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Tutti i numeri
del giornale aperiodico di ufologia "Camelot Chronicles" si possono scaricare gratuitamente
da questo sito in formato PDF e HTML, e si possono trovare in formato cartaceo alle conferenze del Gruppo Camelot
e dei suoi Collaboratori
Abductions ... per una Vita Eterna ?
a cura di Lavinia Pallotta -
fenice@lifegate.it (Presidente
Fondazione Sentinel, Membro Gruppo Camelot, Collaboratrice MOSAC) - Pag.11
Per chi s’interessa di ufologia e non ha il timore di confrontarsi con un fenomeno complesso e sfuggente come quello delle ABDUCTIONS, diventa inevitabile la necessità di trovare il perché, il collegamento logico che dia finalmente un senso a tutti i casi documentati e a tutti i dati faticosamente raccolti negli anni.
A questo perché le più recenti conclusioni divulgate da Corrado Malanga, un nome che nel campo dell’ufologia internazionale non ha bisogno di presentazioni, hanno avuto il coraggio di dare una possibile risposta, della quale il famoso ricercatore, grazie soprattutto ai risultati “positivi” ottenuti con il particolare metodo d’indagine sugli addotti, si dice assolutamente certo.
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Malanga non solo ha tracciato un quadro complesso e inquietante delle diverse tipologie aliene coinvolte nelle abductions (12 specie descritte nei particolari), della rispettiva provenienza e dei rapporti gerarchici che intercorrono tra loro, ma ha identificato ben 5 Livelli di Interferenza Aliena nei nostri confronti (o come noi umanamente interpreteremmo, ai “nostri danni”!), che, una volta compresi, permetterebbero di capire quello che gli alieni cercano veramente nei soggetti rapiti, il “Santo Graal” del quale noi siamo a malapena consapevoli. |
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Alla luce di queste conclusioni, è essenziale la comprensione della
divisione tipologica degli alieni che, secondo Malanga, sembrano sì
cercare la stessa cosa ma seguono modalità profondamente
differenti.
Lo stesso addotto è vittima, nell’arco della sua vita, di più di una razza: dai Sirio, umanoidi chiari di capelli e di carnagione, passa poi nelle mani degli Insettoidi, simili a cavallette, e in ultimo in quelle dei Sauroidi (più comunemente conosciuti come Rettiloidi). Il primo rapimento viene effettuato dunque dai Sirio, in grado di individuare i soggetti adatti ai loro scopi, forse perché in possesso di una mappatura genetica dell’umanità. Se il rapimento viene effettuato dai Pleiadiani, simili a noi, con carnagione e capelli chiari e cinque dita, l’addotto non viene toccato da nessun altro. Esistono, inoltre, altre tipologie, alcune delle quali assoggettate o schiave delle altre.
Malanga fa notare come, considerati i diversi rapporti esistenti tra queste specie, sia più corretto parlare di gruppi di potere piuttosto che di razze.
Gruppi di potere che perseguono lo stesso fine: l’IMMORTALITA’…attraverso l’utilizzo del nostro cervello e non solo, come vedremo.
Complesse e approfondite sedute d’ipnosi, combinate con la PNL (programmazione neurolinguistica), alle quali sono stati sottoposti moltissimi addotti studiati dal ricercatore e la sua équipe, avrebbero rivelato l’esistenza di una zona del cervello di queste persone, contenente memorie non loro, ma aliene nel vero senso del termine, la cui presenza spiegherebbe il senso di “diversità” e di “sdoppiamento” sofferto dagli addotti, e i flash back di vite che non possono essere le loro. Questo Secondo Livello di Interferenza, comporterebbe dunque, da parte dei Sirio e dei Pleiadiani, l’utilizzo del cervello umano come vero e proprio contenitore dei loro ricordi. In quest’ottica, si trasferirebbe il ricordo della vita di un alieno morto, nella mente di un umano (bambino), accessibile solo attraverso una sorta di password che, una volta rintracciata, permetterebbe al ricercatore di accedere ad insperate fonti d’informazione aliene, come la lingua. Prima della morte fisica dell’addotto, la sua mente al completo verrebbe copiata e trasferita in un soggetto alieno appena nato, e così avanti all’infinito, all’inseguimento di una pseudo- immortalità.
Ma le memorie aliene rintracciate nella mente degli addotti non sono mai riconducibili a specie Insettoidi o Sauroidi, quasi che razze così diverse risultino incompatibili.
L’interferenza di questi alieni (il Terzo Livello) si presenta addirittura più profonda.
Dal ricordo dei rapiti risulta la creazione di un corpo uguale al loro, dove conservare la copia del loro cervello, contenente tutte le preziose informazioni. Un corpo dunque resta in mano agli alieni e uno viene “rimesso in libertà”… Peccato che il soggetto venga introdotto, all’inizio dell’operazione di “duplicazione”, in un cilindro orizzontale e ricordi di uscire da uno verticale… cioè il cilindro destinato a contenere la copia! Tale conclusione risulterebbe intollerabile al soggetto, se non si prendesse in considerazione un altro fattore: il Quarto Livello di Interferenza. Durante la duplicazione del corpo, da parte dei Sauroidi, accade qualcosa d’insolito: il soggetto avverte una strana vibrazione, per poi ritrovarsi in una postazione visiva apparentemente impossibile, che gli permette di osservare entrambi i suoi corpi dall’alto! Non potendo usare la mente umana come i Sirio o i Pleiadiani, i Sauroidi sembrano cercare qualcos’altro che permetta loro di raggiungere ugualmente la vita eterna (o quello che loro concepiscono come tale): l’ANIMA, resa compatibile con noi dal nostro DNA.
Ricerca fallimentare perché come il cervello, anche l’anima umana risulterebbe inutilizzabile dai Sauroidi: gli addotti riescono ancora a percepire, sotto ipnosi, il senso di frustrazione dell’alieno al mancato congiungimento con questa “matrice di punti di luce”, che ribellatasi all’intrusione, finisce nel corpo “fotocopia”, al quale dunque non manca più nulla.
Il Quinto Livello d’Interferenza, estremamente complesso, rappresenterebbe l’anello mancante della catena: chi controlla veramente le abductions e quali sono le effettive gerarchie di potere. Le menti degli addotti presenterebbero, sottoposte ad ipnosi, memorie di “esseri di luce” di natura profondamente diversa dalla nostra, ma comunque mortali, che hanno il controllo sugli altri alieni che portano avanti le abductions.
Secondo tali memorie, solo alcuni uomini possiedono l’Anima che, se così fosse, costituirebbe l’elemento fondamentale di differenziazione tra gli esseri umani…
(NdR: gli articoli del Prof.Corrado Malanga riguardanti le sue ricerche sul fenomeno delle Abduction si possono trovare nel sito web:
http://www.sentistoria.it, ma soprattutto all’
indirizzo: http://www.sentistoria.it/lerisposte.htm)
Report Conferenze ed Incontri
“UFO, nel
Passato”, Pavia, 25-1-2003, a cura di Alessia Maineri, malessia@katamail.com -
“Caso Monselice: UFO Triangolari ed Invisibilità
Radarica”, Corcagnano (PR), 24-1-2003, a cura di Cristian Vitali,
cristian-vitali@libero.it -
“Nexus a Milano”, Milano, 15-02-2003, a cura di Lavinia Pallotta
fenice@lifegate.it - “I Martedì dell'Incredibile delle Grotte di
Valganna”, Induno Olona (VA), 18-2-2003, a cura di Carlo Sabadin,
sabinsky@tiscali.it - Pag.12
“UFO nel Passato”, Pavia, 25-1-2003, a cura di Alessia Maineri,
aleskiara@libero.it, (Ricercatrice
Indipendente)
Si é svolta sabato 25 gennaio presso l'accogliente ambiente della Raclette, a Pavia, la conferenza dal titolo UFO NEL PASSATO, organizzata dal MOSAC e dal Gruppo Camelot e Lupi Cosmici. Relatori:
Paolo Bolognesi (Collaboratore CISU - Centro Italiano Studi Ufologici, Stargate Group),
Lucio Deplano (Ricercatore indipendente, Collaboratore Ufologia.Net e HWH22),
Carlo Sabadin (Fondazione Sentinel, Stargate Group, Collaboratore Stargate Magazine).
La sala era gremita da un numeroso ed interessatissimo pubblico che nel corso della serata ha avuto modo di spaziare dalla Clipeologia e Archeologia spaziale, ad analisi di deformazioni craniche ossee storicamente documentate fino all'affascinante tema di Sirio e del suo legame con il popolo dei Dogon.

[NdR: La parte in oggetto è stata rimossa come richiesto.
Riferimenti in dettaglio alla pagina web: segnalazioni.htm]
Presenti numerosi ricercatori e rappresentanti di Gruppi Ufologici tra i quali i membri di HWH 22, ARUP, il ricercatore indipendente Alessandro Lué autore di un interessante articolo sul caso dei "capelli d'angelo" pubblicato sul terzo numero della rivista Camelot Chronicles, presentato in apertura di serata da Eugenio Ballini (membro ARUP e coordinatore editoriale di Camelot Chronicles -
http://www.camelotchr.too.it), membri del CICAP, ecc.
Paolo Bolognesi ha dato innanzitutto una definizione chiara dei termini Ufologia e Clipeologia sottolineando quanto sia fondamentale approcciarsi ai reperti che provengono dal nostro passato con uno sguardo che sia il più possibile obiettivo e imparziale, tenendo conto di tutto ciò riguardo al quale ancora non si possiede una risposta definitiva. Partendo dai numerosi oggetti misteriosi (di cui sono state mostrate alcune immagini), ha poi portato l'attenzione sui tanti scritti che sono arrivati fino ai nostri tempi lasciandoci testimonianza d’ipotetiche civiltà estremamente più evolute della nostra. É stato affrontato il discorso dei Vimana (le straordinarie macchine volanti dalle proprietà incredibili di cui si racconta nel Veda) ed infine portata l'attenzione su analisi che avrebbero rilevato la presenza, in un passato molto lontano, di livelli di radioattività così elevati che solo un esplosione atomica (o qualcosa di paragonabile) avrebbe potuto produrre. C'é dunque ancora molto da comprendere e da indagare prima di poter affermare che tutto é stato chiarito.
A seguire Lucio Deplano ha presentato un escursus notevole sul caso delle deformazioni ossee nella storia. Il materiale a riguardo abbonda non é possibile ignorarlo, e soprattutto proviene da ogni angolo del nostro pianeta, quasi a supportare l'ipotesi che una civiltà Proto Umana, geneticamente compatibile con quella terrestre, abbia in qualche modo fatto visita ai nostri antenati generando nuovi individui con un patrimonio genetico arricchito del nuovo apporto che si sarebbe poi mantenuto nel tempo. Queste deformazioni ossee potrebbero quindi essere retaggio di questo "accoppiamento" che avvenne nella notte dei tempi ed é stata effettivamente riscontrata la presenza di patologie ossee ereditarie della conformazione cranica la cui origine va molto in dietro nel tempo. I nostri antenati avrebbero poi cercato di mantenere (istaurando anche nelle proprie usanze pratiche come la fasciatura del cranio dei neonati per favorirne l'allungamento, o la deformazione e la trapanazione con tecniche opportune) nel tempo e nelle discendenze le caratteristiche primordiali di questi "visitatori". Particolarmente interessanti sono stati gli accenni fatti al caso di AkhenAton (e alla comparsa nel contesto della XVIII dinastia di parecchi casi di deformazione cranica) e a quello di Joseph Merrick (The Elephant Man).
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Carlo Sabadin ha poi concluso gli interventi della serata con Sirio e il mistero dei Dogon, questa straordinaria (e straordinariamente studiata) popolazione del Mali che sembra possedere delle conoscenze astronomiche molto antiche ed estremamente particolareggiate (tanto da definirlo come binario ancor prima delle scoperte fatte dal mondo scientifico) riguardo al sistema stellare di Sirio. |
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Sabadin ha portato l'accento sui numerosi studi e tentativi d’interpretazione che nel corso degli anni sono stati fatti riguardo alle conoscenze possedute da questo popolo, sottolineando come pur non essendo arrivati ad ottenere risposte certe sulle motivazioni e sulle origini di tali conoscenze, si sia giunti a dover riconoscere che, lungi dall'essere spiegabili come fenomeni riconducibili a peculiarità di popolazioni circoscritte e geograficamente limitate, vanno annoverate, come molte altre nella storia dell'umanità, tra i retaggi antichi che si perdono nella notte dei tempi e che sembrano parlare di una radice comune. Una degna conclusione di questa splendida serata che si potrebbe riassumere con una frase: La parola fine non é ancora stata scritta.
A dimostrazione di ciò é seguito poi un dibattito aperto e stimolante che ci auguriamo di poter continuare nella prossima (e sicuramente di livello elevato) conferenza in programma a Marzo.
“Caso Monselice: UFO Triangolari ed Invisibilità Radarica”, Corcagnano (PR), 24-01-2003, a cura di Cristian Vitali,
cristian-vitali@libero.it
, (Membro Centro Studi Fortiani)
Prima conferenza del 2003 per il centro culturale di ricerche esobiologiche GALILEO di Parma in collaborazione con la sede locale del C.U.N. (Centro Ufologico Nazionale). La serata è stata introdotta dal vice presidente di Galileo, Claudio Dall’Aglio, che ha presentato l’ing. Alfredo Benni del CUN Veneto, relatore della conferenza. Il tema dell’incontro riguardava il caso di avvistamento U.F.O. avvenuto a Monselice nel 2001 e l’invisibilità radarica.
Il Benni ha quindi iniziato la sua relazione mostrando al pubblico presente in sala i modelli di riconoscimento dell’aeronautica per quanto riguarda i velivoli che solcano i cieli. Gli aeromobili sono facilmente identificabili in quanto hanno delle caratteristiche ben precise come la forma, la presenza di ali, il comportamento prevedibile in volo, il fumo emesso, il rumore e la propulsione che può essere a pistoni o a reazione. In quest’ultimo caso l’aria viene prelevata dalle bocche di aerazione , viene compressa, miscelata ed espulsa; così facendo si ottiene una reazione che muove in avanti l’aereo. Quindi tutti i velivoli convenzionali hanno appunto queste caratteristiche che fanno in modo che siano comunque identificabili e riconducibili ad aeromobili.
Per quanto riguarda il discorso U.F.O. invece è l’esatto contrario. Infatti gli oggetti volanti non identificati sono proprio quei velivoli che non corrispondono alle caratteristiche di base sopraccitate che caratterizzano ogni aeromobile conosciuto. Il Benni ha quindi mostrato le immagini di alcuni prototipi di aerei di nuova concezione (che seppur avveniristici rispondono comunque ai modelli di riconoscimento) come il Pegasus ecc.
Dopo questa premessa è stato quindi introdotto l’argomento Monselice. Siamo nell’agosto del 2001 in questa località vicino a Padova, ed alle 22.50 di sera 2 donne stavano prendendo il fresco nei pressi del quartiere Marco Polo quando avvistano in cielo uno strano oggetto silenzioso che si muove verso la loro direzione. Era una specie di parallelepipedo (o piattaforma) di 40 metri di lato con una serie di luci nella parte inferiore e due ai lati. Appare subito evidente che non si tratta di un aereo. L’oggetto si è quindi posizionato sopra le due donne, ha spento le luci ed ha cominciato ad abbassarsi. Una delle due testimoni presa dal panico si è rifugiata sotto ad un tabernacolo a pochi metri dalla prima donna che invece è rimasta ferma a fissare l’oggetto.
I ricordi qui si fanno più frammentari ma dal racconto delle due testimoni si evince che sopra alla donna che era rimasta ferma si posizionò un altro oggetto più piccolo (come fuoriuscito dalla piattaforma) con un foro nel centro ed una luce più piccola a lato. Si pose sopra il capo della donna, all’altezza di circa 3 metri, e buttando giù una specie di tubo sembrava che svolgesse dei rilievi. Dopo quest’operazione l’oggetto sembrò dividersi in 3 parti ognuna delle quali volò in direzioni differenti. Alle 23.15, poi, in una strada vicina venne avvistato un ‘altro oggetto quadrato da una signora di settant’anni, ma solo per poco in quanto scomparve quasi subito.
I testimoni principali dell’avvistamento sono quindi 3 mentre… (NdR: la restante parte della recensione si può trovare al sito del Centro Studi Fortiani:
http://www.centrostudifortiani.supereva.it/pr-monselice.htm
)
“Nexus a Milano”, Milano, 15-02-2003, a cura di Lavinia Pallotta,
fenice@lifegate.it, (Presidente
Fondazione Sentinel e Membro Gruppo Camelot)
Buona partecipazione di pubblico ieri pomeriggio alla Libreria Esoterica in Galleria Unione, 1, a Milano, per l'incontro con i lettori di Nexus, la bella rivista di "informazione alternativa" diretta da Furio Stella e Tom Bosco, nell'edizione italiana. All'incontro era presente Tom Bosco, che per primo ha avuto l'idea, qualche anno fa, di portare il bimestrale australiano anche nel nostro paese, dove ha trovato il meritato successo.
Tom Bosco ha illustrato i vari argomenti affrontati da Nexus (compreso l'inserto italiano) fino ad ora: archeologia "proibita", free energy, ufologia, retroscena storici mai trattati dalla stampa ufficiale, per non parlare delle scie chimiche (argomento quest'ultimo che ha particolarmente catturato l'attenzione del pubblico forse perché tra tutti è uno dei meno conosciuti) e altro ancora.
E' stata un'occasione per incontrare di persona il bravo e simpatico "papà italiano" di Nexus, autore anche di interessanti articoli on-line sul sito della rivista, che sta progettando di arricchire l'inserto italiano e farlo uscire alternativamente alla versione australiana, forse già per l'anno prossimo. Speriamo!
Tom Bosco, nel suo intervento, ha voluto soprattutto sottolineare l'importanza di un'informazione libera e ad ampio raggio, che dia voce a quelle notizie e a quei ricercatori che possono fare la differenza. E quindi come non fare un accenno anche alla guerra in Iraq e i suoi veri motivi? Tom Bosco ha stupito un po' tutti dicendosi positivo riguardo la situazione mondiale. Sembra esserci una nuova, grandiosa presa di coscienza da parte della popolazione, che non crede più alle parole dei potenti e che è stanca di subire passivamente qualsiasi loro decisione. Tom Bosco l'ha interpretata come una nuova energia che deve ancora trovare la sua strada, ma che lascia qualche speranza per un futuro migliore. Ma considerati i milioni di persone che sono scesi in tutte le piazze del mondo, proprio ieri, a manifestare contro la guerra, e tutte le bandiere della pace appese alle finestre (a tantissime finestre, ve lo assicuro) forse non si è sbagliato.
“I Martedì dell’Incredibile delle Grotte di Valganna”, Induno Olona (VA), 18-02-2003, a cura di Carlo Sabadin,
sabinsky@tiscali.it, (Membro
Gruppo Camelot, Fondazione Sentinel, Stargate Group e collaboratore Stargatemagazine)
Nella suggestiva ed accogliente atmosfera delle "Grotte di Valganna" si è svolto il primo appuntamento di una serie di conferenze su argomenti "misteriosi" che caratterizzerà i prossimi mesi delle "notti" varesine.
Argomenti centrali della serata, brillantemente coordinata e moderata dal poliedrico giornalista Antonio Di Gaetano, il "Paranormale", con le esperienze del pranoterapista e sensitivo Giuseppe Lillo, e l'affascinante fenomeno dei "Cerchi nel Grano", argomento affrontato
dal Sig. Vinicio De Bortoli (Membro Fondazione Sentinel) e dal Dott. Carlo Sabadin (Fondazione Sentinel, Stargate Group, collaboratore di Stargatemagazine). In realtà, si sono affrontati, attraverso diversi piani di lettura, argomenti apparentemente differenti che presentavano, peraltro, punti di contatto e "connessione" non prevedibili.
Dal racconto delle esperienze "non convenzionali" del simpatico Giuseppe Lillo (in taluni casi suffragate da testimonianze di noti psicologi e, dallo stesso moderatore) si è arrivati a parlare di "misteriose entità" che sembrerebbero accompagnare la vita di molti sensitivi. In particolare, i cosiddetti esponenti del piccolo popolo, gnomi e folletti che la letteratura e folclore di buona parte dell'Europa (ma non solo) riportano nei loro miti e leggende, sono stati un argomento particolarmente apprezzato dal pubblico.
Esperienze di "contatto" con questi esseri sono stati registrati anche nella zona di Varese e nel Friuli (come ricordato da Di Gaetano e da De Bortoli) mentre Sabadin ha ricompreso il fenomeno all'interno di quella corrente interpretativa del fenomeno UFO che è l'ipotesi parafisica. Nella seconda parte della serata, De Bortoli ha fatto una breve disamina sulle diverse posizioni assunte dai ricercatori per dare una spiegazione al fenomeno dei "Cerchi nel grano", propendendo per un'ipotesi di tipo "terrestre" anche se non convenzionale mentre Sabadin, alla luce dei recenti dibattiti tenuti a Pavia con il CICAP, ha ricostruito le vicende storiche del fenomeno, segnalando le recenti obiezioni critiche avanzate da diversi settori di ricerca e tentando di fare il punto sulla vicenda.
Un pubblico non numerosissimo ma attento ha permesso un interessante dibattito che si è concluso in tarda serata. Prossimi appuntamenti, da non perdere, lunedì 24 con un seminario-spettacolo sulla comunicazione mentre, il giorno successivo, martedì 25, il Professor Vecchio, il pranoterapeuta Morosini e il ricercatore Ramazzina.
Nel mese di marzo, invece, assisteremo al "Viaggio nell'occulto" dello scrittore Dario Spada (martedì 4) e alla conferenza della nota giornalista e scrittrice Manuela Pompas (martedì 11).
E per l'ufologia..........novità interessanti in aprile.
Torino, Città Magica
a cura di Loris Liuzzi -
liuzziloris@tin.it (Ricercatore
Indipendente) - Pag.14
Il primo triangolo, quello del male, è composto da Torino, Londra e San Francisco, mentre il secondo, quello del bene, da Torino, Praga e Lione.
Questi, però, sono solo due dei molteplici elementi che attribuiscono a Torino quella veste di mistero che la caratterizza.
Chi non ha mai sentito parlare, per esempio, di gallerie, di cunicoli e di antri posti nel sottosuolo di Torino? Nei sotterranei della città avverrebbero strani riti, a volte macabri, legati alla spiritualità, all'alchimia e ad invocazioni di esseri superiori provenienti da dimensioni parallele o ultraterrene.
Piazza Statuto, situata in centro città, sarebbe il luogo più negativo di Torino: lì, secondo molte testimonianze, avverrebbero riti satanici, legati alla pazza frenesia generata dal male nell'animo umano. In questo posto, peraltro, vennero seppelliti centinaia di morti e in rappresentanza di essi è stato costruito un grigio e oscuro "monumento dei caduti" che segna perfettamente (strana coincidenza) il 45° parallelo sopraccitato.

Da sottolineare, inoltre, che Torino è situata ad Ovest dell'Italia, una posizione oscura e assolutamente negativa anche per i romani, perché ad Ovest tramonta il sole.
Tutti elementi, questi, da non prendere superficialmente. Sembra infatti che ogni storia veda come luogo ricorrente la città più magica della penisola italica: dal Santo Graal alla mitologia greca, esiste sempre e comunque un riferimento alla "città dei tori".
Il mistero del Santo Graal è legato, stavolta, a due delle attrazioni turistiche principali di Torino: la chiesa della Gran Madre e il famosissimo Museo Egizio. Lo sguardo delle due statue poste all'interno della chiesa indicherebbe lo stesso Museo, dove, sempre nei sotterranei, sarebbe nascosto il calice sacro. Leggende per attrarre l'attenzione dei turisti? Forse, ma restano comunque dicerie che lasciano un velo di curiosità e dubbio che affascinano i numerosi visitatori.
Altra leggenda, stavolta mitologica, interessa Torino. Alcune credenze vogliono che la fondazione della città risalga al periodo egizio, e una celebre pubblicazione (“I magici misteri di Torino”) afferma che il fondatore sarebbe il figlio del Dio Apollo, Fetonte. La leggenda vede come elemento principale il sole: Torino, secondo quest’interpretazione risulta città solare, dove la luce ha un'importanza rilevante e bene e male si battono ancora.
L'idrografia di Torino ha una notevole rilevanza per quanto riguarda l'aspetto magico - esoterico: la presenza di fiumi quali il Po e la Dora rafforzano il concetto di duplicità: il Po, figura maschile, si unisce con la Dora, parte femminile. Molte combinazioni, queste, che hanno dell'incredibile.
Anche diverse reliquie religiose si trovano a Torino, tra cui la nota Sacra Sindone che è stata al centro di inchieste e studi riguardo la sua autenticità: c'è chi è pronto a giurare che dietro l'incendio avvenuto qualche anno fa si celi un losco movimento praticante culti orfici responsabile di quanto successo. Un esoterista esprimeva sulla Sindone delle considerazioni interessanti spiegando che essa "racchiude in se i quattro elementi che compongono l'Universo: Terra, Fuoco, Aria e Acqua. E' nata dalla Terra come un fiore di lino, è stata tessuta dall'uomo, ha viaggiato attraverso l'Acqua, attraverso l'Aria, ossia il tempo, mentre il Fuoco è Cristo medesimo, è la luce, la conoscenza… Nessun incendio potrà mai distruggerla, perché il fuoco è già in essa. Tante volte il fuoco l'ha sfiorata, ma la sindone ha sempre vinto".
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Un altro luogo legato alla sacralità è il vicolo Santa Maria.
Nella chiesa situata in zona vi è un quadro raffigurante la
Madonna, dipinto, con molta probabilità, vista la tecnica pittorica
pompeiana, da San Luca. Se così fosse sarebbe l'unico,
importantissimo, ritratto della vergine. Nella medesima zona si
suppone che sia addirittura custodito il velo della Madonna.
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Nella chiesa del Corpus Domini, invece, è conservato il calice protagonista di un miracolo avvenuto a Torino: si narra che il calice uscisse dal sacco di un ladro che lo aveva rubato e si librasse in aria fino a che il vescovo non lo pregò di scendere.
Torino fu anche residenza di un noto profeta quale Nostradamus: il preveggente più famoso del mondo abitò all'inizio di via Michele Lessona, dove si trovava la sua residenza, la “Domus Morozzo”, abbattuta pochi anni fa.
Insomma una città, questa, dove fantasia e misteri e sacralità s’incrociano interagendo e talvolta diventano realtà.
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