Numero 5, Anno 2003
Camelot Chronicles

 

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SPECIALE HESSDALEN


Chilbolton 2001 - Crabwood 2002: Quale è la Verità ? 
a cura di Cristian Vitali - cristian-vitali@libero.it (Membro Centro Studi Fortiani) - Pag.5

In attesa che ricominci la "stagione" dei crop circles, mi vorrei soffermare un attimo su due pittogrammi ritenuti fra i più stupefacenti per fattura e per significato dell’ultimo biennio.

Mi sto riferendo in particolare all’agroglifo comparso nei pressi di Chilbolton nell’Hampshire (UK) il 19.08.2001, immagine in alto a pag.2, ed a quello di Crabwood nello Wiltshire (UK) del 15.08.2002, immagine in basso a pag.2.

Il primo pittogramma in esame, è comparso nei pressi dell’osservatorio radioastronomico di Chilbolton e sembra una copia del famoso messaggio inviato dal radiotelescopio di Arecibo (Portorico) nel 1974 in direzione dell’ammasso stellare M13. In quel messaggio erano indicate in linguaggio binario diverse informazioni inerenti la nostra civiltà, ed in particolare il luogo dove ci troviamo (la Terra), come siamo fatti, la nostra struttura biologica ed un disegno stilizzato del telescopio usato per inviare il messaggio. 

l "Crop" di Chilbolton è strutturato nello stesso modo ma presenta alcune significative differenze che vado ad elencare:

- Non compare il disegno del telescopio ma quello di una specie di "sonda spaziale";
- Il sistema solare è differente nella posizione dei pianeti dal nostro;
- L'essere rappresentato non è un uomo ma apparentemente un "umanoide" dalla testa sproporzionatamente grande;
- Negli elementi chimici di base non è presente il carbonio ma il silicio;
- La struttura del DNA presenta una tripla elica.

Sembrerebbe quindi in apparenza la risposta al messaggio inviato dalla Terra quasi 30 anni fa.

Noi abbiamo inviato nel cosmo dei dati riguardanti la civiltà terrestre, e degli ipotetici alieni avrebbero mandato a noi sotto forma di crop circle il messaggio modificato per far risaltare ciò che li differenzia da noi. Sarebbe molto interessante e stimolante se fosse realmente così, ma diversi indizi c’inducono a sospettare sulla "natura esogena" di questo pittogramma.

Innanzitutto non sono state riscontrate quelle anomalie che di solito si ritrovano nei "crops" considerati "misteriosi", e cioè le spighe piegate ma non spezzate, il rigonfiamento dei nodi, la polvere meteoritica ecc. 

Poi vi è il discorso della risposta che lascia piuttosto perplessi, infatti l’ipotetica civiltà aliena che avrebbe "disegnato" il pittogramma ci sembra molto simile a noi, forse troppo. Le differenze infatti rispetto alla civiltà umana sono poche soprattutto nelle informazioni biochimiche che ci avrebbero lasciato, e sono troppi gli aspetti identici come lo stesso numero di zuccheri e di basi che costituiscono il DNA.

Questo non vuole assolutamente dire che una civiltà aliena non possa essere così simile alla nostra, ma perlomeno la cosa ci fa un attimo dubitare. Inoltre risulta poco probabile che il "crop" in questione sia la risposta ai dati da noi inviati perché l’ammasso M13 (a cui era destinato il messaggio) dista da noi 25000 anni luce. In poche parole il nostro messaggio deve ancora arrivare a destinazione, e la probabilità che una qualche stella nella nostra galassia abbia "intercettato" le informazioni è 1 su 50000, quindi molto bassa. In base, quindi, a questi elementi possiamo affermare di non avere una risposta definitiva sulla matrice di questo crop circle, ma rimangono comunque molte incognite su chi potrebbe averlo fatto, anche perché il disegno è molto grande e complesso. Inoltre gli autori di tale pittogramma dovevano conoscere perfettamente il messaggio di Arecibo per poter costruire la risposta, ed anche questa cosa è piuttosto strana.

Nella stagione successiva dei cerchi, poi, verso fine estate è comparso l’altro pittogramma ritenuto uno fra i capolavori mai rinvenuti, e cioè quello di Crabwood. Il messaggio qui era ancora più esplicito alla vista, infatti ritraeva il volto di un presunto alieno che teneva in mano un disco con strane incisioni. Dalle analisi effettuate sul "disegno" del disco si è scoperto che conteneva un messaggio sotto forma binaria, quindi con degli 1 e degli 0 (cioè grano piegato e non) che una volta decodificato suonava nel seguente modo:

"Diffida dei portatori di FALSI regali & le loro PROMESSE NON MANTENUTE. Molto DOLORE Ma ancora tempo. EELRIJUE. C’è del BUONO là fuori. Opponiamo il tradimento. Canale IN CHIUSURA \[suono di campana\]".

Il messaggio è sicuramente suggestivo ma anche qui desta più di una perplessità. Infatti, risulta curioso il fatto che una civiltà aliena abbia deciso di mandare un messaggio a noi sotto forma di linguaggio "ASCII", codice inventato dall’uomo negli anni 60 per i computer!

Desta altrettanta perplessità il volto del presunto alieno che è molto simile allo stereotipo che vediamo nei film di fantascienza, nei telefilm (X-files ecc.), e nella letteratura in questione. Inoltre, anche qui come per quello di Chilbolton, non sono state riscontrate anomalie nel frumento e diverse spighe sono risultate spezzate, La notte poi in cui è comparso, diversi agricoltori hanno sentito rumori di elicotteri nella zona.

Insomma sembrerebbe che entrambi i pittogrammi ed entrambi i messaggi siano troppo "umani" per essere alieni. Le fattezze fisiche di questi "visitatori" sono proprio come in tutti i racconti dei presunti rapiti. La presenza del silicio combacia perfettamente con una teoria molto diffusa in ambito ufologico che dice che la vita aliena si baserebbe su questo elemento. Tanti, troppi indizi ci fanno quindi pensare che è la risposta che ognuno di noi vorrebbe avere, ciò che ognuno si aspetterebbe.


Sembra tutto troppo perfetto e privo di sorprese e novità per essere vero. Ora il problema che sorge è quindi questo, se i due pittogrammi sono di matrice umana (e sottolineo il se in quanto non abbiamo dati definitivi), chi li ha fatti e perché? E soprattutto come?

Anche il disegno di Crabwood è imponente (108 metri per 75) e veramente molto complesso nella sua fattura, addirittura caratterizzato da chiaro-scuri nel disegno. Se pensiamo che gli autori siano "alieni" i problemi non ci sono più nel senso che loro avranno sicuramente una tecnologia avanzatissima che gli permette di fare questo, ma se invece, come qualche indizio ci porta a sospettare, gli artefici sono umani diventa complicatissimo capire la metodologia usata. Personalmente faccio molta fatica a pensare ad assi e corde utilizzate per la fattura di questi pittogrammi!

Per altri pittogrammi è senz’altro una risposta plausibile, infatti conosciamo bene il lavoro dei famosi "circlemakers" inglesi che hanno riprodotto diversi cerchi di ottima fattura, ma per questi in esame non sarei così sicuro. Mi sembrano troppo complessi per poter essere effettuati con tali sistemi e soprattutto di notte. Forse c’è qualcuno che sta testando una nuova tecnologia e la sta affinando di anno in anno e si diverte a lasciare dei messaggi strani sui campi? Ma anche qui rimane da capire il perché lascia questo tipo di messaggi ed a che scopo.

Un ulteriore problema che penso che possa venire fuori (ammesso che siano di origine umana) è dato dal fatto che se delle persone riescono a fare tali pittogrammi diventa complicatissimo riuscire a capire quali sono i "genuini" (cioè quelli di matrice misteriosa) e quali no. L’unico elemento che forse ci può aiutare in questo senso è dato dalle anomalie fisiche delle spighe, che apparentemente non sembrano essere state riscontrate nei "crops" artefatti. Il quadro che ne esce quindi è veramente molto complesso ed invece che chiarire la situazione, credo che la complichi ulteriormente. Fra un paio di mesi dovrebbe ricominciare la "stagione dei cerchi" ed allora avremo ancora materiale su cui studiare ed ipotesi da formulare.

Bibliografia: 

- "I nuovi Cerchi nel grano". Di M. Hesemann. Edizioni mediterranee;

 - www.cropcircleconnector.com ; -Ufo Notiziario n°37- Ottobre 2002;

 - "Scienza e paranormale" Settembre-Ottobre 2002. Anno X n°45.

Nota: le foto sono state ottenute da internet. Nel caso in cui deteniate i diritti per le foto pubblicate in quest’articolo, saremo lieti di menzionare gli autori delle foto e la fonte da cui sono state tratte, o di cancellare le immagini se questo è il vostro desiderio. 
www.centrostudifortiani.supereva.it  



W.Reich e gli UFO 
a cura di Teodoro Di Stasi - theo@paleoseti.it (Ricercatore Indipendente, owner di Paleoseti.it) - Pag.7

Uno psicologo a caccia di UFO

Tanto scomodo da finire i suoi giorni in un carcere americano, vittima di un sistema che temeva le sue eretiche teorie, Wilhelm Reich (1897-1957) fu uno dei pensatori più originali di questo secolo. Precedentemente rimosso dalla cultura contemporanea, oggi torna nuovamente in auge per le possibili applicazioni scientifiche delle sue teorie connesse anche agli UFO.

Wilhelm Reich è stato uno scienziato controverso ma razionale, scopritore del principio orgonico, un’energia vitale, cosmica e primordiale, onnipresente in natura, suscettibile di sperimentazioni e misurazioni mediante speciali "accumulatori orgonici" che egli usava anche per scopi terapeutici.

 Il suo lavoro scientifico (dagli anni '20 agli anni '50), incentrato sulla scoperta di questa "fonte generatrice di energia", lo convinse che potesse trattarsi della causa generante gli UFO, e che questi stessi potessero essere facilmente catturati mediante l'utilizzo di particolari apparecchi quali il "cannone orgonico". 

Infatti, durante le operazioni con il "nubifugatore" (o cloudbuster) ideato da Reich per creare pioggia e vegetazione nel deserto dell'Arizona, furono avvistati numerosi UFO. Lo psicoanalista austriaco durante le sue osservazioni asserì che gli UFO erano una delle cause della desertificazione e che non solo erano ostili perché interferivano con i suoi esperimenti ma, consumando l'energia orgonica dell'atmosfera, espellevano scarichi di energia letale decomposta che dissolveva le nubi. Un giorno decide di puntare il "nubifugatore" verso uno di questi oggetti volanti, e constatò che esso tendeva a perdere di consistenza e a diventare sempre più fioco fino a scomparire del tutto: ciò dimostrava la sua teoria secondo la quale gli UFO sarebbero composti da energia!

In seguito molti ufologi, affascinati dalle speculazioni di Reich, ripercorsero i suoi procedimenti tecnici mediante l'uso del "nubifugatore", ma non riscontrarono una relazione tra apparizioni di dischi volanti e loro avvicinamenti ostili o atti ad interferire con le variazioni atmosferiche. Tuttavia non mancarono vasti plausi tra alcuni studiosi, come ad esempio Trevor James Constable, che si avvalse delle sue scoperte per supportare le teorie sull’esistenza di plasmi o amebe luminose viventi presenti nella nostra atmosfera, e divenendo un suo accanito sostenitore. Un misterioso scienziato, Thomas Bearden, che sostenne di aver lavorato al Pentagono, cercò di sfruttare dei sensitivi per tentare di smaterializzare un UFO apparso in cielo, seguendo dettagliatamente le annotazioni di Reich sulla possibile composizione e decomposizione di questi oggetti volanti non identificati; non ci è tuttavia noto se poi fosse riuscito o meno in questa curiosa impresa.

I "seguaci" del pensiero di Reich tutt'oggi sono ancora molti: Michael Hesemann (durante una conferenza a Locarno), riferendosi al caso degli UFO apparsi più volte a Carlos Diaz presso Tepotzlan in Messico (come sferoidi luminosi, mutanti di colore e fluttuanti nell'aria), avrebbe più volte asserito che essi potessero essere una sorta non solo di "navi di luce" ma di "navi di vita"... Ossia non artifici "techno" ma strane entità biologiche, che si nutrono di particolari vibrazioni fisico-chimiche, soggiacenti alle emozioni umane ed alle variazioni di Gaia (nostro pianeta in senso globale) e, dunque, perfettamente simili agli UFO studiati da Reich ad Orgonon (località del Maine, dove sorgeva il laboratorio dello psicanalista).

E come dimenticare la "fisica eterea" di Rudolf Steiner interamente basata su Reich, il quale ritenne possibile l'esistenza di creature simili ad amebe, ne solide né liquide né gassose, ma appartenenti al quarto stato della materia, e spesso non facilmente visibili? E se fossero sempre gli stessi UFO che lo psicanalista austriaco disse di aver osservato e cercato di catturare molte volte durante i suoi esperimenti?

Ma il pensiero di Reich, che ha segnato un'epoca, non solamente psicologicamente ma anche ufologicamente, affascina moltissimo anche il mondo scientifico ufficiale. A giudizio di alcuni fisici tedeschi (sostenitori delle idee di Tesla e Boscovich), Reich avrebbe trovato qualcosa di sconvolgente e avrebbe potuto realmente costruire apparecchiature per attrarre e incapsulare queste energie che - a quanto sembra - si presentavano in forma di "amebe di luce". E qui si ritorna agli UFO, nell'accezione di fenomeni luminosi anomali osservati in atmosfera. Attualmente a Tubingen, un team di scienziati tedeschi sta proseguendo le ricerche di Wilhelm Reich, sfruttando alcune parti delle asserzioni contenute nella sua cosmologia orgonica, che somiglia straordinariamente a quella sostenuta dalla moderna "fisica del plasma". Pur ammettendo che la teoria di Reich non sia pienamente scientifica, alcuni di loro associano intuitivamente ed audacemente l'energia orgonica alla ZPE (energia fisica di punto zero del vuoto) e ad na sorta di fluttuazione quantistica del "prana".

Reich ed il suo rapporto con gli UFO

Il figlio di Wilhelm Reich, Peter, scrisse "A Book of Dreams" ("Un Libro di Sogni") e, durante una conferenza stampa, disse: «La vita di mio padre è stata come un film di fantascienza degli anni '50. Il video musicale di K. Bush (cantante che si ispirò a Reich per realizzare il disco "Cloudbusting") ha ricreato esattamente l'immagine di un uomo sempre in bilico tra realtà e fantasia (magistralmente interpretato dall'attore canadese Donald Sutherland n.d.r.).Quando egli arrivò ad Orgonon la gente pensò che fosse Frankenstein. Lui, invece, voleva solo essere un eroe».

Successivamente, quando gli fu chiesta l'opinione di suo padre sugli UFO, egli rispose che un giorno egli gli confidò di essere stato rapito da uno di questi oggetti volanti; ma non aggiunse nient'altro riguardo a questa presunta esperienza. Peter Reich sottolineò però il fatto, che, negli ultimi tempi, gli UFO erano diventati una specie di fissazione per suo padre perché li vedeva sempre più come ostacoli, minanti i suoi progetti di riequilibrare l'energia orgonica presente nei luoghi ove faceva uso delle sue apparecchiature di "nubifugazione".

Nel 1954 in Oregon, Reich ebbe il primo avvistamento di un oggetto volante anomalo che si stagliava sullo sfondo buio della montagna, e da quel momento iniziò ad interessarsi di dischi volanti, leggendo molti libri ed interessandosi a racconti inerenti possibili UFO crash avvenuti in America.

Giunse a sostenere infine che gli UFO potessero provenire dallo spazio e che sfruttassero l'energia cosmica per la propulsione e per il controllo del campo gravitazionale (tesi che venne poi sostenuta dal professor J. McDonald e dal maggiore D. Keyhoe).

La sua conclusione fu quella che sarebbe stato possibile ottenere la propulsione che utilizzano gli UFO, mediante l'energia orgonica massa esente, che, secondo la sua teoria, era responsabile di ciò che veniva definita energia gravitazionale. E molti ritengono che l'aver rivelato queste ipotesi al governo statunitense gli costò la condanna alla carcerazione.

Di Reich rimane non solo un vademecum teorico sulla possibile composizione degli UFO, ma anche un significativo testamento spirituale: "Io non credo che il nostro Universo sia costituito da spazio vuoto: questa teoria che riduce tutto al nulla statico è una creazione degna del carattere dell'uomo di questa epoca, che si rifiuta di negare la consapevolezza che l'Universo sia madido di energia vitale, pulsante, secondo differenti ritmi, e completamente funzionale, non relativistico. Ed in questo 'cosmo' l'uomo, finalmente riequilibrato e consapevole, potrà scoprire nuovi fenomeni vitali, soggiacenti a principi energetici non dissimili dai suoi propri...".

Ed il sogno di questo eclettico ed eretico studioso sembra oggi, grazie agli sviluppi delle discipline fisiche e cosmologiche, non troppo lontano dalla realtà.



Oggetto Romboidale Avvistato fra Napoli e Salerno, UFO o IFO ? 
a cura di Giovanni Ascione, Enzo De Angelis, Mauro De Luca, Giorgio Russolillo - giorgio.russolillo@tiscalinet.it (C.I.S.U. Campania, Gruppo "Solaris" Napoli) - Pag.8

Fra le province di Napoli e Salerno, il 7 dicembre del 1995, un "oggetto romboidale", di grandi dimensioni, sorvola a bassa quota un quartiere. Effetti fisici ed elettromagnetici ? Forse un IFO.

Mario M. rientra a casa verso le ore 23.00, dopo una serata trascorsa con gli amici. Sale in casa ed accende la TV nella sala da pranzo, mentre tutti gli altri componenti della famiglia, madre, padre e nonna, sono già a letto. 
Mentre inizia a guardare un film alla TV, avverte improvvisamente uno strano sibilo, dapprima lontano poi sempre più vicino. Credendo si trattasse di un guasto dell'apparecchio televisivo, repentinamente si affretta a spegnerlo. È proprio in quell'attimo che si rende conto che il sibilo, in realtà, proviene dall'esterno; Mario avverte anche una vibrazione ed il tutto fa credere al testimone che un aereo fosse sul punto di precipitare. 

Mario allora solleva la persiana, che era di già abbassata, si precipita sul balcone ed osserva stazionare sul tetto del proprio palazzo (di tre piani), ad un’altezza dal suolo di circa 25 metri, un oggetto di forma romboidale e di grandi dimensioni. Ai lati dell'oggetto sono visibili luci intermittenti di colore bianco-azzurro, mentre nella parte sottostante s’intravede una struttura tonda a forma di cerchio, intorno alla quale sono visibili luci fisse sempre di colore bianco-azzurro.

Il testimone, per la sorpresa è quasi colto da malore, invocando a gran voce l'aiuto di qualcuno. Accorre la nonna che accortasi del fenomeno costringe il nipote a rientrare in casa. Da questo momento in poi il fenomeno viene seguito sbirciando dai vetri e dalle fessure delle persiane che, prudentemente, erano state di nuovo abbassate. Altri familiari intanto hanno seguito il fenomeno dalle altre stanze.

La madre del testimone, dalla finestra della propria camera da letto, è attratta oltre che dal rumore sibilante anche dalla luce particolare che proviene dall'alto ed illumina il palazzetto sotto casa, quindi corre in direzione della sala da pranzo unendosi alla madre ed al figlio.

Dopo circa 3-4 minuti i tre vedono l'oggetto muoversi e dirigersi verso Napoli. È questo il momento in cui è possibile per loro apprezzare in maniera più dettagliata la forma romboidale e la struttura sottostante. È importante l'impressione dei testimoni che riferiscono di una "struttura" che è abbastanza grande da coprire l'intera superficie del terrazzo, al punto che gli "angoli" di questo "rombo" volante superano il perimetro del palazzo stesso.

Al momento dell'avvistamento, Mario, ha 19 anni.

Qualche tempo dopo, gli inquirenti del Gruppo Solaris e del CISU Campania (grazie alla rete di collaboratori, amici e corrispondenti di cui dispone), apprendono la notizia e dopo una serrata trattativa con il testimone e con i familiari, riescono a recarsi sul luogo dell'avvistamento ed avviare l'indagine di routine.

Mario è ancora scosso da ciò che ha visto e, fra mille precauzioni e riserve, racconta l'accaduto. Pretende il riserbo assoluto e che non venga citato nè il suo cognome nè il luogo esatto dove si è verificato il fenomeno; solo a queste condizioni ci rilascia l'intervista ed i particolari che abbiamo riportato.

Dall'indagine si apprendono nuovi dettagli. Qualche giorno dopo l'avvistamento il televisore del testimone e quello del cugino (che abita poco lontano) improvvisamente smettono di funzionare, probabilmente a causa di una rialzo della tensione; nel palazzo dove abita il testimone, al piano superiore, una signora ha visto, chiaramente, l'oggetto ma rifiuta, tassativamente, ogni contatto e colloquio; in privato avrebbe confidato a Mario che l'oggetto, allontanandosi dal palazzo avrebbe lasciato una scia color celeste; nei giorni successivi molte TV locali avrebbero parlato di avvistamenti nella provincia di Caserta.

Gli inquirenti del Gruppo Solaris e del CISU/Campania hanno svolto accurate indagini e, forse, raggiunto qualche importante risultato. Innanzitutto si è appurato che la "forma romboidale" è stata scorta dal testimone solo dopo che il presunto oggetto si è allontanato dallo stabile, essendo visibile dal balcone del testimone al momento dello stazionamento, solo una vaga forma triangolare e, soprattutto, una sorta di "ali" che sporgevano dal tetto; che probabilmente le dimensioni dell'oggetto erano inferiori a quelle descritte come anche la durata dell'avvistamento che non avrebbe superato 1 - 2 minuti.

Anche il presunto effetto elettromagnetico a carico dei televisori non rappresenta un fenomeno apprezzabile e sicuramente collegabile a quanto osservato; rileviamo, comunque, problemi ad un paio di apparecchi TV sia nel condominio del testimone che in alcuni palazzi contigui.

Il problema più gravoso che gli inquirenti hanno dovuto affrontare è stato l'atteggiamento omertoso che, naturalmente, non ha aiutato lo svolgersi delle indagini ed i risultati delle stesse. Allo stato attuale pensiamo che la spiegazione che risulta credibile e plausibile, possa essere individuata in un elicottero della Polizia o della Guardia di Finanza in pattugliamento o inseguimento notturno; più complicata l'ipotesi di un aereo militare o un ultraleggero dotato di potenti fari illuminanti.

Qualcosa è sicuramente avvenuto quella notte e l'indagine continuerà e proseguirà alla ricerca di nuove fonti e testimoni, e alla rinnovata richiesta di collaborazione alle Autorità competenti; per sgombrare il campo dalle solite, esotiche e fantasiose ipotesi "aliene", ormai sempre più ricorrenti fra i media.

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