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Tutti i numeri
del giornale aperiodico di ufologia "Camelot Chronicles" si possono scaricare gratuitamente
da questo sito in formato PDF e HTML, e si possono trovare in formato cartaceo alle conferenze del Gruppo Camelot
e dei suoi Collaboratori
Editoriale - Pag.1
"To bodly go where no one has gone before"
Vorrei prendere spunto dalle parole del mitico James T. Kirk che introducevano ogni puntata di Star Trek per salutarvi e per augurarvi un buon viaggio attraverso gli articoli di questo primo numero di “Camelot Chronicles”.
Un viaggio attraverso una ufologia senza confini, senza beghe associazionistiche, senza ripicche o invidie, aperta a tutti gli ufologi e gli appassionati di ufologia che vogliono insieme a noi arrivare la’ “dove nessuno e’ giunto prima”.
cordialmente vostra,
La Redazione
Commenti, informazioni, suggerimeni ed ogni altra vostra curiosità:
camelotchr@libero.it - http://digilander.iol.it/camelotchr
U.F.O. ed Ufologia
- Pag.1
a cura di Paolo Bolognesi -
paolobolognesi@activenetwork.it
( Membro Gruppo Camelot, Fondazione Sentinel e Collaboratore MOSAC)
È importante, ora più che mai, fare una precisazione su due termini, “U.F.O.” ed “Ufologia”, troppe volte male interpretati oo erroneamente spiegati.
IL SIGNIFICATO DEL TERMINE “U.F.O.”
È il caso di ricordare che il termine U.F.O. non è che l’acronimo di “Unidentified Flying Object”, sigla coniata all’inizio degli anni '50 dall’Aeronautica Militare statunitense, mentre la trasposizione italiana sarebbe O.V.N.I., ossia “Oggetto Volante Non identificato”; il termine U.F.O. viene attribuito ad un oggetto volante che non viene immediatamente identificato dal testimone.
| La sigla U.F.O. oggi ha perso purtroppo il suo significato letterale ed è entrata nel linguaggio comune internazionale. Tutti l’hanno sentita nominare almeno una volta, e tutti pensano di conoscerne il significato.Se si ponesse infatti la domanda: |

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«Cos’è un U.F.O.?», la stragrande maggioranza delle persone risponderebbe: «Un disco volante».
Niente di più sbagliato!
Si tratta di un luogo comune creato dalla cattiva informazione e alimentato dall'ignoranza (intesa come mancanza di conoscenza approfondita del fenomeno).
Conseguentemente ai rapporti di avvistamenti UFO si è delineato il “Fenomeno UFO”, inteso come l’insieme delle testimonianze di persone che riferiscono di aver visto in cielo delle luci o degli oggetti che non sono riusciti ad identificare con qualcosa di noto. La casistica ufologica è costituita da un’ampia tipologia di fenomeni che vanno dalle “luci notturne” agli “oggetti diurni”, che si caratterizzano come strani per l’aspetto (quali forma, dimensioni e colori) o per il comportamento (forti velocità, rapidi movimenti, manovre insolite).
Questo, in breve, il significato del termine "UFO".
Per essere precisi in merito a quanto detto finora, affermeremo che:
- Per U.F.O. si intende qualsiasi oggetto volante che non viene identificato dal testimone nelle fasi dell’avvistamento.
- Il fenomeno U.F.O. è l’insieme dei rapporti di avvistamento; questo fenomeno esiste, supportato da rapporti provenienti da ogni parte del mondo ed esclude qualsiasi discussione sulla sua realtà. Esiste in quanto esistono i rapporti di avvistamento.
- Cosa provochi il fenomeno U.F.O. (o, per essere più precisi: quella parte di rapporti cui non si è riusciti a dare una spiegazione convenzionale), è tutt’ora da scoprire.
- U.F.O. è la causa ignota che li genera e soprattutto non significa necessariamente "disco volante".
COSA S’INTENDE PER “UFOLOGIA” O “RICERCA UFOLOGICA”
Per la gente comune il problema posto dalle testimonianze d’avvistamento, e quindi il compito dei ricercatori (o “ufologi”, come vengono definiti) consiste nello stabilire se questi “dischi volanti” esistano o meno. È convinzione comune peraltro ritenere che l’Ufologia, e di conseguenza gli studiosi di U.F.O. propendano per l’ipotesi extraterrestre e la sostengano.
Anche in questo caso, niente di più sbagliato!
L’ufologia è lo studio del fenomeno U.F.O. (intesa come analisi del suddetto, con lo scopo di scoprirne la causa che lo genera) e studia i rapporti degli avvistamenti, al fine di dare una spiegazione a quella percentuale di casi inesplicati. Sulla base delle analisi finora effettuate, risulta che il 90% dei casi raccolti è “identificabile”, cioè spiegabile come osservazioni di oggetti o fenomeni noti, sia naturali (stelle, pianeti, meteore), sia artificiali (aerei, palloni meteorologici, rientri di satelliti), non riconosciuti come tali dai testimoni a causa di particolari condizioni d’osservazione, oppure talvolta per la rarità o singolarità presentata da alcuni di questi fenomeni. Rimane comunque una percentuale, esigua ma significativa, di casi non riconducibili a cause convenzionali, i quali richiedono ulteriori analisi approfondite.
Da sottolineare che la ricerca ufologica, in Italia e nel mondo, è svolta da diversi centri di studio del fenomeno, i quali differiscono tra loro per quanto riguarda la visione del fenomeno stesso e quindi la sua interpretazione: a centri che sostengono indiscutibilmente l’ipotesi extraterrestre se ne contrappongono altri che non appoggiano alcuna teoria in particolare, ma lasciano il campo aperto ad ogni spiegazione, fintanto che non si disporrà di prove tangibili e concrete per una (o più) di esse.
Una cosa però possiamo dire: quando si riuscirà a dare una soluzione certa a quella piccola percentuale di avvistamenti non riconducibili ad alcunché di convenzionale, ebbene quel giorno il lavoro degli ufologi sarà terminato, l’obiettivo sarà raggiunto:
Dare una spiegazione al fenomeno UFO.
Qualunque essa sia.
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