quali sono gli ufologi stranieri che più ha ammirato in questi anni?
A.D.G.: In primo luogo Allen J.Hynek, che ebbi il piacere di intervistare a Genova nel maggio del 1978. Quindi l'americano John Keel, secondo il quale gli Ufo potrebbero sbucare da una realtà parafisica.
D: Quale sarebbe il suo sogno ufologico per il futuro?
A.D.G.: Ottenere con mezzi paranormali un incontro ravvicinato del terzo tipo in modo da poter intervistare un alieno. E' quanto mi manca per completare il mio libro sugli esperimenti già compiuti e al quale ho dato il titolo provvisorio di "Contatto avvenuto!" e che un famoso editore voleva già pubblicare. In quel momento preferii rinunciare, mentre ora non esiterei ad offrirlo ad un altro editore allo scopo di raccogliere risorse da destinare alla Fondazione Ufo. Vorrà dire che in una seconda edizione aggiungerò un capitolo intitolato 'Incontro avvenuto!'
Danilo Tacchino
[NdR: sociologo, scrittore, poeta e responsabile CUN per il Piemonte e la Valle d'Aosta]
D: Quando, perché ed in che modo ha iniziato ad interessarsi all'ufologia? Dia una definizione di se stesso come ufologo.
D.T.: Premetto di ritenermi un ufologo "sui- generis" per alcuni importanti fattori.
In primo luogo, rispondo identificando il germe iniziale del mio interesse ufologico, in un ambito ad indirizzo culturale e letterario, che ha preso spunto per incrementarsi, dal bagaglio tecnico - scientifico inerente ai miei studi e poi, al primo periodo della mia esperienza lavorativa legata alla tecnologia dell'elettronica. Quindi, l'interesse tecnologico, cosmologico e letterario, nati prima dell'89, si sono arricchiti nella ricerca scaturita dal desiderio di conoscere l'uomo nel suo spazio totale, globale in cui poco centrava la Terra come pianeta periferico ma l'intero spazio cosmico. Nell'89 (avevo allora trent'anni), partecipai ad un convegno a San Remo: "Le origini dell'uomo nel tempo sulla Terra", tra cui conobbi molti esponenti del CUN di allora, e altri personaggi nell'ambito ufologico, esoterico e scientifico.
| Partecipai con un intervento sulle ipotesi di formazione dell'Universo. L'anno dopo mi ritrovai nel CUN come riferimento regionale del Piemonte e Valle d'Aosta. La mia "evoluzione" diciamo ufologica", si esplica poi attraverso i miei studi e interessi sociologici che si sono evidenziati dopo quell'ambito. |
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D: Come vede l'ufologia nostrana all'interno dell'ufologia mondiale?
D.T.: Vorrei premettere, che ritengo siano stati effettuati significativi passi avanti, negli ultimi vent'anni. Dobbiamo dare credito al fatto che anche lo scenario organizzativo dei vari gruppi di studio sul tema ufologico, si sia notevolmente trasformato senza mai tuttavia rimanere statico e neppure omogeneo, ma direi che negli anni ottanta e novanta, si siano costruite quelle basi e quei collegamenti che ci hanno fatto conoscere negli ambiti delle altre comunità internazionali, in cui si sono create molte collaborazioni e interventi per convegni, simposi e trasferimenti di dati e informazioni. Ora, nel primo lustro del secolo XXI, assistiamo alla parcellizzazione delle forze, nel contesto di un'ufologia indipendente che non declassa il passato, ma ritrasforma lo scenario in un dinamismo molto meno controllabile ma in crescita.
D: Qual è stata la ricerca ufologica che più le ha fatto pensare? Qual è stata invece la ricerca che più la ha appassionato?
D.T.: Direi, un po' tutte, cercando di identificare una cronologicità nell'evoluzione dei fenomeni che hanno impattato profondamente nell'interesse umano verso i temi dell'ufologia, che mi hanno dato spunto per un approfondimento, anche della mia esistenza di uomo. Senz'altro gli studi sul "Santilli Footage" (l'autopsia dell'Alieno), le dichiarazioni di P. Corso sulle tecnologie elettroniche acquisite dagli studi dei rottami di Roswell, senza dimenticare gli Ufo nell'arte (madonnine varie come quella del Lippi, dell'annunciazione, Le varie tematiche sulla crocifissione dagli affreschi di Visoki Dekani al quadro di Paolo Uccello ecc.) sino a giungere ai cerchi nel grano che però , con tutta sincerità devo dire che sì, è un tema importante e interessante, ma che non calza perfettamente con le mie logiche di studio e analisi.
D: Quali sono i cinque ufologi stranieri che più ha ammirato in questi anni?
D.T.: Perché proprio cinque? Scherzi a parte, è difficile dare preferenze, e poi, è importante anche da dove si parte, cosa si legge per prima cosa per cercare di capire sommariamente un fenomeno. Non ho preferenze. Posso citare senza dubbio Haynek, C. Sagan, anche Von Daniken e Kolosimo sul tema Clipeologico, ma non dimenticherei Valleè, Aimè Michel e direi tutti gli altri che ora mi sfuggono, l'importante che ci si trovi sempre una serietà d'intenti ed un impegno di studio e divulgativo, che non perda mai d'occhio la realtà dei fatti.
D: Quale sarebbe il suo sogno ufologico per il futuro?
D.T.: Che Domanda! Incontrare un EBE!!! Ho voglia di scherzare, perdonatemi, ma direi che riuscire a distruggere lo scetticismo su questa materia, ed aumentare l'interesse della comunità scientifica ed universitaria nell'incremento dello studio dei fenomeni, che peraltro in parte già sta avvenendo, sarebbe un gran bel risultato... e poi se si riuscisse una volta per tutte ad applicare il famoso raggio di curvatura all'Enterprise e identificare con i MIB tutte le razze aliene che transitano sul nostro Pianeta, allora sarei veramente soddisfatto!!....
Alex Torinesi
[N.d.R.: ricercatore ed ufologo indipendente, owner del sito: www.formedivita.it ]
D: Quando, perché ed in che modo ha iniziato ad interessarsi all'ufologia?
A.T.: Ho iniziato ad interessarmi di ufologia tanti anni fa, un po' perchè fin da bambino ero attratto dal mistero e dalla fantascienza, un po' perchè mio fratello prima di me se ne interessò, anche se a livello di divertimento tra amici, creando un gruppo di ricerca che in poco tempo si sciolse.
| Ho cominciato poi ad interessarmi ai libri di Kolosimo, ai fumetti a sfondo "mysterioso" (passione che coltivo tuttora), alle letture un pochino più impegnative dei vari McDonald, Henry, Hynek... Da allora sono cambiate tante cose ma l'interesse non è venuto mai meno, soprattutto dopo l'impennata che a mio avviso ha avuto l'ufologia dagli anni '90 in poi. |
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Purtroppo ora, a causa dei molti impegni di lavoro, posso dedicare solo poco tempo a questa attività. Ma l'interesse è sempre vivo.
D: Dia una definizione di se stesso come ufologo.
A.T.: Premetto che non amo molto le definizioni perchè hanno il grosso difetto di limitare i concetti e gli ambiti di pensiero. Detto questo non credo di potermi ritenere "ufologo".
In primo luogo perchè la definizione di "ufologo" deriva dall'acronimo UFO inteso come Oggetto Volante non Identificato. Di conseguenza, se vogliamo attenerci rigorosamente a tale definizione, gli ufologi dovrebbero studiare tutto ciò che rientra in questa categoria, ritenendo che gli UFO siano, a tuttoggi, oggetti di cui non si conosce la natura e l'origine. Non mi riconosco in questa categoria perchè ritengo che si sia capito molto degli UFO e si possa, ragionevolmente, farli rientrare nella categoria delle manifestazioni intelligenti e tecnologiche che non appartengono alla realtà umana. Di conseguenza parlare di realtà extraterrestre (ETH direbbero gli "ufologi") credo che sia più che corretto e coerente con l'evolversi degli eventi su cui siamo chiamati a pronunciarci. Questo non implica ovviamente che non esistano i palloni sonda, i bolidi o le nubi lenticolari (per tutti pochissimi casi secondo me); significa solamente che non dovremmo occuparcene ma rivolgere la ns. attenzione altrove.
In secondo luogo la definizione letterale del termine ufologo lascierebbe intendere che lo studio di questi fenomeni debba essere limitato a ciò che vola e che in questa forma si palesa ai ns. giorni. Io invece ritengo che chi si occupa di tali avvenimenti non possa trascurare anche fatti e fenomeni decisamente "non volanti" quali le mutilazioni, i rapimenti, la probabile presenza di intelligenze extraterrestri anche nel ns. passato, le tematiche legate al sistematico insabbiamento delle informazioni da parte dell'establishment, i cerchi nel grano e così via. Tutti argomenti che chi classifica solo lucine nel cielo non ama trattare.
D: Come vede l'ufologia nostrana all'interno dell'ufologia mondiale?
A.T.: Bene e male allo stesso tempo. Bene perchè mi sembra che ci siano persone estremamente valide che hanno portato, soprattutto negli ultimi 10 anni, importanti risultati alla ricerca ufologica. Inoltre mi sembra che stia maturando una nuova generazione di ricercatori che dovrebbe, nel tempo, prendere il posto dei "vecchi tromboni" che hanno fatto la storia della nostrana ufologia, in positivo ma anche in negativo.
Male perchè il panorama ufologico italiano è lacerato da polemiche, ripicche, attacchi, spesso sterili, inutili e noiosi. Alcuni ricercatori poi mancano delle basi culturali (in termini di conoscenza del fenomeno UFO e dei risultati raggiunti in passato) per cui in certi casi ci troviamo di fronte a errori, a conclusioni superficiali o arbitrarie. La cosa deve essere considerata anche un'autocritica naturalmente: non mi ritengo certo immune da leggerezze del genere.
Più in generale però mi sembra che il panorama ufologico mondiale stia vivendo una sorta di staticismo improduttivo, che fa seguito agli enormi fermenti degli anni '90. Speriamo che sia la quiete prima della tempesta!
D: Qual è stata la ricerca ufologica che più le ha fatto pensare? Qual è stata invece la ricerca che più la ha appassionato?
A.T.: La ricerca che più mi ha fatto pensare è indubbiamente quella sulle abductions. Seguo con vivo interesse e ammirazione il lavoro di Corrado Malanga, amico nonché validissimo ricercatore, perchè penso che sia la persona che insieme al team che lo coadiuva si sia maggiormente avvicinata alla verità. Se non altro perchà ha dato stimoli e contributi agli studi sul tema dopo anni di immobilismo.
Per quanto riguarda la seconda domanda direi che non ricordo una particolare ricerca che mi abbia appassionato più di altre. Tutte quelle di cui direttamente o indirettamente mi sono occupato mi hanno appassionato. Ma devo dire che ci sono state anche ricerche che mi hanno deluso: mi riferisco al fatto che per alcuni casi è frustrante constatare che è impossibile avere informazioni o elementi di indagine utili. Ma anche questo fa parte della ricerca ovviamente.
D: Quali sono i cinque ufologi stranieri che più ha ammirato in questi anni?
A.T.: Non si tratta di ufologi in senso stretto ma di persone che ruotano o hanno ruotato attorno a questo mondo. Parlo di John Mack ad esempio, che per quanto sostenga ipotesi che non condivido, ha avuto il grosso merito di dare una valenza "accademica" al suo lavoro sui rapiti, arrivando anche a mettersi in gioco.
Parlo anche del col. Corso e di ciò che ha affermato, dando un notevole contributo alla vicenda Roswell e a tutto ciò che ne è conseguito.
Citerei anche Helmut Lammer che ha fornito un'interpretazione sulle abductions che, per quanto parziale e non sempre condivisibile, mi sembra stia avendo un certo riscontro nella realtà, seppur non nei termini da lui indicati.
Ricorderei anche Timothy Good, Linda Moulton Howe, Yorge Martin con le sue investigazioni da Puerto Rico e Gevaerd sul caso Varginha. Ma i nomi da fare sarebbero veramente molti.
D: Quale sarebbe il suo sogno ufologico per il futuro?
A.T.: Innanzitutto che gli ufologi capissero che gli avversari non sono "gli altri ufologi" ma gli indifferenti e gli scettici. E, tra questi ultimi, soprattutto i negazionisti o i riduzionisti che magari, in virtù di un roboanate titolo accademico, sentenziano su realtà che non hanno mai approfondito ma che permette loro di avere un fortissimo consenso tra la gente comune. Ecco io credo che queste cose contribuiscano a mantenere molti nell'ignoranza e nel pregiudizio, cose estremamente deleterie per il raggiungimento della verità e della consapevolezza diffusa.
Infine non nego che mi piacerebbe che, da un punto di vista ufologio, si potesse assistere a qualcosa di veramente rivoluzionario anche per le menti meno preparate sull'argomento. La forma la lascio immaginare ai lettori!
Gli Inquietanti Scenari dei "Rivelatori"
a cura di Antonio Bruno -
antoniobruno5713@virgilio.it
(Ricercatore Indipendente)
- Pag.1
Molti ufologi, pur di diverse impostazioni interpretative del fenomeno UFO in generale, parlano di una sorta di perversa commistione fra apparati militari-governativi terrestri ed alieni di non precisate razze. Ad essere corretti, le ipotesi sono più di una riguardo a quale tipo di alieni sarebbe coinvolto in questo chiamiamolo "patto", ma il costrutto portante, ovvero l'esistenza di una "collaborazione" umani-alieni, resta sostanzialmente invariato.
Gli umani in questione sarebbero in primo luogo degli apparati governativi e militari USA, ma non si ritiene azzardato presumere che anche altri governi possano essere coinvolti in questa pagina decisamente poco onorevole, se fosse vera, della storia umana.
Bisogna dire che l'ufologo che si inoltra alla ricerca di documenti e dichiarazioni autorevoli in merito al "mistero degli UFO" si trova ben presto di fronte alla delicata situazione di dover vagliare obiettivamente tutta una massa di "rivelatori", spesso provenienti da curriculum professionali, scientifici o militari di tutto rispetto, che dichiarano scenari inquietanti, non di rado collimanti, di un qualcosa che definire "fantascientifico" è un eufemismo.
Ci sono personaggi come John Lear (ha volato su 160 tipi di velivoli diversi in 30 paesi diversi, detenendo 17 record mondiali di velocità. Lear ha effettuato missioni di volo in tutto il mondo per conto della CIA e di altre Agenzie governative USA), Billy Cooper (I suoi incarichi, sino al congedo, avvenuto nel 1975, sono stati svolti come membro dello Strategic Air Command e della Intelligence Navale. Per chi voglia controllare il suo curriculum:
http://www.williamcooper.com), Leonard H. Stringfield (ricercatore MUFON), un certo maggiore Daly dell'USAF ( che dichiarò di aver effettuato indagini e studi su un UFO precipitato) e tanti altri, i quali descrivono, di fatto, uno scenario quanto meno sconvolgente per qualsiasi persona nata, cresciuta e "formattata" alla luce delle *verità ufficiali*, quelle, cioè, che ci vengono propinate fin dai tempi della scuola insieme alle nozioni del comune sapere. E' evidente, pertanto, che i detentori di tali "verità ufficiali" destinate alle masse non hanno alcun interesse a che questo sistema venga sconvolto e che, pur di difenderlo, siano disposti ad usare qualsiasi mezzo. Ma il ricercatore ufologico, pagando finora il prezzo dello scherno e della derisione degli ambienti accademici, cerca di districarsi come meglio può nel complesso ed a volte insidioso mondo dei "rivelatori" e si rende conto inevitabilmente che, perlomeno, qualcosa di strano esiste. Qualcosa che potrebbe delinearsi come la più grande, perversa ed atroce menzogna perpetrata dagli uomini ai danni degli altri uomini. Se qualcuno ha parlato di "patto scellerato", noi, in questa sede, vogliamo ora accennare, invece, al cosiddetto "Rapporto Dulce" che sarebbe stato consegnato a più persone, perlopiù di scarse cognizioni tecniche, da parte di imprecisate personalità del mondo militare e scientifico USA. Tutto è molto vago quando si tratta di ricostruire il percorso del "Rapporto Dulce" ma credo che valga la pena di fare ricerche ulteriori.
Il ricercatore George C. Andrews, nel libro "Extraterrestri amici e ostili", afferma di essere giunto a conoscenza di quanto scritto da una delle persone che ricevette il Rapporto Dulce e che esso, nel complesso, comprendeva 25 fotografie in bianco e nero, una registrazione video muta ed una serie di informazioni tecniche su installazioni sotterranee custodite sia da militari USA che da alieni a circa mille metri di profondità sotto terra sotto Archuleta Mesa, nei pressi di Dulce, New Mexico. Andrews dichiara anche che, a suo parere, esistono altre quattro installazioni di tipo analogo e che una di esse è situata nella zona a sudest di Groom Lake, in Nevada. Non essendo permesso riprodurre le informazioni in possesso di Andrews per via di precisi divieti da parte degli editori di "Extraterrestri amici ed ostili" (per l'Italia, Macro Edizioni), non mi resta che consigliare a chi è interessato alle tematiche cospirazionistiche l'acquisto di tale libro: il panorama di eventi di fronte al quale Andrews pone il lttore credo possa definirsi perlomeno affascinante, nel senso che difficilmente egli non si sentirà coinvolto in una strana ed inquietante atmosfera da cui scaturisce, infine, un vago senso d’incertezza, di paura. Ma è il prezzo minimo che dobbiamo essere pronti a pagare qualora le rivelazioni di Andrews e di tanti altri personaggi, da qualche decennio a questa parte, fossero anche solo in parte vere.
Nel "Rapporto Dulce" si parla di strutture ove vengono effettuati esperimenti genetici, di creature aliene ed ibride, di alterazioni del DNA e di "feti misti". Si citano luoghi come "La sala degli incubi", in cui qualcuno avrebbe raccontato di aver visto esseri pseudo-umani con più di due gambe più simili a polipi che ad uomini, oppure "umani-rettili e creature ricoperte da uno strato di pelliccia che hanno mani umane e che piangono come bambini, cercando di ripetere parole umane..." ed ancora "enormi quantità di umani-lucertole in gabbia". Ma il bestiario da incubo di questi "rivelatori" del Rapporto Dulce non è finito: si parla anche di pesci, foche, uccelli e topi di fattezze orrende; di gabbie che contengono "umanoidi alati", creature grottesche simili a pipistrelli ma alte da 1 a 2 metri (il famigerato "uomo-falena"?), ed ancora sorta di draghi simili a rettili...
Effettivamente, Spielberg sembra un principiante, al confronto...O, forse, si tratta delle "quinte" di "Magonia", il regno dell'inverosimile ipotizzato da Vallèe per confondere gli uomini?...
C'è, ad ogni modo, un particolare interessante narrato da John Lear in merito a queste strutture da incubo sotterranee: pare che tutta quest’attività con alieni ed esseri fantastici, spesso manifestanti grande disperazione e dolore, crei non poche crisi fra il personale militare addetto alla sorveglianza. La consegna, naturalmente, è attinente il massimo livello di segretezza. Tuttavia, a detta di Lear, ci fu una sorta di ribellione, nel 1978, che causò la morte di 66 uomini. Il morale dei soldati, a quanto pare, è spesso portato a livelli di stress eccessivi e molti di essi scoppiano a piangere senza potersi controllare. Infelici loro: di essi, puntualmente, si perde per sempre ogni traccia!...
Tutto questo vi sembra assurdo, pazzesco, ai limiti della follia pura?
Liberi di crederlo. Personalmente sarei felice di poterne essere convinto anch'io: potrei ancora credere in un mondo in cui sentirsi semplicemente *felici*, a primavera, coltivando speranze di pace ed amore; un mondo in cui l'*incontro magico*, quello con i nostri "fratelli cosmici" tanto belli, buoni e progrediti, deve ancora effettuarsi; un mondo, insomma, dove ci sia ancora spazio per la speranza. Ma mi basta il dubbio, quel conflitto profondo ed interiore che lascia spazi di ottimismo all'incerto futuro che riesco a prospettarmi per la nostra umanità per cui niente, ancora, mi ha portato a vivere le mie giornate e quelle dei miei cari con spirito di mera e triste rassegnazione.
In merito ai "rivelatori", ecco qualche link che vi consiglio di leggere, chiedendo scusa, preventivamente, a coloro i cui sonni dovessi aver turbato:
- http://web.tiscali.it/no-redirect-tiscali/poma/ufoscience/area51/majestic12/ciamajestic12.htm
- http://www.edicolaweb.net/st000740.htm
- http://www.edicolaweb.net/st07f34g.htm
(NdR: questo articolo è stato riportato in prima battuta sul sito dell’amico Alex Torinesi:
http://www.formedivita.it e gentilmente consegnatoci in seguito dall’autore)
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