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Dalla Biblioteca del Castello di Camelot: Recensioni di Libri Interessanti
“CRONOVISORE, La Macchina del Tempo: il Nuovo Mistero del Vaticano” di François Brune, Ed. Mediterranee -
“Il Segreto più Nascosto: il libro che può cambiare il mondo” di David Icke, Macroedizioni - Pag.12
“CRONOVISORE, La Macchina del Tempo: il Nuovo Mistero del Vaticano”
di François Brune, Ed. Mediterranee, euro 14.95, pag. 200 a cura di Lavinia Pallotta,
fenice@lifegate.it
Padre François Brune, docente di Teologia e Sacra Scrittura, e autore di due opere molto conosciute sul paranormale (In Diretta dall’Aldilà e I Morti ci Parlano, entrambe edite da Mediterranee) espone in questo suo ultimo libro tutti gli argomenti e favore e contro la possibile esistenza del cosiddetto “Cronovisore”, una sorta di macchina del tempo in grado di visualizzare scene del passato, anche più remoto, costruito negli anni ’60 da padre Pellegrino Ernetti, monaco benedettino di grande cultura umanistica e scientifica, in collaborazione con un gruppo di importanti ricercatori, tra i quali, sostiene lui, addirittura Enrico Fermi.
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François Brune ha conosciuto personalmente padre Ernetti, ormai deceduto, ha potuto parlare con lui diverse volte e si dice convinto della sincerità delle sue affermazioni.
Nel suo libro, Brune descrive con dovizia di particolari il principio scientifico, spiegatogli da Ernetti, che renderebbe possibile il “Cronovisore”:
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ogni cosa, ogni suono sprigiona energia visiva che non svanisce, ma resta “impressa” nello spazio aereo, il “Cronovisore” non farebbe altro che captare quest’energia e proiettarla su uno schermo, come una sorta di visione olografica.
Ernetti non sarebbe l’unico, scrive Brune, ad avere avuto una simile intuizione, e nei diversi capitoli si ricollega ad altri esperimenti, reali o presunti, fatti da alcuni ricercatori in tal senso. Descrive anche il suo rapporto con padre Ernetti, figura affascinante e non priva di contraddizioni, e le sue personali indagini dopo la morte del geniale monaco benedettino, che lo portano a convincersi dell’effettiva esistenza di quest’invenzione (per quanto lo stesso Brune ammetta l’apparente inconsistenza delle prove oggettive prodotte a suo tempo da Ernetti) e dell’intenzione di una parte delle alte sfere vaticane di nascondere la cosa. La “macchina del tempo” sarebbe stata smontata dai suoi stessi creatori, e tenuta nascosta in Vaticano.
François Brune si dimostra uno studioso dalla mente molto aperta, spesso brillante, a volte, come ammette lui stesso, forse un po’ ingenuo nella sua “fede” nel paranormale. Ne risulta un libro che supera la “linea di confine” ma imperdibile per chiunque sia interessato all’argomento.
“Il Segreto più Nascosto: il libro che può cambiare il mondo” di David Icke, Macroedizioni, euro 18.00, pag. 652, a cura di Carlo Sabadin,
sabinsky@tiscali.it
«Matto? Dopo aver letto questo libro, molti diranno che sono matto. A loro rispondo così: Il matto di oggi può essere il savio di domani.».
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Con queste parole, lo studioso di storia segreta e cospirazioni nonché, uno dei più famosi giornalisti e conferenzieri del mondo, apre uno dei suoi più recenti ed esplosivi lavori. Un’enorme quantità di documenti e di testimonianze viventi, accuse feroci verso le istituzioni più importanti, le multinazionali più potenti, i personaggi politici e i signori dell’economia.
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Stupisce, soprattutto nel nostro paese, la schiettezza con cui Icke fa, senza alcun problema, nomi e cognomi.
Da Bush a Clinton, per arrivare ad Agnelli, nessuno è risparmiato e l’autore riscrive –in un certo senso- la storia dell’umanità che risulta, così, il semplice prodotto di una manipolazione realizzata da una razza -o più razze- d’origine extraterrestre, molto progredite tecnologicamente. Icke ricostruisce i vari incroci genetici tra l'uomo e queste razze aliene dichiarando come, dalla notte dei tempi, queste famiglie di ibridi controllano e governano il mondo. Ma anche le religioni, tutte le religioni, non hanno scampo.
L’autore analizza varie documentazioni e fonti per affermare come non sia possibile provare l'effettiva esistenza delle maggiori figure bibliche, Mosé e David, Sansone e Salomone, Abramo e Gesù. Questi personaggi, come quelli alla base di tutte le principali credenze spirituali fondate su un Dio-Salvatore, sono invenzioni nate per creare “prigioni” e mantenere in schiavitù l'umanità. Le rivelazioni procedono senza tregua e possiamo scoprire come alcuni dei più sensazionali assassini dell'ultimo secolo siano stati “camuffati” da incidenti. Il più recente e clamoroso: quello di Diana, principessa del Galles, uccisa –secondo Icke- a Parigi permette al giornalista di svelare i peggiori retroscena che coinvolgono la famiglia reale britannica.
Un libro “pesante” da leggere (e non certamente per le sue oltre 600 pagine!) se si vuole distinguere e scremare tra le semplici congetture-illazioni e le verità, più vere e profonde, che sono disseminate al suo interno. Ho provato a controllare le migliaia di fonti alle quali Icke fa riferimento e posso tranquillamente affermare che, forse, solo un 5% di informazioni è debitamente documentata.
Vi sembra poco? Vi assicuro che non è così. In realtà, è tantissimo, perché quel 5% apre scenari incredibili e ci permette di guardare al mondo che ci circonda con occhi molto diversi. Consiglio, in particolare, le ricostruzioni post-belliche relative alla prima guerra mondiale ed interessanti informazioni che riguardano autorevoli esponenti del CISCOP (il CICAP americano). Ma sicuramente troverete altre cosucce estremamente interessanti.
Assolutamente da leggere…
Che Mille Gocce Diventino un Fiume
a cura di Carmelo Licandro -
sheran1@libero.it
(Ricercatore Indipendente) - Pag.13
Lo stato dell'informazione-comunicazione, in Italia e nel mondo, è decisamente preoccupante.
Il pluralismo dell'informazione è ormai più apparente che sostanziale. La tendenza è al peggioramento. Ciò che milioni e milioni di persone ascoltano, leggono, e soprattutto vedono, ogni giorno, è definito da gruppi ristretti, che decidono ciò che il grande pubblico deve sapere e ciò che non deve sapere.
Quasi dovunque il cosiddetto "quarto potere" è ormai così strettamente intrecciato al potere politico e dipendente da interessi privati, detentori e controllori dei media, da avere rinunciato quasi del tutto a funzioni di controllo e di critica. La soverchiante maggioranza dei flussi di comunicazione è ormai prodotta o controllata da un pugno di colossi mondiali, un vero e proprio oligopolio mediatico, tra cui spiccano conglomerati impressionanti per dimensione e potenza, come America on Line-Time Warner, Vivendi International, Sky News, Bertellsman ecc. Basti pensare che la capitalizzazione dell'industria della comunicazione ha superato a livello mondiale quella dell'intera industria automobilistica.
Nessuno stupore, dunque, se si riscontra che la comunicazione è un prodotto quasi esclusivamente a firma dell'Occidente sviluppato, e se esso interpreta le idee dominanti in quel mondo. Paesi e popoli del resto del pianeta sono esclusi da questo mercato, nel quale trovano vietato l'accesso perché strutturalmente non concorrenziali; sono ridotti a spettatori, sottoposti ad un martellamento di notizie, idee, stili di vita e di consumo a loro estranei. Con ciò esposti a processi di omologazione non solo dolorosi per coloro che li subiscono, ma distruttivi di lingue, culture, civilizzazioni.
L'Occidente propone ovunque i propri standard di vita e di giudizio come gli unici possibili. L'agenda del mondo reale è occultata e sostituita dai criteri totalizzanti dei conglomerati del potere globale, principale dei quali è l'imperativo assoluto del mercato, in cui tutto (informazione, intrattenimento, pubblicità) è parte integrante, sinergica, del processo di creazione dei bisogni, che a loro volta stimolano una produzione forzosa, artificiale, di merci e d'intrattenimento. Ne consegue che diventa del tutto indifferente - comunque secondario - che vi sia un rapporto tra la realtà e ciò che viene riprodotto e diffuso.
Poiché è sempre più evidente che anche l'informazione, i processi culturali di massa, l'intrattenimento, sono ormai essenzialmente merci, essi diventano luoghi di creazione del profitto e, al tempo stesso, luoghi di condizionamento del consumatore. Il sistema mediatico diventa in questo modo strumento centrale dell'organizzazione del dominio. L'informazione che vi transita è filtrata, incanalata, controllata in funzione di quegli interessi. Dunque è tutto fuorché libera e onesta.
In tal modo la società globale, la cosiddetta "società della conoscenza", è passata in realtà nelle mani dei produttori di una gigantesca "fabbrica dei sogni", figlia e sorella della globalizzazione. Se c'è un luogo dove questa globalizzazione ha già espresso tutta la sua virulenza, questo è il campo della comunicazione. La libertà degli stessi operatori della comunicazione, all'interno di queste logiche, è pesantemente delimitata, quando non completamente negata.
Consegue da tutto ciò che è del tutto indifferente o comunque secondario, che vi sia un qualche rapporto tra ciò che in tal modo viene prodotto, riprodotto e distribuito e la realtà. Se serve - e serve sempre alla "fabbrica dei sogni" - la realtà può essere sostanzialmente modificata nel passaggio verso la sua raffigurazione virtuale, abbellita o incupita non importa, comunque manipolata, in funzione delle esigenze del mercato e, soprattutto, dell'organizzazione del dominio....
( NdR: Il resto dell’articolo si può trovare sui siti: http://www.megachip.info/mc
e http://squat.net/tmc/msg02861.html
)
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