Numero 3, Anno 2003
Camelot Chronicles

 

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Tutti i numeri del giornale aperiodico di ufologia "Camelot Chronicles" si possono scaricare gratuitamente da questo sito in formato PDF e HTML, e si possono trovare in formato cartaceo alle conferenze del Gruppo Camelot e dei suoi Collaboratori

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Asteroide Eros 433: una Base Aliena 
a cura di Alberto Pilolli - api777@libero.it (Collaboratore Gruppo HWH22) - Pag.1 

L'asteroide Eros fu individuato per la prima volta, sabato notte del 13 agosto 1898, da Gustav Witt, direttore dell'osservatorio “Urania” di Berlino e fu pure fotografato quella stessa notte da August H. P. Charlois a Nizza. Non appena ne fu calcolata l'orbita, questa apparve molto particolare, in quanto non si trovava tra Marte e Giove, ma tra Terra e Marte. Lungo circa 33 km il suo anno è di circa 642 giorni ed il suo piano orbitale inclinato di 10°49' rispetto all'eclittica. 

Ruota sull'asse minore ogni 5 ore e 16 minuti. Questi alcuni valori della minima distanza dalla Terra raggiunta dall'asteroide dal 1898. Data, distanza in AU (distanza in milioni di km, dove 1 AU = 150 milioni di Km) e distanza in AU calcolati con un programma inserito dalla NASA nel sito della missione: 

11 novembre 1900: 0,32 AU (49 milioni Km), 0,36 AU - 27 febbraio 1931: 0,17 AU (26 milioni km), 0,23 AU - 04 dicembre 1937: 0,22 AU (33 milioni km), 0,27 AU - 13 gennaio 1975: 0,15 AU (23 milioni km), 0,15 AU 

Da questa tabella possiamo capire che 433 Eros si avvicina alla Terra con una periodicità di 37 e 44 anni. Nel 2012 dovrebbe passare a 26 milioni di km, secondo la previsione del programma NASA, ma possiamo fidarci di questa previsione? Confrontando i dati delle osservazioni astronomiche e quelli del programma NASA si evince che il calcolo è esatto solo per periodi di pochi lustri in quanto l'orbita dell'asteroide, a causa della sua forma e del suo moto rotatorio, è instabile 

UN PRIMO MISTERO: FOTO CON DISSOLVENZA. 

Il 7 gennaio 2000 quando, dopo aver istallato INTERNET, digitai per la prima volta www.nasa.gov, entrai nell’HOMEPAGE della NASA e lessi con impazienza i vari titoli degli articoli mi colpì questo: NEAR MISSION. 

La missione era quella di una sonda americana, la NEAR Shoemaker, che stava per raggiungere il suo obiettivo: l'asteroide 433 Eros. Per la prima volta nella storia dei voli spaziali gli USA tentavano di inserire in orbita attorno ad un asteroide un satellite che avrebbe dovuto fotografarlo e "radiografarlo" per studiarne la struttura, composizione e formazione. 

La prima domanda che mi posi fu: perché proprio quell'asteroide? La NASA spiegava che si trattava del più grosso asteroide che si trovava su un'orbita anomala tra la Terra e Marte... Avendo visto vent'anni prima il film METEOR e gli scenari apocalittici che prospettava pensai immediatamente al rischio che la Terra correva. 

Se un asteroide di soli 4 chilometri aveva determinato la fine dei DINOSAURI, cosa sarebbe successo se a precipitare sulla Terra fosse stato uno di circa 33? 

Ma il fatto che mi colpì fu un filmato che sintetizzava le foto scattate dalla sonda il 23 dicembre 1998 quando la sonda perse il primo appuntamento con 433 Eros in quanto il motore che doveva spingerla per incontrare l'asteroide abortì dopo pochi secondi. Le ultime foto presentavano una STRANA DISSOLVENZA che la NASA non riusciva a spiegare. 

14 FEBBRAIO 2000: NEAR Shoemaker entra in orbita attorno a 433 Eros. 

Con un anno, un mese e qualche giorno di ritardo NEAR Shoemaker riuscì con una calibrata accensione del propulsore ad entrare in un'orbita ad una distanza minima di 321 km da 433 Eros. Finalmente riuscivo a vedere le prime straordinarie immagini dell'asteroide, tutti gli strumenti cominciarono a trasmettere una quantità enorme di dati molto preziosi per approfondirne la conoscenza. 

Il 3 e l'8 maggio N-S inviò delle foto da un'altezza di 50 km (1) in cui osservai 2 oggetti che, analizzati minuziosamente, riconobbi come ARTIFICIALI. Sono oggetti di dimensioni variabili tra i 30 e i 60 metri, le foto relative sono: 132577092,132926922. 

Nella foto del 3 maggio appare un oggetto dall'aspetto metallico di forma rettangolare con un tubo su uno dei lati minori e l' 8 maggio una SFERA, con uno strano peduncolo, posta in un cratere. Ma in quello stesso periodo si cominciarono a verificare delle strane avarie.

Dal 3 al 29 maggio, 4 strumenti su 6 subiscono avarie: Il 3 maggio, l’MSI non trasmette per 11 ore, il 5 maggio, l’NRL non trasmette per 4 ore e 30' (eccesso di corrente), il 17 maggio il NIS viene messo fuori uso (eccesso di corrente) e il 29 maggio l’XGRS entra in avaria. 

Come spiegare queste avarie? Un normale mal funzionamento della sonda? Oppure... 

22 MAGGIO 2000: NEAR Shoemaker fotografa su 433 Eros una ANTENNA PARABOLICA alta 60 metri. 

Il 22 maggio la NASA inserì una foto (foto in dettaglio, immagine inferiore) che inquadrava un insieme di "massi". Quei "massi" a me non sembravano tali e cominciai ad ingrandire l'oggetto al centro della foto, un cono poggiato (così sembrava) al terreno che secondo la NASA era alto 60 metri. 

Più l'ingrandivo e pio mi appariva un oggetto che dalla sua forma mi sembrò un’enorme antenna parabolica. La base del CONO era in prospettiva un’ellissi perfetta cosa che era impossibile trovare in natura. Dopo qualche ora di studio sulle foto e i rapporti sulle avarie del mese di maggio mi convinsi: Quel CONO era un' ANTENNA PARABOLICA!!! 

La causa di strani fenomeni, anomalie, interruzioni di segnali ed altri problemi agli strumenti della sonda NEAR Shoemaker avevano finalmente una causa.

Fu un’intuizione che ebbe una conferma esattamente un mese dopo. 
Il 21 giugno 2000 quel CONO era ruotato di 180 gradi. 

Nella foto del 20 giugno (136819148) (foto in dettaglio, immagine superiore) e rilasciata il giorno dopo da una quota di 51 km (1) il CONO è stato ripreso dall'alto con il sole che illumina l'asteroide dalla stessa parte rispetto alla foto del 22 maggio ma è più basso sull'orizzonte tanto che l'ombra di un "masso" alla destra dell'antenna allunga la sua ombra oltre la stessa. 

Nessun masso alto 60 metri può compiere un simile spostamento e come se da un mese all'altro trovassimo la PIRAMIDE di MICHERINO ruotata di 180 gradi... Ma potei fare anche un'altra osservazione: 

Il CONO risulta essere sollevato dal suolo, infatti l'ombra del "masso" alla sua destra passa al di sotto! 

Controllando le distanze del CONO dal gruppo di "massi" all'interno del cratere potei stabilire che il CONO era ruotato esattamente sul suo vertice. Possibile che un "masso" pesante migliaia di tonnellate potesse ruotare esattamente di 180 GRADI attorno al suo vertice? 

Decisi di chiedere ad un professore, perito d'elettronica, se quell’antenna parabolica poteva essere anche all'origine della DISSOLVENZA del 23 dicembre 1998. Ecco la sua risposta: 

L'enorme antenna parabolica potrebbe far parte di un sofisticato sistema di rice-trasmissione di onde elettromagnetiche ad alta frequenza, un sistema siffatto potrebbe aver captato il segnale radio trasmesso dalla sonda spaziale ed inviata verso Eros. 

Un'accurata analisi spettrale di questo segnale, effettuata con appositi algoritmi, avrebbe potuto consentire, ad adeguate apparecchiature trasmittenti connesse all'antenna parabolica posta sull’asteroide, di generare un fronte di onde elettromagnetiche in grado di inibire in maniera graduale il funzionamento degli strumenti elettronici costituenti il sistema radioelettronico della sonda spaziale della NASA. 

Si sarebbe trattato di una sorta di "guerra elettronica" che sfrutta la "vulnerabilità elettromagnetica" che più o meno spiccatamente possiedono tutti i circuiti elettronici. In gergo tecnico questa vulnerabilità è detta "suscettibilità elettromagnetica". WDG. 

Un ultima importantissima osservazione: L'antenna, a parte la forma ha le dimensioni delle ANTENNE PARABOLICHE del DSN (DEEP SPACE NETWORK) site a Canberra (Australia), Goldstone (USA) e Madrid (Spagna) per ricevere i segnali dalle sonde interplanetarie.

Ma le sorprese non sono finite qua. Per il 15 luglio era previsto un ulteriore abbassamento della quota a 35 km (1). Cosa avvenne quello stesso giorno? NEAR MISSION SPARISCE DALLA HOMEPAGE DELLA NASA. Al suo posto comparve una nuova pagina: Apollo Soyuz.Perché nei 'COOL NASA WEBSITES' scomparve"NEAR Mission" mentre la missione 'Galileo' rimase e venne ripetuta in "OTHER COOL WEBSITES"? Ad una mia e-mail abbastanza 'forte' mi rispose un funzionario del quartier generale della NASA di Washington con delle frasi abbastanza 'sibilline' ... 

IL MISTERO DEL 20 LUGLIO 2000: FOTO RITOCCATA! 

Quando la NASA inserì la foto del 6 luglio (138293699) e rilasciata il 20 luglio da una quota di 50 km (1) dopo la solita accurata osservazione, ingrandendola e filtrandola, mi accorsi di un fatto incredibile: la FOTO era stata RITOCCATA! 

La foto rappresenta un grande cratere nel cui interno si possono scorgere alcuni massi disposti in modo singolare. Il primo è composto da 4 "massi", il secondo da 12 e all'interno si può osservare una "antenna" a forma di croce. Al di sopra c'è un quadrato scuro che è stato usato per non far apparire una grande SFERA METALLICA di almeno 30 metri di diametro. Questa foto è stata abbinata nella pagina web al famoso "Meteor Crater" dell'Arizona. Il cratere, largo 1.265 metri e profondo 174, si formò circa 50.000 anni fa a causa di un meteorite ferroso del diametro di circa 30 metri. 

L'accostamento dei 2 crateri, per chi di voi ha visto il film "STARMEN" (1985), è del tutto casuale oppure no? I tecnici della John Hopkins University lo avevano fatto di proposito? A quale scopo?… CONTINUA 
[Per vedere le foto della NASA: http://near.jhuapl.edu/NEAR ] 

Nota: (1) dal centro dell'asteroide - per ulteriori notizie a riguardo consultare il sito http://www.hwh22.cjb.net/ sezione ricerche: 433 Eros. (NdR: più precisamente: http://members.xoom.virgilio.it/_XOOM/acsp/xit/02-ricerche/E_APBIO.html  

(NdR: la redazione è vicina ad Alberto in questo suo triste momento) 

Fenomeni Transienti Lunari 
a cura di Katiuscia Oliva - okkay@tiscali.it (Membro U.S.A.C.) - Pag.2

La Luna, satellite naturale della Terra, nel corso della storia dell’umanità è sempre stata caratterizzata da una forte valenza simbolica e rappresenta un corpo celeste di grande interesse per lo studio astronomico. Il cambiamento del suo aspetto, sera dopo sera, è infatti uno dei fenomeni astronomici più noti e facilmente osservabili. 

Nel panorama degli studi scientifici sul nostro satellite un discorso a parte meritano i TLP, acronimo inglese di Transient Lunar Phenomena (Fenomeni Transienti Lunari), imprevedibili e improvvisi lampi di luce che possono verificarsi in svariate regioni del suolo lunare. Anche se l’osservazione del fenomeno è piuttosto antica, è solo dopo la seconda guerra mondiale che gli astronomi hanno iniziato a impegnarsi in questa ricerca con una certa sistematicità;

nonostante il proliferare di questi studi, tuttavia, allo stato attuale gli astronomi non sono ancora in grado di capire i meccanismi che generano i TLP, né tanto meno di predirne le manifestazioni. 

Nella maggior parte dei casi i TLP appaiono come colorazioni particolari, lampi, nebbie od oscuramenti - della durata di frazioni di secondo o addirittura ore – che alterano sensibilmente la visibilità di particolari della superficie lunare quali picchi montuosi o crateri. 

I tipi più comuni di TLP consistono quindi in: 

- MUTAMENTI RAPIDI DI ALBEDO: temporanee variazioni di albedo e/o colore di porzioni limitate della superficie lunare della durata media di 20 minuti. Non sono mai state osservate variazioni permanenti della morfologia lunare in seguito ad un TLP. 

- OSCURAMENTO DI CARATTERISTICHE SUPERFICIALI: piccole zone della superficie lunare si oscurano o assumono un aspetto nebbioso, mentre le regioni circostanti rimangono inalterate. Una recente teoria vede nell’emissione e nella successiva dissipazione di vapori e gas del suolo lunare la possibile spiegazione a questo fenomeno. 

- COLORI: la maggior parte dei TLP si presenta sottoforma di colorazioni bluastre o rossastre più o meno intense e diffuse. E’ bene ricordare che sia l’atmosfera sia gli elementi a rifrazione del telescopio introducono colori spuri che è facile scambiare per TLP. 

- LAMPI DI LUCE: durano soltanto qualche frazione di secondo e sono la forma più rara di TLP. 

Se si riportassero i TLP meglio documentati su una mappa lunare si noterebbe che essi sono concentrati maggiormente lungo le sponde dei mari e nelle regioni incise da solchi e crepacci. Se questo da un lato sottolinea quanto sia importante non ignorare tutte le segnalazioni di TLP attribuendole a grossolani “errori” da parte dell’osservatore, dall’altro evidenzia l’esistenza di una causa fisica all’ origine del manifestarsi di questi fenomeni. Circa il 30% dei TLP, infatti, proviene dal cratere Aristarcus e nei suoi immediati dintorni. All’interno di questo cratere sono state osservate macchie viola, verdi, azzurre o rosse. Nel 1963, grazie al telescopio di 60 cm del Lowell Observatory di Flagstaff (Arizona), vennero rilevate due macchie luminose di colore rossastro e larghe qualche Km sulle colline che sorgono vicino al cratere, mentre una terza macchia lunga 20 Km apparve sulla parete sud-est dell'anello montuoso. In particolari condizioni di illuminazione è possibile notare la comparsa di misteriose strisce verticali sulle pareti interne del cratere. A partire dal 1953, all’interno del cratere Alphnonsus, sono state ripetutamente osservate nubi biancastre, bagliori rossastri e il velo di una lieve nebulosità sopra il cratere stesso, nonché macchie lattiginose, luci brillanti e, addirittura, un triangolo luminoso, nella platea del cratere Plato. 

Il problema principale per chi va a caccia di TLP consiste nell'evidenziare fenomeni della durata di pochi secondi o diversi minuti considerando che questi ben difficilmente si manifestano su un'area particolarmente estesa.

Rilevare, quindi, l'oscuramento di un piccolo cratere, di una porzione di una struttura di medie dimensioni o il manifestarsi di nebbie, lampi, brillamenti o mutamenti nella colorazione di piccole strutture superficiali, richiede innanzitutto un'attività osservativa intensa e sistematica. Il monitoraggio del nostro satellite può avvenire mediante osservazioni visuali utilizzando alternativamente osservazioni fotografiche, filtri colorati o videoregistrazione tramite telecamera. E’ possibile dedicare le proprie osservazioni a particolari crateri sedi di fenomeni TLP, oppure lavorare a più ampio raggio coprendo un'area maggiore del suolo lunare. Sarà pertanto di grande importanza identificare la regione lunare interessata da un eventuale fenomeno, individuando le strutture superficiali situate nelle immediate vicinanze (solchi, crateri, monti), descrivendo dettagliatamente il fenomeno osservato (indicando se si tratta di mutamenti di colore, lampi, nebbie o altro), specificando l’ora in cui si manifesta il fenomeno e, fondamentale, l’assetto della stessa zona lunare nei periodi successivi al verificarsi dell’evento sospetto. Ultimo, ma non da meno, è necessario considerare la concreta possibilità che quanto osservato sia da imputarsi prioritariamente ad artefatti introdotti dalla strumentazione utilizzata. 

Qualunque "fenomeno sospetto" deve essere quindi studiato e valutato in modo approfondito, in quanto fattori quali la turbolenza, la stanchezza o eventuali riflessi provocati dalla strumentazione ottica possono inevitabilmente condizionare il nostro giudizio in merito a ciò che vediamo. 

Commenti all'Annuncio della Clonaid 
a cura di Eugenio Ballini - eug67@supereva.it (Membro Gruppo Camelot, Fondazione Sentinel Italia ed European UFO Survey, Owner di Camelotlist, Italianufo e Vareseufo) - Pag.2

“Sono molto lieta di annunciare la nascita della prima bimba clonata”. Questo è stato l’annuncio choc della dottoressa Brigitte Boisselier (presidente di Clonaid, società fondata nelle Bahamas nel 1997 e legata al Movimento Raeliano) che il venerdì 27 dicembre 2002 ha dato inizio ad una ridda di articoli su giornali, mailing list e newsgroup. 

Molte persone, scienziati, politici, uomini di cultura e semplici cittadini hanno nei giorni seguenti espresso i loro pareri più o meno interessanti; indipendentemente dalla veridicità o meno della clonazione effettuata da Clonaid, è interessante vedere quali sono stati i vari interventi. 

Qui di seguito ne riportiamo un buon numero, senza ovviamente entrare nel merito di quanto loro affermino, in modo da avere un quadro abbastanza completo del pensiero generale a riguardo. 

Brigitte Boisselier: “La società cambia; è diritto d’ogni genitore scegliere il figlio che vuole, anche se non ha problemi di sterilità. La bimba è in ospedale con la madre e tornerà a casa fra tre giorni perché il parto non ha avuto complicazioni. A questo punto, esperti indipendenti potranno verificare l'identità del suo Dna con quello della madre. I genitori sono al settimo cielo. Trattate con delicatezza l'argomento e ricordate che state parlando di una bambina, non di un mostro. Clonaid ritiene che la scienza può contribuire a creare la vita e che la clonazione sia fatta per il bene dell'umanità”. 

Raël, o meglio Claude Vorilhon, fondatore del Movimento Raeliano: “Con il primo bambino clonato l'uomo è più simile ai nostri padri Elohim e presto si arriverà al traguardo finale, ovvero un essere vivente artificiale al 100%, perfetto ancor più di Eva”. 

Marco Franceschini, fondatore dell'Associazione Raeliana in Italia: “Siamo felici perché oggi siamo tutti dei papà virtuali; per noi che basiamo la nostra fede nella scienza, la clonazione rappresenta l'unico strumento per giungere alla vita eterna. Eva è il punto di partenza, non d’arrivo, perché la clonazione non dovrà produrre una copia, ma far rinascere l'individuo morto in un corpo più giovane”. 

Bruno Schirato, membro del Movimento Raeliano: “Il discorso della clonazione è allacciato alla questione della vita eterna che, senza la clonazione appunto, non sarebbe in alcun modo possibile. Creare attraverso una cellula un altro essere identico è la prima tappa per ricreare un essere umano direttamente adulto, per poter rivivere in un corpo nuovo eludendo la vecchiaia con tutti i suoi svantaggi. Tutto quello che fa la Clonaid è per dare una spinta decisiva verso la clonazione”. 

Giuseppe Amico, membro del Movimento Raeliano: “Ho fiducia nella scienza e trovo assurde tutte quelle obiezioni sul fatto che non sia giusto, che la bambina soffrirà e tante altre cose che sono state scritte e dette in questi giorni; ci sono bambini che nascono malformati e che soffrono tantissimo. La clonazione può migliorare la vita dell'uomo e dare origine a nuova vita. Grazie alla clonazione è possibile combattere le malattie genetiche, ricreare organi per trapianti come reni nuovi al posto della dialisi”. 

Per il presidente americano Bush parla il portavoce Scott McClellan: “Il presidente, come molti americani, crede che la clonazione umana sia profondamente preoccupante e appoggia con forza una legge che la metta al bando. Il nuovo Congresso ora deve superare le differenze di partito e approvare il bando d’ogni tipo di clonazione umana”. 

Kofi Annan, segretario dell’ ONU: “Non manderò fiori”. 

Il presidente francese Jaques Chirac: “Faccio appello a tutti gli Stati del mondo perché si vada senza più indugi verso un accordo internazionale per la proibizione universale di quella pratica criminale che è la clonazione umana a fini riproduttivi”. 

Girolamo Sirchia, Ministro della Sanità: “Vedremo i dati, nessuno di noi può giudicare in astratto una cosa che è un crimine e speriamo che come tale venga presto riconosciuto Questi scoop scardinano la società e violano le leggi; sono cose che erano state promesse da varie parti e, purtroppo, ci sono persone che non si sentono nel dovere neppure di chiedere le autorizzazioni di legge”. 

Umberto Bossi, Ministro delle Riforme: “L'Occidente è arrivato al un bivio drammatico ed insieme al mondo occidentale, ancora di più la Chiesa cattolica, perché di fronte all'ipotesi della clonazione devono rispondere a questa semplice domanda: Esiste Dio?”. 

Laura Zanella, deputata Verde: “Una vera e propria boutade, una pessima provocazione che nasconde però il desiderio di molti scienziati che vorrebbero realizzare quest’orrore”. 

Giuseppe Fioroni, responsabile delle politiche delle solidarietà della Margherita: “Al di là della veridicità o meno dell’esperimento, l'annuncio della bimba clonata ripropone la questione del rapporto tra scienza ed etica a livello nazionale ed internazionale”. 

Severino Antinori, ginecologo che da anni sta lavorando alla clonazione umana in competizione con la Clonaid: “L’annuncio della nascita di una bimba clonata non è corroborato da basi scientifiche e rischia di creare solo confusione”. 

Giuseppe Palumbo, presidente della Commissione Affari Sociali della Camera: “Nella legge che abbiamo già discusso alla Camera sulla procreazione medicalmente assistita, la clonazione è vietata in ogni sua forma; da questo punto di vista non ci sono state obiezioni di sorta, e il principio è passato, direi, quasi all´unanimità”. 

Francesco D’Agostino, presidente del Comitato italiano di bioetica: “Si mette al mondo un individuo con un patrimonio genetico pre-programmato, cioè privo della sua unicità generica. Il desiderio di un bebè fotocopia nasce da uno sconfinato e riprovevole narcisismo. I presupposti non sono favorevoli ai raeliani noti come una setta parareligiosa e non certo un centro di ricerca accreditato”. 

Renato Dulbecco, premio Nobel: “Quanti tentativi ha fatto la Clonaid prima di riuscire a far nascere la bambina? Sappiamo che Ian Wilmut ha raggiunto il successo della pecora Dolly solo dopo 269 fallimenti”. 

Bill Frist, medico e leader della maggioranza repubblicana al senato: “L'annuncio dei seguaci di Rael è sconcertante, offende le nostre sensibilità e mina il rispetto fondamentale per la dignità della vita umana”. 

Sam Brownback, senatore del Kansas: “L'annuncio dei raeliani chiarisce la necessità che la messa al bando arrivi presto e sia totale”. 

Joaquín Navarro Valls, portavoce della Santa Sede: “L'annuncio, senza elemento alcuno di prova, ha sollevato già lo scetticismo e la condanna morale di gran parte della comunità scientifica internazionale. Ma già l'annuncio stesso è espressione di una mentalità brutale, priva di qualsiasi considerazione etica e umana”. 

Mohammad Hussein Fadlallah, guida spirituale degli integralisti sciiti libanesi pro iraniani: “Non si può dire se la clonazione sia un bene o un male assoluto, dipende dall'uso che se ne fa. Se è per il bene dell'umanità, va permessa, in caso contrario, va proibita”. 

Monsignor Elio Sgreccia, vicepresidente della Pontificia Accademia per la Vita ed esperto di bioetica per il Vaticano: “Se si confermerà come vera, la nascita di una bimba clonata è una notizia grave, tra le peggiori che possiamo immaginare. È ora che l’umanità si difenda da queste cose, con processi legislativi efficaci e soprattutto con provvedimenti penalmente validi. Quello della Chiesa cattolica è un giudizio universalmente condiviso: la clonazione riproduttiva rappresenta una forma di manipolazione totale, una schiavizzazione del soggetto clonato, selezionato ad immagine di chi si fa copiare. Occorre riflettere seriamente in campo politico e trovare forme efficaci per sancire le trasgressioni”. 

Monsignor Mauro Cozzoli, docente di teologia morale all’università Lateranense, “La notizia della nascita di una bimba clonata, oltre che moralmente inaccettabile e riprovevole, è segno del delirio di onnipotenza di chi la attua speculare al narcisismo delirante di chi vuol farsi replicare”. 

Giuseppe Novelli, genetista e docente all'Università di Tor Vergata: “Non si gioca con gli esperimenti, la scienza è un'altra cosa. Non è con gli annunci eclatanti come questo che la scienza compie i suoi progressi”. 

Cinzia Caporale, docente di bioetica all'Università di Siena e componente del comitato nazionale di bioetica: “La bambina clonata? Si tratta di un esperimento irresponsabile, ma si assiste anche ad una reazione sbagliata nei confronti di una censura asfissiante”. 

Bruno Dallapiccola, genetista: “Non so se possiedano i mezzi necessari per realizzare una simile impresa. Non mi stupisco, vedremo presto se è una bufala o una vera tragedia biologica”. 

Cesare Galli, ricercatore del laboratorio di tecnologia della riproduzione a Cremona: “Per avere Galileo, il primo toro duplicato nel mondo, che oggi gode d’ottima salute, impiantammo tre anni fa 50 embrioni; se tutto ciò è vero, la Clonaid ha rischiato”. 

Evgheni Sverdlov, scienziato genetista e direttore dell’Istituto Russo di Genetica Molecolare: “Non è escluso che siamo davanti ad una mistificazione della società; anche se l’esperimento di clonazione di un embrione umano fosse riuscito, saremmo davanti ad un fatto irresponsabile e immorale. La bambina sarà vecchia già a trent'anni e vivrà una vita da incubo”. 

Barry Zirkin, capo del reparto di biologia riproduttiva della John Hopkins University: “Resterei molto sorpreso se mi dimostrassero che è così facile clonare un essere umano”. 

Robert Lanza, direttore medico della società Advanced Cell Technology: “Chi ha fatto questo esperimento, se lo ha fatto davvero, ha reso un pessimo servizio alla scienza. L’attività di Clonaid è moralmente vergognosa”. 

Harry Griffin, direttore del Roslin Institute, ove fu clonata la pecora Dolly: “Prima di pronunciarsi la comunità scientifica deve poter esaminare prove convincenti su quello che è stato fatto e sulla percentuale di successo. Al momento sembra trattarsi solo di una mossa propagandistica”. 

Stuart Newman, professore di biologia delle cellule al New York Medical College: “Non è inconcepibile che i Raeliani possano avere successo, non bisogna essere straordinariamente competente per farlo; bisogna solo essere preparati a prendere certi rischi con la vita delle persone. Tutto sta nel prendere due cellule, parte di un ovulo e parte di un’altra cellula, metterle insieme e sperare che tutto vada bene”. 

Cesare Peschle, direttore del Laboratorio di Ematologia e Oncologia dell'Istituto Superiore di Sanità: “L’ esperimento è del tutto negativo, sia per le prospettive di salute della bambina, ad altissimo rischio, sia per l´immagine della scienza, perché qualcuno potrebbe sollevare dubbi sull'affidabilità della comunità scientifica che invece è sana e capace di autoregolamentarsi. È negativo anche perché se la clonazione umana dovesse prender piede porrebbe una quantità di problemi di carattere etico e sociale, e soprattutto rappresenterebbe la prima tappa di un ulteriore sviluppo di tecnologie, mi spiace dirlo, di tipo malefico. Pensiamo agli scenari ipotizzabili dall'abbinamento con la manipolazione genetica... Ci potrebbero essere alterazioni di vario tipo che ancora non comprendiamo bene”. 

Bruno Brambati, esperto di diagnosi prenatale e malattie genetiche, “Da medico mi chiedo che cosa serva un esperimento del genere; dal punto di vista sociale non c´è beneficio perché oggi la sterilità si risolve al cento per cento in altri modi. Dal punto di vista personale, lo scopo è certamente opinabile; l´incognita, comunque, riguarda le possibili conseguenze in termini di vitalità e moribilità di un individuo così concepito rispetto agli altri”. 

Alberto Piazza, ordinario di Genetica all´Università di Torino: “Difficile fare previsioni, visto che i soli dati che abbiamo riguardano altre specie. E i problemi non sono mancati, in particolare riferiti ad alcuni difetti cromosomici, anche se le analogie tra la specie umana e quella animale non è così scontata. Inoltre, sono stati clonati animali molto diversi dall'uomo, non ho avuto notizia di clonazione di primati, per esempio. Il vero ricercatore, prima di avviare un esperimento si chiede: perché lo faccio? In questo caso, qual è il fine? Al momento, non vedo la risposta”. 

Raffaele Morelli, psichiatra: “La piccola Eva dovrà ricevere l´amore dei genitori, accettare le loro idee e poi disfarsene perché sono folli. Avrà vita meno facile di altri, ma quanti sono i bambini che, per un motivo o per l´altro, vengono al mondo con meno chance? La sciocchezza cosmica è quella di voler clonare l´uomo con l´idea di preservare eternamente l´individualità mentale. La voglia di perpetuarsi all´infinito, sempre allo stesso modo, mentre l´universo continua ad evolvere. E´ come se un pollo volesse ripetersi continuamente, per creare un mondo tutto di polli”. 

Alta Charo, esperta di bioetica dell'università del Wisconsin: “Questa non è scienza, non si fanno esperimenti sugli esseri umani senza certezze”. 

Centro per la Bioetica e la Dignità Umana di Chicago: “Al di là della veridicità dell'annuncio, il fatto stesso che scienziati rinnegati dalla loro comunità continuino a lavorarci mostra quanto sia urgente che gli Usa e il resto del mondo bandiscano questa pratica pericolosa e immorale”. 

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