Numero 2, Anno 2002
Camelot Chronicles

 

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Tutti i numeri del giornale aperiodico di ufologia "Camelot Chronicles" si possono scaricare gratuitamente da questo sito in formato PDF e HTML, e si possono trovare in formato cartaceo alle conferenze del Gruppo Camelot e dei suoi Collaboratori

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Attorno alla tavola rotonda: 
Intervista ad un Ufologo Famoso, in questo numero: Renzo Cabassi 
a cura di Eugenio Ballini - eug67@supereva.it (Membro Gruppo Camelot, Fondazione Sentinel Italia ed European UFO Survey, Owner di Camelotlist, Italianufo e Vareseufo) - Pag. 6 

(N.d.R.: in questa serie di interviste ogni intervistato si assume la responsabilità di ciò che afferma) 

D: Quando, perché ed in che modo ha iniziato ad interessarsi all'ufologia? 
R.C.:Ritengo che occuparsi di UFO sia cosa seria, e che gli UFO siano un “Affare Serio”, anche se non riconosciutamente una disciplina scientifica. Precisato questo, devo dire che il mio interesse ‘serio’, cioè impegnato non solo a reperire informazioni e segnalazioni, ma anche indagare su queste segnalazioni e soprattutto occuparsi della elaborazione dei dati, è relativamente recente: 1970 
Ma la mia raccolta di ritagli aneddoti e cronache UFO risale a quando avevo 14 anni... ora ne ho 57..! 

D: Dia una definizione di se stesso come ufologo. 
R.C.:Da quanto detto precedentemente, mi sento particolarmente coinvolto nella ricerca. E il metodo scientifico è quello che perseguo. 

D: Come vede l’ufologia nostrana all’interno dell'ufologia mondiale? 
R.C.:Una risposta sbrigativa e minimalista potrebbe essere che dobbiamo ancora creare una Ufologia (con la ‘U’ maiuscola...) Per ora parlerei di ‘ufofilia’, al massimo, anche se non mancano ottimi esempi di lavori seri e sufficientemente scientifici da NON sfigurare nel mondo della ricerca scientifica. 

D: Qual è stata la ricerca ufologica che più le ha fatto pensare? Qual è stata invece la ricerca che più la ha appassionato? 
R.C.:Una sola risposta per il ‘pensare’ e la ‘passione’. La definizione epistemologica dei FENOMENI UFO (il plurale di‘fenomeni’ è basilare e i tentativi di una raccolta strumentale dei dati. Va da sé che NON ho una personale ipotesi sui Fenomeni UFO e che mi appoggio all'equidistanza delle ipotesi.

D: Quali sono i cinque ufologi stranieri che più ha ammirato in questi anni? 
R.C.:Credo che Aimè Michel abbia svolto sulla mia vita ufologica un importante ascendente. Mi ha insegnato “Perché continuare”... Ho apprezzato Hynek, prima maniera, vedi “The UFO Experience”. James McDonald è quello che più ho ammirato per coraggio e Vallee è sicuramente quello che riscuote, tra quelli ancora in vita, le mie simpatie, ma non totali. 
Mi pare però riduttivo parlare di questi ricercatori a ‘tutto tondo’ come di ‘ufologi’. Credo non esistano ancora, gli ufologi, per poter determinare una categoria ben precisa. 
D: Quale sarebbe il suo sogno ufologico per il futuro? 
R.C.:Che imbroccasse decisamente e in modo assoluto la strada scientifica lasciandosi dietro la misteriologia. In un mio vecchio lavoro, a mo’ di prefazione citavo “Nella storia della scienza il raccoglitore di esemplari precedette lo zoologo e seguì gli esponenti della cosiddetta *teologia naturale* e della magia. Egli aveva smesso di studiare gli animali secondo lo spirito degli autori di un *bestiario* medievale, ma non era ancora, se non in maniera rudimentale, un biologo, né un fisiologo, né un etologo. 

Suo primario interesse era la classificazione e la descrizione del più alto numero possibile di nuovi esemplari. Come la Terra di alcuni secoli fa (molti in realtà), la ricerca scientifica ha ancor oggi le sue regioni popolate dagli *hic sunt leones* degli antichi cartografi. In relazione alla *fauna* di queste zone, noi non siamo ancora zoologi o naturalisti, ma solo dei raccoglitori di esemplari”. 

Il mio sogno è che nasca l'Ufologia, nulla di più. 

NdR: qui di seguito pubblichiamo una breve replica del Sig.Renzo Cabassi all’intervista fatta al Sig. Corrado Malanga e scritta sul numero precedente. Visto che il Sig. Renzo Cabassi è stato citato nell’intervista pubblicata sul numero precedente, e piu' precisamente nella frase: 
“Scoprii che esisteva un centro che si chiamava CUN Centro Unico Nazionale ... cut ... Io mi iscrissi a questo strano organismo ma mi resi conto che c'era molta strada da fare ... cut ... Non sapevo degli intrallazzi tra Pinotti e Cabassi, ma pensavo che ... cut ...”, la redazione ha pensato che fosse giusto dare a lui una possibilità di replica. Si riportano qui di seguito le parole espresse dal Sig. Cabassi a tal proposito: 
“Direi che i lettori hanno diritto di capire o farsi un’opinione. Di “intrallazzi” tra Roberto e me non ce ne sono mai stati... mentre c'è stata amicizia, collaborazione, discussione, disaccordo, competizione, ecc.. Un normale rapporto tra uomini... Sicuramente, almeno dal 1973, i nostri rapporti sono prossimi allo zero....”. 

Comitato Italiano per il Progetto Hessdalen 
http://www.itacomm.net/PH/  

Il CIPH (Comitato Italiano per il Progetto Hessdalen ) è un centro privato, creato nel luglio del 2000, a Bologna, per sostenere e promuovere la ricerca scientifica sui Fenomeni Luminosi in Atmosfera, che sono stati osservati in diverse regioni della Terra, con particolare riferimento alla valle di Hessdalen, in Norvegia. 
Nell'agosto del 2000, il CIPH ha sostenuto e in parte finanziato la missione scientifica degli ingegneri e dei tecnici del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche ) -Medicina, Bologna- e dell'astrofisico Massimo Teodorani, che era coordinatore scientifico del gruppo. Massimo Teodorani è il primo ricercatore italiano che si è interessato allo studio dei fenomeni luminosi di Hessdalen, ed è autore di molti lavori scientifici sull'argomento. 
Nel 2001 il CIPH ha proseguito il suo impegno sostenendo una nuova missione in Norvegia, condotta da Massimo Teodorani, Simona Righini, astronomo; Andrea Cremonini, ingegnere elettronico del CNR e Flavio Gori, ricercatore esperto di onde radio VLF e coordinatore Europeo di NASA-INSPIRE Project, Inc....

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