Numero 2, Anno 2002
Camelot Chronicles

  

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Tutti i numeri del giornale aperiodico di ufologia "Camelot Chronicles" si possono scaricare gratuitamente da questo sito in formato PDF e HTML, e si possono trovare in formato cartaceo alle conferenze del Gruppo Camelot e dei suoi Collaboratori

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Clipeologia 
a cura di Paolo Bolognesi - paolobolognesi@activenetwork.it ( Membro Gruppo Camelot e Fondazione Sentinel, Collaboratore MOSAC) - Pag.1 

La clipeologia è la ricerca di eventuali manifestazioni UFO nel passato. Il termine deriva da «clipeus», lo scudo rotondo dei guerrieri romani, e trova giustificazione nel fatto che gli antichi scrittori latini, come ad esempio Plinio il Vecchio, descrissero come «clipei ardentes» (scudi infuocati) certe strane apparizioni celesti dell'epoca. La Clipeologia ha trovato diffusione nel nostro paese soprattutto grazie ad una rivista edita (a partire dal 1964) dal Centro Studi Clipeologici di Torino e intitolata, appunto, «Clypeus». Esistono validi studiosi della materia, fra i quali possiamo ricordare l'inglese Raymond Drake e gli italiani Gianni Settimo e Solas Boncompagni. La clipeologia si basa su due presupposti: 
- il fenomeno UFO non è esclusivo del nostro tempo, esso affonda le proprie radici nella storia, fino alle epoche più remote; 
- il suo manifestarsi attraverso i secoli è rimasto documentato, sotto forma di descrizioni, allusioni e riferimenti, nelle mitologie, nei testi sacri, nei libri degli antichi autori, nelle cronache medioevali, nei diari di viaggio, nei libri di bordo ecc. 
Lo scopo della clipeologia è quindi quello di scoprire queste presunte tracce e di presentarle come tali dopo averle spogliate della veste mitica, religiosa o leggendaria con la quale sono arrivate fino a noi.Tutto quello che essa può fare è di presentare una serie di passi enucleati da testi di vario genere e di suggerirne un’interpretazione in chiave ufologica; ma naturalmente ciò non implica che tale interpretazione sia quella giusta. Convenzionalmente si indica il 1947 come l'anno di nascita del problema UFO. In realtà quello fu soltanto l'anno in cui, per effetto dell'avvistamento di Kenneth Arnold sul Monte Rainier, il problema divenne di dominio pubblico. Gli UFO però si vedevano già da un pezzo, anche se venivano chiamati con altri nomi. Durante la Seconda Guerra Mondiale comparvero su vari teatri di operazioni e furono denominati «Foo-Fighters» (caccia infuocati); nell'estate del 1946 «invasero» i cieli dei paesi scandinavi, dove furono battezzati «razzi fantasma». Misteriosi aeromobili (la cui origine è rimasta ignota) furono osservati sopra l'Inghilterra e la Nuova Zelanda nel 1909; sulla Russia, la Polonia e ancora l'Inghilterra nel 1913; nel Sud Africa nel 1914. 
Più indietro ancora, tra la fine del 1896 e i primi mesi del 1897, si verificò negli Stati Uniti quella che è oggi considerata .. la prima grande ondata di avvistamenti «UFO»: un bizzarro tipo di apparecchio volante, che fu denominato «airship» (aeronave), apparve a più riprese nei cieli di molti stati dell'Unione. Si ebbero centinaia d’avvistamenti, casi di atterraggio e perfino osservazioni di «occupanti». Il fenomeno non è mai stato spiegato.


Norimberga, 14 aprile 1561, ( vedi immagine ) gli abitanti della storica città tedesca restano attoniti di fronte ad uno spettacolo incredibile: nel cielo della loro città oggetti sconosciuti ed inquietanti, di forma cilindrica, "emettono" altri oggetti a forma di sfera, i quali non cadono ma volano indipendentemente. L'immagine è raffigurata su una stampa facente parte della "Collezione Wickiana", della Biblioteca Centrale di Zurigo. 
Tutti gli avvistamenti cui ho accennato risultano pubblicati sui giornali delle rispettive epoche, e possono quindi essere riletti così come furono riferiti subito dopo il loro accadere, senza che il trascorrere del tempo abbia potuto alterarne i particolari con il sovrapporsi di abbellimenti o il frammischiarsi di elementi leggendari. 
Probabilmente è proprio qui, nel tipo di documentazione, che dobbiamo individuare il principale fattore discriminante tra ufologia e clipeologia. Quest'ultima, in pratica, comincia laddove finisce la disponibilità della cronaca giornalistica diretta. 

Un esempio "clipeologico" UFO E FARAONI: IL PAPIRO TULLI 
Il «Papiro Tulli» ( vedi immagine ) é … un papiro egizio che, nel 1934, fu individuato nel negozio di un antiquario, dal professor Alberto Tulli (allora direttore del Pontificio Museo Egizio Vaticano). Non poté essere acquistato a causa del prezzo esorbitante che ne veniva richiesto. 

Tuttavia il professor Tulli ottenne di poterne copiare il testo, che fu poi trascritto con la collaborazione dell'Abate E. Drioton, direttore del Museo del Cairo. Il testo del papiro riportava … di una serie di strani avvistamenti di misteriosi oggetti nel cielo, cui avrebbero assistito il Faraone Thuthmosis llI (1504-1450, circa A.C.) e molti dei suoi sudditi. Una strana caratteristica del papiro era la presenza di alcune cancellature in punti chiavi del testo che rendevano nebuloso il significato del contenuto. Tali cancellature, che non erano state eseguite dal Tulli nella sua copia, ma che erano presenti nel documento originale, non apparivano casuali, ma volutamente effettuate, quasi vi fosse stata la volontà di sopprimere i dati più significativi del testo allo scopo di evitare che l'episodio fosse comprensibile e preciso. 
Fu nel gennaio del 1964 che la rivista «Clypeus», fondata e diretta da Gianni Settimo, pubblicò, proprio nel suo primo numero, la traduzione in italiano del testo geroglifico, che qui riportiamo in parte: «… Il 22° giorno del 3° mese d'inverno, alla sesta ora del giorno gli Scribi, gli Archivisti e gli Annalisti della Casa della Vita si accorsero che un cerchio di fuoco … (lacuna - in cui probabilmente doveva figurare la direzione nello spazio e forse altri importanti dettagli). Dalla bocca emetteva un soffio pestifero (La definizione farebbe pensare alla parte anteriore. … Il soffio invece dà l'idea della propulsione. ["Pestifero" probabilmente significa "puzzolente", "maleodorante"], ma non aveva “testa”. Il suo corpo misurava una pertica per una pertica (era perciò circolare e misurava circa cinquanta metri) ed era silenzioso (avvalora tanto la tesi meteorica che quella clipeologica). Ed i cuori degli Scribi, degli Archivisti tutti furono da ciò atterriti e confusi ed essi si gettarono nella polvere col vntre a terra .... (lacuna....) .... essi riferirono allora la cosa al Faraone… ». 
Ed ancora: « … Egli ordinò di .... (lacuna - probabilmente di ricercare se analoghi fatti fossero stati registrati in precedenza nei papiri della Casa della Vita) .... è stato esaminato .... (lacuna) .... ed egli stava meditando su ciò che era accaduto, che era registrato dai papiri della Casa della Vita (si noti come le lacune siano, nella traduzione del papiro, proprio nei tratti forse più interessanti e per noi posteri - diciamo - nei punti chiave per importanti deduzioni storiche ed anche scientifiche). 
Ora, dopo che fu trascorso qualche giorno, ecco che queste cose divennero sempre più numerose nei cieli d'Egitto (dunque non fu un fenomeno transitorio ma durò alcuni giorni). Il loro splendore superava quello del sole ed essi andavano e venivano liberamente per i quattro angoli del cielo (lacuna) … ». 
Inoltre: « … Alta e sovrastante nel cielo era la stazione (chiarissima descrizione dell’astronave-madre) da cui andavano e venivano questi cerchi di fuoco. [Poi] questi cerchi di fuoco salirono più che mai alti nel cielo e .. pesci ed uccelli caddero allora dal cielo. Il Faraone fece portare dell'incenso per rimettersi in pace con la Terra .. e quanto accadde il Faraone diede ordine di scriverlo e di conservarlo negli Annali della Casa della Vita, affinché fosse ricordato per sempre dai posteri». 
Di questo papiro non esiste la certezza dell’autenticità, ci si basa esclusivamente sull’onestà del prof. Tulli cui si deve il merito di averne divulgato il testo, copiandolo dall’originale. E nessuno potrà mai (forse) garantirlo. 
L'unico particolare a favore dell’autenticità di questo papiro è quello di essere stato diffuso nel 1934, diversi anni prima della nascita dell’ufologia ufficiale con l’avvistamento di Kenneth Arnold, in un periodo in cui la clipeologia non era ancora stata "inventata" e l’archeologia spaziale era ancora di là da nascere. 
Certo, se fosse autentico, sarebbe un documento eccezionale, che testimonierebbe un evento straordinario a cui assistettero gli egizi migliaia di anni fa.


UFO a Cernusco sul Naviglio (MI) 
a cura di Federico Dezi - dezi@ufoitalia.net (co-gestore di Ufoitalia.net, Owner della lista FedericoDezi ed Owner della lista NewsUfo) - Pag.1 

Uno dei casi italiani più importanti del 2002 
Il fattore che secondo me rende questo caso di notevole rilievo ufologico è che il testimone dell’avvistamento sia un ufologo, Roberto Malini, ben avvezzo ad osservare il cielo e profondo conoscitore dei fenomeni aerei di qualsiasi natura. L’evento si è svolto in pochi minuti, circa 15, la sera del 27 settembre 2002. Alle ore 19.15 Malini riceve una telefonata da una sua conoscente e concittadina di Cernusco, appassionata d’ufologia: ” Roberto, ci sono tre Ufo nel 
cielo sopra casa mia”. Subito il ricercatore si mette in movimento, in compagnia del suo amico D.F., accessoriato di una macchina fotografica “usa-e-getta”.Si reca sul luogo dell’accaduto in bicicletta, impiegando poco più di cinque minuti. Sono le 19.21 e il fenomeno descritto dalla donna è ancora presente. Il sole è calato da poco, ma –come documentano le testimonianze e le foto- la luminosità è ancora buona. Tre Ufo sorvolano i cieli di Cernusco. Gli ordigni, in formazione obliqua, avanzano lentamente da ovest verso est per alcuni minuti, sussultando nell’aria come foglie secche, poi si dividono. Un oggetto vola via, sottraendosi alla vista dei testimoni. Gli altri due si separano; uno resta immobile e l’altro viaggia verso est. L’Ufo immobile si dilegua dopo qualche minuto, mentre l’altro continua ad evoluire nel cielo. I testimoni descrivono gli Ufo come oggetti discoidali scuri, roteanti, forniti di due alette. “Grazie all’ottima visibilità, ” mi ha detto Malini, “abbiamo potuto osservare gli oggetti in modo piuttosto particolareggiato. Erano chiaramente solidi, probabilmente metallici, tondeggianti e roteanti. Niente a che vedere con aerostati, velivoli o altri fenomeni aerei conosciuti. Osservandoli, chiunque, anche l’osservatore più scettico, avrebbe esclamato: ‘ecco tre dischi volanti, come quelli che si vedono sulle riviste ufologiche o nei film di fantascienza. Chissà se sono di questo mondo?’. Ho scattato le foto solo per non lasciare nulla di intentato. La macchinetta che avevo con me è di quelle supereconomiche, senza zoom. Mai avrei immaginato che sulla pellicola sarebbe rimasto impresso uno degli oggetti, che è apparso luminoso, emettendo probabilmente raggi ultravioletti o infrarossi, impercettibili ad occhio nudo”. 
Ho chiesto a D.F. una sua opinione. “Si è trattato di un avvenimento affascinante. Roberto parla spesso di Ufo, ma non ne avevo mai visto uno. Ed ecco che ne ho potuti osservare tre in un solo colpo. Che spettacolo! Tre dischi volanti ben visibili, uno dei quali è rimasto a lungo quasi sopra le nostre teste, come per farsi ammirare”. Si è scritto dell’evento in tutto il mondo; il resoconto dell’avvistamento di un ufologo serio e stimato come Roberto Malini ha amplificato l’interesse della notizia. A mio avviso, il fatto che uno dei testimoni fosse Malini, uno studioso obiettivo e meticoloso, rende il tutto 1000 volte più interessante, senza nulla togliere ai normali e coraggiosi testimoni. C’è chi ritiene che di fronte agli Ufo i testimoni siano tutti uguali, ufologi e gente comune, ma sarebbe come affermare che un entomologo abbia la stessa facoltà di osservare e distinguere un insetto rispetto ad un profano. 

Sciocchezze! Vista l’esperienza e la conoscenza del fenomeno da parte di Malini, possiamo escludere l’eventualità che quegli strani oggetti fossero dei palloni, aerei o eventi convenzionali. Alcuni ricercatori e divulgatori internazionali, come Jeff Rense e José García Álvarez, hanno deciso di divulgare il caso in Inghilterra e nei paesi di lingua spagnola, ed ora anche in america. Ma l’evento non ha finito di destare interesse ad ogni latitudine. 

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