Numero 5, Anno 2003
Camelot Chronicles

 

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Tutti i numeri del giornale aperiodico di ufologia "Camelot Chronicles" si possono scaricare gratuitamente da questo sito in formato PDF e HTML, e si possono trovare in formato cartaceo alle conferenze del Gruppo Camelot e dei suoi Collaboratori

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SPECIALE HESSDALEN

Editoriale - Pag.1 

"C’è vero progresso solo quando i vantaggi di una tecnologia diventano per tutti" H.Ford 

Ascoltando questa frase ripenso a quanto sta succedendo nell’ufologia italiana, ripenso ai molti sviluppi tecnologici di questi ultimi anni, le diverse mailing list, i forum, i siti web, i sistemi di messaggistica come Arupcom; ripenso poi alle varie ricerche in atto, in Italia e all’estero, sui crop circles e sulle luci "anomale", come Hessdalen, Sassalbo, i fenomeni in Adriatico... 

Beh, diciamolo chiaramente, c’è chi questa tecnologia la vuole dare a tutti, la vuole condividere con gli altri, la vuole mettere a disposizione degli ufologi, e chi invece vuole tenerla gelosamente chiusa in un cassetto... che ne dite ? 

                        Buona lettura, 

                            Cordialmente, La Redazione 


Il Diario del Colonnello Corso 
a cura di Maurizio Baiata - mbalien@tin.it (Giornalista Investigativo e Direttore della Collana "Mondi Proibiti" delle Edizioni Pendragon) - Pag.1

IL CHIP

(NdR: testo scritto a mano da Philip J. Corso) 
<< Se dovessi classificare, in ordine d’importanza, i risultati tecnologici conseguiti dal Dipartimento R&D, al primo posto metterei il "chip" o circuito integrato: una scoperta meravigliosa, degno coronamento del nostro lavoro.

Nell’appendice B di "The Race for Time" (Corsa contro il Tempo, marzo 1963, pg. 535), il Generale Maggiore F.H. Britton, direttore del Comando Materiali della R&D dell’Esercito, afferma: "Si tratta di un circuito elettronico completo formato da una pila di componenti uniformemente sagomati, sottili come un’ostia, connessi da cavi ed incapsulati". 

Noi consideriamo ed associamo tale scoperta con i super computer e ci meravigliamo per la loro complessità. Ma, per le menti avide di sapere, si sta aprendo una strada ancora più strabiliante: la funzione delle cellule umane che operano in maniera simile al chip ed ai suoi circuiti integrati. 

Gli scienziati italiani dischiusero per me questa porta nei primi anni Quaranta. La scienza moderna sta finalmente pervenendo alla conclusione che le cellule umane non sono altro che una serie di circuiti integrati. 

"I diversi meccanismi di segnalazione somigliano allo schema di un circuito parallelo utilizzato nei computer. Vi è un importante scopo, dietro la straordinaria precisione e la duplice funzione di questi circuiti". ("Genes and Biology of Cancer" Geni e biologia del cancro - Biblioteca Scientifica Americana)

Gli eventi del 1947 e l’impulso che imprimemmo nei primi anni Sessanta, spalancarono un orizzonte illimitato. Vorrei solo menzionare alcuni dei prossimi traguardi: un nuovo approccio alla genetica, la comprensione delle cause del cancro e dell’AIDS e la scoperta di nuove terapie contro tali malattie ed altre conquiste che sfidano l’ingegno umano. Davvero, un Nuovo Mondo, se ne saremo capaci. >>

(NdR: tratto da "L’ALBA DI UNA NUOVA ERA - I segreti alieni nascosti dal Pentagono", di PHILIP CORSO, edizioni Pendragon, © 2003 - http://www.pendragon.it/libri/Mondi_proibiti/libro-333.html  ). 

L'ultima pagina del diario del colonnello Corso riassume alcuni degli elementi cardine della sua storia, di uomo, di militare e di tecnocrate. A tratti visionario, mai composto nella sua irruenza militaresca a voler delineare e distinguere il bene ed il male secondo un'ottica patriottica americana, Corso, in conclusione, si pone interrogativi che collegano gli eventi del 1947, l'incidente di Roswell, con il mondo che stiamo ora vivendo. Ha speso 50 anni della sua vita tenendo fede al giuramento di segretezza, ha riposto, in "una parte remota del cervello" come amava spesso sottolineare, tutte le informazioni in suo possesso, decidendosi a divulgarle solo quando la sua coscienza glielo ha imposto. Cosa ha prodotto la sua decisione? 

Il dottor Steven Greer, direttore e promotore del Disclosure Project, mi confidava nel 2000 che avrebbe voluto un "faccia a faccia" con Corso, per raccogliere direttamente la sua testimonianza e presentarla nella lista di quanti - fra gli addetti ai lavori - si sono resi disponibili a parlare al mondo intero, dando inizio ad un programma di divulgazione di massa delle informazioni top secret sugli UFO e i contatti con esseri di altri mondi. 

L'incontro fra Corso e Greer non c'è mai stato. Il colonnello ha voluto fare a modo suo, pur sapendo dell'intraprendenza di Greer e delle sue "buone intenzioni", o forse, non ce n'è stata occasione. Sta di fatto che Corso ha appena il tempo di raccontare la sua verità, passa poco più di un anno e, nel 1998, muore, stroncato da due infarti, uno ad una settimana dall'altro. 

Adombrare l'ipotesi che sia stato "eliminato" non è assurdo. Ha fatto di più di molti altri, con gradi, ineccepibile curriculum militare e amicizie in alto, ai vertici del Pentagono. Probabilmente, ha fatto troppo. Il suo ruolo, per 50 anni, sino alla fine, è stato iscritto nei servizi segreti militari statunitensi. Lo prova l'aver rilasciato una dichiarazione giurata all'avvocato Peter Gersten, nella quale chiamava in causa il Pentagono ribadendo che quanto aveva raccontato nel libro "Il Giorno Dopo Roswell" corrispondeva a verità, nei suoi elementi fondamentali. Il suo "affidavit" è suonato come un testamento. A livello mondiale, nel giro di cinque anni, dal 1997 al 2002, non c'è stato documentario dedicato al fenomeno UFO che non abbia dato risalto alle sue affermazioni. 

Troppo comodo, per gli ufologi, disporre finalmente di un alto ufficiale americano che rendeva meno angolare la situazione, che chiariva i sottili rapporti fra mondo dell'intelligence e mondo della ricerca, fra gli apparati che segretamente si occupavano degli UFO e la schiera di ricercatori che Corso annoverava fra coloro che si erano resi utili al sistema di segretezza. Quale ironia! Pensare che siano proprio gli ufologi più queruli, apparentemente più preparati e sagaci, a fornire il supporto per inquinare le acque, frenare gli entusiasmi, confondere le idee, servire un padrone occulto. Essendone stato sempre pienamente cosciente, Corso ha preferito stare al gioco sino alla fine, servendosi degli ufologi - italiani soprattutto. Una sera, in un albergo di Roma, mi ha spiegato come funzionasse il sistema del "debunking" e quali fossero i livelli della sua applicazione. In particolare, mi disse, se si deve accertare se un "elemento" è colluso, o meno, qualcosa potrebbe trapelare dalla sua dichiarazione dei redditi, ove si rilevino eventuali entrate, anche di scarsa entità ma costanti nel tempo, tenendo d'occhio altri fattori, fra i quali soprattutto il tenore di vita del soggetto sotto scrutinio. 

Questo è il sistema della "carota": il personaggio in questione viene addomesticato e reso utile mediante afflussi anomali di denaro derivati da fondi speciali, ovvero dai "black budgets", nulla di scritto, prestazioni occasionali. Nell'altro versante, il sistema del "bastone". Il soggetto viene messo tacere o incapacitato, agendo conseguentemente al coefficiente di "resistenza" che egli offre. 

Sino all'eliminazione fisica. Parlammo di JFK. Corso aveva partecipato ai lavori della Commissione Warren, per conto di un senatore. Senza entrare nel merito, il colonnello restava dell'opinione che a Dallas avesse agito un solo uomo. Niente congiura. Mi dimostrò, così, di aver servito il potere sostenendo una tesi dai più ritenuta allucinante, anche di fronte alla palese evidenza del contrario. Era il suo ruolo. È per questo che ogni pagina del suo diario "L'alba di una nuova era" va letta, studiata ed interpretata, ponendoci l'interrogativo "Come mi sarei comportato al suo posto" e rispondere secondo la nostra coscienza.


Five Chinese Elements 
a cura di Marcello Pecchioli - mpecchioli@libero.it (Mass-mediologo, Responsabile EBE III ed Ideatore del Progetto Multimediale 5CE) - Pag.1

Introduzione

Il gruppo di collaboratori, costituito da giornalisti, sceneggiatori, registi, professori universitari ed esperti di informatica, voluto e riunito dal Dr. Marcelllo Pecchioli è stato fondato con la precisa intenzione di sfidare ciò che oggi viene denominata la complessità della conoscenza e la globalità dell’informazione.

Un’ informazione e un sapere moderno che ci costringe oggi, con le sue numerose strutture multimediali ad apprendere il tutto con tempi sempre più veloci, rapidi. Una conoscenza che, col passare degli anni, mercè i nuovi mezzi tecnologici di comunicazione, ha sempre di più assunto un aspetto multidimensionale: l’informazione ci arriva da più fonti. 

Il progetto ( www.5ce.net ) nasce con questa ambizione: rendere questa complessità, attraverso un metodo studiato, in un nuovo strumento post-moderno di cultura; con il fine che il tutto possa divenire un efficace motore primo per degli eventuali nuovi progetti editoriali (ed anche televisivi o cinematografici), che comprendono l’utilizzo e lo sfruttamento di tutti gli strumenti possibili che la nuova rete di comunicazione mette a disposizione ai cittadini comuni (in quanto consumatori esperti di tutta questa nuova strumentazione multimediale: internet, telefonia mobili, cinema, cd-rom ecc...) e riesca così a contenere ogni livello di tale complessità. Tutto questo con l’attenzione rivolta sempre a salvaguardia dell’unico principio che è quello che costringerà ciascuno dei collaboratori impegnato in questo lavoro di rispettare le argomentazioni delle diverse tesi proposte pur confutandole con le proprie deduzioni o presunte verità . 

Il gruppo di lavoro

Il gruppo del 5CE è conscio che il pensiero complesso, contenendo la molteplicità dei diversi punti di vista e diversi riferimenti culturali, possa assumere in sé quel principio di incertezza e di vago, insomma qualcosa di non definito; ma è consapevole anche che oggi, proprio la scienza ci informa che la realtà stessa non ha nulla di definitivo (teoria già contenuta nella filosofia speculativa dei primi filosofi greci e nella vasta e antica filosofia orientale): ogni sapere, ogni conoscenza rinvia sempre a qualcosa d’altro. Oggi siamo più consapevoli del fatto che non ci sia più nulla che possa assumere il compito di una verità totale e assoluta fino alla successiva prova contraria.

Oggi il sapere assoluto assumerebbe l’aspetto di una conoscenza mutilata, di… irreale. 

Si può parlare di scienza quantistica e negarla nel tempo stesso, ma rimangono i fenomeni osservati; si può parlare di ufo come dei semplici e veri fatti di cronaca o confutare questi avvistamenti con le varie diverse teorie psicologiche ma rimane il dato di fatto che molti si dichiarano testimoni degli avvenimenti. 

Si può discutere del fenomeno new age con il giusto interesse che meriterebbe una nuova teoria filosofica o rifiutarlo come mera immondizia culturale, o indicarlo soltanto come una nuova pseudoreligione fai da te per ricchi annoiati e depressi, ma rimane il movimento costituito da diverse persone in tutto il mondo. 

Conclusioni

Insomma, in questo periodo ogni cittadino, in quanto uomo a più dimensioni, come scriveva Marcuse, riceve in modo consapevole, e a volte anche inconsapevole, più verità supportate da diverse analisi. Oggi non c’è informazione che non si possa ricevere. E la si riceva da più fonti multimediali come si scriveva sopra. E nell’insieme, ognuno di questi argomenti, rinvia e si interfaccia sempre con le altre realtà…

Non prenderne atto, secondo il gruppo del 5CE, significa che si potrebbe correre il rischio di creare in futuro molto prossimo, dei veri feudi e castelli isolati, dove ognuno potrà professare la propria verità cadendo così, con l’assenza di un giusto confronto, in una sorta di un nuovo medioevo culturale. 

Ora seguirà una presentazione in sintesi ma complessiva del progetto 5CE scritta e presentata direttamente dal Dr. Marcello Pecchioli.

FIVE CHINESE ELEMENTS - The Alien Truth

Il Progetto nasce da una mia convinzione che molti elementi legati ad un’informazione ufologica che pure contengono degli elementi di grande fascino e interesse, abbiano bisogno di un background "esotico" costituito dalla globalità di quello che potremmo chiamare "pensiero orientale".

Non solamente perché molti dei cosiddetti umanoidi, visti in IR3 e IR4 (Incontri ravvicinati del 3° e 4° Tipo) hanno fattezze orientali,occhi allungati e tratti cinesoidi ma anche dal convincimento che molte tecniche, filosofie, religioni, estetiche orientali costituiscano un livello d’interfaccia interessante, valido e certamente inedito rispetto ad un eventuale contatto con civiltà extraterrestri. Questo vale sia per la duttilità e il tipo d’articolazione logica e linguistica della filosofia e religione orientale sia per un aspetto che potremmo chiamare apertamente New Age ma che in Oriente viene elaborato da millenni, basti pensare alla cultura shinto giapponese, la cultura bon tibetana e la cultura taoista in Cina. 

Questi fattori che oggi troviamo convergere, ad esempio nel complesso fenomeno dei crop circles, di cui si sta occupando la stampa e i media a livello mondiale, da alcuni anni, come di una serie d’informazioni che i rapiti e i contattisti dicono di possedere sul nostro pianeta e che prevedono scenari di grandi disastri ecologici,ci fanno propendere verso un tipo di pensiero,che in Europa e in America potrebbe essere vicino alle analisi di Fritjof Capra o di Gregory Bateson o alle analisi epistemologiche di Paul Feyerabend o di altri filosofi analitici e biologi o cognitivisti come Maturana o Varela.

Un secondo livello che ci sembra convergere con il Progetto(5CE) è l’elemento scientifico nelle sue varie articolazioni (tecnologico, astronomico, ingegneristico, militare, biologico, informatico, genetico) di cui il sito cercherà di dare conto, anche servendosi del contributo di specialisti, scienziati, ingegneri, ricercatori che vogliano aderire alle linee guida del progetto stesso.

Da questo affastellarsi di pensatori e filosofi e orientamenti cognitivi ed epistemici nasce dunque l’idea di far convergere queste analisi all’interno di un progetto multimediale, cinematografico (Five Chinese Elements Project) e accanto alla creazione (già avvenuta) di un Festival sulla fantascienza, ufologia, divulgazione scientifica, il Festival E.B.E., di cui mi onoro di essere l’ideatore, l’organizzatore e il direttore artistico e che è, attualmente, alla sua terza edizione e di cui, anche questo sito, darà notizie e ampie informazioni.

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