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e dei suoi Collaboratori
L’Ufologia Contemporanea e gli Antichi Mali del Gruppismo Ufologico
- a cura di Carlo Sabadin - sabinsky@tiscali.it
( Membro Gruppo Camelot, Fondazione Sentinel e Stargate Group, collaboratore
MOSAC e Stargatemagazine ) - Pag.1
Nell’ufologia moderna ha ancora senso trincerarsi nei propri “piccoli” bunkers mostrando diffidenza, rivalità, sospetto verso tutti gli “altri”, quelli cioè, che non appartengono alla nostra parrocchia?
Non è vero che la ricerca in campo ufologico sia ferma ed immobile. In realtà, negli ultimi tempi, l’ufologia italiana ed
internazionale ha compiuto passi decisivi verso lo screening della verità o, almeno, di una sua parte. In particolare, tre sono state le conquiste decisive che hanno determinato un vero miglioramento nell’indagine globale del fenomeno. In primo luogo la disponibilità di testimonianze definibili come “altamente qualificate” che si differenziano da quelle precedenti, comunque sempre rilevanti, per la particolare posizione, occupata dai testimoni, all’interno di strutture governative o collegate. Tra tutte spicca, imponente, la figura del compianto Colonnello Philip Corso, il cui impeccabile curriculum - tuttora non smentito -, la sua incredibile testimonianza[1] e le conseguenze provocate[2], l’avvidavit inoltrato dal CAUS (Citizens Against UFO Secrecy)
| poco prima di morire circa la veridicità dei fatti che lo videro protagonista[3], hanno determinato una nuova fase per la ricerca che si è - ora -
concretizzata nella campagna mondiale del dott. Steven Greer per la creazione di un “Progetto Archivio Testimoni” per divulgare e preservare le testimonianze straordinarie di uomini e donne che hanno assistito ad alcuni degli eventi più importanti della storia umana[4]. |
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Secondariamente, è stata completamente ribaltata quell’infelice sentenza emessa al termine del Progetto Blue Book - poi riconfermata dalla “scienza ufficiale” col rapporto Condon e dalla commissione europea di Tullio Regge - che definiva ininfluenti, ai
fini di una corretta ricerca scientifica, gli studi di tipo ufologico. Il “ribaltone” - per certi aspetti clamoroso - è avvenuto per merito
della cosiddetta “Commissione Sturrock“ (dal nome del fisico dell’Università di Stanford che la presiedeva), la quale ha preso in
esame una serie di dati forniti da alcuni tra i più noti esponenti dell’ufologia mondiale[5]. Le conclusioni sono dirette a promuovere
un’attenta valutazione del fenomeno, comprese le testimonianze, e, pur non riconoscendo che si tratta inequivocabilmente di
fenomeni extraterrestri, non si esclude - ed è questa la novità più importante! - che dati “così intriganti ed inspiegabili potrebbero
portare, se indagati a fondo, a tale conclusione”[6]. L’impatto di una simile “sentenza d’appello” a favore della piena legittimità della ricerca ufologica, è stato, tranne rarissime eccezioni[7], raccolto con entusiasmo tra tutti gli addetti ai lavori e ci ha fornito una potente arma contro debunkers ed ultrascettici.
Infine, sono cominciate a nascere, spontaneamente, alcune collaborazioni tra diversi gruppi di ricerca, in particolare a livello locale,
che, inizialmente basate su rapporti di amicizia e stima esistenti tra i diversi ricercatori[8], hanno finito per ricomprendere alcuni
dirigenti delle più disparate associazioni di tipo ufologico. S’incomincia, quindi, a delineare una nuova figura di ufologo, libero da
condizionamenti di tipo associativo e disponibile ad impegnarsi in indagini serie e costruttive con qualunque “collega”, indipendentemente dalle rispettive appartenenze. Se tale tendenza diventasse prassi comune i benefici per l’intera ufologia,
nazionale e non, sarebbero enormi. In realtà, la storia dell’ufologia moderna nel nostro paese è costellata di battaglie legali,
polemiche, contrasti, rotture emblematiche e scissioni tra i più diversi gruppi ed associazioni di ricerca[9]. Recentemente, lo stesso
Centro Ufologico Nazionale, la maggior associazione di ricerca italiana, che sembrava oramai immune da ulteriori divisioni (dopo la scissione avvenuta nella seconda metà degli anni ’80 che diede origine al Centro Italiano Studi Ufologici) ha dovuto precipitosamente provvedere alle defezioni avvenute in seno al proprio consiglio direttivo[10]. E non è che all’estero siano da meno. A puro titolo esemplificativo ricordiamo, anche per le forti reazioni che ha suscitato, l’improvvisa decisione dell’ufologo americano Barry Greenwood di dimettersi dall’associazione CAUS in diretta conseguenza del ritorno sulle scene dell’avvocato Peter Gersten[11].
Peraltro, non va dimenticato il principale - e forse unico! - merito del gruppismo ufologico: la possibilità per giovani ed intraprendenti ricercatori di potere provare sul campo, direttamente, il fascino dell’inchiesta, l’estrapolazione dei dati, le interviste ai testimoni, “farsi quindi le ossa”[12], ricorrendo magari all’esperienza di colleghi più anziani e smaliziati. I problemi cominciano, invece, al momento del confronto con ricercatori che appartengono a diverse associazioni, tutte con filosofie proprie e scopi differenti o, al momento della presentazioni dei risultati al pubblico, oppure quando s’interviene in dibattiti e contraddittori. In tali contesti tende, quasi sempre, a prevalere l’interesse di “bottega”, l’affermazione della superiorità della propria posizione, dei propri metodi, procedure e obiettivi. Si giunge persino
a ......... continua nel prossimo
numero
Riferimenti:
[1] Cfr. C. Sabadin, “Il caso Corso: finalmente la verità (o perlomeno una parte), Bollettino Interno “Sentinel”, aprile-maggio-giugno 1998.
[2] Ricordiamo in particolare il caso del presidente dell’American Computer Company, Jack Shulman, che ha affermato, sulla base d’informazioni a convalida del legame ufo crash di Roswell e sviluppo del transistor, di avere inventato un dispositivo rivoluzionario definito TCAP basato anch’esso su tecnologia aliena. Cfr. C. Sabadin, “Il caso …”, ult. cit. e CNI News, 1-11-1998.
[3] Cfr. M. Baiata, Editoriale di Notiziario UFO, settembre 1998.
[4] Cfr. S. Greer, News di Notiziario UFO, marzo 1999.
[5] Cfr. F. Ravello, “La scienza ammette: gli ufo esistono”, UFO-Magazine, I Misteri, n°27, 1998.
[6] Precursore di una simile conclusione uno dei padri dell’ufologia che, peraltro, aveva già “smontato” le assurde conclusioni della
Commissione Condon: J. E. McDonald. Vedi in proposito “Gli Ufo e la Scienza”, Fanucci Editore.
[7] Cfr. C. Malanga, “Caro Sturrock ti scrivo”, Notiziario UFO ult. cit. Tale posizione, peraltro condivisa da buona parte del Centro Ufologico Nazionale, è pienamente legittima e, in alcuni casi, avvalorata da considerazioni meritevoli di ulteriori approfondimenti, ma rimane - in ogni caso - sostanzialmente isolata a livello nazionale ed internazionale.
[8] Cfr. C. Sabadin, “UFO: Speciale San Marino”, Bollettino Interno “Sentinel” ult. cit.
[9] Cfr. “Il gruppismo ufologico”, ANNUARIO NAZIONALE UFO, edizione 1996/1997.
[10] Cfr. R. Pinotti, Il Nuovo Consiglio Direttivo del CUN, Notiziario UFO, febbraio 1999.
[11] Cfr. “Polemiche tra ufologi”, UFO-Magazine, I misteri, n°25, 1998.
[12] Cfr. “Il gruppismo …”, ult. cit.
Accordo di Cooperazione Ufologica
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a cura di
[NdR: La parte in oggetto è stata rimossa come richiesto.
Riferimenti in dettaglio alla pagina web: segnalazioni.htm]
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