Numero 4, Anno 2003
Camelot Chronicles

 

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Tutti i numeri del giornale aperiodico di ufologia "Camelot Chronicles" si possono scaricare gratuitamente da questo sito in formato PDF e HTML, e si possono trovare in formato cartaceo alle conferenze del Gruppo Camelot e dei suoi Collaboratori

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Attorno alla tavola rotonda: 
Intervista ad Ufologi Famosi, in questo numero: Maurizio Baiata, Massimo Fratini e Fabrizio Rondina 
a cura di Eugenio Ballini - eug67@supereva.it  (Membro Gruppo Camelot, Fondazione Sentinel Italia ed European UFO Survey, Owner Camelotlist, Italianufo e Vareseufo) - Pag.9

(N.d.R.: in questa serie di interviste ogni intervistato si assume la responsabilità di ciò che afferma) 

(N.d.R.: Abbiamo il piacere di ospitare in questa intervista i signori M.Baiata, capostipite dell’ufologia italiana, M.Fratini e F.Rondina, presidenti rispettivamente dei gruppi ufologici CSETI ed HWH22 .) 

Maurizio Baiata 

D.: Quando, perché ed in che modo ha iniziato ad interessarsi all'ufologia? 

M.B.: Interesse scaturito in età scolare, prima o seconda media, dopo essere stato rapito dai dinosauri, dai “mostri”, dal mondo irreale e fantastico del cinema di fantascienza, poi letteratura S.F., poi Kolosimo, von Däniken e Pinotti, nel 1970, o giù di lì. Un po’ come la maggior parte di noi. 

D.: Dia una definizione di se stesso come ufologo 

M.B.: Ufologo? Paradossalmente, non che la definizione mi stia stretta, è che non la vedo proprio, l’Ufologia, come un semplice interesse, o una disciplina in cui riconoscersi, o una professione da esercitare. Siamo invece noi a determinare, sulla nostra pelle, ogni decisione in questo senso. 

La mia Ufologia è una questione di vita. Il momento in cui non penserò più a “loro” razionalmente, allora vorrà dire che avrò lasciato Matrix, sarò entrato nel mondo del sogno e sarà giunto il momento di incontrarli. 

D.: Come vede l'ufologia nostrana all'interno dell'ufologia mondiale? 

M.B.: L’Ufologia nostrana è tale e quale alle Ufologie del resto del mondo. Dominata dai biechi interessi del Nuovo Ordine Mondiale, che si serve di poche e selezionate figure “rassicuranti” ed istituzionali (foraggiandole mediante fondi collaterali) che mai nulla hanno dato alla gente se non il disprezzo per quanti, invece, credono che l’Ufologia sia una cosa pulita. In questo senso, l’Ufologia Italiana è solo un piccolo ingranaggio di un grande meccanismo di potere. 

D: Qual è stata la ricerca ufologica che più le ha fatto pensare? 

M.B.: La ricerca che più mi ha fatto pensare è stata la vicenda del “Santilli Footage”. Avrei dovuto capire, già nel 1995, che l’autopsia, con la sua stordente forza mediatica, avrebbe fatto da spartiacque. Troppe volte ho sfidato, anche pubblicamente, tutti i debunkers (inclusi quelli del CUN e del CISU) dell’autenticità del filmato, per non intuire che: 

- Brancolavano nel buio. 
- Oppure avevano paura del confronto. 

Ma la questione non è chiusa. 

D.: Qual è stata invece la ricerca che più la ha appassionato? 

M.B.: Michael Wolf. Con l’enorme rammarico di non averlo mai incontrato personalmente. Ma è solo questione di involucro fisico. 

D: Quali sono i cinque ufologi stranieri che più ha ammirato in questi anni? 

M.B.: Il giornalista israeliano Barry Chamish. Il Ten. colonnello americano Wendelle Stevens. Il ricercatore britannico Philip Mantle. Il pilota americano James Courant. La giornalista americana Linda Howe. 

D.: Quale sarebbe il suo sogno ufologico per il futuro? 

M.B.: Trovare una compagna con cui essere felice. Credo sia il sogno di tutti noi. Sogno che più ufologico di così non si può. 


Massimo Fratini 

D.: Quando, perché ed in che modo ha iniziato ad interessarsi all'ufologia? 

M.F.: Ho iniziato ad interessarmi di ufologia all'età di 14 anni, ma diciamo che sono nato già con la passione dentro il sangue, essendo anche appassionato di serial e film fantascientifici (UFO, La Guerra dei Mondi, Ultimatum alla Terra etc..etc..). 

All'età di 16 anni ho avuto il mio primo Incontro ravvicinato con un oggetto discoidale che si trovava sulla mia verticale ad un’altezza di 100 mt. Mi trovavo nella zona di Roma-Nord a Montesacro, dove appunto abitavo; era l'anno del flap ufologico del 1977-78. Erano le ore 21 e l'oggetto era di dimensioni allucinanti: 50 mt circa di diametro, di colore nero. 

Ad un tratto l'oggetto s’illumina tutto, multicolore, poi un fascio di luce tenta di scandagliarmi. Io un po' impaurito per quello che stava accadendo, cerco di scappare verso la mia abitazione, ma l'oggetto come d'incanto riparte ad una velocità impressionante, muovendosi a scatti e a zig-zag. La mattina dopo i quotidiani locali riportavano la notizia di avvistamenti multipli, tra cui la foto effettuata dalla Polizia di un oggetto discoidale fotografato a Montesacro verso le 21. Qualche giorno dopo, grazie a questi eventi, decido di creare insieme ad alcuni miei amici, un gruppo di ricerca ufologico, ovvero una piccola associazione denominata Sezione fenomeni sconosciuti - gruppo di ricerca ufologico e parapsicologico. Questa associazione inizia poi una collaborazione con i gruppi di ricerca del Giornale dei Misteri e inizia una collaborazione con il gruppo di Ricerca ufologica "Nuova Luce" di Roma che rappresentava il GdM nella capitale. Nel 1979 iniziai ad effettuare delle trasmissioni Radio e TV dedicate agli avvistamenti UFO a Roma. 

D.: Dia una definizione di se stesso come ufologo 

M.F.: Mi ritengo essere un ricercatore ufologo-ERETICO, ovvero un ricercatore-investigatore che porta con se oltre al suo bagaglio di esperienza,professionalità, anche prove sufficienti a contrastare personaggi scettici legati alla scienza ufficiale che scredita e ridicolizza il fenomeno UFO/ETI che ormai è una REALTA' inconfutabile, inarrestabile. Milioni di testimonianze, migliaia di prove fotografiche e migliaia di Video filmati amatoriali; tutto questo non è una cosetta qualunque. Insomma cerco di fare del mio meglio, non per convincere la gente a credere agli UFO, ma a convincere che esistono le prove inconfutabili dell'esistenza di esseri di altri mondi che da migliaia di anni visitano il nostro pianeta. 

Una presenza che, comunque, aldilà delle intenzioni negative e positive di questi Esseri Alieni, può aprire non una porta ma un portone ad un eventuale cambiamento e miglioramento delle condizioni di vita di questo Pianeta oramai in agonia. Credo fermamente che grazie ad un possibile intervento di civiltà progredite si possa effettuare un salto evolutivo per migliorare le qualità di vita, nel rispetto della natura e nel rispetto degli EQUILIBRI dei Popoli tutti. 

D.: Come vede l'ufologia nostrana all'interno dell'ufologia mondiale? 

M.F.: Credo che l'ufologia si possa suddividere in molteplici aspetti o sfaccettature. Una di queste ad esempio è l'ufologia-asinologia, quella dominata in passato da Zichichi, Piero Angela e tutti i lord del CICAP (allora anche CISU), ovvero chi vedeva un UFO volare nei cieli era per loro "un asino che vola". Ma questo ormai appartiene al passato. L'Ufologia oggi è diversa, che nel suo percorso ha avuto dei mutamenti. Ci sono oggi Ufologi di Stato come Roberto Pinotti, che hanno saputo creare ad arte un UFOLOGIA-Statista, di potere assoluto e che va contro corrente, demonizzando coloro che si prodigano da anni per una seria ed accurata ricerca scientifica del fenomeno-realtà nei confronti del soggetto UFO/ET . Noi applichiamo l'ufologia rivelatrice, basata sui fatti, ovvero su prove di prima mano di gente che ha avuto incontri ravvicinati, di militari che hanno avuto esperienze di contatti con ETI-EBE. 

L'ufologia di stato alla Pinotti ci condanna alla retrocessione, ovvero ad essere ancora una UFOLOGIA targata anni '50, con tanto di copyright. In Italia non esiste più il posto per questi personaggi appartenenti alle “lobby” di controllo sulle masse e su ricercatori scientifici. Oggi i veri ricercatori scientifici migrano tutti verso stati che incentivano la vera ricerca. L'Italia non da spazio ai "cervelloni", perché lamenta il deficit di investimenti, ovvero mancanza di fondi. Queste sono tutte bugie. I soldi ci sono, anche perché, diciamolo, la maggior parte degli investimenti vanno in tasca a Zichichi, Hack e Pacini. Vecchi r...., pezzi d’antiquariato che sono privilegiati dalle stesse “lobby” che vogliono mantenere il proprio “status quò”. L'Italia ha bisogno di gente che ha le PALLE, altrimenti rimarremo ancora 30-40 anni indietro rispetto agli altri stati. 

Noi tutti potremmo fare la differenza se uniti contro i BARONI del potere che desiderano solo distruggere e non costruire per il bene dell’umanità. Come disse il mio amico caro Bob Dean in una trasmissione di Misteri, “parlare di UFO è come parlare della vera storia dell’umanità”. Ecco chi e che cosa rappresenta un vero ricercatore ufologo!!. 

D: Qual è stata la ricerca ufologica che più le ha fatto pensare? 

M.F.: Una delle tante è “Il caso Caponi” che è stato il caso più interessante tra molti da me affrontati nell’arco dei 24 anni di ricerche. Il primo caso di IR3 documentato da prove eclatanti, corredato di 6 fotogrammi in cui viene mostrato un essere Alieno. Un caso unico al mondo. Tutti sanno la storia. Tutti sanno cosa è accaduto al testimone, che ha rischiato la galera per colpa di coloro che pretendevano di avere tutte le prove per poi specularci sopra. Gente questa, come dicevo sopra, che fa parte di quel progetto di controllo e potere sulle masse, che vuole a tutti i costi screditare, eliminare addirittura anche coloro che testimoniano. 

D: Qual è stata invece la ricerca che più la ha appassionato? 

M.F.: La ricerca che più mi ha appassionato, oltre a quella di Caponi è stato il caso Russo. Un maresciallo dell’A.M. che nel 1975 prestava servizio una base NATO vicino a Trento, ha avuto un incontro ravvicinato con un disco volante del diametro di 20 metri circa che stazionava sulla verticale della base stessa che all’epoca era dotata di missili con testata atomica (periodo della guerra fredda). 

Il Mar.llo Russo non fu l’unico testimone, ma oltre a lui erano presenti la Vigilanza AM (VAM) i Carabinieri dell’Unità Cinofila e altri Ufficiali. Questo è stato per me una delle prove eclatanti, ovvero di testimonianze di prima mano di militari, e Russo lo ha fatto in TV, raccontando per filo e per segno tutti i particolari dell’Incontro. 

D: Quali sono i cinque ufologi stranieri che più ha ammirato in questi anni? 

M.F.: Gli ufologi stranieri che più ho ammirato in questi anni sono: Steven Greer con il Disclosure Project e Project Starlight, una guerra reale contro la Disinformazione, di cui anch’io personalmente mi sono adoperato e tuttora aderisco con il CSETI Italia. 

Non dimentico poi l’operato di Robert O’Dean, ex Serg. Maggiore della NATO. Ha lasciato molte prove in TV della presenza ET; poi stimo molto Richard Boylan, Brian O’Leare (astronauta e ricercatore)ed infine l’indimenticabile e per me sempre presente Philip Corso. Anche se lui non è stato un ufologo in pieno, ma negli ultimi anni della sua vita ha dimostrato di essere un grande rivelatore della Verità inconfutabile. 

D.: Quale sarebbe il suo sogno ufologico per il futuro? 

M.F.: La RIVELAZIONE della Presenza Extraterrestre. 


Fabrizio Rondina 

D.: Quando, perché ed in che modo ha iniziato ad interessarsi all'ufologia? 

F.R.: Il mio interesse per l'ufologia nacque esattamente nel 1977, estate, quando durante un giro in moto con un amico, ora scomparso, per la zona dove abito tuttora, abbiamo visto un oggetto grigio metallico che con un moto da Sud a Nord, scomparve improvvisamente dietro una nuvola, senza più uscirne. 

Tengo a precisare che il cielo era al tramonto, ma ancora azzurro, e in quella direzione c'era solo quella nuvola. Prima di quell'avvistamento comunque sia io che il mio amico, avevamo già un ampia visuale per ciò che riguarda il "mistero", avendo letto varie riviste di settore, come ad esempio "gli Arcani", "il Giornale dei misteri" ecc... 

In ogni caso dopo quel primo avvistamento il mio interesse si è spostato nella direzione "ufologica", e da allora è sempre continuato, crescendo sempre di più. 

D.: Dia una definizione di se stesso come ufologo 

F.R.: Per quel che mi riguarda, ritengo di essere uno dei ricercatori, con i classici "piedi per terra", nel senso che normalmente posso esprimere opinioni o giudizi solo dopo avere fatto e rifatto prove, ricerche e constatazioni. Non mi ritengo tuttavia uno dei classici ufologi da ufficio; se appena posso, mi muovo direttamente sul "campo", perchè penso, e ho sempre pensato che lo studio dell'ufologia non si riduce soltanto alla catalogazione di eventi e nient'altro; ma se non si fa seguire un'analisi oggettiva degli stessi, le prove che si vanno raccogliendo, restano solo una abbastanza inutile raccolta di dati e stop. 

D.: Come vede l'ufologia nostrana all'interno dell'ufologia mondiale? 

F.R.: L'ufologia italiana secondo me potrebbe essere una delle migliori che si possa avere, se solo non esistesse un certo classismo a volte volutamente creato. Questa frattalizzazione comporta di per sè uno spargimento inutile di forze, che può solo recare danni alla ricerca e nessuna miglioria.

Sono comunque molto contento che ora come ora si inizia a vedere un processo di raggruppamento di gruppi/persone che hanno uno scopo comune, e con i quali si sta attuando una grande travalicazione al di là di quelli che finora sono sempre stati "l'egemonia ufologica italiana". Non per altro, proprio per questo motivo, noi del gruppo siamo partiti più di 3 anni orsono proprio nel cercare contatti all'estero. 

D.: Qual è stata la ricerca ufologica che più le ha fatto pensare? Qual è stata invece la ricerca che più la ha appassionato? 

F.R.: A dir la verità ce ne sono state parecchie; ma forse quella che più mi ha fatto pensare ed interessa tuttora è quella, o quelle relative alla ricerca archeospaziale, con tutti i relativi connessi con l'ufologia e casistiche ufo. 

Per quanto riguarda invece la ricerca che più mi ha appassionato, sono le ormai famose luci; sia in atmosfera che a terra (Hessdalen, Perm, Sedona ecc...). Secondo me c'è molto da pensare, e non si possono liquidare tutte indistintamente così su due piedi come fenomeni simili fra loro. Attualmente noi del gruppo, stiamo tentando di ricavare alcuni dati di riscontro fra le famose luci ed eventuali oggetti "fisici" che possono avere stazionato in quei luoghi, in quanto dopo la visione di molti documenti specifici, è risultato che alcuni fenomeni di quel tipo, sembrano avere molto poco di "naturale", ma abbastanza di "ufologico". 

D: Quali sono i cinque ufologi stranieri che più ha ammirato in questi anni? 

F.R.: Sinceramente ce ne sarebbero tanti, ma mi viene in mente ora solo personaggi tipo Bud Hopkins, Jacques Vallee, Aime Michel, Brad Steiger, Michael Hesemann, Derrel Sims..... 

D.: Quale sarebbe il suo sogno ufologico per il futuro? 

F.R.: Il "CONTATTO". Anzi a dire la verità un contatto di massa. Chissà che prima o poi non accada. Mi voglio fare quest’augurio nella speranza comunque che succeda in questa incarnazione e non in una delle prossime...... 


La Filosofia Paleo S.e.t.i. 
a cura di Teodoro Di Stasi - theo@paleoseti.it ( Ricercatore Indipendente, www.paleoseti.it ) - Pag.10

“Che cos’è e su cosa si basa” 

Quest’articolo ha l’obiettivo di fare conoscere a chi ancora non sappia cosa sia, o a chi ne abbia una vaga idea, i concetti fondamentali della “Filosofia Paleo-S.e.t.i.”. 

Il termine Paleo deriva dal termine greco “Palajos”e significa vecchio, antico; ed invece S.e.t.i. è l'acronimo di: Search Extra Terrestrial Intelligence sigla conosciuta in tutto il mondo e che in italiano è interpretabile come “Ricerca di tracce di vita extra terrestre intelligenti”. Nella sua interpretazione dall'unione di questi due termini (Paleo-S.e.t.i.) si è voluto quindi dare questo senso “Ricerca di tracce d’intelligenza e vita extraterrestri nel nostro passato”. 

Il termine fu coniato nel 1989 dal Dott. Vladimir Avinsky e deve la sua nascita e maggiore diffusione allo scrittore svizzero Erich von Daniken, un ex albergatore svizzero, che da circa 30 anni si dedica alla sua divulgazione in tutto il mondo.

È anche dello stesso E.v.D. l'idea di costituire un’associazione che abbia come scopo la divulgazione d’informazioni e di svolgere ricerca ed approfondimento su questa filosofia, facendolo tramite l’A.A.S. R.A. "Archaeology, Astronautics and SETI Research Association”. Ma torniamo alla Filosofia Paleo S.e.t.i.: cosa vuole dimostrare e portare a conoscenza di tutti? 

- Il genere umano, e con questo ci si vuole riferire ai nostri avi in “primis”, è stato testimone nel passato della nostra storia di un contatto con una civiltà extra-terrestre, 

- Ci sono indizi che fanno presupporre che questa/e civiltà Extra-Terrestri possano avere avuto un ruolo fondamentale nell'evoluzione della nostra specie (rimando l'utente ad un prossimo articolo, il “Theo-pensiero” dove mi discosto un pochino in alcune espressioni e concetti della “Filosofia Paleo-S.e.t.i.” pur non rinnegando la validità e ciò che sono gli obiettivi). 

Vorrei a questo punto poter fare una piccola puntualizzazione: già precedentemente al citato E.v.D., altri si erano avventurati in questa credenza. Cito, a titolo d’esempio, il compianto Peter Kolosimo, serio divulgatore dell'ipotesi, suoi sono i primi libri tradotti in oltre 60 paesi dove viene argomentata l'idea che nel passato fummo testimoni di contatti con civiltà E.T. Ai nostri giorni sono, sempre a titolo d’esempio, citabili autori quali Graham Hancock, Robert Bauval, Maurice Cotterell, Zecharia Sitchin, Alan F. Alford…ma credetemi che sono davvero in molti e ognuno di loro, per quanto agli occhi di molti possano sembrare solo “Fantateorie e Pseudoscienze”, hanno dedicato tempo, studio, devozione per arrivare a postulare quelle sono concezioni straordinarie. 

Riprendendo da dove eravamo rimasti, e dopo avervi elencato i principali intenti della “Filosofia Paleo-S.e.t.i.” vi chiederete come si sia arrivati a formulare l'idea che nel passato siamo stati testimoni di un contatto con una civiltà E.T. 

Si sono create per questo sei tipi di categorie, ognuna racchiude gli argomenti che portano ad orientarsi per meglio identificare quelle che vengono chiamate “Prove”, vediamole brevemente assieme (avremo modo di affrontarle singolarmente ed esaustivamente nei prossimi articoli).

Le prove sulle quali si basa la F.P.S. sono sei, e qui di seguito vado ad elencarvele: 

1) Prove Mitologiche, citate nei racconti dei testi religiosi e nei testi apocrifi…. 

2) Prove Antropologiche, visibili in quasi tutto il mondo, e che rappresentano esseri raffigurati con un aspetto umanoide, ma con caratteristiche che sono a volte mostruose e semi-umane… 

3) Prove Iconografiche, qui valgono ad esempio le famose Linee di Nazca, le Mappe di Piri Reis, la Lastra di Palenque, le pietre di Ica…. 

4) Prove Archeologiche, le piramidi Egiziane, quelle Maya e ve ne sono altre sparse nei cinque continenti ma meno conosciute…I complessi megalitici come Stonehenge, le gigantesche rovine di Tiahuanaco… 

5) Prove Astronomiche, la conoscenza da parte di antiche civiltà di stelle rimaste sconosciute all'uomo ed alla scienza, come ad es. Sirio B e Sirio C da parte dei Dogon….Le correlazioni dei monumenti come “Le tre piramidi di Giza”, gli “Stupa di Anuradhapura”, Stonehenge…. 

6) Prove Tecnologiche, sono quelle prove inerenti il ritrovamento di manufatti anacronistici…La Pila di Baghdad, I modellini di aereo ritrovati in Egitto ed in Perù….. 

Credo che ognuno di voi, riesca a farsi un’idea di quante discipline scientifiche, vi siano correlate. Ognuno può fare ricerche personali ed appurare che non si tratta di fantasie paranoiche, al contrario, e per quanto vi ci siano cimentati grandi menti, rimangono insolute molte questioni.  

Va detto, per correttezza, che sino ad ora sono state fornite dai detrattori della F.P.S., varie prove che tendevano a ridimensionare la valenza attribuita a molte di queste prove… in ogni caso, resta di fatto che non se ne spieghino razionalmente la più parte. La Filosofia Paleo-S.e.t.i. non è e non vuole essere una forma nuova di credo religioso, si basa sullo studio interdisciplinare di varie branche.

Vorrei concludere il nostro primo appuntamento con una frase, che lessi in un libro di Peter Kolosimo (Non è Terrestre, pag. 22 inizio) e che rimane tuttora attuale e di grande significato: “Non credere a niente o credere a tutto, sono qualità estreme che non valgono nulla” Pierre Bayle, filosofo francese precursore di Voltaire. 

Un cordiale saluto e un arrivederci con il prossimo articolo.(NdR: http://www.paleoseti.it

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